PER PORTARE LA PACE SULLA TERRA * SWAMI KRIYANANDA

ottobre 11th, 2014

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NON FINIRA’ PRESTO

ottobre 10th, 2014

Hai mai provato… quella sensazione che si avverte quando qualcuno che ti affascina, e ti guarda fisso negli occhi, ti fa sentire il cuore caldo che si agita e ti viene voglia di baciare le sue labbra?

Lo so che ti piace, se adesso ti prendo il viso senza dire niente e ti bacio sulle labbra, prendendoti dai polsi e girarti di schiena, poggiando le tue mani verso il muro, con le mie mani che spostano i tuoi capelli per baciarti dietro al collo, la schiena, le spalle…

Appoggiato a te, ti piace se ti prendo il viso da dietro poggiando la tua testa sulla mia spalla, e le mie labbra assaporano il tuo orecchio, ti senti calda, senti ogni tuo contatto con la realtà che si spegne, vivendo solo di vibrazioni piacevoli che ti portano a sbottonare il vestito, il tuo respiro diventa più profondo, il tuo cuore… il tuo cuore è agitato, e nella tua mente passano solo pensieri che non avresti mai pensato di avere con me…

Ti accompagno verso il letto, ti sei lasciata togliere il vestito che ora è buttato sul pavimento, mi guardi negli occhi mentre ti guido in questi minuti diversi dal solito, ormai non ti chiedi più perché lo fai con me, ormai ti lasci andare, da questo calore che avverti ogni volta che ti bacio il corpo, quando ti tocco, luci che bruciano sotto la pelle e scaldano le guance, ad occhi chiusi, godi, respiri, assaggi ogni profumo di questa notte intensa…

Non finirà presto, mi terrai stretto al tuo seno e in ogni parte del tuo corpo, Fino a quando non vedremo risorgere il sole…

(Ejay Ivan Lac)

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FRASI DI PATRICK MODIANO, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2014

ottobre 10th, 2014

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PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2014: JEAN PATRICK MODIANO

Erano passati una dozzina d’anni da quando non mi chiamavano più “Bijou” e mi trovavo alla stazione del metrò Châtelet nell’ora di punta. Ero tra la folla che percorreva il corridoio senza fine, sul tapis roulant. Una donna indossava un cappotto giallo. Il colore del suo cappotto aveva attirato la mia attenzione e la vedevo di spalle, sul tapis roulant. Poi camminava lungo il corridoio in direzione Château-de-Vincennes. Eravamo ora immobili, stretti gli uni contro gli altri a metà scala, aspettando che la porta si aprisse. Lei stava accanto a me. Allora l’ho vista in faccia. La somiglianza di quel volto con quello di mia madre era così sorprendente che ho creduto fosse lei.
Mi era ritornata in mente una fotografia, una delle poche di mia madre che ho conservato. Il volto è illuminato come se un riflettore lo avesse fatto affiorare dall’oscurità. Ho sempre provato fastidio nel guardarla. Nei miei sogni diventava, ogni volta, una fotografia antropometrica che qualcuno – un commissario di polizia, un addetto dell’obitorio – mi porgeva perché potessi identificare la persona ritratta. Ma io restavo in silenzio. Non sapevo niente di lei
Jean Patrick Modiano, Bijou

***

Si era stupito che tra i milioni di abitanti presenti in una grande città come Parigi, ci si potesse imbattere nella stessa persona, a distanza di tanto
tempo, e ogni volta in un luogo molto lontano dal precedente. Aveva chiesto un parere a un amico che faceva calcoli probabilistici, per giocare alle
corse, consultando i numeri del giornale «Paris
Turf» degli ultimi venti anni. No, non c’era nessuna spiegazione. Allora Bosmans aveva pensato che il destino a volte insiste. Incontri due, tre vol te la stessa persona. E, se non le rivolgi la parola, allora peggio per te.
Jean Patrick Modiano, L’Orizzonte
***

A New York oggi nevica. Dalla finestra del mio appartamento nella 59ª strada guardo il palazzo di fronte, dove si trova la scuola di danza che dirigo. Dietro l’ampia vetrata, le allieve in body hanno smesso gli esercizi sulle punte e gli entrechat. Mia figlia, che lavora con me come assistente, ha concesso loro una piccola pausa e sta mostrando un passo su un brano di musica jazz.
Fra poco le raggiungerò. Tra quelle allieve c’è una ragazzina che porta gli
occhiali. Prima che cominciasse la lezione li ha posati su una sedia, come facevo anch’io quando avevo la sua età, alla scuola di danza di Madame Dismaïlova. Non si può ballare con gli occhiali. Mi ricordo che all’epoca di Madame Dismaïlova, durante il giorno mi esercitavo a stare senza occhiali. Allora cose e persone per- devano i contorni. Tutto diventava sfumato, persino i suoni si facevano sempre più attutiti. Il mondo, quando lo guardavo senza occhiali, non aveva più asperità, era morbido e soffice come un grosso cuscino nel quale affondavo la guancia, e alla fine mi addormentavo.
– Cosa stai sognando, Caterina? – mi chiedeva papà.
– Dovresti metterti gli occhiali.
Io gli ubbidivo e tutto intorno a me ritrovava la durezza e la nitidezza di sempre. Con gli occhiali vedevo il mondo così com’era. Non potevo più sognare.
Qui a New York, per alcuni anni ho fatto parte di una compagnia di balletto. In seguito ho diretto una scuola di danza insieme a mia madre. Poi lei è andata in pensione e io ho continuato da sola. E adesso lavoro con mia figlia. Anche mio padre dovrebbe andare in pensione, ma non riesce a decidersi. In pensione da cosa, poi? Non ho mai saputo esattamente che mestiere faccia papà. Ora lui e la mamma vivono in un appartamentino del Greenwich Village. Insomma, non c’è granché da dire su di noi, siamo newyorkesi come tanti altri. L’unica cosa un po’ strana è questa: prima che ci trasferissimo in America, ho trascorso la mia infanzia a Parigi, nel X arrondissement. Sono passati quasi trent’anni, da allora.
Jean Patrick Modiano, Caterina Certezza

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FRASI SULL’INGANNO

ottobre 8th, 2014

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L’uomo che amavo mi ha sempre guardata con passione.
Purtroppo mi ha anche sempre raccontato un mare di bugie.
Ho passato la vita a bere le sue parole, senza accorgermi, che a parlare chiaro erano i suoi gesti.
Massimo Gramellini, L’ultima riga delle favole
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Un uomo non può essere ingannato che da sé stesso.

Ralph Waldo Emerson, Saggi
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Ingannare se stessi è più difficile che ingannare gli altri.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante
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Non si è mai ingannati, si inganna sé stessi.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni
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Un topo che vuole ingannare il gatto non fa capolino dalla sua tana ogni volta che ne sente la voglia.
Arthur Golden, Memorie di una geisha
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Ingannare chi inganna è un piacere doppio.
Jean de La Fontaine, Favole
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Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si scaccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni, lusinghi la nostra presunzione – noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II
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Chi ha paura di essere ingannato insegna a ingannare e i suoi sospetti autorizzano ad agire disonestamente.
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio
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La prima volta che m’inganni la colpa è tua, ma la seconda volta la colpa è mia.
Proverbio arabo
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Il mondo si fa ingannare facilmente in ciò che desidera.
Michel de Montaigne
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Se uno è incapace d’ingannare se stesso è probabile che sia incapace d’ingannare gli altri.
Mark Twain

Perchè l’hai lasciato andare..?

ottobre 8th, 2014

-Perchè l’hai lasciato andare?

Perchè non mi amava.

-Ma tu lo amavi..?

Si, penso proprio di si.

Io ero una di quelle che lo aspettava sveglia fino alle tre di notte.

Ero una di quelle che smacchiava le camicie di rossetto la mattina.

Una di quelle che le lacrime le inghiottiva.

Una di quelle che sorrideva sempre.

Una di quelle che lo chiamava amore.

-Allora perchè l’hai lasciato andare.

Te l’ho detto…

-Mi hai detto quello che tu sopportavi.

-Quello che tu ti nascondevi.

Ti ho detto anche che io lo amavo…

-Ma quando ami qualcuno non lo lasci andare…

Quando ami qualcuno che non ti ama devi fare di tutto, devi batterti per la sua felicità.

Io ero solo una di quelle donne che si faceva bastare tutto.

Anche l’amore.

-Ma non eri felice.

Neanche lui lo era…

LEI MI RACCONTO’

ottobre 8th, 2014

Lei mi raccontava spesso che quando leggeva le parole di lui, si sentiva ipnotizzata, era come se lo conoscesse da tempo, le cose che scriveva andavano dritte nelle sua mente, e più leggeva le sue parole, e più il suo cuore accelerava, sempre più veloce, si sentiva bene, si sentiva in pace, quella sensazione di benessere che superava ogni ostacolo e pensiero…

I battiti sempre più intensi, anche se non lo aveva mai visto, poteva sentire quella sensazione che si ha, quando incontri la persona che ami, e non gli hai mai parlato, lei si sentiva così…

guardava le sue foto, per sentire il cuore battere…

leggeva ogni sua frase…

Per sentire il cuore battere, e il suo respiro diventava profondo, e si innamorò perdutamente di lui…

Anche se non era bellissimo, lei capì, che basta leggere l’anima di una persona per sentire quella sensazione che si ha, quando incontri qualcuno che potresti amare…

Hai presente?

Questo vuol dire innamorarsi dell’anima di qualcuno!

(Ejay Ivan Lac)

PAROLE

 

Tramonto

ottobre 7th, 2014

Fra gli sterpi osservo il tramonto

i suoi colori donano pace al mio animo

la quiete scende nel profondo

rilasso le membra distendo i pensieri

vagano nell’aria e fluttuando

si mescolano fra le nubi

si colorano di blu di rosso di giallo

ritornano i ricordi più belli

scende una lacrima pensando

a chi non c’è più………..

sento la sua carezza

la racchiudo nei ricordi

la rivivo adesso

il vento agita gli sterpi pare mi parlino

riodo la tua voce calda suadente

ritorna il silenzio è……..assordante

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Lascia un segno nel cuore…

ottobre 7th, 2014

Non importa il motivo per cui le persone entrano nella tua vita,

lascia un segno nel loro cuore.

Sii luce tra le ombre,

calore tra il freddo dei cuori aridi.

Sii sorriso tra le lacrime di dolore,

aria fresca nel caldo soffocante della vita.

Sii fiore tra le rocce, affinché i tuoi colori rallegrino la tristezza dei sassi.

(© Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare” Phasar 2014  € 2,99)

(Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo o di parte di esso senza la citazione dell’autrice)

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Forse…

ottobre 7th, 2014

Forse e sopportarsi. Forse e abituarsi. Forse è una visita medica e aspettare due ore in sala d’attesa senza sbuffare. Forse è un film che non ti piace e lo condividi insieme. Forse e arrabbiarsi. Forse è il pensiero di abbandonarlo e il desiderio di non farcela. Forse è odio. Forse è malinconia. Forse è la cena che non ti piace e dici che è gustosa. Forse è delusione. Forse è gioia. Forse è un vaffanculo. Forse è un abbraccio. Forse e un bacio. Forse è quello che non ti aspettavi. Forse è quello che hai imparato ad amare. Forse è quello che non tocchiamo. Forse è quello che allontaniamo. Forse è quello che immaginiamo. Forse sono pagine bianche su cui bisogna scrivere ogni giorno, come viene viene. Forse è incertezza. Forse è un treno che passa e lo devi prendere al volo. Forse è un momento. Forse è un giorno. Forse e una vita intera. Forse è la solitudine che non sopportiamo. Forse è un sogno… Forse è un desiderio. Forse è una scopata….Forse è un sentimento che ogni giorno si rompe, e ogni giorno lo aggiusti, insieme. Forse è venirsi incontro…
…forse è l’amore

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