Un albero

gennaio 7th, 2013

Credo che uno degli ingredienti della formula della felicità sia il senso di appartenenza. Si, sentirsi parte di un luogo può aiutare ad essere felici. Adesso vi spiegherò il perché.

Io questo senso di appartenenza non l’ho mai sentito. Nella mia breve vita ho vissuto in vari luoghi, cambiato molte scuole e lavori, conosciuto gente nuova e tanto altro. Per quanto questo possa sembrare entusiasmante, bé non lo è affatto.

Arrivati nella nuova “casa” è difficile far capire chi e come sei e soprattutto cosa ti ha portato ad essere quella persona. La strada più semplice è creare un punto interrogativo sulla tua fronte da sfoggiare con una tacita omissione di tutto ciò che pensi. Mettersi in gioco in queste situazioni è una dura prova di coraggio e chi ha dovuto affrontare troppo spesso questi momenti, forse ha anche il diritto di sentirsi stremato e scegliere proprio la strada più semplice. Ma questo porta a non essere capiti e la convivenza con gli altri diventa un macigno da subire giornalmente.

Un’altra difficoltà è quella del crearsi una vita propria. Quando sai che tutto quello che ti circonda non è una certezza e che potrebbe cambiare da un momento all’altro, quella di crearsi una propria e semplice vita diventa una chimera. Ed è in questa situazione che un giorno può sembrare un anno o un’ora e nelle abitudini cerchi un po’ di casa. Ricerchi la quotidianità e lo stesso bar, lo stesso tabacchi, la stessa strada, a volte possono salvare una vita. Delle semplici abitudini diventano una certezza a cui puoi aggrapparti in caso di smarrimento.

I cambiamenti frequenti portano a chiederti spesso “chi sei” e i sogni per il futuro cambiano in relazione alle situazioni in cui ti trovi. In questo modo nulla sembra chiaro e la tua vita sembra lo schizzo di una Bic poco funzionante. E mentre cammini avvolto dalla tua nuvola di caos, la sensazione che ti assale più spesso è quella di essere solo un’idea non messa in pratica.

Il senso di appartenenza ad un luogo può aiutare ad essere felici e vi lascio con un’immagine che forse chiarirà l’idea che sto riportando in queste righe. Immaginate un albero sradicato e ripiantato di continuo, può vivere, ma non sarà mai l’albero verde e rigoglioso che sarebbe stato se solo gli avessero dato l’opportunità di affondare le sue radici nella terra fertile in cui è nato.

Io avevo la mia terra fertile.

Labi 

Potrò starle di fianco a combattere con lei le battaglie peggiori

gennaio 7th, 2013

Potrò starle di fianco a combattere con lei le battaglie peggiori. Potrò viverle accanto, stringerla forte, amarla fino a farmi male, annodarla al mio cuore, donarle la mia anima, ma, non potrò mai cancellare le bocche che l’hanno insultata, le mani che l’hanno toccata con violenza. Non potrò raccogliere le lacrime che ha versato,asciugarle con le mie labbra,confortarla con i miei abbracci.Potrò dirle “vieni qui” e Dio solo sa se lei verrà davvero.Le dirò che l’amo e chissà se mai ci crederà davvero.Non voglio vederla soffrire nel cuore della notte senza di me.Voglio prenderla e lasciarla dormire sul mio cuscino.Dirle che è notte fonda e che gli incubi non l’assaliranno se si stringe a me.Voglio sedermi accanto a lei sotto la doccia,quando in un momento di tristezza si è nascosta lì,facendosi scorrere addosso tutta l’acqua del mondo come se si potesse cancellare.Non lo sporco che le si è attaccato dentro.Il suo dolore.Vorrei prenderla con tenerezza,con la dolcezza che nessuno le ha riservato,i sorrisi che nessuno le ha rubato.Ascoltarla finché non ha più voce per raccontare,amarla fino a consumarla.Non come coloro che l’hanno usata,ferita,travolta.Lei,lei deve essere consumata con l’amore.Con i baci lenti,le parole sussurrate,le braccia intorno alla sua vita,i “basta” detti soltanto mentre esplode di sorrisi,le mani che le strofinano la guancia.Un bacio sulla fronte al mattino,un morso sul naso,una mano sul fianco per farla sentire mia.Mia che non la possiedo.Mia che l’amo,che quest’amore ci fa tremare insieme e non di paura.L’amo e prenderei a sassate il mondo.Tutto il mondo,la vita,le persone che me l’hanno portata via.E prenderei pugni e sogni per lei.E griderei a coloro che l’hanno presa.Gli griderei contro con tutta la rabbia che ho dentro.L’amo solo io più della mia vita.

 

Alessia Auriemma

come un pittore …

gennaio 7th, 2013

Come un pittore, farò in modo di arrivare dritto al Cuore… con la forza del colore.

[ Modà feat. Jarabe De Palo - "Come un pittore" ]

Il triste sorriso, con lacrime di gioia…

gennaio 7th, 2013

L’ho vista e ad un tratto ho capito che in quel sorriso c’era la tristezza di una donna che voleva essere amata, compresa,

lei parlava, parlava, e sorrideva, ma gli occhi non mentivano, sempre lucidi quasi a scoppiare in un pianto liberatorio, eppure rideva nei discorsi e negli sguardi silenziosi, un sorriso che non si abbinava ai suoi occhi belli e tristi,

chi ci osservava vedeva una donna di una felicità quasi “imbarazzante”

Io la osservavo, bastava una mia domanda e lei che parlava per sei, sette minuti sempre con quel sorriso,

parlavamo tanto, ogni giorno.

Cominciavo a chiedermi se quel sorriso triste era solo frutto della mia immaginazione, eppure quegli occhi non potevano mentire, io ci vedevo sempre quella sottile malinconia, quella tristezza.

Un giorno la abbracciai, cosi di colpo, spezzando i suoi discorsi e il suo sorriso, ci fu un bacio e una lacrima, ci fu amore e altre lacrime, e poi amore ancora.

Ogni volta che ci amavamo c’erano lacrime e occhi che sorridevano, quelle lacrime quasi di stupore che non ti fanno credere che stai di nuovo amando,

i sorrisi e le parole ormai avevano lasciato lo spazio ai silenzi d’amore, quelli che il cuore voleva da tempo.

A volte ci sono sorrisi amari e lacrime dolci, come l’amore che lo accompagna, a volte l’amore è una lacrima da assaporare e da condividere.

Ma anche il più bello degli amori, quello “perfetto” desiderato, cercato,

trovato a metà della nostra vita, non è eterno,

c’è sempre quel destino, quel passato che si affaccia con il suo sorriso che ti dice

( l’amore dev’essere solo un ricordo)

Per questo quando la vidi arrivare con quel sorriso, ne vidi la fine,

lei parlava, parlava, con quel sorriso triste come il primo giorno, ma sapevamo entrambi che era l’ultimo,

l’ultimo abbraccio, l’ultimo sorriso, e una lacrima sulle mie labbra….

 

 

“Lasciami tutte le rughe… (Anna Magnani)”

gennaio 7th, 2013

“Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una.

Ci ho messo una vita a farmele.”

(ANNA MAGNANI)

ANIME, SPIRITI, ANGELI

gennaio 7th, 2013

A volte, mi viene concesso il grande privilegio di vedere le anime degli esseri umani. L’anima, che dimora dentro il corpo, riempiendone l’intera sagoma, si protende verso l’esterno. Quasi tutte le anime rimangono all’interno del corpo fisico durante il sonno, ed è raro che fuoriescano, anche solo leggermente, dal loro involucro in carne e ossa. L’anima, così come mi viene mostrata, presenta una certa somiglianza con l’individuo, pur non essendo identica e pur non avendo le stesse caratteristiche e gli stessi tratti somatici. Per certi versi, è lecito affermare che l’individuo appare fisicamente perfetto. Ogni volta che mi viene concesso di vedere un’anima, significa che è in atto un evento di matrice spirituale, anche se la persona potrebbe non esserne consapevole. Quando avviene questo fenomeno, mi sento pervadere da un’immensa sensazione di gioia e serenità, nella certezza che Dio si sta occupando di tutto.

Ogni giorno, vedo anche gli spiriti dei trapassati che sono andati in Paradiso. A volte le persone attribuiscono la presenza di uno spirito a un evento negativo, ma di solito non è così. Capita spesso che uno spirito decida di ritornare per garantire il suo sostegno a una persona cara. A volte ritorna semplicemente per la gioia di trascorrere di nuovo un po’ di tempo in questo mondo. Da piccola, avevo preso l’abitudine di giocare con lo spirito di mio fratello Christopher, che era morto prima che io nascessi. Christopher mi ha insegnato a distinguere gli spiriti dagli angeli. C’è chi considera un angelo la propria nonna che ha abbandonato la dimensione terrena. Non si può escludere che il proprio angelo custode permetta allo spirito della nonna di stare vicino ai suoi cari per guidarli e sostenerli, ma affermare che la nonna sia un angelo non corrisponde al vero. Nessuno degli individui che ha vissuto in questo mondo diventa un angelo.

RONDA BYRNE * UNA SCALA PER IL CIELO

*

Una Scala per il Cielo Lorna Byrne Una Scala Per il Cielo
Con un nuovo capitolo per scoprire i segreti del vostro angelo custode
Lorna Byrne

Compralo su il Giardino dei Libri

ANGELI: I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO E MAESTRI

gennaio 7th, 2013

Un angelo avanzò aprendosi un varco tra gli alberi, mentre la luce che lo avvolgeva diventava sempre più vivida e brillante. Quell’angelo aveva assunto delle sembianze umane. Era alto, elegante e dall’aspetto radioso. Sul suo volto color dell’oro spiccava il bagliore luminoso che si riverberava dai suoi occhi simili a perle scintillanti. Benché la tunica che indossava fosse drappeggiata intorno al corpo, non si formavano pieghe o increspature a ogni suo movimento. Una fusciacca dorata gli cingeva la vita, e al collo portava una catena d’oro formata da anelli rotondi sui quali risaltava un grosso zaffiro verde all’altezza della scollatura a V. Una caratteristica che lo accomunava agli altri angeli risiedeva nel fatto che i suoi piedi non toccavano terra. Era attorniato da uno stormo di uccelli dorati che volteggiava intorno a lui mentre, appollaiati sul terreno circostante, si scorgevano uccelli di tutte le specie: corvi, taccole, pettirossi, passeri, fringuelli e cinciallegre.

D’un tratto, ci fu un’esplosione di luce all’interno dello zaffiro, dal quale presero a scaturire raggi luminosi ed energie che si proiettavano in tutte le direzioni. In quel preciso istante, gli uccellini si sollevarono dal terreno, e si misero a volteggiare intorno all’angelo, per poi spiccare il volo verso i raggi dello zaffiro verde smeraldo e svanire al suo interno.

 Solo allora, l’angelo avanzò verso di me spalancando le ali e muovendole delicatamente. Erano enormi e incredibilmente belle. Riuscivo a scorgere nitidamente la perfezione di ogni singola piuma. Le dimensioni variavano da una piuma all’altra: alcune erano immense, mentre altre erano decisamente piccole. Tutte le piume erano di colore bianco, con una sfumatura dorata che rifulgeva verso l’esterno. Non sempre gli angeli hanno le ali e non sempre le ali sembrano piume, ma io sapevo che quell’angelo aveva qualcosa di diverso, poiché lui era l’angelo degli uccelli. Lo avevo visto per l’ultima volta poco prima della morte di mio marito Joe. Joe era scomparso solo da qualche mese, e io sentivo terribilmente la sua mancanza. Per questo motivo, provai un’intensa emozione nel rivedere quella creatura celeste, sapendo che era venuta per darmi conforto, mentre sedevo su un tronco di legno nel bosco vicino a casa.

L’angelo degli uccelli si era inginocchiato di fronte a me, avvolgendomi nelle sue enormi ali. Percepivo distintamente il contatto delle sue ali sopra il mio corpo. La sensazione di pace che provai accoccolandomi contro di lui era molto intensa. D’un tratto, gli sussurrai: «Grazie per essere venuto a darmi conforto».

Lui mi sussurrò a sua volta: «Ogni volta che vedrai un uccello, voglio che tu sorrida pensando a me». Sentii che, a poco a poco, l’angelo degli uccelli si stava sciogliendo dal nostro abbraccio, dopodiché mi prese il mento fra le mani, obbligandomi a sollevare il capo. Mi rivolse uno sguardo sorridente. Tanto era l’amore e la dolcezza che si irradiavano dal suo volto dorato, che non ci fu bisogno di aggiungere altro.

 Si rialzò lentamente, congedandosi da me nell’attimo in cui lasciò la mia mano. Mentre ripercorreva a passi lenti il sentiero dal quale era arrivato, il suo corpo divenne gigantesco e le sue grandi ali si spalancarono nuovamente. D’un tratto, cominciarono a muoversi con armoniosa agilità, evocando le percussioni ritmate di un tamburo. Lentamente, cominciò ad alzarsi in volo; quindi si fermò, circondato dalla luce scintillante, che si irradiava dal suo corpo e da un’infinità di uccelli. All’improvviso, scomparve dentro quella luce.

LORNA BYRNE * UNA SCALA PER IL CIELO – quando gli angeli ti parlano

*

Una Scala per il Cielo Lorna Byrne Una Scala Per il Cielo
Con un nuovo capitolo per scoprire i segreti del vostro angelo custode
Lorna Byrne

Compralo su il Giardino dei Libri

LA BEFANA

gennaio 6th, 2013

6 gennaio :
Epifania.
C’è nell’aria una magia.
Mentre dormo nel lettino
ed un gatto fa cucù,
dalla casa sulla Luna
La befana viene giù;
fa le smorfie a pipistrello
e saluta una stellina:
ha compiuto cento anni
ma si sente ragazzina.
Salta i fili della luce
però scivola sul tetto:
cade proprio nel camino
e finisce nel mio letto…

Marco Moschini, Rimerò

Sarah.

gennaio 6th, 2013

Si soffre ridendo. Ridendo con gli amici al bar, parlando al telefono o chiacchierando con uno sconosciuto alla fermata dell’autobus. Si soffre con l’anima in mano, sforzando le labbra a mettersi in una posizione corretta e credibile dinanzi alla felicità.
E non lo sapranno, loro. Non sapranno che stai male dentro, che cambi ogni momento, ogni cosa è diversa, che il nero che ora colora i tuoi capelli è il nero che hai dentro, che scendi una fermata prima del solito con la speranza di vederlo, almeno un secondo, seduto li. Che al tavolino ti siedi con il viso rivolto alla strada, che senti ma non ascolti, che fingi, non hai un minimo di interesse, che ti trovi in un ristorante o al Mc Donald non t’importa, non t’importa manco cosa mangi. E rivedi film, riascolti canzoni, rileggi libri e in essi ci trovi lui. Ogni parola, ogni lettera, in ogni frase. E cerchi di rimettere i pezzi insieme, ma sono cosi tanti ‘sti pezzi che non riusciranno a ricomporti, a meno che con qualcosa in più. Non sarai tu, non come prima. Il telefono squilla, la voglia non c’è, la speranza è vana. Il suo nome non comparirà sul telefono, tanto meno non vedrai lui sotto al tuo palazzo. Comunque sei stata tu a scrivere la parola ‘Vaffanculo’ sull’ultima pagina di questa storia. Le lacrime e le parole e le ore a letto non serviranno a molto.

« Prev - Next »