DEDICA A TE GIADA

settembre 13th, 2012

Ciao a tutti. Io conosco una ragazza da poco però io mi sono affezzionata moltissimo a lei.Lei è la mia migliore amica! Lei si chiama Giada. E’ una ragazza fantastica, che c’è sempre nei momenti brutti e nei momenti belli. E’ scherzosa, solare, bellissima, unica… è la mia MIGLIORE AMICA!! Per me è come una sorella!! C’è sempre!! Son stata fortunata ad incontrarla.. lei è tutta la mia vita. E’ il mio ossigeno.. è tutto del mio tutto!! Le voglio bene con tutta l’anima… solo che ci rende triste la distanza.. abitiamo lontano :( :(
Giada sei tutto, ti terrò sempre nel mio cuore…saremo amiche in ETERNO. Non ti scambierei con un’altra persona per nessuna cosa al mondo.
A+G: AMICHE PER SEMPRE!

FRASI SULLA MANCANZA

settembre 13th, 2012

La mancanza di te è come dover respirare sott’acqua.
Stephen Littleword

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Non si guarisce mai da ciò che ci manca, ci si adatta, ci si racconta altre verità.
Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi.
Margaret Mazzantini, Venuto al Mondo

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Non patisce mancanza chi non sente desiderio.
Marco Tullio Cicerone, Sulla vecchiaia

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“Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un poco di compagnia.”
Erri De Luca, Montedidio

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La base di ogni volere è bisogno, mancanza, ossia dolore, a cui l’uomo è vincolato dall’origine, per natura. Venendogli invece a mancare oggetti del desiderio, quando questo è tolto via da un troppo facile appagamento, tremendo vuoto e noia l’opprimono: cioè la sua natura e il suo essere medesimo gli diventano intollerabile peso. La sua vita oscilla quindi come un pendolo, di qua e di là, tra il dolore e la noia, che sono in realtà i suoi veri elementi costitutivi.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione

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E sì, mi manca ancora. Per quanto incomprensibile possa essere, sento ancora la sua mancanza. La sento soprattutto in questo tipo di situazione, quando esco, quando mi siedo in un ristorante con qualcuno, quando viene un po’ di sole dopo che ha piovuto, quando la gente intorno parla del più e del meno, quando la normalità incalza. E’ soprattutto in quei momenti che mi domando cosa ci faccio lì. Perché rimango. Perché non me ne vado. E perché quello che mangio non sa di niente. E perché delle cose che mi dicono gli amici, cose per le quali dovrei provare un qualche interesse, non m’importi assolutamente nulla. E risponda per pura cortesia, sperando che se la bevano e pensando che se pure non se la bevono fa lo stesso. E perché quando mi sembra di cominciare a rilassarmi, finalmente, vengo subito assalito dal solito stormo di piccoli ricordi felici che vuole portarmi via da dove sto. E perché mi sembra di aver lasciato la vita da qualche parte. Ma dove?
Fanculo, va’.
Diego De Silva, Sono contrario alle emozioni

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Amami !

settembre 13th, 2012

Mio piccolo grande amore, mio piccolo dolce fiore,
candido come la rugiada, bianco come un giglio,
delicato come un bambino, t’ho rivista dopo tre lunghi mesi!
Mio motivo di vivere, angelo delle mie notti,
sogno di una vita, passione di due interminabili anni,
t’ho ritrovata e non vorrei perderti!
Dolce pensiero della mia mente, luce del mio buio,
àncora della mia salvezza, dolce creatura,
fiore dei verdi prati, stella degli abissi,
sole della mia vita…ho bisogno del tuo calore,
del tuo affetto mio meraviglioso amore.
Sento freddo, tremo, sono percorso da brividi,
ho bisogno del tuo amore…aiutami soave profumo!
Occhi perlei, musetto delizioso, viso argenteo,
nube che vaghi nell’immenso cielo, ruscello che scorri
fra le alte montagne, dolce gorgoglio di un piccolo fiume,
libera rondine che voli, meraviglioso laghetto fra le più alte cime
ricambia il mio amore, non abbandonarmi…salvami bella regina, aiutami!
Sto precipitando in una profonda voragine senza fine,
dove davanti a me è solamente il vuoto, ma in questo
vuoto intravedo una luce, una speranza…Te!
Cornice d’uno stupendo quadro; te, dolce fonte dove
possa spegnere la mia sete; te, sinuoso corpo morbido come velluto;
te, bellissima venere che vieni dal nulla.
Son solo, ho paura, soffro tanto, non ho nessuno accanto a me,
il mio mondo non mi basta più, ho bisogno di qualcuno…di te,
dolce ninfa dei boschi; di te, dolce musica melodiosa;
di te, dea delle dee; di te, ragazza semplice e bella;
di te, che hai sconvolto la mia tranquillità; di te,
che puoi ridarmela: dammi un pò del tuo amore, del tuo calore,
del tuo affetto.
Non sono altro che un relitto in balia dell’uragano che
imperversa in me, sono solo una foglia portata via dal vento
chissà dove e vorrei tanto che mi portasse da te…che io amo.
Dolce fata turchina, fai di me un ragazzo felice col tuo incantesimo,
fai di me un uomo, fai di me tutto ciò che vuoi…ma amami!

(1972)

FRASI SULLE MASCHERE

settembre 13th, 2012

Datemi una maschera e saprò essere completamente me stesso.
Stephen Littleword, Nulla è per caso

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“Le maschere rivelano il vero volto delle persone…”
Carlos Ruiz Zafòn, Le luci di settembre

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“La mia maschera è pronta.
Comincia la giornata.
Passano i giorni, gli anni.
-sorriso perenne-
sguardo sempreverde.
Il sole della mia espressione
scalda coloro che mi stanno intorno.
I conti tornano, la vita avanza.
Va bene così.
Rientro in casa, passo oltre le stanze
dotate di specchio.
Il sipario è calato, sono sola.
Poso la maschera, piango.
Anton Vanligt, Mai troppo folle

*

Ecco mia cara come vedo la tua vita. Sei oro, sei luce per chi ti ama. Dispensi sorrisi tempo e abbracci senza nulla chiedere in cambio.
E’ una cosa meravigliosa, si.
Ma TU…dove sei?
Che fine ha fatto la tua essenza?
Il tuo spirito libero, la tua voglia di lottare, dire, fare, in nome di un Io che un tempo significava qualcosa d’importante?
Non credi sia arrivato il tempo di lasciare quella maschera?
Anche le lacrime hanno valore, anche la pioggia serve, non solamente il sole.
E’ tempo di vivere, non lasciare che il tempo passi
senza aver almeno provato ad essere felice!
Anton Vanligt, Mai troppo folle

*

L’uomo è meno se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera, e vi dirà la verità.
Oscar Wilde, Il critico come artista

*

Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico.
Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia

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Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po’ di attenzione, a distinguerla dal volto.
Alexandre Dumas (padre), I tre moschettieri

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Quando analizziamo la persona le strappiamo la maschera e scopriamo che quello che sembrava individuale, alla base è collettivo.
Carl Gustav Jung, La struttura dell’inconscio

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Esistono spiriti liberi, audaci, che vorrebbero nascondere e negare di essere cuori infranti, superbi, immedicabili; e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo.
Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male

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Si dorme accanto a una persona soltanto quando la si conosce bene, quando si ha fiducia in lei e ci si può abbandonare totalmente, senza paura di esserne traditi. Il sonno ci riporta all’infanzia, rivelando la fragilità celata dalle maschere sociali. Come nell’infanzia, richiede accanto a noi una presenza materna alla quale mostrarci così come siamo, anzi come non sappiamo di essere, perchè il sonno ci sottrae a noi stessi.
Silvia Vegetti Finzi, Il romanzo della famiglia

*

Una maschera ci dice più di un volto.
Oscar Wilde, Penna, matita e veleno

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Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti.
Luigi Pirandello

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Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell’anima, così quando,
Se per un mero gioco, l’anima stessa si smaschera,
Sa d’aver tolto l’ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.
Qualunque sia la coscenza che inizi l’opera
Sua, fatale e accettata sorte è l’ottundimento.
Come un bimbo impaurito dall’immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,
Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa;
E, quando un pensiero rivela l’anima mascherata
Esso stesso non va a smascherare da smascherato.
Fernando Pessoa, Trentacinque sonetti

IL BENE E IL MALE

settembre 12th, 2012

Pensate di sapere cos’è il bene e cos’è il male? Sbagliate.
Perchè?
Forse perché penso di saperlo io e voglio illuminarvi? No.
Il problema è che NON è possibile “saperlo”.
Perchè?
Perchè quando anche pensaste di saperlo, vi ingannereste, o meglio, ci inganneremmo.
Il Cristiano dirà: il Bene é Gesù Cristo nostro signore, che è morto per noi e che è Dio incarnato.
Già. E allora?
Cosa ne consegue? Che chi non è cristiano è nelle menzogna, è nel peccato, è posseduto da Satana?
E quindi cosa facciamo verso questi “assatanati”? Li disprezziamo, li combattiamo, li mettiamo al rogo (ora non più per fortuna), li tacciamo di “laicismo” li insultiamo, li odiamo, preghiamo per loro e diciamo al nostro Dio “meno male che non siamo come loro!”: io vado in chiesa tutte le domeniche, faccio la comunione, mi confesso, io sì sono un cristiano, un buon cristiano. E mi salverò dal giudizio di Dio!
E dimenticano la parabola del fariseo e del peccatore in fondo alla sinagoga.
E così il male che noi abbiamo così brillantemente individuato nel non-essere cristiani, si camuffa da superiorità e rientra dalla finestra dell’orgoglio religioso, pronto a riseminare divisione.
Ma c’è invece il saggio Buddista che dice o pensa: ah, questi fanatici della religione che creano Dei dai cui si fanno condizionare e non vedono la natura della schiavitù della mente.
Si mettono nelle mani di un Dio che non agisce che non fa nulla perché non esiste e se ne fanno completamente condizionare mentalmente, non rendendosi conto della natura impermanente della mente e dei pensieri…
E così anche loro saggi e illuminati dalla conoscenza, non vedono quanto può liberare la mente l’aver davvero fede, quanto la fede sia necessaria per la liberazione della mente e si arroccano nella loro pretesa superiore conoscenza dimenticando il famoso aneddoto del Buddha che metteva in guardia il discepolo dalla conoscenza:
“il contrario della conoscenza è libertà o discepolo.”
E così ci ostiniamo a non capire che quando riteniamo di aver ragione diventiamo orgogliosi, superbi, insensibili ed anche mentalmente ottusi.
E allora dovremmo riflettere sul frutto di quell’albero della conoscenza del Bene e del Male che tanto danno ci ha portato e porta tuttora. Un frutto dolce e desiderabile al primo morso, ma amaro, urticante, indigesto nello stomaco, quando viene assimilato dalla mente vanitosa e digerito dall’ego assolutizzante.

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PROCEDERE VERSO LA LIBERTA’ SPIRITUALE

settembre 12th, 2012

…per procedere verso la libertà spirituale bisogna fare un piccolo e faticoso passo alla volta, cercando di sfrondare mente e cuore un ramoscello per volta, limitandosi per il momento a cercare di diventare un po’ meno dipendente dalle migliaia di piccole schiavitù della mente, dell’ego e del corpo, che urlano il loro attaccamento alla terra, sapendo che l’asintoto tende all’infinito senza mai raggiungerlo…
(http://elitheocarrani.blogspot.it/)

Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie

settembre 12th, 2012

Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.
Alessandro Baricco

Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti.

settembre 12th, 2012

Il cuore di una donna è un profondo oceano di segreti.
Rose, dal film “Titanic

Sono sempre io………..

settembre 12th, 2012

Oggi sono io,  mi sono ritrovata  fuori da questo labirinto di pensieri, di  idiozie passate.  Mi sento ancorata  al suolo, con tanta voglia di sognare, di raggiungere le mie fantasie quelle che  a  te non  piacciono, che  ogni  volta hai  deriso, dicendomi pazza, fuori luogo.  Caparbia non ho mai ascoltato i tuoi motteggi, il tuo silenzio era la maschera del mio orgoglio.  Tienimi stretta o mia fantasia, portami verso i miei paradisi, fammi scalare le rocce dell’ipocrisia, in alto dove io possa vedere le onde del mare, domani sarà un altro giorno,  con occhi bendati non vedrò  il velo grigio che lo  ammanta,  ma  un sole splendente si farà spazio  e mi desterà  con la sola  verità  che  conosco, l’amore.

 

(Mirella Narducci)

 

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