Festa degli innamorati

febbraio 13th, 2013

Un “bacio”dolce cioccolatino,

nel suo involucro un bigliettino,

un classico per San Valentino.

Ah l’amore!

Nelle vecchie cartoline,

coppiette innamorate,

riempivano le panchine.

Un lampioncino discreto,

tenue luce,vedo non vedo,

complicità, per un po’ di intimità.

Foto di un tempo passato,

un  clichè ormai superato,

scene di un tempo che fu,

che oggi non si vedono più.

Resta una scatola,

sempre più amata,

di azzurro e celeste vestita:

“lei e il suo amato,

sotto un cielo stellato”.

Perugina,

il cioccolatino dell’amore,

di tutti ha conquistato il cuore,

senza il quale,

San Valentino perde sapore!

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JEAN BAUDRILLARD CITAZIONI SULLA FOTOGRAFIA

febbraio 13th, 2013

La fotografia è il nostro esorcismo. La società primitiva aveva le sue maschere, la società borghese i suoi specchi, noi abbiamo le nostre immagini. Crediamo di costringere il mondo con la tecnica. Ma attraverso la tecnica è il mondo che s’ impone a noi, e l’ effetto sorpresa di questo capovolgimento è davvero considerevole. Crediamo di fotografare una determinata scena per semplice piacere – ma in effetti è lei che vuole essere fotografata. Non siamo altro che la comparsa della sua messinscena. Il soggetto non è che l’ agente dell’ ironica apparizione delle cose. L’ immagine è il medium per eccellenza di quell’ enorme pubblicità che si fa il mondo, che si fanno gli oggetti – costringendo la nostra immaginazione a cancellarsi, le nostre passioni a travestirsi, rompendo lo specchio che tendevamo loro, del resto ipocritamente, per captarli. Il miracolo, oggi, è che le apparenze – da molto tempo ridotte a una schiavitù volontaria – si rigirano verso di noi e contro di noi, sovrane, tramite la stessa tecnica di cui ci serviamo per espellerle. Esse arrivano d’ altronde proprio adesso e qui dal loro luogo, dal cuore della loro banalità, fanno irruzione da ogni dove, moltiplicandosi da sole con allegria. La gioia di fotografare è un’ allegria oggettiva

JEAN BAUDRILLARD, È l’oggetto che vi pensa

Il desiderio di fotografare nasce forse da questa constatazione: visto da una prospettiva d’insieme, dal punto di vista del senso, il mondo è molto deludente.
Osservato nel particolare, e di sorpresa, è sempre di un’evidenza perfetta
JEAN BAUDRILLARD Vanishing point

***

lA FOTOGRAFIA ha un carattere ossessivo caratteriale, estatico e narcisistico.
È un’attività solitaria.
L’immagine fotografica è discontinua, puntuale, imprevedibile e irreparabile, come lo stato delle cose in un momento dato.
La solitudine del soggetto che fotografa, nello spazio e nel tempo, è correlata alla solitudine e al suo silenzio caratteriale.

JEAN BAUDRILLARD, Vanishing point

 

Le farfalle

febbraio 13th, 2013

Quando penso ad una donna chissà perchè mi vengono in mente le farfalle, quelle libere quelle che abbracciano i petali di un fiore, quelle dai mille colori, quelle che volano tra fili d’erba dei giardini e si confondono con i colori della natura, le penso cosi, libere, libere di sognare.

Invece oggi vedo solo farfalle che camminano, voi direte ma come, le farfalle camminano?

Si, da un po’ di tempo non riesco più ad immaginarle che volano, e quando ci provano sembra che abbiano ali ferite da cacciatori senza scrupoli, oppure ali inzuppate da lacrime cosi pesanti che non gli permettono di prendere quel volo alto, circolatorio, quasi senza una meta,

oggi me le immagino tutte in fila, che camminano, ognuna in cerca del proprio fiore, quasi rassegnate di non riuscire più a volare o a posarsi su quel fiore.

Ho letto da qualche parte che la vita di una farfalla dura un giorno, un singolo giorno, per questo quando ne vedo una che vola ondeggiando alla ricerca del suo fiore faccio il tifo per lei,

fortunatamente la vita delle donne dura molto di più, ma se una donna non decide di volare, la vita può durare anche un eternità, se una donna decide solo di camminare la vita non ha senso, e come se durasse un giorno.

Si può vivere un eternità, e si può volare solo per un giorno,

ma quel giorno, quel singolo giorno, quel singolo volo può essere come una vita intera……

Come le farfalle…..

Le persone temprate dalla sofferenza hanno affinato una sensibilità speciale.

febbraio 13th, 2013

Le persone temprate dalla sofferenza hanno affinato una sensibilità speciale.

 

Sanno essere dolci e non sdolcinate, sanno essere dure senza far male, sanno dosare la rabbia distinguendola dall’odio, sanno il significato del silenzio, sanno distinguere l’essenziale dal superfluo, conoscono il peso delle lacrime e il valore di un brivido e soprattutto sanno che nulla ti è dovuto e ciò che hai puoi sempre perderlo. Sono persone così fiere delle proprie cicatrici da potersi permettere di fare a meno di qualsiasi maschera.. libere di essere vulnerabili, di provare emozioni e soprattutto libere di correre il rischio di essere felici.

 

(Giuseppe Donadei)

 

Ignoranza

febbraio 13th, 2013

Superficialità elevata a saggezza equivale a ignoranza. Isac Randazzo

La Vita non ha misteri.

febbraio 13th, 2013

La Vita non ha misteri.
Va vissuta e basta..con coraggio, con passione, con i piedi per terra e lo sguardo al cielo.
(Giuseppe Donadei)

 

 

Sapete qual è per me una bella giornata?

febbraio 13th, 2013

Sapete qual è per me una bella giornata?

 

Una bella giornata è quella quando ti svegli con pensieri positivi.

 

“Andrà tutto bene” . Forse non riuscirai a cambiare le cose..ma riuscire a cambiare il tuo atteggiamento verso le cose ti da una possibilità in più di farcela.

 

(Giuseppe Donadei)

 

Quando hai sofferto tanto..

febbraio 13th, 2013

Quando hai sofferto tanto ti viene spontaneo dare di te un’immagine decisa, inattaccabile quasi distaccata.

 

Alla lunga ti accorgi però che questa immagine finisce per assorbirti quasi tutte le energie e capisci che indossare un’armatura ti protegge da altre ferite ma allo stesso tempo non ti libera dalla sofferenza che ti porti dentro.

 

A quel punto devi decidere se custodire il tuo dolore o dargli la possibilità di curarsi.

 

(Giuseppe Donadei)

 

La paura ti annulla.

febbraio 13th, 2013

La paura ti annulla.

 

Aver paura significa bere,quotidianamente, a piccoli sorsi la morte. Uccidere i sogni, i desideri, vanificare il tempo, cancellare se stessi perdendosi irrimediabilmente nel vortice del nulla.

 

(Giuseppe Donadei)

 

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