Anche se le persone mi lasciano solo, dalla mia parte ho il mio cuore e le mie passioni (Ejay Ivan Lac)
EJAY IVAN LAC gennaio 13th, 2012
(EJAY IVAN LAC)
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EJAY IVAN LAC gennaio 13th, 2012
(EJAY IVAN LAC)
Terry Di Vetta gennaio 12th, 2012
Dammi la mano,
non aver paura,
guarda com’è bella la luna!
La porta si chiude
più nulla si vede…
si sente…
Urla e grida,
un suono assordante che strida,
un odore che toglie il respiro,
e nessuno li dentro è più vivo.
Assurdità dell’essere umano,
“umano?!!”
Razza superiore?
Colore della pelle?
Siamo sotto lo stesso cielo,
le stesse stelle!
Se la storia non è fantasia,
scongiuriamo per sempre,
il pericolo
di una nuova “egemonia”.
Ogni popolo,
di ogni razza e colore,
ogni individuo,
“diverso” nel fisico o nel cuore,
hanno gli stessi diritti
e lo stesso valore.
Ombra gennaio 10th, 2012
Un tempo probabilmente la musica veniva ascoltata per amore d’essa. Ascoltare musica era il portato di una scelta, di una più o meno libera riflessione. Oggi spesso essa è diventata “rumore”, uno sfondo che ci accompagna ovunque e che ci distrae. Oggi, infatti, come scrive Milan Kundera “essa urla ovunque e sempre, senza chiedersi se abbiamo voglia di ascoltarla, urla negli altoparlanti, nelle auto, nei ristoranti, negli ascensori, nelle strade, nelle sale d’attesa, nelle palestre, nelle orecchie tappate dai walkman, musica riscritta, ristrumentata, scorciata, dilaniata, frammenti di jazz, di opera, flusso in cui tutto si mescola al punto che non sappiamo chi sia il compositore (la musica diventata rumore è anonima), che non distinguiamo l’inizio dalla fine (la musica diventata rumore non ha forma): l’acqua sporca della musica dove la musica muore”. Noi d’altronde da sempre sappiamo che la musica possiede una forza di penetrazione pari solo a quella dei narcotici o dei fenomeni della trance. Essa ha da sempre valenze enormi. Come dice George Steiner
“la musica può far impazzire e può curare la mente ferita”.
(da Sociologi della comunicazione – Antonio Cavicchia Scalamonti & Gianfranco Pecchinenda)
EJAY IVAN LAC gennaio 9th, 2012
Quante volte ti accorgi di correre sopra un binario, anche se cammini lento per la tua strada, gli occhi che ti fissano, i pensieri assordanti della gente, ombre di persone a te care che ti succhiano il sangue di nascosto, nella speranza di prosciugare la tua anima in silenzio, tutti nel profondo ti odiano, perchè sei dolce e ottieni sempre quello che vuoi, come dei vampiri ti girano in torno, vogliono il tuo flusso vitale perchè sanno che il loro è privo di originalità e intelligenza, e tu corri, scappi su quel binario che porta verso la tua meta, consapevole che se fai solo uno sbaglio il treno davanti a te potrebbe schiacciarti, e loro sono li, sparsi vagone per vagone per godersi lo spettacolo della tua caduta, ma tu sei forte e il coraggio scivola dalla tua pelle, come un liquido, come sudore pulisce la tua anima e da la carica, le tue gambe fanno male, il tuo cuore stà male, mentre quelle ombre continuano a fissarti, ridono, sussurano l’uno nell’orecchio dell’altro raccontando al mondo i tuoi difetti, i tuoi problemi, le tue paranoie, tenendo nascosto agli occhi di tutti i tuoi pregi, le tue lotte, le opere di bene, perchè vogliono gettare carbone su di te, facendoti apparire una stupida nullità, ma non sanno che così facendo la tua corsa sarà sempre più veloce, talmente superiore alla velocità delle loro parole, rendendo quel treno debole e trasparente, una volta che sarai faccia a faccia con lui il tuo corpo non si fermerà, ma gli andrà contro, attraversandolo come uno spirito, sotto gli occhi increduli di quelle ombre che speravano nella tua caduta, gli passerai davanti ridendo dalla felicità, è una volta uscito dall’ultimo vagone continuerai a correre, sentiranno l’odore di superiorità che la tua pelle ha rilasciato durante il tuo passaggio, tutte le brutte parole che ti hanno detto ritorneranno nelle loro bocche, soffocando il loro respiro e fermando il loro cuore, mentre tu avrai quel binario tutto per te, che porterà la tua anima a quella stazione che tanto hai desiderato, il capolinea del successo..
(EJAY IVAN LAC)
shooting_star dicembre 27th, 2011
E crescendo impari che la felicita’ non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicita’ non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente…
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…,
la felicita’ non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicita’ e’ fatta di cose piccole ma preziose….
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicita’, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicita’, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicita’ lieve.
E impari che la felicita’ e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi piu’ di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicita’.
E impari che i regali piu’ grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’e’ felicita’ anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicita’.
E crescendo impari che la felicita’ non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicita’ non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,…
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…,
la felicita’ non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicita’ e’ fatta di cose piccole ma preziose….
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicita’, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicita’, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicita’ lieve.
E impari che la felicita’ e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi piu’ di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicita’.
E impari che i regali piu’ grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’e’ felicita’ anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
EJAY IVAN LAC dicembre 26th, 2011
(EJAY IVAN LAC)
Ombra dicembre 14th, 2011
La vita, talvolta, sa essere cinicamente assurda.
La vida es una herida absurda!
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
***
Esiste nell’uomo una realtà ineludibile e che riguarda il doppio (Il sosia), che assume sostanzialmente la forma di una vita segreta e inconfessabile, a meno che non si faccia ricorso,[...] alla scrittura letteraria: la fuga da se’ stessi è impossibile;un sosia ci accompagna sempre e comunque, inesorabile e implacabile, in ogni luogo e in ogni momento, al fine di convincerci della sua propria ineluttabilità.
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
***
“Un doppio è, in genere, un duplicato.
A un’entità originale si affianca, come un’ombra , un’altra entità.
Il mio doppio è però molteplice, talvolta anche drammaticamente molteplice, come capita con tutti i personaggi del mondo odierno. E soprattutto non gode di alcuna stabilità. E’ precario, vive di brevi momenti, per essere successivamente sostituito da altri come lui. Una pluralità di altri.”
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
***
Mentre attacca Just One of Those Things – che lo abbia messo su il cameriere del Flore o io stesso, mentre nel chiuso del mio piccolo studio del centro antico di Napoli sto annotando queste frasi, poco importa, come si sarà capito – mi strattona l’anima il ricordo della figura di mio padre e della sua ancora recente morte. Ancora
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
***
“… si potrebbe ipotizzare che il prezzo da pagare per ottenere un sempre più elevato grado di autonomia, sia quello di doversi arrendere alla drammatica consapevolezza dell’assurdità dell’essere….”
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
***
“Si faceva sempre più urgente in me il bisogno di cercare di capire chi fosse quel Ricardo Montero, che cosa avesse a che fare con Vila-Matas, con Bove, Morante-Monteiro, Adolfo Fattori-Farnese e -soprattutto- con la mia esistenza, nella quale si era ormai catapultato con tanta improvvisa veemenza. Da quel momento è come se un velo di assurdo avesse cominciato ad avvolgersi delicatamente intorno ai miei giorni. E alle mie notti…”
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
***

http://www.facebook.com/pages/Essere-Ricardo-Montero/213011362110423
Ombra dicembre 11th, 2011
Non è sbagliato condurre una politica estera basata sugli interessi del proprio Paese. Quello che è sbagliato è fingere di non farlo.
Quasi tutti i paesi si comportano così: decidono di agire per una serie di motivi, poi spiegano le loro scelte con ragioni completamente diverse
MEDITAZIONI DA CONVERSAZIONI CON DIO – N.D.WALSCH
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Conversazioni con Dio – Libro Primo Neale Donald Walsch |
Ombra dicembre 8th, 2011
La maggior parte delle persone è contenta di vivere in una società fondata sulla prevalenza del più forte, sul potere e sulla competizione, in un mondo in cui i disaccordi vengono risolti con la guerra e la vittoria è ritenuta il massimo bene.
MEDITAZIONI DA CONVERSAZIONI CON DIO – N.D.Walsch
Elimiel dicembre 5th, 2011
Ognuno puo’ esser grande…perchè oguno puo’ esrvire.
Non è necessario avere una laurea per servire. Non è necessario concordare soggetto e verbo per servire.
E’ necessaio solo avere un cuore pieno di grazia. Un’Anima generata dall’Amore
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EJAY IVAN LAC dicembre 2nd, 2011
EJAY IVAN LAC novembre 30th, 2011
EJAY IVAN LAC novembre 26th, 2011
MA NON HA ANCORA IMPARATO A VIVERE SOLO ESCLUSIVAMENTE IL PRESENTE!
EJAY IVAN LAC novembre 26th, 2011
shooting_star novembre 25th, 2011
Oggi è 25 novembre: si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. E pubblico questo post per ricordare e riflettere, e far riflettere. Oggi siamo tutti presi dagli avvenimenti politici che coinvolgono il nostro Paese, la situazione economica, le alluvioni. Però proprio perchè in Italia la tematica della violenza sulle donne viene spesso ignorata o messa da parte, in occasione di questa ricorrenza voglio mandare un pensiero a NOI DONNE… a noi donne che spesso veniamo ignorate, discriminate, offese, maltrattate, violentate, usate, abusate, calpestate, violate fisicamente e interiormente, lacerate, squarciate, cancellate, fino a perdere ogni traccia della nostra femminilità, del nostro essere, della nostra dignità, fino ad essere uccise. In Italia ci sono tantissimi casi di violenza e di abusi sulle donne, in rarissimi casi questi vengono denunciati. PERCHE? Perchè è troppo difficile parlare, non c’è la forza, c’è la paura di continuare ad esserne vittime, la paura di essere non credute, non aiutate, non capite, la volontà di sopportare il dolore fisico e quello che rimane dentro, la tendenza a soffocare ogni grido d’aiuto e a preferire il silenzio. Perchè molto spesso, anzi quasi in tutti i casi, chi fa violenza sono partner, ex fidanzati, parenti, amici. Persone di cui ci fidiamo, a cui vogliamo bene, e con cui spesso si crea quel rapporto quasi di dipendenza che fa partire un meccanismo psicologico noto come la Sindrome di Stoccolma, ovvero “una situazione psicologica in cui la vittima di una violenza fisica, psichica o psico-fisica manifesta emozioni positive verso il suo aguzzino, che possono diventare coinvolgimenti, sentimenti, legami, fino all’innamoramento…..paradossalmente più vi è coinvolgimento e drammaticità nella vicenda più può manifestarsi, come se il lieto fine cancellasse l’evento .” E’ davvero questo ciò che succede. Si è vittime non solo del proprio carnefice, ma anche e soprattutto di se stesse, dei propri sentimenti, della propria paura, del proprio corpo. Con questo post, nel mio piccolo, voglio far riflettere e sentirmi vicina a tutte le donne che in qualche modo hanno vissuto, stanno vivendo un trauma legato alla violenza subita. Io forse non vi capisco totalmente, ma se sto dedicando queste righe a ciò è perchè anche io purtroppo ho vissuto dei giorni d’inferno, non direttamente, ma assistendo a delle scene che mi hanno segnato per il resto dei miei giorni. La cosa che più mi fa male è questa: scoprire che molto spesso questi episodi avvengono nelle mura domestiche. Si chiama MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E VERSO FANCIULLI ART 572 del nostro Codice Penale. Le urla, le parolacce, gli schiaffi, i pugni, le lacrime, i mobili spostati, gli oggetti lanciati, porte sbattute, il cacciatore che insegue la preda. No, non dimenticherò mai. Voglio anche sottolineare che la donna è un fiore e come tale va rispettato, non va calpestato o strappato via con violenza. La donna è donna e tale deve rimanere in tutti i sensi. Deve essere RISPETTATA E AMATA, deve essere TOCCATA CON DOLCEZZA e non violentata o abusata, deve essere BACIATA e ABBRACCIATA e non schiaffeggiata o calciata, deve essere INCORAGGIATA, LODATA, APPREZZATA, e non umiliata e disprezzata, deve essere ACCETTATA e non discriminata, deve essere DONNA e TRATTATA CON DIGNITA’, come l’uomo. Anche la donna è un essere umano e non è affatto vero che sia inferiore. La donna è FORTE e CORAGGIOSA! Ed è per questo che lancio un appello a tutte: se subite una qualsiasi forma di violenza, fisica o verbale, stalking, discriminazione, PARLATE, DENUNCIATE, MUOVETEVI, ALLONTANATE IL VOSTRO CARNEFICE. Non è facile e lo so e posso capire, perchè è dolorosissimo, e spesso dall’altra parte troviamo un muro , ma NON BISOGNA ARRENDERSI MAI, BISOGNA ANDARE AVANTI, CONTINUARE A VIVERE, A SOGNARE, AD AMARE, anche se la ferita dentro rimarrà per sempre, è indelebile, ma bisogna andare avanti, lottare, farlo per chi ci ama, per i figli, le persone che ci stanno vicino, e cercare di GRIDARE AIUTO IL PIU’ POSSIBILE! Ai parenti,, agli amici, ai centri di accoglienza, alla polizia. GRIDATE, FATEVI SENTIRE !PERCHE’ SIAMO FORTI E CORAGGIOSE E LA DONNA E’ DONNA PER QUESTO!!!
Il nostro Codice Penale prevede reati perseguibili per legge relativi alla violenza, all’abuso, al maltrattamento, all’offesa, ossia tutti quei reati che vìolano in qualche modo la persona, la dignità, la libertà personale.La maggior parte di questi son racchiusi nel Titolo XI e nel Titolo XI, insieme ad altre leggi e disposizioni previsti dal nostro Stato. Non sono un avvocato, ma scrivo una tesi che in qualche modo ha a che fare con questo argomento, e l’interesse è nato proprio per aver vissuto in prima persona certe cose.
Chiudo nella speranza che questo mio post abbia in qualche modo contribuito a lanciare un piccolo messaggio. Per favore,se avete dei commenti da fare in contrasto con ciò che ho scritto, vi pregherei di non scrivere nulla e di accettare queste mie parole come semplici riflessioni e pensieri su quella che sono anche io, una DONNA. Grazie.

Gisella Migliaccio novembre 25th, 2011
I figli tu li puoi solo amare, ma non li puoi trattenere,
perchè loro abiteranno case che tu non hai mai visitato.
vedranno visi che tu non hai mai visto.
Percorreranno strade che i tuoi piedi non hanno mai battuto.
I figli…gioie e dolori, parte di te ..ed essenzialmente unici…
i figli, parte del tuo DNA parte della tua stessa carne..che il solo pensiero di andare avanti senza loro, il mondo si ferma.
E piove..ma di una pioggia diversa ,fatta di lacrime, di tutte quelle lacrime
di quelli che purtroppo o per fortuna vanno ancora avanti senza i figli…
i figli, gioie e dolori. Le loro case ovunque siano non le conosciamo,
forse non conosciamo neanche i loro cuori, ma sicuramente conosciamo
il loro essere,perchè sono parte di noi come noi siamo parte di loro.
Eppure il nostro compito è solo quello di amarli per poi lasciarli andare.
E non si sa mai dove vorranno andare a noi resta solo accettare…..
Figlia ..hai percorso strade che io non ho percorso
stai abitando case che io non conosco….
ma verrà un giorno che le conoscerò.
Chiara novembre 23rd, 2011
C’è un quadro famoso che rappresenta Gesù in un giardino buio.
Con la mano sinistra alza una lampada che illumina la scena,
con la destra bussa… ad una porta pesante e robusta.
Quando il quadro fu presentato per la prima volta ad una mostra,
un visitatore fece notare al pittore William Hunt un particolare curioso.
“Nel suo quadro c’è un errore.
La porta è senza maniglia!”.
“Non è un errore!”, rispose il pittore.
“Quella è la porta del cuore umano.
Si apre solo dall’interno!”.
Dio non entra nella tua vita senza il tuo permesso…
Bruno Ferrero, C’è Qualcuno Lassù
Ombra novembre 23rd, 2011
Alejandro Jodorowsky – da Il dito e la luna
Il discepolo confida al maestro : “Mi sento oppresso. Non smetto di oscillare tra questi due stati: un momento mi sembra di affogare e il momento dopo ritorno a galla. Quando potrò liberarmi di questo mondo di sofferenza? Quando sarò finalmente libero?”. Il maestro non risponde nulla. Dopo qualche minuto il discepolo, sorpreso, gli dice ancora: “Maestro! Non sono forse qui, seduto di fronte a te, a farti una domanda?” …
“Dove sei ora?” chiede il maestro. “A galla o sott’acqua?”.
Per il maestro non ci sono dubbi che qui e ora, nel presente, siamo realizzati. La realizzazione è qui. Se torna al presente con il maestro, il discepolo è realizzato. Siccome lui è tutto impegnato a chiedersi se rimane a galla o se affoga, non vive l’istante. In fin dei conti, si fa delle illusioni. In realtà, non rimane a galla e non affoga. E’ un diamante accanto a un’altro diamante, un buddha accanto a un’altro buddha, una perfezione accanto a un’altra perfezione. La differenza tra i due uomini è che il maestro ha dato realtà alla sua perfezione. Il monaco no. Egli la va cercando e gli sembra di affogare per poi ritornare a galla. Si crea un’angoscia immensa perchè non entra nel presente. E’ per questo motivo che il maestro non gli risponde. Se il suo discepolo gli confida che a volte si sente a galla e a volte sott’acqua, vuol dire che non è quì, nell’istante, e nell’istante non c’è nulla che permetta di affogare o di rimanere a galla. Non esiste nè oceano nè acqua nè angoscia. Solo pace. Il maestro non risponde a un discepolo assente. Allora questi insiste : “Maestro, ti sto parlando!” .E il maestro gli chiede: “Se mi stai parlando, dove sei?”. Lasciamo che le cose arrivino senza farcene un cruccio. Verranno. Noi saremo in mezzo a loro, ma rimarremo completamente centrati nel presente. Non affogheremo in mezzo alle nuvole o al suono dell’acqua. Saremo qui …
semplicemente…
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Il Dito e la Luna Racconti zen, haiku, koan – Nuova edizione Alejandro Jodorowsky |
Stefania novembre 17th, 2011
Mi piace sviluppare la mia coscienza, per capire perchè sono vivo.
Che cos’è il mio corpo, e che cosa devo fare
per cooperare con i disegni dell’universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili.
Che si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità,
ma per come si sono evoluti interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio.
Il cui cuore critica gli altri senza sosta.
La cui sessualità vive insoddisfatta.
Il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivi.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare, perchè il tempo dissolve il superflo, e conserva l’essenziale.
Non mi piace la gente, che per retaggi infantili, trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un papa, che predica senza condividere la sua anima con una papessa.
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Mi piace collaborare, e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere, quella gioia interna che potremmo chiamare Dio interiore.
Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l’arte che serve per guarire.
Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto cioò che provoca risate.
Mi piace affrontare volontariamente la mia sofferenza,
con l’obbiettivo di espandere,
la mia coscienza.
Alejandro Jodorowsky
Ombra novembre 15th, 2011
Il mio cuore è divenuto capace di accogliere ogni forma
è un pascolo per le gazzelle,
un convento per i monaci cristiani
è un tempio per gli idoli,
è la Ka’ba del pellegrino
è le tavole della Torah,
è il libro del Sacro Corano.
Io seguo la Religione dell’amore,
quale mai sia la strada
che prende la sua carovana:
questo è mio credo e mia fede.
Ibn Arabi