STIAMO MANGIANDO TUTTO

settembre 3rd, 2014

Stiamo mangiando tutti gli animali, i pesci scarseggiano e il verde è scomparso, abbiamo finito il petrolio, sporcato gli oceani e prosciugato i laghi…

Abbiamo indebolito la crosta terrestre, inquinato il cielo e creato malattie, siamo riusciti a cambiare il clima, che si deteriora minuto per minuto…

Ancora qualche anno, e moriremo tutti…

Se non ci svegliamo adesso!

(Ejay Ivan Lac)

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NON ESISTONO AMICI

settembre 3rd, 2014

Non esistono amici, ma persone, che poi collochi in vari settori della tua vita in base al grado di affetto, tutti possono essere tutto, senza paletti ne strade prestabilite!

(Ejay Ivan Lac)

SAGOME

 

PICCOLI DIAVOLI

settembre 3rd, 2014

Noto un rialzo di male educazione, da parte dei piccoli esseri umani, non hanno rispetto per gli animali, per la natura, per i coetanei e gli esseri umani…

Non è colpa loro, ma di chi li mette al mondo, gli insegnano che per andare avanti nella vita bisogna essere migliori e perfetti!

(Ejay Ivan Lac)

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FRASI SULLA NOVITA’

settembre 3rd, 2014

NOVITA'

Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l’abitudine e la novità.
Jean de La Bruyère
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Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è… Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l’allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, be’… buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua… Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! “Che è questo? Boh! Non lo so!” Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!…Forza cancellate tutto
Roberto Benigni * La tigre e la neve, film
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Da quando sei partito
c’è una grossa novità
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va…
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra
per continuare a sperare…
Lucio Dalla, L’anno che verrà
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Adoro gli scandali che riguardano gli altri, ma quelli che riguardano me non m’interessano. Non hanno il fascino della novità.
O. Wilde
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L’amore non può essere mai una solida base per il matrimonio perchè l’amore è gioco, divertimento. Se sposi qualcuno per amore sarai frustrato, perchè presto  il divertimento e la novità saranno passati e la noia avrà il sopravvento. Il matrimonio è una profonda amicizia, una profonda intimità. L’amore ne è una parte ma non è l’unica cosa. Quindi il matrimonio è spirituale. Esso è spirituale. Ci sono molte cose che non puoi approfondire da solo. Anche la tua crescita ha bisogno di qualcuno con cui condividere, qualcuno cosi intimo che puoi completamente aprirti a lui o a lei.
Osho, The Ultimate Alchemy
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Con la novità non puoi usare la mente; con il vecchio la mente è esperta. La mente può funzionare solo col vecchio. Con il nuovo, la mente è completamente inutile.

Pertanto sorge paura, e lasciando il vecchio mondo comodo e sicuro, il mondo della convenienza, sorge sofferenza. È la stessa sofferenza che prova il bambino quando esce dal grembo della madre. È la stessa sofferenza che prova l’uccello quando esce dall’uovo. È la stessa sofferenza che proverà l’uccello quando per la prima volta cercherà di spiccare il volo.

La paura per l’ignoto, e la sicurezza del mondo conosciuto; l’insicurezza dello sconosciuto, l’imprevedibilità dell’ignoto, rende molto spaventati.

E poiché la trasformazione avverrà dal sé verso uno stato di non sé, l’agonia è molto profonda. Ma non puoi avere estasi senza passare attraverso l’agonia. Se l’oro vuole essere purificato, deve passare attraverso il fuoco.

L’amore è il fuoco.
Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Amore, scienza e meditazione.
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L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità.
Ugo Foscolo
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Un arcobaleno che dura un quarto d’ora non lo si guarda più.
Johann Wolfgang von Goethe
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La novità ha un fascino a cui difficilmente possiamo resistere.
William Makepeace Thackeray
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FRASI SUI PITTORI E LA PITTURA

settembre 2nd, 2014

PITTURA

Chi biasima la pittura, biasima la natura, perché le opere del pittore rappresentano le opere di essa natura, e per questo il detto biasimatore ha carestia di sentimento.
Leonardo da Vinci, Trattato della pittura
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Dipingere non è un’operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un’opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi.
Pablo Picasso, in Françoise Gilot e Carlton Lake, Vita con Picasso
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Dipingere è azione di autoscoperta. Ogni buon artista dipinge ciò che è.
Jackson Pollock
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Dire al pittore che la natura va presa com’è è come dire al pianista che può sedersi sul pianoforte.
James Abbott McNeill Whistler, La lettura delle dieci
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Continuerò a dipingere il secondo quadro, ma so che non lo finirò mai. Il tentativo è fallito e non c’è miglior prova di questa sconfitta, o fallimento, o impossibilità, del foglio di carta su cui mi accingo a scrivere: un giorno, prima o poi, mi volgerò dal primo quadro al secondo e infine a questo testo, o salterò la tappa intermedia, o troncherò la frase per correre a dare una pennellata sulla tela del ritratto che S. mi ha ordinato, o forse su quell’altro, parallelo, che S. non vedrà. Quel giorno non saprò niente di piú di quanto non sappia oggi (che i ritratti sono entrambi inutili), ma potrò decidere se sia valsa la pena di farmi tentare da una forma di espressione che non mi appartiene, anche se proprio questa tentazione significa, in fin dei conti, che non era mia, in fondo, neppure la forma di espressione che ho finito per usare, per impiegare cosí meticolosamente, quasi obbedissi alle regole di un manuale. Non voglio pensare, adesso, a che cosa farò se pure questa mia scrittura sarà un fallimento, se, da allora in poi, le tele bianche e le pagine bianche saranno per me un mondo in orbita a milioni di anni-luce dove io non potrò vergare neppure il minimo segno. Se, dunque, sarà un atto di disonestà il semplice gesto di prendere un pennello o una matita, se una volta ancora, insomma (la prima non c’è mai stata veramente), sarò costretto a ricusarmi il diritto di comunicare o di comunicarmi, perché avrò tentato e fallito, e altre opportunità non ce ne saranno.
Mi apprezzano come pittore i miei clienti. Nessun altro. Dicevano i critici (quando parlavano di me, per poco e tanti anni fa) che sono in ritardo di mezzo secolo almeno, il che, a rigore, significa che mi ritrovo in quello stato larvale che va dal concepimento alla nascita: una fragile, precaria ipotesi umana, un acido, ironico interrogativo su cosa farò nella vita. «Che deve ancora nascere». Piú volte mi sono soffermato a riflettere su questa condizione che, generalmente transitoria per gli altri, in me si è fatta definitiva e vi noto, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, un che di stimolante, sia pure doloroso ma piacevole, come la lama di un coltello che si sfiora prudentemente, mentre la vertigine di una sfida ci fa premere la polpa viva delle dita sulla certezza del taglio. È quel che sento (o in maniera confusa, senza lame né polpe vive) quando comincio un nuovo quadro: la tela bianca, levigata, senza alcuna base, è il certificato di nascita da compilare su cui io (amanuense di un’anagrafe senza archivi) credo di poter scrivere dati nuovi e generalità diverse che mi sottraggano, definitivamente, o almeno per un’ora, a questa incongruenza di non nascere. Intingo il pennello e lo avvicino alla tela, diviso fra la certezza delle regole apprese nel manuale e l’esitazione di cosa sceglierò per esistere. Poi, decisamente confuso, saldamente legato alla condizione di essere quello che sono (non essendolo) da tanti anni, lascio andare la prima pennellata e proprio in quell’istante mi ritrovo lí, dichiarato davanti ai miei occhi. Come nel celebre disegno di Bruegel (Pieter), compare alle mie spalle un profilo tagliato con l’accetta e sento la voce dirmi, una volta di piú, che io non sono ancora nato. A ben pensare, sono cosí onesto da non aver bisogno delle voci di critici, esperti e conoscitori. Mentre trasferisco meticolosamente le proporzioni del modello sulla tela, sento dentro di me un mormorio insistente a ricordarmi che la pittura non è affatto quella che faccio io. Mentre cambio il pennello e indietreggio di quei due passi che mi permettono di inquadrare meglio e di chiarire quell’intrico che sempre rappresenta un viso «da ritrarre», rispondo silenziosamente: «Lo so», e continuo a ricreare un azzurro che ci vuole, una terra, un bianco che farà le veci della luce che non potrò mai captare. Lo faccio senza alcun diletto, perché rientra nelle regole, protetto dall’indifferenza che la critica ha finito per creare intorno a me come un cordone sanitario e, insieme, protetto dall’oblio in cui a poco a poco sono scivolato, ma anche perché so bene che il quadro non finirà mai in nessuna mostra né galleria. Passerà direttamente dal cavalletto alle mani dell’acquirente, perché il mio sistema è questo, giocare sul sicuro, in moneta contante. Di lavoro, ne ho d’avanzo. Faccio ritratti per tutti quelli che si stimano abbastanza da ordinarli e appenderli nei vari ingressi, studi, soggiorni e sale di consiglio. Ne garantisco la durata, non garantisco invece l’arte, e del resto loro non me la chiedono, anche se io potessi darla. Una somiglianza appena migliorata è il massimo cui arrivano. E visto che su questo punto possiamo anche concordare, nessuna delusione per nessuno. Ma quella che faccio io non è pittura.
José Saramago , Manuale di Pittura e Calligrafia
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Non dipingo un ritratto che assomiglia al modello, piuttosto è il modello che dovrebbe assomigliare al ritratto.
Salvador Dalì
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Se dipingete, chiudete gli occhi e cantate.
Pablo Picasso
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Non c’è miglior pittore di quello che intinge il pennello nel color d’oro.
Proverbio italiano
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Ogni pittor dipinge sé stesso.
Proverbio italiano
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Noi siamo perversi o illusi incantati o deserti. Sono solo, dipingere è un togliersi di mezzo.
Sebastiano Carta

FRASI SUL CATTIVO UMORE

settembre 1st, 2014

cattivo umore

Il cattivo umore è l’evadere dalla realtà; il buon umore è l’accettarla.
Malcolm Muggeridge
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L’umorista è un uomo di buon cattivo umore.
Jules Renard
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Papà era spesso di cattivo umore; metteva il broncio per intere giornate, e dava in escandescenze per delle sciocchezze: se le uova non erano cotte abbastanza, e i fazzoletti stirati male, se mancava un bottone a una camicia, alzava i pugni al soffitto, si strappava ciuffi di capelli e urlava minacce. Se non trovava a tavola il sale e il pepe ci avvisava di solito, mammà e tutti noi, che era stufo, stufo, e ci avrebbe piantati. Eravamo abituati a queste scene e nessuno più ci badava, nemmeno papà stesso.
John Fante, Una moglie per Dino Rossi
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che poca cosa, nel mondo reale, sta alla base delle meditazioni migliori. L’essere arrivato tardi per pranzo,, l’aver finito i fiammiferi , l’aver gettato deliberatamente, la scatola  dei fiammiferi in strada, il cattivo umore per aver mangiato fuori orario, il fatto che è domenica, la promessa nell’aria di un brutto tramonto, il non essere nessuno al mondo e tutta la metafisica.

Fernando Pessoa, Il Libro dell’inquietudine
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Immaginatevi di essere di pessimo umore, e che qualcuno vi stia accompagnando a fare una passeggiata. Il paesaggio è splendido, ma voi non siete dell’umore giusto per apprezzarne i particolari. Qualche giorno più tardi ripassate dalla stessa zona ed esclamate: “Santo cielo ma dov’ero l’altro giorno, per non essere riuscito a notare tutto questo?”. Tutto diventa splendido quando si cambia.
Anthony De Mello
 
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Il cattivo umore è una specie di pigrizia
Goethe
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Ero o sembravo duro come tutti, per una specie di impulso alla brutalità che mi veniva dal mio dubitare e dal mio cattivo umore. Mi sentivo così fatto male, così sprovveduto, così fiacco, mentre mi pareva che i miei calcoli d’arte fossero così giusti. Tenevo il broncio a tutti e anche a me stesso.

Edgar Degas

Tu….nella mia vita

settembre 1st, 2014

Nella mia prima vita c’eri tu

ci sei entrato come un uragano

sconvolgendo la mia normalità di adolescente

con prepotenza e senza esserne a conoscenza

mi hai rubato l’anima

giorni e notti a frenare i miei pensieri

a ricorrere i tuoi passi

senza conoscerne la via

ti ho ritrovato poi e ho legato

la tua vita alla mia.

Ricordo le attese e la paura

di chi o cosa poteva portarti via,

guardare alla finestra la strada

attendento il tuo arrivo e

sentire il cuore accelerare

nel vederti arrivare,

volare e non scendere le scale

per poterti riabbracciare

il mio sogno le mie speranze

Tu…nella mia vita.

Poi sei andato via

portandoti i miei sorrisi

il mio cuore con tutto l’amore

vuotando le mie mani

frenando i miei passi………

ma sono qui ad aspettarti ancora.

Nella mia seconda vita

sulla menzogna  ho costruito

un nuovo amore

ho inventato sorrisi

riempito le mie mani con

mani che non sono le tue

affiancato i miei passi a

passi che non sono i tuoi

si cammino……………

ma sono qui ad aspettarti ancora.

 

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OSHO * LA DONNA, UNA NUOVA VISIONE

agosto 31st, 2014

OSHO LA DONNA

Ιl mio sforzo, malgrado il mondo mi biasimi e mi condanni, è di condurre l’uomo e la donna a una dimensione in cui si possano accettare a vicenda, in quanto polarità complementari e opposte.

Se anche una sola frazione, pur minuscola, della società inizia a rispettarsi vicendevolmente, avverrà un’incredibile rivoluzione.

Ancora non è nato un essere umano integro. Sono esistiti gli uomini e sono esistite le donne, ma ancora non sono esistiti gli esseri umani. Io intendo dar vita a un essere umano globale, che abbia tutte le splendide qualità della donna, unite alle qualità dell’uomo.

L’amore da solo è cieco; la meditazione gli fornisce gli occhi. La meditazione gli dà comprensione. Ε quando l’amore è unito alla meditazione, l’uomo e la donna diventano compagni di viaggio lungo il sentiero della scoperta dei misteri della vita.

Solo nell’incontro di meditazione e amore avviene l’incontro dell’uomo e della donna…
***

Uomo/donna è forse la schiavitù più feroce che esista, in termini di identità: uno degli ostacoli più ardui da superare, allorché si aspiri a una reintegrazione che porti a conoscersi in quanto esseri umani. Ε un essere umano non è specificamente uomo ο donna: ha le qualità di entrambi.
***

Ιl mio sforzo è cambiare l’individuo; la società cambierà di conseguenza: si tratta solo di un nome!
***

Mentre sei innamorato, non puoi capire l’amore. Puoi sentirlo, ma non lo puoi comprendere. Ne sei troppo coinvolto. Per comprendere, è necessario essere distanti, avere una distanza e un distacco. Per comprendere è necessario essere un osservatore, quando sei innamorato, colui che osserva si smarrisce. Sei coinvolto nell’azione: sei un amante. Ε non puoi esserne testimone. Solo quando trascendi l’amore, quando sei illuminato e sei andato al di là dell’amore, sei in grado di comprenderlo.

Un bambino non è in grado di capire cosa sia l’infanzia. Quando l’infanzia è perduta, puoi guardarti alle spalle e capirla. La gioventù non può capire cosa sia la giovinezza. Solo quando sei invecchiato e ti guardi alle spalle, sei distante, distaccato, solo allora sarai in grado di comprenderla. Qualsiasi cosa venga compresa, lo è solo tramite la trascendenza. La trascendenza è la base di ogni comprensione. Per questo ogni giorno accade che tu dia consigli, buoni consigli, a qualcun altro che si trova nei guai. Ma se capitassero a te, non sapresti come uscirne: non saresti in grado di dare a te stesso quegli stessi consigli.

Se qualcun altro è nei guai, tu hai spazio per guardare, per osservare; puoi essere un testimone. Puoi dare un buon consiglio. Ma quando ti trovi nello stesso guaio, non conservi la stessa abilità. Potresti averla, se tu conservassi un distacco. Potresti averla, se anche in quel caso potessi guardare il problema come se tu non ne fossi implicato, dall’esterno, come se tu fossi su una collina e guardassi in basso.

Qualsiasi problema può essere risolto se, anche per un solo istante, tu ti astrai e riesci a guardarlo come un testimone. L’essere testimone risolve ogni cosa. Ma mentre ti trovi profondamente implicato in uno stato qualsiasi dell’essere, è difficile essere un testimone. Sei completamente identificato. Mentre sei in collera diventi la rabbia. Non rimane nessuno in disparte in grado di vedere, di osservare, di guardare, di decidere. Nessuno è lasciato in disparte. Mentre sei coinvolto dal sesso ti perdi completamente. In quel caso non esiste centro, non esiste una sfera distaccata.
***

Coloro che vivono nel mondo, non lο possono comprendere. Solo coloro che l’hanno trasceso, sono in grado di comprenderlo. Per cui, se vuoi comprendere qualcosa, qualsiasi essa sia, vanne al di là. Sembrerà paradossale: devi trascendere qualsiasi cosa tu voglia conoscere, solo in questo caso avverrà una conoscenza. Spostarsi all’interno di qualcosa, in quanto sua parte, può forse portare a raccogliere molte informazioni, ma non ti farà diventare saggio.
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mai nessuno ha la sensazione di dover cambiare: “Ιl mondo intero deve cambiare, non io. Io ho ragione, ho assolutamente ragione, e il mondo intero è sbagliato perché non si adatta a me”. Ogni sforzo fatto da tutti i Buddha è semplicissimo: tende a renderti consapevole che ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu sia, tu ne sei la causa
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Io non capisco me stesso: per me, il più grande mistero sono io stesso.

Mabon

agosto 31st, 2014

“Nel mese del Passaggio
nel difficile varco fra i mondi
l’augurio di custodire
mentre il buio avanza
la memoria della luce …”

**Possiate essere benedetti sempre**
La soffitta delle streghe
www.lasoffittadellestreghe.it

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