La mia poesia

ottobre 29th, 2012

La mia poesia, nasce tutti  i  giorni, mi basta pensare  ai momenti che ti ho visto sgambettare  in una culla, a quelli con la pappa sul visino, a questi che ti vedono uomo. La mia poesia,  è  il  figlio che mi sono cresciuta dentro,  è  la gioia di  vederlo grande. Non riesco a descrivere  l’amore assoluto, che ti ho donato, proteggendo ogni tuo fare, combattendo  al tuo fianco, mentre tu, sempre più  forte rincorrevi la vita.  Ci sono giorni che scordi  di poetare, perché  la tua poesia  è  qui  nella  realtà, in  una parola  dal’ emozione  grande  che  fa sempre  tremare  il  cuore : MAMMA

(Mirella Narducci)

 

 

Notte da dimenticare

ottobre 29th, 2012

Quante notti, deserte, quante attese con occhi nel vuoto, vorrei mancarti da morire, mentre in questo letto sento gelide lenzuola che vogliono coprire e spegnere questo fuoco, che brucia dentro. Sono qua pensami come il tuo più bel sogno, mi agiterò  in questa notte dove la tua assenza si fa pesante, la luce soffusa farà sparire le ombre che mi avvolgono, sono demoni che mi torturano, provano ad allontanarmi da te con i dubbi le  paure,diventano giganti   nella notte. Stanca provo a soffocare l’ansia, e  in una dolce nota trovo il riposo, chiudo gli occhi , sei tu ormai dentro di me, il resto non c’è più.

(Mirella Narducci)

The Sound of Silence

ottobre 29th, 2012

Le cose che più ci segnano non sono certo le parole ma gli spazi che intercorrono tra di esse.

Dolore

ottobre 29th, 2012

Guardare e riguardare dentro la nostra storia per liberarla dai fantasmi delle illusioni che vampirizzano ciò che siamo stati conservando le parti migliori. Vaneggio? Non lo so. Sarò preda di pensieri insani che mi spingono a dire che ho sbagliato tutto ancora una volta? Spero di no. Alle volte penso che, Imprigionato dalle sirene del mondo esterno, mi lascio schiacciare dalla dolce e amara compagna del dolore: la disperazione.

Francesco Nigro

Il Segnale di Bruno Ferrero

ottobre 29th, 2012

Un giovane era seduto da solo nell’autobus; teneva lo sguardo fisso fuori del finestrino. Aveva poco più di vent’anni ed era di bell’aspetto, con un viso dai lineamenti delicati.
Una donna si sedette accanto a lui. Dopo avere scambiato qualche chiacchiera a proposito del tempo, caldo e primaverile, il giovane disse, inaspettatamente: Sono stato in prigione per due anni. Sono uscito questa mattina e sto tornando a casa.
Le parole gli uscivano come un fiume in piena mentre le raccontava di come fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di come la sua attività criminale avesse procurato ai suoi cari vergogna e dolore. In quei due anni non aveva più avuto notizie di loro. Sapeva che i genitori erano troppo poveri per affrontare il viaggio fino al carcere dov’era detenuto e che si sentivano troppo ignoranti per scrivergli. Da parte sua, aveva smesso di spedire lettere perchè non riceveva risposta.
Tre settimane prima di essere rimesso in libertà, aveva fatto un ultimo, disperato tentativo di mettersi in contatto con il padre e la madre. Aveva chiesto scusa per averli delusi, implorandone il perdono.
Dopo essere stato rilasciato, era salito su quell’autobus che lo avrebbe riportato nella sua città e che passava proprio davanti al giardino della casa dove era cresciuto e dove i suoi genitori continuavano ad abitare.
Nella sua lettera aveva scritto che avrebbe compreso le loro ragioni. Per rendere le cose più semplici, aveva chiesto loro di dargli un segnale che potesse essere visto dall’autobus. Se lo avevano perdonato e lo volevano accogliere di nuovo in casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio melo in giardino. Se il segnale non ci fosse stato, lui sarebbe rimasto sull’autobus e avrebbe lasciato la città, uscendo per sempre dalla loro vita.
Mentre l’automezzo si avvicinava alla sua via, il giovane diventava sempre più nervoso, al punto di aver paura a guardare fuori del finestrino, perchè era sicuro che non ci sarebbe stato nessun fiocco.
Dopo aver ascoltato la sua storia, la donna si limitò a chiedergli: Cambia posto con me. Guarderò io fuori del finestrino.
L’autobus procedette ancora per qualche isolato e a un certo punto la donna vide l’albero.
Toccò con gentilezza la spalla del giovane e, trattenendo le lacrime, mormorò: “Guarda! Guarda! Hanno coperto tutto l’albero di nastri bianchi.”

(Il segnale di Bruno Ferrero da La Vita è tutto quello che abbiamo)

PERCHÉ ASPETTI? Aspetti che la vita ti faccia un miracolo?

ottobre 29th, 2012

Perché aspetti?
Aspetti che la vita ti faccia un miracolo?
Che le circostanze cambino in tuo favore ?
…aspetti chi? perche? quanto aspetti?
Se non ti alzi e diventi il tuo Dio
… non puoi sperare che qualcosa cambi
Se non cominci, niente si compierà
Se non bussi, nessuna porta si aprirà
Se non percorri la tua strada
nessuna mappa ti porterà da nessuna parte .
I miracoli accadono solo quando fai il primo passo verso la tua realizzazione… verso un tuo sogno.
Nessuno ti porterà un pacco regalo,
nessuno ti rendera’ felice.. se non tu stesso,
perciò alzati.. mettiti in viaggio
il viaggio della tua felicità..
Naviga il mare delle tue emozioni
Vivi !
..non rimandare niente..non aspettare nessuno
La tua mano è capace di disegnare i tuoi sogni,
di scrivere il tuo destino.
Colette Haddad

FRASI SULLA GUERRA*

ottobre 29th, 2012

La guerra e la sofferenza, ci ricordano che è più facile odiare che amare.
Tu che tipo di uomo vuoi essere, colui che si fa governare dagli istinti, o colui che sceglie?
Stephen Littword, Aforismi

*

Io sono pacifica non sono per la guerra.
Anonimo

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La Guerra ha quella cosa di strano, genera solo vinti, e dona ai perdenti l’illusione di creare dei vincitori.
Stephen Littword, Aforismi

*

A volte mi chiedo se non sarebbe possibile cancellare la guerra e la violenza semplicemente insegnando agli uomini a riflettere.
Jostein Gaarder, Il mondo di Sofia

*

La guerra non potrà essere evitata fino a quando non sarà rimossa la causa fisica del suo continuo ripetersi, rappresentata in ultima analisi dalla sconfinata estensione del pianeta su cui viviamo. Solo attraverso l’eliminazione delle distanze in tutti i loro aspetti, cioè nella trasmissione di informazioni, nel trasporto di passeggeri, nell’alimentazione e nella libera trasmissione di energia, le condizioni per una migliore convivenza saranno apportate entro breve tempo, assicurando così stabili rapporti d’amicizia.
Nikola Tesla, Le Mie Invenzioni

*

Come non si può spegnere il fuoco con il fuoco,
né asciugare l’acqua con l’acqua,
così non si può eliminare la violenza con la violenza.
Leone Tolstoj, Wiki – Fiabe

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La guerra non è mai combattuta per i motivi dichiarati al popolo. La guerra è da sempre, la più grande finzione umana. La guerra cela dietro motivi plausibili significati inaccettabili per l’umanità.
Stephen Littword, Aforismi

*

“Non sono i morti a spaventarmi. Sono i vivi a farmi paura”. L’odio, la guerra, il potere che distruggono ogni cosa.
Amare la vita, amare l’altro, è un atto di coraggio. Perché le vere battaglie non sono mai quelle in cui impugni delle armi e ne esci vincitore. Le vere battaglie sono quelle in cui conquisti un abbraccio, stringi una mano, prendi a cuore e nel cuore qualcuno. In quel momento, vinci te, vinci ogni muro tu possa mettere tra te e l’amore.
Alessia Auriemma

*

Guerra non fa nessuno grande.
Dal Film Guerre Stellari, L’Impero colpisce ancora

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L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Costituzione della Repubblica Italiana; art. 11

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Lo sai perché si fanno le guerre? Perché il mondo è cominciato senza l’uomo e senza l’uomo finirà.
Dal film La tigre e la neve

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Quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell’uomo.
Oriana Fallaci, Niente e così sia

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Noi facciamo guerra affinché possiamo vivere in pace.
Aristotele

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Vogliamo eliminare le armi? Bene: non perdiamoci a discutere sul fatto che chiudere le fabbriche di fucili, di munizioni, di mine anti-uomo o di bombe atomiche creerà dei disoccupati. Prima risolviamo la questione morale. Quella economica l’affronteremo dopo. O vogliamo, prima ancora di provare, arrenderci al fatto che l’economia determina tutto, che ci interessa solo quel che ci è utile?
Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra

*
«In tutta la storia ci sono sempre state delle guerre. Per cui continueranno ad esserci», si dice. «Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?» rispose Gandhi a chi gli faceva questa solita, banale obiezione.
Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra

IL CONTO di Bruno Ferrero

ottobre 29th, 2012

Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.
Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani col grembiule e lesse quanto vi era scritto:
“Per aver strappato le erbacce dal vialetto:
Euro 3.
Per aver ordinato la mia cameretta:
Euro 5.
Per essere andato a comperare il latte:
Euro 0,50.
Per aver badato alla sorellina (3 pomeriggi):
Euro 9.
Per aver preso due volte “ottimo” a scuola:
Euro 5.
Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere:
Euro 4. Totale: Euro 26,50″.
La mamma fissò il foglio negli occhi, teneramente.
La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e,
sul retro del foglietto, scrisse:
“Per averti portato nel grembo 9 mesi: Euro 0.
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri
ammalato: Euro 0.
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri
triste: Euro 0.
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: Euro 0.
Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo
giorno: Euro 0.
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e
i panini che ti ho preparato : Euro 0.
Per la vita che ti do ogni giorno: Euro 0.
Totale: Euro 0.
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma
diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che
la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero
capolino nei suoi occhi.
Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”.
Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.

Quando nei rapporti personali e familiari si cominciano a fare i conti, è tutto finito. L’amore è gratuito. O non è amore.
“In un giorno caldo, preparai dei coni gelato e dissi ai miei quattro figli che potevano comprarli per un abbraccio.
Quasi subito i ragazzi si misero in fila per fare il loro “acquisto”. I tre più piccoli mi diedero una veloce stretta, afferrarono il cono e corsero di nuovo fuori. Ma quando venne il turno di mio figlio adolescente, l’ultimo della fila, ricevetti due abbracci. “Tieni il resto” disse con un sorriso”

Lacrime di donna

ottobre 29th, 2012

Un bambino chiede alla mamma: «Perché piangi?».
«Perché sono una donna» gli risponde.
«Non capisco» dice il bambino.
La mamma lo stringe a sé e gli dice: «E non potrai mai capire…»
Più tardi il bambino chiede al papà: «Perché la mamma piange?»
«Tutte le donne piangono senza ragione», fu tutto quello che il papà seppe dirgli.
Divenuto adulto, chiese a Dio: «Signore, perché le donne piangono così facilmente?»
E Dio rispose:
«Quando l’ho creata, la donna doveva essere speciale.
Le ho dato delle spalle abbastanza forti per portare i pesi del mondo,
e abbastanza morbide per renderle confortevoli.
Le ho dato la forza di donare la vita,
quella di accettare il rifiuto che spesso le viene dai suoi figli.
Le ho dato la forza per permettele di continuare quando tutti gli altri abbandonano.
Quella di farsi carico della sua famiglia senza pensare alla malattia e alla fatica.
Le ho dato la sensibilità di amare i suoi figli di un amore incondizionato,
anche quando essi la feriscono duramente.
Le ho dato la forza di sopportare il marito nelle sue debolezze
e di stare al suo fianco senza cedere.
E finalmente, le ho dato lacrime da versare quando ne sente il bisogno.
Vedi figlio mio, la bellezza di una donna
non è nei vestiti che porta, né nel suo viso, o nella sua capigliatura.
La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi.
Sono la porta d’entrata del suo cuore, la porta dove risiede l’amore.
Ed è spesso con le lacrime che vedi passare il suo cuore».

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