LASCIAMI CONOSCERE CHI SEI E TI DIRO’ CHI NON SONO

ottobre 17th, 2012

Io, il niente di niente.
Il niente che non ha odore e non ne avverte alcuno.
Per trovarmi devi seguire la sottile linea di confine che vibra più forte al suon di tromba del giorno appena cominciato e già così pieno nelle narici.
La mia stanza è al centro.
Quale posto migliore per un essere trasparente come me?

Trasparente: questo penso di chi preferisce restare comodo con piedi sangiunanti su una lama affilata di rasoio piuttosto che volare da una parte o l’altra.
Questo penso di me.
[...]
Credo che sia difficile accorgersi di me senza ricorrere a un atto di nascita o morte.
Esisto! Lo so per certo se mi guardo nei sorrisi delle foto degli altri.
Sono [...] in alto a sinistra con la faccia che non si fa spazio perchè non si sporge.
[...] che in un film lungo una vita avrebbe la leggerezza di una comparsa eterna.
Riempio allo stesso modo il quadro dei miei giorni e di quelli altrui.
[..]
Io non sono come mio Padre
Io non sono come mia Madre
Io non sono come mia Sorella [...]
Io non sono!
Non saprei dire “io sono”.
La negazione è una bella invenzione del tempo e credo che abbiano pensato a me prima di crearla.
Lasciami conoscere chi sei e ti dirò chi NON sono.

Giuliano Sangiorgi, Lo spacciatore di carne

Avevi deciso…

ottobre 17th, 2012

Avevi deciso che te ne saresti andata, ancor prima che la nostra storia finisse. Avevi già deciso…!!! E nonostante io, avessi capito, non hai mai voluto dire di più. L’avevo capito, anche quando fissandomi negli occhi mi hai elencato la classica marea di bugie che si dicono in casi come questi. (Il perché poi non si riesce ad essere sinceri, non lo capirò mai.) L’avevo capito, anche quando con il cuore in mano ti ho chiesto di restare. Oramai stavo parlando ad un involucro vuoto perché la tua anima e i tuoi pensieri erano rivolti altrove…, ero già uno sconosciuto per te. Per cui non posso fare altro che lasciarti andare, accettare che tu faccia la tua vita com’è giusto che sia, accettando anche le menzogne di contorno, non per rassegnazione, ma per rispetto, che non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, è molto di più, ma è inutile spiegare a chi non vuol capire. Solo un consiglio, se mi permetti…

“Prima di toccare il cuore di qualcuno, la prossima volta, assicurati di avere le mani pulite.”

(Stefano A.)

“Noi”

ottobre 17th, 2012

 

Voglio essere tua,

sentirmi di nuovo parte di te!

Ricordi?

…non sarà impossibile tornare a completarsi.

L. G.

Scrivere

ottobre 16th, 2012

Ho scritto di te. Ho scritto per te. Ho scritto scemenze. Cose insensate. Di noi. Ho scritto tutto, tranne quello che avrei voluto dire.
Roberto Pellico

un buongiorno

ottobre 16th, 2012

sentire l’aroma del caffè al mattino è una delle sensazioni più belle per iniziare la giornata.. se il segreto di questa vita è valorizzare gli attimi, sentire l’aroma del caffè al mattino è indispensabile per chiunque voglia viverla intensamente.
Lei è esattamente come come l’aroma del caffè, quando c’è, mi invade. e non è un’invadenza che infastidisce, è un’invadenza che trasforma i vuoti d’aria in profumo, è piacevole.. soprattutto dopo il freddo silenzio lasciato dalla notte… qual migliore dolce risveglio? è l’essenza essenziale, ciò che rende.. ciò che rende migliore ogni attimo, migliore il mondo.. e me lo fa sembrare perfetto.. perchè il suo sorriso è capace di cambiare la mia concezione di realtà o di farmela perdere.. che questa vita sia stretta o macchiata, resta sempre di un gusto intenso.

Rosy Gelsi

Il pianeta più bello

ottobre 16th, 2012

Abbiamo conquistato la luna,
e tra qualche decennio probabilmente
sbarcheremo su Marte,
ma nessun uomo finora ha mai esplorato
il pianeta più bello dell’universo: il cuore di una donna.
Ci puoi trovare oceani di emozioni,
valli e colline ricoperte da immensi prati,
i cui fiori emanano il profumo più buono
che il tuo naso abbia mai annusato,
e, se chiudi gli occhi e resti in silenzio,
puoi ascoltare il suono del vento
che dolcemente ti accarezza l’anima.
E’ un vento d’amore
che ti avvolge delicatamente in un caldo abbraccio
risvegliando sogni, passioni e desideri
che mai avevi immaginato prima.
Talvolta la superficie del pianeta
è spazzata da tempeste e temporali,
ma alla fine, il sole torna sempre a risplendere,
tingendolo dei colori di mille arcobaleni.
Ardua è la strada che conduce in questo mondo meraviglioso,
e molti uomini si arrendono senza nemmeno provarci.
Hanno perso la speranza di poterci riuscire,
rinunciando così a vivere quelle intense emozioni
e quelle magiche sensazioni
che è possibile provare solo esplorando
il pianeta più bello dell’universo: il cuore di una donna.

(by Michele Micky)

L’ obiettivo principale…

ottobre 16th, 2012

Ognuno di noi per arrivare all’obiettivo sperato deve lottare, la vita è una lotta continua ma guerrieri non si nasce ma si diventa dopo una serie di battaglie.  Dobbiamo lottare sperando che il nostro obiettivo si realizzi soprattutto quando questo obiettivo si chiama Amore non bisogna arrendersi mai anche se significa tanta sofferenza, tante lacrime perché infondo la vita è fatta di felicità e tristezza perché se così non fosse sarebbe tutto molto facile e scontato e non ci sarebbe poi tanto gusto.

(Maria Carmen C.)

Io Sono…

ottobre 16th, 2012

Io sono pagana.

Le rocce, il vento, i ruscelli, gli animali sono miei fratelli. In loro si completa la mia vita. In loro è presente la scintilla divina che guida il mio spirito. Riconosco gli alberi come mio rifugio, come mia fortezza. Ogni volta che piango sono loro ad asciugare le mie lacrime con il lieve tocco del cuore. I loro tronchi sono il mio appoggio quando sono stanca, la loro linfa è il simbolo del continuo fluire del rinnovamento, su me e la mia pelle. Sono la mia capanna dell’anima, dove mi rifugio ogni volta che la pioggia cade troppo forte e il vento porta via le foglie dal sentiero.

Io sono pagana.
Riconosco un Dio e una Dea, in loro la mia vita, per loro la mia vita. Non conosco i loro nomi perché sono abituata a chiamarli con tutti i nomi del mondo. Loro sempre rispondono anche se la mia voce è solo un sussurro, un sospiro. Loro le mie labbra, loro il mio cuore. Mi insegnano infinito amore e abbandono per la fiammata che sento dentro ogni giorno, l’esistenza. Mi donano la paura ed il dubbio, perché io possa chiedere a me stessa e trovare le risposte. Mi donano il dolore e la sofferenza perché io possa crescere nel faticoso cammino della vita, imparando ogni lezione che a me sarà posta. Mi donano la fantasia e l’eclettismo perché io possa amare me stessa giorno dopo giorno, cambiando forma, mutando umore, essendo donna.

Io sono pagana.
Celebro il mutare delle stagioni. Attraverso l’anno tenendo per mano la Madre nei suoi percorsi di luce, di ghiaccio, di sangue e di rugiada. Onoro il rinnovamento della vita, l’inizio della crescita, la rinascita dei germogli, l’amore e la passione, il primo biondo raccolto, la fruttificazione, l’ultimo raccolto d’arancio, la fine e il passaggio. Le stagioni si posano sulla mia pelle come organza, imprimendo i loro forti odori nelle mie narici, i loro sapori sulla mia lingua, i loro colori nei miei occhi. Mille e ancora mille tesori a me svelati.

Io sono pagana
Venero la luna. Il lei rivedo me stessa, lei è madre, sorella ed amante. Lei è consigliera, tormento e soffio di antico. Lei segue i miei cicli, lei influenza le mie maree, lei è padrona della mia femminilità. Sono una sua sacerdotessa, indosso il suo manto bianco e incostante, coloro le mie gote di vino rubicondo, quando il suo volto diviene rotondo. Sono una bambina che si culla nel suo spicchio quando torna giovane in me e si rivolge ad ovest. Sono l’anziana che in lei si riposa quando inizia a svanire verso est. Sono la notte più scura che l’accoglie nera e superba quando smette di illuminare il cielo e le sue figlie.

Io sono pagana.
Ho imparato ad amare. Ho insegnato a me stessa l’armonia, ricercandola come meta proibita. Ho imparato che tutto quello che dono, si trasforma nella mia vita in ricevuto. Ho imparato che il male che faccio, si trasforma in dolore che dovrò scontare. Ho imparato a sbagliare e rialzarmi. Ho imparato che ogni goccia del mio sangue grida un inno alla vita, perché io sono, perché io amo. Perché io sono una STREGA. )O(

laSoffittaDelleStreghe )O(

ASTARTE )O(

ottobre 16th, 2012

16 Ottobre. Festa di Astarte

Astarte Divinità femminile fenicia e comune a tutte le nazioni semitiche. Chiamata in lingua fenicia ’Ashtart, in Siria ‛Atar‛ata, in Babilonia Ishtar, in Arabia Athtar, era la dea madre, progenitrice di tutti i viventi, signora di varie città (Tiro, Sidone, Biblo, Cartagine). Astarte era anche una divinità astrale.

L’arte antica la rappresentava come dea guerriera, sul carro; nel mondo fenicio, già dal 2° millennio a.C., come dea madre, mentre, nuda, si stringe i seni, oppure sorregge fiori di loto o un disco o vari serpenti, o allatta un bambino.
In epoca ellenistica fu accomunata alla dea greca Afrodite, come Urania e Cipride (da Cipro, uno dei maggiori centri di culto di Astarte) e alla dea siriaca Atargartis, la Dea Syria dei Romani. Suoi simboli erano il leone, il cavallo, la sfinge e la colomba. Nelle raffigurazioni compare spesso nuda ed in quelle egiziane con ampie corna ricurve, sull’esempio di Hathor.
Il nome Astarte o Ashtoret compare spesso nell’Antico Testamento.

LaSoffittaDelleStreghe )O(

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