Cattiva luce

giugno 30th, 2013

Certe persone ti mettono in cattiva luce per cercare di mettersi in buona luce loro. Ma una lampadina spenta, anche se cerca di spegnere la luce altrui, rimane sempre spenta! Mentre una lampadina accesa, in mezzo a tante luci spente, si nota sempre.
Isac Randazzo

Tornare donna d’amare

giugno 30th, 2013

Il tempo scorre e lascia segni

su questo mio corpo che si

sente inadeguato come una

pianta d’autunno.

Ha paura di non dare o provare

emozioni, non vuole prepararsi

al grigiore di un angolo buio…..

Sta aspettando la mano forte,

rassicurante che la conduca nel

mondo di innumerevoli carezze,

di baci di parole sussurrate.

Sensazioni di un corpo attratto,

che palpita col mio dove la sua

forza diventa la mia.

E’ questo regalo che vorrei dal

tempo, non un ritorno dei ricordi,

ma una nuova vita.

 

(Mirella Narducci)

 

Tornare donna d'amare

 

 

 

Onislayer – Barbara Schaer

giugno 30th, 2013

onislayer_grande

 

Prima che me ne vada, sappi che ti amo. Non so se te l’ho già detto, ma ti amo. Tanto. Troppo. E se mi chiedi di uscire da quella porta io lo farò e non mi vedrai più, ma non ti potrò mai dimenticare e non potrò mai amare un’altra come amo te. Affetto, forse. Intimità. Ma non amore. E se vuoi sapere perché provo quello che provo non so risponderti, non ho motivi che ti possano convincere che quello che ti dico è vero. Ti amo e basta, come se fosse una cosa naturale, come bere, come mangiare, e non posso farci niente. Potrei dirti che mi completi, che senza di te mi manca qualcosa, ma non renderebbe l’idea. Ti amo perché devo, perché non ho alternative, non ne ho mai avute, e senza di te mi manca tutto. Mi manca la mia vita, perché la mia vita sei tu.

Barbara Schaer – Onislayer

 

Serve….dimenticare!?

giugno 29th, 2013

Insegnami a dimenticare

imparerò presto a sgretolare

nel mio pugno chiuso questo

cuore che non mi serve più.

Insegnami come fa la pioggia

a venir giù e ripulire tutto intorno

a me, a lavare i miei occhi che

non vedono che te.

Insegnami a nascondermi dietro

illusioni di una felicità mai raggiunta.

Insegnami a scrivere, quei pensieri,

quelle frasi che accendono il rancore

e calano il nero sipario dell’oblio.

Chi meglio di te m’insegnerà a cancellare

i sentieri dei ricordi, quando smarrita mi

hai lasciato nel labirinto della tua anima…

Non servirà ascoltarti non riuscirò, a dimenticarti!

 

(Mirella Narducci)

Serve...dimenticare!?

 

 

Solo in quest’attimo non sono sola

giugno 29th, 2013

Una giornata calda, ti sento

nei miei capelli, sulle gambe

aliti leggeri.

Sguardi che accarezzano

preludio di un amore.

Lavagna nera la mia mente,

tu vi cancelli gli ultimi no e vi

disegni un cuore, mi stringi

sento il tuo sguardo denso come

il miele ambrato che scivola sui

miei seni, le tue labbra non ne

perdono neanche una goccia.

Ti disseti, plachi i tuoi desideri

mentre il calore scorre lungo le

vene del mio cuore.

Raccolgo le emozioni, non penso

al passato ne al presente sono

ferma immobile in quest’attimo

irripetibile che non tornerà più,

fuori dal quale, non c’è più vita!!

 

(Mirella Narducci)

 

Solo in quest'attimo non sono sola

 

FRASI DI MARGHERITA HACK

giugno 29th, 2013

29 giugno 2013

muore oggi  Margherita Hack
“La signora delle stelle”

margherita-hack

La mia passione è la fisica e mi sono appassionata alle stelle quando mi è capitato di fare una tesi in astrofisica, dove per studiare le stelle si applicano tutti i campi della fisica; quindi quello che piace a me è la fisica, la ricerca fisica. Cos’ha in comune l’uomo con le stelle? Eh, parecchio perché tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le stelle, tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono sati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio  il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle.
Margherita Hack
***

I miracoli si possono spesso spiegare con abbagli, allucinazioni …ci sono tanti modi di spiegarli. Il miracolo di San Gennaro, ad esempio, è un fenomeno chimico di certi stati della materia che sono instabili, basta agitare un po’ un solido (il sangue del santo, ndr) per liquefarlo. Ci sono altri miracoli simili come le madonne che piangono ad esempio, … non ridono mai, non so perché!
Margherita Hack
***

Dal punto di vista etico è straziante pensare a quali sofferenze sono sottoposti gli animali, vere macchine da carne, allevati per ingrassare rapidamente, per riprodursi rapidamente in condizioni di sovraffollamento, per soddisfare la gola dell’animale uomo che si crede padrone di tutte le altre specie, quando invece è possibilissimo vivere senza carne, come la sottoscritta, vegetariana fin dalla nascita.
Margherita Hack
***

Credo in tutto ciò che ha una base scientifica, credo nella materia, non credo in dio, nell’anima o nell’aldilà. Dio è un’invenzione per spiegare cose che non sappiamo. Miracoli o madonne che piangono sono illusioni o fenomeni naturali non compresi: ma perché non ridono mai, ‘ste madonne? Siamo al mondo, per domandarci chi siamo e da dove veniamo. Dio è un’ipotesi non necessaria, per spiegare l’esistenza dell’uomo. Per non parlare dell’astrologia. Ma io sono astrofisica, quindi di parte.
Margherita Hack
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Fin dall’antichità l’umanità si è posta la domanda sull’esistenza di altre vite: sin dai tempi di Epicuro, di Plutarco, di Lucrezio Caro. Oggi possiamo dire perlomeno che esistono pianeti extrasolari: la loro esistenza è una condizione necessaria – anche se non sufficiente – per l’esistenza di altre forme di vita.
Abbiamo visto questi pianeti in orbita attorno a stelle di tipo solare abbastanza vicine a noi – a meno di cento anni luce da noi. Non si è visto direttamente il pianeta, ma si è visto che queste stelle hanno delle piccole oscillazioni nel loro moto che indicano che sono perturbate da un corpo: dall’entità delle oscillazioni si può ricavare sia il periodo di rivoluzione dell’oggetto perturbante sia la massa. Conoscere la massa è importante perché il corpo perturbante potrebbe essere anche una stella. Cos’è che distingue una stella da un pianeta? Un pianeta ha una massa inferiore a qualche centesimo della massa del sole. Una stella per diventare una stella, deve avere una massa pari a circa un decimo della massa del sole; altrimenti questa massa non riesce a innescare le reazioni nucleari, e se non si innescano le reazioni nucleari questo corpo non ha una fonte propria di energia e quindi non è una stella bensì un pianeta. Giove, per esempio, ha una massa pari a un millesimo della massa del sole.
Margherita Hack
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o credo che scienza e fede operino su due piani completamente diversi: la scienza si basa sull’esperimento, sull’osservazione e sull’interpretazione dei fatti tramite le conoscenze della fisica, quindi si basa sulla ragione. La fede è invece, per l’appunto, un atto di fede: la fede uno ce l’ha o non ce l’ha. Io non ho la fede, ma questo non c’entra niente con la scienza. Ci sono astronomi e scienziati credenti e ce ne sono altrettanti non credenti.
Margherita Hack
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Il sole è a metà della sua vita. Il sole ha cinque miliardi di anni, e si valuta che resterà invariato – cioè irraggerà la stessa quantità di energia – per circa altri cinque miliardi di anni, e quindi potrebbe ospitare la vita sulla terra se non ci distruggiamo prima, per altri cinque miliari di anni.
Dopo comincerà una rapida evoluzione. Il sole avrà esaurito l’idrogeno che, trasformandosi in elio, origina la reazione nucleare che è la principale fonte dell’energia irraggiata dal sole, e quidi avrà un periodo in cui il nucleo di elio resterà inerte perché alla temperatura attuale di circa tredici milioni di gradi l’elio non è in grado di dar luogo a reazioni nucleari, quindi andrà raffreddandosi, la pressione del gas che gli permette di equilibrare, la forza di gravitazione andrà diminuendo per cui il sole andrà a restringersi, il nucleo centrale a riscaldarsi e fino a che raggiungerà una temperatura di circa cento milioni di gradi. Allora l’elio comincia a produrre una enorme quantità di energia, molto superiore a quella che emette attualmente, ma per tempi molto più brevi. Il sole, per mantenersi in equilibrio, e quindi per dissipare tutta l’energia che produce, dovrà espandersi, e il suo raggio diventerà circa cento – duecento volte il raggio attuale. Quindi nell’espansione il sole diventa una gigante rossa, rossa perché la temperatura superficiale dai seimila gradi attuali scenderà a circa tremila, e quindi invece di irraggiare soprattutto nel giallo – verde come oggi, irraggerà soprattutto nel rosso, e gigante perché arriverà addirittura a coprire l’orbita della terra e quindi la terra sublimerà. La terra sparirà dentro il sole.
Margherita Hack
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Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po’ come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.

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Le conquiste sociali fatte sotto il fascismo oggi ce le sogniamo, il che è tutto dire. Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un Socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo.
Margherita Hack
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Penso che il cervello sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti.
Margherita Hack
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Sotto una Cupola stellata - Margherita Hack Sotto una Cupola stellata
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Così Parlano le Stelle - Margherita Hack, Eda Gjergo Così Parlano le Stelle
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UNA VITA SOTTILE * CHIARA GAMBERALE

giugno 29th, 2013

UNA VITA SOTTILE

Vivendo lasciamo dietro di noi delle tracce, grandi o piccolissime che siano: non possiamo essere così arroganti da pensare di essere i soli a decidere del loro valore
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE
C’è qualcuno che è stato mai in grado di dare un valore all’infinito? Tu sei il mio valore, in cui credere con tutta l’anima, ora e sempre.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE
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Il fatto è che Pablo intuiva.
Quante volte, allora, prima d’allora e dopo d’allora, mi ero vomitata addosso alle persone per legarle a me, per ottenere consensi, per sfiducia nelle altrui facoltà di sentire l’essenziale senza capire che chi non lo percepisce non lo potrà cogliere neanche se esplicitato! Pablo non ha avuto bisogno di nessuna spiegazione.
Mi ha detto, una sera: «Io sono stanco del mondo, voglio farla finita» e io allora allora allora.
Gli è bastata una mia lacrima e ha deciso di amarmi per sempre. Gli è bastata una mia lacrima e non smetterà mai di dedicarmi le sue raccolte di poesie e i suoi racconti dolci e tristissimi. Gli è bastata una mia lacrima per credere di nuovo, una lacrima di un occhio vergine che non aveva idea di tutto il buio che lo aspettava, una lacrima che era paura e candore e inno alla vita.
Pablo ha infilato quella lacrima nella sua ferita ed è guarito e poiché la sua ferita era nell’anima è lì che mi serberà per sempre.
Anche se per anni ho avuto gli occhi aridi, anche se per mesi spesso non rispondo alle sue lunghe lettere o ai bastoncini d’incenso e agli ometti di legno che mi spedisce, anche se non mi sono mai messa
lì a dipingergli tutto il mio dolore, Pablo sa. Spesso mi arrivano da lui buste completamente vuote o altre vuote e stropicciate, altre contenenti solo piccoli cigni di carta.
Mi chiama angelo, Elisewin, compagna di avventura, marinaio e qualche volta amore mio.
Per me lui è Pablo e basta.
La cosa che ho sempre trovato difficile è l’espressione.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Il sapersi esprimere. Con l’Angelo non occorre perché ciò che esprimo è ciò che sono. Quanti cieli dovremo ancora sorvolare prima di incontrarci? Nel mio cielo tu voli da sempre con me.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Tu non sei carina, sei bella e te lo devi ripetere tutte le mattine guardandoti allo specchio non perché tu debba credere di essere l’universo, ma una parte stupenda e irripetibile di universo
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Dovevamo incontrarci. Continuiamo a ripeterci ancora oggi.
«È stato il Destino» disse lei, «che in fondo non è altro che il soprannome di Dio quando si vergogna di firmare gli eventi con il suo nome.» Litri di Guinness, sigarette, gelato all’amarena spalmato sui toast caldi. Loredana usciva con un tipo, lì al College, che quando aveva letto il mio bigliétto le aveva intimato di fare attenzione, perché sarei potuta essere una lesbica. Risata.
«Non c’è niente da fare…» sorrideva Loredana.
«E che loro sono poverini, noi siamo più vicini agli dei…» Mi mostrò i suoi piedi lunghi e magri, con le unghie colorate.
«Li adoro.» Le raccontai il mio dolore, lungo e magro, in bianco e nero.
«Lo odio.» Abbiamo cantato, ballato, riso e pianto, tremato, ci siamo incontrate e separate per la mia partenza, abbiamo fatto in una sera tutto quel che di solito si diluisce in una vita trascorsa insieme.
«Porto io la tua valigia, per te pesa troppo» mi disse quando arrivò l’alba e il momento di andare a prendere il taxi per l’aeroporto.
«Porto io la tua valigia.» E mi fece promettere che gliel’avrei lasciata portare per sempre.
Ogni mattina, appena sveglia, ti dedico due boccate di vita, Amica mia.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

confesso che ridere mi piace quasi quanto scrivere e che è una delle prime cose che cerco nelle mie compagnie. Piangere, lo so fare benissimo anche da sola e di certo non ho bisogno di un altro che filosofeggi e sfiori l’infinito perché mi basto e mi avanzo. Al mondo chiedo di non intromettersi nel mio buio, se deve farlo in modo approssimativo, e di regalarmi luce e soprannomi e film di Ambra e spaghettate e i miei mostri sono meravigliosamente ed esclusivamente tutto questo
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Bologna è la femmina più ambigua che esista, è come se non avesse l’umiltà di definirsi provincia ma nemmeno il coraggio di essere città, vederla in cartolina o sognarla nel settantasette non è come viverla da studentessa universitaria esterna. Come possano convivere tortellini, ladri di bici, parrocchiane promesse spose a impotenti e che-guevaristi nostalgici me lo devo ancora spiegare,
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Non accetto provocazioni, continuo a parlare e vado per la mia strada. Non credo che un critico letterario o un docente universitario di letteratura debba essere solo uno che scrive e dice cose belle e inutili sui poeti morti, o cose qualsiasi e molto utili sui giornali per gli intellettuali vivi. Io cerco di essere il ponte dell’occasione attraverso cui si possa produrre una nuova conoscenza.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Il ricordo è una maledetta arma a doppio taglio, perché se da una parte lo accompagna la felicità di aver vissuto un bel momento, dall’altra proprio il fatto che quel bel momento ci sia stato o meglio, che sia stato e sia ormai cristallizzato nel passato ci lascia in balia di melanconiche consapevolezze.
Per questo Primo Levi definiva la nostalgia come un dolore complesso, fragile e gentile.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Ho imparato, con gli anni, a lasciarmi andare alle giornate, a chiudere gli occhi, farmi cullare dagli eventi senza opporre resistenza, perché è solo fatica sprecata e tanto tutta quella vita che ti viene addosso ti verrebbe addosso ugualmente prima o poi, magari mascherata, ma nessuno può sfuggire a quell’onda violenta che ti si sbatte in faccia ed è proprio tua, vuole proprio te…
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Mi insegnò a venerare la fatica delle braccia e l’Immediatezza, a ridere e ad avere a che fare anche con chi non sa usare i congiuntivi e, se si trova una cosa o una persona bella, a ringraziare la propria capacità di trovarla tale, così da amare se stessi sempre di più.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Mi regalò un quaderno rilegato in stoffa blu, con tutte le pagine bianche, dove in realtà, mi spiegò, le parole già c’erano e aspettavano solo di venire toccate dalla mia penna. «Per trovare le parole nel silenzio» diceva una scrittura stilografica e antica alla prima pagina. Io gli diedi un bacio leggero sulla guancia e lui tempo dopo mi scrisse che si sarebbe ripreso indietro quel quaderno per poi tornarmelo a dare, se il compenso fosse ancora stato quel bacio «perché» scrisse, «non era altro che un grazie, ma mille volte più bello».
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

A VOLTE MI CHIEDO

giugno 29th, 2013

A volte mi chiedo, se le cose che faccio o le frasi che dico, possano portarmi da qualche parte, mi chiedo perchè non ho mai avuto una vita perfetta, mi chiedo, perchè spesso mi agito la notte, e penso al passato come se fosse ancora il presente, mi chiedo spesso, perchè non mi prendo a schiaffi con le mie stesse mani, ho sempre la paura che tutto possa ripetersi e mi guardo allo specchio nella speranza di capire cosa c’è dentro, guardo il mio petto per capire quante ferite ho sul cuore.

Le lancette scorrono, ed io mi faccio assalire da ogni tipo di sensazione, vorrei poter leggere negli occhi di qualcuno, e capire se vale la pena toccare il suo cuore, sai, le persone feriscono, e tu non ti fidi più come dovresti, ma poi penso, e mi chiedo, posso continuare a provare terrore?

E così cammini per la stanza, cammini per la casa, scendi le scale e prosegui per strada, cammini, cammini, e non capisci se fai giusto, se fai sbagliato, e poi ti fermi…….

Sotto il sole.

Sotto il rumore delle persone.

La vita scorre veloce e tu non puoi stare fermo a lungo, perchè tutti corrono, tutti parlano, tutti amano, tutti ascoltano, e voglio poter correre anche io, parlare, amare e ascoltare, la voce, il cuore, e non fermarmi per nessuna ragione al mondo, continuare a tentare, e cercare di prendere per mano tutto quel che mi piace, perchè chi ti ha graffiato non deve avere il potere di fermare il tuo creato, perchè questa è la mia vita, e lo creata io, voglio completarla fino all’ultima goccia.

Non fermerò mai il mio percorso per te.

per voi.

Quindi ora mi chiedo, dove posso arrivare adesso che sono forte e intero?

(Ejay Ivan Lac)

AVVOLTE

 

 

IL POSTO GIUSTO

giugno 29th, 2013

Se cammini sbagliato, rischi di arrivare dove non vorresti mai camminare, nei pensieri brutti si nasconde la via per un mondo che non vorresti, se cammini giusto, potrai arrivare in un posto giusto, non è detto che sia il paradiso, ma almeno ti strapperà un sorriso.

(Ejay Ivan Lac)

LA SCELTA

 

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni