Scarpette rosse

giugno 18th, 2014

Continuavo a guardarmi
le scarpette rosse di vernice
lucida.
Seduta nel corridoio, vicino all’uscita
di casa, unica via verso la libertà
dove il sole brillava e non c’erano
grida.
Ogni tanto alzavo il capo, sperando
in un silenzio, ma gli urli acuti
mi sobbalzavano nel cuore.
Con rassegnato dolore tornavo
ai miei sogni, fantasie che mi portavano
lontano.
Le mie favole erano piene di fate buone,
di dolci melodie, questa mia famiglia
grottesca e superficiale non capiva
la mia tristezza che giustificavano
con la prima scusa banale:
E’ capriccio di bimba…..
L’egoismo degli adulti mi aveva cancellato
non ero nulla, non contavo niente.
Troppo piccola per capire, troppo grande
per giocare coi sogni.
La tv al massimo volume, alte grida, parole
sgraziate e anche un pianto.
Un attimo e guadagnavo l’uscita, ero fuori
per strada, non c’erano sorrisi, ne lacrime
ne rumori, ne sferzate di schiaffi.
Mi allontanavo a piccoli passi fra la gente
sorridevo alle mie scarpette rosse lucide
che mi accompagnavano col loro tic tac… gioioso.

(Mirella Narducci)

Scarpette rosse

L’amore trionfa

giugno 18th, 2014

Poeta che ti diletti in pensieri d’amore
e tessi le tue trame con fili destinati
all’immaginazione.
Apri la porta della fantasia, leggera
come una piuma e ti ritrovi in un roseto
dove fiori e amori non hanno distinzione.
Davanti ai tuoi occhi, cadono, petali odorosi
e muoiono, sentimenti.
La marcia gioventù si balocca con perfide
allegrie, il vero amore s’è perso nel giardino
prigioniero dei rovi della mente.
Come colomba disprezzata non ha più la forza
di volare.
Le tue frasi, nero poeta si tingono di scuro
come sei stupido, nel dipingere la tristezza
e caricare i campi e i fiori di color caffè, spingendo
l’amore verso un malinconico destino.
Abbi pietà per il cuore umano, l’ingenuo dolore
purificatore avanza nella notte e una stalla
vuota l’accoglie.
Tra il tepore di povere bestie rinasce povero,
ma sempre nuovo e traboccante d’amore……

(Mirella Narducci)

L'amore trionfa

Appunti in periferia

giugno 18th, 2014

Al capolinea scendo
è sera
l’aria di periferia
pervade il mio cuore distratto.
Erba ai bordi della strada
non s’ode suono alcuno
solo lo starnuto di una cicala.
Lontani i palazzi, pieni di antenne
e bandiere di panni alle finestre.
Luci che si accendono e si spengono
come lucciole, l’aria è pregna di gioia
e vino.
Una panchina vicina ad un campo
di calcetto mi accoglie….serena apro
i quaderni della mente, rispolvero
le memorie antiche.
Se potessi tornerei a cercarti
pur di comprendere
il tormento del tuo gesto.
Sul foglio trema la matita, mi manca
il coraggio di tradurre in pensiero
il mio dolore.
Mi hai assassinato il cuore
e la mente s’arrabatta per sopravvivere
senza cuore.
E’ tardi il sonno picchia duro alla porta
i miei occhi giacciono balocchi… in terra.
E’ tempo di tornare, forse domani la fumosa
aria inquinata del centro mi assorbirà
nelle sue caotiche e asfittiche vie e tutto sarà
solo un ricordo.

(Mirella Narducci)

Appunti in periferia

HAI MAI GUARDATO UNA DONNA?

giugno 18th, 2014

Hai mai guardato una donna veramente? perché forse ti sei perso molti dettagli che la rendono unica per quello che è…

Guardala come brillano i suoi capelli, ogni sua ciocca affascina, ogni suo movimento è pettinato per sedurre, lei sa che il cinquanta percento della sua bellezza passa dai suoi capelli, e se ha un bel corpo farà di tutto per metterlo in mostra, si guarda allo specchio, studia il suo seno, lo mette in mostra quando è seduta al tavolo in modo furbo, fa per tirarsi la schiena e gonfia il petto, mette in risalto le parti che più gli piacciono, nascondendo quelle che l’attraggono meno…

Guardala, se indossa una gonna per disegnare la forma del sedere, o se indossa pantaloni attillati per mettersi in risalto, le sue mani parlano, metterà disegni o colori sulle unghie per attirare l’attenzione, mostrerà la sua gamba depilata o la nasconderà se non si piace abbastanza, usa i tacchi se si sente piccola, metterà scarpe basse se vuole sembrare più tenera, sceglie la borsa in base al vestito, i suoi occhi saranno truccati per esaltare la forma, dandogli un aspetto orientale, metterà in risalto il colore dei suoi occhi per attrarre le persone che parleranno con lei, giocherà sui suoi lineamenti da mettere alla luce e userà i migliori fondotinta o polveri, per nascondere qualche brufolo…

Usa il profumo migliore, scelto tra centinaia di prodotti guardati in una giornata, sta davanti allo specchio indossando cinque o sei vestiti prima di uscire, ama restare in silenzio ed essere corteggiata, non risponde ai messaggi con immediatezza, sorride se ti vuole bene, ti prepara la cena se ti ama, anche se molte volte è confusa e non sa dove andare, non pretende che tu la porti per mano alla sua destinazione, ma si aspetta che tu gli dia il tempo per capire.

Una donna, non è mai quello che ti lascia vedere, per sapere chi hai davanti, devi solo guardarla meglio…

(Ejay Ivan Lac)

donna-ideale_full

Nulla sarà più come prima

giugno 17th, 2014

Sorridi alla nuova vita…
mentre ti guardo andare via
sapendo che
non ci saranno più parole
sussurrate con un fil di voce,
sguardi che leggono
in fondo all’anima
mani che si cercano si stringono,
abbracci che rassicurano proteggono,
passi che percorrono
la stessa strada
nulla sarà più come prima che arrivassi
tu nella mia vita

FRASI SULL’ARCANGELO GABRIELE

giugno 17th, 2014

arcangelo gabriele

Gabriele, il “messaggero di Dio”. Questo arcangelo aiuta i messaggeri, come gli scrittori, gli insegnanti e i giornalisti. Aiuta anche i genitori a crescere i figli, a concepirli o ad adottarli. Alcune tradizioni attribuiscono a Gabriele una personalità maschile, mentre per altre è femminile. Come si legge nel Vangelo di Luca, Gabriele annunciò a Zaccaria e a Maria l’imminente nascita di Giovanni Battista e di Gesù, mentre nell’Antico Testamento si dice che Gabriele salvò il nipote di Abramo, Lot, dalla distruzione di Sodoma. Lo stesso Maometto disse che il Corano gli fu dettato dall’arcangelo Gabriele.

ABC degli Angeli, Doreen Virtue
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Ora mi apro con consapevolezza e Resa al Divino; mi apro alla presenza dell’Arcangelo Gabriel.
Sono in ogni istante un solo strumento di grande apertura nell’Amore per me e i miei fratelli.
Conosco esattamente ciò che mi sono prefissata come compito al momento della mia nascita.
Ora ricordo esattamente cosa essere e cosa fare per me e i miei fratelli.
Rendo grazie all’Arcangelo Gabriel per essere ora manifesto a me e ai miei fratelli.
Rendo grazie per essere un aiuto fondamentale alla mia presa di coscienza e grande responsabilità verso me stesso e ciò che ora sono nel mio compito Divino.
Sono ed esprimo da ora tutto ciò che Dio dentro di me e fuori di me sta operando per il mio massimo bene e per i miei fratelli.
Rendo grazie e lascio fare.

Ornella Tomasoni,  “Iniziazione alle Energie degli Arcangeli”

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La riforma della liturgia dopo il Concilio vaticano secondo ha unito in unica festa gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Sacra Scrittura nomina l’arcangelo Gabriele esplicitamente per ben quattro volte: due citazioni nell’Antico Testamento, nel libro di Daniele e due nel Nuovo Testamento, nel Vangelo secondo Luca. La prima volta, Gabriele, per ordine di uno sconosciuto certamente a lui superiore, inizia a spiegare una misteriosa visione che il profeta Daniele aveva avuto presso il fiume Ulai in Mesopotarnia. “Mentre io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall’aspetto d’uomo; intesi la voce di un uomo in mezzo all’Ulai, che gridava e diceva: “Gabriele, spiega a lui la visione” (Dn. 8, 15¬16). Mentre Gabriele parla il profeta sviene. Nel suo primo annuncio, Gabriele informa Daniele su una successione di potenze che tentano di opporsi al popolo di Dio, ma molto più significativa è il suo ulteriore intervento. La seconda volta Gabriele annunzia a Daniele il tempo della venuta del Messia: “Mentre io stavo ancora parlando e pregavo econfessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio, mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera” (Dn. 9, 20-21). Gabriele, nel libro di Daniele, annuncia il sicuro avvicinarsi del Messia. Nel Nuovo Testamento la personalità di Gabriele si specifica sempre meglio; appare al sacerdote Zaccaria, nel Tempio di Gerusalemme, mentre egli faceva l’offerta dell’incenso e si presenta così: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti il lieto annuncio” (Lc. 1, 15). Sei mesi dopo vi è la seconda apparizione: “L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria” (Lc. 1, 26-27).11 nome Gabriel è evidentemente un nome teosofica in quanto contiene El (abbreviazione di Elohim).

Nella prima parte del nome Gabriel si scorge la radice verbale Gabr “essere forte”. Oggi piuttosto che interpretare tale nome in “Dio è forte” o “Fortezza di Dio”, come fa la tradizione, alcuni libri preferiscono tradurlo in “Dio fu forte”, cioè Dio ha mostrata di essere forte. Gabriele si presenta sempre come l’angelo portatore di buone notizie; a tale riguardo è incaricato da Dio di trasmettere il più gioiosa dei messaggi: l’Incarnazione del Figlio di Dio. S. Gregorio Magno, nelle sue omelie sui vangeli, scrive: “alla Vergine Maria non viene inviato un angelo qualsiasi, ma l’arcangelo Gabriele. Era ben giusto, infatti, che per questa missione fosse inviato un angelo tra i maggiori, per recare il più grande degli annunzi. A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato fortezza di Dio; egli veniva ad annunciare colui che si degnò di apparire nell’umiltà, per debellare la potenza maligna dell’aria. Doveva dunque essere annunciato da “Fortezza di Dio” colui che veniva quale “Signore degli eserciti e forte guerriero”. Ogni giorno le parole dell’angelo dell’Incarnazione sono ripetute innumerevoli volte da mi¬lioni di cattolici che recitano il Santo Rosario: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne…”.

S. Gabriele è l’angelo che annuncia la nascita di fanciulli malto speciali che, da adulti, avranno grandi compiti da svolgere. La nascita di S. Giovanni Battista, il precursore del Messia, verrà annunciata da Gabriele al padre Zaccaria: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni” (Lc. l, 13). Gabriele è l’annuncia¬tore della vita nascente e i figli sono sempre una bella notizia. A Zaccaria, che non aveva figli, l’angelo dice: “Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita” (Lc. 1, 14). S. Ambrogio così commenta: “In questo passo ci si esorta a godere perla natività dei santi. Ma anche i genitori sono esortati a ringraziare Dio non meno per la nascita dei loro figli; certo, non è piccolo dono quello che Dio fa donando i figli, i quali propagheranno la famiglia, e subentreranno nella successione”. La vita di Maria di Nazareth e quella di Elisabetta e Zaccaria mutò dopo che l’arcangelo Gabriele portò il suo doppio messaggio. San Gabriele può essere un grande intercessore presso Dio per molte coppie che desiderano avere bambini ed hanno difficoltà, oppure sono benedette da Dio con una nuova nascita.

II culto dei cattolici all’arcangelo Gabriele è antichissimo; esso si ricollega alla festività dell’Annunciazione; per questo motivo, in Oriente, se ne celebrava la festa il 26 marzo (il giorno dopo l’Annunciazione) venerando, in questo angelo, il nunzio celeste, del quale Dio si era servito per il ministero dell’incarnazione del Verbo e quindi per realizzare la redenzione dell’umanità. Una festa particolare, in onore del nastro Spirito Celeste, apparve dal IX secolo in poi… Molte chiese, specie in Spagna, e molte famiglie religiose adot¬tarono ~il 18 marzo come giorno di festa. Leone X ne approvò l’ufficio monastico per i Benedettini nel 1515 e un secolo dopo, nel 1625, la congregazione dei riti la confermò per la città e la diocesi di Tolosa, ed il papa Benedetto XV nel 1925, portò la festa al 24 marzo rendendola più solenne per tutto l’Occiden¬te. La riforma liturgica del Concilio Vaticano II mise insieme i tre arcangeli, in un’unica festa, al 29 settembre. Il 1° aprile 1951, il papa Pio XII, con una breve apostolica, proclamò l’Arcangelo Gabriele compatrono celeste delle telecomunicazioni, e quindi del telegrafo, telefono, radio e televisione. Nel 1972, il papa Paolo VI estese ulteriormente il suo patronato a tutte le poste; nella lettera apostolica del 9 dicembre del 1972, papa Montini così scrive: “Le pagine della Sacra Scrittura, documenti certo della divina bontà, parlano spesso di aiuti divini ottenuti per mezzo di creature celesti, tra le quali stanno gli angeli, specialmente San Gabriele arcangelo, messaggero delle cose più alte.

Egli, per il fatto che dai cieli stellati ha portato in terra il più importante messaggio della storia, nell’anno 1951 fu eletto patrono delle `telecomunicazioni’ tra i popoli. Ora, avendo le poste una natura simile a quella delle telecomunicazioni  con Nostra Apostolica potestà costituiamo e dichiariamo S. Gabriele Arcangelo patrono delle Poste”. E’ interessante ricordare che il nostro arcangelo è anche protettore particolare della radio vaticana e anche dei filatelici. Nella iconologia sacra, S. Gabriele è ritratto come il messaggero celeste per eccellenza ed è talvolta rappresentato con in mano una lanterna accesa e uno specchio di diaspro verde sul quale sono trascritti gli ordini di Dio che egli deve fedelmente trasmettere. Altre volte S. Gabriele è raffigurato con in mano il bastone che poi si trasforma in scettro con puntale d’oro e, non raramente, specialmente nelle scene dell’annunciazione, in un giglio o in un ramoscello di ulivo. In molti quadri S. Gabriele reca in mano un filatterio con la prima parola in latino del suo saluto alla Madonna: “Ave, Maria, gratia plena”. Ed è proprio attraverso la recita dell’Ave Maria che i cattolici ripetono quotidianamente le stesse parole del Nunzio celeste alla Vergine. Ogni volta che recitiamo “1′Ave Maria”, offriamo di nuova alla nostra madre celeste tutte le grazie e le felicità interiori che S. Gabriele le offrì al momento dell’Annunciazione: “Ave, piena di grazia, il Signore è con Te.

Tu sei benedetta fra tutte te donne”. Un’altra bella preghiera che ricorda il mistero dell’incarnazione del Verbo è “l’Angelus Domini nuntiavit Mariae”; tale orazione dovrebbe essere recitata tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno e sera) e si riferisce chiaramente a S. Gabriele. Un santo disse che chi recita devotamente l’Angelus è già a metà della strada che conduce al cielo. Può essere interessante sapere che nella religione islamica, l’angelo più importante è San Gabriele; egli è il guardiano del Paradiso ed è chiamato anche “La grande legge” e “Spirito Santo”. Gabriele è l’angelo più menzionato nel Corano (la bibbia mussulmana), il testo più importante al suo riguardo è la sura 2, 97-98: “Di chi è un nemico di Gabriele! Poiché è lui che ha rivelato il Corano al tuo cuore con il permesso di Allah, confermando ciò che era da prima, quale norma e lieta notizia ai credenti; chi è un nemico di Allah, e dei suoi messaggeri, e di Gabriele e di Michele! Ebbene! Allah (stesso) è un nemico degli increduli”. Questo versetto sottolinea la connessione tra il messaggio del Corano e le rivelazioni profetiche. La connessione per Maometto è garantita da Gabriele, che è considerato l’angelo della rivela¬zione per eccellenza e che ha portato i messaggi divini a tutti gli autentici profeti. Nell’Islam vi è quindi l’opinione tradizionale che Allah manda le sue parole ai suoi inviati solo per mezzo dell’Arcangelo Gabriele. Ritornando al Cristianesimo, l’Arcangelo Gabriele è rappresentato insieme a S. Michele spesso nell’ufficio di guardiano alle porte dei templi sacri ed è raffigurato con in mano la lancia, pronto ad usarla per coloro che osassero varcare la chiesa con cattivi scopi. Nell’enorme repertorio di rappresentazioni che gli artisti di tutti i tempi gli hanno dedicato, nell’Annunciazione è interessante sottolineare che Gabriele è sempre a sinistra e Maria Santissima a destra.

La tradizione riconosce in ciò la posizione precisa di San Gabriele e della Madonna nel Santuario di Nazareth, posizione che è segnata da due colonne. Secondo l’opinione personale di alcuni Padri della Chiesa e di alcuni teologi, sebbene il nome di tale Arcangelo non sia esplicitamente dichiarato, fu proprio San Gabriele ad annunciare, ai pastori a Betlemme, la nascita del Redentore e fu sempre lui a riunire gli Spiriti Celesti che sulla grotta cantavano: “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Sempre secondo tali teologi fu San Gabriele a confortare San Giuseppe nella sua incertezza riguardo la Vergine Maria, avvertirlo affinché fuggisse in Egitto e a riaccompagnare la Sacra Famiglia in Galilea dopo la morte di Erode. L’Arcangelo Gabriele è colui che porta la buona notizia e, a parte i pastori o gli addetti alle telecomunicazioni, io penso che San Gabriele dovrebbe essere eletto a particolare protettore dei catechisti dei bambini e dei ragazzi. Infatti Giovanni Battista de La Salle, grande santo pedagogista del 700, fondatore dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, volle che il ministero di questi religiosi catechisti fosse in particolare sintonia con gli angeli e, nelle sue meditazioni, così scrive: “Pregate spesso gli Angeli custodi dei vostri alunni poiché, con la loro potente protezione, pratichino volentieri e con maggior facilità il bene che insegnate loro”.

Per l’educazione cattolica della gioventù esiste una congregazione insegnante che si chiama dei “Fratelli di san Gabriele” ed è sorta sul carisma di san Luigi Grignon di Montfort. Su san Gabriele esistono numerosissimi dipinti ma come scritti di devozione nei suoi riguardi non esiste quasi niente. In Italia il mio testo”365 giorni con san Gabriele arcangelo” edito nel 2008 dalla editrice Segno di Udine è unico nel panorama editoriale nazionale.  Il 29 settembre 2007 il papa Benedetto XVI ha consacrato in san Pietro 6 nuovi vescovi e durante la sua omelia in cui ha parlato del ruolo degli angeli, riguardo a san Gabriele ha affermato: “Incontriamo l’Arcangelo Gabriele soprattutto nel prezioso racconto dell’annuncio a Maria dell’incarnazione di Dio. Egli bussa alla porta di Maria e, per suo tramite,Dio stesso chiede a Maria il suo “si” alla proposta di diventare la Madre del Redentore: Di dare la sua carne umana al Verbo eterno di Dio, al Figlio di Dio. Ripetutamente il Signore bussa alle porte del cuore umano. Nell’Apocalisse dice all’ “angelo” della Chiesa di Laodicea e, attraverso di lui, agli uomini di tutti i tempi: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò ed egli con me” (3,20). (..)

Cari amici, è vostro compito bussare in nome di Cristo ai cuori degli uomini. Entrando voi stessi in unione con Cristo, potrete anche assumere la funzione di Gabriele: portare la chiamata di Cristo agli uomini.” In conclusione, proprio nella nostra epoca così caratterizzata dai mass-media, a questo Spirito Celeste, appelliamoci e facciamo nostra l’orazione a San Gabriele, protettore delle tecniche audiovisive scritta dal beato Don Giacomo Alberione, fondatore della società S. Paolo: “O Padre celeste, ti ringrazio per aver scelto tra gli angeli San Gabriele a portare l’annuncio dell’Incarnazione e Redenzione dell’umanità. Maria accolse con fede l’annunzio, ed il Tuo figlio s’incarnò e, morendo sulla Croce, redense tutti gli uomini. La maggior parte di essi però non ha ancora ricevuto il messaggio della salvezza e vive nelle tenebre. San Gabriele, protettore delle tecniche audiovisive, cinema, radio e televisione, supplica il Maestro Gesù perché, con questi potenti mezzi, la Chiesa possa, al più presto, predicare la verità divina da credere e indicare la via da seguire. Che questi doni di Dio servano all’elevazione e alla salvezza di tutti. Che mai queste tecniche siano adoperate per l’errore e la rovina delle anime! Che ogni uomo accolga docilmente il messaggio di Gesù Cristo. San Gabriele, prega per noi e per l’apostolato delle tecniche audiovisive. Amen”.

Don Marcello Stanzione
***

Nel sesto mese, l’arcangelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te.»
La Sacra Bibbia
***

«O glorioso Arcangelo S. Gabriele, io condivido la gioia che pro vasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il ri spetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la saluta sti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarna to nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini». Amen.
***

Le donne che sorridono….

giugno 17th, 2014

Ci sono donne che non possono permettersi di piangere. Non se lo possono permettere, come non si possono permettere di urlare, di ribellarsi, di essere infelici.
E allora ridono e sorridono, e chi li guarda pensa che siano spensierati, felici, quasi a suscitare invidia.
Si alzano la mattina già con il sorriso, sembra che vivono nelle favole, dispensano consigli a tutti, non si abbandonano mai alla tristezza, alla malinconia, sembra che non hanno un passato con una lacrima da ricordare, mai un momento di cedimento.
Donne che gli chiedi come stai, e loro ti dicono (una meraviglia, tutto bene) si sentono quasi un peso se ti dicono che c’è qualcosa che non va, come se disturbassero l’anima altrui…
Loro ridono e sorridono con tutti, parlano di speranza ma speranza non hanno, ti dicono che la vita è bella, ma la loro non lo è…
Loro sono gli infelici con il sorriso, quelli che hanno molti amici e nessuna spalla su cui piangere,
loro parlano d’amore come se l’amore gli avesse dato tutto, e poi li vedi camminare senza meta, barcollare come ubriachi, sempre con quella maschera sorridente…
Loro non possono permettersi di piangere, loro le lacrime hanno imparato a inghiottirle, a sentirne il sapore amaro. Loro hanno la responsabilità di proteggere chi gli sta intorno. Chi è fragile. Loro devono proteggere quei figli che in quegli occhi vedono la forza, la spensieratezza, la speranza. Loro piangono, ma nessuno li ha mai visti, lo fanno magari al buio, in un letto ormai troppo grande….
Ci sono donne che sorridono tutti i giorni, e a volte lo fanno cosi intensamente fino a farseli uscire quelle lacrime dagli occhi pur di piangere. Ma se lo fanno con il sorriso, quella lacrima non vuol dire che non abbia poi lo stesso valore.
Lo stesso significato di una donna che piange….

Il tempo dei ricordi

giugno 17th, 2014

Ti ricordi il primo giorno?

Il primo sguardo.

Il primo bacio.

Il primo abbraccio.

La prima volta.

Ti ricordi quando insieme noi eravamo già diventati un ricordo?

Le persone più tristi….

giugno 16th, 2014

Le persone più tristi

più malinconiche

più complicate

più combattute

sono quelli che ti dicono che va sempre tutto bene.

Sono quelle serene

con le tempeste dentro

Le persone più tristi

sono quelli che sorridono sempre

….e il loro sorriso è sempre il più bello.

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