Un giorno ti racconterò di te…

maggio 13th, 2014

Un giorno ti racconterò di te, di come ti amavo quando finivamo di fare l’amore, delle espressioni del tuo viso che mi facevano impazzire, delle passeggiate mano nella mano e di come mi sentivo orgoglioso al tuo fianco. Ti racconterò di te anche quando non eri con me, di come ti addormentavi nei miei sogni, di come passeggiavi nei miei pensieri, di come ti spogliavo, di come ti inventavo. Un giorno ti racconterò di te, ti racconterò gli attimi e i momenti che eravamo insieme, di come ci amavamo, di come ti sentivi. Si, di come ti sentivi, perchè io lo so come ti sentivi, lo sentivo nelle gocce di sudore, lo sentivo nel respiro, nei tuoi occhi chiusi che mi guardavano….Un giorno ti racconterò di te, e ringrazierò Dio per essere stato amato come si amano i figli, incondizionatamente. Ti racconterò delle tue lacrime e di come mi uccidevano dentro, di come mi sentivo piccolo. Ti racconterò delle sorprese e dei sorrisi nel tuo viso, della luce che avevi negli occhi quando non mi aspettavi. Un giorno ti racconterò di te, dell’amore dentro che mi hai lasciato, di come ormai vivo di rendita, dei sogni realizzati, di come dipingevi le mie giornate, di come mi hai preso per mano e mi hai detto…Questo è l’amore. Di come me l’hai presentato, e di come sono rimasto sorpreso…

Un giorno ti racconterò di te tutto quello che non sai.

 

 

 

ESSERE UNA BUONA MAMMA – FRASI

maggio 12th, 2014

Mother-and-Child

Essere una buona mamma: l’esame insuperabile.

Anna Pianura

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Una buona mamma non sceglie la strada giusta per i propri figli, ma fa in modo, con la cultura e il dialogo, di illuminarle tutte così che loro possano trovare la migliore

Anton Vanligt

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Alcune madri sono madri che baciano e altre sono madri che sgridano, ma è l’amore lo stesso, e la maggior parte delle madri baciano e sgridano contemporaneamente

Pearl S. Buck

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Il vero amore di una madre aiuta il figlio a tagliare il cordone ombelicale

Jean Gastaldi

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Vede più una buona madre con un occhio che il padre condieci

proverbio

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Non tutte le mamme sono madri

Carlo Gragnani

Una buona madre vale cento maestri

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Una madre…
è la donna dall’aria sorpresa e deliziata quando i suoi figli le portano la colazione a letto alle quattro del mattino, il giorno della Festa della Mamma.
Ha dieci paia di braccia, non potrebbe farne a meno.
E’ la signora elegante con briciole di biscotto sull’abito da sera.
E’ la signora di cui hai assoluto bisogno quando nessun altro provvederebbe.
E’ la signora che riesce a dire frasette di consolazione che in qualche modo migliorano le cose.
E’ la signora i cui cassetti sono pieni di disegni con le dita, lettere, bigliettini di auguri fatti a mano, pulcini di Pasqua, gatti di pongo, attestati e medaglie e nessuno la convincerà mai a separarsene!
E’ qualcuno che ha imparato ad amare e mai più ne perderà l’abitudine.
E’ quella che sbianca se il telefono squilla alle undici di sera.
E’ la donna che riesce a fare dozzine di cose alla volta e trova lo stesso il tempo di baciare un ginocchio sbucciato

Pam Brown

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Non so dove andrai, cosa farai, chi amerai.
Ma io sarò lì, pronta ad approvarti.
Caro figlio, mi piaci, ti voglio bene, così come sei. Ma serbo nel cuore tutti i figli che sei stato negli anni. e mi piacciono e li amo tutti.
Io condivido le tue scelte e ti sono sempre vicina.
Hai portato con te il mio amore in luoghi che io non vedrò mai, in situazioni che non conoscerò mai.
Così l’amore vince il tempo.
Fai qualcosa anche per me. Qualcosa che io non sono stata capace di fare.
Scopri i luoghi che io non ho mai visto. Scopri ciò che è al di là della mia capacità di comprensione.
Speriamo figlio, che non ti serva un’uscita di emergenza. Ma, nel caso, ci saremo noi.
Naturalmente ricordo quando eri molto piccolo, ho immagazzinato tutte le cose che hai detto e fatto e le custodirò per sempre come un tesoro. Ti amavo tanto allora e tanto di amo adesso. E sempre ti amerò, per quanto lontano tu possa andare, per quanto tu possa sentirti giù e per quanto tu possa cambiare.
Per tutta la mia vita.

Pam Brown

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Madre è colei che dà la vita, colei che partorendoci ci fa entrare nel mondo e ci permette di esistere. E’ un ponte, un tramite tra noi e la nostra vita futura. E’ colei che rende possibile la nostra sopravvivenza – e più in generale la continuità della specie stessa – fornendoci nutrimento e sostegno.

Nonostante l’ovvietà di queste definizioni, e nonostante la familiarità di chiunque con almeno una madre nel corso della vita, non si arriva a coglierne appieno il senso se non sperimentando in prima persona. Divenendo madre, infatti, è come se ti si aprisse un canale; hai improvvisamente accesso ad un sapere e ad una conoscenza esclusivi, ti ritrovi a sapere le cose senza che nessuno te le insegni, cose che tu senti essere parte di una conoscenza antica e profonda, viscerale ed istintiva, trasmessa in qualche modo dall’antichità a te e patrimonio della collettività delle madri; e allo stesso tempo avviene una trasformazione tale per cui tanto di ciò che da sempre costituiva il tuo mondo passa in secondo piano quando non diventa addirittura irrilevante.

Fino a che sei soltanto figlia, avere un figlio è semplicemente un avvenimento fisico, tutt’al più complicato da qualche remora: significa rimanere incinte, partorire dopo nove mesi, e da quel punto in poi avere un bimbo da crescere; sembra che si diventerà madri nel momento in cui si terrà il bimbo realmente, fisicamente tra le proprie braccia. In realtà, iniziamo a sperimentare la dimensione della Madre nel momento in cui cominciamo a pensare se mettere o meno al mondo un figlio.

Quando una persona decide di avere figli, dovrebbe chiedersi perché li vuole avere. Ci sono persone che vogliono avere figli per realizzarsi, perché hanno in mente un modello di donna che è madre, o per far realizzare dai figli ciò che loro stesse non hanno avuto. Qualcuno pensa che mettere al mondo un figlio possa “salvare” un legame in crisi, un rapporto agli sgoccioli, una situazione insoddisfacente. C’è anche chi pensa di legare a sé un’altra persona, attraverso un figlio. Quando chiedevo alla gente di darmi una valida ragione per avere figli, le risposte più frequenti erano: perché una famiglia senza figli non è una famiglia; perché i figli sono bellissimi, ti danno tanti pensieri ma anche tanta gioia; perché quando diventi vecchio e non hai avuto figli ti rendi conto di aver sbagliato; perché quando diventi vecchio qualcuno possa occuparsi di te, così non resterai solo…

Poc’anzi dicevo che diventando madre “ti si apre un canale”. Questa è una delle definizioni popolari più ricorrenti quando ci si appresta ad affrontare il secondo parto, o quando si fa coraggio alla primipara spaventata: le donne più esperte dicono infatti che col secondo figlio, “il canale è già aperto”, ed il parto è meno doloroso. Ma se pensiamo a cosa si verifica molto prima del parto, nel momento in cui il bimbo viene concepito, ci rendiamo conto di cosa davvero significhi essere un canale: una madre usa uno strumento fisico – il suo corpo – per dare fisicità, materialità, a qualcosa che non è ancora fisico né materiale. Ecco cosa significa che la madre dà alla luce e dà nutrimento: ella offre la propria carne per far annidare, crescere, nutrire, e successivamente portare alla luce, una persona che ancora non esiste corporalmente. La madre realizza qualcosa che trascende la fisicità, ed è per questo che, specialmente durante il primo trimestre, molte gravide possono provare una bella sensazione di onnipotenza: ciò che accade alla donna che rimane incinta è profondamente umano, e allo stesso tempo trascende l’umano.
Nessuno sa cosa avvenga durante il concepimento: né da dove venga né che cosa sia la persona che nascerà fra nove mesi; non si vuole attribuire alla donna il potere esclusivo della creazione delle vite umane. Sta di fatto, però, che per venire alla luce, un essere ha bisogno di passare da uno stato di non fisicità ad uno di fisicità, ha bisogno di essere ospitato in un corpo di donna per maturare, ed è attraverso un corpo di donna che passa per nascere. Ecco perché la madre è un canale: avere figli, significa portare di qua un’anima, farla incarnare. La donna che diventa madre è un ponte tra il nostro mondo e l’altro. Essa è canale di un’energia che si trasforma da più sottile a più densa; il suo corpo è sacro, perché ospita qualcosa che diverrà una persona nuova, perché ospita la vita.

Barbara Coffani

Ci sono persone che non verranno mai amate….

maggio 12th, 2014

Ci sono persone che nessuno vorrà mai amare. Perchè credono nell’amore con la “A “maiuscola. Quello che se ti avvicini a loro devi lasciare fuori le bugie se vuoi amarle, quello in cui devi essere sincero al primo colpo, quello che se hai la possibilità di poterti comprare il male, di poterli ferire, non lo fai, perchè l’anima è ricca d’amore. Loro non vogliono essere amate, perchè dall’amore hanno imparato a leccarsi le ferite, da soli, hanno imparato a piangere, senza compassione, senza una pacca sulla spalla. Loro l’amore a buon mercato, quello che raccontano tutti lo hanno già vissuto. Ci sono persone esigenti in amore, lo sono diventati dopo tante cadute, dopo tante porte in faccia, persone difficili da amare, ma se ci riesci ne vale la pena, persone che se li guardi in viso sorridono, ma in fondo al cuore hanno la rabbia, l’odio, la diffidenza. Perchè loro l’amore hanno imparato a nasconderlo, a non mostrarlo a tutti. Loro l’amore hanno imparato a proteggerlo, hanno l’anima talmente delicata che se decidono di darti un sorriso, sanguinano. Sentono subito il vuoto. Ci sono tante persone che vogliono essere amate, tante, ma se stai decidendo di amare qualcuno difficile, qualcuno che non vorrà mai essere amato, fallo, ma ricordati di farlo con l’anima, con tutto te stesso, ricordati che l’amore in queste persone è già passato, prima, prima che tu arrivassi, è passato si, sotto forma di inganno, ricordati che le parole che stai per dirle le ha già sentite, che i baci e gli abbracci gli ha già ricevuti, ricordati solo di avere un cuore per lei, che sia sincero, innamorato, questo non lo ha mai avuto, non è mai passato sulla sua strada. Se stai decidendo di amare una persona che non vuole essere amata, non ti arrendere, amala prendendoti le colpe di chi non l’ha saputo fare. Amala anche quando pensi che non lo sta facendo, perchè in quei momenti ti sta già amando. Se invece hai deciso di amare una persona perchè è un tuo bisogno personale, fatti un giro, il mondo gira, prima o poi troverai qualcuno che ti amerà come tu vorrai.

 

 

 

 

 

 

 

 

A tutte le mamme

maggio 11th, 2014

Alle mamme sempre allegre e solari e anche a quelle più silenziose e riflessive.

Alle mamme che ci stanno accanto e anche a quelle che il destino ci ha portato via.

Alle mamme che non si curano del viso appiccicoso e sporco di gelato del proprio cuccioletto e lo sbaciucchiano lo stesso…

Alle mamme che vanno a cena fuori, ma non riescono  a stare sedute un attimo perché il loro piccolo si muove con un’agilità e una vivacità che stancherebbe chiunque, ma non una mamma.

A tutte quelle mamme che hanno il vestito sporco perché hanno preso in braccio il loro figliolo che, ahimè, aveva appena finito di giocare nella terra.

A quelle che amano giocare con i loro piccoli: magari la casa non sarà perfettamente  in ordine, ma loro preferiscono tenere “perfettamente felici” i loro figli.

A tutte le mamme che non riescono ad addormentarsi se il proprio figlio fa più tardi del solito.

Alle mamme che soffrono in silenzio quando il proprio figlio ha deciso di andare a vivere in un’altra città, mentre sentono il cuore spaccarsi in due:  non lo daranno mai a vedere per non turbare la sua serenità.

A quelle che “eroicamente” riescono a stare vicino ai propri figli che hanno gravi problemi di droga.

Alle mamme che hanno perso il proprio figlio  e silenziosamente continuano a vivere una vita a metà.

Un abbraccio a tutte, tutte le mamme allegre o tristi, gentili o dolci, severe o  burbere, perché al di là dell’involucro che mostrano, hanno il  cuore più grande del mondo.

(© Alessia S. Lorenzi “Come il Canto del Mare”)

(Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo o parte di esso senza la citazione dell’autrice)

mamma

 

MAMMA

maggio 10th, 2014

 
Il cuore di una mamma
è come un giardino !
Teneri germogli
sono i suoi figli
un tesoro ben custodito
con cura..che solo lei sa amare

Auguri Mamma!

 

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specchi

maggio 8th, 2014

Specchi,
riflessi ombrosi di pensieri lontani
rivedo abbracci segreti
fra i muri bianchi dei nostri cuori.
Nella penombra delle mie notti inquiete
cerco le mani che si mostravano
abbracciandomi
fra le coperte grige del nostro tempo.
Nell’acqua del mio cuore Rivero quei gesti
riflessi,uno o centomila raggi
per trafiggere e sorreggere il cuore.

notte di pensieri

maggio 8th, 2014

Arriva la notte
riporta i pensieri,
di giorni lontani
che sembravano veri.
Ne è passato di tempo
da quando
Nel buio felici,
incrociavamo gli sguardi
e ti dicevo credici.
Difficile dirlo
l’amore cercato,
Un diverso sorriso
Un pezzo lasciato.

Io…

maggio 8th, 2014

Io ti amavo.

E tu godevi.

Io ti cercavo.

E tu ti allontanavi.

Io piangevo.

E tu ridevi.

Io soffrivo.

E tu gioivi.

Tu avevi il potere.

Ma io avevo la felicità.

Castità: il piacere di non godere…

maggio 7th, 2014

Donne caste per una dignità

fatta da una madre miope e

paziente che t’insegna l’integrità

severa di una umanità lontana nel tempo.

E’ come un chiodo fissato nel tuo cervello

che blocca i tuoi sensi, penserai di essere

nata così e camminerai sempre a testa

bassa.

Abbi il coraggio di essere te stessa, bacia

il tuo uomo, mordendogli il labbro, digli: mi piaci!

Non abbassare lo sguardo, accetta di vedere in

modo franco il mondo, tutto sarà più vero più

radioso.

Questo t’insegnerà a camminare da sola, non è

la castità che ti fa pura ma è l’anima bella che

conserva pensieri sani.

Non essere una guardiana feroce, lascia all’amore

di sorprenderti, lui può darti la felicità.

 

(Mirella Narducci)

Castità: il piacere di non godere...

 

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