ANGELI: I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO E MAESTRI

gennaio 7th, 2013

Un angelo avanzò aprendosi un varco tra gli alberi, mentre la luce che lo avvolgeva diventava sempre più vivida e brillante. Quell’angelo aveva assunto delle sembianze umane. Era alto, elegante e dall’aspetto radioso. Sul suo volto color dell’oro spiccava il bagliore luminoso che si riverberava dai suoi occhi simili a perle scintillanti. Benché la tunica che indossava fosse drappeggiata intorno al corpo, non si formavano pieghe o increspature a ogni suo movimento. Una fusciacca dorata gli cingeva la vita, e al collo portava una catena d’oro formata da anelli rotondi sui quali risaltava un grosso zaffiro verde all’altezza della scollatura a V. Una caratteristica che lo accomunava agli altri angeli risiedeva nel fatto che i suoi piedi non toccavano terra. Era attorniato da uno stormo di uccelli dorati che volteggiava intorno a lui mentre, appollaiati sul terreno circostante, si scorgevano uccelli di tutte le specie: corvi, taccole, pettirossi, passeri, fringuelli e cinciallegre.

D’un tratto, ci fu un’esplosione di luce all’interno dello zaffiro, dal quale presero a scaturire raggi luminosi ed energie che si proiettavano in tutte le direzioni. In quel preciso istante, gli uccellini si sollevarono dal terreno, e si misero a volteggiare intorno all’angelo, per poi spiccare il volo verso i raggi dello zaffiro verde smeraldo e svanire al suo interno.

 Solo allora, l’angelo avanzò verso di me spalancando le ali e muovendole delicatamente. Erano enormi e incredibilmente belle. Riuscivo a scorgere nitidamente la perfezione di ogni singola piuma. Le dimensioni variavano da una piuma all’altra: alcune erano immense, mentre altre erano decisamente piccole. Tutte le piume erano di colore bianco, con una sfumatura dorata che rifulgeva verso l’esterno. Non sempre gli angeli hanno le ali e non sempre le ali sembrano piume, ma io sapevo che quell’angelo aveva qualcosa di diverso, poiché lui era l’angelo degli uccelli. Lo avevo visto per l’ultima volta poco prima della morte di mio marito Joe. Joe era scomparso solo da qualche mese, e io sentivo terribilmente la sua mancanza. Per questo motivo, provai un’intensa emozione nel rivedere quella creatura celeste, sapendo che era venuta per darmi conforto, mentre sedevo su un tronco di legno nel bosco vicino a casa.

L’angelo degli uccelli si era inginocchiato di fronte a me, avvolgendomi nelle sue enormi ali. Percepivo distintamente il contatto delle sue ali sopra il mio corpo. La sensazione di pace che provai accoccolandomi contro di lui era molto intensa. D’un tratto, gli sussurrai: «Grazie per essere venuto a darmi conforto».

Lui mi sussurrò a sua volta: «Ogni volta che vedrai un uccello, voglio che tu sorrida pensando a me». Sentii che, a poco a poco, l’angelo degli uccelli si stava sciogliendo dal nostro abbraccio, dopodiché mi prese il mento fra le mani, obbligandomi a sollevare il capo. Mi rivolse uno sguardo sorridente. Tanto era l’amore e la dolcezza che si irradiavano dal suo volto dorato, che non ci fu bisogno di aggiungere altro.

 Si rialzò lentamente, congedandosi da me nell’attimo in cui lasciò la mia mano. Mentre ripercorreva a passi lenti il sentiero dal quale era arrivato, il suo corpo divenne gigantesco e le sue grandi ali si spalancarono nuovamente. D’un tratto, cominciarono a muoversi con armoniosa agilità, evocando le percussioni ritmate di un tamburo. Lentamente, cominciò ad alzarsi in volo; quindi si fermò, circondato dalla luce scintillante, che si irradiava dal suo corpo e da un’infinità di uccelli. All’improvviso, scomparve dentro quella luce.

LORNA BYRNE * UNA SCALA PER IL CIELO – quando gli angeli ti parlano

*

Una Scala per il Cielo Lorna Byrne Una Scala Per il Cielo
Con un nuovo capitolo per scoprire i segreti del vostro angelo custode
Lorna Byrne

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LA BEFANA

gennaio 6th, 2013

6 gennaio :
Epifania.
C’è nell’aria una magia.
Mentre dormo nel lettino
ed un gatto fa cucù,
dalla casa sulla Luna
La befana viene giù;
fa le smorfie a pipistrello
e saluta una stellina:
ha compiuto cento anni
ma si sente ragazzina.
Salta i fili della luce
però scivola sul tetto:
cade proprio nel camino
e finisce nel mio letto…

Marco Moschini, Rimerò

Sarah.

gennaio 6th, 2013

Si soffre ridendo. Ridendo con gli amici al bar, parlando al telefono o chiacchierando con uno sconosciuto alla fermata dell’autobus. Si soffre con l’anima in mano, sforzando le labbra a mettersi in una posizione corretta e credibile dinanzi alla felicità.
E non lo sapranno, loro. Non sapranno che stai male dentro, che cambi ogni momento, ogni cosa è diversa, che il nero che ora colora i tuoi capelli è il nero che hai dentro, che scendi una fermata prima del solito con la speranza di vederlo, almeno un secondo, seduto li. Che al tavolino ti siedi con il viso rivolto alla strada, che senti ma non ascolti, che fingi, non hai un minimo di interesse, che ti trovi in un ristorante o al Mc Donald non t’importa, non t’importa manco cosa mangi. E rivedi film, riascolti canzoni, rileggi libri e in essi ci trovi lui. Ogni parola, ogni lettera, in ogni frase. E cerchi di rimettere i pezzi insieme, ma sono cosi tanti ‘sti pezzi che non riusciranno a ricomporti, a meno che con qualcosa in più. Non sarai tu, non come prima. Il telefono squilla, la voglia non c’è, la speranza è vana. Il suo nome non comparirà sul telefono, tanto meno non vedrai lui sotto al tuo palazzo. Comunque sei stata tu a scrivere la parola ‘Vaffanculo’ sull’ultima pagina di questa storia. Le lacrime e le parole e le ore a letto non serviranno a molto.

Perchè io e te siamo come tutti.

gennaio 6th, 2013

Siamo già passati, siamo carne che si ripete..

Piove.

gennaio 6th, 2013

Piove a dirotto. Sotto la pioggia di questa città ho amato Marco per l’ultima volta. Quando piove, piove a dirotto, io ci penso. Ovunque lui sia, sono certa che pensa, ci pensa. Rimpiange. Rimpiange la vita. Faceva parte di me, come un’impronta, un alone, un vuoto.

31 dicembre.

gennaio 6th, 2013

Fini tutto dopo un anno, tipo come quelle scene da film.
‘Vattene a fanculo’ ti dissi. In realtà, forse, incosciamente, non volevo. In realtà volevo dirti che mi piacevi, che volevo ritornare a guardarti negli occhi come tempo prima, che volevo smetterla di guarda e fissare il vuoto in occhi sconosciuti, di assaporare lingue diverse, volevo di nuovo tornare a parlarti per ore, volevo ritornare a toccarti i capelli, quei ricci che sapevano di mare, di infinito. Volevo ritornare a baciarti in posti sconosciuti, posti proibiti.
E nessuno, ora come ora, può capirmi. Per quanto io cerchi di essere diretta, chiara e sincera, non ci riesco. Solo io posso sapere.
‘Vattene a fanculo’ ti dissi. In realtà non volevo.
Ti amo sarebbe stata la risposta a tutto.

E’ successo.

gennaio 6th, 2013

Tutto per caso, tutto non è stato deciso tanto meno pianificato. Le cose sono venute fuori cosi, sputate in faccia una dopo l’altra. Che le cose che hanno una fine non possono essere spiegate, capita che c’è una fine ma non un inizio. Strano eh?

La vita

gennaio 6th, 2013

L’alcol è il killer del sesso,il killer dell’amore, il killer della vita.
La droga è il killer del sesso, il killer dell’amore, il killer dell’anima.
Il fumo è il killer del sesso, il killer dell’amore, il killer dello spirito.

Roberto Gattulli

AUGURI EPIFANIA* Auguri Felice Festa Dell’Epifania Auguri*

gennaio 6th, 2013

re magi

I Re Magi bussino alla porta del tuo cuore, con un balsamo di Speranza, un profumo di Gioia e uno scrigno ricolmo di Serenità. Felice Epifania!

 

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