La speranza è nell’amore

maggio 22nd, 2013

Si può ascoltare e non capire,

si può vivere cento giorni e

assimilare tutto nel solo giorno

che decidiamo di essere, di amare.

Non aspettiamo che il tempo ci

faccia cambiare le nostre bellezze,

le speranze, sperdute in quello spazio

cosi avaro che non ce le renderà più.

Lasciamoci guidare dalla irreale creatura,

la sorella spensierata di nome fantasia, ci

presterà Pegaso e voleremo in alto, lasciando

sotto le nubi la vita reale, crudele.

Torneremo in terra col cuore leggero perchè

la magia ci costruirà ali forti per vincere

l’incertezza, non più distanze, indifferenze

ma sorrisi quieti,profumi di giorni trascorsi,

silenzi dissetanti.

Da oggi tutto può ricomonciare, spezzando

i fili del dubbio, difendiamo l’amore che solo

lui rimane!!!

 

(Mirella Narducci)

 

La speranza è nell'amore

 

UN GENERE DI FELICITA’ IGNOTA

maggio 22nd, 2013

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«Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota nel mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita: non la libertà del dittatore che vuole imporre la sua volontà nel mondo, ma la libertà dell’artista privo di volontà, libero dal volere».

Karen Blixen, “La mia Africa”

Fuga da te

maggio 22nd, 2013

Mi hai visto fuggire, correvo

in quel prato

il cuore in gola mi allontanavo

da te.

Esplodeva il petto ma non fermavo

la corsa, impaurita dal gelo dei tuoi

sguardi.

Mi raggiungevano i pensieri pieni di

mille perché.

Un rimprovero il mio per quel non

voler vedere dietro la tenda dell’anima,

non voler scoprire la donna che sono,

arrenderti dopo esserti scaldato vicino

al mio fuoco, dopo aver preso la luce,

che ha fatto brillare i tuoi occhi, dopo

aver abusato del mio ingenuo candore.

Lontano non sei che un puntino, la mia

libertà non ha ostacoli, ai margini del

campo non oso voltarmi, ho paura di

non vedere più quel seme ormai perso,

che mi dava la vita.

(Mirella Narducci)

Fuga da te.... 

Imparerò ad ascoltare…

maggio 21st, 2013

 

Al bussar dell’alba

leverò le stanche membra dal mio agitato sonno

indosserò ciò che rimane di me

prenderò per mano il poco tempo rimastomi e

imboccherò quel sentiero sempre più erto e accidentato che conduce alla vita.

 

Indomito continuerò la mia ricerca con l’animo a brandelli

folate gelide l’attraversano

 

e…questa volta imparerò ad ascoltare

 

Il frusciar delle fronde mi parlerà della natura…

cingerò il capo con una corona di rami e foglie intrecciati

assorbirò la loro linfa

scorrerà in me

 

e…imparerò

 

Osserverò gli animali

vivrò con loro

come loro

ringhierò e azzannerò

avrò amplessi e partorirò cuccioli

mi ciberò di loro

 

e…imparerò

 

Poi m’immergerò fra la gente

sarò la loro ombra

ascolterò le loro parole

sarò la loro eco

sarò lo specchio delle loro espressioni

i loro gesti saranno i miei

morderò i loro silenzi.

 

Toccherò i loro pensieri

sfiorerò le loro anime…

scaverò nelle loro memorie

nei loro cuori

sradicherò i loro ricordi

stendendoli su sassi imbiancati

 

e…imparerò ad ascoltare la verità…

 

Come assetato berrò alla sua fonte

mi disseterò e mi vestirò d’essa e

richiuderò gli squarci al mio animo

 

Poi…

 

imboccherò l’ultimo sentiero

seguirò la prima stella della sera e

mi dirigerò là…dove tramonta il sole!

Eloquenza del silenzio..

maggio 21st, 2013

Eloquenza del silenzio
nel ventre buio
di un vento umido
smarrito tra viscide foglie.
Fate nascoste
dietro angoli di luna
prigionieri degli umori
del bosco.
Io ti cerco ancora
Amore
seppur
non ti conosco.

Essere me stesso

maggio 21st, 2013

Non ci tengo ad apparire ciò che piace agli altri. Preferisco essere ciò che piace a me stesso.

Isac Randazzo

Le parole d’amore

maggio 20th, 2013

Sono io, è la mia mano che

scorre su questo foglio bianco,

l’inchiostro disegna un mosaico

di parole a volte sostano incerte,

mentre altre si riversano come un

fiume in piena.

Potrei chiudere gli occhi e loro

continuerebbero a narrare la nostra

storia, il nostro amore.

Non ne cancellerò un sorriso, un

fremito, impertinenti incalzanti loro

le parole nel tempo rimarranno

impresse in questo foglio, scivolano

su di lui riempiono gli spazi.

Le divoro con gli occhi, mi dicono di

te, oltrepassano le barriere, quelle

che il tuo cuore ha costruito per rifiutare

ogni slancio, ogni carezza e mentre loro si

esprimono questo mio foglio sa di pianto,

mute silenziose lacrime, lo bagnano!

 

(Mirella Narducci)

Le parole d'amore

Ogni giorno è un’opportunità. Stephen Littleword

maggio 20th, 2013

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Ogni giorno è un’opportunità.
Immagina la fortuna che hai ogni volta che al mattino ti alzi.
Ogni giorno, puoi investire il tempo per te, per il tuo lavoro,
puoi scegliere, tra tutte le scelte disponibili, di lamentarti e non agire
o trasformare ogni secondo in un’opportunità per te e per gli altri.
La scelta è solo tua, hai tra le mani la più grande opportunità
del tempo da investire per gli altri e per te stesso,
tocca a te fare questo investimento.
Sii grande, sii folle! Sii te stesso!
Stephen Littleword, Nulla è per caso

*

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AVANZI, STORIE STRAORDINARIE DI ORDINARIO DISAGIO * PIPPO ZARRELLA

maggio 20th, 2013

AVANZI - Pippo Zarrella
Italia: 1- Etiopia: 0. L’Italia ce l’ha fatta. Ed io? Ce l’ho fatta io? Ma valeva la pena di venire qua e pagare l’affitto del semaforo a Don Gennaro?
Verde,Giallo e Rosso, AVANZI, Pippo Zarrella

***

Dalla settimana scorsa, ogni mattino saluto i miei bambini. Vado a “lavorare”.
Da una settimana a questa parte ho riavuto il “lavoro”. Anche se non è vero. È vero per i miei figli però.
Faccio questa farsa per loro. Da quando dissi che avevo perso il lavoro, i loro voti a scuola si sono abbassati. Ed eccomi qua. A mendicare dignità, a lavorare sui gradini del Duomo della mia città.

Buon Appetito, AVANZI, Pippo Zarrella

***

Precario. Come la vita precaria che ogni giorno affronto io e la mia famiglia. Confesso che per un attimo ci ho pensato anch’io. Anch’io per un momento ho pensato di uccidere me stesso per uccidere le mie responsabilità. Capisco di aver molto in comune con l’amico pinguino. Pure io tengo le ali ma non posso volare.

Tra poco pioverà, AVANZI, Pippo Zarrella

***

Io non raccatto rifiuti. Raccolgo chiazze di paura, brandelli di sogni e resti di speranze in giro per le città. Vuoi vedere la mia collezione?
Prologo: Chiazze di paura, brandelli di sogni – AVANZI, Pippo Zarrella

***

In cielo la luna piena è una mozzarella che lacrima malinconia. La strada è deserta. Sono solo. Neanche la mia ombra mi fa compagnia. Solo come una lattina logorata e consumata, distrutta dal mondo che la circonda.
Prologo: Chiazze di paura, brandelli di sogni  AVANZI, Pippo Zarrella

***

Il cielo ad un tratto si copre. Il sole si nasconde dietro un nuvolone grigio. Sembra che abbia vergogna.
Tutto diventa liquido. Le pareti delle case ondeggianti, i pavimenti molli, i vari oggetti che ballano una danza isterica. Le case in polvere. Urla. Pianti. Urla. Pianti. Urla e ancora pianti.
Poi, solo silenzio. Aiuto. Dove siete tutti? Nulla. Silenzio. Solo silenzio.
Il fiore di Iris – AVANZI- Pippo Zarrella

***

Ciao. Sono Iris. Ho sei anni. Vivo a Port-au-Prince ad Haiti in una luccicosa casa costruita da papà e mamma a pochi passi dalla spiaggia. Si avete capito bene: ho la casa luccicosa. Mamma pulisce le lamiere tutti i giorni e quando il sole si riflette sulle pareti della casa si crea un gioco di luci molto bello.
Molti di voi mi invidieranno il fatto che vivo sulla spiaggia. Lo so. Sono fortunata.
Il fiore di Iris, AVANZI – Pippo Zarrella

***

Davanti alla tomba di mio marito , anziché lasciargli una rosa, mi gusto una morbida rossana…
Finchè morte non ci separi! – AVANZI – Pippo Zarrella

***

Una volta su un giornale vidi uno di quei bambini un po’ grassottelli che vivono senza il sole e senza il mare in quei grigi palazzoni di quaranta o cinquanta piani in America. Secondo me si annoia a morte a stare tutto il giorno chiuso in gabbia senza farsi il bagno, o a giocare con la sabbia come faccio io con i miei
fratelli. Però a volte lo invidio. Se sale all’ultimo piano può toccare il cielo con un dito. Io questo non lo posso fare. Vivo al piano terra.
Il fiore di Iris- AVANZI – Pippo Zarrella

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