Frasi Sulla Resilienza

febbraio 12th, 2014

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Resilienza: la capacità di far fronte in maniera positiva alle difficoltà coltivando le risorse che sono dentro di noi.

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Gli uomini discendono da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali. Sono costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo gli uomini possiedono, come un dono, un insieme di risorse che hanno ereditato dal passato: è la “resilienza” ad essere la norma negli esseri umani, non la fragilità; la “resilienza” psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà relative.
Pietro Trabucchi,  Resisto dunque sono
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La forza d’animo (che con termine più specifico viene detta “resilienza“), cioè la resistenza alle avversità unita alla capacità di fronteggiare gli avvenimenti e ricostruire positivamente la propria realtà, è una qualità fondamentale e complessa, che va coltivata in noi stessi, nei nostri figli, nelle nostre famiglie.
Anna Oliviero Ferraris, La Forza d’Animo
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L’uomo più forte è quello che resiste di più da solo.
Henrik Ibsen, Un nemico del popolo

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In psicologia il concetto di «resilienza» si applica alle persone capaci di condurre una vita serena, nonostante i colpi del destino o un’infanzia difficile. Gli individui dotati di resilienza non crollano dinanzi a una crisi, ma ne escono arricchiti interiormente. Sono ottimisti e realistici assumono le proprie responsabilità, confidano nelle loro capacità e sanno cercare appoggio quando serve.
Moritz Huber, La Strategia dell’Orso Bianco

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La resilienza è la forza delle persone che, nonostante siano state ferite, si considerano non vittime ma utilizzatori delle proprie risorse e si preparano a recuperare le risorse necessarie per affrontare il futuro con speranza progettuale. La parola resilienza (dal latino resilire, rimbalzare) in fisica indica la proprietà dei materiali di riprendere la forma originaria dopo aver subito un colpo. In sociologia e psicologia evidenzia la capacità umana di superare le difficoltà della vita con elasticità, vitalità, energia, ingegnosità. Resilienza è l’abilità di superare le avversità, di affrontare i fattori di rischio, di rialzarsi dopo una crisi, più forti e più ingegnosi di prima: è l’abilità di superare le ingiustizie della vita senza soccombere.
Cunsuelo Casula, La forza della Vulnerabilità
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Il termine “resilienza” in origine proveniva dalla metallurgia: indica, nella tecnologia metallurgica, la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate. Per un metallo la resilienza rappresenta il contrario della fragilità. Così anche in campo psicologico: la persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile. Etimologicamente “resilienza” viene fatta derivare dal latino “resalio”, iterativo di “salio”. Qualcuno propone un collegamento suggestivo tra il significato originario di “resalio”, che connotava anche il gesto di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare, e l’attuale utilizzo in campo psicologico: entrambi i termini indicano l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.
La mia personale definizione del termine è la seguente: la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo “persistere” indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.
Pietro Trabucchi,  Resisto dunque sono
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La Resilienza La Resilienza
La capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita
Domenico Di Lauro

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Il Vantaggio della Resilienza Il Vantaggio della Resilienza
Come uscire più forti dalle difficoltà della vita
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Il Segreto del Tuo Successo: Costanza e Resilienza Il Segreto del Tuo Successo: Costanza e Resilienza
Allenati ogni giorni a migliorare te stesso, superando gli ostacoli e i momenti difficili
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La capacità di superare i momenti critici e le avversità della vita
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Resisto Dunque Sono Resisto Dunque Sono
Chi sono i campioni della resistenza psicologica e come fanno a convivere felicemente con lo stress
Pietro Trabucchi

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La Strategia dell'Orso Bianco La Strategia dell’Orso Bianco

Moritz Huber

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La Biologia delle Credenze* Bruce H. Lipton

febbraio 12th, 2014

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Siamo divini, e dobbiamo vivere non in base alla sopravvivenza del più forte, ma in un modo che sostenga tutti e tutto su questo pianeta.
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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“Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, felicità e amore.”
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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La nostra salute riflette i nostri pensieri. L’energia invisibile è responsabile della forma fisica. La malattia riflette la distorsione dei nostri pensieri. Il campo energetico influenza il mondo fisico. Lo spirito pure.
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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La fisica quantica sostiene che la mente controlla il corpo: se cambi mentalità, cambi la tua vita. La mente governa la salute della comunità di 50 milioni di cellule di ogni individuo. La malattia è connessa con l’attività mentale, non con qualcosa di fisico. Il pensiero negativo è potente, così come lo è quello positivo.
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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Le cellule rispondono e reagiscono all’ambiente! Se le togliamo da un ambiente negativo e le portiamo in un ambiente positivo e sano , non necessitiamo farmaci. Per cui quello che ci serve è semplicemente cambiar stile di vita, il nostro modo di pensare, le nostre convinzioni. Cambia ambiente, cambia il tuo modo di reagire agli eventi e guarirai, perché il tuo modo di stare al mondo influenza il tuo benessere o il tuo malessere. Tutto dipende da te.
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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C’è però un fattore molto importante che riguarda il periodo prenatale, che ha il suo peso nella vita di una persona. La genitorialità consapevole fa una meravigliosa differenza: dobbiamo comprendere il ruolo che svolgiamo nel programmare le convinzioni dei nostri figli e l’impatto che quelle convinzioni hanno sulla loro vita.
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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Dobbiamo lavorare per acquisire quel potere personale necessario ad abbandonare la convinzione che siamo vittime di Dio, della natura o di un destino perverso e ingrato. Noi creiamo le nostre vite e siamo gli unici ad avere il potere di farlo e di riempire ogni cosa col miglior nutriente: l’amore.
La Biologia delle Credenze, Bruce H. Lipton

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La Biologia delle Credenze La Biologia delle Credenze
Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula
Bruce Lipton

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Vorrei abitare…

febbraio 11th, 2014

Vorrei abitare il tuo cuore quando si emoziona all’amore, i tuoi desideri quando raggiungono il cielo, vorrei abitare il cielo per regalarti le stelle, e i tuoi sogni per poterli amare insieme. Vorrei abitare la tua pelle quando ha freddo per poterla scaldare, i tuoi occhi per non spegnerli mai. Vorrei abitare le tue lacrime per poterti accarezzare il viso, i tuoi sospiri per sentirne la voce, la tristezza per portarti un sorriso, e il sorriso per scoprirne la gioia. Vorrei abitare la tua comprensione per odiare il mio istinto, il tuo sangue per scorrerti nelle vene, il tuo amore per capire quando è piccolo il mio, e la tua anima per scoprire quanto è grande il tuo.

 

MODI DI DIRE

febbraio 11th, 2014

women speaker

 

Trovare il pelo nell’uovo.
[Cercare ogni scusa]
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Ammainare le vele.
[Muoversi, andare via]

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Andare in vacca
[andare in rovina]
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Avere gli occhi foderati di prosciutto
[Non vedere l'evidenza]
***

Avere grilli per la testa
[Avere grandi e fantasiose aspirazioni]
***

Avere il diavolo addosso
[essere esagitato]
***

Averne fin sopra i capelli.
[non poterne più]
***

Discutere del sesso degli angeli
[parlare di cose inutili]
***

Ogni morte di papa
[raramente]
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Avere la testa fra le nuvole.
[Essere distratti]
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Dormire sugli allori.
[Adagiarsi]
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Gettare la spugna.
[Arrendersi]
***

non dire gatto se non ce l’hai nel sacco
[non dare per scontata la vittoria]
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Restarci di sasso.
[Essere stupiti]

Frasi Giorno del Ricordo “Martiri delle Foibe”

febbraio 10th, 2014

foibe

E’ il “Giorno del ricordo”. Un ricordo particolare. Il 10 febbraio è la giornata in cui si ricordano i martiri delle foibe e l’esodo dei profughi giuliani, istriani e dalmati. Una ricorrenza civile voluta per non dimenticare quella pagina buia della nostra storia, per troppo tempo quasi del tutto ignorata.

La foiba faceva sempre pensare al sangue, all’ossario, alla macelleria al lancio dei vivi e dei morti nell’abisso.
Negli inghiottitoi si buttava la roba che si voleva eliminare, togliere per sempre dalla vista, e magari anche dalla memoria.
Carlo Sgorlon, La foiba grande

*

Fummo condotti in sei, legati insieme con un unico filo di ferro, oltre a quello che ci teneva avvinte le mani dietro la schiena, in direzione di Arsia. Indossavamo i soli pantaloni e ai piedi avevamo solo le calze. Un chilometro di cammino e ci fermammo ai piedi di una collinetta dove, mediante un filo di ferro, ci fu appeso alle mani legate un masso di almeno 20 k. Fummo sospinti verso l’orlo di una foiba, la cui gola si apriva paurosamente nera. Uno di noi, mezzo istupidito per le sevizie subite, si gettò urlando nel vuoto, di propria iniziativa. Un partigiano allora, in piedi col mitra puntato su di una roccia laterale, c’impose di seguirne l’esempio. Poiché non mi muovevo, mi sparò contro. Ma a questo punto accadde il prodigio: il proiettile anziché ferirmi spezzò il filo di ferro che teneva legata la pietra, cosicché, quando mi gettai nella foiba, il masso era rotolato lontano da me. La cavità aveva una larghezza di circa 10 m. e una profondità di 15 sino la superficie dell’acqua che stagnava sul fondo. Cadendo non toccai fondo e tornato a galla potei nascondermi sotto una roccia. Subito dopo vidi precipitare altri quattro compagni colpiti da raffiche di mitra e percepii le parole “un’altra volta li butteremo di qua, è più comodo”, pronunciate da uno degli assassini. Poco dopo fu gettata nella cavità una bomba che scoppiò sott’acqua schiacciandomi con la pressione dell’aria contro la roccia. Verso sera riuscii ad arrampicarmi per la parete scoscesa e guadagnare la campagna, dove rimasi per quattro giorni e quattro notti consecutive, celato in una buca. Tornato nascostamente al mio paese, per tema di ricadere nelle grinfie dei miei persecutori, fuggii a Pola. E solo allora potei dire di essere veramente salvo.
Roberto Spazzali e Raoul Pupo, Foibe

*

La Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Articolo 1 della Legge 92/2004

*

“Non possiamo dimenticare e cancellare nulla; non le sofferenze inflitte alle minoranze negli anni del fascismo e della guerra, né quelle inflitte a migliaia e migliaia di italiani. Questa Cerimonia si pone in assoluta continuità con le precedenti, celebrate al Quirinale dal Presidente Napolitano, che ha fatto di questo giorno non una commemorazione rituale ma un momento fondamentale di espressione dell’identità e dell’unità nazionale”.
Pietro Grasso, residente del Senato 2010 durante la commemorazione a Palazzo Madama

I DIECI SEGRETI DEL CUORE* Ruediger Schache

febbraio 10th, 2014

I diecisegreti del cuore foto

Primo segreto: Attrazione
“Qual è il motivo per cui un certo tipo di uomo o di donna ti attrae come per magia e altri sebbene più indicati per instaurare un rapporto di coppia funzionante non ti attirano per niente? Come mai tutte le tue relazioni hanno uno svolgimento simile, nonostante i tuoi tentativi di cambiare le cose?” Solo capendo il tuo magnete potrai capire chi attrai e perché. Tutto ha un senso. “Non si tratta del tuo corpo. E’ molto più facile… si tratta della tua emanazione.”

Secondo segreto: Lo Specchio
“Tutto quel che attrai è come uno specchio che ti mostra ciò che si trova nel tuo magnete, affinché tu possa orientarti meglio”. Non sempre è facile intuire il principio dello specchio, “il motivo è che lo specchio non si limita a riflettere quello che sei precisamente, ma ti mostra molto di più.”

Terzo segreto: Chiarezza
“Chi sei? Dove vuoi andare? Quali sono i tuoi desideri? Cosa vorresti assolutamente sperimentare? Con che genere di persone desideri stare? Qual è per te il senso della vita, in questo momento o in generale?” “Non sono domande facili e anche se trovi le risposte, queste possono cambiare nel corso del tempo. Per fortuna non si tratta tanto di dare risposte complete o definitive, quanto di imparare a sentire in che direzione si vuole andare.”

Quarto segreto: la Propria Fonte
“Qualunque cosa tu cerchi negli altri si trova già dentro di te, allora di cosa sei fondamentalmente alla ricerca? Di sensazioni!” “Nessuno può darti l’amore perché ce l’hai già dentro di te. Questo lo sai. Guarda la foto di un bambino felice. Lo senti? Non ricevi niente e tuttavia lo senti, è lo stesso amore che provi quando hai vicino una persona a cui vuoi bene.”

Quinto segreto: il Potere dei Simboli
“Finché credi in un simbolo, questo continuerà a riapparire nella tua vita o nei tuoi rapporti, dal momento che risuona nel magnete di altre persone che se ne sentono inconsciamente attratte.” “Un oggetto o un’azione rappresenta qualcosa. Questa perlomeno è la tua esperienza e ritieni sia evidente per chiunque. Ma è davvero così?”

Sesto segreto: la Profezia Autorealizzante
“Le persone che ti stanno accanto si comportano raramente come vorresti, ma piuttosto come temi che accada?” Forse “le tue parole o le tue azioni non corrispondono ai tuoi pensieri o ai tuoi sentimenti. Gli altri saranno quindi diffidenti nei tuoi confronti e ti terranno a distanza.” Sono i tuoi veri pensieri e sentimenti ad agire con maggiore intensità.

Settimo segreto: Amore di sè
“Quando sei insicuro sulle decisioni da prendere e le azioni da compiere… Quando vuoi trasformare i pensieri e le sensazioni sgradevoli… Chiediti sempre: “Cosa farebbe l’amore?” “Se ti sacrifichi per qualcuno perché pensi che lo si possa anche fare quando si ama, chiediti se l’amore si comporterebbe così. L’amore vorrebbe che tu ti facessi questo? Vorrebbe che tu seguissi un’idea di amore in cui l’affetto è legato alla sofferenza?”

Ottavo segreto: lo Spazio Interiore
“Lo spazio interiore è quel luogo dentro di te destinato ad accogliere ciò che desideri. Ogni volta che ti permetti di sentirlo, attivi il tuo magnete facendogli attirare con maggiore intensità l’oggetto dei tuoi desideri”. “Molti non vogliono accostarsi a questo spazio perché temono di provare un senso di insoddisfazione e vuoto. Ma questa fonte fa parte di te.

Nono segreto: Decisione e Azione
Metti già in atto quello che vuoi realizzare! Comportati come se ti fosse già stato permesso e tu lo stessi già sperimentando. L’universo ama sentirti agire e risponde di conseguenza.

Decimo segreto: la Forza del Presente
Decidi nel presente: usa la forza dell’intuizione. Ogni volta che decide l’intelletto è il passato a decidere. Lo scopo della nostra vita non è produrre risultati, ma provare esperienze.

I dieci segreti tratti dal libro:

Il Segreto del cuore, Ruediger Schache

*

Il Segreto del Cuore Il Segreto del Cuore

Ruediger Schache

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FRASI DI IGOR SIBALDI* Igor Sibaldi Libri

febbraio 10th, 2014

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«Poi tutt’a un tratto Aladino si innamora, del più impossibile degli amori: la principessa che nessuno può vedere. E questo amore impossibile attiva in lui capacità nuove, meravigliose, e gli fa compiere imprese, una dopo l’altra, una più impossibile dell’altra.
«In questo somiglia a Gesù, che a sua volta parla sempre di amori che alla gente sembrano impossibili. Di amore per Dio; o per tutti; o dell’amore tanto grande da poter morire per amore.
«Ne parla, non lo insegna: infatti non si può. Chi vorrebbe impararlo? Chi imporrebbe a se stesso di innamorarsi di un’amore impossibile? O ti capita, o non è per te.»
Igor Sibaldi, I Maestri invisibili
***

Guardarsi intorno, domandandosi ogni tanto:
«MI PIACE o no, ciò che vedo?»
e pensandoci un po’:
«Perché mi piace? Perché no?..»
Già questo permette di accorgersi
di una quantità di cose che prima non si erano notate mai:
e l’immagine del mondo ne viene
rapidamente trasformata.
È come da bambini:
il mondo diventa consigliere;
come se in tutto
potesse dischiudersi una possibilità nuova
per la nostra vita,
mentre prima
quello stesso «tutto» appariva spesso noioso e altrui.
Igor SIbaldi, Il mondo invisibile
***

Bisogna morire a sé stessi per giungere alla verità, all’essere, alla gioia – a quell’Io più grande che il Vangelo promette e insegna ad ogni uomo. E questa morte a sé stessi è in tutto e per tutto come la morte: ma è rinascita per chi vi giunge (per chi riesce a comprenderne e ad attuarne la legge), mentre chi non vi giunge nella propria vita, potrà giungervi, in un’estrema chance, nella morte reale, cioè nel forzato dischiudersi (dal di fuori, invece che dal di dentro) del guscio della sua vita falsa, di «ricco», a quell’Io più grande, divino, che anima l’universo intero. E la morale è dunque: prima che sia tardi bisogna giungere a quell’Io divino, e morire e rinascere, finché c’è ancora vita. Camminate nella luce finché avete luce.
Introduzione a Lev Tolstoj
***

Non occorre più, qui, che il lettore intuisca: deve stare a sentire, e riuscire a reggere, questo è il suo compito.
Igor Sibaldi
***

Molti individui hanno più energie che bisogni.
Ma si sentono impacciati da questa eccedenza.
Pensano che non sia prudente
guardare e domandare al di là dei bisogni di cui una persona perbene è riuscita a circondarsi:
le domande, infatti, mostrerebbero una direzione nuova;
da quella direzione deriverebbero certamente
aspirazioni nuove,
e probabilmente la fine di tutto ciò che quella persona sa,
o sa di sapere,
o almeno del modo in cui lo sa.
Così, molti preferiscono fingere di avere poche energie.
Igor Sibaldi, Il mondo Invisibile
***

Purtroppo anche nella «selva» della nostra civiltà è in corso una grave nevrosi di massa. A determinarla, da circa sessanta anni, è un sistema di condizionamenti molto potente, capillare, mai visto nella storia dell’Occidente. Neanche i fascisti e i nazisti erano così bravi a plagiare; e questo perché, dopo la guerra, i loro metodi di massificazione sono stati ripresi e perfezionati dagli apparati che dominano la nostra tarda società industriale. È la società della cultura di massa, scambiata malamente per democrazia. Sarebbe una società bellissima, perché ha un livello di benessere mai raggiunto prima. Oggi mancherebbe poco, a che la gente si accorga che può lavorare di meno e vivere di più. Lavorare quattro ore al giorno, così da avere quanto basta per sopperire alle vere necessità, e nelle altre venti ore pensare, capire, scoprire, godere, sperimentare, creare
Igor Sibaldi
***

…così anche Collodi, da buon iniziato,
racconta di come Pinocchio giunga a incarnarsi
in un ragazzino:
di come, cioè, da entità possibile, potenziale,
discesa da un qualche punto dell’Albero della Vita,
arrivi finalmente a rivelarsi in ciò
che ogni individuo sensato è bene che impari
a essere soprattutto:
un ragazzino
che sa domandarsi: «Tutto qui?»
guardandosi attorno nel mondo comprensibile,
e accorgendosi,
inevitabilmente,
che non è un mondo che basti.
Igor Sibaldi, Discorsi sull’infinito
***

Vai avanti, entri nel tuo aldilà personale, e cominci ad accorgerti che puoi superare delle soglie che prima neanche vedevi, e fare passi da gigante: dipende solo da te, dal tuo coraggio interiore. Come trovare questo coraggio? Se ti accorgi che c’è una lotta tra te e l’Autòs e che ci vuole solo il coraggio per battere l’Autòs, impari anche come si fa a fare il coraggio. A quel punto puoi voltarti a vedere se qualcuno ti segue, ma non fermarti a spiegare agli altri, perche via via che sali ti accorgi che non è nemmeno una gran salita. È che gli altri, i molti – in mezzo ai quali c’eri anche tu fino a poco fa – stanno precipitando, e che parlare con loro è come parlare con un sasso che precipita nel vuoto. Per poter stare a portata di voce dovresti precipitare anche tu con loro, e non è tua intenzione. O no?
Igor Sibaldi
***

«Padre nostro». Un commento preciso
a questo modo tanto eretico di cominciare una preghiera
lo dava Francesco, quando
nel Cantico delle creature
insegnava a pensare al sole, al vento, al fuoco, all’acqua
come a fratelli, e a chiamare sorella persino la morte.
Come dire: accòrgiti di quanto sei immenso,
sì, tu, proprio tu, invece di immaginarti
come gli altri vogliono che tu ti immagini,
come fa comodo a loro.
***

Nella Genesi, il racconto della creazione incomincia
quando «il soffio di ‘Elohiym increspa le acque».
Ma capita continuamente anche a noi.
È facile accorgersi di come il nostro respiro
increspi la superficie di acque invisibili,
e dia inizio a creazioni, ogni volta che parliamo.
E con un po’ più di coraggio,
possiamo accorgerci anche di come il parlare,
in ciascuna civiltà,
e nella vita di tanti individui,
increspi soltanto alcuni brevi tratti di quelle acque,
sempre gli stessi;
mentre intorno ci sarebbe un oceano da dire.
Igor Sibaldi, Il libro della creazione
***

«Siamo veramente quel paese di cui scriveva Machiavelli: “l’Italia deve la maggior parte dei suoi problemi alla presenza dello Stato della Chiesa all’interno del suo territorio”. Nei Discorsi sulla Repubblica aggiungeva: “se noi ponessimo, per caso, lo Stato della Chiesa in un paese così forte, tranquillo e onesto come la Svizzera, in soli cinquant’anni questa decadrebbe subito”». «Oggi siamo noi a trovarci all’interno dello Stato Pontificio». «Ormai sì, e questo è un capolavoro di strategia che va riconosciuto. Quando i Piemontesi presero Roma e costrinsero lo Stato Pontificio ad avere qualche isolato, neanche un quartierino, questo capì che tutto era perduto – per il momento. Però, pensò la Chiesa, “noi abbiamo il tempo dalla nostra parte, possiamo organizzare lunghissime strategie”. Così dal 1880 hanno cominciato questo grandissimo lavoro: occuparsi del punto debole del nuovo Stato Italiano, cioè i bambini. “Io comincio ad occuparmi dei bambini e pian piano cresceranno e diventeranno uomini, e avranno figli che manderanno da me. Pian piano, generazione dopo generazione, io trasformerò uno Stato laico assolutamente anticlericale in un’estensione del Vaticano”».
Igor Sibaldi, Discorsi sull’Infinito
***

I Maestri Invisibili Igor Sibaldi I Maestri Invisibili
Come incontrare gli Spiriti guida
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Libro degli Angeli Igor Sibaldi Libro degli Angeli
Che angelo sei?
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Discorso sull'Infinito Igor Sibaldi Discorso sull’Infinito

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Libro della Creazione Libro della Creazione

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Le mie bambole

febbraio 9th, 2014

Queste le mie vecchie pupattole
ognuna ha la sua storia, drammi
risate, sberleffi, ne han recitate di
pantomine.
Son qui tutte a ricordare i tempi
passati i teatrini fatti di sogni e
liquirizie nere.
I baci scambiati al sapor di caramella
mou ci portano all’infanzia ormai lontana
quì in questa valigia sgangherata piena
di sogni tutte ho ritrovato, elencato ho
i vostri nomi, lo sguardo fisso, senza cuore
ma un dono grande l’ avete portato:
La gioventù mai dimenticata.

(Mirella Narducci)

 

Le mie bambole

Appuntamenti senili…..

febbraio 9th, 2014

L’età è  matura ma son qui a passeggio
con te, lento il passo, imprecisa la meta
il tuo braccio sulla mia spalla mi lega…
Come due bimbi che imparano a camminare
non decisi ci avventuriamo in quella
palestra che  è  la  vita.
Non sono all’altezza del tuo silenzio, e parlo di
ogni cosa pur di render piacevole  la gita.
Ti racconto le mie obbedienze, le confessioni
ma taccio il sentimento che mi si legge negli
occhi, voglio rimanga fantasia e non una ridicola
realtà.
Quest’età rende  tristemente  immuni  dall’amore
nel rumoroso via vai lascio scivolare la mano, nella
tasca della tua giacca,la sento stringere dalle  tue
forti dita.
Non m’importa più nulla e di nessuno, questo tacerti
accanto basta a rendermi felice e già mi aspetto un
altro appuntamento questa volta per un caffè, giù
al bar…………..

(Mirella Narducci)

Appuntamenti senili.....

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