Poesie

Poesie ❤❤❤ Poesie Belle, Poesie Speciali e Poesie Più Famose da Dedicare. Poesie Straordinarie e Bellissime, Poesie Per Sognare! ► POESIE *



Una befana con la scopa

novembre 24th, 2014

Pensieri colorati

riflessi di una vita

malinconica e assopita

e di una  befana con la scopa

che attraversando il cielo

tra mille e mille stelle

lascia cadere un dono.

Missiva di quel volo:

“un brivido sulla pelle”

e non è più mistero

tu eri…io ero…

Viaggio di un anno in treno

attesa  trepidante

che appaga in un baleno

quell’attimo abbagliante.

Un bacio che sugella

avvolge e ammantella

connubio di due anime

In perfetta sintonia:

sorrisi e lacrime

dolori e paradisi

fiori che sbocciano e fiori recisi…

alla prossima befana?!!

Non sarà speranza vana!

una befana

POESIE * GIORGIO CAPRONI

novembre 20th, 2014

CAPRONI-G_poesie1
… perch’io, che nella notte abito solo,
anch’io, di notte, strusciando un cerino
sul muro, accendo cauto una candela
bianca nella mia mente – apro una vela
timida nella tenebra, e il pennino
strusciando che mi scricchiola, anch’io scrivo
e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto
che mi bagna la mente…

***

Per lei voglio rime chiare,
usuali: in -are.
Rime magari vietate,
ma aperte: ventilate.
Rime coi suoni fini
(di mare) dei suoi orecchini.
O che abbiano, coralline,
le tinte delle sue collanine.
Rime che a distanza
(Annina era così schietta)
conservino l’eleganza
povera, ma altrettanto netta.
Rime che non siano labili,
anche se orecchiabili.
Rime non crepuscolari,
ma verdi, elementari.
***

Non più il catrame odora
di remoti velieri
dietro San Giorgio: un gorgo
d’altri e più acri aromi
pullula, Sottoripa,
nei tuoi fondachi bui.

Ma è festa ai marinai
d’oggi come fu ieri
un tanfo di bolliture
rancide, d’olii di semi,
o all’osterie nel fresco
morto d’acque portuali
carnali risa di donne
frequentate dai mori.

***

Sei donna di marine,
donna che apre riviere.
L’aria delle mattine
bianche è la tua ariadi sale e sono vele
al vento, sono bandiere
spiegate a bordo l’ampie
vesti tue così chiare.

Vite spezzate

novembre 19th, 2014

Il vento scuote le foglie

ormai orfane e ingiallite

appena uno spiraglio per vite finite.

Acqua e  fango e frammenti di respiri

un vortice improvviso

che svela il tuo bel viso

Piccolo bagliore di luna

un colpo di fortuna.

Tra i rami, segreti violati

amori creati, mai nati

Rimbalza qua e là la palla

su quei voli di farfalla.

Un calabrone ronza e sparla…

Un altro fiore  annebbiato, sparito

ennesimo rito

e l’assenza dell’ ape “regina”

manda tutto in berlina!

L’istrionico mago  tace

e i frammenti non trovano pace

tranquillo la fa franca

l’essenza….manca…

 

vite spezzate

Pensiero folle

novembre 17th, 2014

Si perde lo sguardo

nel  cielo tempestoso

alla ricerca di qualcosa

che non è più.

Risacche di pensieri

di oggi e di ieri

levigati dal fiotto del mare

si lasciano galleggiare.

I piedi affondano sulla sabbia molle

cercando di trascinar  nel fondo

un pensiero folle.

Tenace non affonda

come un cavalluccio marino

fiero, cavalca l’onda.

Folle…e perché mai?

Se scritto nel libro del destino

è un pensiero divino.

ah…quel rametto di bouganville!

s’è moltiplicato per mille…

 hqdefault

POESIE DI GIANFRANCO BREVETTO

ottobre 20th, 2014

antique-beauty
I

Non ha mai
Fatto giorno
Anche se vedi
Luci che T’ingannano

Della Ragione
Siamo
Il sogno
Ricorrente

Generati per caso
Nel silenzio Notturno

Mi vieni vicino
Temendo
L’oblio
Del risveglio

Gianfranco Brevetto, Bogus Pipeline 2013
***

III

Come d’accordo
Il nostro tempo
Si popolò
Di sconosciuti,
Fissammo numerosi
Impegni
Per le nostre
Agende.
Altri decidemmo,
Come d’accordo,
D’incontrare.
Tra le cose da farsi,
C’era un bacio
Su bocche trovate
Per caso.
Come un ultimo
Accordo
Insieme
Fissammo
Quel vuoto
Dove tutto
Era da tempo
Disegnato.
Delle lettere che
Tutte le notti
Pensai d’inviarti
Ricordo solo
Il messaggio
Che realmente Ti scrissi

Il non più rivederci

Gianfranco Brevetto, Bogus Pipeline 2013
***

VI

Se solo
Per ipotesi
Avessimo
Avuto
La concreta
Certezza

Che quegli
Sguardi
Costruiti
Nell’attimo
Delle nostre iridi
Combacianti

Si fossero
Dissolti
Per una
Semplice
Astuzia
Della ragione

Avremmo
Compreso
Che in fondo
Unimmo
Solo cose mai
Separate

Gianfranco Brevetto, Bogus Pipeline 2013
***

VIII

Ciò che ci
Annoiò
Fu questa
Guerra
Senza morte

Le nostre
Identità
Introvabili
Ora
Ci precedono
Altrove

Esse
Sono quello
Che avremmo
Desiderato essere
E che fummo
Solamente
Insieme

Nel tempo
Che Senza conoscerci
Ci regalammo
Gianfranco Brevetto, Bogus Pipeline 2013
***

Enfermée
Dans l’illusion
D’être aimée
Malgré
Les
Mensonges
Le récit
De ce qu’elle
Aime entendre
Au nom
D’un lien
Empathique,
D’un charisme inné.
Les amants
Sont des
Caméléons,
Aimer
C’est
Écrire
Des phrases
Au hasard,
C’est la
Subdivisions
Prismatiques
De l’idée même
D’aimer. Elle,
L’unique
source
Du sens
De
ces
Naufrages.
Gianfranco Brevetto, Le désordre, 2014
***

Encore une fois
Il faut l’oublier
Ce vol Interrompu
Cette Complicité;
L’histoire
Promise
De nos
Rencontres;
Les circonstances
Pour lesquelles
Le récit
Devient
Scène
Ce
Dévoilement
Sans
Rideaux.
Prends ton temps,
Car à présent
Nous partageons
La même
Écriture.
Elle lentement
Nous efface.

Gianfranco Brevetto, Le désordre, 2014
***

Mia cara volontà.

luglio 16th, 2014

Non c’è né trucco né magia, mia cara volontà,
la vita non è acqua e sapone nel nulla che poi rimane avvolto
denso e inesprimibile alle soglie dell’inganno.
Vagano in cieli sgombri,
fabbricanti di smeraldi e seducenti pavoni a dare forfè e piaceri.
Ma cadono e ricadono a picco su ogni mare e di orizzonti a non finire!

Credilo, forse, se ciò ti diverte:
- io, rispetto a te…, sono solo un povero pazzo, da legare!
D’altronde, la sanità ci farà morire, dicono…
Oh.., fierezza, tu ami il nulla e te ne vanti!
Ma io sono nulla e ne sono fiero.
Fannullone, fanfalucco, spostato, in ogni stato…,
come se tutto il resto non bastasse a spodestarne ogni incanto.
Non so capire? Cos’è comprendere? Fai che possa ospitare il tuo pensiero.

Se sono sordo non abbracciare il tuo grido a spaccare
i timpani e il tuo credo in sordide voci!
In fondo…, grevi e gracili creature sono i ricordi,
costipati come polvere in un portagioie aperto e senza chiave,
a dispetto dei tempi e in balia del momento,
mentre rendono apprezzabile ogni tuo capriccio come ogni tua virtù.
Sai bene che è troppo grande la memoria
che tende a stiparne l’essenza d’ogni cosa in speranze ardite,
oppure è la mia cecità il problema,
che insorge e non mi dà a vedere altro che un vago desiderio:
- quell’amore che è e rimane non oltre che ad un lascito puerile.

(Emmanuele Marchese)

Volontà

Il dilemma di un poeta.

luglio 1st, 2014

poeta(se fossi un poeta)

Chi vuol poi trarsi dalla poesia,
non può altro che darsi alla prosa,
ma se è l’umore di chi mente e sia,
ma perché in sua mente non la sposa?

Può così prefiggere un dialogo,
un discorso breve o ininterrotto?
Che è a pie’ di virgola ed io dilago,
poiché in codesta metrica s’è rotto.

È un mio bel divorzio con la strofa,
il mio verso preferito che piange solo,
lamentevole come una triste scrofa?
Si e mi manda il poeta al sottosuolo.

Ma dirà in me qual pensiero poi si rechi?
Ricapitolando persino in pochi passi,
siamo convinti che restando così ciechi,
ciò che poi vorrei e se a me pensassi,

va’ a protendersi quasi sempre oltre la strofa…

(Emmanuele Marchese)

Un soffio vermiglio nel vento(Anima).

giugno 24th, 2014

Araba-Fenice

 

 

La Rosa dei Venti, una Gioia nel Cassetto…

Tra Riso e Pianto; Nel Canto Irrisorio Dell’esistenza.

 

 

E se io fossi com’è nel pianto che induce

e in esso incarnassi ogni dì che riduce?

In quanto mi illudo, soavemente alludo, per così dire,

a ciò che va’ e desolatamente gravida il mimo astuto,

gran maestro d’ogni arte e simmetria d’ogni vita…,

forse chiamerei, ma conoscerei il dono della consolazione?

Vedrei il provvidente che ad ogni dì rende

ed in sua presenza la sua stessa evanescenza?

Direi che il silenzio è il grappolo maturo oltre il ramo,

è il frutto che attende in sua mano fra appigli e lacrime,

senza che esso possa darsi a soddisfare l’amarezza.

Eppoi mi chiederei, come, perché, mai, quando continuare

a sorridere affinché lieve e docile un viso mostri resa?

 

Ma se io fossi il riso, ossia, divertito e compiaciuto,

ma proiezione d’ogni dove, inappagato, insoddisfatto,

l’emanazione, come dire, d’ergo ed es, che trovandolo si attende,

dove vedrei l’idilliaco amare di Dei mai vissuti?

Di un unico sempre acceso e già vivente,

che verte ad intenzioni più pure in sunto…

Chi mai potrà riconoscermi nella mia vacuità o santa ingenuità?

E se il verbo sia tra giochi e piaceri allora fatelo, eccolo…:

- strappate regole e parole…, è un diritto da non crederci!

Pure essendo un fragile, vivido ed incandescente supplizio.

Poi forse vi chiederete, come, cosa, ma quando, dal mio volto,

possa ricogliere, resa in tendini, ahimè…, non è mia la conquista.

 

Così chi mai vorrà più smarrire la rotta o il senno,

fintanto che dalla pazzia al fine vi sia proprio ogni ragione

per cui non si possa fare altro che lasciare a noia il pensiero?

Adesso, dunque, in parole povere dovrò tacere?

Solo…, fino a quando un dì testardo e goliardico

abbia a togliermi carattere e mestiere? Nudo è l’occhio;

spirata essenza, rinomata assenza, fugace strumento,

insolente regio, nel sigillo e la porta, sempre li ad assistere.

‘Ma ora mi sporgo, e se io fossi nel canto irrisorio dell’esistenza?

Allora dovrà essere stridente ciò che porterò con la mia voce…

Onore al mare, lealtà al tempo, che nel rimorso è brezza ed è respiro.

‘Scriverai ciò che è impresso nella seta come pace e conoscenza?

Che è come di polvere, ricordi, un gioiello, fra i venti e le rose.

 

(Emmanuele Marchese)

Nel chiarìr d’un foglio.

giugno 24th, 2014

foglio

Vidi un foglio, lo afferrai, in un gesto,
poi penna e sguardo vien molesto,
fossi io bianco che non s’ha da rivelare,
a chi potrei riferir messaggio
che vien com’è e non è virale?

Vidi un ladro, un lestofante, in corpo e in vino,
com’è ch’esso non suol mentire,
sganciò reti e pescò dei versi, riluttante,
tant’è che al mar non die’ rispetto.

Scivolando e poi cadendo,
per il suo sprege incanto e inerte infuso,
come un chimico al bisogno di chiamàr a se l’estruso.

Goccia a goccia, funziòn e spettàr,
quand’è sé sincer Ramiro,
rimembrando, sarà solo e simil sogno
in ruota a un guado, re forense,
irto fra pièi e radici, disceso e in vista,
in ciel d’attesa e iniqua svista.

E quando, zingaro, fù polvere e virtù…,
…orsù, tu credi ch’esso vide fili, labirinti e prole?
Pungi e fendi, cerca in tempi, spazi e spade, grattàr nel fiuto
e all’ironico beccàr d’un pavone amante un cigno?
Strettamente e titubanti fra i lor confini e i lor traguardi.

(Emmanuele Marchese)

Next »