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CONFESSIONI DI UNA VITA

luglio 5th, 2014

Forse la vera forza, sta nel avere una vita diversa, se ti blocchi nella normalità non avrai nessun potere di diventare quel che desideri, e quando morirai, dirai, potevo fare molto più di quello che ho fatto…

Io ho cominciato così, a provare le mie paure e tentare di sconfiggerle, cerco di non darmi freni, anche se ogni tanto capita, quel periodo dove non ho voglia di fare niente, ma questo attimo io lo chiamo “tregua, prima della tempesta”

E se ora sono l’artista che sono adesso, è solo perché le difficoltà le ho superate con la fantasia, perché a scuola facevo le battute durante la lezione e facevo divertire i compagni, scrivevo lettere d’amore e le imbucavo alle vicine più fighe…

Ho conosciuto gente di ogni tipo, gialla, nera, bianca e rossa, o mangiato ogni cibo, ho studiato ogni cultura, ho guardato film porno, da solo, con gli amici, con le amiche, ho fatto sesso nei bagni, ho fatto sesso nel parco, sulla spiaggia, con una giapponese, una americana, con una di colore e un’altra indiana, l’ho fatto con due femmine, una volta anche con tre…

Ho gridato in piazza duomo alle tre del mattino, mandando a fanculo il mondo, ho camminato per cinque ore sul ponte che collega Molino, verso Bareggio, con gli amici di notte, l’ho fatto e ne valsa la pena, perché gli occhi che quella sera mi avevano fatto saltare il cuore erano unici, erano fantastici, e andarsene via presto era come morire…

Ho suonato in posti straordinari, ho incontrato centinaia di fans, ho creato musica, album, magliette e pubblicità, ho stretto la mano ha star famose, ho ascoltato le loro critiche, i loro consigli, ho baciato labbra impossibili di alto livello, per colpa dell’alcol o anche per gioco!

Andata e ritorno a Roma, in un giorno solo, ho attraversato l’Italia con il treno tutto ad un fiato, dormito per strada in città sconosciute, ho aiutato gente drogata, ho visto aghi sotto la pelle e nasi imbiancati di neve, assaggiato ogni sfida, attraversando luoghi pericolosi, non ho mai detto di no, ho sempre provato a dare l’impossibile, partecipando a spettacoli di ogni tipo, teatro, cinema, musica, scrivo e trovo le mie parole nei blog di ragazzi tristi, e ragazze innamorate…

La forza di lasciare il segno, di stampare il mio nome in giro per il mondo, camminare sotto la pioggia mentre tutti scappano a casa, pensare in avanti mentre tutti pensano all’indietro, non mi sono mai preoccupato di chi sono, di come sono, se sono giusto o se ho mille difetti, ne ho tanti e tutti perfetti, li uso come arma e spacco ogni barriera come fosse acqua!

E non voglio frenarmi adesso, non ora che ho preso una nuova strada, un nuovo successo, e posso mandare a fanculo ancora parecchia gente, che siano amici o conoscenti, non ha importanza, vivo, so come si fa, ho studiato, e se per sentirmi unico devo strafare…

Allora sono pronto a continuare a sperimentare…

(Ejay Ivan Lac)

CONF

TI SEMBRERA’ STRANO

luglio 5th, 2014

Ti sembrerà strano, ma quasi tutti ritornano da noi primo o poi, come quando il mare si ritira dalla riva, e poi ritorna in avanti perché sa quanto è preziosa…

E quando accade forse non ti fregherà più nulla, perché hai dato talmente tanto, che poi, ti senti esausto, loro sanno quanto siamo speciali, se cammini sopra le nuvole difficilmente ti butti sdraiato, sui carboni ardenti.

E se capita che non ritorna, non ti preoccupare, non ha ancora imparato ad ascoltare un vero cuore!

(Ejay Ivan Lac)

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FUORI DA UN EVIDENTE DESTINO * GIORGIO FALETTI

luglio 4th, 2014

Fai attenzione alla tua ombra. Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta. È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui. Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo li, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi. Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene. Mai. Quest’uomo è la tua ombra. È con te da quando sei nato. Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.
Giorgio Faletti, Fuori da un evidente destino

*

Caleb Kelso, a differenza di tanti altri, aveva un progetto.
Questa, secondo lui, era l’unica cosa che contava davvero nella vita.
Avere un progetto, per quanto velleitario potesse sembrare. La storia era piena di episodi del genere. Quello che a molti era sembrato un semplice sogno di pazzi visionari, per quei pochi che ci avevano veramente creduto era diventato un grido di vittoria.
Era solo questione di tempo e prima o poi anche lui avrebbe raggiunto il risultato a cui stava lavorando da anni. In un momento avrebbe cancellato tutta la fatica, tutte le notti bianche e tutto il denaro speso, ma soprattutto le derisioni e le risatine di scherno alle sue spalle. Una volta aveva letto da qualche parte che la grandezza di un uomo si misura da quanti stupidi gli
danno addosso. Allora quelli che lo prendevano in giro si sarebbero mangiati il fegato, condito con la stessa merda che gli avevano sparso addosso. Sarebbero piovuti gloria e milioni di dollari e il suo nome sarebbe
finito nella lettera K di tutte le enciclopedie del mondo.
Kelso, Caleb Jonas. Nato a Flagstaff, Arizona, il 23 luglio 1960, l’uomo che era riuscito a…
GIORGIO FALETTI* fuori da un evidente destino

***

A Caleb piaceva quel cane. Aveva carattere da vendere. O se non altro aveva un carattere molto simile al suo, commerciabile o meno che fosse.
Per questo lo faceva sedere in cabina accanto a lui e non lo costringeva sul cassone dietro come facevano tutti gli altri cacciatori, che se ne andavano in giro con mezzi addobbati di teste canine che spuntavano dalle sponde e che avevano l’espressione di condannati a morte su una tradotta. Per poi disperdersi nei boschi abbaiando come forsennati quando i loro padroni scendevano dalle macchine, si mettevano in spalla i Remington o i Winchester e iniziava la caccia.
Silent Joe non abbaiava mai. Non l’aveva fatto nemmeno quando era un cucciolo tutto zampe e con addosso una quantità di pelle tre taglie superiore alla sua. Per questo motivo al suo nome originale, Joe, si era ben presto aggiunta la qualifica di silenzioso, che lui si portava appuntata al petto con noncuranza come un’onorificenza. Se ne andava in giro senza parere con la sua andatura dinoccolata al limite della disarticolazione, al punto che guardandolo correre Caleb spesso aveva pensato che i movimenti, più che coordinarli, li sorteggiasse. Ma era il compagno ideale per la caccia con l’arco, quella che Caleb preferiva su ogni altra al mondo, una caccia fatta di appostamenti, immobilità, silenzio e cura del vento, per impedire di essere fiutati dalle prede. Un cervo, se stava sottovento, riusciva a sentire l’odore di un uomo o di un cane a una distanza di ottocento iarde e in pochi minuti quella distanza farla diventare di otto miglia.
Non poteva dire che Silent Joe fosse veramente il suo cane, perché quell’animale dava l’idea di appartenere solo a se stesso. Ma era in fondo l’unico vero amico su cui potesse contare, per la commozione di tutte le nonne che ricamavano «Home, sweet home» sulle loro tovagliette di lino.
GIORGIO FALETTI* fuori da un evidente destino

***

Qualcuno da qualche parte aveva detto che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Forse, nel suo caso ci aveva azzeccato in pieno. Il suo sguardo era in sostanza il riflesso della sua esistenza. Si sentiva da sempre una figura scomposta, che camminava al centro del fiume senza nutrire un vero interesse per una qualunque delle due rive. Da entrambe si sentiva attratto e nello stesso tempo rifiutato, senza appartenere veramente a nessuna delle due.
Un uomo che non era bianco e non era rosso, un uomo nel quale nemmeno gli occhi riuscivano a essere dello stesso colore.
***

Il giorno in cui era nato, suo nonno lo aveva levato dalle braccia della madre e lo aveva osservato a lungo. Poi lo aveva tenuto per un istante sospeso davanti a sé come per un’offerta a chissà quale degli antichi dèi e aveva predetto che in quel bambino ci sarebbero stati tre uomini. Un uomo buono, un uomo forte e un uomo coraggioso. Jim si chiedeva spesso se il vecchio
capo non fosse rimasto deluso. In ogni caso, la profezia forse non si era avverata ma il nome era rimasto.
Táá’ Hastiin.
Tre Uomini.
GIORGIO FALETTI* fuori da un evidente destino

***

“Charlie amava la terra e Jim amava il cielo. Charlie amava la distesa sterminata che si apriva ai suoi occhi mentre percorreva il deserto e Jim amava i canyon che si aprivano tra i grattacieli. Charlie aveva scelto di restare e Jim aveva scelto di andare via.
Tirò fuori gli occhiali dal taschino e se li mise. Dietro a quello schermo ambrato decise di essere lui rompere il silenzio.
«Come è successo?»
«Nel modo che tutti gli uomini sognano. Mentre dormiva è arrivato
qualcuno e se l’è portato via. Decidi tu chi.»
«Ha sofferto?»
«I medici hanno detto di no.»
Jim ricadde per qualche istante nel silenzio senza remissione che aveva invaso la macchina fino a poco prima. Sentiva una cosa strana agli occhi e in gola. Aveva un nome preciso, ma lui per il momento preferiva non
dargliene nessuno.
Si riprese ma la sua voce non era più la stessa.
«Ha avuto gli onori che meritava?»
«Certo…..”

GIORGIO FALETTI* fuori da un evidente destino

***

PER NON PERDERSI

luglio 3rd, 2014

Rimanere alla giusta distanza, a volte vuol dire rinunciare perfino a vedersi, a toccarsi, a guardarsi negli occhi, riuscendo comunque ad incontrarsi nell’anima. Talvolta vuol dire esitare, imparare a mortificare baci e carezze e ad ascoltare nei silenzi dell’altro, tutte le parole che vorremmo sentire. Sembra quasi impossibile ma alla fine si riesce a capire qual è la giusta distanza e a trovare il proprio posto,  in modo da stare abbastanza lontani per non ferirsi, sentendosi comunque vicini, per paura di perdersi completamente.

- Imma Brigante -

amore-vintage

CITAZIONI SULLA FOTOGRAFIA

giugno 28th, 2014

Ci son foto che vanno raccontate, altre ascoltate.
Fabrizio Guerra Fotografo

*

Una fotografia prima la senti, poi la vedi.
Fabrizio Guerra Fotografo

****

Vedo la fotografia come uno strumento potentissimo di espressione artistica, di comunicazione, di condivisione, di conferma e rappresentazione identitaria, di rimedio, a quel vuoto che ognuno sente dentro e che deve in qualche modo tentare di riempire, per dare un senso, a questa vita.
Anna Pianura, fotografia umanista
***

In essa rivivo schegge di istanti passati,
sensazioni che rischio di dimenticare,
attimi che non tornano più
e mi ricordano chi sono,
è la fotografia.

Stefania Parolin

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La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell’intuito e della spontaneità. Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.
Henri Cartier-Bresson, Contrasto
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Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più a ripetersi esistenzialmente.
Roland Barthes, La camera chiara

***

Una fotografia è un segreto che parla di un segreto. Più essa racconta, meno è possibile conoscere.
Diane Arbus
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Io credo che la fotografia sia non la verità ma UNA verità, quella della persona che ritaglia una porzione di realtà posando gli occhi su un oggetto, in un determinato momento, in una data situazione e decidendo di fermarla, quella …
la SUA verità.
Ed è quello che mi incuriosisce: osservare come ogni ognuno presenta la propria porzione di realtà, come vede il mondo, come lo ritaglia in una foto.
Ed è quello di cui ho bisogno poi anche io…
fermare una verità, una realtà,
quello che i miei occhi vedono,
quello che cattura la mia attenzione, la mia sensibilità.
Anna Pianura, fotografia umanista
***

La fotografia è un modo sbrigativo per fare una scultura.
Robert Mapplethorpe
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La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento.
Henri Cartier-Bresson, Contrasto
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Io fotografo per non dimenticare, per non lasciar scivolare immediatamente un’emozione laddove volge il destino di tutti, verso l’oblìo.
Fermare un’emozione nel tempo, lo risottolineo perchè è quella la cosa che m’incanta.
Fermare il ricordo in uno scatto, congelare l’istante è una possibilità che ha il sapore di sublime.
Anna Pianura, fotografia umanista

***

La fotografia estende e moltiplica l’immagine umana alle proporzioni di una merce prodotta in serie. Le dive del cinema e gli attori più popolari sono da essa consegnati al pubblico dominio. Diventano sogni che col denaro si possono acquistare. Possono essere comprati, abbracciati e toccati più facilmente che le prostitute.
Marshall McLuhan
***

Le mie fotografie non vogliono andare al di là della superficie, sono piuttosto letture di ciò che sta sopra. Ho una grande fede nella superficie che, quando è interessante, comporta in sé infinite tracce.
Richard Avedon
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posso riassumerlo in tre parole il rapporto tra me e la fotografia:
NE
SONO
INNAMORATA!
Anna Pianura, fotografia umanista
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Sinceramente non capirò mai quelli che non dicono una virgola del loro sapere a nessuno solo perchè hanno paura che gli altri diventino meglio di loro. Se hanno questa paura, evidentemente è perchè valgono poco ed è facile essere meglio di loro […]
Io ho fatto la scelta di insegnare fotografia e postproduzione e sarebbe una contraddizione fare questo lavoro e poi “tenersi i segreti” come invece fanno moltissimi fotografi. Se amo insegnare è perchè amo condividere. Non ho mai avuto pau…ra che gli altri mi rubino un bel niente, perchè la fotografia non è fatta di sola tecnica, o di trucchi, o di segreti del mestiere, la fotografia è qualcosa di molto più complesso, è il risultato di tutto ciò che sei, della tua cultura, della tua sensibilità, del tuo carattere, delle tue esperienze di vita, e queste sono uniche e non “derubabili”.
Giovanna Griffo

***
La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d’arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione.
John Hedgecoe

Voglia di volersi bene

giugno 26th, 2014

Ho guardato fuori, il cielo è azzurro

il sole brilla, l’aria è lieve brezza.

Lontane notti d’amore, hanno scaldato

il cuore.

E’ ancora qui lo sento batte piano

è stanco ma non si arrende.

Riaccendimi la vita amore mai tradito

come un onda infrangiti su questo cuore

duro come uno scoglio.

Riesco sempre a sognare…nessuno

me lo impedirà, chi sa sognare sa amare…..

Quando sono disorientata cerca la mia mano

stringila nella tua

ne trarrò la forza che un giorno riposi in essa.

Avventuriamoci con passi leggeri verso la notte

non ti chiederò nulla, nel mio silenzio c’è un mondo

di parole.

Mi lascerò baciare nel buio,tu accenderai la luce

e udrò in un sospiro:

BACIAMI GUARDANDOMI…

 

 

(Mirella Narducci)

 

 

Voglia di volersi bene

Il miracolo dell’amore

giugno 26th, 2014

Si vive troppo spesso

nell’ombra fredda dell’amore.

Il fantasma di un corpo erotico

ci rammenta la gioia e l’eccitazione

dello scambio amoroso.

A volte ci vergogniamo di non avere

nessuno d’amare, ci sentiamo monchi

perchè il cuore non vuole sentire ragioni.

Se per caso s’incontrerà chi come

noi è subissato dalla propria solitudine

si troverà il coraggio di abbandonarci

regalandoci l’amore maturo che scalda.

Finirà il rancore verso la vita che colpa

non ha se non ci fa dono di questo

sentimento, che non è un diritto.

L’amore è un miracolo e i miracoli spesso

vanno aiutati…ed è quello che fanno in molti

amandosi…….

 

(Mirella Narducci)

Il miracolo dell'amore

Aspettando l’amore

giugno 26th, 2014

Il domani è sempre quel giorno

nuovo, che si aspetta.

Lo vogliamo vuoto come

quella valigia leggera che non cela

errori frantumati, incertezze,

rancori spietati, lontani, vissuti.

Si attende e già si è felici, di aspettare

un qualcosa, un qualcuno……

Siamo sicuri che meritevoli avremo

anche noi la nostra parte d’amore.

Arriverà ne sono sicura, vivere nell’attesa

è come viaggiare su un treno guardare

dal finestrino e tutto sfreccia veloce.

Quella rapida corsa, non sai dove ti porta

confusa lo intravedi che passa e fugge…..

Incosciente ti prende la voglia di gettarti

giù dal treno, forse perche stanca di aspettare.

Smorza l’angoscia, il treno si fermerà, l’amore

sarà li e ti dirà:

Non mi lasciare…”.E tu gli sussurrerai

Non ce la farei mai…..senza di te! “

 

 

(Mirella Narducci)

 

Aspettando l'amore

Dimmi se questo non è amore

giugno 26th, 2014

Non ruberò i tuoi sguardi

se i miei occhi ti importunano.

Questo è amore…

Se vuoi silenzio intorno a te io andrò

via, così potrai ascoltare la notte.

Questo è amore…

Rimarrò fuori della porta a sentinella

del tuo cuore che nessuno possa ferirlo.

Questo è amore…

Spezzerò la catena dell’egoismo, finirà

la tua prigionia, sarai libera.

Questo è amore…

Riempirò le mie braccia della tua bellezza

senza che tu te ne accorga.

Questo è amore…

Lotterò con le lacrime per non lasciarle

scivolare sulle gote, così che tu non possa

vederle.

Questo è amore…

Se non puoi amarmi, in silenzio uscirò dall’anima

tua, mi rifugerò in un sogno ed ogni mattino berrò

il tuo primo sorriso….

Questo è amore……………

 

 

(Mirella Narducci)

Dimmi se questo non è amore

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