Odiami

maggio 12th, 2013

Odiami se ne sei capace,

lo vedo da quel tuo sguardo

freddo, che mi gela il cuore.

Non sopporto l’arroganza,

la pretesa indiscussa della

mia devozione.

Il tuo cuore, non somiglia più

ai fiori, alle farfalle o alle lune

romantiche appese nel cielo.

Ora è solo prigione, i fiori son

diventati sterpi, le farfalle viscidi

serpenti e la luna non si riesce

a scorgere, perché in quel pozzo

dove mi hai reclusa la sola luce è

quella dei dei miei occhi che cercano

lontano i bagliori della speranza,

dell’amore che si farà paladino e

col coraggio di una disperazione

lacerante mi strapperà al tuo odio.

Pagherò la mia libertà con l’amore

che hai rifiutato e quando il tuo

cuore proverà il grande freddo io

sarò gia lontana!

 

(Mirella Narducci)

Odiami

Ciao Mamma

maggio 12th, 2013

Ciao mamma,

vorrei che tu leggessi questa lettera che sto scrivendo per te.
A volte le parole non riescono a esprimere ciò che il cuore sente. Forse quando scrivo il cuore è più attento e sa suggerirmi le parole giuste.
Mi sei sempre stata vicino e hai condiviso con me le lacrime di bambina, a volte per ingenui capricci, altre volte, un po’ più adulta, per le sfide che la vita mi presentava.
E tu eri lì, sempre lì ad ascoltarmi e a consolarmi con i tuoi: “Non preoccuparti, vedrai che tutto andrà bene”. Eri lì, accanto a me, anche quando la gioia entrava nella mia vita e tu eri pronta a condividerla e a gioire per me.
Non so se sono la figlia che tu avresti voluto, ma spero di non averti mai deluso.
Negli anni le tue “lezioni di vita” mi sono state di grande aiuto sia nelle difficoltà che la vita troppo spesso ci presenta, sia nei momenti che sorprendentemente la vita sa anche regalarci.
Riconosco il tuo difficile compito adesso che sono mamma anch’io. Che fatica esserlo in alcuni momenti!
Spero di essere per i miei figli anche solo una parte di ciò che tu sei stata per me.
Ti voglio bene mamma. (Alessia S. Lorenzi)madre-e-figlia-2

Dedicato a tutte le MAMME!

maggio 12th, 2013

Grazie mamma

Grazie mamma perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze,

il bacio della buona notte,il tuo sorriso premuroso,

la dolce tua mano che mi dà sicurezza.

Hai asciugato in segreto le mie lacrime,hai incoraggiato i miei passi,

hai corretto i miei errori,hai protetto il mio cammino,

hai educato il mio spirito,con saggezza e con amore

mi hai introdotto alla vita.

E mentre vegliavi con cura su di me trovavi il tempo per i mille lavori di casa.

Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie.

Grazie mamma.

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OGNI MIA DONNA IMPORTANTE SEI TU MAMMA

maggio 12th, 2013

MOTHER

Perché quando ho capito che tutte le donne che avevo e che avrei mai amato erano un po’ te, ero già troppo cresciuto.
Ero cresciuto ma non ancora grande. Si smette di crescere proprio quando si capiscono cose come questa:
che ogni mia donna importante sei Tu.

Gianfranco Pecchinenda, L’ultimo regalo.

Quel che vorrei

maggio 11th, 2013

Quel che vorrei

è camminar con te

mano nella mano,

sederci poi in riva al mare

a guardar le stelle

col capo chino sulla tua spalla

sentire le tue braccia stringermi

e  il calore del tuo corpo avvolgermi.

Tornare ai nostri vent’anni

viver i giorni trascorsi lontani

e chiedersi come abbiam potuto…..

.Siamo stati e siamo anime vuote

che si cercano e mai si troveranno

L’orgoglio ci ha divisi

e ci divide il presente

eppur vorrei esser li con Te

per poter gaurdarci negli occhi

e leggere l’amore

che ci tormenta  e brucia dentro

il mio amore  non potrà mai spegnersi

anche quando il cuore vecchio e stanco

smetterà di battere continuerà ad amarti

 

FRANCO DESTINO – Alfredo Chiàppori

maggio 11th, 2013

CHIAPPORI-A_franco0

la guerra ha ovunque lo stesso volto disumano: colpisce alla cieca anche gli innocenti, come se tutti fossero soldati in prima linea.
***

Il fronte è dappertutto, i rastrellamenti sono all’ordine del giorno. Tedeschi e fascisti arrestano gli uomini per inviarli nelle industrie belliche in Germania e per togliere di mezzo quelli sospettati di fiancheggiare i partigiani.

Un giorno Santina sente il rumore di un autocarro che si ferma sotto casa, sullo stradone per Bergamo. Si affaccia alla finestra e vede che sono tedeschi. C’è anche una camionetta, con un ufficiale ritto in piedi che urla ordini. I militari smontano svelti dal camion, le armi in pugno, e di corsa si dirigono verso la cava, al di là della strada.
Sono SS.
Poco dopo, da una delle gallerie escono due ragazzi con le braccia alzate. Sono i figli di Carolina, che abita nella casa di fianco alla cava. Carolina non assiste alla scena; è andata al lago a fare il bucato.
Santina vorrebbe togliersi dalla finestra, ma resta lì impietrita a guardare.
L’ufficiale continua a urlare. I due ragazzi hanno il terrore negli occhi. Li mettono contro un muro e li abbattono con una sventagliata di mitra. L’ufficiale si avvicina ai due corpi, toglie la rivoltella dalla fondina e impassibile spara un colpo alla nuca, prima a uno, poi all’altro.
Le SS si dividono in gruppi e iniziano a perquisire le case intorno.
Quando entrano in quella di Santina, la trovano seduta davanti al camino spento, con me in braccio e Cornelia che si nasconde alle sue spalle. Passano di stanza in stanza, guardano dappertutto, sotto i letti, dentro gli armadi. Salgono in solaio, sul tetto, scendono in cantina, escono nell’orto e sfondano a calci la porta del capanno dove Sandro tiene gli attrezzi. Guardano persino dentro il pozzo.
Cercano gli uomini, ma non ne trovano.
E finalmente se ne vanno.
Allora Santina, che ha ancora nelle orecchie i tonfi degli scarponi chiodati, cerca la scatoletta di tabacco Sant’Agostino. Con le mani che le tremano, si fa due prese abbondanti.
Tocca a lei andare incontro a Carolina, per prepararla a quel che l’aspetta. Mi affida a Cornelia ed esce.
***

Fino a che punto si spinge la nostra memoria?
I miei primi ricordi sono vaghi, nebulosi. Quando cerco di afferrarli, diventano fuggevoli ed evanescenti come fantasmi. Ma per una qualche ragione che ignoro, dalla memoria incerta ecco sorgere particolari e circostanze in cui mi ritrovo in lucida coscienza. Sono frammenti, eppure continuano a rincorrermi, a circuirmi.
A partire da qui comincia a dipanarsi il filo ininterrotto che tiene uniti gli eventi della mia vita: la memoria diventa tutt’uno col mio “io”.
***

Fa freddo, la coperta è morbida e calda. Si sente l’ululare cupo del vento che arriva dal lago, s’impiglia tra gli alberi, ne scuote le fronde, e scende con un lamento giù per il camino, di là in cucina. Sandro, che ormai chiamo “papà Sandro”, è lì vicino a me e mi canticchia una filastrocca:

El gatt soeu’l tècc
el mugna ch’el gh’ha frècc
miaaaauuu!
Io rido e gli chiedo di dirmela ancora. E poi un’altra volta, e un’altra ancora. Finché non mi addormento.
Nella camera da letto ci sono un comò e un grande armadio di legno scuro.
Sul comò, sopra un centrino ricamato, una piccola statua in gesso policromo della Madonna sotto una cupola di vetro: una figura in bianco e azzurro, gli occhi rivolti al cielo.
Ogni sera, prima di mettermi a dormire, Santina, che ormai chiamo “mamma Santina”, mi dice che devo salutare la Madonna, e m’insegna un gesto che faccio con la mano destra, toccandomi la fronte, il petto e le spalle.
«È il segno della croce.»
***

Dopo la morte di Cornelia non ho più nessuno che giochi con me. A pianterreno vivono due famiglie con bambini, ma sono tutti troppo grandi e non mi vogliono tra i piedi. Loro vanno già a caccia di lucertole e ramarri, a tirare sassi ai rospi, a cercar nidi di uccelli arrampicandosi sugli alberi, a fare il bagno nudi nel torrente che scende dal Magnodeno.
Così resto solo, quasi sempre sul grande terrazzo coperto, a inventarmi giochi silenziosi.
Rivelo una precoce attitudine al disegno, che diventa il mio gioco preferito. La fase dello scarabocchio dura poco; ben presto i miei disegni si fanno più precisi e accurati, ricchi di particolari.
«El se pèrd via inscé, el Nino» dicono in casa.
Un giorno, mamma Santina torna da Chiuso e dalla borsa della spesa toglie un pacchetto per me. Dentro ci sono un album, una matita, un temperino e una scatoletta di cartone con sei pastelli colorati marca Giotto.
Capisco per la prima volta che cos’è un regalo.
Disegno il mondo attorno a me: mamma Santina e papà Sandro; Rosetta e le altre; il cane Friz e il gatto Ciccio; il treno che vedo passare tra gli orti e i canneti verso il lago, con la locomotiva nera e lo sbuffo che esce dal fumaiolo; le montagne verdi, il cielo azzurro e le nuvole bianche; i vasi di gerani allineati lungo la ringhiera del terrazzo; le galline, i tacchini e le oche giù nel cortile.
Uno dei soggetti più frequenti è il grosso gallo che si chiama Terenzio: l’alta cresta frastagliata, i bargigli carnosi e rossi, il becco giallo, la coda a forma di falce e le piume blu, le zampe con gli speroni. Papà Sandro prende uno di questi miei disegni e lo incolla sul vetro della credenza in cucina.

Lo Spirito Della Follia (Esasperazione)

maggio 11th, 2013

 

 

E continuano a scavare instancabilmente nel nostro profondo.

Come bestie voraci ed insaziabili

che strappano fino all’ultimo lembo di carne,

così essi scavano fino a svuotarci completamente

rendendoci gusci vuoti

per poi chiudervi dentro le nostre stesse energie per soffocarle.

 

Ma l’energia, forza viva e tumultuosa,

non trovando uno sbocco scoppierà facendo crollare tutto dentro noi…

Dalle nostre ceneri ancora calde si leverà lo Spirito della Follia,

l’unica cosa rimasta ormai di noi,

s’abbatterà come un uragano

su quei maledetti porci schifosi massacrandoli, torturandoli,

squarciandoli, sventrandoli;

sarà d’una violenza inaudita,

perchè violenza genera violenza,

terrore genera terrore

e Lui non poteva essere diverso

perchè nato dalle loro vischiose brame schiaviste.

 

Noi, ormai materia repressa ed inutile,

testimonieremo attraverso Esso

che troverà la forza di combattere nelle nostre speranze

e nella polvere cosmica sparsa per l’universo

dall’esplosione di mille stelle e galassie.

 

Dalle nostre rovine s’alzerà l’urlo ossessionante della vendetta

che agghiaccerà i miserabili predoni,

li scuoterà fin dentro l’ora più intima della notte

e li porterà alla pazzia e alla morte.

 

Solo allora il trionfo dello Spirito della Follia sarà completo

e solo allora torneremo ad essere noi stessi

e a vedere la luce del sole…solo allora!

 

(1974)

A TE MAMMA!

maggio 10th, 2013

Non vi è niente di più bello

al mondo

se non il tuo nome!

” Mamma”

Sei mia madre!

 donna forte e coraggiosa

affrontando agi e disagi

gioie e dolori

senza mai vederti

inasprita ..stanca!

 Mamma

la tua bellezza non ha età

come una musica

che nasce dal cuore

sfiorando dolcemente l’anima …

 

 

 

A TE MAMMA !

Pensando a te mamma

maggio 10th, 2013

 

Mamma,

per tanto tempo non ti ho amato,

ti ho condannato,

ora non ci sei più,

ti ho perdonato,

forse perché ho capito.

Nella stessa situazione…

quanta fatica, quanto dolore,

si, io sono più forte,

ho aperto tutte le porte,

e non ho più la mia vita,

ma ce l’ho mai avuta?

Gli interrogativi sono tanti,

i dubbi ancor di più,

avevi ragione tu?!

La tenerezza che dimorava in me

dov’è?

quella gioia e quell’amore, non c’è,

si è spento il fuoco dentro me.

fragile si è lasciato morire,

e non so più  reagire.

Mamma,

quel che agognavo  da te,

non so più darlo neanch’ io

e non capisco il perché…

cena

 

 

FRASI SUL PECCATO

maggio 10th, 2013

il peccato

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità.
George Bernard Shaw

Posso resistere a tutto fuorchè alla tentazione
Oscar Wilde

E’ un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.
Oscar Wilde

Ogni santo ha un passato, mentre ogni peccatore ha un futuro.
Oscar Wilde

Il piacere è un peccato, ma qualche volta il peccato è un piacere.
George Byron

Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.

Kahlil Gibran

Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme, non eguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra.
Voltaire

Niente rende una persona più orgogliosa che sentirsi dare del peccatore
Oscar Wilde

Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle.
François de La Rochefoucauld

L’amore scusa tutto ciò che fa.
Molière

La purezza nella vita è la libertà dal peccato.
Orazio Flacco

La fame, non il peccato, è il genitore del crimine moderno
Oscar Wilde

Per l’uomo profondamente religioso, nulla è peccato.
Novalis

Fu un grande peccato, quello di chi inventò la coscienza. Perdiamola per qualche ora.
Francis Scott Fitzgerald

Ciò che viene denominato peccato è invece un elemento essenziale del progresso. Senza di esso il mondo ristagnerebbe, invecchierebbe, diventerebbe insipido.
Oscar Wilde

In vecchiaia ci si pente soprattutto dei peccati non commessi.
William Somerset Maugham

E’ un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto.
Winston Churchill

Il Peccato è l’unico vero elemento colorato rimasto nella vita moderna
Oscar Wilde

l’unica differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore ha un futuro
Oscar Wilde

PROTETTO DA UNA FORCHETTA

maggio 10th, 2013

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Oltre alla pistola d’ordinanza, al manganello e alle manette, spesso in una tasca del cinturone della divisa mi infilo anche una forchetta. I miei colleghi pensano che sia una sorta di amuleto portafortuna. C’è chi porta negli anfibi la moneta scalfita che gli salvò la vita, o chi sull’impugnatura del manganello ha incollato un mini Padre Pio comprato in pellegrinaggioa San Giovanni Rotondo. Tutti hanno un piccolo talismano che nei momenti di minore lucidità consente di restare ancorato saldamente al suolo ed evitare pericolose deviazioni. Io ho una piccola forchetta da dessert, la rubai in un ristorante quando avevo nove o dieci anni. Da allora la porto con me ad ogni turno di lavoro. Posso dire che grazie a questa forchetta  sono diventato un poliziotto. Da piccolo infatti avevo l’abitudine di guardare le persone cattive attraverso i denti d’acciaio della forchetta per vederle una volta e per tutte in carcere. Protetto da una forchetta, con i cattivi in galera, mi sentivo al sicuro.

Avanzi, storie straordinarie di ordinario disagio – Pippo Zarrella

CUORI DI GHIACCIO

maggio 10th, 2013

I cuori di ghiaccio, fanno credere di essere forti, di saper camminare da soli, i cuori di ghiaccio, sono coloro che camminano sorridendo, circondati da persone, sempre, ma poi, quando sono lontani da tutti diventano acqua, e il ghiaccio si scioglie, prima di dormire guardano il cellulare, la mattina, guardano il cellulare, e allo specchio si accorgono che al loro fianco manca qualcuno di speciale.

(Ejay Ivan Lac)

AMORE2

SUCCEDERA’ DOMANI

maggio 10th, 2013

Succederà domani, in quella notte dove ci saranno troppi pensieri per la testa, quel bisogno di non pensare più a niente, e sarà difficile provare a ricostruire un nuovo obbiettivo, sono sicuro, al mille per mille, che appena sentirò il suo profumo mi ricorderò di te, e se la guarderò negli occhi, mi ricorderò di te, non sarà la stessa cosa ma ci provo, tra le luci di una festa e il calore dell’atmosfera, toccherò la sua mano come non sono mai riuscito a toccare la tua, sfiorerò il suo viso, come, non ho mai sfiorato il tuo, lei mi parlerà e sarà un mondo nuovo, sperò che ogni suo movimento sia come una gomma, che va a cancellare ogni tuo ricordo, gomma anche il suo sorriso, gomma, anche i suoi occhi, voglio tornare bianco senza più nessun colore di te, senza nessuna goccia, una tela, che si scolorisce per lasciar spazio ad un disegno migliore.

Succederà domani, perchè l’unico modo per dimenticare è farsi disegnare da una mano nuova, che percorre il tuo corpo, dandoti sempre più voglia, di andare avanti e mettersi nuovamente in mostra.

(Ejay Ivan Lac)

AMORE1

Un abbraccio di mamma

maggio 9th, 2013

Un abbraccio che sa di borotalco,
un bacio miracoloso
che guarisce le tue ferite di bimbo.
Un sorriso
che fa fuggire le paure e
una lacrima che scende sul suo viso
quando ti rattrista il dolore.
E poi sa piangere di gioia
quando sente la tua felicità.
Una vita che, senza pensare,
sacrificherebbe per salvare la tua.
E’ la mamma: solo lei è capace di tanto.
(Alessia S. Lorenzi)

abbraccio

Verso la felicità

maggio 9th, 2013

 

Sei tu,…solo tu

non puoi permetterti di dire

Non sono felice, perche nessuno mi ama”.

Non illuderti, altri non c’è,

che te stesso, tu devi agire e cercare in te

la felicità.

Cancella dai tuoi occhi il miraggio, che ti

fa vedere tutti lieti, smetti di desiderare,

guarda gli uccelli, non mietono, non

ammassano nei granai e i fiori nei campi,

da soli fioriscono.

Il segreto del vivere giorno per giorno,

ora per ora, la vita. Lei che accade mentre

siamo impegnati, non ci darà mai la felicità,

forse l’amore potrà indicarci il cammino, la

strada è lunga e breve l’attimo per abbracciarla.

 

 

(Mirella Narducci)

Verso la felicità

La pioggia

maggio 9th, 2013

Ieri, ero sotto la pioggia,

tutto il pianto del cielo si

rovesciava su di me, mi

lavava l’anima, e il viso.

Libera dal tempo, dalle assurde

emozioni, felice col capo rivolto

verso il cielo, con un sorriso

assorbivo ogni goccia della sua

purezza, che donava alla pelle

la freschezza di tempi trascorsi,

quando sotto la pioggia i tuoi

primi baci d’amore scivolavano

insieme alle lacrime, e l’acqua

 scioglieva il trucco.

Bellissima e bagnata, coi capelli

scombinati son tornata me stessa,

pronta di nuovo a far innamorare

il mondo, con qualche cicatrice

nel cuore….ma tanta voglia di scalare

la vetta e gridare al cielo.

Sono ancora, io!!

 

(Mirella Narducci)

La pioggia

Non arrenderti!

maggio 9th, 2013

“Ci sono momenti  nella vita in cui ti senti  veramente sconfitto. Ti sembra di lottare contro  tutti una battaglia che puoi solo perdere. Ma quando tutti si aspettano di vederti cadere, quando nessuno ha più fiducia in te … è proprio in quel momento che puoi  e devi ripartire. Non arrenderti! Sii consapevole delle tue capacità e di ciò che sei in grado di fare e  i mezzi per riscattarti verranno a cercarti.” (Alessia S. Lorenzi da “Dendrohn, un mondo fantastico”)money-graphics-2007_879042a

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Talvolta davanti a noi si apre un bivio

maggio 9th, 2013

“Talvolta davanti a noi si apre un bivio che ci pone davanti ad una scelta obbligata. Allora ci accorgiamo che la giusta decisione da prendere non è così semplice come avremmo immaginato. Nel dubbio puntiamo dritto verso ciò che il cuore ci suggerisce.”

 bivio

(Alessia S. Lorenzi da “Dendrohn, un mondo fantastico”)

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La speranza  è un filo invisibile

maggio 9th, 2013

“La speranza è un filo invisibile, ma a volte talmente resistente che riesce a legare saldamente il nostro sogno  anche contro tutto e contro tutti. Perché quel sogno diventa la  nostra ragione di vita.”speranza

(Alessia S. Lorenzi da “Dendrohn, un mondo fantastico”)

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I nostri giorni

maggio 9th, 2013

Ci sono giorni uguali

e giorni con date da ricordare

magari lontane sbiadite

o impresse ancora nella mente

come quei giorni di tanti anni fa.

Giorni che fanno il giro

e ogni volta che si presentano all’alba

non è mai uguale come quel giorno vissuto.

Ci sono giorni che hanno dei numeri

per ricordarsi l’amore

la felicità vissuta

la spensieratezza

giorni che ormai non ti appartengono

non li senti neanche sulla pelle

nei pensieri

nei profumi

giorni meravigliosi da custodire nel cuore

e quando li tiri fuori o arrivano

rimane solo malinconia.

Per me oggi è un giorno..

e ogni giorno può essere speciale solo se c’è Amore

solo se ci sei tu.

I giorni belli e meravigliosi non sono solo date da ricordare

i giorni meravigliosi sono tutti

Oggi ti amerò più di ieri

noi non abbiamo bisogno di una data da ricordare

noi non avremmo mai una data da ricordare

noi non saremo (quel giorno) ma i giorni…

Noi avremo ogni giorno il nostro AMORE

e non sarà solo da “ricordare”

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