OGNI MIA DONNA IMPORTANTE SEI TU MAMMA

maggio 12th, 2013

MOTHER

Perché quando ho capito che tutte le donne che avevo e che avrei mai amato erano un po’ te, ero già troppo cresciuto.
Ero cresciuto ma non ancora grande. Si smette di crescere proprio quando si capiscono cose come questa:
che ogni mia donna importante sei Tu.

Gianfranco Pecchinenda, L’ultimo regalo.

Quel che vorrei

maggio 11th, 2013

Quel che vorrei

è camminar con te

mano nella mano,

sederci poi in riva al mare

a guardar le stelle

col capo chino sulla tua spalla

sentire le tue braccia stringermi

e  il calore del tuo corpo avvolgermi.

Tornare ai nostri vent’anni

viver i giorni trascorsi lontani

e chiedersi come abbiam potuto…..

.Siamo stati e siamo anime vuote

che si cercano e mai si troveranno

L’orgoglio ci ha divisi

e ci divide il presente

eppur vorrei esser li con Te

per poter gaurdarci negli occhi

e leggere l’amore

che ci tormenta  e brucia dentro

il mio amore  non potrà mai spegnersi

anche quando il cuore vecchio e stanco

smetterà di battere continuerà ad amarti

 

FRANCO DESTINO – Alfredo Chiàppori

maggio 11th, 2013

CHIAPPORI-A_franco0

la guerra ha ovunque lo stesso volto disumano: colpisce alla cieca anche gli innocenti, come se tutti fossero soldati in prima linea.
***

Il fronte è dappertutto, i rastrellamenti sono all’ordine del giorno. Tedeschi e fascisti arrestano gli uomini per inviarli nelle industrie belliche in Germania e per togliere di mezzo quelli sospettati di fiancheggiare i partigiani.

Un giorno Santina sente il rumore di un autocarro che si ferma sotto casa, sullo stradone per Bergamo. Si affaccia alla finestra e vede che sono tedeschi. C’è anche una camionetta, con un ufficiale ritto in piedi che urla ordini. I militari smontano svelti dal camion, le armi in pugno, e di corsa si dirigono verso la cava, al di là della strada.
Sono SS.
Poco dopo, da una delle gallerie escono due ragazzi con le braccia alzate. Sono i figli di Carolina, che abita nella casa di fianco alla cava. Carolina non assiste alla scena; è andata al lago a fare il bucato.
Santina vorrebbe togliersi dalla finestra, ma resta lì impietrita a guardare.
L’ufficiale continua a urlare. I due ragazzi hanno il terrore negli occhi. Li mettono contro un muro e li abbattono con una sventagliata di mitra. L’ufficiale si avvicina ai due corpi, toglie la rivoltella dalla fondina e impassibile spara un colpo alla nuca, prima a uno, poi all’altro.
Le SS si dividono in gruppi e iniziano a perquisire le case intorno.
Quando entrano in quella di Santina, la trovano seduta davanti al camino spento, con me in braccio e Cornelia che si nasconde alle sue spalle. Passano di stanza in stanza, guardano dappertutto, sotto i letti, dentro gli armadi. Salgono in solaio, sul tetto, scendono in cantina, escono nell’orto e sfondano a calci la porta del capanno dove Sandro tiene gli attrezzi. Guardano persino dentro il pozzo.
Cercano gli uomini, ma non ne trovano.
E finalmente se ne vanno.
Allora Santina, che ha ancora nelle orecchie i tonfi degli scarponi chiodati, cerca la scatoletta di tabacco Sant’Agostino. Con le mani che le tremano, si fa due prese abbondanti.
Tocca a lei andare incontro a Carolina, per prepararla a quel che l’aspetta. Mi affida a Cornelia ed esce.
***

Fino a che punto si spinge la nostra memoria?
I miei primi ricordi sono vaghi, nebulosi. Quando cerco di afferrarli, diventano fuggevoli ed evanescenti come fantasmi. Ma per una qualche ragione che ignoro, dalla memoria incerta ecco sorgere particolari e circostanze in cui mi ritrovo in lucida coscienza. Sono frammenti, eppure continuano a rincorrermi, a circuirmi.
A partire da qui comincia a dipanarsi il filo ininterrotto che tiene uniti gli eventi della mia vita: la memoria diventa tutt’uno col mio “io”.
***

Fa freddo, la coperta è morbida e calda. Si sente l’ululare cupo del vento che arriva dal lago, s’impiglia tra gli alberi, ne scuote le fronde, e scende con un lamento giù per il camino, di là in cucina. Sandro, che ormai chiamo “papà Sandro”, è lì vicino a me e mi canticchia una filastrocca:

El gatt soeu’l tècc
el mugna ch’el gh’ha frècc
miaaaauuu!
Io rido e gli chiedo di dirmela ancora. E poi un’altra volta, e un’altra ancora. Finché non mi addormento.
Nella camera da letto ci sono un comò e un grande armadio di legno scuro.
Sul comò, sopra un centrino ricamato, una piccola statua in gesso policromo della Madonna sotto una cupola di vetro: una figura in bianco e azzurro, gli occhi rivolti al cielo.
Ogni sera, prima di mettermi a dormire, Santina, che ormai chiamo “mamma Santina”, mi dice che devo salutare la Madonna, e m’insegna un gesto che faccio con la mano destra, toccandomi la fronte, il petto e le spalle.
«È il segno della croce.»
***

Dopo la morte di Cornelia non ho più nessuno che giochi con me. A pianterreno vivono due famiglie con bambini, ma sono tutti troppo grandi e non mi vogliono tra i piedi. Loro vanno già a caccia di lucertole e ramarri, a tirare sassi ai rospi, a cercar nidi di uccelli arrampicandosi sugli alberi, a fare il bagno nudi nel torrente che scende dal Magnodeno.
Così resto solo, quasi sempre sul grande terrazzo coperto, a inventarmi giochi silenziosi.
Rivelo una precoce attitudine al disegno, che diventa il mio gioco preferito. La fase dello scarabocchio dura poco; ben presto i miei disegni si fanno più precisi e accurati, ricchi di particolari.
«El se pèrd via inscé, el Nino» dicono in casa.
Un giorno, mamma Santina torna da Chiuso e dalla borsa della spesa toglie un pacchetto per me. Dentro ci sono un album, una matita, un temperino e una scatoletta di cartone con sei pastelli colorati marca Giotto.
Capisco per la prima volta che cos’è un regalo.
Disegno il mondo attorno a me: mamma Santina e papà Sandro; Rosetta e le altre; il cane Friz e il gatto Ciccio; il treno che vedo passare tra gli orti e i canneti verso il lago, con la locomotiva nera e lo sbuffo che esce dal fumaiolo; le montagne verdi, il cielo azzurro e le nuvole bianche; i vasi di gerani allineati lungo la ringhiera del terrazzo; le galline, i tacchini e le oche giù nel cortile.
Uno dei soggetti più frequenti è il grosso gallo che si chiama Terenzio: l’alta cresta frastagliata, i bargigli carnosi e rossi, il becco giallo, la coda a forma di falce e le piume blu, le zampe con gli speroni. Papà Sandro prende uno di questi miei disegni e lo incolla sul vetro della credenza in cucina.

A TE MAMMA!

maggio 10th, 2013

Non vi è niente di più bello

al mondo

se non il tuo nome!

” Mamma”

Sei mia madre!

 donna forte e coraggiosa

affrontando agi e disagi

gioie e dolori

senza mai vederti

inasprita ..stanca!

 Mamma

la tua bellezza non ha età

come una musica

che nasce dal cuore

sfiorando dolcemente l’anima …

 

 

 

A TE MAMMA !

Pensando a te mamma

maggio 10th, 2013

 

Mamma,

per tanto tempo non ti ho amato,

ti ho condannato,

ora non ci sei più,

ti ho perdonato,

forse perché ho capito.

Nella stessa situazione…

quanta fatica, quanto dolore,

si, io sono più forte,

ho aperto tutte le porte,

e non ho più la mia vita,

ma ce l’ho mai avuta?

Gli interrogativi sono tanti,

i dubbi ancor di più,

avevi ragione tu?!

La tenerezza che dimorava in me

dov’è?

quella gioia e quell’amore, non c’è,

si è spento il fuoco dentro me.

fragile si è lasciato morire,

e non so più  reagire.

Mamma,

quel che agognavo  da te,

non so più darlo neanch’ io

e non capisco il perché…

cena

 

 

FRASI SUL PECCATO

maggio 10th, 2013

il peccato

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità.
George Bernard Shaw

Posso resistere a tutto fuorchè alla tentazione
Oscar Wilde

E’ un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.
Oscar Wilde

Ogni santo ha un passato, mentre ogni peccatore ha un futuro.
Oscar Wilde

Il piacere è un peccato, ma qualche volta il peccato è un piacere.
George Byron

Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.

Kahlil Gibran

Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme, non eguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra.
Voltaire

Niente rende una persona più orgogliosa che sentirsi dare del peccatore
Oscar Wilde

Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle.
François de La Rochefoucauld

L’amore scusa tutto ciò che fa.
Molière

La purezza nella vita è la libertà dal peccato.
Orazio Flacco

La fame, non il peccato, è il genitore del crimine moderno
Oscar Wilde

Per l’uomo profondamente religioso, nulla è peccato.
Novalis

Fu un grande peccato, quello di chi inventò la coscienza. Perdiamola per qualche ora.
Francis Scott Fitzgerald

Ciò che viene denominato peccato è invece un elemento essenziale del progresso. Senza di esso il mondo ristagnerebbe, invecchierebbe, diventerebbe insipido.
Oscar Wilde

In vecchiaia ci si pente soprattutto dei peccati non commessi.
William Somerset Maugham

E’ un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto.
Winston Churchill

Il Peccato è l’unico vero elemento colorato rimasto nella vita moderna
Oscar Wilde

l’unica differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore ha un futuro
Oscar Wilde

PENSIERI NATALE*

maggio 10th, 2013

Un cuore vestito a festa
i pensieri addobbati di gioia
il sorriso scintillante di allegria,
è quello che ti auguro per questo Natale!
Stephen Littleword, Aforismi

*

Natale, il volto di un babbo,
le luci di un albero,
i colori di una ghirlanda,
il profumo dei biscotti,
e la gioia nel cuore.
Questo è il Natale,
una data che ci ricorda,
la straordinaria bellezza
che puo’ portare con se’
un giorno di festa.
Stephen Littleword, Pensieri Sul Natale

*

Non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno.
Stephen Littleword, Aforismi

*

Un albero addobbato di auguri…
e una stella luminosa sul tuo cammino
doni speciali che vengono dal cuore
ti auguro in questo Santo Natale.

*

Averti è il dono più prezioso e finché tu sarai accanto a me ogni Natale sarà sempre più bello ed un’occasione speciale di festa! Un motivo per provare una gioia speciale! Buon Natale!

*

E’ arrivato Natale!
Vi auguro di vivere serenamente ogni momento
di questa splendida festa che riaccende il desiderio di condividere e donare.

*

Questo Natale sia per voi un giorno sereno, in cui si possa godere insieme un briciolo di pace e tanta tranquillità. Buon Natale.

*

Nella notte più magica dell’anno, possano le stelle vegliare su di voi e la luna custodire i vostri sogni. Buon Natale.

*

Mi piace pensare che il Natale riesca a cancellare le incomprensioni, l’indifferenza, la cattiveria che purtroppo caratterizzano la vita di molti, lasciando posto ad una grande apertura di cuore.

*

Buon Natale per ogni sorriso che saprai donare, per ogni gesto d’amore che saprai compiere, per ogni carezza che saprai dare, sono questi i doni più preziosi che rendono felici chi li riceve, ma soprattutto chi li compie.

*

Dal vicino caminetto viene giù un angioletto l’ho mandato di nascosto a dar gioia in ogni posto, tanta gioia e tanto amore agli amici che ho nel cuore… Buon Natale!

*

Il regalo più bello quest’anno non lo troverò sotto l’albero ma nel mio cuore: la nostra amicizia. Buon Natale amico mio.

*

Che i desideri richiesti in questi magici giorni di festa si avverino e che la strada percorsa nel realizzarli ti porti solo felicità, fortuna, amore e salute! Tanti auguri e felice Natale.

*

*

Piccole Cose Stephen Littleword Piccole Cose
Aforismi d’Autore, Dediche Speciali
Stephen Littleword

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PROTETTO DA UNA FORCHETTA

maggio 10th, 2013

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Oltre alla pistola d’ordinanza, al manganello e alle manette, spesso in una tasca del cinturone della divisa mi infilo anche una forchetta. I miei colleghi pensano che sia una sorta di amuleto portafortuna. C’è chi porta negli anfibi la moneta scalfita che gli salvò la vita, o chi sull’impugnatura del manganello ha incollato un mini Padre Pio comprato in pellegrinaggioa San Giovanni Rotondo. Tutti hanno un piccolo talismano che nei momenti di minore lucidità consente di restare ancorato saldamente al suolo ed evitare pericolose deviazioni. Io ho una piccola forchetta da dessert, la rubai in un ristorante quando avevo nove o dieci anni. Da allora la porto con me ad ogni turno di lavoro. Posso dire che grazie a questa forchetta  sono diventato un poliziotto. Da piccolo infatti avevo l’abitudine di guardare le persone cattive attraverso i denti d’acciaio della forchetta per vederle una volta e per tutte in carcere. Protetto da una forchetta, con i cattivi in galera, mi sentivo al sicuro.

Avanzi, storie straordinarie di ordinario disagio – Pippo Zarrella

CUORI DI GHIACCIO

maggio 10th, 2013

I cuori di ghiaccio, fanno credere di essere forti, di saper camminare da soli, i cuori di ghiaccio, sono coloro che camminano sorridendo, circondati da persone, sempre, ma poi, quando sono lontani da tutti diventano acqua, e il ghiaccio si scioglie, prima di dormire guardano il cellulare, la mattina, guardano il cellulare, e allo specchio si accorgono che al loro fianco manca qualcuno di speciale.

(Ejay Ivan Lac)

AMORE2

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