A chinese lion statue

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Chi ha il coraggio di ….

maggio 23rd, 2013

aforismi tanya bì facebook

Chi ha il coraggio di guardare sempre in faccia la realtà è straordinariamente forte .

Tanya Bì ©

“Io penso che le persone non si dimenticano….

maggio 23rd, 2013

Luciano Ligabue

.. Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.Le persone non si dimenticano. Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita. Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi, c’è solamente un semplice “ciao”. Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita…mi hanno insegnato a vivere. Mi hanno insegnato a diventare quello che sono. E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ciao, faranno per sempre parte della mia vita. Io non dimentico NESSUNO. Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”

- Luciano Ligabue -

FRASI DI DON ANDREA GALLO

maggio 23rd, 2013

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Se non avessimo i cantanti, cosa succederebbe di questi nostri giovani? Sono già smarriti, sono assaliti dall’assenza di futuro, perché dico evangelisti Vasco, Piero, perché danno la buona notizia, portano ancora la possibilità ai giovani di sperare. A volte, noi dovevamo essere evangelisti, il vangelo di Gesù che è gioia che è piacere, che è speranza, che è fraternità non riusciamo a trasmetterlo. Cosa trasmettiamo quasi sempre? Questo no, questo no, questo no… ma allora va un po’ a …
Don Andrea Gallo
***

Mai finora ci siamo ritrovati con animocosì turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, a una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare fede e impegno civile è in difficoltà a prendere la parola. Dov’è la fede? Nelle crociate moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più lontani. È una vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose»
Don Gallo, sono venuto per servire
***

«Drogati di merda». Così Don saluta i suoi ragazzi che gestiscono l’osteria marinara A ‘Lanterna in via Milano dove si mangia un pesce da favola. «Ciao Don, in ritardo questa sera…», è la risposta di Fabio, che serve ai tavoli. Don gli batte una mano sulla spalla e poi girandosi verso di me: «Solo io li posso chiamare così». Nel saluto c’è tutto l’affetto del mondo per i suoi giovani, per i tanti che sono passati dalla comunità di San Benedetto al Porto, che lui ha aiutato a uscire dal tunnel della droga e del malaffare.

«Ciao Don, sai che giorno è oggi?» gli dice Ina, la cuoca che governa la cucina dal primo giorno dell’apertura dell’osteria. Ha intuito dal trambusto che lui è arrivato. Tutti gli ex ragazzi gli sono attorno per salutarlo.

Ina, facendo capolino dal suo regno, gli dice: «Oggi festeggiamo i ventinove anni dall’apertura dell’osteria: menù speciale». Gli occhi del finto burbero si illuminano. Sono trascorsi quasi cinquant’anni dal giorno in cui Andrea Gallo (per chi gli vuol bene Don), fu nominato cappellano della nave Garaventa, il riformatorio che tutti i ragazzi di Genova hanno sempre temuto. «Loris, non darle retta, qui il menù è speciale ogni giorno. Ina sta per andare in pensione, l’ho conosciuta che era una ragazza, si è sposata, è diventata nonna… Lei, è speciale». «Te lo dico dopo che ho mangiato» gli rispondo scherzando. «Fidati, fidati…» Don ha una parola per tutti. L’osteria non ha un tavolo libero, qualche locale, soprattutto turisti. Per noi hanno preparato in una saletta un po’ appartata, sapevano che la nostra cena sarebbe stata lunga e piena di parole.

A’ Lanterna, a due passi dalla Torre della Lanterna, il faro portuale di Genova, il simbolo della città marinara, è un luogo molto affascinante. Mi sembra di essere entrato in una taverna tratta da L’isola del tesoro, dove non si beve rum ma un bianco e un rosso che «vanno giù che è un piacere». Linguine misto mare, tagliolini al pesto, cozze al pomodoro, acciughe e salmone marinato, tagliata di spada affumicato con rucola e il fritto misto (da questo piatto si riconosce la qualità della cucina di mare: Ina è una grande cuoca), per finire panna cotta con caramello e coppetta fantasia (Ina non svelerebbe le due ricette neanche sotto tortura), poi una sana grappetta, ovviamente Barile, l’amico del Don da una vita.

In chiusura della serata un ultimo giro per la città, accompagnati dal fido Marco, dedicato ai più bisognosi.

Tutto accade di notte. Le ore più drammatiche sono quelle che portano all’alba: furti, omicidi, affari di ogni genere, droga e prostituzione. Le ore del giorno aiutano gli ultimi, una grande città li nasconde, si mimetizzano tra le luci e le ombre.

Durante il giorno, i disadattati, i poveracci, si notano di meno; durante la notte, invece, sono una presenza visibile, li vedi aggirarsi in cerca di un rifugio lungo il porto, sotto un cavalcavia, attorno alla stazione, dove, fino a qualche tempo fa, potevano andare di nascosto a rifugiarsi in un vagone parcheggiato lungo un binario morto. Ubriachi, drogati, prostitute, dopo i tanti fatti di sangue, l’accesso alla stazione di notte è vietato. Gli ultimi non sanno più dove andare, rimangono soli con la loro disperazione.

Da quando don Gallo è tornato a Genova non dorme più durante la notte, rimane a disposizione dei fratelli più sfortunati. Solo quando il sole comincia a dare luce alla sua città don si corica per qualche ora. «La mia gente di notte non ha un posto dove andare, così io dormo di giorno e sto sveglio fino all’alba nel mio archivio, tante volte volesse passare di là».

Racconta don Gallo. Classe 1928, ottantadue anni, portati alla grande. Ancora viaggia su e giù per l’Italia per incontrare le persone, i fratelli. Quando arriva Andrea Gallo è sempre festa, la platea è piena, stipata. Con una regola: «Io dormo nel mio letto a San Domenico al Porto», e via chilometri su chilometri con Marco alla guida.?Don lo avevo incontrato altre volte, durante un dibattito o un suo intervento in qualche mia trasmissione. La sua parola mi ha sempre affascinato.
Le sue parole non sono mai buttate al vento, hanno sempre un senso, ti rimangono dentro, ti fanno pensare (è banale dirlo figuriamoci scriverlo, però non ho altro modo per raccontare quello che provo).?Quando è stato ospite a Che tempo che fa, mentre Fazio lo intervistava, io ero seduto dietro la scena, seguivo la ripresa attraverso un monitor di servizio, ascoltandolo pensavo: «Peccato che Don sia un prete, se fosse un politico, avremmo trovato il nostro leader».

Di Andrea Gallo conosco quasi tutto. Mi sono reso conto, studiando la sua vita, che è quella di un grande rivoluzionario. Sicuramente lui non sarà d’accordo con questa affermazione, scommetto che mi direbbe: «Io ho seguito solo le impronte lasciate da altri». Lui è un grande rivoluzionario, non solo per il bene che fa, ma per la forza della sua parola, l’esempio dato dal suo modo di vivere (Dio sa quanto abbiamo bisogno di esempi in questa società che sta distruggendo i valori, dove morale ed etica solo sono optional e quindi non obbligatori), per la capacità di rendere semplice tutto quello che è complicato.

Don Gallo non ha fatto altro che seguire l’esempio di Gesù, di san Francesco e di altri. Con la Chiesa il rapporto è stato difficile sin dall’inizio. «Chi vuol farsi obbedire deve prima riuscire a farsi amare», sono le parole di don Bosco che Andrea ha fatto sue. Le prime incomprensioni con i superiori nascono nel riformatorio per minori, il suo primo incarico dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1959, a trentun’anni. Il metodo che usa con i ragazzi (non ha alla base l’espiazione della pena), non è gradito. Con don Gallo fiducia e libertà prendono il posto della repressione. Lavora sulla responsabilità, consentendo ai ragazzi di uscire per andare al cinema e vivere momenti di auto gestione. Dopo tre anni viene rimosso dall’incarico senza nessuna spiegazione.

Nel 1964 decide di lasciare la congregazione e di entrare nella diocesi genovese. «La congregazione salesiana si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale» racconterà successivamente. Le contestazioni che rivolge alla Chiesa sono le seguenti: la piramide gerarchica che la compone; la sua ricchezza; la mancanza del no totale alla guerra; la condanna nei confronti della laicità (per don Gallo, invece, la laicità rappresenta la difesa dei diritti dell’uomo). Cercherò di fare una sintesi del pensiero del don (sicuramente molto riduttiva), attraverso le sue dichiarazioni, nella speranza che serva per capire meglio alcuni momenti dell’intervista. I preti e il matrimonio: «Don Gallo ritiene che vi sia una grande contraddizione con il Vangelo. Gesù sceglie direttamente colui che diventerà il primo papa, Pietro, sposato con figli. «Se i preti avessero la possibilità di sposarsi, si ridurrebbe il problema del prete che non rispetta il voto di castità, che vanno con prostitute, della pedofilia». L’omosessualità: «Un dono di Dio». L’uso del profilattico: La prima risposta di don Gallo è quella della morale cattolica: «Seguire l’astinenza in attesa del matrimonio». Nello stesso tempo ammette che la realtà è un’altra e non rendersene conto è ancora più grave. «Se i giovani fanno all’amore l’uso del profilattico è fondamentale». Il sacerdozio femminile: «Favorevole». Il divorzio: «Favorevole». L’eutanasia: «Favorevole, se regolamentata». Legalizzazione delle droghe leggere: «Don Gallo non è favorevole al principio, ma ammette che il problema è reale: “C’è la necessità di una rigida regolamentazione, il proibizionismo non serve”».

«Una società felice è una società dove c’è meno bontà ma più diritto. Il nostro governo e la nostra Chiesa ci offrono come carità ciò che dovrebbe essere un diritto. La nostra curia e ogni cristiano devono andare incontro a chi è diverso. Basta con questi principi non negoziabili, basta con i tabù: oggi abbiamo bisogno di una Chiesa che ascolti e che si nutra di creatività piuttosto che di paure».

Sono queste le parole che don ripete tutte le volte che ha la possibilità di parlare in pubblico. Don Gallo nel 1965 diventa viceparroco alla Chiesa del Carmine in un quartiere popolare di Genova. «Di portuali e operai, con abitazioni inagibili e un mercato rionale quasi indecente. Giravo nei vicoli, sostavo tra i banchi, passavo in edicola, discutevo con il salumiere che era convinto che mi piacesse il prosciutto ma comprassi la mortadella perché ero tirchio e volevo spendere meno» ricorda Don.

Erano gli anni della fine del concilio Vaticano II. Gli anni in cui la Chiesa decise di leggere i segni dei tempi. La guerra del Vietnam. Facciamo l’amore e non la guerra, era lo slogan del movimento pacifista americano. Da noi, dopo la rivolta francese, nasce la contestazione, il movimento studentesco che vuole la riforma della scuola, i giovani entrano sempre più nel sociale. «Alla messa di mezzogiorno trattavo i temi di attualità, ero nettamente schierato al fianco degli ultimi, cominciai a tenere due leggii: da una parte il Vangelo, dall’altra il giornale» scrive don Gallo ricordando quei giorni che segnarono il suo futuro.

La Chiesa poteva sopportare un prete così? No. Nel 1970 dopo averlo fatto spiare dal parroco che registrava di nascosto le sue prediche, decise di trasferirlo. La goccia che fece traboccare il vaso e che aveva fatto scatenare l’indignazione dei benpensanti fu la predica all’indomani della scoperta di una fumeria di Hashish nel quartiere. «Invece di inveire contro chi rollava qualche spinello ricordai quanto fossero diffuse e pericolose altre droghe, per esempio quella del linguaggio, talmente fuorviante che poteva tramutare: il bombardamento di popolazione inerme, in un’azione a difesa della libertà». La curia lo accusò di fare politica invece di predicare il Vangelo. I teologi della Chiesa lo accusarono di essere comunista: «I contenuti delle sue prediche non sono religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti».

Don Gallo era riuscito a trasformare la parrocchia del Carmine in un luogo di aggregazione, di confronto per giovani e adulti, nel tempo diventa un punto di riferimento per tutti: dai cattolici ai militanti della nuova sinistra. I parrocchiani fecero manifestazioni di solidarietà contro il suo trasferimento, scrissero una lettera al vescovo (che non ebbe mai risposta), accompagnata da 2370 firme.

Così don Gallo, nell’estate del 1970, saluta i suoi parrocchiani: «E’ vero, esiste un profondo dissenso fra me e la curia , ma un dissenso di amore e di profonda, convinta ricerca della verità. La cosa più importante è che si continui ad agire perché i poveri contino. Ci incontreremo ancora. Ci incontreremo sempre. In tutto il mondo, in tutte le chiese, le case, le osterie. Ovunque ci siano uomini che vogliono verità e giustizia».
Loris Mazzetti – Don Andrea Gallo sono venuto per servire
***

perchè questa omofobia? perchè questa discriminazione? Gesù non parla mai di omosessualità come ,mai? e allora son fratelli!
Don Andrea Gallo
***

il mio titolo è cappellano feriale e festivo della parrocchia di San Benedetto al Porto che conta meno del sacrestano!
Don Andrea Gallo
***

“A me non interessa chiedervi se siete o non siete credenti, vi chiedo però se siete credibili. È questo che un giorno Dio chiederà a ciascuno di noi”
don Andrea Gallo
***

Vorrei che ogni mia azione caritatevole, tradotta in solidarietà, potesse produrre dei diritti, ma non a lunghissimo termine! Riconosco gli aspetti positivi della solidarietà assistenziale, ma mi sento peccatore per non essere riuscito, in tanti anni, a cambiare davvero le cose.

don Andrea Gallo
***

FRASI Giovanni Falcone*

maggio 23rd, 2013

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In ricordo della strage di Capaci 23 Maggio 1992.

Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.
Giovanni Falcone, Cose di cosa nostra

*

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.
Giovanni Falcone

*

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

*

La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.
Giovanni Falcone, Cose di cosa nostra

*

L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.
Altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!
Giovanni Falcone

*

La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.
Giovanni Falcone

Falcone 23 Maggio

“La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.

La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.

La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trsportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.”
Alda Merini, Per Giovanni Falcone

Visualizzazioni Creative* Jose Maffina

maggio 22nd, 2013


Voi conoscere la chiave per capire la tua voce interiore?
Jose Maffina te la pone tra le mani con un libro davvero eccezionale: “Visualizzazioni Creative”.

Le visualizzazioni creative siano strumenti validi per scoprire ciò che è celato dentro di noi.
Per ogni visualizzazione sono indicate le chiavi interpretative delle immagini che affiorano durante le meditazioni e che per ciascuno sono diverse.

Conoscere il loro significato ci permette di scoprire le nostre debolezze e di essere così in grado di trasformarle. Il linguaggio della nostra voce interiore diventa così chiaro e utile per il nostro cammino.

Le visualizzazioni creative sono “UN AIUTO AL CORPO CHE VIENE DALLA MENTE”.
E’ stato scientificamente dimostrato che le immagini che creiamo nella nostra mente, con l’aiuto anche dei sensi, ci permette di dare vita a delle forme realtà interiori , di fronte alle quali il nostro cervello reagisce essendone stimolato, a seconda della qualità e del tipo di immagine.

Le hai mai provate? Clicca qui!

SEGUO ME STESSO

maggio 22nd, 2013

Non seguo nessuna religione, non mi piace essere il burattino di qualcosa che non esiste, seguo la nuova forma di pensiero sperando che, in futuro possa diventare il pensiero comune di ogni essere umano, io sono la mia credenza personale, seguo la mia strada e credo solo in me stesso.

(Ejay Ivan Lac)

 

ME STESSO

La Mia Bibbia degli Oli Essenziali* Danièle Festy

maggio 22nd, 2013

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: La Bibbia degli Oli Essenziali

La natura ci ha regalato dei potenti rimedi per ogni tipo di esigenza, che si legato alla salute, alla pulizia e al benessere della persona nella sua totalità.
Conoscere le proprietà degli oli essenziali è il primo passo per scalare la rete della conoscenza di questi importanti strumenti che l’uomo ha a disposizione: gli estratti in forma oleosa dalle piante che ci vivono accanto quotidianamente.
Come contrastare un mal di testa senza ricorrere a delle medicine che se curano da una parte dall’altra creano ulteriori problemi all’organismo?
Come ritrovare situazione di calma e rilassatezza con le piante e i loro oli?
Come pulire e disinfettare al meglio la casa senza incorrere in detersivi chimici dannosi anche da respirare e portatori di allergie?
Queste e altre domande significative sulle proprietà e uso degli oli essenziali le puoi trovare in un libro speciale: La Mia Bibbia degli Oli Essenziali di Danièle Festy, La guida più completa all’aromaterapia.

*

Tratto dal libro, rimedio con la menta all’emicrania:

MENTA PIPERITA Da applicare:

Applicate 2 gocce pure sulle tempie e la fronte (attenzione, evitate gli occhi). Se siete in casa, potete preparate degli impacchi umidi impregnati di menta (ancora più distensivi). Volendo, procuratevi uno stick al mentolo (in farmacia).

MENTA PIPERITA Da diffondere:

Lasciate evaporare alcune gocce 2 volte al giorno per 1 ora, se possibile con l’aiuto di un diffusore elettrico.

La Bibbia degli Oli Essenziali di Danièle Festy

La speranza è nell’amore

maggio 22nd, 2013

Si può ascoltare e non capire,

si può vivere cento giorni e

assimilare tutto nel solo giorno

che decidiamo di essere, di amare.

Non aspettiamo che il tempo ci

faccia cambiare le nostre bellezze,

le speranze, sperdute in quello spazio

cosi avaro che non ce le renderà più.

Lasciamoci guidare dalla irreale creatura,

la sorella spensierata di nome fantasia, ci

presterà Pegaso e voleremo in alto, lasciando

sotto le nubi la vita reale, crudele.

Torneremo in terra col cuore leggero perchè

la magia ci costruirà ali forti per vincere

l’incertezza, non più distanze, indifferenze

ma sorrisi quieti,profumi di giorni trascorsi,

silenzi dissetanti.

Da oggi tutto può ricomonciare, spezzando

i fili del dubbio, difendiamo l’amore che solo

lui rimane!!!

 

(Mirella Narducci)

 

La speranza è nell'amore

 

UN GENERE DI FELICITA’ IGNOTA

maggio 22nd, 2013

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«Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota nel mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita: non la libertà del dittatore che vuole imporre la sua volontà nel mondo, ma la libertà dell’artista privo di volontà, libero dal volere».

Karen Blixen, “La mia Africa”

Fuga da te

maggio 22nd, 2013

Mi hai visto fuggire, correvo

in quel prato

il cuore in gola mi allontanavo

da te.

Esplodeva il petto ma non fermavo

la corsa, impaurita dal gelo dei tuoi

sguardi.

Mi raggiungevano i pensieri pieni di

mille perché.

Un rimprovero il mio per quel non

voler vedere dietro la tenda dell’anima,

non voler scoprire la donna che sono,

arrenderti dopo esserti scaldato vicino

al mio fuoco, dopo aver preso la luce,

che ha fatto brillare i tuoi occhi, dopo

aver abusato del mio ingenuo candore.

Lontano non sei che un puntino, la mia

libertà non ha ostacoli, ai margini del

campo non oso voltarmi, ho paura di

non vedere più quel seme ormai perso,

che mi dava la vita.

(Mirella Narducci)

Fuga da te.... 

Imparerò ad ascoltare…

maggio 21st, 2013

 

Al bussar dell’alba

leverò le stanche membra dal mio agitato sonno

indosserò ciò che rimane di me

prenderò per mano il poco tempo rimastomi e

imboccherò quel sentiero sempre più erto e accidentato che conduce alla vita.

 

Indomito continuerò la mia ricerca con l’animo a brandelli

folate gelide l’attraversano

 

e…questa volta imparerò ad ascoltare

 

Il frusciar delle fronde mi parlerà della natura…

cingerò il capo con una corona di rami e foglie intrecciati

assorbirò la loro linfa

scorrerà in me

 

e…imparerò

 

Osserverò gli animali

vivrò con loro

come loro

ringhierò e azzannerò

avrò amplessi e partorirò cuccioli

mi ciberò di loro

 

e…imparerò

 

Poi m’immergerò fra la gente

sarò la loro ombra

ascolterò le loro parole

sarò la loro eco

sarò lo specchio delle loro espressioni

i loro gesti saranno i miei

morderò i loro silenzi.

 

Toccherò i loro pensieri

sfiorerò le loro anime…

scaverò nelle loro memorie

nei loro cuori

sradicherò i loro ricordi

stendendoli su sassi imbiancati

 

e…imparerò ad ascoltare la verità…

 

Come assetato berrò alla sua fonte

mi disseterò e mi vestirò d’essa e

richiuderò gli squarci al mio animo

 

Poi…

 

imboccherò l’ultimo sentiero

seguirò la prima stella della sera e

mi dirigerò là…dove tramonta il sole!

Eloquenza del silenzio..

maggio 21st, 2013

Eloquenza del silenzio
nel ventre buio
di un vento umido
smarrito tra viscide foglie.
Fate nascoste
dietro angoli di luna
prigionieri degli umori
del bosco.
Io ti cerco ancora
Amore
seppur
non ti conosco.

Essere me stesso

maggio 21st, 2013

Non ci tengo ad apparire ciò che piace agli altri. Preferisco essere ciò che piace a me stesso.

Isac Randazzo

Le parole d’amore

maggio 20th, 2013

Sono io, è la mia mano che

scorre su questo foglio bianco,

l’inchiostro disegna un mosaico

di parole a volte sostano incerte,

mentre altre si riversano come un

fiume in piena.

Potrei chiudere gli occhi e loro

continuerebbero a narrare la nostra

storia, il nostro amore.

Non ne cancellerò un sorriso, un

fremito, impertinenti incalzanti loro

le parole nel tempo rimarranno

impresse in questo foglio, scivolano

su di lui riempiono gli spazi.

Le divoro con gli occhi, mi dicono di

te, oltrepassano le barriere, quelle

che il tuo cuore ha costruito per rifiutare

ogni slancio, ogni carezza e mentre loro si

esprimono questo mio foglio sa di pianto,

mute silenziose lacrime, lo bagnano!

 

(Mirella Narducci)

Le parole d'amore

Ogni giorno è un’opportunità. Stephen Littleword

maggio 20th, 2013

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Ogni giorno è un’opportunità.
Immagina la fortuna che hai ogni volta che al mattino ti alzi.
Ogni giorno, puoi investire il tempo per te, per il tuo lavoro,
puoi scegliere, tra tutte le scelte disponibili, di lamentarti e non agire
o trasformare ogni secondo in un’opportunità per te e per gli altri.
La scelta è solo tua, hai tra le mani la più grande opportunità
del tempo da investire per gli altri e per te stesso,
tocca a te fare questo investimento.
Sii grande, sii folle! Sii te stesso!
Stephen Littleword, Nulla è per caso

AVANZI, STORIE STRAORDINARIE DI ORDINARIO DISAGIO * PIPPO ZARRELLA

maggio 20th, 2013

AVANZI - Pippo Zarrella
Italia: 1- Etiopia: 0. L’Italia ce l’ha fatta. Ed io? Ce l’ho fatta io? Ma valeva la pena di venire qua e pagare l’affitto del semaforo a Don Gennaro?
Verde,Giallo e Rosso, AVANZI, Pippo Zarrella

***

Dalla settimana scorsa, ogni mattino saluto i miei bambini. Vado a “lavorare”.
Da una settimana a questa parte ho riavuto il “lavoro”. Anche se non è vero. È vero per i miei figli però.
Faccio questa farsa per loro. Da quando dissi che avevo perso il lavoro, i loro voti a scuola si sono abbassati. Ed eccomi qua. A mendicare dignità, a lavorare sui gradini del Duomo della mia città.

Buon Appetito, AVANZI, Pippo Zarrella

***

Precario. Come la vita precaria che ogni giorno affronto io e la mia famiglia. Confesso che per un attimo ci ho pensato anch’io. Anch’io per un momento ho pensato di uccidere me stesso per uccidere le mie responsabilità. Capisco di aver molto in comune con l’amico pinguino. Pure io tengo le ali ma non posso volare.

Tra poco pioverà, AVANZI, Pippo Zarrella

***

Io non raccatto rifiuti. Raccolgo chiazze di paura, brandelli di sogni e resti di speranze in giro per le città. Vuoi vedere la mia collezione?
Prologo: Chiazze di paura, brandelli di sogni – AVANZI, Pippo Zarrella

***

In cielo la luna piena è una mozzarella che lacrima malinconia. La strada è deserta. Sono solo. Neanche la mia ombra mi fa compagnia. Solo come una lattina logorata e consumata, distrutta dal mondo che la circonda.
Prologo: Chiazze di paura, brandelli di sogni  AVANZI, Pippo Zarrella

***

Il cielo ad un tratto si copre. Il sole si nasconde dietro un nuvolone grigio. Sembra che abbia vergogna.
Tutto diventa liquido. Le pareti delle case ondeggianti, i pavimenti molli, i vari oggetti che ballano una danza isterica. Le case in polvere. Urla. Pianti. Urla. Pianti. Urla e ancora pianti.
Poi, solo silenzio. Aiuto. Dove siete tutti? Nulla. Silenzio. Solo silenzio.
Il fiore di Iris – AVANZI- Pippo Zarrella

***

Ciao. Sono Iris. Ho sei anni. Vivo a Port-au-Prince ad Haiti in una luccicosa casa costruita da papà e mamma a pochi passi dalla spiaggia. Si avete capito bene: ho la casa luccicosa. Mamma pulisce le lamiere tutti i giorni e quando il sole si riflette sulle pareti della casa si crea un gioco di luci molto bello.
Molti di voi mi invidieranno il fatto che vivo sulla spiaggia. Lo so. Sono fortunata.
Il fiore di Iris, AVANZI – Pippo Zarrella

***

Davanti alla tomba di mio marito , anziché lasciargli una rosa, mi gusto una morbida rossana…
Finchè morte non ci separi! – AVANZI – Pippo Zarrella

***

Una volta su un giornale vidi uno di quei bambini un po’ grassottelli che vivono senza il sole e senza il mare in quei grigi palazzoni di quaranta o cinquanta piani in America. Secondo me si annoia a morte a stare tutto il giorno chiuso in gabbia senza farsi il bagno, o a giocare con la sabbia come faccio io con i miei
fratelli. Però a volte lo invidio. Se sale all’ultimo piano può toccare il cielo con un dito. Io questo non lo posso fare. Vivo al piano terra.
Il fiore di Iris- AVANZI – Pippo Zarrella

NESSUNA AUTORITA’

maggio 20th, 2013

Nessun essere umano ha l’autorità o il diritto di dire, ad un altro essere umano, di fare, giudicare e comandare il suo modo di essere e vivere.

(Ejay Ivan Lac)

COMANDARE

Anche questo è amore.

maggio 19th, 2013

Amore

Dicono che i sentimenti, sono come porte che non si chiudono mai del tutto,penso abbiano ragione. E’ da molto che cerco di districare la matassa di gioia e dolore che crea quel nodo alla gola e che prende a pugni lo stomaco. Non tanto per il male subito, quello..sono Io che l’ho permesso. Ma è proprio questo che fatico ad accettare. Ho voluto credere, ne avevo bisogno. Ho gradito cedere, ne avevo desiderio. Ho dovuto lasciare, ne andava di me stesso. Ora a volte, ripensando a tutto quello che c’è stato tra noi, mi riscopro deluso, confuso, arrabbiato, ed il bello, o il brutto, è che non si bene con chi esserlo. Di una cosa però sono certo, di essere grato a questa storia vissuta sempre al limite, tra rose e spine, perché anche questo è amore…e lei a modo suo, mi ha amato.

(Stefano64)

OGNI TANTO SI FERMA IL TEMPO

maggio 19th, 2013

Le ore, i giorni, i tramonti e le notti, passano ed io non penso, ma ammetto che alle volte il tempo si ferma, lo fa mentre cammino, lo fa mentre scrivo, mentre parlo, alle volte anche mentre smetto di ridere, il tempo si ferma e ripenso a te, mi tiene imprigionato nei ricordi, penso a cosa stai facendo ora, con chi stai parlando, se le tue labbra bevono acqua o nel peggior dei casi, baciano qualcuno, la lancietta per me non va avanti, resta pietrificata su quel minuto, su quel pensiero, che da fastidio è vero, ma non riesco a farne a meno, non posso impedire alla mente di cancellarti o di pensarti, lei va, da sola, viaggia indietro nel tempo, è automatica ed io aspetto, che questo pensiero finisca, anche se da fastidio, molto…

Ogni tanto il tempo si ferma, ed io aspetto che riparta, per ritornare alla mia vita e camminare nuovamente sulla mia strada, consapevole che primo o poi accadrà ancora, un tuffo nel passato per immaginarti ancora, intrappolata in un pezzo di cuore, farebbe male sapere di non vederti più, preferisco essere consapevole di rivederti, accetto questo piccolo fastidio, ma non rinuncerò mai alla tua presenza e al tuo sorriso.

(Ejay Ivan Lac)

fermare il tempo

 

Il buio, mio amico

maggio 19th, 2013

Sei qui, ti ho chiamato,

mi hai raggiunto in questa

stanza buia.

Si volevo così, in questa

oscurità, dove invisibili i

miei tratti non saranno

lettura per i tuoi occhi e

la mia anima sepolta da

una melodia manterrà i

segreti in quelle note che

ti sfioreranno il cuore.

Ti darò la mano, come corda

di violino vibrerà e ti regalerà

ogni palpito, vulnerabile come

una rosa senza spine, come lieve

carezza in questo buio mi vedrai

solo con gli occhi dell’amore e le

trame sottili della storia avvolgeranno

il tempo che in questa stanza sembra

non scandire, più l’ore.

 

(Mirella Narducci)

 

Il buio, mio amico

 

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