PICCOLO SEGNO

luglio 21st, 2014

È quando vedo calare la sera che il mio cuore comincia a sorridere, perché le persone si spengono, e i miei simili si accendono, è come toccare l’infinito, arrivare verso la galassia e il colore della quiete…

Chi si spegne non può capire, io mi libero da ogni male, anche se cerco di aiutare, resto sempre li a tentare di cambiare, ma io, resto sempre qui, fastidioso destino dove l’amore non è ben definito, perché non mi basta un bacio, un ti amo, non mi basta un abbraccio o la presenza…

Ho bisogno della costante energia di un cuore che batte, e che sappia leggere quel che sono davvero, qualcuno, che abbia i miei stessi occhi per vedere il mondo, che cambia e distrugge nello stesso momento…

nell’attesa resto qui, fermo, ad aspettare un piccolo segno!

(Ejay Ivan Lac)

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UN OTTIMO LINGUAGGIO

luglio 21st, 2014

Un ottimo linguaggio è alla base della comunicazione, con le parole abbiamo il potere di trasformare!

(Ejay Ivan Lac)

Sin título

 

DISEGNO MENTALE

luglio 21st, 2014

Gli umani danno retta al proprio disegno mentale, non alla realtà che li circonda!

(Ejay Ivan Lac)

la-mente

 

FRASI SULLA COPPIA

luglio 20th, 2014

COPPIA

Lei e lui, lui e lei; l’essenza, la sostanza; la forza inspiegabile e irresistibile che li tiene stretti uno all’altra.
Andrea De Carlo, Leielui
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L’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia.
Barbara Alberti, La donna è un animale stravagante davvero
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Tra la coppia e il raggruppamento esisterebbero soluzioni meno pericolose e addirittura più vantaggiose: per esempio il dignitoso triangolo e il riposante quadrato, che permetterebbe rapporti più equi di spazio, solitudine, libertà, solidarietà e compagnia.
Natalia Aspesi, Vivere in tre
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La coppia è una comunità i cui membri hanno perso la loro autonomia senza liberarsi della solitudine.
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso
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Chi prende, è umile. Deve farsi da parte e lasciare andare un po’ di energia. Solo allora l’altro gli può dare, non prima. Egli tuttavia riceve anche della forza, e in parte la ricambia. Ciò da un lato è un comportamento umile, eppure permette di rimanere sempre sullo stesso piano dell’altro.

Nella relazione di coppia l’uomo ha qualcosa che manca alla donna e la donna ha qualcosa che manca all’uomo. Sono alla pari sia nella loro capacità di dare sia nel loro bisogno di ricevere. A questo livello sono totalmente alla pari. Come la parità a questo livello è stabilita in modo ben preciso, così deve valere anche ad altri livelli.

Non appena, in una relazione uno dà più dell’altro e uno prende più dell’altro, le cose non funzionano. Nella terapia della coppia il primo passo è quello di trovare chi dà di più o chi prende di più, e poi riequilibrare il dare e il prendere. In questo caso ognuno sa immediatamente se dà di più o se prende di più.
Bert Hellinger, Ordini dell’amore
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La relazione di coppia riesce, se la donna segue l’uomo. Ciò significa che lo segue nel suo paese, nella sua lingua, nella sua cultura, nella sua famiglia, e che permette ai figli di seguire il padre. Se l’uomo segue la donna, ci saranno tensioni. Per esempio, se l’uomo entra con il matrimonio nel casato della donna, allora la segue, ed è sbagliato: la relazione non sarà pienamente realizzata. Questo avviene soltanto se la donna segue l’uomo. Descrivo solo ciò che ho visto. Se qualcuno ha esempi contrari, mi ricredo volentieri. Io, finora, non ne ho visti.
Bert Hellinger, Ordini dell’amore
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C’è una sola cosa peggiore di un matrimonio senza amore: uno in cui c’è amore, ma da una parte sola.
Oscar Wilde
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Il pensare divide, il sentire unisce.
Ezra Pound
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Appartenere a qualcuno significa entrare con la propria idea nell’idea di lui o di lei e farne un sospiro di felicità
Alda Merini
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L’Amore non è una passione. L’Amore non è una emozione. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza
OSHO

amore

luglio 19th, 2014

amore

corri incontro all’amore
danzando a piedi nudi
fra sguardi d’intesa
sorrisi incantati
intrecci di mani
le menti vaganti
insieme per sempre
fra un bacio
un’abbraccio
sognando il futuro
di un amore duraturo

ASPETTO DI ROSA

luglio 19th, 2014

Devi imparare ad amare le persone per il loro aspetto interiore, e non quello esteriore, è troppo facile e privo di sapore…

Anche la rosa è stupenda, ma il suo gambo è ricco di spine che non piacciono, ma l’apprezzi comunque!

(Ejay Ivan Lac)

rosa spine pugno

NON SONO…

luglio 19th, 2014

Non sono il bello impossibile, non mi vedrai mai con gli occhi azzurri, anche perchè li ho marroni…

Non girerò con una ferrari, ammeno che non ne trovo una in giro, ne sarò mai alto venti metri, sarebbe impossibile!

Non ho la tartaruga, o meglio non ancora, ma se continuo a mangiare potrei averne una al contrario, e non avrò la voce calda come i bellissimi della tv, non ho un amplificatore in bocca…

Però posso portarti in giro dove e quando vuoi, sempre se sono disponibbile, possiamo mangiare in un fast food, non ti aspettare gamberetti in salsa tutti i giorni, mi piace variare, mi piace essere normale, e non avrò centinaia di euro in tasca, anche se li avessi, non li userei per stronzate…

Non ti terrò salda verso di me, c’è gente migliore di ciò che sono io, ma se resti mi fai comunque felice, e ti avviso, molte volte mi dedico alla mia arte, quindi se non rispondo non sono morto, sto solo sbavando davanti alla mia creazione…

Molti mi trovano affascinante, io invece, penso che uno davvero affascianante non l’abbiano mai visto, non mi vestirò da principe azzurro, ne ti porterò su un cavallo bianco perchè fa fico, oltre tutto, farei anche ridere… ecco, forse lo farei solo per farti ridere!

Potrei andare avanti, ma se vuoi scoprire ancora di me, posso donarti le giornate più belle e baci sul cuore che hai sempre desiderato, ma ti dico, non sarà facile, spesso mi perdo nel mondo della mia fantasia, difficile da spiegare, ma tu, se vuoi, restami vicino così potremmo andarci insieme…

Si vola molto in alto, e se avrai paura dell’altezza, io ti terrò stretta, sicuro, con me non ti farai mai male…

Però se poi ho paura io, non farmi cadere eh!

(Ejay Ivan Lac)

simpatia

 

 

107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

luglio 18th, 2014

storielle

Una barzelletta dei primi anni Sessanta rende bene il paradosso della credenza presupposta. Al suo rientro dallo spazio, Jurij Gagarin, il primo cosmonauta, viene ricevuto dal segretario generale del PCUS Nikita Chruščëv, al quale confida: «Compagno, lassù in cielo ho visto il paradiso con Dio e gli angeli. Il cristianesimo ha ragione!». Chruščëv gli risponde sussurrando: «Lo so, lo so, ma statti zitto, non dirlo a nessuno!». La settimana seguente, Gagarin viene ricevuto dal papa, al quale confida: «Santo Padre, sono stato lassù in cielo e ho visto che non ci sono né Dio né angeli…». «Lo so, lo so», lo interrompe il papa, «ma statti zitto, non dirlo a nessuno!».
107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Una barzelletta bosniaca graziosamente volgare e avente come oggetto Für Elise (Per Elisa) di Beethoven, si prende gioco degli «illuminati» insegnanti dell’Europa occidentale inviati a civilizzare i «primitivi» bosniaci. Durante una lezione di storia della musica, un’insegnante annuncia agli studenti di non voler trattare Beethoven in modo tradizionale. A tale scopo, ricorrerà a un esperimento creativo: ogni studente dovrà nominare un’idea o un’immagine e poi trovare il corrispondente brano di Beethoven. Comincia una ragazza timida: «Un bel prato verde davanti a una foresta, con un cervo che si abbevera a un ruscello… La sinfonia Pastorale!». Segue un ragazzo: «Lotta rivoluzionaria, eroismo, libertà… la sinfonia Eroica!». Infine, un giovane bosniaco: «Un cazzo grosso, duro ed eretto». «E per cosa starebbe questo?», chiede l’insegnante, visibilmente irritata. «Per Elisa!».

L’osservazione del ragazzo obbedisce alla logica del significante fallico che «sutura» la serie, e ciò non perché egli menzioni esplicitamente l’organo, ma perché conclude la serie muovendo dalla metafora alla metonimia: mentre i primi due studenti proponevano un significato metaforico (la sinfonia Pastorale significa/evoca un prato con un ruscello, ecc.), il cazzo eretto menzionato dal ragazzo bosniaco non significa o evoca Elisa; esso è piuttosto ciò da cui Elisa può trarre piacere. (L’implicazione oscena supplementare è, naturalmente, che l’insegnante stessa è sessualmente «affamata», ha bisogno di una buona scopata, così la smetterebbe di scocciare i suoi studenti con questi compiti idioti).
107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Questa mancanza o imperfezione del (grande) Altro è rappresentata con estrema semplicità in una storiella di due amici che giocano a colpire una lattina con una palla. Dopo ripetuti centri, uno di loro dice: «Per Dio, l’ho mancata!». Il suo amico, un fanatico religioso, protesta: «Come osi parlare così, questa è blasfemia! Che Dio ti fulmini per punizione!». Dopo un momento, un fulmine colpisce il ragazzo religioso che, gravemente ferito, volge gli occhi al cielo e domanda: «Ma perché hai colpito me, Signore, e non il vero colpevole?». Una voce profonda risuona dall’alto: «Per Dio, l’ho mancato!».
107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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A questo punto, è difficile non citare un altro incidente riguardante il caffè, questa volta tratto da Grazie, signora Thatcher, dramma sulla classe lavoratrice inglese. Il protagonista accompagna a casa una donna giovane e carina. Quando arrivano sulla soglia dell’appartamento, lei gli chiede se vuole entrare per un caffè. Alla sua risposta — «C’è un problema: non bevo caffè» — lei replica con un sorriso: «Nessun problema: non ne ho…». L’enorme e diretto potere erotico della risposta riposa nel modo — di nuovo, attraverso una doppia negazione — in cui la donna rivolge un invito sessuale esplicito e imbarazzante senza mai menzionare il sesso: quando invita l’uomo a entrare per un caffè, per poi ammettere che non ne ha, la donna non ritira l’invito, semplicemente chiarisce che il caffè era un sostituto o un pretesto, di per sé indifferente, della proposta sessuale. Sulla stessa traccia, possiamo immaginare un dialogo tra gli Stati Uniti e l’Europa verso la fine del 2002, quando si preparava l’invasione dell’Iraq: gli Stati Uniti dicono all’Europa: «Vi interessa unirvi a noi nell’attacco all’Iraq per trovare le armi di distruzione di massa?». L’Europa risponde: «Ma noi non abbiamo i mezzi per cercare le armi di distruzione di massa!». Questa la risposta di Rumsfeld: «Nessun problema, in Iraq non ci sono armi di distruzione di massa».

107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Questo è il motivo per cui le barzellette del tipo «Che differenza c’è tra…» sono più efficaci quando la differenza è negata, come in questo caso: «Che differenza c’è tra un trenino e il seno di una donna? Nessuna: entrambi sono per i bambini, ma a giocarci sono soprattutto uomini adulti».

107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Chiamami…

luglio 18th, 2014

Chiamami.

Ogni tanto, ogni giorno, e raccontami. Di te. Di me. Di noi.

E non importa se non mi ami più, tu dimmi che mi ami ancora, che non mi vuoi solo bene, come se fossi il tuo migliore amico…

Chiamami ogni tanto, e dimmi che ti manco, anche se non è vero, ci crederò ancora.

Mi sposerò la bugia. Ho bisogno di un illusione, di te, ho bisogno che il mio amore non si disperda nel vento.

Non importa se tu non mi ami più, non posso obbligarti a farlo.

Chiamami.

Anche se non mi ami più.

Ti amerò ancora.

 

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