L’Amore invisibile

febbraio 27th, 2013

Cosa si cela nel profondo rosso del nostro cuore? Eva plasmata da una costola di Adamo? È un mistero così antico ma così attuale. Così lontano dalla nostra mente, dai nostri sensi, a tal punto che per riconoscere la nostra seconda metà, nascosta anch’essa nel profondo rosso del suo cuore, senza volto, senza parola, invisibile ai nostri occhi, ci affidiamo ad un altrettanto misterioso senso, inizialmente potente ma ingovernabile, per questo cadiamo in buchi neri, in falsi amori, ma come sempre chi si rialza e continua a perseverare trova quello che ha tanto a lungo cercato! Fino al giorno in cui le due metà si riconosceranno con gli occhi del cuore!
Fabius Meneghella

La Vera amicizia

febbraio 27th, 2013

Trovare persone che non sanno il tuo nome, ma sanno come amarti, è stata l’emozione più grande che ho provato in quel luogo! Pensavo di conoscere l’amicizia migliore, invece ho scoperto quella Vera! L’amicizia non è divertimento, uscire insieme… ma è un qualcosa di più profondo, l’amicizia vera è quando un amico è disposto a dare la vita per te, anche se ti conosce appena, farebbe qualsiasi cosa per salvarti, l’amico vero si aspetta l’amore in cambio, non soldi o oggetti! Per la prima volta ho conosciuto persone senza “sottotesto”, cioè prive di doppio gioco, purtroppo senza saperlo molte persone che non seguono la parola di Gesù, assumono una doppia personalità, in breve, ci fanno capire che desiderano una cosa, invece lo fanno per altri scopi! Perchè le persone sottopressione rivelano ciò che sono veramente! Il dilemma scuote l’inconscio, e lo dissotterra! E’ meraviglioso parlare invece con persone che possiedono una sola personalità, se ti amano, ti amano veramente! Ho scoperto l’Amore, l’ospitalità fraterna, condita con un amore mai provato prima! C’è una luce diversa che brilla nei loro occhi, qualcosa che non puoi fare a meno di ritornarci! Apprezzare ogni singolo insetto, ogni petalo e amarlo, come un uomo! …Passeggiare nell’oscurità della notte, tra la natura, illuminati solo da una splendida Luna piena, è sublime! La notte acquerellata dal plenilunio rendeva magico il firmamento! Sono proprio tornato sulla Terra, non sapevo cosa stesse succedendo quaggiù, senza TV, computer…, si viveva solo di amore, contemplazione, amicizia e preghiera! E tutto questo regala un qualcosa, che non basta una poesia per descriverlo, ma bisogna provarlo… e quel qualcosa è la felicità!
Fabius Meneghella

Dietro la maschera

febbraio 27th, 2013

Sono forte mi dicono,

ma cosa c’è dentro di me

nessuno lo sa.

Mi alzo la mattina e metto

la mia maschera dal  bel sorriso,

scacciando ogni tristezza.

Non mi guardo allo specchio  per

paura d’intravedere  l’angoscia  lo

sgomento  che nascondo nell’anima

e muoiono dentro di lei.

In cerca dell’amore che non chiede,

cadrò ogni volta e sempre mi rialzerò

da sola.

Amerò in silenzio, soffrirò tacendo,

non negozierò mai con la vita, continuerò

a disegnare sorrisi sul mio volto finchè

l’uomo che voglio mi amerà per quella che

sono, scoprendo dietro la maschera tutta

la forza e il coraggio del mio amore.

 

(Mirella Narducci)

 

 

Il ricordo di Te…

febbraio 27th, 2013

Il ricordo di Te
per sempre.
Come sospeso,
immobile,
raggelato
tra i miei pensieri
senza respiro.
Figura indelebile.
Un marchio a fuoco
nell’anima
che non morirà
mai.

AL DI LA’ DI UNO SGUARDO

febbraio 27th, 2013

Solo chi ama profondamente riuscirà a cogliere lo stato d’animo che si cela al di là di uno sguardo. E lì che si riconoscerà la sincerità di un sorriso, perchè esso parte dal cuore ed illumina  gli occhi, prima di sfociare sulle labbra.. ♥ℐℬ

- Imma Brigante -

 

QUANDO AMO MI TRASFORMO IN FLUIDA LUCE

febbraio 27th, 2013

Quando amo
sento di essere il re del tempo
possiedo la terra e tutto ciò che essa contiene
e cavalco nel sole sul mio cavallo.
Quando amo
mi trasformo in fluida luce
che occhio non vede
e i versi nei miei quaderni
si trasformano in campi di mimosa e papavero.
Quando amo
acqua zampilla dalle mie mani
erba cresce sulla mia lingua
quando amo
Sono tempo fuori dal tempo.
Quando amo una donna
tutti gli alberi
corrono scalzi verso di me…

Nizar Qabbani

Dove sei amore……

febbraio 27th, 2013

Vorrei un giorno rifugiarmi
fra le tue braccia, sentirle
stringere, accarezzare
vestita solo dei tuoi baci,
urlami il tuo amore
silenziosamente, come
sai fare tu.
E’ un grido che fa fremere
il corpo, in sussulti, nulla
è più come quando mi hai
guardato, ora sono tua,
tuo territorio, tuo dominio
assoluto.
Sono qui, non più fatta di
ombre, ma linee decise d’un
corpo già caldo che ha preso
ogni tuo brivido, ogni tua rabbia.
Avrò con te la pazienza delle onde
di andare e di venire, resterò preda
finche sarò nel tuo cuore, nutrendomi
del tuo amore, starò nelle tue braccia
e tu nelle mie.

(Mirella Narducci)

 

“Ci sono vuoti pieni fino all’ orlo.”

febbraio 26th, 2013

“Ci sono vuoti pieni fino all’ orlo.”

Tanya Bì ©

CITAZIONI DA L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

febbraio 26th, 2013

Lo fissammo come se fosse stato un fantasma. Più ancora del portamento pieno di sicurezza, dell’aria aristocratica, del sorriso appena accennato e vagamente altezzoso, ciò che mi colpi
- con me anche gli altri – fu la sua eleganza. Per quanto
riguardava l’abbigliamento, infatti, io e i miei compagni costituivamo una congrega ben squallida. Le nostre madri erano convi nte che per andare a scuola andasse bene qualsiasi cosa, purché fatta di stoffa robusta e resistente
. Visto che l’interesse nei confronti delle ragazze era ancora sopito, non ci importava molto di farci vedere con indosso quell’insieme penoso di giacche e pantaloni corti o alla zuava, tutti ugualmente pratici e funzionali, acquistati
nella speranza che sarebbero durati finché non fossimo cresciuti troppo per portarli.
Ma il ragazzo che ci stava davanti era diverso. I pantaloni lunghi che portava erano di ottimo taglio e perfettamente stirati, ben diversi dai nostri confezionati in serie. L’abito dall’aria costosa era ricavato in un tessuto grigio chiaro a spina di pesce, di sicura fabbricazione inglese. La camicia azzurra e la cravatta blu a pallini bianchi facevano apparire le nostre, per contrasto, sporche, unte e sdrucite. Anche se ogni tentativo di eleganza costituiva ai nostri occhi un segno di effeminatezza, non potemmo impedirci di provare invidia nei confronti di quella figura, che trasudava agio e distinzione

***

Tre giorni dopo, il quindici marzo – una data che non dimenticherò più – stavo tornando a casa da scuola. Era una sera
primaverile, dolce e fresca. I mandorli erano in fiore, i crochi avevano già fatto la loro comparsa, nel cielo – un cielo nordico in cui indugiava un tocco italiano – si mescolavano il blu pastello e il verde mare. Davanti a me vidi Hohenfels; pareva esitare come se
fosse in attesa di qualcuno. Rallentai – avevo paura di oltrepassarlo – ma dovetti comunque proseguire perché sarebbe stato ridicolo non farlo e lui avrebbe potuto fraintendere la mia indecisione. L’avevo quasi raggiunto, quando si voltò e mi sorrise.
Poi con un gesto stranamente goffo ed impreciso, mi strinse la mano tremante. «Ciao, Hans,» mi disse e io all’improvviso mi resi conto con un misto di gioia, sollievo e stupore che era timido come me e,come me, bisognoso di amicizia. Non ricordo più ciò che mi disse quel giorno, né quello che gli dissi io. Tutto quello che so è che, per un’ora, camminammo avanti e indietro come due giovani innamorati, ancora nervosi, ancora intimiditi. E tuttavia io sentivo che quello era solo l’inizio e che da allora in poi la mia vita non sarebbe più
stata vuota e triste, ma ricca e piena di speranza per entrambi.Quando infine lo lasciai, percorsi in un batter d’occh
io la strada che mi separava da casa. Ridevo, parlavo da solo, avevo voglia di piangere, di cantare e trovai ben
difficile non rivelare ai miei genitori la mia felicità, non dire loro che la mia vita era cambiata, che non ero più un mendicante, ma
tutt’a un tratto ero diventato una specie di Creso. Per fortuna i miei genitori erano troppo occupati da altro per notare il cambiamento.

***

mia madrea[...] Di rado trovava il tempo per leggere, ma
di tanto in tantoveniva in camera mia, guardava con nostalgia i miei libri, ne toglieva uno o due dallo scaffale, li spolverava e li rimetteva a posto.
Poi mi chiedeva come andava la scuola, ottenendone in cambio un immancabile “benissimo”, borbottato con voce brusca, e
infine mi lasciava, portando con sé gli eventuali calzini da rammendare o le scarpe da risuolare. A volte, con gesto impacciato, mi appoggiava la mano sulla spalla, ma ormai lo faceva sempre più sporadicamente, avvertendo la mia resistenza persino nei confronti di espansioni così modeste. Solo quando ero malato riuscivo ad accettare la sua compagnia e mi arrendevo con ricono
scenza alla sua tenerezza repressa.

***

Un paio di settimane dopo mi invitò nuova mente a casa sua. Tutto si svolse esattamente come la volta precedente:
chiacchierammo, osservammo, paragonammo, ammirammo. Anche stavolta, a quanto pareva, i suoi genitori erano assenti, ma io
non me ne dolsi, anche perché ero piuttosto timoroso di incontrarli. La quarta volta
che ciò avvenne, tuttavia, cominciai a sospettare che non si trattasse di una coincidenza e a temere che mi invitasse unicamente quando
i suoi genitori erano via.
Nonostante mi sentissi vagamente offeso, non osai chiedergli delle spiegazioni al proposito.
Poi un giorno mi tornò in mente la fotografia di quel tipo che assomigliava tanto
a Hitler, ma subito mi vergognai di avere sospettato, anche per un attimo, che i genitori del mio amico avessero rapporti con un indivi duo del genere.

***

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