A chinese lion statue

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Due ombre…

maggio 25th, 2013

Di noi non troveranno mai una foto insieme

il mondo non saprà mai che ci siamo amati

sfiorati e toccati

siamo solo anime che si abbracciano

corpi che si cercano

che si trovano nel buio

quando tutti dormono

quando il mondo spegne le luci …

Se un giorno qualcuno dirà…(io li ho visti amarsi)

avrà visto solo due ombre che si stringevano

che si fondevano all’unisono

Noi non saremo mai una realtà visibile

noi non saremo mai la passeggiata

a noi non ci è concesso il sole sulla pelle

non saremo mai un certificato…

noi siamo il segreto, il peccato

noi siamo quelli sbagliati per il mondo

quelli che si guardano il cielo e le stelle e si toccano i pensieri.

Esistiamo…

dentro gli angolini dei nostri cuori

ci accarezziamo nei ricordi a noi vissuti

e quei brividi di emozioni che sentiamo nella pelle

non si possono comprare…

A noi ci è concesso sognare

ma in silenzio

non siamo come gli altri

non saremo mai come gli altri…

Noi siamo un ora d’amore

e venti tre di sogni

di desideri

di crampi allo stomaco

noi siamo un ora d’amore

ciò che gli altri non hanno e sognano di avere

Simonera__abbraccio_g

Il risveglio da un sogno…

maggio 25th, 2013

Non sparire dai miei sogni

aspettami sul far della sera

fra le stelle, e che la loro

luce rischiari la notte, mentre

apro la porta di quel sogno

proibito che agita il mio sonno.

Resta nella mia solitudine, dove

il mio cuore rimane solo e sogna

il tuo amore.

Infiamma i miei desideri, cancella

la tristezza d’una realtà senza gioie.

Questa abitudine d’incontrarti nelle

visioni oniriche rende tutto vero, il

mio pensiero ti abbraccia, ti stringe

prova l’ebrezza della tua pelle, sempre

più convinta di emozionarmi  al tuo

sorriso.

Rimango legata a questa strana fantasia

che non mi da spiegazioni, ma parla

d’amore e mi sveglio con un nuovo

sorriso,nuove avventure, un nuovo

profumo, sono nuova ogni volta.

Ti aspetto,non io ma il destino ha scelto

questa strada di sogno, per giungere a te!

 

(Mirella Narducci)

 

Il risveglio da un sogno

Avrei voluto essere io!

maggio 25th, 2013

Avrei voluto essere io

quello a cui avresti detto si,

quello a cui avresti stretto le mani nelle tue,

avrei voluto essere io

a illuminarmi del tuo sorriso,

avrei voluto che fossero i miei occhi

quelli che si sarebbero persi nei tuoi,

avrei voluto essere io

quello le cui labbra avresti baciato,

quello che avrebbe ricevuto le tue carezze,

quello che avrebbe visto sul tuo volto

la gioia dei piaceri più intimi,

quello con cui avresti vissuto tutta la vita,

quello che ti avrebbe dato l’amore di cui avevi bisogno.

Avrei voluto essere io…

l’uomo che cercavi!

FRASI SUI NONNI

maggio 25th, 2013

NONNI

Il sorriso di un nonno
un tesoro da custodire
tra le più grandi ricchezze memoria

Anton Vanligt

***

Nonna, eredità di intenti, sogni e speranze,
riposo del cuore in una carezza,
gioia infinita di rispecchiarmi nei tuoi occhi.
Meraviglia della tua vita nella mia,
e dove io cammino, ci sei anche tu.
Nel mio cuore nella mia pelle.
Stephen Littleword

***

«Quando il tuo nipotino afferra per la prima volta il tuo dito con la sua piccola mano, ne diventi dipendente.»
Che gioia, comincia l’avventura
Alla fine la telefonata è arrivata. Vi hanno comunicato la splendida notizia: finalmente siete diventati nonni. Avete aspettato — per quanti anni? — pazientemente e siete stati bravi. Non avete mai fatto il minimo accenno, non avete mai raccontato di quanto fossero contenti i vostri amici con i loro nipotini, non avete mai voluto sapere esplicitamente che cosa pensassero di fare a riguardo e non vi siete mai lamentati con gli amici di quanto vostro figlio e sua moglie temporeggiassero.
Finalmente tutte quelle scene di bambini che vi girano intorno, che vi chiedono di essere coccolati o sollevati per aria, quelle che tante volte vi eravate immaginati, diverranno reali. La gioiosità contagiosa tipica dei bambini riempirà di nuovo la casa: potete riguardare, con un pizzico di malinconia, le foto dei vostri figli quando erano piccoli, rispolverare i vecchi giocattoli riposti in cantina, recuperare i libri di favole che leggevate loro. Potete, anzi dovete, raccontare a tutti i vostri amici il lieto evento e, perché no, organizzare una festa! È meraviglioso! Congratulazioni!
Phill Williams, nonni moderni
***

Quando chiamavo mia madre le dicevo che stavo bene, di non preoccuparsi, ma poi chiamavo la nonna e le confidavo che era dura, trattenendo a fatica le lacrime. Allora lei mi implorava di tornare. Quando me lo diceva, non riuscivo più a controllarmi e piangevo, mentre la nonna ripeteva il mio nome al telefono. “Giacomo, Giacomo, Giacomo, non fare così.” Smettevo di piangere e le dicevo che le volevo bene e allora iniziava a piangere lei.
Una cosa che mi ha sempre fatto sorridere di mia nonna è che ogni volta mi ringraziava per aver telefonato: “Grazie, neh… che mi hai chiamato”.
Ciao nonna.

Fabio Volo – il giorno in più
***

Di quelle sere sul balcone ricordo anche quando guardavo verso la stanza e vedevo la nonna illuminata dalla luce azzurra della televisione. Seduta, vestita solamente con una sottoveste, a sventolare un ventaglio con i piedi sopra le ciabatte. Quando invece infilava le ciabatte, i piedi sembravano gonfi. Pareva che li avessero colati dentro e qualcuno si fosse
dimenticato di dire “basta”. Strabordavano. Stava lì, fissa davanti alla televisione, e a volte si addormentava. Non ho mai capito perché quando succedeva se le chiedevo: “Dormi?” mi rispondeva: “No, non dormivo, ho chiuso solamente un attimo gli occhi”. Sembrava si vergognasse di ammettere che dormiva. Boh!

Fabio Volo – Il giorno in più
***

Mia nonna un giorno mi aveva detto: “La vecchiaia è un posto dove vivi di ricordi. Per questo, quando sei giovane, vivi creandotene di belli”.
Ogni volta che ho fatto qualcosa di bello, oppure una stronzata, dopo quella frase di mia nonna mi sono sempre detto:

“Vabbè… la racconterò ai miei nipotini”.
Fabio Volo – Il giorno in più
***

Nella vita, quando ho avuto bisogno di sapere se il tempo sarebbe cambiato, solitamente mi rivolgevo a mia nonna.

Non ha mai sbagliato un colpo.

La sua frase era: “Mi fanno male le gambe, domani piove”. E il giorno dopo pioveva.

Da bambino avevo anche una statuetta della Madonna che cambiava colore in base al tempo, ma le gambe della nonna erano più infallibili della Madonna.

FABIO VOLO * IL GIORNO IN PIU’
***

Essere nonni significa trovarsi in una fase della vita che rende in genere più capaci di entrare in risonanza con la generazione dei nuovi cuccioli, di sentirne vibrare le emozioni, di comprenderne i bisogni profondi, di meravigliarsi delle loro scoperte.
Vittoria Cesari Lusso , Il mestiere di… nonna e nonno
***

«Io volio bene al mio nono.»
«Mio papà compra il giornale alla ridicola.»
«La torta era una vera raffineria.»

Osservare i propri nipotini mentre imparano a parlare è veramente un gran piacere. E il linguaggio è veramente un elemento fondamentale, una qualità indispensabile per riuscire bene a scuola e nella vita.

Sono molti i modi in cui i nonni possono aiutare i nipoti a migliorare il loro linguaggio.

Parlare con loro il più possibile, leggere loro molti libri, scrivere delle lettere: ecco come aiutare i nipoti a parlare bene e a evitare i classici errori di linguaggio che affliggono tutti gli studenti. Mi sembra utile suggerire qui di seguito alcuni dei modi migliori per aiutare i nipoti a parlare bene.
Phill Williams, nonni moderni
***

Quando i nipoti diventano più grandi ecco che la situazione cambia: «Nonno, mi racconti una storia?»

I nonni, infatti, hanno tutto il tempo che serve per raccontare quelle storie che i bambini adorano. I piccoli, inoltre, ricordano le storie che raccontate loro e, di solito, apprezzano molto quelle più vecchie.

Un nonno ha scritto: «Se c’è una cosa che mi piace particolarmente è raccontare delle storie ai miei nipoti prima che si addormentino. È speciale creare qualcosa di unico per i bambini (e per tutta la famiglia). E allo stesso modo mi piace costruire case per le bambole e castelli di sabbia…»
Phill Williams, nonni moderni
***

-I nonni sono una signora e un signore che non hanno più bambini piccoli: così si dedicano a quelli degli altri.-

Quanti sono i nonni? Più di quelli che si possono immaginare: nel 2005 in Italia erano oltre 13 milioni. Più dei tre quarti di noi diventa nonno a un certo punto della propria vita, il che vuol dire che bisogna imparare tutto riguardo a un nuovo tipo di rapporto, quello con i nipoti. «Imparare?» Mi sembra di sentire già le vostre perplessità: «Non abbiamo niente da imparare per essere nonni, abbiamo cresciuto i figli, sappiamo come si fa. Non si può insegnare a fare il nonno a chi è già papà».
Phill Williams, nonni moderni
***

Sua nonna, che in realtà era stata più una madre, morì, e lei si ritrovò ad avere la responsabilità del nonno. “È finito sulle mie povere spalle come il vecchio del mare…” diceva. Ma non sentiva solo un dovere di gratitudine; voleva bene al vecchietto, che quando lo vedevi nudo assomigliava a un burattino, magro e dinoccolato sotto la testa grossa e la faccia in cui c’era tutta la sua storia.
Doris Lessing , le nonne
***

Quanno che nonna mia pijò marito
nun fece mica come tante e tante
che doppo un po’ se troveno l’amante…
Lei, in cinquant’anni, nu’ l’ha mai tradito!

Dice che un giorno un vecchio impreciuttito
che je voleva fa’ lo spasimante
je disse: V’arigalo ‘sto brillante
se venite a pijavvelo in un sito. -

Un’antra, ar posto suo, come succede,
j’avrebbe detto subbito:
So’ pronta.
Ma nonna, ch’era onesta, nun ciagnede;

anzi je disse: Stattene lontano…
Tanto ch’adesso, quanno l’aricconta,
ancora ce se mozzica le mano!
Trilussa, L’Onestà de Mi’ Nonna
***

Nessuno può fare per i bambini
quel che fanno i nonni:
essi spargono polvere di stelle
sulla vita dei più piccoli.
Alex Haley, I nonni

Crisi della fantasia

maggio 24th, 2013

Crisi della fantasia

 

C’è crisi in ogni paese,

e c’è chi di più ne paga le spese.

C’è crisi pure nella mente mia,

che ha perso la fantasia.

Giro giro tondo…

stiamo toccando il fondo:

“violenza, suicidi, omicidi”,

siamo entrati in guerra,

non c’è più pace nella madre terra.

Come scrivere qualcosa di bello

se ti violentano il cervello?

Isolarsi su una montagna?

Forse la salute ci guadagna,

ma il problema resta…

e si va fuori di testa…

Come poter parlar d’amore,

se ogni giorno un disperato muore!

Sembra una frivolezza,

pensando a chi del domani non ha certezza.

Loro, avranno finalmente capito

che il tempo della cuccagna è finito?

Che devono correre ai ripari

e risanare i piani?

Non riesco  a pensare alla poesia…

mi assento per un po’,

mi mancherà la vostra compagnia,

tornerò…appena tornerà la fantasia!

Amami adesso…….

maggio 24th, 2013

Questa luce tremula di candela

lascia ombre sul viso

bagliori leggeri vanno e vengono

come ali di falena.

Silenzio di chiesa l’odore dolce,

della cera crea questa alcova in

un mistico e solitario sacrario.

Quale posto più bello trovare per

dirti: AMAMI!

Se tu sei felice, lo sono anch’io

non è un sogno, baciami, dammi

te attraverso il tuo bacio.

AMAMI come tu solo sai fare,

sembra trascorso tanto tempo ma

è solo …. un attimo fa!

Son desta, sei tu il mio orizzonte

dove poter dirigere le speranze,

l’amore:

AMAMI, e il calar del sole, troverà

tremule luci e ombre tremanti che

si fondono in quel grido spezzato:

AMAMI!!!

 

Amami adesso.......

 

(Mirella Narducci)

Non dimenticare mai…..

maggio 24th, 2013

Con le mani in grembo

seduta, guardiana esausta

di una casa disabitata, lei

gode gli ultimi raggi di sole.

Donna dalle tante primavere,

con pupille sognanti, in visioni

d’un passato scomparso, attonita

si lascia rapire.

Ora in maniera corretta, siede

fuori la porta lasciando scorrere

le ore di un epoca che più non gli

appartiene.

Rincorrendo giorni di piacere vissuti,

che il ricordo si ostina ad allontanare

e lei paziente li ritrova, li accarezza,

li riporta alla vita.

Amori che ora dividono il suo

tempo, compagni nell’attesa del muto

esistere che fa di lei fiore ancora

profumato, custode di un amore,

tornato bambino.

 

(Mirella Narducci)

 

Non dimenticare mai......

 

 

 

A voce alta

maggio 24th, 2013

E adesso voglio sentirmi Amata, amata a voce alta ! In ogni palpito…senza limiti, respirata e urlata al mondo con tutto il fiato di una vita .

Tanya Bì ©

PAURA* Thich Nhat Hanh

maggio 24th, 2013

Thich Nhat Hanh foto

La paura, una sensazione che nasce da dentro e ci puo’ attanagliare.
Come una morsa che ci porta all’inazione e quindi alla “non vita”. Come sconfiggerla? Come superarla traendo da dentro di noi una forza inaspettata?
Qualcuno la chiamerebbe resilienza, quella energia che ci nasce da dentro e ci fa essere grandi quando fuori il mondo vacilla e la paura fa capolino all’uscio dell’esistenza.
A noi la scelta di farci sopraffare, a noi la scelta di vincerla ed essere profondamente umani e straordinariamente ricchi di risorse.
La prima regola è quella di riconoscere cio’ che ci fa paura e indagare le motivazioni che ci spingono a provarla, così facendo la paura stessa si attenua e i contorni si fanno meno vividi, più superabili.

Frasi tratte dal libro “Paura” di Thich Nhat Hanh:

*

Pensiamo che, per essere più felici, dovremmo reprimere o ignorare le nostre paure. Quando pensiamo alle cose che ci spaventano non ci sentiamo a nostro agio, così allontaniamo i nostri timori negandoli: «Oh no, non voglio pensarci». Cerchiamo d’ignorare la paura, che tuttavia continua a restare presente.
Il solo modo per liberarsi dalla paura ed essere davvero felici è riconoscerla e cercarne le radici profonde. Invece di tentare di rifuggirla, possiamo invitarla ad affiorare alla coscienza e osservarla con uno sguardo limpido e profondo.
Paura, Thich Nhat Hanh

*

La prima cosa da fare per osservare la nostra paura è farla affiorare alla coscienza senza giudizio: ci limiteremo a riconoscere con serenità che esiste. Questo passo porta con sé un grande sollievo. Poi, una volta che la paura si sarà calmata, possiamo accoglierla abbracciandola teneramente e guardare in profondità le sue radici e la sua causa. Comprendere l’origine delle nostre ansie e paure ci aiuta a lasciarle andare.
Paura, Thich Nhat Hanh

*

Nessuno vi può liberare dalla paura. Nemmeno se il Buddha in persona fosse seduto accanto a voi potrebbe aiutarvi. Siete voi stessi che potete imparare a farlo con la pratica. Se farete della pratica della consapevolezza un’abitudine, nel momento in cui si presenteranno le difficoltà, saprete cosa fare.
Paura, Thich Nhat Hanh

*

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Paura - Supera la Tempesta con la Saggezza

Chi ha il coraggio di ….

maggio 23rd, 2013

aforismi tanya bì facebook

Chi ha il coraggio di guardare sempre in faccia la realtà è straordinariamente forte .

Tanya Bì ©

“Io penso che le persone non si dimenticano….

maggio 23rd, 2013

Luciano Ligabue

.. Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.Le persone non si dimenticano. Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita. Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi, c’è solamente un semplice “ciao”. Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita…mi hanno insegnato a vivere. Mi hanno insegnato a diventare quello che sono. E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ciao, faranno per sempre parte della mia vita. Io non dimentico NESSUNO. Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”

- Luciano Ligabue -

FRASI DI DON ANDREA GALLO

maggio 23rd, 2013

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Se non avessimo i cantanti, cosa succederebbe di questi nostri giovani? Sono già smarriti, sono assaliti dall’assenza di futuro, perché dico evangelisti Vasco, Piero, perché danno la buona notizia, portano ancora la possibilità ai giovani di sperare. A volte, noi dovevamo essere evangelisti, il vangelo di Gesù che è gioia che è piacere, che è speranza, che è fraternità non riusciamo a trasmetterlo. Cosa trasmettiamo quasi sempre? Questo no, questo no, questo no… ma allora va un po’ a …
Don Andrea Gallo
***

Mai finora ci siamo ritrovati con animocosì turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, a una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare fede e impegno civile è in difficoltà a prendere la parola. Dov’è la fede? Nelle crociate moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più lontani. È una vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose»
Don Gallo, sono venuto per servire
***

«Drogati di merda». Così Don saluta i suoi ragazzi che gestiscono l’osteria marinara A ‘Lanterna in via Milano dove si mangia un pesce da favola. «Ciao Don, in ritardo questa sera…», è la risposta di Fabio, che serve ai tavoli. Don gli batte una mano sulla spalla e poi girandosi verso di me: «Solo io li posso chiamare così». Nel saluto c’è tutto l’affetto del mondo per i suoi giovani, per i tanti che sono passati dalla comunità di San Benedetto al Porto, che lui ha aiutato a uscire dal tunnel della droga e del malaffare.

«Ciao Don, sai che giorno è oggi?» gli dice Ina, la cuoca che governa la cucina dal primo giorno dell’apertura dell’osteria. Ha intuito dal trambusto che lui è arrivato. Tutti gli ex ragazzi gli sono attorno per salutarlo.

Ina, facendo capolino dal suo regno, gli dice: «Oggi festeggiamo i ventinove anni dall’apertura dell’osteria: menù speciale». Gli occhi del finto burbero si illuminano. Sono trascorsi quasi cinquant’anni dal giorno in cui Andrea Gallo (per chi gli vuol bene Don), fu nominato cappellano della nave Garaventa, il riformatorio che tutti i ragazzi di Genova hanno sempre temuto. «Loris, non darle retta, qui il menù è speciale ogni giorno. Ina sta per andare in pensione, l’ho conosciuta che era una ragazza, si è sposata, è diventata nonna… Lei, è speciale». «Te lo dico dopo che ho mangiato» gli rispondo scherzando. «Fidati, fidati…» Don ha una parola per tutti. L’osteria non ha un tavolo libero, qualche locale, soprattutto turisti. Per noi hanno preparato in una saletta un po’ appartata, sapevano che la nostra cena sarebbe stata lunga e piena di parole.

A’ Lanterna, a due passi dalla Torre della Lanterna, il faro portuale di Genova, il simbolo della città marinara, è un luogo molto affascinante. Mi sembra di essere entrato in una taverna tratta da L’isola del tesoro, dove non si beve rum ma un bianco e un rosso che «vanno giù che è un piacere». Linguine misto mare, tagliolini al pesto, cozze al pomodoro, acciughe e salmone marinato, tagliata di spada affumicato con rucola e il fritto misto (da questo piatto si riconosce la qualità della cucina di mare: Ina è una grande cuoca), per finire panna cotta con caramello e coppetta fantasia (Ina non svelerebbe le due ricette neanche sotto tortura), poi una sana grappetta, ovviamente Barile, l’amico del Don da una vita.

In chiusura della serata un ultimo giro per la città, accompagnati dal fido Marco, dedicato ai più bisognosi.

Tutto accade di notte. Le ore più drammatiche sono quelle che portano all’alba: furti, omicidi, affari di ogni genere, droga e prostituzione. Le ore del giorno aiutano gli ultimi, una grande città li nasconde, si mimetizzano tra le luci e le ombre.

Durante il giorno, i disadattati, i poveracci, si notano di meno; durante la notte, invece, sono una presenza visibile, li vedi aggirarsi in cerca di un rifugio lungo il porto, sotto un cavalcavia, attorno alla stazione, dove, fino a qualche tempo fa, potevano andare di nascosto a rifugiarsi in un vagone parcheggiato lungo un binario morto. Ubriachi, drogati, prostitute, dopo i tanti fatti di sangue, l’accesso alla stazione di notte è vietato. Gli ultimi non sanno più dove andare, rimangono soli con la loro disperazione.

Da quando don Gallo è tornato a Genova non dorme più durante la notte, rimane a disposizione dei fratelli più sfortunati. Solo quando il sole comincia a dare luce alla sua città don si corica per qualche ora. «La mia gente di notte non ha un posto dove andare, così io dormo di giorno e sto sveglio fino all’alba nel mio archivio, tante volte volesse passare di là».

Racconta don Gallo. Classe 1928, ottantadue anni, portati alla grande. Ancora viaggia su e giù per l’Italia per incontrare le persone, i fratelli. Quando arriva Andrea Gallo è sempre festa, la platea è piena, stipata. Con una regola: «Io dormo nel mio letto a San Domenico al Porto», e via chilometri su chilometri con Marco alla guida.?Don lo avevo incontrato altre volte, durante un dibattito o un suo intervento in qualche mia trasmissione. La sua parola mi ha sempre affascinato.
Le sue parole non sono mai buttate al vento, hanno sempre un senso, ti rimangono dentro, ti fanno pensare (è banale dirlo figuriamoci scriverlo, però non ho altro modo per raccontare quello che provo).?Quando è stato ospite a Che tempo che fa, mentre Fazio lo intervistava, io ero seduto dietro la scena, seguivo la ripresa attraverso un monitor di servizio, ascoltandolo pensavo: «Peccato che Don sia un prete, se fosse un politico, avremmo trovato il nostro leader».

Di Andrea Gallo conosco quasi tutto. Mi sono reso conto, studiando la sua vita, che è quella di un grande rivoluzionario. Sicuramente lui non sarà d’accordo con questa affermazione, scommetto che mi direbbe: «Io ho seguito solo le impronte lasciate da altri». Lui è un grande rivoluzionario, non solo per il bene che fa, ma per la forza della sua parola, l’esempio dato dal suo modo di vivere (Dio sa quanto abbiamo bisogno di esempi in questa società che sta distruggendo i valori, dove morale ed etica solo sono optional e quindi non obbligatori), per la capacità di rendere semplice tutto quello che è complicato.

Don Gallo non ha fatto altro che seguire l’esempio di Gesù, di san Francesco e di altri. Con la Chiesa il rapporto è stato difficile sin dall’inizio. «Chi vuol farsi obbedire deve prima riuscire a farsi amare», sono le parole di don Bosco che Andrea ha fatto sue. Le prime incomprensioni con i superiori nascono nel riformatorio per minori, il suo primo incarico dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1959, a trentun’anni. Il metodo che usa con i ragazzi (non ha alla base l’espiazione della pena), non è gradito. Con don Gallo fiducia e libertà prendono il posto della repressione. Lavora sulla responsabilità, consentendo ai ragazzi di uscire per andare al cinema e vivere momenti di auto gestione. Dopo tre anni viene rimosso dall’incarico senza nessuna spiegazione.

Nel 1964 decide di lasciare la congregazione e di entrare nella diocesi genovese. «La congregazione salesiana si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale» racconterà successivamente. Le contestazioni che rivolge alla Chiesa sono le seguenti: la piramide gerarchica che la compone; la sua ricchezza; la mancanza del no totale alla guerra; la condanna nei confronti della laicità (per don Gallo, invece, la laicità rappresenta la difesa dei diritti dell’uomo). Cercherò di fare una sintesi del pensiero del don (sicuramente molto riduttiva), attraverso le sue dichiarazioni, nella speranza che serva per capire meglio alcuni momenti dell’intervista. I preti e il matrimonio: «Don Gallo ritiene che vi sia una grande contraddizione con il Vangelo. Gesù sceglie direttamente colui che diventerà il primo papa, Pietro, sposato con figli. «Se i preti avessero la possibilità di sposarsi, si ridurrebbe il problema del prete che non rispetta il voto di castità, che vanno con prostitute, della pedofilia». L’omosessualità: «Un dono di Dio». L’uso del profilattico: La prima risposta di don Gallo è quella della morale cattolica: «Seguire l’astinenza in attesa del matrimonio». Nello stesso tempo ammette che la realtà è un’altra e non rendersene conto è ancora più grave. «Se i giovani fanno all’amore l’uso del profilattico è fondamentale». Il sacerdozio femminile: «Favorevole». Il divorzio: «Favorevole». L’eutanasia: «Favorevole, se regolamentata». Legalizzazione delle droghe leggere: «Don Gallo non è favorevole al principio, ma ammette che il problema è reale: “C’è la necessità di una rigida regolamentazione, il proibizionismo non serve”».

«Una società felice è una società dove c’è meno bontà ma più diritto. Il nostro governo e la nostra Chiesa ci offrono come carità ciò che dovrebbe essere un diritto. La nostra curia e ogni cristiano devono andare incontro a chi è diverso. Basta con questi principi non negoziabili, basta con i tabù: oggi abbiamo bisogno di una Chiesa che ascolti e che si nutra di creatività piuttosto che di paure».

Sono queste le parole che don ripete tutte le volte che ha la possibilità di parlare in pubblico. Don Gallo nel 1965 diventa viceparroco alla Chiesa del Carmine in un quartiere popolare di Genova. «Di portuali e operai, con abitazioni inagibili e un mercato rionale quasi indecente. Giravo nei vicoli, sostavo tra i banchi, passavo in edicola, discutevo con il salumiere che era convinto che mi piacesse il prosciutto ma comprassi la mortadella perché ero tirchio e volevo spendere meno» ricorda Don.

Erano gli anni della fine del concilio Vaticano II. Gli anni in cui la Chiesa decise di leggere i segni dei tempi. La guerra del Vietnam. Facciamo l’amore e non la guerra, era lo slogan del movimento pacifista americano. Da noi, dopo la rivolta francese, nasce la contestazione, il movimento studentesco che vuole la riforma della scuola, i giovani entrano sempre più nel sociale. «Alla messa di mezzogiorno trattavo i temi di attualità, ero nettamente schierato al fianco degli ultimi, cominciai a tenere due leggii: da una parte il Vangelo, dall’altra il giornale» scrive don Gallo ricordando quei giorni che segnarono il suo futuro.

La Chiesa poteva sopportare un prete così? No. Nel 1970 dopo averlo fatto spiare dal parroco che registrava di nascosto le sue prediche, decise di trasferirlo. La goccia che fece traboccare il vaso e che aveva fatto scatenare l’indignazione dei benpensanti fu la predica all’indomani della scoperta di una fumeria di Hashish nel quartiere. «Invece di inveire contro chi rollava qualche spinello ricordai quanto fossero diffuse e pericolose altre droghe, per esempio quella del linguaggio, talmente fuorviante che poteva tramutare: il bombardamento di popolazione inerme, in un’azione a difesa della libertà». La curia lo accusò di fare politica invece di predicare il Vangelo. I teologi della Chiesa lo accusarono di essere comunista: «I contenuti delle sue prediche non sono religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti».

Don Gallo era riuscito a trasformare la parrocchia del Carmine in un luogo di aggregazione, di confronto per giovani e adulti, nel tempo diventa un punto di riferimento per tutti: dai cattolici ai militanti della nuova sinistra. I parrocchiani fecero manifestazioni di solidarietà contro il suo trasferimento, scrissero una lettera al vescovo (che non ebbe mai risposta), accompagnata da 2370 firme.

Così don Gallo, nell’estate del 1970, saluta i suoi parrocchiani: «E’ vero, esiste un profondo dissenso fra me e la curia , ma un dissenso di amore e di profonda, convinta ricerca della verità. La cosa più importante è che si continui ad agire perché i poveri contino. Ci incontreremo ancora. Ci incontreremo sempre. In tutto il mondo, in tutte le chiese, le case, le osterie. Ovunque ci siano uomini che vogliono verità e giustizia».
Loris Mazzetti – Don Andrea Gallo sono venuto per servire
***

perchè questa omofobia? perchè questa discriminazione? Gesù non parla mai di omosessualità come ,mai? e allora son fratelli!
Don Andrea Gallo
***

il mio titolo è cappellano feriale e festivo della parrocchia di San Benedetto al Porto che conta meno del sacrestano!
Don Andrea Gallo
***

“A me non interessa chiedervi se siete o non siete credenti, vi chiedo però se siete credibili. È questo che un giorno Dio chiederà a ciascuno di noi”
don Andrea Gallo
***

Vorrei che ogni mia azione caritatevole, tradotta in solidarietà, potesse produrre dei diritti, ma non a lunghissimo termine! Riconosco gli aspetti positivi della solidarietà assistenziale, ma mi sento peccatore per non essere riuscito, in tanti anni, a cambiare davvero le cose.

don Andrea Gallo
***

FRASI Giovanni Falcone*

maggio 23rd, 2013

giovanni-falcone

In ricordo della strage di Capaci 23 Maggio 1992.

Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.
Giovanni Falcone, Cose di cosa nostra

*

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
Giovanni Falcone

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Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

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La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.
Giovanni Falcone, Cose di cosa nostra

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L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.
Altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!
Giovanni Falcone

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La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.
Giovanni Falcone

Falcone 23 Maggio

“La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.

La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.

La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trsportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.”
Alda Merini, Per Giovanni Falcone

Visualizzazioni Creative* Jose Maffina

maggio 22nd, 2013


Voi conoscere la chiave per capire la tua voce interiore?
Jose Maffina te la pone tra le mani con un libro davvero eccezionale: “Visualizzazioni Creative”.

Le visualizzazioni creative siano strumenti validi per scoprire ciò che è celato dentro di noi.
Per ogni visualizzazione sono indicate le chiavi interpretative delle immagini che affiorano durante le meditazioni e che per ciascuno sono diverse.

Conoscere il loro significato ci permette di scoprire le nostre debolezze e di essere così in grado di trasformarle. Il linguaggio della nostra voce interiore diventa così chiaro e utile per il nostro cammino.

Le visualizzazioni creative sono “UN AIUTO AL CORPO CHE VIENE DALLA MENTE”.
E’ stato scientificamente dimostrato che le immagini che creiamo nella nostra mente, con l’aiuto anche dei sensi, ci permette di dare vita a delle forme realtà interiori , di fronte alle quali il nostro cervello reagisce essendone stimolato, a seconda della qualità e del tipo di immagine.

Le hai mai provate? Clicca qui!

SEGUO ME STESSO

maggio 22nd, 2013

Non seguo nessuna religione, non mi piace essere il burattino di qualcosa che non esiste, seguo la nuova forma di pensiero sperando che, in futuro possa diventare il pensiero comune di ogni essere umano, io sono la mia credenza personale, seguo la mia strada e credo solo in me stesso.

(Ejay Ivan Lac)

 

ME STESSO

La Mia Bibbia degli Oli Essenziali* Danièle Festy

maggio 22nd, 2013

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: La Bibbia degli Oli Essenziali

La natura ci ha regalato dei potenti rimedi per ogni tipo di esigenza, che si legato alla salute, alla pulizia e al benessere della persona nella sua totalità.
Conoscere le proprietà degli oli essenziali è il primo passo per scalare la rete della conoscenza di questi importanti strumenti che l’uomo ha a disposizione: gli estratti in forma oleosa dalle piante che ci vivono accanto quotidianamente.
Come contrastare un mal di testa senza ricorrere a delle medicine che se curano da una parte dall’altra creano ulteriori problemi all’organismo?
Come ritrovare situazione di calma e rilassatezza con le piante e i loro oli?
Come pulire e disinfettare al meglio la casa senza incorrere in detersivi chimici dannosi anche da respirare e portatori di allergie?
Queste e altre domande significative sulle proprietà e uso degli oli essenziali le puoi trovare in un libro speciale: La Mia Bibbia degli Oli Essenziali di Danièle Festy, La guida più completa all’aromaterapia.

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Tratto dal libro, rimedio con la menta all’emicrania:

MENTA PIPERITA Da applicare:

Applicate 2 gocce pure sulle tempie e la fronte (attenzione, evitate gli occhi). Se siete in casa, potete preparate degli impacchi umidi impregnati di menta (ancora più distensivi). Volendo, procuratevi uno stick al mentolo (in farmacia).

MENTA PIPERITA Da diffondere:

Lasciate evaporare alcune gocce 2 volte al giorno per 1 ora, se possibile con l’aiuto di un diffusore elettrico.

La Bibbia degli Oli Essenziali di Danièle Festy

La speranza è nell’amore

maggio 22nd, 2013

Si può ascoltare e non capire,

si può vivere cento giorni e

assimilare tutto nel solo giorno

che decidiamo di essere, di amare.

Non aspettiamo che il tempo ci

faccia cambiare le nostre bellezze,

le speranze, sperdute in quello spazio

cosi avaro che non ce le renderà più.

Lasciamoci guidare dalla irreale creatura,

la sorella spensierata di nome fantasia, ci

presterà Pegaso e voleremo in alto, lasciando

sotto le nubi la vita reale, crudele.

Torneremo in terra col cuore leggero perchè

la magia ci costruirà ali forti per vincere

l’incertezza, non più distanze, indifferenze

ma sorrisi quieti,profumi di giorni trascorsi,

silenzi dissetanti.

Da oggi tutto può ricomonciare, spezzando

i fili del dubbio, difendiamo l’amore che solo

lui rimane!!!

 

(Mirella Narducci)

 

La speranza è nell'amore

 

UN GENERE DI FELICITA’ IGNOTA

maggio 22nd, 2013

7-dream

«Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota nel mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita: non la libertà del dittatore che vuole imporre la sua volontà nel mondo, ma la libertà dell’artista privo di volontà, libero dal volere».

Karen Blixen, “La mia Africa”

Fuga da te

maggio 22nd, 2013

Mi hai visto fuggire, correvo

in quel prato

il cuore in gola mi allontanavo

da te.

Esplodeva il petto ma non fermavo

la corsa, impaurita dal gelo dei tuoi

sguardi.

Mi raggiungevano i pensieri pieni di

mille perché.

Un rimprovero il mio per quel non

voler vedere dietro la tenda dell’anima,

non voler scoprire la donna che sono,

arrenderti dopo esserti scaldato vicino

al mio fuoco, dopo aver preso la luce,

che ha fatto brillare i tuoi occhi, dopo

aver abusato del mio ingenuo candore.

Lontano non sei che un puntino, la mia

libertà non ha ostacoli, ai margini del

campo non oso voltarmi, ho paura di

non vedere più quel seme ormai perso,

che mi dava la vita.

(Mirella Narducci)

Fuga da te.... 

Imparerò ad ascoltare…

maggio 21st, 2013

 

Al bussar dell’alba

leverò le stanche membra dal mio agitato sonno

indosserò ciò che rimane di me

prenderò per mano il poco tempo rimastomi e

imboccherò quel sentiero sempre più erto e accidentato che conduce alla vita.

 

Indomito continuerò la mia ricerca con l’animo a brandelli

folate gelide l’attraversano

 

e…questa volta imparerò ad ascoltare

 

Il frusciar delle fronde mi parlerà della natura…

cingerò il capo con una corona di rami e foglie intrecciati

assorbirò la loro linfa

scorrerà in me

 

e…imparerò

 

Osserverò gli animali

vivrò con loro

come loro

ringhierò e azzannerò

avrò amplessi e partorirò cuccioli

mi ciberò di loro

 

e…imparerò

 

Poi m’immergerò fra la gente

sarò la loro ombra

ascolterò le loro parole

sarò la loro eco

sarò lo specchio delle loro espressioni

i loro gesti saranno i miei

morderò i loro silenzi.

 

Toccherò i loro pensieri

sfiorerò le loro anime…

scaverò nelle loro memorie

nei loro cuori

sradicherò i loro ricordi

stendendoli su sassi imbiancati

 

e…imparerò ad ascoltare la verità…

 

Come assetato berrò alla sua fonte

mi disseterò e mi vestirò d’essa e

richiuderò gli squarci al mio animo

 

Poi…

 

imboccherò l’ultimo sentiero

seguirò la prima stella della sera e

mi dirigerò là…dove tramonta il sole!

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