MELE E AMORE

febbraio 14th, 2013

L’amore è le mele sono la stessa cosa, prova a non mangiare ne assaggiare una mela, buttala a terra, nel giro di un mese quella mela sarà già marcita, ma se tu provi a dagli un morso, poi un altro, e un altro ancora, sentirai che il suo gusto ti piacerà, e non marcirà a terra, ma i suoi pezzi vivranno dentro di te, e faranno parte del tuo corpo, del tuo sangue, del tuo cuore.

Ed è così che deve essere l’amore, va assaggiato, così lui potrà continuare a vivere dentro te, senza farlo mai marcire.

(Ejay Ivan Lac)

UN VECCHIO AMORE

febbraio 14th, 2013

Se vuoi sapere cosa significa amore, non cercare la risposta in questa società, chiedi ai tuoi nonni, loro ti risponderanno con il cuore!

(Ejay Ivan Lac)

Beh…. in giro vedo solo cuori e cazzate varie

febbraio 14th, 2013

Beh…. in giro vedo solo cuori e cazzate varie, menu costosi, pupazzi costosi, innamorati, innamorati e ancora innamorati, ma perché gli altri giorni vedo solo disperati? che poi sono gli stessi che oggi fanno finta di amare, perché nessuno sa amare, è una festa di ipocriti, come lo era il santo che festeggiate, un vescovo che era pure donnaiolo!

Festeggiate per far vedere che siete buoni e onesti, ma tra qualche giorno ritornerete a tradire, a cambiare idea, a scrivere post depressi, a piangere ed essere confusi, perché non riuscite a capire il vero significato di amare!

(Ejay Ivan Lac)

QUANDO L’AMORE HA IL RETROGUSTO DEL PECCATO

febbraio 14th, 2013

Si abbracciarono a lungo come due bimbi sperduti, e finalmente cercarono ognuno la bocca dell’altro e si baciarono trepidi con la passione che avevano coltivata in anni di segrete fantasie.
Carmen mise via in fretta ogni cosa, piegò il suo tavolo e tutti e due si avviarono spingendo un carrettino da mercato su cui c’erano le scatole dei gioielli, guardandosi avidamente, in cerca di un posto per fare l’amore. L’urgenza era tale che non si concessero il tempo di parlare di niente, avevano bisogno di toccarsi, esplorarsi e convincersi reciprocamente che l’altro era proprio come l’aveva immaginato. Lei non volle dividere Gregory con Joan e Susan, temeva che se fossero andati a casa loro l’incontro sarebbe stato inevitabile e per quanto discrete fossero le due donne, sarebbe stato ben difficile eludere la loro compagnia, lui pensò la stessa cosa e senza consultarla la portò in un misero motel il cui unico pregio era la vicinanza. Lì si spogliarono frettolosamente e rotolarono sul letto storditi dall’ansia, affannati. Il primo abbraccio fu intenso e violento, si assalirono senza preamboli in un tumulto di sospiri e lenzuola, si aggredirono senza tregua e poi caddero vinti, per qualche minuto, da un profondo sopore. Carmen si svegliò per prima e si sollevò per osservare
quell’uomo col quale era cresciuta e che tuttavia adesso le sembrava un estraneo.
Aveva sognato di lui infinite volte e ora eccolo nudo alla portata della sua bocca. La guerra lo aveva intagliato a colpi di scalpello, era più magro e muscoloso, i tendini risaltavano come corde sotto la pelle e in una gamba le vene erano segnate e azzurre, traccia dell’incidente dei suoi tempi di manovale. Anche nel sonno era teso. Lo baciò con malinconia, aveva immaginato un incontro molto diverso, non quella specie di violenza reciproca, quella battaglia spietata, non avevano fatto l’amore, ma qualcosa che le lasciò un gusto di peccato. Le sembrò che lui non fosse del tutto li, il suo spirito era assente, non aveva abbracciato lei ma chissà quale fantasma del suo passato o dei suoi incubi, non c’era stata tenerezza, complicità, gioia, non lo aveva udito mormorare il suo nome né l’aveva visto guardarla negli occhi. Neppure lei era stata nella sua miglior forma, però non sapeva in cosa avesse sbagliato, Gregory aveva segnato il ritmo e tutto era seguito così disperatamente che lei si era perduta in una giungla oscura e ne emergeva ora calda, umida, un po’ dolente e triste. Gli insuccessi in amore non avevano distrutto la sua capacità di tenerezza. Pronta a riceverlo, si era scontrata con l’insospettata resistenza di questo amico atteso fin dall’infanzia; però lo attribuì alle privazioni della guerra e non perse la speranza di trovare uno spiraglio attraverso il quale entrargli nell’anima.

[…] Si rivestirono molto tempo dopo, quando il bisogno di respirare aria fresca e di mangiare qualcosa di più che pizza fredda e birra tiepida, unico servizio del motel, li riportò alla realtà.
Ebbero il tempo di accarezzarsi con più calma e raccontarsi del passato, di terminare le conversazioni iniziate al telefono per anni, di ricordare Juan José, di raccontarsi le illusioni infrante, gli amori falliti, i progetti non conclusi, le avventure e i dolori accumulati.
In quelle ore Carmen constatò che Gregory era cambiato non solo nel fisico, ma anche nell’anima, ma pensò che col tempo si sarebbero cancellati i brutti ricordi e sarebbe tornato a essere quello di prima, il buon amico sentimentale e divertente col quale vinceva concorsi di rock’n’roll, il confidente, il fratello. No, fratello, mai più, si disse con dolore. Quando la curiosità del conoscersi fu spenta, si rivestirono e uscirono per strada, lasciando nella stanza il carretto con la bigiotteria.
Seduti davanti a fumanti bricchi di caffè e toast croccanti, si guardarono nella luce rossastra della sera e si sentirono a disagio. Non sapevano che cosa fosse l’ombra calata tra di loro, ma nessuno dei due poté ignorare il suo effetto negativo. Avevano soddisfatto l’urgenza del desiderio, ma non c’era stato vero incanto, non si erano fusi in un solo spirito né si era loro rivelato un amore capace di cambiare le loro vite, come avevano immaginato. Una volta vestiti e appagati capirono quanto le loro strade divergessero, si trovavano d’accordo su ben poche cose, i loro interessi erano differenti, non condividevano progetti né valori. Quando Gregory espose il suo progetto di diventare un avvocato di successo e di far denaro, lei pensò che scherzasse, quell’avidità non gli calzava affatto, dov’erano rimasti gli ideali, i libri ispirati e i discorsi di Ciro con cui tante volte durante l’adolescenza l’annoiava e dei quali lei si burlava per farlo arrabbiare, ma che in fondo aveva fatto suoi. Per anni aveva pensato di essere lei la più frivola e lo aveva considerato come una guida, adesso si sentiva tradita. Quanto a Gregory non aveva la pazienza di ascoltare l’opinione di Carmen su argomenti importanti, dalla guerra agli hippy, gli sembravano le sparate di una ragazza viziata e bohémien che non era mai stata in situazioni di vero bisogno. Il fatto che si sentisse veramente realizzata vendendo gioielli per le strade e pensasse di passare il resto della sua esistenza come una vagabonda spingendo il suo carrettino e vivendo d’aria, gomito a gomito con dementi e falliti, era una prova convincente della sua immaturità.
“Sei diventato un capitalista,” lo accusò Carmen inorridita.
“E perché no? Tu non hai la minima idea di quello che sia un capitalista!” replicò Gregory, e lei non seppe spiegare quello che le pesava sul cuore e si irretì in divagazioni che suonarono come frasi enfatiche da adolescente.
Avevano pagato la camera al motel per un’altra notte, ma dopo avere terminato in silenzio la terza tazza di caffè, ciascuno chiuso nei propri pensieri, e avere passeggiato un po’ osservando lo spettacolo della strada all’imbrunire, lei disse che doveva riprendere le sue cose al motel e tornare a casa perché aveva molto lavoro in sospeso. Questo evitò a Reeves la brutta parte di inventare una scusa. Si separarono con un rapido bacio sulle labbra e la vaga promessa di rivedersi prestissimo.

ISABEL ALLENDE * IL PIANO INFINITO

LETTERA PER SAN VALENTINO

febbraio 14th, 2013

Auguri Amore mio…
Auguri a te che mi hai dato sempre molto più di quello che ho chiesto…
Auguri all’amore che hai dentro e che vedo farsi materia in ogni istante…
Anche quando la vita corre troppo in fretta per starci dietro, anche quando la tensione e le pressioni sembrano oscurare la vista e il sentimento…
Auguri a te che mi fai muovere il cuore e l’anima…a te che mi comprendi più di quanto io lo faccia con me stessa… a te che porti ogni giorno la luce nel buio dei miei pensieri.
Auguri ai tuoi occhi che sanno parlare e spiegarmi cose che non sapevo, che non vedevo, che non sentivo….
Auguri alle tue mani, cornice e quadro allo stesso tempo di amore, dolcezza, passione, tenerezza.
Auguri alla tua anima, così grande e dolce, saggia e vera, così semplice e viva, così inspiegabilmente e fantasticamente vicina alla mia.
Auguri amore Mio…
Auguri a questo amore che non ha piu’ parole per esprimere la grandezza di cio’ che siamo…Parole che dovremmo inventare…parole che non esistono ma sappiamo…
Parole dette sulle labbra…parole che io e te diciamo solo con gli occhi…parole senza suono ma che fanno rumore dentro….
Auguri amore Mio…
Auguri amore per questo anno in più che si appresta ad arrivare, che ti prepari a vivere, che mi stai per regalare… per un altro anno di te, di vita, di noi.
Auguri per la tua, la nostra vita…che possa essere migliore
Auguri amore, sulle labbra e sul cuore…
Auguri amore mio…
Sono qui e sorrido…
Sorrido pensando a quando leggerai questa lettera
Sorrido perché sono secoli che non te ne scrivo una
Sorrido perché penso a noi…
a noi…
e alle stelle della notte che pure loro sorridono al mio tenerti stretto..
ai miei occhi che ovunque guardano è sempre te che vedono
ai miei pensieri, che per quanto possano vagare, e viaggiare, alla fine è sempre da te che arrivano
e penso al nostro tempo, che passa veloce ma non cambia
quello che sento
e penso all’emozione che ancora mi invade e mi travolge
quando di notte e in silenzio mi riempi di baci…
e addormentandomi piano
sento il tuo respiro in gola…
e mentre i nostri sogni si fondono e si confondono
sento la tua anima che si stringe forte alla mia.
E penso a Noi due che ci siamo scelti senza il bisogno di dover a parole sceglierci,
nel silenzio e nella dolcezza di un abbraccio, per una volta e per sempre..
a noi che ci scegliamo ogni giorno in un Ti Amo, in una telefonata,
in uno sguardo, in un sorriso…
Ogni giorno ti trovo e tu sai dare pace e colore alla mia anima
come niente e nessuno,
tu sei lì da sempre…oltre il ricordo del mio respiro…
Come se davvero TU per me fossi nato…ed io per te…
A noi Noi….
E a quell’emozione che toglie il fiato a starla a spiegare
Siamo fino al punto più intenso del sentire…siamo gli occhi negli occhi e le mani nelle mani…
E sorrido perché penso che mi tremano le mani mentre scrivo pensando a quanto sei…e quando bene mi fai…
Amo quando ti brillano gli occhi e spero che in questo momento stiano brillando cosi come me li immagino…
Auguri amore mio
Ti amo!

Anna Pianura

A tu per tu con l’anima

febbraio 14th, 2013

Vieni non esser timorosa
è da tempo che vuoi restare sola
con me che ti conosco appena,
mentre tu alberghi nella mia figura.
Quante volte mi hanno detto:
non hai un anima, invece tu sei qua,
oggi, a me accanto.
Vicina, non alzi gli occhi, col tuo respiro
lento, pacato che quasi mi culla, in
quest’angolo tranquillo nel silenzio
vuoi esser fraterna con me, modesta
e schiva per un confronto, fluttuante,
leggera mi fai capire che io e te siamo tutt’uno.
Cosa vuoi insegnarmi che non so, son cresciuta
con te, se tu hai l’ amore questo è anche mio, se
le mie debolezze accetti, non voltare la testa.
Ogni tuo richiamo, mi avvicina a te, ho la certezza
che mai mi lascerai, di te sento l’essenza il mistero,
hai quel profumo che riconoscerei anche fra cent’anni.
Tu non invecchi mai, sorridi ti ho vista, senti come
batte il cuore, alzo lo sguardo lo vedo, è il nostro amore.
(Mirella Narducci)

Non ho mai capito cos’eri <3

febbraio 13th, 2013

Cos’era lui ? Ecco è proprio questo il problema … Era tutto o niente ? In fondo non era nessuna di queste due cose ,non era tutto perchè non vivevi solo di lui ,.ma allo stesso tempo non era neanche niente perchè c’era qualcosa che ti legava a lui … Era un qualcosa di indefinibile ,di cui non sei riuscito a capire l’importanza ,qualcosa di cui non ne senti il bisogno se c’è ma qualcosa di cui percepisci l’assenza quando manca .

Auguri … ! 14 Febbraio 2013

febbraio 13th, 2013

Passa tutto nella vita,

tranne gli amori veri e gli affetti sinceri.

Quelli non li dimentichi.

[Luna Del Grande]

Buon San Valentino a tutti!

Aspettando l’amore

febbraio 13th, 2013

Serata d’estate, la luna
ancora deve salire
il meriggio sfuma i suoi
colori più belli.
Questa stanza mi è stretta,
aspetto il tuo ritorno,
che tu mi veda anche da lontano.
Appoggiata alla finestra, affido
il profumo del mio corpo a
quell’alito di vento che ti verrà
incontro per farti innamorare.
Non voglio fiori, dammi il tuo
tempo e il cuore, che batte a
tempo di musica e illumina
il tuo viso.
Ormai sei vicino, fa presto è
tanto che ti aspetto.
  (Mirella Narducci)

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni