Pagina bianca………

luglio 12th, 2013

Sono quella donna che rimane

in silenzio quando il suo cuore

scoppia di emozioni.

Quella donna che delle tue parole

ne fa dei silenzi, lei che accoglie

nel suo utero la tua solitudine.

Succube delle tue oppressioni, sorda

alla vita che gli passa accanto e non

la sfiora.

Vorrebbe morire quando una musica

struggente agita in lei, desiderio,

tristezza, quando nessuno la vede

chiude gli occhi e sogna.

Non è una scatola vuota, priva di senso,

il suo cuore batte e scandisce il tempo.

Gli occhi e le mani raccontano i suoi giorni

che ti regala, tua compagna, felice della

sua pagina bianca dove scrive e mai si prende

sul serio…………

 

(Mirella Narducci)

Pagina bianca.........

 

 

FRASI Sul CASO*

luglio 12th, 2013

CASO AFORISMI*

Nulla è per caso il nostro cammino è lastricato dalle sensazioni che osiamo provare e ci portano dritto dritto verso i sogni che osiamo sognare. Poi c’è chi crede che tutto sia un caso così non prova, e non sogna.
Stephen Littleword, Nulla è per caso

*

Il caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto “per caso”, siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi.
Tiziano Terzani, Un indovino mi disse

*

La telefonata di un vecchio amico che non sentivamo da anni e al quale un istante prima avevamo pensato, la sensazione di doverci recare per qualche oscuro motivo in un dato luogo, un oggetto che cercavamo da tempo e che, inaspettatamente, ci viene donato da una persona ignara della nostra ricerca… sono tutte coincidenze che si spingono al di là del semplice caso e che non è possibile accantonare come eventi fortuiti.
Frank Joseph, Il Potere delle Coincidenze

*

Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso?
Non esiste il caso o la coincidenza in questo regno. E nessuno è vittima della volontà o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito tutto ciò che vi accade nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul “come sarebbe se” o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò che qualcun altro vi ha detto.
Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale prodotto attraverso il pensiero e le emozioni. Tutto.
Ramtha, Dio in te, The white book

*

Se partiamo dal presupposto che niente succede per caso, nel senso che tutto quanto ci accade è potenzialmente significativo, molte delle storie d’amore sincronistiche sembrano indicare due verità distinte riguardo al ruolo delle nostre relazioni. Anzitutto, la persona che più di ogni altra può aiutarci a crescere non è sempre quella verso cui proviamo una iniziale attrazione.
Robert Hopke, Nulla Succede per Caso

*

A volte le cose, gli avvenimenti, sembrano accadere per caso, ma il caso non è mai casuale, è li che ti aspetta a modo suo.
Vuol dire che alle volte il caso aspetta proprio te e non per caso, ma per destino appare come caso.
Cogli il positivo che il caso per destino ti offre.
Alessandro Baricco

*

Non esiste il caso ne’ la coincidenza, noi camminiamo ogni giorno verso luoghi e persone che ci aspettavano da sempre.
Giuditta Dembech

*

Nulla Succede per Caso Nulla Succede per CasoLe coincidenze che cambiano la nostra vita

Robert Hopcke

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Non è un Caso! Coincidenze? Non è un Caso! Coincidenze?Il misterioso filo rosso che unisce le apparenti coincidenze che segnano la nostra vita

David Richo

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Niente per Caso Niente per Caso

Richard Bach

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Nessun Incontro è un Caso Nessun Incontro è un Caso

Kay Pollak

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Non Siamo Qui per Caso Marco Cesati Cassin Non Siamo Qui per CasoIl potere delle coincidenze

Marco Cesati Cassin

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SCELGO TE

luglio 11th, 2013

Non saprei da dove cominciare per dirti quanto mi fai tramare, so solo che se trovassi davanti un gruppo di bellissime ragazze, e te nel mezzo, io ti prenderei la mano, e sceglierei te, tra centinaia di stelle, io, sceglierei te, tra migliaia di occhi bellissimi, io cercherei i tuoi, e su tutti i cuori che battono per me, io sceglierei sempre e comunque te, anche se hai mille difetti, anche se hai pensieri differenti dai miei, tu mi prendi l’anima, e camminerei al tuo fianco con il sorriso, anche se per altri non sei perfetta, per me sarai sempre in vetta, e non avrò paura di portati per mano nel mio mondo, sempre e comunque, ti mostrerei al pianeta intero, ne sarei fiero, tra milioni di possibilità, io sceglierò sempre te.

(Ejay Ivan Lac)

scelgo te

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO. Diari 1984-1989

luglio 11th, 2013

L'ULTIMO DONO

«Dammi oggi la mia indifferenza quotidiana…».
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.
***

Una lettera di mio fratello minore Gábor da Budapest. Sua moglie Tuci, insegnante di pianoforte, era stata allieva di Bartók, – è morta «inaspettatamente». Per i sopravvissuti, nei «casi di morte inaspettata» vi è sempre qualcosa di simile a un insulto. Lanciano un grido, fuori di sé, come se chiedessero quale indiscrezione sia mai questa!
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Mentre spengo la lampada: Babits. «Non è il cantore a generare il canto  è il canto a generare il suo cantore». E proprio vero. Ricordo i momenti in cui quel che avevo da dire si metteva a sprizzare scintille.
Poi tutto cambiò da un giorno all’altro, il modo di vita, il ritmo di vita; la quotidianità e il lavoro procedevano contemporaneamente…
Nulla di ciò esiste più.
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.
***

L’ipotesi avanzata dagli studiosi di Shakespeare, secondo cui in segreto il poeta sarebbe stato un papista, non trova nessuna conferma all’interno dell’opera. Nel teatro di Shakespeare l’inferno esiste, ma si trova qui sulla terra. E non vi è traccia di escatologia. Secondo il poeta, l’inferno non si trova nelle viscere della terra ma in superficie, dentro casa, sul lavoro, nella società, nell’uomo. L’umanità non è una genia infernale, come si suol dire, bensì la creatrice dell’inferno. «Non posso dirlo a nessuno  indi lo dico a ciascuno»…
Se non esiste nessuno a cui poter dire una certa cosa, è meglio non dirla affatto. Su «quella certa cosa» conviene tacere: su «quella certa cosa», ovvero su noi stessi.
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.
***

Non sono sano, sono molto stanco, può darsi che un verme mi stia rosicchiando dall’interno, o che la batteria cominci a esaurirsi.
Comunque mi attengo ancora alla breve passeggiata mattutina e a quella serale di tre quarti d’ora, il che mi aiuta a superare, alla meno peggio, un giorno dopo l’altro. La vicinanza della morte rafforza la coscienza più di quanto non la indebolisca.
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.
***

«Morte, accoglimi come tuo figlio». (Kosztolányi). Forse è meglio in quest’altro modo: «Morte, ti accolgo come mio padre».

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.
***

La nascita non è un’esperienza, giacché è accidentale, – si verifica e basta, senza alcuna intenzione. La morte è un’esperienza, perché si verifica anche andando contro le nostre intenzioni.
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.
***

«Ho compreso di non averti mai amato, la sola che io abbia amato è la mia passione»
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***
Hanno trapiantato il cuore di una scimmia in un neonato malato di cuore.
Per ora il bimbo è vivo. Darwin credeva che l’uomo discendesse dalla scimmia. Adesso l’esperimento si capovolge, l’uomo può trasformarsi in una scimmia.

Indirà Gandhi, primo ministro dell’India, è stata colpita a morte da due sue guardie del corpo. L’India è un Paese devoto. Le vacche sono sacre, è lecito sparare soltanto al primo ministro.

Non sono sano, qualche morbo mi corrode dall’interno: forse un cancro, come nel caso di mio padre, o forse è semplicemente la vecchiaia che succhia gli umori vitali… Il trapasso ha inizio nel momento in cui morire non ci sembra più un fatto impossibile. Per ottantaquattro anni, fino a oggi, non l’ho mai considerato possibile; e avevo ragione.
Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

Un riflesso che si ripete: al risveglio, ancora un po’ insonnolito, allungo la mano – come ho sempre fatto per sessantadue anni e otto mesi – per stringere la sua. Quando non trovo nulla da stringere, l’orrore: dov’è? In soggiorno? Nella stanza da bagno? E’ caduta per terra?… A quel punto mi rendo conto che «non c’è», perché è morta. Questo è il momento del risveglio. Quel che segue, sempre più intimamente, è il disgusto. Il disgusto, perché lei non c’è. Perché è morta. Perché tutto ciò che preti, medici, persone di ogni sorta hanno blaterato nel corso dei tempi a proposito della morte sono semplici menzogne. Il fatto stesso della morte è disgustoso.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

 ***

Di continuo la sua voce, quando – dopo aver taciuto per diversi giorni – parlò e disse: «Ma quanto ci metto a morire…». In seguito non parlò più.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Non scrivo, non leggo, ma a volte sogno che sto scrivendo qualcosa. In sogno le righe scorrono come quelle di un testo proiettato sullo schermo. E le righe hanno un senso, la scelta delle parole è corretta, la composizione è piena di vita. Non sono «io» a scrivere tutto ciò, è qualcosa che accade dentro di me. La via di ritorno dalla vita alla morte è oscura, brancolo dal nulla verso il nulla e lungo il percorso, ogni tanto, una parola, un concetto risplendono come lucciole nella buia foresta.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Di mattina, telefonata dall’Europa. E’ morto mio fratello minore Géza.
Nel periodo immediatamente precedente e successivo alla morte di Lola, negli ultimi quattordici mesi, la vita per me si è svuotata: se n’è andata Lola, poco prima mia sorella Kató e mio fratello Gábor, adesso Géza. Di tutta la famiglia sono rimasto io – la retroguardia: tra i miei parenti stretti non è più vivo nessuno. Li seguo – loro che «non sono andati via, sono soltanto andati avanti» – in fila indiana. Tutto ciò è sopraggiunto come un’epidemia. Infatti lo è, il tempo è un’epidemia…

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Quel rigo di Shakespeare. «Perché quali sogni verranno mai nella morte…». I sogni spaventosi esistono già nella vita. Ogni tanto ho paura di addormentarmi

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

La vecchiaia. Occorre decidere cosa debba farsene l’uomo vecchio della solitudine. Cos’è più giusto: essere soli restandosene da soli oppure essere soli in compagnia? Io vivo ormai da più di un anno in una solitudine che coincide con lo starmene da solo. Non è facile, non è neanche «vita», tuttavia è più tollerabile della solitudine vissuta in compagnia

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Erano in molti a volergli bene: in occasione della messa funebre più di cento persone hanno sottoscritto l’albo dedicato al suo ricordo.

Per quanto mi riguarda, è come se mi avessero colpito con un pugno nello stomaco: un insulto. Le fiabe che si narrano sulla morte – tutte menzogne. La realtà è un insulto, negarlo è un inganno. Detesto i preti, le fiabe narrate dalle religioni. Andarmene in pace, senza inganni e autoinganni penosi. Ormai non ho più nessuno. Quest’uomo era l’ultima «persona» per me. Non voglio più scrivere. E neanche vivere, ma soltanto andarmene in pace. Sarebbe un grande dono non svegliarmi più.

Attimi in cui è come se una bestia impazzita ululasse nel buio. L’attimo in cui alla fine di una lunga vita si capisce che il destino non è semplicemente crudele, ma anche disonesto.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Un attore, all’età di ottantuno anni, è morto al mattino, nel sonno. Per la prima volta da parecchio tempo sono sinceramente invidioso.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Vivo completamente solo, dunque non mi annoio. «Paura della morte». Temo che la morte sia noiosa.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

toccarla con mano. L’odore di morte si sprigiona ormai anche dai capi di abbigliamento. Scrivere il Roger. Come un debito d’onore da saldare. L’insieme, nonostante tutti gli orrori e le mostruosità, è stato comunque meraviglioso. Ma ormai mi vergogno di scrivere.

Márai Sándor * L’ ULTIMO DONO.

***

Nostalgia di ieri

luglio 11th, 2013

Nostalgia di ieri

 

Musica assordante..

quella più in voga

che più l’ascolti

e più il cervello inchioda

 

La tecnologia ci prende

le  novità sono tante

disorientati ci si arrende

senza pensare al danno della mente.

 

Quel sentimento..puro e semplice

un tempo nostro complice

allontanato..ripudiato

quasi fosse un peccato…

 

Per essere alla moda

anche la fede..va cancellata:

“qui e ora..tutto e adesso

niente amore..solo sesso”

 

Tutti per uno..uno per tutti

tanti i fiori..tanti i frutti

un paradiso ormai perduto

in un mondo sordomuto.

 

Senza concime l’albero perisce

il frutto non matura..marcisce

la terra arida e fredda

soccombe sgomenta.

 

Cronaca d’oggi:

“colpito in mezzo a tanta gente..

nessuno ha fatto niente”

sentimento assente

coscienza indifferente.

 

Felici.. con l’ultimo iPad

simili a tanti robot

tirati a lucido..fosforescenti

convinti di essere onnipotenti.

 

…E il malessere avanza..dilaga

la tecnologia non paga

la felicità tanto agognata

sta in tutt’altra strada!

Pubblicazione2

 

FRASI Sulla CRISI

luglio 11th, 2013

Immagine della crisi

La crisi è un’invenzione storica per giustificare l’avidità di pochi sui molti.
Stephen Littleword, Piccole cose

*

Il Sistema di cui sei schiavo vuole fortemente che tu continui a lamentarti di lui e se tu iniziassi a combatterlo sarebbe ancora più contento. Nel lamentarti gli riconosci potere. La lamentela è la preghiera che gli rivolgi tutti i giorni, nel lamentarti lo stai pregando come si prega un idolo.
Salvatore Brizzi, Il Libro di Draco Daatson

*

Non è col suicidio che si supera la crisi, non è lasciando un buco nell’esistenza delle persone che ti amano che puoi sollevare la pressione dell’economia che fa mancare il fiato.
Un tempo credevo che i soldi fossero fonte di gioia, di benessere, di equilibrio, “chi se ne frega dei rapporti con la gente” pensavo. “Posso comprare tutto per sentirmi bene”.
Ci sono voluti degli anni, un po’ di seri acciacchi, tante delusioni per capire che sbagliavo. Col tempo ho scoperto che in tempi di crisi, come quello che stiamo vivendo anche oggi, che si scoprono i rapporti autentici. Ci si stringe forte per non sentire il freddo, il brivido della difficoltà di vivere, si apprezza di più il cibo, l’affetto, l’autenticità, la semplicità. Non è impossibile, se ci si affida al buon cuore di chi ci ama, passo dopo passo possiamo uscirne. Sai qual è invece il vero problema? E’ che il mondo è così tremendamente sbilanciato… […] Chi ha troppo denaro non conosce il sentimento. Chi ha un cuore grande quanto il mondo non può permettersi nemmeno di uscire di casa per gridare “AMIAMOCI”. Questa è una grossa tragedia e chissà se avrà mai fine.
Anton Vanligt, Mai troppo folle

*

Oggi la crisi è crisi profonda. Crisi del sé, e dell’essere sempre insoddisfatti di tutto, o quasi. È la crisi del vivere immersi in un grigiore diffuso che rende grigi sentimenti, emozioni, fino a ingrigire l’anima; fino a quella scontentezza che, se non accolta come una normale fase ciclica della vita, impedisce di pensare a un futuro, di creare e progettare, e di uscirne. E così moltissimi tra noi vivono sempre sulla soglia della depressione, un limite molto fragile, facilmente oltrepassabile, al di là del quale si può spalancare il baratro della patologia vera e propria.
Dietro la maschera, magari in pubblico sorridente e gaudente, si nasconde la sensazione di non sentirsi all’altezza, di essere inadeguati o comunque scontenti, talvolta senza neppure sapere bene perché.
Olga Chiaia, A Un Passo dalla Felicità

*

Non aspettate che la crisi passi per essere felici. Siate felici per far passare la crisi.
La crisi è un risultato della depressione interiore di ognuno, della mancanza di vitalità, dell’abitudine al negativismo, alla lamentela, alle basse frequenze. Tutto ciò che percepiamo come esterno è un riflesso di ciò che cristallizziamo dentro di noi e nel quale poi ci identifichiamo. Naturalmente c’è chi obietta che non può non essere coerente con il proprio stato d’animo e sorridere quando dentro è depresso, ma questo è il risultato dell’identificazione con ciò che dovrebbe essere uno strumento: la mente. Gli stati d’animo cristallizzati sono solamente una serie di informazioni che noi continuiamo a nutrire portando lì la nostra identificazione. Quando diveniamo “Colui che usa lo strumento” se mi può bastare un sorriso perchè il mio cervello interpreti quel movimento e vada ad agire a livello neuronale ed endocrino producendo come risultato la felicità, perchè non lo devo fare?
Il Sé non è triste o felice. Il Sé Vive. Vibra con l’energia dell’esperienza, con la consapevolezza, la creatività, il genio e la Magia. E si diverte in questo gioco cosmico, a creare armonia perché è accordato con l’armonia del Tutto, si diverte a danzare, a fluire, ad amare.
Tutto il resto che ti preoccupa dalla mattina alla sera, non ti pare un po’ noioso a confronto?
Claudia Galli, Lifesurfing

*

In questi tempi di crisi tutti cercano un’idea, un aiuto per cavarsela. Nessuno è al riparo da un licenziamento o da un fallimento. Va detto che questa crisi è provocata dal pensiero negativo, collettivo, sostenuto e incoraggiato da dirigenti tutt’altro che illuminati, soffocati dai problemi e incapaci di tirarsene fuori. In sostanza, da persone che non sono guidate dalla luce. Luce! che parola magica. … senza luce noi siamo perduti, spaventati, bloccati, proprio come la Società attuale che non sa più in quale direzione andare, perciò fa qualunque cosa. Dalla notte dei tempi le guide di luce sono accanto a noi pronte ad assisterci, aiutarci, ad illuminarci. Sì, sono presenti in ogni momento ed è sufficiente chiedere loro di aiutarci perché vengano in nostro soccorso, a volte immediatamente e in modo straordinario!
Joeliah, Angeli di Luce

*

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “Superato”.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi delle’incompetenza.
L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita.
Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa,
che è la tragedia di non voler lottare per superarla.
Albert Einstein, Come io vedo il mondo

*

Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti. Esse hanno già messo in piedi un’aristorcazia facoltosa, che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione della moneta deve essere tolto alle banche e restituito al popolo, al quale appartiene.
Thomas Jefferson, nel libro Rivoluzione non autorizzata di Marco Pizzuti

*

Quando vi trovate in una situazione di crisi, concentratevi. Usate tutte le vostre capacità per affrontare in modo intelligente cio’ che sta succedendo. cercate di rimanere calmi, per quanto sconvolti vi sentiate. Agire diversamente interferisce con la capacità di giudizio, per non parlare del prezzo che si paga in termini di salute e benessere personale. Cercate i consigli migliori rivolgendovi a tutti gli specialisti che ritenete necessario consultare purchè vi aiutino nelle vostra scelta. Talvolta sarà necessario prendere tutta una serie di decisioni, una dietro l’altra. Scegliete… in una vera crisi non c’è spazio per l’indecisione. Fate la migliore scelta a vostra disposizione.
Alexandra Stoddard, Costruisci la tua vita

*

Le grandi emergenze e le crisi dimostrano quanto le nostre risorse siano più grandi di quel che pensiamo.
William James

*

La crisi chiude le fabbriche e le prime licenziate sono le donne. Se vado a fare la spesa sono assalita dall’angoscia perché i supermercati sono pieni di donne anziane che guardano i prezzi e fanno i conti con i centesimi per poter fare la spesa. Questo governo mi aveva dato grandi speranze, ma ha penalizzato i pensionati e le fasce più deboli. Non so più che pensare.
FRANCA RAME, Intervista su Liberetà

*

La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità.
John Fitzgerald Kennedy

*

Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale.
Aldous Huxley

*

Alcuni pensano di risolvere la propria crisi
attraverso il controllo delle risorse naturali
dell’Africa con la guerra.
La domanda che dobbiamo farci è
se vogliamo un mondo basato sulla giustizia,
l’uguaglianza e la solidarietà
o un mondo dove quelli che hanno più potere
impongono la guerra ai più poveri.

Aminata Traorè, attivista, già ministro maliano della Cultura

*

La crisi di crescita La crisi di crescita
Le prospettive del commercio equo e solidale
Lorenzo Guadagnucci – Fabio GavelliCompralo su il Giardino dei Libri
Sopravvivere alle Crisi Sopravvivere alle Crisi
Sette lezioni di vita
Jacques AttaliCompralo su il Giardino dei Libri
Non è Crisi è Truffa! Non è Crisi è Truffa!
Come i banchieri ci stanno derubando
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Guadagnare con la Crisi Maria Teresa Cometto Glauco Maggi Guadagnare con la Crisi
10 consigli per salvare i nostri risparmi
Maria Teresa Cometto, Glauco MaggiCompralo su il Giardino dei Libri

PAURA E CORAGGIO

luglio 11th, 2013

Avere coraggio non significa non sentire la paura, essa fa parte della vita, lottare e tremare allo stesso momento fa di te un vero uomo.

(Ejay Ivan Lac)

CORAGGIO2

 

Cosa dovrei sapere che non so!

luglio 10th, 2013

Sono grande, l’emotività cavalca

i miei giorni, cosa devo sapere

dell’amore che non so…….

La sessualità casuale mi delude,

da un senso di vuoto.

L’esperienza ha bisogno di legami

profondi, di sogni, di amore.

Cos’è questa inquietudine di

cambiamento, la ricerca della persona

ideale.

Trovala infondo al cuore, non

cercarla mai nel sogno di ogni notte,

la ragione non conosce le radici dell’irreale

non sa quale mistero nasconda.

Adulta mi perdo nelle incoerenze dell’amore:

Lui è conquista ma anche sottomissione,

egoismo e dedizione, rispetto e peccato è

paura ma anche coraggio, prigione e libertà.

L’amore è dolore ma anche felicità quella che

bramiamo e che ci dona il senso dell’eternità.

 

(Mirella Narducci)

Cosa dovrei sapere che non so!

Per fortuna sei con me…

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