POESIE SULLA POESIA

dicembre 29th, 2012

Accadde in quell’età… La poesia
venne a cercarmi. Non so da dove
sia uscita, da inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
bruscamente fra gli altri,
fra violente fiamme
o ritornando solo,
era lì senza volto
e mi toccava.

Non sapevo che dire, la mia bocca
non sapeva nominare,
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore,
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,
vaga, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti,
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.

Ed io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpagliò nel vento.

Pablo Neruda

***

un senso sorprendente da ordinari
significati, essenze così immense
da specie familiari

morte alla nostra porta
che stupore ci assale
perché non fummo noi
a fermarle per primi.

Rivelatore d’immagini,
è lui, il poeta,
a condannarci per contrasto
ad una illimitata povertà.

Della sua parte ignaro,
tanto che il furto non lo turberebbe,
è per se stesso un tesoro
inviolabile al tempo

Emily Dickinson

***

O mia poesia, salvami,
per venire a te
scampo alle invitte braccia del demonio:
nel sogno bugiardo
agguanta la mia gonna la sua fiamma
e io vorrei morire
per i mille patimenti che m’infligge.
Nulla vale la durata di una vita
ma se mi alzo e divoro
con un urlo il mio tempo di respiro,
lo faccio solo pensando alla tua sorte,
mia dolce chiara bella creatura,
mia vita e morte,
mia trionfale e aperta poesia
che mi scagli al profondo
perché ti dia le risonanze nuove.
E se torno dal chiuso dell’inferno
torno perché tu sei la primavera:
perché dunque rifiuti me germoglio,
casto germoglio della vita tua?

Alda Merini

***

È come a un uomo battuto dal vento,
accecato di neve – intorno pinge
un inferno polare la città-
l’aprirsi, lungo il muro, d’una porta.

Entra. Ritrova la bontà non morta,
una dolcezza di un caldo angolo. Un nome
posa dimenticato, un bacio sopra
ilari volti che più non vedeva
che oscuri in sogni minacciosi.
Torna
egli alla strada, anche la strada è un’altra.
Il tempo al bello si è rimesso, i ghiacci
spezzano mani operose, il celeste
rispunta in cielo e nel suo cuore. E pensa
che ogni estremo di mali un bene annuncia.

Umberto Saba

QUANDO I TUOI OCCHI INCONTRANO LA MIA SOLITUDINE

dicembre 29th, 2012

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l’acqua impara a soffrire.

Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare più ardente che un tormento
inizio che non si compie mai.

Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
e nuda come un seno sognato
tenera come la vite che matura il sole
molteplice mi arrendo
finché nasca l’albero del tuo amore

Tanto alto e ribelle
Tanto alto e tanto mio
Freccia che ritorna all’arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermerà.

Joumana Haddad

AFFITTASI VITA, MOLTO BELLA, COMPLETA DI TUTTO

dicembre 29th, 2012

Affittasi vita, molto bella,
completa di tutto, amore e guerra,
radici nel vento e calci in faccia
nel senso più vero, che male fa.
Restare a guardare il fumo degli anni
che scorre veloce nei quadri dei tempi
i sogni e le rose piantate nel cuore
non sono le spine, che male fa.
Così fragile
dal profondo del mio inferno canto fragile
dai miei sbagli e da un dolore da difendere
finché l’ultimo respiro stanco mi sorprenderà
così fragile.
Mi sono venduta le gioie e i dolori
i baci in un letto e anche il domani
e ho conquistato quel poco che ho avuto
pagandomi il conto e poi chissà
Se un giorno potessi non sbagliare
magari potrei anche dormire
accanto ai tuoi occhi
che sono la cosa più giusta e più vera
che Dio mi dà.
Fragile
dal profondo del mio inferno canto fragile
dai miei sbagli e da un dolore da difendere
finché l’ultimo respiro stanco mi sorprenderà
così fragile,
così fragile,
così fragile.

 

M.Mazzini

Unico come un vecchio giocattolo

dicembre 29th, 2012

Sono capace di fare tutto, o quasi,

se qualcuno mi dice che ci sono delle persone in difficoltà mi faccio in quattro per aiutarle,

se qualcuno ha problemi di cuore ne sento quasi il dolore e cerco di piangere insieme a gli altri, forse sono bravo a dare consigli,

o forse in quei consigli parlo anche a me stesso in seconda persona,

molte volte finisco le mie conversazioni con le persone che mi dicono “ grazie sei unico”

Unico? Si è vero

sono il migliore degli amici fino a quando non ne trovano altri,

sono unico,

unico ma sostituibile come le batterie dei giocattoli,

ogni tanto mi rompo ma nessuno mai cerca di aggiustarmi, eppure ero unico…

Vengo subito messo insieme a gli altri giocattoli rotti, sperando di non essere messo mai in cantina,

se un giorno o due me ne sto ad ascoltare il mare ad occhi chiusi, quando li riapro scopro sempre il deserto intorno a me,

sono unico, ma non come le perle nelle conchiglie,

in fondo chi lo è unico? Nessuno.

Siamo unici nell’attimo del momento,

ma questo io lo so già,

so che quando diventi unico per una persona c’è ne già subito un’altra pronta dietro a prendere il tuo posto,

so che essere unico non è mai una buona cosa,

ma io cercherò sempre di lasciarti un sorriso anche quando le batterie saranno scariche, ed io sarò da buttare come quel vecchio giocattolo che non serve più.

 

 

IL GUSTO DI CITARE IN MODO APPROPRIATO

dicembre 29th, 2012

Non v’è meno spirito né meno inventiva nel citare in modo appropriato un pensiero trovato in un libro che nell’essere il primo autore di quel pensiero.

PIERRE BAYLE-Dizionario storico e critico

SOPRA LE NUVOLE

dicembre 29th, 2012

Sopra le nuvole ho scritto una canzone, ma non sono bravo a cantare, per questo suonerà solo con l’alfabeto delle note, sulle nuvole ho guardato il mondo dall’alto, e ho composto la giusta atmosfera, quella che tutti cercano in un brano ma nessuno riesce ad appoggiarlo sulla loro mano.

Sopra le nuvole ho scritto un pezzo, non parla o suona d’amore, ne di violenza, sesso o terrore, parla di quello che c’è sopra, oltre l’atmosfera, dietro la luna, dietro la sua schiena, un pezzo riscaldato dal sole ma che va oltre la sua logica e supera il suo calore, ho cercato di guardare fuori da tutto, fuori da tutti, sudando la mia pelle e provare a raggiungere le stelle, immerso in quel buio infinito, senza la luce di nulla con davanti il paesaggio di nuvole dalle forme bellissime, finalmente qualcosa mi ispiriva più dell’umanità, qualcosa che esisteva davvero e mostrava la sua sincera forma, la sua vera identità, senza far finta di essere qualcos’altro, senza far finta di farsi piacere, guardavo quelle nebulose perchè erano vere così, belle per natura, belle senza fingere.

(Ejay Ivan Lac)

Sapore di verità

dicembre 28th, 2012

Nella mia stanza, con ombre amare

negli occhi  cerco di ascoltare il dolore.

Ma lui come un fiume inquinato  mi

scorre nelle vene.  In questa crudele

solitudine, pensieri nefasti mi tormentano

il cuore.

Solo il pianto libera dalla morsa del dolore,

trovo l’altra me stessa e la libertà di amare,

di vivere, libera di sognare, esco  dalla stanza

e il mio cammino riluce di verità.

(Mirella Narducci)

Di mestiere papà fa il pensionato, ma anche l’avvocato difensore di oggetti.

dicembre 28th, 2012

Di mestiere papà fa il pensionato, ma anche l’avvocato difensore di oggetti. Ha un capannone di roba usata, non butta via niente. [...]
lui aggiusta e ripara e rimonta e riavvia.[...]
Ha una borsa di attrezzi magica. Dice che l’uomo è stato creato padrone della Terra, ma gli manca una cosa fondamentale: una borsa di attrezzi per riaggiustarsi. Ah, sospira, se ci fosse un cacciavite per togliere le idee sbagliate e un martello per fissare le buone intenzioni, una chiave inglese per stringere per sempre l’amore e una sega per tagliare col passato! Ma questa attrezzeria non ce l’hanno data e, dopo aver tentennato e scricchiolato, prima o poi ci romperemo.
Stefano Benni, Margherita Dolcevita

FaNtAsiA

dicembre 28th, 2012

Nulla lì dentro sembrava essere reale. Eppure quel “luogo” che non esisteva, era da sempre il suo rifugio migliore.

Tanya Bì ©

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