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Rong Mei

novembre 9th, 2013

Non conosco il cinese  e  in quel
freddo inverno accanto al fuoco
tu mi chiamavi “Rong Mei”
ridevo e con le mie fragili forze
cercavo di colpirti.
Stupidina mi sussurravi Rong Mei,
“fiore d’inverno” questo è quello
che vuol dire.
Il mio cuore già aveva catturato quel
nome ormai soltanto mio.
Lo pronunciavi con dolcezza, mi sentivo
una semi dea, quel suono dall’ idioma
lontano mi faceva sognare.
Innamorata davo valore a questo vezzoso
nomignolo, Rong Mei suonava delizioso
come un canto, una danza ero fiera della
tua scelta, felice!
Difficile ora dimenticare quest’amore,
mi sono rimasti i ricordi a farmi compagnia,
e  come non mai, mi sento  “fiore d’inverno”
sola sul ramo della vita a difendere i sogni dal
gelo della notte.

( Mirella Narducci )

 

Rong Mei

Bisogna saper essere felici

novembre 9th, 2013

Non esistono persone felici o infelici: esistono soltanto persone che sanno o che non sanno essere felici.

Isac Randazzo

 

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I colori della Primavera

novembre 8th, 2013

Dalla porta socchiusa
entra pulcino bagnato
nel suo maglione troppo
largo, con i jeans troppo
stretti.
Un misto di odori, di pitture
di cere sciolte, di acetoni le
scende in gola, in una confusione
del mestiere da dietro una tela bianca
un volto di uomo gli sorride.
“A sei quà”….Inquieta lascia scivolare
i pantaloni e con studiata lentezza
toglie il maglione.
Nuda la tua modella non è che una
bambina, compiaciuto di si tali fattezze,
la ritrai.
Ma in quel tuo quadro, di fiori e ghirlande
l’hai vestita e  a dispetto del tempo e della
pioggia in un angolo del dipinto hai scritto:
Primavera.

( Mirella Narducci)

I colori della Primavera

FRASI DI AMICIZIA CHE DIVENTA AMORE

novembre 8th, 2013

AMICIZIA AMORE

Siamo usciti insieme abbiamo condiviso lo stesso banco lo stesso piatto lo stesso bicchiere. Non ci siamo vergognati di condividere anche i più imbarazzanti segreti e avremmo giurato che saremmo stati amici per sempre.
Ci sbagliavamo. Quello che c’era tra noi era qualcosa di diverso, superiore, e le nostre labbra, loro sì lo sapevano. Perchè la definizione l’abbiamo trovata in un lampo, in un istante, in un bacio:
A M O R E
ANTON VANLIGT

***
L’amicizia fra due persone di sesso diverso o non è nulla o è amore.
ALPHONSE KARR, Aforismi,

***
Il nostro amore è solido e profondo. Forse più di quello di tante altre coppie. Quelli che nascono come amicizie sono amori che conoscono segreti umori odori sentori. Quelle che nascono come amicizie e che diventano amore sono storie speciali che hanno una marcia in più, un motivo ancora per sentirsi legati eternamente.
ANTON VANLIGT

***

Dall’amicizia il nostro rapporto è diventato amore, naturalmente, come la perfetta evoluzione di un destino a cui si arriva, di un sentiero costruito coi nostri passi, che un giorno gaurdando all’indietro, vedremo lastricato di bellissimi indimenticabili ricordi.
ANTON VANLIGT
***

Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell’altro come l’amicizia.
FRANCESCO ALBERONI, L’AMICIZIA

***
probabilmente come coppia saremmo stati una frana, o forse ci saremmo amati e  per tutta la vita rispettando e ammirando le nostre reciproche differenze, condividendo le nostre comuni passioni, girando il mondo e godendo a pieno di ogni respiro del nostro tempo insieme.  Avremmo preso casa e il nostro vivere in due si sarebbe trasformato in una famiglia, che avrebbe reso ancor più grandi e belle le nostre già numerose. Il calendario si sarebbe riempito di eventi, feste, compleanni, Natali di gruppo e pacchi regalo da prender tanto spazio sotto l’albero, un albero addobbato insieme, con cura e amore. Forse saremmo stati la coppia più felice del mondo. O forse no. Forse piccole incomprensioni avrebbero scalfito il nostro bellissimo rapporto fino a logorarlo e distruggerlo. Magari eravamo semplicemente destinati ad un’esistenza da amici, amici che conoscono ogni frammento della reciproca anima, amici che non hanno bisogno di parole per capirsi ne’ di ridurre e distanze per abbracciarsi, amici che non poseranno mai lo sguardo via dalla vita dell’altro, e che ci saranno sempre quando ci sarà bisogno di conforto, di sostegno. Amici per sempre. No.  È davvero poco. Lo sappiamo entrambi. La nostra amicizia un giorno lontano è diventata amore eterno. Quell’amore che va oltre tutto, oltre la vita. Quell’amore che sa anche dire “và sono felice per te” quell’amore che ci vedrà per sempre UNO e che vivrà oltre le scelte quotidiane, oltre le vie percorse in direzioni opposte, oltre le convenzioni, gli obblighi, le responsabilità, oltre il materiale, oltre il tempo. Oltre l’infinito, ci saremo sempre NOI.
ANTON  VANLIGT

***

Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il collega, tutti coloro che ci sono prossimi. C’è però oggi, come nel più remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest’ultimo tipo di amicizia appartiene ad una classe più ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di amore. Quando pensiamo ai nostri amici più cari, alla vera amicizia, pensiamo ad una forma di amore fra persone. È facile distinguere l’amicizia dalle relazioni sociali più superficiali, dai rapporti utilitaristici o da quelli fondati su ruoli professionali.

Il vero problema, quello che, finora, non è stato ancora affrontato, è come distinguerla dalle altre forme di amore fra persone. Per esempio, in che cosa differisce l’amicizia dall’innamoramento? Ci sono numerosi autori che ritengono questa differenza minima, o poco rilevante. È più facile distinguere l’amicizia dall’amore materno, o da quello paterno, o dall’affetto tra fratelli. Anche in questo caso, però, vi sono dei caratteri in comune. Noi diciamo che quello è un nostro «amico fraterno». Talvolta nell’amicizia si esprime un atteggiamento paterno o filiale. Per esempio Friedrich Nietzsche cercava in Wagner una figura paterna. È amicizia questa? Oppure l’amicizia deve essere reciproca? Vi sono anche molti rapporti di amore ambivalenti, dove ciascuno cerca di dominare l’altro, di tenerlo legato a sé. La vita quotidiana è intrisa di questi sentimenti meschini. L’amore dell’amicizia è di questo genere? Possiamo cercare di manipolare il nostro amico? O, invece, l’amore dell’amicizia è di tipo particolare e deve essere limpido, sempre limpido perché, in caso contrario, l’amicizia, semplicemente, svanisce? Sono queste le domande a cui dobbiamo rispondere per identificare il tipo di amore specifico dell’amicizia.

È questo l’argomento della presente discussione. Ci aspetta, perciò, una analisi attenta ai particolari, per identificare quello che è esclusivo dell’amicizia, soltanto suo.

Mi sembra opportuno incominciare subito questa analisi, per entrare nel vivo del problema. E lo farei confrontando l’amicizia con una forma di amore con cui, spesso, viene confusa (per esempio il già citato J.M. Reisman e, ancor più gravemente, A. Douglas, Friends: a trae story of male love, Coward, McCann & Geoghegan, New York 1973. Lo stesso avviene nel caso del bel libro di Robert Brain, Friends and Lovers, Basic Brooks, New York 1976.): l’innamoramento. Sgombreremo il campo mostrando che sono due fenomeni diversissimi, addirittura opposti. L’innamoramento è un fatto, un accadimento, che ha un inizio definito. Alla sua origine c’è lo stato nascente (Francesco Alberoni, Innamoramento e amore, Garzanti, Milano 1979), una folgorazione, una rivelazione. L’amicizia, invece, non diventa se stessa con una rivelazione unica iniziale, ma con una serie di incontri e di approfondimenti successivi.

Un’altra differenza fra innamoramento e amicizia è che non esiste un innamoramento vero ed uno meno vero. Non ci sono gradi di innamoramento: moltissimo, molto, abbastanza, un poco. Se dico «sono innamorato», dico tutto. L’innamoramento segue la legge del tutto o del nulla. L’amicizia, invece, ha tante forme e tanti gradi. Va da un minimo verso un massimo di perfezione. L’amicizia può essere piccola, solo un moto dell’animo, oppure grande, grandissima. L’innamoramento è perfetto fin dall’inizio. L’amicizia, invece, muove verso il di più. Quando parliamo di amicizia abbiamo presente sempre anche un ideale, una utopia.

Continuiamo la nostra analisi. L’innamoramento è una passione. In tedesco passione si dice Leidenschaft. Leiden è la sofferenza. Nella passione c’è, infatti, sempre anche un soffrire. L’innamoramento è estasi, ma anche tormento. L’amicizia, invece, ha orrore della sofferenza. Quando può la evita. Gli amici si cercano per stare bene insieme. Se non ci riescono, tendono a lasciarsi, a mettere un po’ di distanza fra di loro. Un’altra fondamentale differenza è che io posso innamorarmi di qualcuno e non essere corrisposto. Non per questo cesso di essere innamorato. L’innamoramento nasce senza reciprocità e ne va alla ricerca. L’amicizia, invece, richiede sempre, mi pare, una qualche reciprocità. Io non resto amico di uno che non è mio amico. Nell’innamoramento costa sempre una terribile fatica lasciare chi si ama. Per liberarmi di un innamoramento non corrisposto, io devo esercitare una violenza su me stesso, odiare l’altro. Ma l’odio per l’amato è, a sua volta, una sofferenza, la più atroce delle sofferenze. Nell’amicizia, invece, non c’è spazio per l’odio. Se io odio un mio amico non sono più suo amico, l’amicizia è finita. Nell’innamoramento la persona amata è trasfigurata. È ad un tempo lei stessa e più che lei stessa. L’amato è duplice: il concretissimo essere davanti a me e la divinità che incorpora in sé tutto il possibile del mondo, tutto ciò che io proietto in lui. L’amore è rivelazione di qualcosa che ci trascende. La preghiera verso l’amato è un grido di disperazione. L’amico, invece, non è trasfigurato.

Dall’amico mi aspetto che condivida l’immagine che ho di un me stesso o, perlomeno, che non se ne allontani troppo. Anche se la sua valutazione è positiva, non deve essere esagerata. Se è troppo favorevole mi dà l’impressione di adulazione. Se è troppo negativa, se si allontana troppo da ciò che io penso di me, allora non mi rende giustizia e, quindi, contraddice una esigenza base dell’amicizia. I due amici, cioè, devono avere delle immagini reciproche simili. Non identiche, naturalmente, perché allora non ci sarebbe nulla da scoprire, ma senza eccessive dissonanze. Da un amico, perciò, io mi aspetto che non mi fraintenda. Tutti mi possono fraintendere, ma non un amico. Se un amico mi fraintende, è finita

Si può dunque restare innamorati di una persona di cui non sappiamo se ci ha amato o ci ha ingannato, di cui non sappiamo se fosse buona o cattiva, se avesse un animo nobile o meschino. L’amore si manifesta proprio in questo domandarsi come era. Anche dopo innumerevoli anni, l’amore continua ad interrogarsi nello stesso modo, sfoglia la margherita. Dal primo istante in cui è apparso, si pone in continuazione una domanda a cui solo la presenza della persona amata che dice di sì, dà una risposta. Finita la presenza, cessa la risposta, e la domanda ritorna continua, ossessiva, angosciosa. Non puoi dire, come vorrebbe la ragione, «che t’importa?». Questa è l’opacità dell’amore che ama qualcosa che rimane sempre inafferrabile, perché il suo oggetto è un divenire insieme, un dover essere. Questa è la miseria dell’amore, che può solo chiedere e non può smettere di chiedere, anche quando l’altro è indifferente, od ostile. Questa è l’ingiustizia dell’amore che non conosce merito e demerito, e non premia i buoni e non punisce i malvagi. L’amore è sublime e miserabile, eroico e stupido, mai giusto. Il registro della giustizia non .è l’amore, è l’amicizia.
FRANCESCO ALBERONI, L’AMICIZIA
***

L’amicizia tra un uomo ed una donna o finisce a letto, o finisce all’altare…..o finisce

Inciampare in un ricordo

novembre 8th, 2013

Cosa ricordo di te, il tuo fare
sicuro la voce ferma e in egual
modo dolce.
Il tuo volere  capriccioso dei
bambini, ma così convincente
certo di ottenere tutto.
Avrei fatto qualsiasi cosa per
quel sorriso appena accennato,
per quel tuo muoverti elegante,
avrei camminato nuda lungo la
riva, ti porgevo la nuca, ero il tuo
sangue, tu dietro di me padrone dei
miei sensi mi ricordavi che ero tua.
Come faccio a non tornare indietro,
dove ogni cosa mi parla di te, mi manchi…
Voglio sentire il desiderio, il calore, voglio
della tua assenza farmene un ricordo per
sognare ad occhi aperti……

( Mirella Narducci)

 

Inciampare in un ricordo

La fantasia rende ricchi…

novembre 7th, 2013

La fantasia aiuta a costruire un mondo al di là della realtà,
aiuta a possedere cose che forse non si potranno mai avere,
alleggerisce la vita e la rende più gioiosa e piena di brio.
Anche dove la povertà ci mette le mani, la fantasia rende ricchi.
E i bambini, in questo, sanno essere grandi.

(Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare”)

(Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo o parte di esso senza la citazione dell’autrice)

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ISPIRAZIONI* Frasi e Ispirazioni

novembre 7th, 2013

ISPIRAZIONI

Quando ho la fortuna per il mio lavoro di parlare con molta gente, mi accorgo come il mondo sia pieno di meraviglia, non in un tramonto, in un cielo stellato, nei colori delle stagioni. Basta un animo pulito, a irradiare di luce l’universo… di quanti punti luminosi sono circondato. Ci son giorni che mi incanto a guardare la vita che si manifesta attraverso le persone.
Contieni in te un universo di meraviglie, ricordatelo in ogni istante.
Stephen Littleword

***

 

Mi piacerebbe avere la certezza che i tuoi occhi non si fermino mai alla superficie delle cose.
Che le tue mani siano tese sempre verso chi ti circonda, soprattutto nel momento del bisogno.
Che la tua anima conservi in un posto speciale di te una certa dose d’innocenza, di spensieratezza,d’ingenuità, d’euforia. Tipiche virtù affidate al bambino che nasce e che l’adulto finisce puntualmente per eliminare e dimenticare.
Che il tuo cuore sia grande abbastanza da perdonare, scordare, accogliere e, incondizionatamente, amare.
Che la tua vita possa essere sempre piena di doni.
Lo sai quali sono i regali più belli?
Le Piccole Cose
Anton Vanligt

***

Vedi … io non sono molto pratico nel sentimento da qui in poi… per una serie di paure ed altre cose non sono mai andato fino in fondo in un rapporto, non ho mai messo le carte in tavola, di solito o passavo o bluffavo. ho sempre pensato che certi sentimenti, certe parole, certi gesti andassero conservati per una sola persona. ora non so nemmeno più cosa pensare. Forse avrò sbagliato… comunque sia io l’ho fatto, ho conservato delle cose. Il mio sentimento è un campo innevato mai calpestato prima…. l’ho protetto per anni… non so cosa succederà tra noi, ma questo non è più un limite.

Con te ho capito che quel campo lo voglio attraversare. se tu lo vorrai ti prenderò per mano e ti porterò dall’ altra parte. Quel campo così com’è adesso è uguale a tanti altri campi di chi come me non ha mai avuto il coraggio, le nostre traccie lo renderanno irripetibile ed unico, con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose, nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. in questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose in torno a me che mi piacciono, che mi affascinano, sto molto bene da solo e la mia vita senza te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice, sarei egoista, bisognoso e interessato solo alla mia felicità e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare com me perché in questo momento la mia vita è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. che valore avresti se tu fossi l’ alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza. Più una persona sta bene da sola e più acquista valore la persona con cui decide di stare, spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo, ma da quando ti ho incontrata è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del mio nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi e visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno, mi costringerei ad essere attento, degno dell’ amore che provo per te. Come potrei convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso? Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso?
Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione. Con questo non ti sto dicendo “viviamo insieme”. Ti sto dicendo “Viviamo”. Punto. Non sono innamorato di te…Io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell’ amare ci può anche essere una fase di innamoramento, ma non sempre nell’ innamoramento c’è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima. E sono anche innamorato di te.
Fabio Volo, È una vita che ti aspetto

***

Quando uno è triste non servono le classifiche, non c’è un tristometro, è inutile dire sto mediamente peggio di te o decisamente meglio di te, si diventa tutti ottusi ed egoisti e la propria tristezza diventa una grande campana in cui ci si chiude, per non ascoltare la tristezza degli altri.
Stefano Benni
***

La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia.
Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine

***

E quando canti sento l’inconsistenza amica,
la sorpresa del mondo come una perla antica;
E quando canti chiedo ma chi le ha dato il cuore, la legge del sospiro,
per scrivere parole?
E quando canti il mondo mi svela il suo motivo casuale ed inspiegabile magia d’essere vivo ;
E quando canti, canti
e sfilano i sorrisi
fra i denti di Wislawa bella ad occhi semichiusi ;
E quando canti vedo
le strade di Varsavia, l’innamorato amato
come veleggiando l’aria;
E quando canti aspetto che il verso sia finito
e la gioia di vivere
mi prenda all’infinito;
E quando canti imparo che siamo nella storia come un’anomalia costretti alla memoria;
E quando canti, canti,
si snuvola la sera
davanti a quel miracolo
che siamo e che non c’era; E quando canti, canti
le magie del destino l’assurdità del tempo
fra le corde di un violino;
E quando canti, canti
e il giorno mi si perde,
ha un senso anche il dolore in questo sterminato verde; E quando canti, canti,
e lo diresti amore,
e ” senti come batte forte dentro me il tuo cuore”.
Roberto Vecchioni, io non appartengo più
***

Ho abitato la tua pelle,
i tuoi sogni.
Al di là di te e di me
una nostalgia di vecchi orizzonti
si insinua.
Dalla luce più incerta
vedremo passare le notti,i giorni,
l’oscurità e le distanze.
Vedremo passare il corteo
degli assenti,
e la paura ci guarderà dalla finestra.
Ho abitato la tua pelle
e i tuoi sogni
e nella casa abbiamo costruito
una stanza o un fiume
che ci porta
verso altri sogni
che forse ci sogneranno
fino allo sguardo ultimo.
Anna Montero
***

Tocco la tua bocca, con un dito tocco l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.
Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta più vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando entro i loro recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, se ci soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.
Da Il gioco del mondo di J. Cortazar

***

So che l’amore è come le dighe:
se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua,
a poco a poco questo fa saltare le barriere.
E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare
la forza delle barriere.
Se le barriere crollano,
l’amore si impossessa di tutto.
E non importa più cio’ che è possibile o impossibile,
non importa se possiamo
continuare ad avere la persona amata accanto a noi:
amare significa perdere il controllo.
Paulho Coelho, Sulla Sponda del Fiume Piedra

***

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.

Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.

Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”. E il cielo si abbassa di un altro palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio quanto piangete! Avete una sorgente d’acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.

E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.

“Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?” Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.

Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.

Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.

Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti…
Jack Folla, Donne in Rinascita

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Piccole Cose Stephen Littleword Piccole Cose
Aforismi d’Autore, Dediche Speciali
Stephen Littleword

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Imparerai a cavartela

novembre 7th, 2013

Capirai quanto sei forte non appena imparerai ad uscire dalle tue crisi nel silenzio di chi non può suscitare sospetto: il silenzio di chi ha saputo farcela da solo, e con dignità. Vedrai, sarà una grande sorpresa, soprattutto per te stesso!

Isac Randazzo

dialogo-interno

Cara donna ti auguro……- Simona Oberhammer-

novembre 7th, 2013

 

Cara donna ti auguro………ti auguro di credere sempre nei tuoi sogni, perché senza saresti vuota
…ti auguro di non tradire mai te stessa, perché lontana dalla tua verità l’esistenza perde di senso
…ti auguro di credere sempre nell’amore, perché se dici “basta” dentro di te qualcosa muore
…ti auguro di non dimenticare mai gli altri, anche se la vita è difficile, perché ciascuno di loro è un pezzetto di te stessa
…ti auguro di continuare a ridere, ballare, saltare, cantare anche… se non ce n’è motivo, anche se le giornate sono piene di problemi, perché senza la gioia la vita diventa piatta e grigia
…ti auguro di guardare il mondo attraverso il contatto con la tua interiorità, perché solo così puoi vedere la realtà nella sua essenza
… ti auguro di lasciare spazio nel tuo cuore per il perdono, perché senza di esso si trasforma in pietra
… ti auguro di mantenere sempre la porta aperta alla passione, per vivere con intensità ogni piccola cosa
… ti auguro di portare sempre con te il rispetto, perché senza di esso è facile calpestare chi ci è vicino
… ti auguro di amare gli altri ma di non dimenticarti che anche tu meriti amore
… ti auguro di toccare le corde della spiritualità e di suonarle nella tua vita
… ti auguro di essere sempre te stessa, di seguire la voce della tua anima… perché lontana da essa la vita perde colore.

Simona Oberhammer

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Olofem - Femminile Sconosciuto Simona Oberhammer Olofem – Femminile Sconosciuto

Simona Oberhammer

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