FRASI SUL BENE

giugno 7th, 2015

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E’ necessario che l’uomo si avvicini sempre più al bene
e si adoperi per preservare la propria mente dalla malvagità.
La mente di colui che compie buone azioni di malavoglia,
infatti, si diletta nel male

Buddha
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E’ preferibile non fare un’azione che non va fatta,
perché dopo ci si pente.
Ciò che va fatto e meglio farlo bene,
perché non ci si pente

Buddha
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Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene.

Philip Dormer Chesterfield
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Passiamo più tempo a parlare male dei nemici che a dir bene degli amici

Marcel Lenoir
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Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio.
Alessandro Manzoni
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A ragione definirono il bene: ciò a cui ogni cosa tende.

Aristotele
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L’uomo possiede la capacità di distinguere tra bene e male
e la facoltà di non tenerne conto.

Morandotti
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Augura bene al tuo vicino, ché qualche cosa te ne viene.

G. Verga
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Su dieci persone che parlano di noi, nove ne dicono male,
e spesso la sola persona che ne dice bene lo dice male

Antoine de Rivarol
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Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.
Voltaire
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Volete nuocere a qualcuno?
Non ditene male, ditene troppo bene

André Siegfried
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C’è un solo bene: il sapere. E un solo male: l’ignoranza.
Socrate
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Nessuno, vedendo il male, lo preferisce, ma ne rimane ingannato, parendogli un bene rispetto al male peggiore.
Epicuro
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Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte.
Socrate
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Tu non devi cercare che le cose vadano a modo tuo,
ma volere che esse vadano proprio così come stanno andando;
allora tutto andrà bene

Epitteto
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Nulla è bene o male, se non si pensa di fare bene o male

W. Sheakespare
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Chi vuol fare il bene picchia al cancello;
chi ama trova aperto il cancello

Rabindranath Tagore
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Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene.

Diderot
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Il male viene fatto senza sforzo, naturalmente, è l’opera del fato. Il bene è sempre il prodotto di un’arte.
Charles Baudelaire
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Non esiste bene e male… esiste solo il potere e chi è troppo debole per usarlo!
JK Rowling
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E’ il ben pensare che conduce al ben dire.
Francesco De Sanctis

FRASI SULLA PROSPERITA’

giugno 6th, 2015

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La prosperità è solo uno strumento da usare, non una dieta da osservare.

Calvin Coolidge
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Per attirare il denaro dobbiamo convincerci che abbiamo diritto alla nostra fetta di abbondanza dell’universo.
Swami Kryananda
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Non puoi portare prosperità scoraggiando la parsimonia,non puoi rafforzare i deboli indebolendo i forti, non puoi aiutare i lavoratori se colpisci i datori di lavoro,non puoi incoraggiare la fratellanza incoraggiando l’odio di classe, non puoi restare fuori dai guai spendendo più di quanto guadagni, non puoi costruire il carattere e il coraggio privando l’uomo dell’iniziativa e dell’indipendenza, non puoi aiutare gli uomini facendo sempre in loro vece ciò che dovrebbero fare da soli.

Abraham Lincoln

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Della prosperità dei giusti la città si rallegra, per la scomparsa degli empi si fa festa.

Proverbi-Bibbia

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In verità, la prosperità prova persino le anime dei saggi.
Sallustio

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Chi è forte nell’amore, regge alle tentazioni e non crede alla suadente furbizia del nemico. Come gli sono caro nella prosperità, così gli sono caro nelle avversità. Chi è saggio nell’amore non guarda tanto al pregio del dono, quanto all’amore di colui che dona. Guarda più all’affetto che al prezzo, e pone tutti i doni al di sotto della persona amata.
T. da Kempis
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L’operosità è l’anima degli affari e la chiave di volta della prosperità.
Charles Dickens
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L’amico non si può riconoscere nella prosperità, ma nell’avversità il nemico non si nasconderà.
Siracide
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L’avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.

Eugène Delacroix

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Di regola, le avversità rivelano il genio e la prosperità lo cela.
Orazio
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Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé.
Seneca
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Nella prosperità i nostri amici ci conoscono; nelle avversità noi conosciamo i nostri amici.

John D. Rockefeller

Il senso del distacco

giugno 5th, 2015

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Avete presente quel senso di vuoto proprio al centro dello stomaco che vi affligge ogni qual volta vi allontanate o perdete una persona amata? L’origine di quel dolore così destabilizzante e devastante, credo sia da ricercarsi in quello che abbiamo provato da neonati quando ci è stato reciso il cordone ombelicale, dividendoci fisicamente e bruscamente da nostra madre che, fino ad allora attraverso quel canale ci aveva amorevolmente nutrito. Con quel distacco si è interrotto un legame fondamentale che ci rendeva un tutt’uno con un’altra persona, la più importante, colei che ci ha donato la vita. Ecco perché il ricordo di quel primigenio dolore subito, profondamente radicato nel nostro subconscio, ci pervaderà e perseguiterà ad ogni distacco che proveremo nel corso della nostra esistenza. Sempre imputabile a quello stesso distacco, la nostra necessità, il bisogno di cercare una persona con cui sentirci nuovamente un tutt’uno.

Io credo che ognuno di noi cerchi di ricreare quel cordone ombelicale, quel particolare e originario legame, con tutte le persone importanti della sua vita, perché ha l’impellente necessità di dare e ricevere amore, ecco perché quando quel legame si recide, si prova inevitabilmente dolore, un dolore forte e lancinante, perché è come se perdessimo una parte di noi, del nostro essere. Per quanto riguarda poi il legame con una madre, quel cordone ombelicale non si recide mai veramente, perché fortemente, saldamente ancorato al cuore.

Xavier Wheel

FRASI SULLA COERENZA

giugno 5th, 2015

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Quale è il primo dovere dell’uomo? La risposta è breve: essere se stesso.
Henrik Johan Ibsen
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I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza, di altruismo.
Sandro Pertini
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COERENZA è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere
Sandro Pertini
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Non c’è un minimo di coerenza nelle persone. Spesso dicono una cosa e ne fanno un’altra. Si presentano in un modo ma poi scoprono il resto che non ti aspettavi. Hanno una buona capacità di descriversi, peccato manchi poi la capacità di dimostrarsi tali. Hanno voce per accusarti e difendersi, ma la voce della coscienza non la sentono mai.
Silvia Nelli
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La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione.
Oscar Wilde
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La coerenza è il fondamento della virtù.
Francis Bacon
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La coerenza è la virtù degli imbecilli.
Giuseppe Prezzolini
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La coerenza è mutilazione
Clarice Lispector
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A volte mi stupisco
dell’immensa costanza che ho
nell’essere incoerente.
Anton Vanligt
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Negli uomini, non esiste veramente che una sola coerenza: quella delle loro contraddizioni.
Giudo Morselli

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La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che è la coerenza per la vita dello spirito: una confessione pura e semplice di fallimenti.
Oscar Wilde
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Io non ho nessuna coerenza, fuorché in politica; ed essa è probabilmente il frutto della mia indifferenza pressoché completa in materia.
George Byron
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Essere coerente è il dovere più grande di un filosofo; eppure è quello che viene soddisfatto più di rado.
Emmanuel Kant
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La coerenza non può stabilire la verità, ma l’incoerenza e la contradditorietà stabiliscono la falsità
Karl Popper
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L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori.
Buddha
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Ciò che manca a Dio sono le convinzioni, la coerenza. Dovrebbe essere presbiteriano, cattolico o qualcos’altro, non cercare di essere tutto.
Mark Twain

Temprati dal fuoco

giugno 4th, 2015

Temprati dal fuoco Xavier Wheel

Se non permetteremo al fuoco di bruciarci

esso ci temprerà

Xavier Wheel

Flying is Believing, Paradise Synaptic (Volare Significa Credere, Paradiso Sinaptico)

giugno 4th, 2015

Volare Significa Credere, Paradiso Sinaptico - 2015 - 100x70 cm - PastelloFabio Meneghella WebSite (CLICK HERE)

“When life will go over itself, reality will overtake dreams. If you are born, you’re already a winner, in the Universe lap of your precious mother you’ve wrought millions of candidates to life. You’re already the chosen one, you’ve already flight one time. Now God ask you to make your last flight. Conquest your brothers’ brain, conquest Synaptic Paradise and you’ll conquest the eternity, and the real Paradise will open your eyes.

A woman’s heart will accompany the passage of time, and it will be the symbol of your rebirth. To save the world, we don’t need an hero, but a good parent.

You’re a memory, you’re reborn, the Earth will have you.

You’re in my brain, you’ll fly over your brothers’ brain, like the Verb of God. This will be your Paradise, you’ll fly, because flying is believing!”

Fabio Meneghella

FRASI SUL BENE-DIRE

giugno 4th, 2015

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Sono benedetti coloro che non temono la solitudine.
Che non rifuggono la sua presenza, che non si affannano alla ricerca di un impegno, di uno svago, di qualcosa sul quale esprimere un giudizio.
Paulo Coelho – Il manoscritto ritrovato ad Accra
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Saper ascoltare, comprendere, condividere e benedire, è il requisito migliore per espandere la nostra coscienza fino sui piani sottili. Non devono rimanere parole vuote, ma propositi da mettere in pratica da subito se vogliamo migliorare.

Per comunicare con gli Angeli, che fanno parte del quinto regno, è necessario saper comunicare, amare e comprendere il quarto regno, quello degli esseri umani, ma anche quello degli animali, dei vegetali e dei minerali; giungere a capire che tutto è vita, che la Divinità si è divisa in tanti frammenti, scendendo ad abitare in tanti regni diversi, visibili o no…

La benedizione crea un’energia luminosa, materializza una forma pensiero piena di bellezza ed armonia che si dirige sulla persona a cui è diretta arricchendone l’aura.

Quando l’aura è compatta, sfolgorante, tutto il nostro corpo è protetto, la nostra energia non viene dispersa, il nostro stato psichico e l’umore migliorano.

Chiunque può benedire un suo simile, un luogo, un oggetto; non c’è bisogno di rituali complessi o di frasi specifiche, basta un pensiero o una parola amorevole, una gratitudine intensa e un desiderio di bene.

L’acqua benedetta esaminata alla fotografia kirlian è completamente diversa da quella comune, assume una colorazione ed una vibrazione particolare che la rende magnetica e, come dice la stessa parola: bene-detta, cioè caricata di una “parola” portatrice di bene. 1

Inviare un pensiero di benedizione verso cose e persone è come inviare loro una sfera di luce, non abbiate dubbi, queste energie non si perdono mai per strada, raggiungono sempre il loro destinatario e lasciano su chi le ha inviate una traccia altrettanto luminosa…

Quando un essere umano, consacrato o no, invia una parola di benedizione, di solidarietà, di amorevole compassione, attira immediatamente l’attenzione dell’Angelo della Potenza.

Questi angeli sono quelli espressamente incaricati di raccogliere le preghiere, le invocazioni, le richieste formulate dagli uomini e di accompagnarle, caricandole con la “Potenza” di cui sono portatori, ovvero la loro stessa energia.

La benedizione dunque, eleva l’uomo di uno scalino e lo pone al fianco di un’entità celeste, a sua stessa insaputa.

Gli Angeli nel Nostro Futuro*Giuditta Dembech
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Al risveglio, benedite la vostra giornata, poiché essa trabocca già di una abbondanza di beni cui la vostra benedizione permetterà di manifestarsi. Poiché benedire significa riconoscere il bene infinito che è parte integrante della trama stessa dell’Universo, e che attende solo un segno da noi per manifestarsi.

Incrociando le persone per strada, sull’autobus, nel vostro posto di lavoro, benedite tutti.

La pace della vostra benedizione sarà la compagna del loro cammino, e li circonderà come una luce profumata. Benedite coloro che incontrate nella loro salute, nel loro lavoro, nella loro gioia, nella loro relazione con se stessi e con gli altri. Benediteli nella abbondanza e nelle loro finanze. Benediteli in tutti i modi che potete concepire, poiché tali benedizioni non solo seminano semi di guarigione, ma, un giorno, germoglieranno come altrettanti fiori di gioia negli spazi aridi della vostra vita.

Quando passeggiate, benedite il vostro villaggio o la vostra città, coloro che la governano e i suoi insegnanti, le sue infermiere e i suoi spazzini, i suoi preti e le sue prostitute. Nell’istante stesso in cui qualcuno esprime la pur minima aggressività, collera o mancanza di bontà nei vostri riguardi, rispondete con una benedizione silenziosa. Beneditelo totalmente, sinceramente, gioiosamente, poiché tali benedizioni sono come uno scudo che vi protegge dai misfatti dovuti all’ignoranza, e devia la freccia che vi è stata lanciata.

Benedire significa desiderare e volere incondizionatamente, totalmente e senza riserva alcuna il bene illimitato per gli altri e per gli avvenimenti della vita, attingendo alle fonti più profonde e più intime del nostro essere. Ciò significa onorare e considerare con meravigliato stupore ciò che è sempre un dono del Creatore, quali che siano le apparenze.

Benedire tutto e tutti, senza alcuna discriminazione, costituisce la forma ultima del dono, poiché coloro che benedite non sapranno mai da dove viene questo raggio di sole che improvvisamente attraversa le nubi del loro cielo, e voi sarete raramente testimoni di questa luce nella loro vita.

Quando, nella vostra giornata, qualche avvenimento inatteso sconvolge voi e i vostri piani, scoppiate in benedizioni, poiché la vita sta per insegnarvi qualcosa, anche se la sua coppa può sembrarvi amara. Poiché questo avvenimento che vi sembra così indesiderabile, di fatto lo avete suscitato voi, per apprendere una lezione che vi sfuggirà se voi esitate a benedirla. Le prove sono delle benedizioni nascoste, e coorti di angeli sono al loro seguito.

Benedire significa riconoscere una bellezza onnipresente e nascosta agli occhi fisici.

E’ attivare la legge universale della attrazione che, dal fondo dell’Universo, porterà nella vostra vita esattamente ciò di cui avete bisogno nel momento presente per crescere, progredire e riempire la coppa della vostra vita.

Quando passate davanti a una prigione, benedite i suoi abitanti nella loro innocenza e nella loro libertà, nella loro bontà e nella purezza della loro essenza e ancora nel loro perdono incondizionato. Poiché si può essere soltanto prigionieri della immagine che si ha di sé stessi, e un uomo libero può camminare senza catene nel cuore di una prigione, così come i cittadini di un paese libero possono essere prigionieri quando la paura si rannicchia nei loro pensieri.

Quando passate davanti a un ospedale, benedite i suoi pazienti nella pienezza della loro salute, poiché nella loro sofferenza e nella loro malattia, questa pienezza attende solo di essere scoperta. E quando vedete una persona in pianto o apparentemente spezzata dalla vita, beneditela nella sua vitalità e nella sua gioia: poiché i sensi ci presentano solo l’inverso dello splendore e della perfezione ultimi che solo l’occhio interiore sa percepire.

E’ impossibile benedire e giudicare allo stesso tempo. Dunque mantenete in voi questo desiderio di benedire come una incessante risonanza interiore e come una perpetua preghiera silenziosa, così voi sarete tra coloro che diffondono la pace,e un giorno, voi scoprirete dappertutto il volto stesso di Dio.

P.S. E, soprattutto, non dimenticate di benedire questa persona meravigliosa, totalmente bella nella sua vera natura e pienamente degna di amore che VOI siete!

La Gentile Arte del Benedire * Pierre Pradervand
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“Benedire il cibo significa caricarlo di energia spirituale, affinché possa rafforzarci e guarirci.”

Grazie al ricercatore giapponese Masaru Emoto è stato dimostrato che informazioni quali parole, pensieri e immagini possono essere trasmesse coscientemente all’acqua, che assorbe i messaggi sottili modificando radicalmente la propria struttura cristallina. Un effetto di questo fenomeno è la trasmissione di nuove informazioni luminose che esercitano un’azione positiva sul corpo, sullo spirito e sull’anima.

In base a quanto è stato dimostrato, pensieri, sensazioni e immagini provocano dunque delle alterazioni nell’acqua. I cristalli d’acqua più belli sono quelli prodotti dalla gratitudine e dall’amore. Al mondo non dovrebbe esserci alcunché di più importante dell’esprimere l’amore e la gratitudine che si provano.

Quasi tutti i cibi contengono acqua, la sostanza originaria della vita. Benedicendo e ringraziando il cibo possiamo modificarne la sostanza primigenia, il contenuto di luce e l’energia. Le zuppe sono particolarmente adatte alla benedizione della vita presente in ogni cosa.

“Se la mia anima viene nutrita, io sono sano. Benedicendo il cibo nutriamo l’anima.”

Prendendoci consapevolmente un paio di minuti per benedire il nostro cibo riusciamo ad assumere un atteggiamento di rispetto e amore. In questo modo manifestiamo la meritata riconoscenza alla natura e alle persone che qui e oggi ci hanno procurato questo cibo. Possiamo provare gratitudine per il fatto di non patire la fame e di attingere dall’abbondanza.

Il cibo può essere benedetto in diversi modi, per esempio, recitando una preghiera prima del pasto o esprimendo il nostro ringraziamento con un piccolo rituale da tavola, oppure benedicendo coscientemente quello che c’è nel nostro piatto.

Ecco un esempio di rituale di benedizione:

1. Siediti davanti al tuo piatto
2. Osserva il cibo e dedicagli qualche pensiero (da dove proviene, quando è stato raccolto, eventualmente che tipo di lavorazione ha subito ecc..)
3. Crea silenzio dentro di te e dirigi consapevolmente l’attenzione sul cibo che hai di fronte.
4. Strofina tra loro i palmi delle mani in modo che si scaldino e tu possa percepire meglio.
5. Tieni i palmi delle mani al di sopra del cibo.
6. Ora puoi chiedere agli angeli di benedire il tuo pasto.
7. Fa di te stesso uno strumento dell’amore e dell’energia creando il vuoto nella tua mente e lasciando fluire la luce dentro di te. Se all’inizio ti risulta un po difficile, dirigi consciamente i pensieri sull’energia sottile – il prana, il Chi – che ci circonda costantemente e da cui ogni nostra cellula è pervasa.
8. Lascia che l’energia fluisca nel cibo attraverso tue mani.
9. Poco dopo riuscirai a percepire un lieve flusso energetico nei palmi delle mani: si manifesta sotto forma di calore, formicolio, corrente, rotazione, flusso… e diventerà sempre più forte; può anche essere simile ad un alito di vento. Goditi le percezioni di questo flusso energetico, è un’esperienza meravigliosa. L’energia può essere percepita ogni volta in maniera un pò diversa, a seconda della carica di cui è dotata.
10. Magari riesci anche a percepire uno o più colori, oppure davanti al tuo occhio interiore si forma un’immagine, per esempio, energia spumeggiante, un fuoco che riscalda e avvampa o un simbolo come il fiore della vita ecc…
11. Ti accorgerai di quando il fuoco energetico sta per esaurirsi: la sensazione si attenuerà, le immagini si dissolveranno, le mani si raffreddano…
12. Ringrazia ancora una volta a livello interiore

Noterete che la pratica di questo rituale esercita su di voi un effetto molto positivo, in genere ci si sente più presenti, tranquilli, rilassati e in pace, il che consente di assumere gli alimenti con maggiore coscienza.

Le Minestrine degli Angeli* Jeanne Ruland, Judith Schaffert
***

Vigila sui tuoi pensieri perchè diventeranno le tue parole.
Vigila sulle tue parole perchè diventeranno le tue azioni.
Vigila sulle tue azioni perchè diventeranno le tue abitudini.
Vigila sulle tue abitudini perchè diventeranno il tuo carattere.
Vigila sul tuo carattere perchè influenzerà il tuo destino!
Swami Sivananda

LA MAESTRA

giugno 3rd, 2015

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Vista da fuori è una donna come le altre. A volte anche un uomo, in quel caso è un maestro. La maestra è vestita da maestra, cioè comoda, che possa rincorrere un bambino in corridoio, sedersi per terra a fare un cerchio per giocare a Palla nome e, soprattutto, ricevere lacrime e altri prodotti secreti (ma non tanto segreti) da piccoli occhi e nasi generosi.
La maestra è tale se dotata di bambini. I bambini, quando c’è la maestra, diventano alunni, anche se spesso si sbagliano e la chiamano mamma.
Se è un maestro, però, non lo chiamano papà. Chissà perché.
Ci sono maestre bionde, more, perfino rosse e con le lentiggini; alcune sono ricce, altre lisce, altre portano la coda. Ma tutte, proprio tutte, hanno la voce alta, forte e chiara.
La voce della maestra si abbassa quando racconta una storia o vuole fare la misteriosa.
Quando invece la maestra urla, allora sono cavoli amari.
La maestra è fatta per passare ai bambini tutte le cose che sa.
Se guardi bene dentro la maestra, ci trovi le tabelline, il teorema di Pitagora, la prova del nove, I Sumeri, Romolo e Remo, il congiuntivo, il gerundio, il Passero solitario e Rio Bo.
Quando tutto funziona bene, i bambini imparano le cose che la maestra sa e lei dopo le ricorda ancora come prima. Anzi, meglio: non perde per strada neanche una virgola, né un aggettivo o un pronome. Una maestra si può dividere per venti e anche ventotto bambini, e ce n’è sempre per tutti.
Quando la maestra ha finito tutto quello che ti doveva insegnare, diventa la maestra di qualche altro bambino.
Allora ti capita di incontrarla al supermercato o in chiesa o all’ufficio postale e la saluti un po’ vergognoso, lei invece vorrebbe abbracciarti.
La maestra si ricorda per sempre le facce dei suoi alunni, i nomi magari li confonde. Ma se qualcuno comincia l’elenco, allora va fino in fondo: Amadei, Bacchini, Bosi, Ceci…
Quando sei grande e cerchi le cose imparate, una poesia, il nome di un fiume, la storia di Pinocchio o quanto è alto il monte Bianco, basta che chiudi gli occhi e le trovi tutte là, come ce le ha messe la tua maestra. In fila per due, i piccolini davanti, senza spingere. MG Serradimigni

VOGLIO IL MONDO TRA LE MANI

giugno 3rd, 2015

Una sensazione viscerale, voglio il mondo tra le mani, il mondo, sotto i miei piedi, un traguardo primario come la ricerca dell’acqua, quando cammini per giorni nel deserto.

Il mondo, nelle mie mani, nella mia musica, nelle mie parole, il mondo che ha sempre girato le spalle, che ha sempre cercato di farti male, capovolgere la sua esistenza e disegnarlo, a mio piacimento…

Il potere dell’essere, il potere del poterlo fare, senza problemi, senza difficoltà, la lotta, per arrivare a quel trono che tutti cercano e che tutti venerano, non si sa come sia fatto, ma a me, non fa paura, lo inseguo, voglio raggiungerlo, con il sangue sulla pelle e lo sporco sul viso…

Il trono… per governare questa roccia che gira, intorno alla sua stella.

Le parole come missili e la musica come lance, perchè qui, lo sai, è tutto sbagliato, e non esiste nessuno in grado di poterlo sistemare, puoi morire domani sul cemento di una strada, e nessuno ti aiuterebbe, puoi morire di fame, nessuno ti sfamerebbe, puoi piangere e soffrire, ma nessuno, ti ascolterebbe.

Le persone, vanno risvegliate, come quando disegni un quadro, e capisci, che non potrà mai emozionare, un brano cancellato o una poesie distrutta, va rigenerata e ricostruita, da zero, per riempire quella tela con qualcosa che ha un senso, quella musica con un qualcosa che dia emozioni, con quella poesia, che sa abbracciare ogni cuore, ed asciugare ogni lacrima.

Essere, fonte di potere, per ricostruire un pianeta stupido, in via d’estinzione, illuminare quel trono meraviglioso, e fino a quando io non sarò morto…

Nessuno potrà toccarlo!

(Ejay Ivan Lac)

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni