La prima cosa nella vita! …

ottobre 7th, 2012

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La prima cosa nella vita è saper cogliere l’occasione, la seconda è sapere quando bisogna lasciare perdere.
Disraeli 

OTTOBRE di Stephen Littleword

ottobre 7th, 2012

Ottobre, il mese dei ricordi, il mese del caldo abbraccio della natura tra il verde dell’erba e il bruno degli alberi.

(Stephen Littleword)

Foto: Ottobre, il mese dei ricordi, il mese del caldo abbraccio della natura tra il verde dell’erba e il bruno degli alberi.</p>
<p>(Stephen Littleword)

 

Il valore di un uomo

ottobre 7th, 2012

Il valore di un uomo si misura dalle poche cose che crea,

non dai molti beni che accumula.

Un cuore buono

ottobre 7th, 2012

Un cuore buono è sempre dove dev’essere…
dove si trovano coloro che ne hanno bisogno.

ALL’AUTUNNO

ottobre 7th, 2012

I
Stagione di nebbie e di fertile abbondanza,
amica prediletta del sole che tutto matura,
con il quale cospiri per colmare e benedire
di grappoli i tralci allacciati ai tetti di canne
e curvare col peso delle mele gli alberi di casa,
per riempire di polpa matura ogni frutto
e gonfiare la zucca e i gusci delle nocchie
di teneri noccioli, e fiori, altri fiori tardivi
far fiorire per le api, illudendole che i giorni
di caldo non avranno più fine, che l’estate
fino all’orlo ha riempito le celle viscose.

II
Chi non t’ha vista immersa nell’opulenza?
Chi ti cerca all’aperto a volte può trovarti
seduta distratta in un’aia, coi morbidi capelli
al vento che li vaglia; o immersa nel sonno,
stordita dai vapori che esalano i papaveri,
in un solco mietuto a metà: il falcetto risparmia
altre spighe ed i fiori con esse intrecciati;
o mentre attraversi un torrente, rigido il capo
gravato dal peso, come una spigolatrice,
o che, con sguardo paziente, sorvegli per ore
stillare dal torchio del sidro le ultime gocce.

III
E dove, dove sono i canti della primavera?
Oh, ma non curartene, hai musica anche tu.
Mentre nubi striate fioriscono il giorno che muore
dolcemente tingendo di rosa le stoppie
di pianura, tra i salici del fiume i moscerini,
sollevati o lasciati cadere dal vento leggero
quando alita o muore, s’affliggono in funebri
lamenti, gli agnelli già adulti belano con forza
dai colli intorno, cantano i grilli dalla siepe,
dal recinto di un orto fischia con soavi accenti
il pettirosso, e garrule in cielo s’adunano le rondini.

John Keats, Sull’indolenza e altre odi, Il Labirinto, 2010

Trad. F Dalessandro

POESIE DI ANTONIA POZZI

ottobre 7th, 2012

Naufraghi sugli scogli,
ognuno narra
a sè solo – la storia
di una dolce casa
perduta,
sè solo ascolta
parlare forte
sul deserto pianto
del mare -

Triste orot abbandonato l’anima
si cinge di selvagge siepi
di amori:
morire è questo
ricoprirsi di rovi
nati in noi.

Naufraghi, Antonia Pozzi
***

Curva tu suoni
ed il tuo canto è un albero d’argento
nel silenzio oscuro.
Limpido nasce dal tuo labbro – il profilo
delle vette – nel buio – .
Muoiono le tue note
come gocce assorbite dalla terra.
Le nebbie sopra gli abissi
percorse dal vento
sollevano il suono spento
nel cielo.
Notturno, Antonia Pozzi
***

Tristezza di queste mie mani
troppo pesanti
per non aprire piaghe,
troppo leggere
per lasciare un’impronta -

tristezza di questa mia bocca
che dice le stesse
parole tue
- altre cose intendendo -
e questo è il modo
della più disperata
lontananza.
Sfiducia, Antonia Pozzi
***

Se io capissi
quel che vuole dire
– non vederti più –
credo che la mia vita
qui – finirebbe.
Ma per me la terra
è soltanto la zolla che calpesto
e l’altra che calpesti tu:
il resto
è aria
in cui – zattere sciolte – navighiamo
a incontrarci.
Nel cielo limpido infatti
sorgono a volte piccole nubi
fili di lana
o piume – distanti –
e chi guarda di lì a pochi istanti
vede una nuvola sola
che si allontana.
ricongiungimento, Antonia Pozzi
***

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l’abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati -
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.
Prati, Antonia Pozzi
***

Con l’alba
dal mare salivo
per alte scalee: si piegavano
cieli d’attesa ai margini
della pietra.
E traboccò per la spianata il sole.
Trepidi fiotti corsero nei fusti
delle colonne,
dense vene si aprirono
di linfa bionda:
si levarono i templi nella luce
con mani vive
e misuravo tra le aeree dita
gli spazi
di un eterno mattino
Atene, Antonia Pozzi
***

Riallacciavano le formiche
Nere file di vita tra l’erba
Vicino ai capelli
E sul mio- sul tuo volto sudato
Una farfalla batteva le ali.
Dopo, Antonia Pozzi

DEFICIT ECONOMICO DEL GOVERNO e LEGGE DELL’ATTRAZIONE

ottobre 6th, 2012

Immagina di essere il proprietario di una grandissima società dove migliaia di persone lavorano per te. [...] Immagina di non lavorare personalmente con nessuna di queste persone ma di affidare tutto a un manager. Il tuo manager le comprende, le consiglia, le dirige.  Quindi ogni volta che hai un’idea riguardo a qualcosa, la esprimi al tuo manager, che dice, “me ne occuperò subito”. E lo fa. In modo efficiente. Con efficacia e precisione. Proprio come piace a te”.
[...]
Tu hai un manager che è così e anche di più. Hai un manager che lavora costantemente in tua vece e si chiama Legge dell’Attrazione, e tu non devi fare altro che chiedere affinché questo Manager Universale scatti in piedi al tuo comando [...]
[...]

Il nostro governo è così inefficiente e inefficace. Se ha bisogno di più denaro, non fa altro che prenderlo arbitrariamente da noi. Non c’è responsabilità finanziaria; il denaro viene speso per futili scopi, poi si lamentano che non ci sono i fondi per le cose che contano davvero per noi. E’ un disastro. Non so proprio come qualcuno possa raddrizzare la situazione. Provo delusione. Provo biasimo. Provo rabbia.
Ma ora ricordo di avere a disposizione questo Manager Universale capace ed efficiente che lavora per me. Così chiedo quanto segue, facendo del mio meglio per tenere a mente che questo manager è veramente bravo, e sarà in grado di soddisfare efficientemente le mie richieste.
- Giuda le persone al governo affinchè siano responsabili dal punto di vista fiscale,
- Fai in modo che per ogni euro speso in tasse, guadagniamo di più,
- Mostrami i segni di prigresso relativi al valore e all’efficienza del governo,
- Metti i leader in ruoli focalizzati al miglioramento della situazione,
- Voglio vedere meno favoritismi e più interesse genuino nelle questioni,
- E’ tutto per ora. Grazie di occuparti di queste cose.

IL POTERE DI FAR ACCADERE LE COSE* E&J Hicks

*

Il Potere di Far Accadere le Cose Il Potere di Far Accadere le Cose

L’arte del permettere

Esther e Jerry Hicks

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Amanti

ottobre 6th, 2012

Penso a quanto sia impudico il bisogno d’averti tra le braccia sfiorare il tuo corpo con la stessa emozione della prima volta, accarezzarti il seno, scivolare con le dita fino al tuo candore. Assaporando il tuo amore, fatto di gemiti soffocati in gola, di sapori indescrivibile e insaziabili. Schiavi di noi e della nostra passione, dove le parole non servono, solo gli occhi parlano e raccontano anche quello che non si dovrebbe mai dire. Ma la voglia è prepotente e s’insinua tra corpo e mente, tra realtà e fantasia, non m’importa adesso sapere che non è vero, non importa sapere che è un sogno fatto di illusioni, non importa se questo letto di rose  dove siamo adesso, nei prossimi giorni ci graffierà l’anima con le sue spine, ora..siamo solo noi, poi..ci penseremo.

(Stefano A.)

Sì te stesso

ottobre 6th, 2012

 

Meglio apparire brutto con quello che sei, che apparire bello con quello che non sei e non sarài mai. Isac Randazzo

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