Io sono una Strega )O(

dicembre 6th, 2013

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Io sono una Strega.
Il vento che mi carezza il volto, i corsi d’acqua fresca, le grandi montagne, la natura e tutta le loro creature sono miei fratelli. In tutti loro si completa la mia essenza. Gli alberi sono il mio rifugio, la fortezza del mio cuore. Ogni volta che verso una lacrima o che sorriso loro sono li ad ascoltare il mio cuore. La loro linfa è il continuo fluire del rinnovamento dell’interno cosmo che si riversa su di me. Sono capanna e rifugio del mio essere, dove trovo rifugio ogni volta che ne ho bisogno.

Io sono una strega.
Riconosco una Madre e un Padre, una Dea e un Dio, in loro c’è vita, in loro c’è la mia stessa vita. Non vi sono nomi con cui li chiamo, ormai tutti i nomi e le strade del mondo mi conducono a loro. Rispondono sempre alle mie parole, anche se sono lievi come un sussurro, anche se è solo un sospiro. Loro mi avvolgono in un amore infinito, insegnandomi che la magia è amore. Un grande amore. L’amore è in ogni cosa, in ogni giorno, in ogni esistenza. Oltre all’amore mi insegnano la paura e il dubbio perché io sia in grado di trovare le risposte di cui ho bisogno dentro di me. Mi donano sofferenza e tristezza affinché io cresca nel mio sentiero, affinché io provi e apprenda la lezione della vita e dell’esistenza per rendermi migliore, forte e unica. Mi donano fantasia, magia e mistero, così che io possa continuare ad essere nel perpetuo ciclo dell’esistenza, giorno dopo giorno, goccia dopo goccia, diventando donna, diventando uomo.

Io sono una Strega.
Celebro il mutare di tutte le stagioni. Ne seguo il ciclo mai interrotto ma sempre continuo. Attraverso ciò la Madre vi avvolge nel suo abbraccio di vita, mi fa crescere nella Luce, nel ghiaccio, nel sangue, nella rugiada, nel grano, nell’erba, nei sentieri perduti del tempo. Io onoro ogni cambiamento della vita. Credo nell’inizio della crescita, nella rinascita dei fiori, nell’amore e nella passione, nel profumo del primo raccolto, nei frutti, nella fine e nel passaggio, nel continuo ciclo di vita, morte e rinascita. Le stagioni mi vestono e si infilano nella mia pelle, nei miei polmoni le respiro, ascolto la loro voce e i mie occhi si colorano della loro essenza magica.

Io sono una strega.
Venero la Dea Madre. La Luna. Il suo potere, il suo riflesso. In lei vedo e vivo me stessa. Lei è mia Madre, mia sorella, la mia amante. Lei è colei che mi ascolta sempre. Lei è colei che mi sa consigliare ogni cosa. Seguo i suoi cicli, cosi come le sue maree influenzano ogni cosa, influenzano anche la mia anima. Io sono sua figlia. Io sono una sua ancella. Io sono una sua sacerdotessa. Sono donna, anziana e bambina quando mi cullo nel suo volto. Sono sua figlia e sono grata ogni giorno delle sue benedizioni su di me.

Io sono una Strega
Ho imparato l’arte antica. Ho imparato l’armonia. Ho imparato ad amare. Ho imparato che la vita è un dono. Un dono che dobbiamo dare, condividere, portare, vivere, essere. Ho imparato che il male che farò a qualcuno segnerà cicatrici sulla mia pelle. Ho imparato a commettere errori e rialzarmi. Ho imparato ad essere umile, ad essere donna, a essere viva ad essere ciò che sono. Ho imparato a danzare in un cerchio. Ho imparato ad usare tutti i messi della Natura. Ho imparato che io sono una figlia dell’Antica Madre. Perché io sono una Strega.

Siate sempre Benedetti nel nome della Grande Dea Madre )O(

Copyright La soffitta delle streghe )O(

Frasi Sul Cenone Di Capodanno

dicembre 6th, 2013

capodanno
Siamo al 31 dicembre [...] ogni volta che mi sintonizzo sui telegiornali della Rai, che si prende qui via cavo, cado immancabilmente  su un interminabile discorso sul “cenone” di capodanno. Cosa mangerete di qui, e che cosa cenerete di là. E giù con immagini e vari temi sul cenone di fine anno. Quello che non riesco a capire è come mai la totalità delle persone intervistate rispondano esclusivamente  su “cenone”: chi parla di tacchino, chi parla di polenta, chi di braciole di maiale e chi se lo può permettere di ostriche e champagne. Ci fosse uno solo intervistato che abbia per puro caso risposto: ma quale cenone? pensiamo piuttosto agli altri, ai poveri, pensiamo ai disoccupati, ai senzatetto, pensiamo alla nostra anima, pensiamo piuttosto a questo paese che va a rotoli. Ma no: tutti fissati dal mangiare, mangiare, mangiare.
Il ritorno di Neanderthal
 Di Roberto Dana
***

Sembra che non esista nient’altro al mondo nella vita di ogni singolo individuo in casa in Italia, che la cena di Capodanno e il solito rituale di vai “divertimenti” annessi e connessi complice la nostra tivù, complice i giornali e complice soprattutto una  grossa parte dell’inzana, martellante ossessionante pubblicità televisiva. questo a mio modesto avviso è davvero una prova di estrema superficialità d’animo.
Il ritorno di Neanderthal
 Di Roberto Dana
***

Il 31 dicembre, ultimo dell’anno,
si festeggia la notte di Capodanno;
si prepara il cenone
con lenticchie e zampone,
carne o pesce a volontà
per l’anno che verrà;
si preparano veri arsenali
di fuochi artificiali.
Una notte allegra e danzante
con panettoni, pandori e spumante;
negli utlimi secondi si fa la conta,
e la bottiglia da stappare è pronta;
quando i festeggiamenti finiranno,
saremo già nel nuovo anno.

Filastrocche del cuore, scegli tu il colore
 Di Carolina Casacchia
***

Il cenone di capodanno in casa mia è una cosa semplice, qualche festone drappeggiato sulle mensole, tra i libri, qualche candela  sul tavolo apparecchiato con la tovaglia bianca.
Il rovescio del buio
 Di Francesca Petrizzo
***

Anche la preparazione dei vermicelli con le vongole veraci – piatto obbligatorio per il cenone di Natale e di Capodanno – ha bisogno del suo tempo. Le vongole, infatti, è meglio farle stare una nottata intera in ammollo in acqua salata per permettere lo spurgo di eventuali impurità. Eduardo de Filippo considerava la cucina un’arte. La rispettava a tal punto da darla un ruolo da protagonista nel suo teatro [...] chi non ricorda il Natale in casa Cupiello. [...] anche per me la cucina è importante, è arte, è poesia nella vita. La cucina è anche un modo per stare insieme. Quando ero ragazzo a casa c’era il rito del pranzo della domenica e dei cenoni di Natale, Capodanno e Pasqua. I miei genitori compravano, di ritorno  dalla messa e dalla passeggiata, il cartoccio con le pasterelle fresche: roccocò, mustacciuoli, susamielli e struffoli, tutti avvolti nella carta lucida della pasticceria.
Questo sono io.

di Gigi d’Alessio,
***

Il Capodanno Il Capodanno è euforia di brindisi, scambi di auguri, promesse per il nuovo anno ma anche momento di riflessione su ciò che è stato e ciò che sarà. E di buon auspicio a Capodanno, oltre che arricchire il cenone con le lenticchie da sempre simbolo di prosperità, scambiarsi gli auguri e il bacio sotto il vischio, usanza più nordica che nostra ma già presente in molte case perchè primette felicità in amore.
Auguri e parole per ogni occasione
 Di AA. VV.
***

Sua madre stava in cucina dalle cinque di mattina a preparare il fottuto cenone di San Silvestro. Ma chi glielo fa fare? si domandò senza trovare risposta. Aveva organizzato un cenone esagerato per Mario Cinque, il portiere della palazzina.

*

Piccole Cose Stephen Littleword Piccole Cose
Aforismi d’Autore, Dediche Speciali
Stephen Littleword

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FRASI DI NELSON MANDELA

dicembre 5th, 2013

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Nelson Rolihlahla Mandela, 1918 – 2013

*
Noi ci chiediamo: ‘Chi sono io per essere così brillante, così grandioso? Pieno di talenti, favoloso?’ In realtà chi sei tu per non esserlo?
Tu sei un figlio di Dio.
Nelson Mandela

*

L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra.

NELSON MANDELA

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Oltre alla vita, a un fisico robusto, e a un antico legame con la casa reale thembu, l’unica cosa che mio padre mi ha conferito alla nascita è stato un nome: Rolihlahla. In xhosa Rolihlahla significa letteralmente «che tira il ramo di un albero», ma il suo significato colloquiale potrebbe esser reso più felicemente con «attaccabrighe». Non credo che il nome rappresenti il destino di una persona, né che mio padre abbia in qualche modo divinato il mio futuro, ma negli anni a venire amici e parenti ebbero spesso ad ascrivere al mio nome i non pochi scompigli che ho causato o ai quali sono riuscito a scampare

Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà

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È la nostra luce, non la nostra ombra, quella che ci spaventa di più
NELSON MANDELA

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Il perdono libera l’anima, rimuove la paura. È per questo che il perdono è un’arma potente.”
NELSON MANDELA

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Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati.
NELSON MANDELA

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Non vi è alcuna strada facile per la libertà.
NELSON MANDELA

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Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare se stessi
NELSON MANDELA

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Non c’è niente di più incoraggiante per un detenuto politico del sapere che la sua vita non è andata sprecata.
NELSON MANDELA

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Una notte – avevo nove anni – percepii nella casa un insolito movimento. Mio padre, che visitava a turno le sue mogli e di solito si fermava da noi circa una settimana al mese, era arrivato. Però la scadenza non era la solita, perché sarebbero mancati ancora alcuni giorni alla data prevista per il suo arrivo. Lo trovai nella capanna di mia madre, coricato sul pavimento, squassato da un interminabile accesso di tosse. Perfino ai miei occhi inesperti fu chiaro che mio padre non sarebbe stato più a lungo di questo mondo. Aveva qualche grave malattia polmonare, ma una diagnosi precisa non era mai stata fatta, perché si era sempre rifiutato di andare dal medico. Restò nella capanna vari giorni senza mai muoversi né parlare, poi una sera sembrò volgere al peggio. Lo assistevano mia madre e la più giovane delle mogli di mio padre, Nodayimani, che era venuta a stare con noi. Quella notte, sul tardi, mio padre chiamò Nodayimani e le disse: «Portami il tabacco». Mia madre e Nodayimani si consultarono e conclusero che non era saggio che fumasse in quelle condizioni. Ma egli pregò insistentemente finché Nodayimani riempì la pipa, la accese e gliela portò. Fumando, si calmò. Continuò a fumare per circa un’ora e infine, la pipa ancora accesa, morì.
Non ricordo tanto il dolore di quella perdita, quanto la sensazione di sentirmi perso. Benché mia madre fosse il perno della mia esistenza, lui era per me un modello. La sua morte mi cambiò completamente la vita.

Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà

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Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso.
NELSON MANDELA

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Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri.
NELSON MANDELA

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Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti vivere.
NELSON MANDELA

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Nel mio paese prima si va in prigione e poi si diventa Presidente
NELSON MANDELA

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Non nego [...] di aver progettato un’azione di sabotaggio. Non l’ho fatto per sconsideratezza, o perché io ami la violenza in qualunque forma. L’ho fatto sulla base di una valutazione ponderata e sobria della situazione politica prodotta da lunghi anni di tirannia, sfruttamento e oppressione inflitti dai bianchi al mio popolo. [...] È un fatto incontestabile: in cinquant’anni di nonviolenza il popolo africano ha guadagnato soltanto leggi sempre più repressive, anzi ha perso uno alla volta quasi tutti i suoi diritti. [...]

Vogliamo gli stessi diritti politici dei bianchi, perché in caso contrario le nostre invalidità si cronicizzeranno. [...] Non è vero che estendere a tutti il diritto di voto porterà al dominio razziale dei neri. La discriminazione politica basata sul colore della pelle è artificiale e arbitraria, e quando sparirà quella sparirà anche il dominio di un gruppo razziale sull’altro. Da mezzo secolo il Congresso nazionale africano lotta contro il razzismo. La vittoria non ci farà cambiare idea.

Il razzismo è il nemico contro cui il Cna combatte. La sua lotta è una lotta autenticamente nazionale. È la lotta del popolo africano, e si nutre delle sue sofferenze e della sua esperienza. La posta in gioco di questa lotta è il diritto di vivere. Ho consacrato tutta la mia vita alla lotta del popolo africano. Ho combattuto la dominazione bianca esattamente come ho combattuto la dominazione nera. Ho coltivato in me l’ideale di una società democratica e libera nella quale tutti sarebbero vissuti fianco a fianco in armonia, godendo delle stesse opportunità. È un ideale al quale voglio consacrare anche il resto della mia esistenza, nella speranza di giungere alla meta. È un ideale per cui sono pronto anche a morire, se necessario.

Nelson Mandela, che ha trascorso quasi trent’anni della sua vita in carcere, pronunciò queste parole in apertura del processo per sabotaggio intentatogli dallo stato. Il Congresso nazionale africano aveva cercato di opporsi all’apartheid con strumenti pacifici fino al Massacro di Sharpeville del 1960, che aveva portato all’uccisione di 69 manifestanti neri. Mandela era a capo del suo braccio armato, Umkhonto we Sizwe (la “Lancia della nazione”), fondata proprio all’indomani dell’incidente.
Andrew Hsiao , il libro del dissenso
 

***

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La parola: uno strumento che può ucciderti o farti rinascere

dicembre 5th, 2013

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Quante parole buttate al vento; quante volte pensiamo all’economia, ma non pensiamo a economizzare le parole. Talvolta,  le spendiamo proprio male: ne diciamo troppe o troppo poche.
Una parola può salvarti, ma può anche lasciarti delle ferite che difficilmente si rimargineranno.
Non diamo alcun peso a ciò che diciamo.
Le nostre parole dovrebbero costituire la conversione delle nostre emozioni. Ma queste ultime, spesso, non le filtriamo col cuore, ed allora ne escono delle armi mortali: esse uccidono una parte di qualcuno, ed in determinati casi anche una parte di noi stessi.
Isac Randazzo

 

 

Ho cammino con la Dea

dicembre 4th, 2013

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Ho preso per mano la Dea e ho camminato nel bosco. Al mio fianco o sopra di me o sotto di me Lei chiarifica il cammino.
Ho camminato tra le cosce umide della Dea, nella caverna primaria: nel loculo e nel ventre, nell’umidità. Ho guardato tra i crateri lunari, ho sentito le maree, il sangue versato, il Flusso. Ho seguito la sua magia, ho seguito l’odore di natura selvaggia. Ho sentito le vibrazioni del cosmo e adesso sono dentro di lei, dentro ogni cosa. Io sento. Tu stai ascoltando?

di Laudes alla Triplice Dea riadattato dalla La soffitta delle streghe

Un viaggio con la mente

dicembre 4th, 2013

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Quando scrivo, viaggio così tanto con il pensiero che non mi rendo neanche conto di quanto stia arrivando lontano.
Isac Randazzo

UN CANTO D’AMORE!

dicembre 4th, 2013

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Nella notte di natale

gioia e canti alla nascita di Gesù

Alleluja al piccolo Redentor

portando la buona novella 

in tutto il mondo!

Fervidi auguri  d’un sereno Natale!

 

È la notte più magica dell’anno – Buon Natale 2013

dicembre 3rd, 2013

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È la notte più magica dell’anno
dove c’è guerra
vi sia pace
dove c’è tristezza
vi sia gioia
dove c’è solitudine
vi sia amore
Luce divina
al cospetto di Gesù
invada il mondo
e risieda in ogni dimora…
Buon Natale!

Diventa chi vuoi

dicembre 3rd, 2013

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Diventa chi vuoi, ma non ti dimenticare chi sei.
Isac Randazzo

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