IL VUOTO

febbraio 28th, 2013

Il vuoto, nella notte, mentre i chiodi del passato bucano il cuore, te li aspetti arruginiti ma brillano come appena comprati, l’acqua che bevi per la sete risulta sporca e nera, la pelle si scalda dalla paura e gli occhi si chiudono per l’aria scura, danno fastidio le parole che ti aspetti mentre stringi i pugni, per le parole che vorresti, allucinazioni vive mentre i giocattoli del passato camminano affianco al mio letto, quella paperella a carica e i dinosauri di plastica che fanno la lotta, e desidero te, per cancellare tutto questo, mi basta il tuo sorriso, o una semplice carezza per sentirmi ancora vivo, ancora un po bambino.

(Ejay Ivan Lac)

MI DIVIDE DA TE

febbraio 28th, 2013

C’è quella linea che mi divide da te, quella linea che non vedi ma senti tirare appena mi avvicino, quella linea che da solo non riesco a spezzare, che mi impedisce di ascoltare quel che hai dentro, le tue emozioni, i tuoi brutti pensieri che puzzano di vecchio e restano saldati li dentro, nella tua pelle, nel tuo sangue, quella linea, che mi impedisce di ripulirti e portarti a zero, mi basta un tuo gesto, mi basta la tua mano che valca questo filo per distruggerlo in un attimo.

(Ejay Ivan Lac)

Una speranza

febbraio 28th, 2013

Ora che è in calo, il risultato,

ogni leader è preoccupato,

e si accorge solo ora,

che oramai è passata l’ora.

Grandi promesse, grandi proposte,

ma è finito il tempo delle “caste”.

Quello che prima era demonizzato,

ora è ambito come alleato:

bambini che seguitano a giocare,

viziati, non vogliono mollare.

Un uomo “bianco” oggi va via,

stanco di tanta ipocrisia,

di un mondo che soddisfa la sua sete,

solo con il potere e ha perso la fede.

Una rivoluzione,

una rivoluzione gentile,

è quello che ci vuole,

ripulire ogni piazza, ogni cortile,

via nella spazzatura,

tutto ciò che nuoce alla natura,

al popolo e ad ogni creatura.

Largo ai giovani, più puri e onesti,

per riparare i tanti disastri,

e far si che questa Italia nostra,

come la primavera rinasca,

rigogliosa, forte e gagliarda,

unica, seducente, maliarda!

SAI COSA VUOL DIRE ESSERE UNA PENNA A PARTIRE DA DENTRO?

febbraio 28th, 2013

La prima volta che ho conosciuto un foglio vergine avevo sei anni, da allora non ho più smesso.
Non so perché scrivere è diventato il mio modo di esprimere. comunicare. dare. parlare. esistere.

So che per due righe su un foglio che la stanchezza non riesce a farmi buttare giù, mi si spegne ogni volta una luce dentro e io forse poi non brillo più.

e tu lo sai cosa vuol dire? essere una penna a partire da dentro
tu lo sai cosa vuol dire? essere inchiostro a partire dalle vene
sai cosa vuol dire? la mia stanchezza.

Di una vita spesa a svegliarsi al mattino e caricare la molla dell’autoiniezione per far arrivare con la giusta spinta la forza di non cedere di non vendersi e svendersi di non arrendersi di non adeguarsi di non accettare il compromesso.

Di una vita a sperare di non essere giudicata e condannata per questa diversità a tratti invalidante che porta a scavare cercare andare ininterrottamente dentro e oltre intorno sotto sopra accanto nelle viscere tra le pieghe delle vene nei buchi nei tagli nelle ferite vere e in quelle intime nei ricordi tra le lenzuola dei fantasmi che arrivano poi a soffocare all’improvviso

Di una vita a cercare di smuovere energie e incastrarmi in occhi capaci di farsi abbagliare e cuori che nel loro tum tum bum bum riescano ad occupare non solo lo spazio toracico a loro disposizione ma si allarghino fino al ventre e salgano in spirali sottilissimi fino alla mente senza porre limiti all’illimitato. Senza creare aspettative e trasformare la bellezza dellíincanto infantile e delle spontaneità dei sentimenti in relazioni. Corpo. Unione. Desiderio. E non trovarne.

Sai cosa vuol dire ?

Vuol dire che poi una mattina ti svegli e la molla non si carica più e si muore per poter rinascere e quante vite ho?

Ne ho una che è questa che corre. Veloce e non si sa dove. E vento che taglia in faccia e freddo che sale da sotto le maglie leggere

E carne che si fa calore, che si fa fuoco con la rabbia che vi regalo, è amore. E adesso ne tengo un po’ solo per me.

Da farmi cadere addosso mischiandolo alla neve.

Perché vivo di cadute piccole in fondo allo stomaco e di domande senza risposta e di metodi non proprio ortodossi di punirmi.
Questo è il modo di viversi partendo da dentro. e’ una forma di coraggio.

Guardo in faccia i demoni. Quanti sono in grado di farlo? Quanta gente ha la forza di scriverne, di trarne linfa, di trasformare il demone in motore, di fare scelte, di voltare pagine, di ammettere di aver fallito?

e che male c’è? io fallisco spesso.

e se poi bestemmio ridendo, soffoco di troppa o troppa poca aria, piango, mi danno, sorrido di dolore, gioco a perdermi, corro da ferma

se poi faccio ANCHE tutto questo oltre ad essere sempre me stessa, coerente, felice, in movimento.

che problema c’è?

Terry

[da ESSERE UNA PENNA A PARTIRE DA DENTRO]

C’E’ SOLO UN LAVORO CHE NON PREVEDE LETTERE DI DIMISSIONI: L’AMORE

febbraio 28th, 2013

-“Ehi, mamma, ma quanto vivremo noi due?
-“Io, un giorno più di te…”
-“…”

Solo un giorno.
Un lungo, eterno giorno.
Per non farti morire
Senza di me.
Per non restare a morire
Senza di te.

C’è un solo lavoro che non prevede lettere di dimissioni.
Un solo treno che si ferma ad aspettarti, anche per sempre.
Un solo viaggio che può far ritrovare due anime.

L’Amore.

E io ti Amo.

A te, mamma… l’amore dei miei 30 anni..
C’è Tempo…

E a tutte le mamma, quelle che meravigliosamente lo sono.
E a quelle che desiderano di esserlo, perchè non perdano mai la speranza.
E a Te Sara, ovunque Tu sia.
Terry

[ da Essere una penna a partire da dentro]

Le PERSONE non si aspettano, i TRENI si aspettano

febbraio 28th, 2013


Le PERSONE non si aspettano, i TRENI si aspettano. Alle persone si va incontro.
Camy

È una FESTA la VITA, VIVIAMOLA Insieme*

febbraio 28th, 2013

Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare e mi ridà forza, vita? Vi domando scusa dolcissime creature non avevo capito, non sapevo, com’è giusto accettarvi, amarvi, e com’è semplice. Luisa, mi sento come liberato, tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah, come vorrei sapermi spiegare… ma non so dire. Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso, ma questa confusione sono io, io come sono non come vorrei essere, e non mi fa più paura. Dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita, viviamola insieme. Non so dirti altro Luisa né a te né agli altri. Accettami così come sono se puoi, è l’unico modo per tentare di trovarci. (Guido Anselmi)
Dal film 8½ di Federico Fellini

La fermata…

febbraio 28th, 2013

Perchè in fondo quello che immaginavi era giusto, era quel pensiero fisso che sorvolavi abbandonandolo nell’istante in cui lo pensavi. Cosi, giusto per non farti del male…
Ci sono momenti nella vita che devi capire e convincerti che sei arrivato tardi, che non è possibile scendere a quella fermata, momenti che l’abbraccio di chi vorresti amare te lo devi negare, senza pensare come sarebbe stato, perche sai che sarebbe stato per sempre, sarebbe stato il tuo respiro, la tua vita.
E allora continui il tuo viaggio come se la tua vita fosse dentro un treno con le sue fermate, e riparti, vedi quell’amore sempre più piccolo, che si allontana da te pur essendo ferma ad aspettarti,
ma lei non aspettava me, e questo io l’ho capito, doveva essere la mia fermata, sembrava quasi che il destino l’avesse fatto apposta a farci incontrare, invece mi sbagliavo, lei non era mia, non lo è mai stata, come potevo rubarla alle emozioni che mi raccontava, come potevo intromettermi al suo amore…un intruso è un intruso…. dovevo abbandonare quegli occhi, quel musino dolce, potevo gridargli il mio amore, a squarcia gola anche se non corrisposto sono sicuro che si sarebbe emozionata lo stesso, e invece no, tutto è rimasto dentro, come la lava dentro un vulcano….
Ma il pensiero non lo fermi, mille fermate ancora, e il tuo pensiero “abbandonato” e sempre lì, su quella fermata, su quegli occhi, e le distanze create dal tempo sono come un cordone ombelicale teso che ti da una fitta al cuore,
un pensiero lasciato in sospeso prima o poi prende voce, trova sempre quello sguardo lasciato nella tua mente, indelebile pensiero, che ti accompagna come se lei non si fosse mai allontanata, e allora scendi, perchè la vita ti da sempre un’altra possibilità, senza più la voglia di abbandonare il pensiero ma con la voglia di amare, glielo gridi in faccia il tuo amore, come se fosse una sua colpa il fatto di non averglielo detto prima, lo urli con il coraggio di un bambino che dopo vorrebbe scappare, ma lei ti guarda con gli occhi lucidi e ti dice: perchè non sei sceso quella volta, perchè…
anch’io Ti Amo…..
Ma devo andare….

La Dea

febbraio 28th, 2013

 

 

Io sono da sempre.
Io sono il caos converso che ruota nel perpetuo distendersi del tempo.
Dentro di me e con me germina la vita, così giovane come antichissima.
Io sono il ventre stesso in cui l’inizio prende vita.
Io sono il battito stesso del cuore dell’universo.
Esisto come esiste la luce ed il buio. Nasco e muoio in ogni istante.
Nel passare delle ere, molti sono i nomi che gli uomini hanno usato per invocarmi, per chiedermi consiglio.
Ad ogni tramonto della vostra vita vi benedico con l’abbraccio del mio intenso sorgere.
La mia voce è quella dell’acqua che scorre, del vento che soffia.
Miei sono i poteri della notte e del giorno, della vita della morte e della rinascita. Benedizioni )O(

La Soffitta delle streghe )O(

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