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SENZA SANGUE * ALESSANDRO BARICCO

novembre 28th, 2014

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Alla vita manca sempre qualcosa per essere perfetta.
***

Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno, ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non avere risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue.
***

Lo decide chi vince, quando una guerra finisce
***

L’uomo disse che si ricordava. Che non aveva fatto altro, per anni, che ricordarsi tutto.
***

C’erano un sacco di cose che dovevamo distruggere per poter costruire quello che volevamo, non c’era altro modo, dovevamo essere capaci di soffrire e impartire sofferenza, chi avrebbe tollerato più dolore avrebbe vinto, non si può sognare un mondo migliore e pensare che te lo consegneranno solo perché lo chiedi, quelli non avrebbero mai ceduto, bisognava combattere.
***

Era tutto così ordinato. Era tutto così compiuto. Esatto.
***

Avrebbe voluto pensare. Ma non ci riusciva. Ogni tanto si è troppo stanchi per pensare.
***

Sentì tornargli addosso la sensazione provata mille volte nel trovare quella esatta posizione, tra il tepore delle lenzuola o sotto qualche sole di pomeriggio da bambini. Le ginocchia piegate, le mani in mezzo alle gambe , i piedi in bilico. La testa piegata in avanti, a chiudere il cerchio. Dio, com’era bello!

Nell’anima da sempre

novembre 27th, 2014

Un palpito nell’anima

un  pensiero remoto

mai addomesticato

un eco che nel vuoto

grida…

Sogno di un amore sublime

trascendentale

un incontro fatale

che placa la fame.

Un amore ambito

agognato

per anni inseguito.

Fantasticavo l’incontro

tra distese di verdi prati

In riva al mare al tramonto

o lungo viali  alberati.

Scorgevo il suo volto

mi guardava, mi sorrideva

non parlavo, lui taceva

tumulto dell’anima

smarrimento

poi la quiete…

il sipario si apre a nuove mete.

Ti ho incontrato

mi hai guardato

mi hai sorriso

ti ho riconosciuto

e il sogno è diventato realtà.

linfa di vita, ossigeno puro

con te il mio cielo

non sarà mai più buio!

poesia

Quali sensi?

novembre 26th, 2014

Perché nulla è reale e nulla, ha senso.
Come se il tempo non esistesse.

Di sensi ve ne sono molti, l’infinito è costipato alle ragioni,
quanti mondi potremo visitare se il tempo è solo un’altro nemico?
Non v’è luogo dove il gatto non possa smettere di miagolare,
ma voi pretendete il giorno senza che la notte possa restare,
quale dio o quale uomo potrà ricordarvi che non c’è attimo
che possa sussistere all’indefinito spazio del sempre e del mai?

Allora continuate il vostro insulso e macabro canzoniere dell’ipocrisia,
tra amori finiti ed infinite lamentazioni, di memorie sfarzose e insulse,
di perdute visioni e ideologie da imporre, ma il futuro è nell’ora,
fino a dove il tempo non è altro che un’indistruttibile immobilità.
Voci, simboli, opere, tradizioni e traditori, crimine e giustizia, nulla…
Non c’è stato che sappia unire il caso alla fortuna, ma dunque…
di sensi ve ne sono molti e tantomeno verranno compresi, poiché,
non c’è tempo che possa destarsi se l’adesso è solo un’altra virtù,
giusto o sbagliato che sia ogni convinzione è solo un’altra inutile realtà.

Emmanuele Marchese

ERA BUIO, MA ERA QUI!

novembre 25th, 2014

Era un viale stretto, e pensavo quando l’avrei rivista, la serata era stata stupenda, tra amici e birra, ma quella sera, pensavo a lei…

Non la vedo da molto, quando penso a quante cose ho sbagliato mi pento e mi vergogno, mentre la nebbia scendeva e il freddo bagnava il terreno, pensavo, che se l’avrei incontrata avrei accennato un timido saluto, per poi proseguire dritto…

Ed eccola arrivare dal fondo, avrei potutto incontrarla con un gruppo di amici, ma era sola, questo mi metteva difficoltà, perchè il viale era stretto e le nostre braccia si sarebbero scontrate, si fermo davanti a me, io la guardai e la salutai, le fece altrettanto, e mi chiese come stavo…

In quel momento mi tremava il cuore, e non era il freddo del tempo, ma il ghiaccio della sua distanza, e sapevo che, se in quel momento non la prendevo per mano e l’avrei abbracciata, sarei potutto morire con l’anima congelata, così gli dissi che stavo bene, gli presi la mano e mi avvicinai al suo viso, e gli dissi “E tu come stai?

Mentre la nebbia aumentava e il freddo ci congelava il viso, misi le mie mani sulle sue guancie, guardandola negli occhi appogiando la fronte sulla sua, con un sussurro delle mie labbra, e la mia voce tremante gli dissi “mi manchi troppo, ma prima di stanotte non volevo dirtelo più” lei mi chiese perchè, ed io risposi che avevo paura di dire qualcosa che non avrebbe avuto nessun effetto…

Mentre i suoi occhi mi guardavano, la sua figura divenne sempre più trasparente, e la nebbia coprì la sua immagine, mentre le sue labbra mi parlavano ma, io, non sentivo nulla.

E lì che mi svegliai nel mio letto…

Con il freddo delle classiche mattine d’inverno, e quel pensiero che ti rimane, ogni volta che rivedi qualcosa a cui tieni dopo tanto tempo…

Avrò il coraggio di fare la stessa cosa?

(Ejay Ivan Lac)

nebbia

 

25 novembre : giornata contro la violenza sulle donne.

novembre 25th, 2014

violenza

Cara bambina mia,
mi rivolgo a te che un domani sarai donna. Non ti voglio raccontare la violenza sulle donne. Non so spiegarmela io, come posso sperare di spiegarla a te? Ti dico solo una cosa, e te la dico tante volte così non la dimentichi: tu sei speciale.
Incontrerai uomini sulla tua strada, uomini a cui farai girare la testa. Uomini che ti faranno girare la testa. Piangerai per loro. Piangerai per dei “per sempre” che durano un’intera nottata. Raccoglierai i pezzi dei tuo cuore diverse volte e ogni volta ti chiederai come è possibile ricomporlo tutto intero.
Alcuni uomini ti faranno ridere, altri ti faranno pensare. Piangi, se devi piangere, ma non lasciare che nessun uomo ti faccia mai del male. Non credere a chi ti dice che vali meno di quello che pensi. Non lasciare che qualcuno ti ferisca con le azioni o con le parole. Non credere a chi ti dice che sei debole. Il vero debole è chi usa la violenza, perché significa che non ha altro modo di difendere le sue idee.
Tu sei buona, ma buona per davvero. E se da una parte questo mi riempie di orgoglio dall’altra mi spaventa. Perché i buoni troppo spesso non vengono capiti. I buoni vengono presi di mira.
Non smettere mai di persare che “non importa se non è bello, è la gentilezza la cosa importante” perché sono anche questi pensieri che ti rendono una piccola persona così speciale.
Un giorno sarai donna e scoprirai che non tutti sono buoni. Scoprirai che esiste la violenza e che ci sono persone che non sono sempre pronte a sorridere. Un giorno scoprirai che esistono le persone cattive.
A volte vorrei poterti chiudere in una scatolina per poterti difendere dal male del mondo, ma anche questa sarebbe una forma di violenza. Vai avanti, a testa alta come fai oggi. Sorridi per prima e aspetta un sorriso. Sii l’amica, la confidente continua ad essere quello che sei e se incontri la violenza impara a riconoscerla e a cercare aiuto.
Non dimenticare mai chi sei e quanto vali e non lasciare che nessuno ti porti via il sorriso.
Con amore,
la tua Mamma

(Tratta da Bbmagazine scritta da Stefania Pin D’elia)

da Troppi Fiori

novembre 24th, 2014

Gli equilibristi sul filo non possono sbagliare un passo. I perseguitati dall’amore, ogni giorno, ogni secondo, non possono sbagliare nemmeno un pensiero.

Una befana con la scopa

novembre 24th, 2014

Pensieri colorati

riflessi di una vita

malinconica e assopita

e di una  befana con la scopa

che attraversando il cielo

tra mille e mille stelle

lascia cadere un dono.

Missiva di quel volo:

“un brivido sulla pelle”

e non è più mistero

tu eri…io ero…

Viaggio di un anno in treno

attesa  trepidante

che appaga in un baleno

quell’attimo abbagliante.

Un bacio che sugella

avvolge e ammantella

connubio di due anime

In perfetta sintonia:

sorrisi e lacrime

dolori e paradisi

fiori che sbocciano e fiori recisi…

alla prossima befana?!!

Non sarà speranza vana!

una befana

Una pagina bianca

novembre 24th, 2014

E sono qui davanti ad una pagina bianca vuota

vuota come un’anima chiusa al mondo

senza sorrisi, rimpianti, lacrime straripanti

azzerando i ricordi andando solo avanti

non ho più storia sono un’anima vagante

non sono nessuno eppure mi ritrovo in tante

in tante stori e in tanti fotogrammi

velocemente scorrono e raccontano

mi riconosco in essi e mi rinnego

sorrido piango comunque vado avanti

tornando indietro non ho rimpianti

il passato mi è sempre innanzi

giuste o sbagliate le mie scelte ho fatto

il mio presente……..una pagina bianca

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Tony Pagoda e i suoi amici, Paolo Sorrentino

novembre 23rd, 2014

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I dieci motivi per cui vale la pena vivere:

1. L’ebbrezza impagabile di andare a letto esclusivamente con le donne degli altri.

2. Provare a vivere onestamente, non riuscirci, e dire con soddisfazione: però ci ho provato.

3. Tornare a casa infelici e inermi, ma privi di sensi di colpa.

4. Constatare, con un sorriso, che il down è stato inferiore al picco d’eccitazione procurato dalle droghe e dall’alcol.

5. Decapitare, con una sciabola antica, le teste di tutti i genitori ossessionati esclusivamente dall’educazione dei figli.

6. Infilare la testa sotto le coperte dopo aver praticato, a intervalli regolari, la nobile arte dell’aerofagia.

7. Incontrare per strada persone che si conoscono, guardare loro dritto negli occhi, e non salutarli.

8. Dubitare dell’intelligenza delle persone considerate unanimamente intelligenti.

9. Scoprire, ma purtroppo non accade mai, che tutti stanno complottando contro di te.

10. Gli occhi asciutti delle madri.

Ce ne sarebbe anche un undicesimo: gli occhi asciutti dei padri che non abbiamo avuto.

Tony Pagoda e i suoi amici, Paolo Sorrentino

***

Lasciala perdere. Ti fa accumulare la merda nella testa con una tale lentezza che il giorno che capisci che vuoi divorziare avrai compiuto novantasei anni.

***

Perché quando ti butti in vetrina finisci sempre a gennaio col cartello dei saldi bene in vista. E con i saldi è sempre la stessa storia. Finisci per pensare che era roba che valeva poco anche quando la vendevano a prezzo pieno. ***

Ma pare che sia la modernità. Si cattura a brandelli. Di fretta. Un pezzo di film, la strofa di una canzoncina, poche righe di un articolo, niente per intero, le frasi tutte sconnesse, incomplete, tutti pronti a ciò che viene dopo, nella speranza che quel dopo sia più rilevante, invece è rilevante solo ciò che viene dopo ancora e così via, fino a essere depositati lentamente dentro una bara.

***

Uno fa finta che il mondo era meglio prima, ma non è vero, è un alibi, eri tu che eri meglio prima.
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Si diceva che Roma è morta. Questo è il motivo per cui, stringi stringi, è il posto migliore del mondo in cui vivere. Per sentirsi vivi, non bisogna forse ossessivamente relazionarsi alla morte?
***

Le decisioni rapide sono peculiarità dell’anziano moderno per ovvie ragioni: lo stringato tempo rimanente di vita.
***

La zoppicante scalata del costrutto, prima.
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