Colui che sa di sapere, ascoltalo.

ottobre 28th, 2012

Colui che sa di sapere, ascoltalo.
Colui che sa di non sapere, educalo.
Colui che non sa di sapere, sveglialo.
Colui che non sa di non sapere, sfuggilo.
(Proverbio Cinese)

FRASI SULL’ELEGANZA

ottobre 28th, 2012

L’eleganza è un esercizio di osservazione.
Fabrizio Guerra Fotografo

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L’eleganza non è una qualità esteriore, bensì una manifestazione dell’anima che si rende visibile al mondo.
Il Manoscritto Ritrovato ad Accra, Paulo Coelho

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Eleganza, purezza e misura, che erano i principi della nostra arte, si sono gradualmente arresi al nuovo stile, frivolo e affettato, che questi tempi, dal talento superficiale, hanno adottato. Cervelli che, per educazione e abitudine, non riescono a pensare a qualcosa d’altro che i vestiti, la moda, il gossip, la lettura di romanzi e la dissipazione morale, fanno fatica a provare i piaceri, più elaborati e meno febbrili, della scienza e dell’arte.
ALESSANDRO BARICCO, I BARBARI
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L’eleganza è quella qualità del comportamento che trasforma la massima qualità dell’essere in apparire.
Jean-Paul Sartre
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Lo so: la penombra della pioggia è elegante.
Lo so: il sole, essendo così ordinario, opprime un elegante.
Lo so: essere suscettibili ai cambiamenti di luce non è elegante.
Ma chi ha detto al sole o agli altri che io voglio essere elegante?
Datemi il cielo azzurro e il sole ben visibile.
Nebbia, piogge, buio – sono già dentro di me.
Oggi voglio soltanto quiete.

FERNANDO PESSOA– Da “Álvaro de Campos”, in “Nei giorni di luce perfetta”
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Non dobbiamo mai confondere l’eleganza con l’essere snob.
Yves Saint Laurent
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Alla porta c’erano due giovani sconosciuti, quasi ragazzi, lui alto e con le guance arrossate per la timidezza, lei bassina e coi calzettoni a fisarmonica su delle scarpe di tela e gomma che, beh, stavano a dimostrare che non sapeva cosa fosse l’eleganza.
Tululù, Stelio Mattioni
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ciò che matematici e fisici chiamano eleganza, quando discutono di una teoria. Se un approccio è elegante forse sta avvicinandosi al vero.
JOHN BERGER, FOTOCOPIE
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«Denaro e successo non mi hanno mai fatto sognare. Non ci penso. È l’eleganza che cerco. Nel significato più ampio della parola, l’eleganza intellettuale, morale, fisica, l’eleganza nel rapporto con il prossimo… Avevo sedici anni quando alla radio ho sentito citare un detto del pittore Simone Martini che mi ha segnato per la vita. Diceva di avere come obiettivo la “perfetta eleganza”. O era il conduttore a dire che Martini puntava alla “perfetta eleganza”? Fatto sta che quelle due parole mi hanno toccato l’anima. Esprimevano esattamente quello a cui aspiravo senza riuscire a dargli un nome. Anch’io volevo puntare alla perfetta eleganza, nella vita e naturalmente, se possibile, nell’opera. Con un simile progetto, dire che l’obiettivo successo e l’obiettivo denaro sono relativi è dir poco: cadono subito nel novero delle cose da sfuggire».
LAURENCE COSSè, LA LIBRERIA DEL BUON ROMANZO
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LE FOTOGRAFIE NON HANNO UNA “SOMIGLIANZA”

ottobre 28th, 2012

Non ho mai saputo in che cosa consista la somiglianza in un ritratto. Si può vedere se c’è o se non c’è, ma resta un mistero. Per esempio, le fotografie non hanno mai una «somiglianza». Di una fotografia non ce lo si chiede neanche. La somiglianza ha ben poco a che fare con i lineamenti o le proporzioni. Forse nasce da ciò che un disegno riceve, se due mire si incontrano come la punta di due dita.

JOHN BERGER, FOTOCOPIE

FOTOGRAFARE E’ PREMERE UN GRILLETTO, ABBASSARE IL DITO AL MOMENTO GIUSTO

ottobre 28th, 2012

La fotografia non mi interessa più.

Se fosse un animale, penso che sarebbe una lepre; è sempre sul punto di scappar via. Non prendendo il volo. Non con una battuta di spirito. Ma casualmente, per il gusto di farlo. Invece di orecchie, a portargli notizia di tutto, ha occhi. Occhi divertiti.

- La sola cosa della fotografia che mi interessa – dice – è la mira, prendere la mira.

- Come un tiratore scelto?

- Conosce il trattato buddhista zen sul tiro con l’arco? George Braque me lo diede nel ’43.

- Temo di no.

- È uno stato dell’essere, una questione di apertura, di dimenticanza di se stessi.

- Non si mira alla cieca?

- No, c’è la geometria. Cambi posizione di un millimetro e la geometria muta.

- Ciò che lei chiama geometria è estetica?

- Nient’affatto. È come ciò che matematici e fisici chiamano eleganza, quando discutono di una teoria. Se un approccio è elegante forse sta avvicinandosi al vero.

- E la geometria?

- La geometria entra in scena per via della sezione aurea. Ma i calcoli non servono. Come diceva Cézanne: «Quando comincio a pensare, tutto è perduto». Quel che conta in una foto sono la sua pienezza e la sua semplicità.

Noto la piccola macchina fotografica sul tavolo accanto a lui, a portata di mano.

- Ho smesso di fotografare vent’anni fa – dice – per tornare a dipingere e soprattutto a disegnare. Eppure continuano a farmi domande sulla fotografia. Qualche tempo fa mi hanno offerto un premio per la mia «creativa carriera di fotografo». Ho detto che non credevo in una carriera simile. Fotografare è premere un grilletto, abbassare il dito al momento giusto.

Imita il gesto in modo scherzoso, proprio a un palmo dal suo naso. E, mentre rido, ripenso alla tradizione buddhista zen di insegnare scherzando, di rifiutare tutto ciò che è ponderoso.

- Nulla va perso – dice -, quel che hai visto rimane con te per sempre.

JOHN BERGER, FOTOCOPIE

É degli spiriti deboli vedere tutte le cose attraverso un velo nero

ottobre 28th, 2012

É degli spiriti deboli vedere tutte le cose attraverso un velo nero; è l’anima che crea a se stessa i propri orizzonti: la vostra anima è triste, e vi fa vedere un cielo tempestoso.
Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo

Il Popolo

ottobre 27th, 2012

Il potere è del popolo. Spesso, però, il popolo se ne dimentica.

Essere me stessa

ottobre 27th, 2012

Lo so, mi  trovo sola a gridare, sensazione  sgradevole apro la bocca ma non esce suono. Sono sola mi dico, anche se tra la folla. Invidiosa dei sorrisi, delle mani che s’incontrano, di due teste vicine, di  quei complici sguardi  che sorprendo nella  gente.  Esci mi dico, non ci sono cancelli chiusi, sono sempre stati aperti, non sbagliare,  il tuo cuore  è  pieno di quell’amore che hai costretto, serrato nella tua immaginazione, è  ancora  valido  vaga nel mondo, solo cercando  troverà  la sua copia perfetta e non avrai più voglia di gridare!

(Mirella Narducci)

“Spaccato a metà”

ottobre 27th, 2012

Mi sveglio, è scomposto ,ha nuovamente un battito irregolare, mi preoccupa sempre quando fa così. Rassomiglia ad un forte scuotimento. Mi sembra goda quasi di vita propria, esterna a me. Sembra se ne stia lì, quieto, fino a che io gli dia retta, ed in determinate circostanze e come se stabilisca di palesare quell’inconscio che spesso stringo in un angolo. Si è proprio così. Perché in realtà, lui c’è più dentro di quanto io possa concepire. Con lui non funzionano gli inganni che riservo al mio senno. Nella testa un lampo solitario, lo ha inviato lui, vorrebbe diventasse riflessione, ma io ancora una volta lo blocco. Mi accorgo vorrebbe riabbracciare la mia mente. Ho perso il conto delle volte che mi son ribaltato e ripiegato in questa notte irrequieta. Come avvolto da un rovente bagliore mi scopro fragile ancora una volta. Immediata, contrastante, una gran voglia di tornare ad esser freddo, con gran sgomento scalpito, urlo dentro. Ma non puoi fuggire a lungo… lui è scottante, ribolle, porta scompiglio , come rogo scioglie il gelo intenso in cui cerchi di ibernarlo. Ed è così che nuovamente ti ritrovi con l’estintore in mano a correre ai ripari. Ed è cosi che ancora una volta ti sorprendi a murare la cella di quella prigione che un tempo era un oasi felice. Devi permetterti di sopravvivere, allora hai  il dovere di lasciare che cuore e mente siano accanto nel dirimpetto ma non ancora riuniti. Non sei ancora pronto ad osservarli mentre tornano a combinarsi e spesso dissonano. La tua anima si spacca, ma assapori e ti sistemi in una finta e breve pace. Ma già hai la consapevolezza che presto o tardi lui tornerà a cercare la sua via verso la libertà…non resta che la speranza che la paura lasci spazio al coraggio e che questo si tramuti in prontezza…

A VOLTE HO DAVVERO VOGLIA DI TIRARE IL FRENO. SCENDERE. RESPIRARE.

ottobre 27th, 2012

Le telefonate mi perseguitano. Tutti stanno male. Nemmeno fossi Cristo risorto, mi cercano tutti. E io non so dire di no, perché anch’io non sto bene, e a volte da solo, a casa, mi trastullo con l’idea di smetterla con la vita di questi mesi, anche solo per una settimana. Penso di potercela fare, di prendere una pausa da queste anime in pena, per pensare a tutto quel che è stato. A volte ho davvero voglia di tirare il freno. Scendere. Respirare.

Invece no.

Alla fine esco, perché un po’ si ride e un po’ si rimanda tutto al giorno dopo, che è lontanissimo. Lontano quanto una notte di sbronze, dove il tempo si dilata all’infinito sotto le luci soffuse di un locale, nei riflessi scarlatti o ocra del bicchiere, nel mormorio degli avventori, nello specchio dietro al bancone che riflette sagome sfocate, nelle grida dei lunatici sbronzi, nel fumo delle ultime sigarette, nei vecchi senza più denti e capelli e vita che ti siedono accanto, nei brindisi sghembi e nei sorrisi forzati, nei borbottii di una canna fumata al freddo, nelle camminate per una città divorata dal gelo, in un’ora abbandonata come l’alba, mentre rincasiamo con i geloni e vediamo accendersi le prime luci, tanto calde da commuoverci, al pensiero del tepore di una famiglia, un bacio sul collo, un colpo di tosse e un caffè.

 

Perso l’Amore (non resta che bere) * Marco Rossari

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