Dì SEMPRE CIò CHE SENTI E FA CIò CHE PENSI

ottobre 1st, 2014

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«Se per un istante Dio dimenticasse che sono una mario netta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,ma penserei a tutto ciò che dico. Valuterei le cose, non per il loro valore ma per ciò che significano. Dormirei poco e sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato. Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice e, prima di tutto, butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.
Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza.
Ho imparato così tanto da voi, Uomini… Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l’ha catturato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.
Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.

Johnny Welch

ESISTE UN MONDO FATTO DI PERSONE

settembre 30th, 2014

Esiste un mondo fatto di persone, animali, fiori e bellissimi paesaggi, luoghi straordinari dove puoi camminare e chiudere gli occhi, ascoltare il suono della natura che ti circonda…

Esistono cuori e anime che respirano, scaldano, sono veri, sono presenti, e sai, sono tutti diversi, alti, bassi, pelli di vari colori e occhi di varie espressioni, creature che hanno la voglia di conoscersi e parlare guardandosi e sentire il calore, per essere meno soli in questo mondo ormai triste, che come te, ha perso i veri sentimenti, il vero amore!

Ma puoi rimediare, tutti possono farlo, basta solo staccare gli occhi dallo smartphone…

(Ejay Ivan Lac)

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AFFASCINATI

settembre 30th, 2014

Si rimane più affascinati nel assaggiare un cibo buonissimo, mai provato, che nella scoperta di una nuova galassia…

(Ejay Ivan Lac)

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TROPPA SEMPLICITA’

settembre 30th, 2014

La parola ti amo è diventata noiosa, la puoi trovare scritta ovunque e sentirla da tutti, con troppa semplicità…

(Ejay Ivan Lac)

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PREFERISCO VEDERE MORIRE

settembre 30th, 2014

Preferisco vedere morire davanti a me, gente stupida, che vedere i tuoi occhi allontanarsi dai miei…

(Ejay Ivan Lac)

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FRASI SUL GUERRIERO

settembre 30th, 2014

guerriero della luce

La pazienza, una calma sopportazione, una calma determinazione di arrivare fino in fondo e trionfare, queste sono le qualità che ora esigiamo da voi, ossia quelle virtù meno spettacolari, ma più solide del guerriero
Sri Aurobindo
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il Guerriero è il simbolo dell’uomo che vive la vita come continua ricerca di autenticità che non si accontenta di assistere allo scorrere degli anni sulla sua pelle in maniera passiva e rassegnata.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il Guerriero è un uomo profondamente spirituale, ma spesso non viene ritenuto tale perchè non si uniforma ai canoni riconosciuti
Non ha atteggiamenti ascetici, rifiuta il concetto di peccato e di colpa, considera il corpo e la materia mezzi di trasformazione e di consapevolezza e non ricettacoli del “peccato”.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il seduttore guarda alla vita come fa il guerriero. Vede in ogni individuo un castello cinto da mura da assediare.
Robert Greene, L’arte della seduzione
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Il Guerriero è una matafora che incarna un particolare atteggiamento verso la vita che amerei definire sacrale e che sempre di più emerge nel nuovo millennio.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il Guerriero parla poco e ascolta molto. Quando parla fa nascere le parole dal centro del cuore, dalla radice della coscienza. In lui c’è il desiderio di comunicare e condividere. Parla vedendo chi gli sta di fronte e si pone sulla frequenza e sul suo livello. Cerca parole semplici e significative. Pianta piccoli semi che possono germogliare anche a distanza di tempo. Parla soltanto se sente che l’altro vuole ascoltare, parla se l’altro esprime una domanda o una richiesta.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il tempo e la pazienza sono gli attributi più grandi di tutti i guerrieri.
Lev Tolstoj
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Il Guerriero impara a tacere, se l’altro non è in grado di comprendere.
Sa che ci sono parole che possono fare male a chi non è pronto a riceverla. Sa che ci sono conoscenze che vengono travisare dall’ignorante e usate per danneggiare gli altri.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il guerriero è umile. Ma l’umiltà non ha il senso che gli viene comunemente attribuito.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il Guerrieri è un archetipouniversale che si trova nei miti e nelle leggende di ogni epoca e cultura. E’ l’eroe che parte alla ricerca del Tesoro e che affronta numerose prove.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il Guerriero aderisce consapevolmente alla trama del Sacro e cerca di rendere sacro ogni atto della sua vita.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il Guerriero ha un rapporto intimo ed individuale con il Divino. Si sente contemporaneamente immerso nel Sacro e parte di Esso. Sentendosi goccia nel mare, non fa distinzioni di un dentro e di un fuori nel flusso cosciente della Vita. Se si immerge dentro di sé, si ritrova anche fuori di sé; se si espande fuori di sé, si ritrova anche dentro di sé.
Roberto Maria Sassone, Il guerriero interiore
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Il vero guerriero sa che perdere una battaglia migliora la sua abilità nel tenere la spada. La prossima volta saprà combattere più abilmente.
Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce
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Un guerriero della luce non conta solo sulle proprie forze. Usa anche l’energia dell’avversario.
Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce
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Un guerriero della luce non imbroglia mai, ma sa distrarre il suo avversario.
Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce
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Coraggiosi, noncuranti, beffardi, violenti – così ci vuole la saggezza: che è femmina e sa amare solo il guerriero.
Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra
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Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore.
Paulo Coelho – tratto da Il manuale del guerriero della luce
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I guerrieri vittoriosi prima vincono e poi vanno in guerra, mentre i guerrieri sconfitti prima vanno in guerra e poi cercano di vincere.
Sun Tzu
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Un guerriero non ha bisogno di una storia personale. Un giorno scopre che non gli è più necessaria, e la abbandona.
Carlos Castaneda
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La Morte è la nostra costante compagna. Sta sempre alla nostra sinistra, non più lontana della lunghezza di un braccio, ed è l’unico consigliere saggio di un guerriero. Ogni qualvolta sente che tutto va male, e che sta per essere annientato, il guerriero può rivolgersi alla Morte e chiederle se è davvero così. La Morte gli risponderà che si sbaglia, e che al di fuori del suo tocco nulla ha importanza. Gli dirà: “Non ti ho ancora toccato”.
Carlos Castañeda

IL POTERE DELLE DOMANDE * LUCIA GIOVANNINI

settembre 29th, 2014


Che cosa ti fa sorridere? Come puoi sorridere di più? Impara a sdrammatizzare e a prenderti in giro.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Che cosa puoi cominciare ad accettare e ad amare di te? Ama e accetta TE STESSO.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Come puoi dimostrare il tuo amore a coloro che ami? Dimostra il tuo amore.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Quali nuove sfide vuoi affrontare per crescere? Sfida te stesso.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Quale passo, anche piccolo, puoi fare oggi per avvicinarti ai tuoi obiettivi? Fai un passo ORA.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Pensa a un tuo limite o a una tua ferita. Perchè potrebbe diventare una tua forza? Valorizza le tue cicatrici.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Se avessi ancora un solo anno da vivere cosa faresti di diverso? Come vorresti essere ricordato? Interroga l’eternità.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Se potessi ricominciare da capo, cosa cambieresti? Come puoi ricominciare ora? Cambia ciò che vuoi.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Che cosa ti fa sentire più vivo? Che cosa ami fare? Quali attività ti fanno perdere il senso del tempo? Mantieni accesa la fiamma della passione.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Che cosa vuoi fare di diverso o di nuovo per andare verso i tuoi sogni? Lotta per i tuoi sogni.”

Lucia Giovannini, il potere delle domande

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Le domande sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
Piero Angela
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Il potere delle domande è la base per tutto il progresso umano.
Gandhi
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Le persone di successo si fanno domande migliori e, come risultato, ottengono risposte migliori.
Anthony Robbins

 

Riflessione sul modo per tornare alla vita

settembre 29th, 2014

Ho letto un piccolo libro, capitato per caso nelle mie mani.
Un libro evaso da un un mondo recluso, per farci conoscere
l’amore e l’umanità che si cela in un carcere.
Al primo sguardo non avevo compreso di cosa parlasse, sembravano
storie ben note di fatti antichi e moderni.
Ma le sue pagine in tutta libertà erano documenti di vita spesa nel dolore
e nel pentimento, vite di uomini al traguardo di un esistenza di dolore.
Il libro si chiama “ Pensieri…in libertà “ a cura di Suor Rita Del Grosso.
Lo spazio delle ottantatre pagine racchiude il pensiero di carcerati che hanno
liberato la loro anima, e vola alta verso cieli sereni lasciando intatto
il valore dell’uomo.
Non è una fuga ma un messaggio che vuole prima di arrivare al cuore,
far scoprire la dignità della persona.
Ognuno di loro ha raccontato il suo percorso di vita, dove troviamo uomini
come noi che avevano gli stessi problemi di esistenza, chiamiamoli fratelli
di Caino, con coscienze provate da eventi più o meno sfortunati.
Questo mio accorato interessamento è il desiderio di far comprendere come
la cultura, lo studio, non che la lettura possano modificare i percorsi definiti
immutabili.
La mia non è pubblicità ma un invito ad entrare nel mondo di Caino con occhi
che ravvisano la verità e la buona volontà di cambiamento, con la grande
opera del perdono che loro non vogliono da noi ma da nostro Signore.
Ringrazio chi ora mi legge e chi ne volesse visione – Pensieri…in libertà -
Edito di AXA CUORI IN AZIONE.

 

(Mirella Narducci)

Riflessioni sul modo per tornare alla vita

FRASI SULLA CONTENTEZZA

settembre 28th, 2014

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È felice chi giudica rettamente. È felice chi è contento della sua condizione, qualsiasi essa sia, e gode di quello che ha. È felice chi affida alla ragione la condotta di tutta la sua vita.
Lucio Anneo Seneca, Sulla felicità
***

Ero contento. Quella sera avevo un appuntamento. Qualcuno da toccare, da guardare, con cui parlare. Con cui dimentícare la morte, pane quotidiano.
La donna mi piaceva. Mi era piaciuta fin dalla prima volta che l’avevo vista in un caffè di Panama City. In quell’occasione accompagnava l’uomo corpulento che ci aveva dato le istruzioni necessarie e le parole d’ordine per passare in Costa Rica, e da li proseguire fino al confine settentrionale dove ci saremmo uniti al grosso della brigata.
La donna non aveva preso parte alla conversazione. Anche al momento dei saluti era rimasta in silenzio. Una forte stretta di mano, nient’altro.
Pablo era con me quel giorno, e una volta che i contatti se ne furono andati ci facemmo diversi giri di cubalibre.
«Ti è piaciuta», mi disse.
«Certo. E’ normale, no? C’è sempre qualche donna che ci piace.»
«Occhio, fratello. E’ meglio che la dímentíchi.»
«Non ho detto di esserne innamorato.»
«Meglio così. Non pensare più a lei.»
Pablo morì pochi giorni dopo aver varcato il confine e fui contento di non essere con lui quando accadde. Fu orribile, come tutte le morti. Venni a saperlo grazie a un comunicato di guerra, e in seguito dalla bocca di un compagno che mi raccontò i particolari.
La colonna di Pablo era riuscita ad avanzare per vari chilometri da Peñas Blancas verso Rivas. Scendeva la sera quando scoprirono una capanna abbandonata e, dopo aver fatto un’ispezione, decisero di passarvi la notte. L’unico sopravvissuto, quello che mi raccontò la storia, era riuscito a salvarsi solo per un colpo di fortuna. Il comandante della colonna gli aveva ordinato di restare di sentinella fuori dalla capanna. Accadde tutto molto in fretta. All’interno trovarono un po’ di legna, e fra i pezzi la guardia aveva piazzato una trappola acchiappa-babbei. Qualcuno della colonna decise di accendere un fuoco e, quando sollevò un legno, l’esplosione li uccise tutti.
Non pensavo a Pablo mentre mi dirigevo nel posto concordato. Pensavo alla donna.
Erano già molti mesi che non abbracciavo un corpo tiepido, un corpo morbido, qualcuno che mi facesse domande, qualcuno che rispondesse alle mie. Era passato troppo tempo senza dare né ricevere un po’ di tenerezza. Il tempo giusto per trasformarsi in una bestia in mezzo alla guerra.

Eravamo a Rivas, ed era la terza volta che prendevamo la città in meno di due mesi. A quanto pareva adesso la guardia era abbastanza indebolita e saremmo rimasti lì per un breve periodo prima di proseguire alla volta di Belèn, dove ci saremmo divisi per attaccare contemporaneamente Jinotepe e Granada.
Era stata lei a rivolgermi la parola mentre stavamo in fila per ricevere i rifornimenti.
“Tu e io ci conosciamo. Ricordi?”
“Certo che mi ricordo. Posso dirti quante gambe aveva il tavolo del caffè a Panama City.”
Lei aveva riso.
“A volte la memoria non è una buona compagnia. Bisogna saper dimenticare in fretta”.
Dopo aver preso le nostre provviste, eravamo andati a sederci nella piazza, all’ombra.
“Questa dev’essere una città molto bella quando non c’è la guerra. Una città in cui godersi il tramonto con la brezza del lago che ti accarezza la schiena.”
“È una bella città. Io sono del posto.”
“Hai famiglia qui?”
“Preferisco non parlarne.”
“Va bene. Se non ti va… Un’ultima domanda. Dov’è il compagno del nostro incontro a Panama?”
“Morto”, aveva risposto lei.
L’uomo aveva ricevuto istruzioni di avanzare verso est, la sua colonna doveva chiudere la tenaglia che si stringeva su Bluefields. Le forze di Pastora attaccavano da San Juan del Norte e l’uomo, dopo sette anni di lotta su quelle montagne, conosceva molto bene la zona. C’erano state alcune scaramucce, poi avevano occupato Juigalpa e da lì avevano proseguito fino a Rama, dove la guardia aveva teso loro una trappola, obbligandoli a ripiegare in una zona paludosa. Dopo vari attacchi dell’aviazione somozista, era stato catturato assieme a pochi altri sopravvissuti. Prima di dar loro il colpo di grazia, li avevano sgozzati vivi tutti quanti.

***

Faceva un freddo che ti costringeva a camminare ripiegato su te stesso, con le mani in tasca, e a cercare un po’ di calore nei minuscoli negozi di artigianato e antiquariato.
***

Il libro mi aspettava in una vetrina, e il suo primo segnale fu di saltarmi agli occhi nella mia stessa lingua. Non è frequente trovare volumi in spagnolo nei paesi dell’Est europeo, tantomeno nelle librerie di seconda mano.
Era un volume sottile, rilegato in tela scarlatta, con la copertina ornata da un rigo dorato, in parte sbiadito, che incorniciava due filigrane, anch’esse dorate, le quali concludevano le loro capricciose volute tracciando cardi e altri fiori che ricordavano i dipinti di Hieronymus Bosch. Nella parte inferiore della copertina, tra le filigrane, c’era un’ellissi orizzontale con la scritta: «Biblioteca scelta per la gioventù». Al centro, in una specie di pergamena dispiegata a metà, era impresso il titolo, “Storia della macchina a vapore”, e sotto dei caratteri massicci indicavano il nome della casa editrice: Fratelli Garnier, Parigi.
***

Lei è sotto la doccia. L’acqua le cade sul corpo e vi indugia formando repentine stalattiti nell’abisso di quei seni che hai baciato per ore e ore.
***

Grande serenità di spirito possiede colui che non bada alle lodi né ai rimproveri della gente; giacché, se ha la coscienza pulita, si sentirà facilmente contento e tranquillo.
T. da Kempis
***

Io ti ringrazio, Amore, d’ogni pena e tormento, e son contento ormai d’ogni dolore.
Poliziano
***

Val più una casetta e cuor contento che un palazzo pien di vento.
Proverbio
***

Ed ero contentissimo
in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima
quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
Tiziano Ferro, ero contentissimo
***

Sono contento di averti accanto
di notte e di giorno
e ogni volta che torno
io sono contento perché non rimpiango
le donne che ho avuto
e non ho mai amato davvero
lo so, sembra strano però
sembra il sole a mezzogiorno
che ci scalderà
sembra l’acqua che è nel mare
e che poi pioverà
sembra tutto un altro mondo
e spero, tornerai con me.
Alex Britti, sono contento

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