Io ho scelto…

aprile 10th, 2013

Quando mi dicevi io ho scelto te, mi sentivo come un oggetto sullo scaffale di un supermercato,

o come se avessi fatto un provino e superato l’esame, il tuo esame.

Quando mi dicevi io ho scelto te, mi sentivo un miracolato, un fortunato, mi sentivo quasi “speciale”.

Scattava in me una sorta di competizione, come se avessi uno sfidante in amore subito pronto a prendere il mio posto.

Tu dicevi ho scelto te,

e in me c’era la voglia di stupire come se ci fossero altri da poter scegliere, sentivo la colpa di essere stato scelto…

Mi sentivo come una margherita senza colori, bianca in un prato insieme ad altre mille, senza nessuna particolarità, senza nessuna sfumatura.

Io non volevo essere speciale,

non volevo essere felice,

non volevo aver paura.

non volevo fare gesti eclatanti quelli che si fanno per poi essere ricambiati,

io non chiedevo molto, volevo solo essere amato,

ma tu hai scelto me insieme a tutti gli altri…

Ed io per una volta ho scelto…

Ho scelto me stesso….

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IL MONDO FA LA COSA GIUSTA

aprile 9th, 2013

Il mondo fa la cosa giusta, gira sempre con precisione ed ottiene sempre ciò che vuole, realizza i suoi desideri, ha il calore del sole e guarda le stelle, sono le persone che non girano mai con precisione, sono confuse e vanno sempre dalla parte sbagliata, non ottengono mai ciò che vogliono, e se il mondo gira in avanti le persone camminano sempre all’indietro.

(Ejay Ivan Lac)

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VUOTO

aprile 9th, 2013

Mi sento vuoto, quando penso che non ci sia modo di poter raggiungere quel cuore che ti dica: “Resta tranquillo, fallo per me” alle volte mi capita di guardare il buio, ed è come guardare la mia vita, penso che la tensione dia fastidio, penso, che tutto ciò che sento non potrò mai dimostrarlo a pieno, e mi chiedo, a chi importa di me? è una costante sensazione che ti rende nervoso, agitato, non va via e non ti molla, dormire è impossibile, quando sai che le cose meravigliose esistono, ma non puoi averle, allora mi chiedo se posso restare così ancora per molto, e guardare gli altri prendersi tali meraviglie, o chiudere gli occhi per sempre, per non vedere ne sentire!

(Ejay Ivan Lac)

VUOTO

L’amore negli occhi.

aprile 9th, 2013

Quella sera me la ricordo bene.
Quella sera mi guardavi con degli occhi diversi.
Avevi gli stessi occhi di un bambino che non riesce a tenere un segreto: scalpitanti, agitati, lucidi.
Avevi l’amore negli occhi.
Avevi l’amore nel cuore e non potevi dirmelo.
Io leggevo qualcosa di forte. Istintivamente, avevo abbassato lo sguardo.
Non ero pronta e tu lo sapevi. Sapevi che alla sola idea di pronunciare tanto amore, tremavo.
Tu sei sempre stato così, sei sempre arrivato prima di me. Hai sempre trovato il modo di tirar fuori le miglior sensazioni, i miglior sorrisi, le migliori parole. (…)
Quando senti qualcosa dentro, deve farla venir fuori in modo naturale, eppure tu, tu l’avevi bloccata per me.
E forse, ho iniziato ad amarti più forte lì, nel momento esatto in cui mi avevi dato la possibilità di scegliere, nel momento esatto in cui mi sentivo libera di riconoscerti in quelle emozioni mai provate. E non tremavo, non tremavo più.
──ericas.

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COME SMETTERE DI FARSI LE SEGHE MENTALI E GODERSI LA VITA * GIULIO CESARE GIACOBBE

aprile 9th, 2013

Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita

Ma quante volte tu traduci il tuo pensiero in azione? Quante volte tu usi il tuo pensiero per risolvere problemi reali utilizzando la sua funzione più evoluta?

Quante volte invece ti immagini azioni che non sei stato o non sei in grado di compiere?

Quante volte utilizzi la funzione più primitiva del pensiero semplicemente per contenere la tensione generata dai problemi reali non risolti con l’azione?

Tu puoi facilmente constatare che la maggior parte del tuo pensiero è rivolto ad assolvere la sua funzione primitiva di contenimento della tensione simulando azioni immaginarie sostitutive delle azioni reali non compiute, piuttosto che a risolvere, con l’azione reale, problemi reali.

Ne deriva una verità tremenda, che pochi sono in grado di reggere senza farsi prendere da un travaso di bile: il pensiero è molto spesso una sega mentale

Giulio Cesare Giacobbe * Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita 

***

 

Questo è un modo vantaggioso di vivere la realtà: vedendo nel presente gli aspetti positivi del passato.

Il vedere soltanto e anzi il soffermarsi sugli aspetti negativi del passato equivale a pensare cose non attinenti alla realtà e quindi a farsi delle seghe mentali.

E queste seghe mentali, che sono specificamente malefiche, alla lunga portano a una conseguenza terribile, che equivale a un suicidio: la depressione.

La depressione è il nostro più grande nemico: essa ci fa non solo soffrire, ma anche ammalare e morire.

Giulio Cesare Giacobbe * Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita 

***

La liberazione definitiva e permanente dalle seghe mentali, o meglio la costante consapevolezza, è stata tramandata nella cultura orientale con il nome di illuminazione.

La famosa e misteriosa illuminazione è dunque soltanto questo: uno stato permanente di consapevolezza della realtà.

Non è cosa da niente, naturalmente.

Ma la sua straordinarietà non sta nello stato in se stesso, bensì nella sua durata.

Tutti siamo capaci di essere consapevoli qualche volta, ma pochi sempre.

Naturalmente anche lo stato di illuminazione è una mi-tizzazione.

Non si può infatti essere proprio sempre nello stato di consapevolezza.

Neanche il Buddha c’era (qualche volta s’incazzava pure lui).

Tuttavia vale la pena cercare di esserci il più a lungo possibile.

Perché trovarsi in quello stato significa sciogliere la tensione che è in noi, uscire dalla « condizione umana » di sofferenza continua.

Infatti lo stato di illuminazione è stato definito dal Buddha «la liberazione dalla condizione della sofferenza umana ».

Il segreto è: non farsi aspettative ma godersi la vita per quello che è.

Qualsiasi cosa sia

E imparare ad amare.

Giulio Cesare Giacobbe * Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita 

 

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita

Giulio Cesare Giacobbe

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Senza di te……..

aprile 9th, 2013

Non so più dove cercarti

hai sbattuto la porta

con tutte le tue ragioni….

Sono qui nel silenzio

nel vuoto di un assenza

difficile da sopportare,

caduta nella sconfitta

senza nessuna voglia di

ricominciare!

Quella speranza, sempre

mia amica, ora si allontana.

Debole cercherò nuove

emozioni per trovare un

segnale di rinascita e sentire,

vedere, respirare nuovamente,

la vita.

 

(Mirella Narducci)

Senza di te......

 

 

Aspettare,…….ormai un’abitudine!

aprile 9th, 2013

Aspettare, qualcuno, una voce

una telefonata.

L’attesa ti consuma, il groviglio

che hai nella testa ti fa star male.

Nel silenzio rifletti, su quel problema

che ti ha ferito il cuore, ti affatichi

per capire mentre soffochi le parole.

Solo un sogno ti potrà salvare,le cose

importanti rimangono sepolte,

nel tuo oblio e sai che basterebbe

un orecchio che sappia ascoltare, per

sciogliere i nodi della tua storia.

Se solo quel telefono, iniziasse a suonare,

per te……..

 

(Mirella Narducci)

Aspettare,.....ormai  un'abitudine!

 

 

una scelta non scelta

aprile 9th, 2013

Una realtà non prevista

e una vita diversa,

scelta obbligata

per una scelta sbagliata,

così questa vita

è sempre in salita.

 

Non mi colpisce la dolce rassegnazione,

in agguato ancora e sempre l’illusione

che passi la stagione.

 

Sensi di colpa minano la mente

e una presenza fissa, costante,

disturba, la vorrei distante.

 

Non pensare a ciò che dico e penso

è quel che voglio e sento,

vivere momento per momento

e gettare le ombre al vento.

 

È stata una tua scelta non la mia

un aiuto si, e come non potrei

ma senza rinunciare ai sogni miei,

ho già dato e dato tanto

quest’ultimo atto, ultima sinfonia

voglio dar sfogo alla fantasia

e poi sia quel che sia

e fatta la volontà “Sua”.

ILLUMINAZIONE vuol dire IMPARARE AD AMARE

aprile 9th, 2013

ILLUMINAZIONE E' AMARE

La liberazione definitiva e permanente dalle seghe mentali, o meglio la costante consapevolezza, è stata tramandata nella cultura orientale con il nome di illuminazione.

La famosa e misteriosa illuminazione è dunque soltanto questo: uno stato permanente di consapevolezza della realtà.

Non è cosa da niente, naturalmente.

Ma la sua straordinarietà non sta nello stato in se stesso, bensì nella sua durata.

Tutti siamo capaci di essere consapevoli qualche volta, ma pochi sempre.

Naturalmente anche lo stato di illuminazione è una mi-tizzazione.

Non si può infatti essere proprio sempre nello stato di consapevolezza.

Neanche il Buddha c’era (qualche volta s’incazzava pure lui).

Tuttavia vale la pena cercare di esserci il più a lungo possibile.

Perché trovarsi in quello stato significa sciogliere la tensione che è in noi, uscire dalla « condizione umana » di sofferenza continua.

Infatti lo stato di illuminazione è stato definito dal Buddha «la liberazione dalla condizione della sofferenza umana ».

Il segreto è: non farsi aspettative ma godersi la vita per quello che è.

Qualsiasi cosa sia

E imparare ad amare.

GIULIO CESARE GIACOBBE – COME SMETTERE DI FARSI LE SEGHE MENTALI E GODERSI LA VITA

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