Dubbio

luglio 2nd, 2012

E’ già domani, il sole mostra il suo nuovo volto, la vita riapre il suo uscio…ma la paura della solitudine ed una gran voglia d’amare sono ancora vive in me. Certo è meglio non pensare…avrò tempo per pensare, forse è meglio non sapere…non sentire…non vedere… non cercare. Avrò il tempo di sapere…di capire forse più…

(1974)

RUMORE DEL SILENZIO

luglio 2nd, 2012

Non ci sono vibrazioni.
Situazione davvero inconsueta.
Adesso puoi sentire
Il rumore del silenzio.
Il rumore del silenzio vien da Te.
E’ tutto quello che non esprimi.
Per paura.
Per abitudine.
Per disaffezione a Te stesso.
Il rumore non è forte. Ma si sente.
Solo Tu puoi sentirlo.
E’ una voce indipendente.
Che non sente ragioni.
Che non vuole contendenti.
Che ammette solo il respiro.
E cos’ha da dire ?
L’inespresso forte come una sirena.
Ti tira fuori l’ultima che non hai detto.
E la carica di una potenza inaudita.
Perché Ti è costato non dirla.
Perché il rischio era di offendere.
Ti tira fuori una considerazione sull’esistenza.
Che non hai mai detto per paura di non essere capito.
Ma adesso solo Tu puoi capirla.
Ma la capisci dal vero perché Tu non hai altri.
E puoi esprimere il tutto.
Basta volerlo.
Adesso la senti più Tua.
Nessuno può contraddirTi.
E rimarrà nel tempo.

By myself 02/07/12 at 13:50

Innamorarsi

luglio 2nd, 2012

Come si fa ad  innamorarsi….. C’è  lui  il nostro  Cupido armato di arco  e frecce, che nel suo svolazzare cerca affannosamente  un bersaglio!  Ma se farà centro chi sarà quell’amore disposto  a  sopportarmi, speriamo non sia  un errore, che corrisponda  all’immagine che mi sono creata.  Mi sono innamorata, dei suoi occhi, del suo sorriso, mettendo da parte tutto il resto che conta molto di più, questo  nostro  mito della  mente  non si  demolirà  fin quando nel tempo  tutto il magico e lo  stupendo non si  trasformerà  in una grande delusione. Mio caro angioletto  puoi  usare  tutti  i  tuoi  dardi,  ma  il  mio amore  si  farà riconoscere  perche  sarà  il suo cuore  a parlarmi  per  primo,  dell’amore!

(Mirella Narducci)

AMORE = (Eros + Filia +Agape)

luglio 2nd, 2012

Quante volte, ci siamo sentiti dire le fatidiche due paroline…“ Ti Amo” ?

Non c’è parola più desiderata, più accolta dal nostro cuore, più bramata e sospirata che desideriamo sentirci dire dalla persona che amiamo, la quale procura in noi una sensazione unica ed irrinunciabile, capace di farci fare cose che mai..! avremmo creduto essere capaci di fare. Per amore si diventa artisti improvvisati, poeti, cantanti, giullari del sorriso, coccoloni, teneroni e in alcuni casi anche un po’ c…….(..beh…meglio non scriverlo, tanto si è capito vero..? ). Per amore rivestiamo l’armatura del guerriero sempre pronto a difender a spada tratta la donzella o il gentil fauno, dalle grinfie del male o da possibili pretendenti. Il cuore batte a mille, a qualcuno vengono le farfalle allo stomaco, si balbetta, si diventa impacciati, ma anche spavaldi, arroganti e pronti ad affrontare il mondo intero. Ma di certo è anche la più usata e strausata e non sempre ahimè ! nella maniera giusta. Ma cosa significa amare? Cosa dovrebbero davvero rappresentare quelle due o tre paroline ( Io, ti amo…) che si elargiscono, così, con slancio d’impeto, con foga, con entusiasmo, con coinvolgimento e purtroppo a volte, con tanta facilità in fase di corteggiamento, di innamoramento?

Vorrei per una volta, non prendere in considerazione i classici trattati di filosofia o pensieri di psicologia e tanto meno tutto ciò che è stato scritto sull’amore da scrittori, poeti, cantanti, ma vorrei partire da ciò che viene espresso da un libro come la bibbia, su questo argomento. Secondo la Bibbia l’uomo è unità caratterizzata da un insieme di tre dimensioni, tra loro correlate:

EROS : Cioè il mio “Io” superiore o maggiore all’altro :  è un Amore sensuale caratterizzato dal voler possedere l’altro (Sensualità). Io voglio possedere te perché sei mio. Egoisticamente “Voglio esclusivamente il mio bene”. In parole povere è la dimensione corporea-carnale-fragile-peccatrice, come quella degli esseri creati.  In (Is 40, 6)  si legge “Ogni carne è come l’erba e la sua gloria come il fiore dei campi: secca e appassisce”. Dio crea l’uomo prendendo un po’ di terra, alla quale ritornerà con la morte. Proprio qui si colloca l’amore nel suo aspetto fisico-sessuale-pulsionale-passionale.

FILIA : In pratica è il concetto di uguaglianza : Amore che si fonda su un rapporto relazionale libero, paritario, senza alcuna velleità di possesso (Amicizia). Tu ed Io siamo sullo stesso piano. “Desidero il bene d’entrambi”. In pratica, è la dimensione della vita, delle relazioni, dell’intelligenza, delle capacità, della volontà, dei sentimenti. “L’uomo non ha un’anima, è un’anima, è un essere vivente” (cf Gen 2,7).

AGAPE : Amore che diventa totale dono di se (Carità). Io mi dono liberamente a te. “Perché per  me, il tuo bene è più importante del mio”. Sempre in (Gen 2,7) troviamo il concetto : di dimensione divina paragonata al vento–soffio–forza-vita.: “Dio soffia un alito di vita” e l’uomo comincia ad esistere

Quindi, riassumendo il tutto si potrebbe dire che l’amore biblico, espresso normalmente con agapao-agape include anche il significato dell’amicizia (phileo) e della passionalità erotica (erao). Si tratta di un amore che nella forma ideale è globale, integrato e ordinato. Tutte e tre le componenti dovrebbero convergere in maniera armonica, nel senso che si rafforzano, si completano, sempre nell’ordine: spirito, anima, corpo. Purtroppo, in moltissimi casi non è così, difatti tutti riescono a vivere la dimensione dell’Eros caratterizzata da un egoistico voler possedere. Pochi riescono ad instaurare liberi rapporti di Filia,  senza chiedere niente in cambio. Ed è sempre più raro trovare chi vive l’Agape nella propria vita. Da qui si desume ed è evidente che ogni persona si relaziona agli altri anche in funzione della sua Capacità di Amare. Per quanto riguarda il mio pensiero personale sull’amore,  e che bisognerebbe amare se stessi come si amano gli altri e viceversa, ma soprattutto, non far leva sui sentimenti o sulle aspettative dell’altro/a per poi fare del male, quello non è amore o meglio non è Agape.

 

 

Credo

luglio 2nd, 2012

Credo nell’amore come arma “d’istruzione di massa”.

(by Michele Micky)

1..2..3..Corri!!!!

luglio 2nd, 2012

Quando sento tutte le stronzate che spari, vorrei tirare fuori la mia MAGNUM !!…E farti fare veramente nelle mutande, la tua più grossa stronzata!

Tanya Bì  ©

MARTA * GIANFRANCO BREVETTO

luglio 2nd, 2012

Viviamo in un’apparente immobilità legata alla meccanica. Qualcuno si direbbe, ma lo hanno già detto altri, ha dato la spinta iniziale alle cose e poi è andato via. O sta a guardare da qualche parte, ben nascosto. Nel fluire e rifluire delle citazioni e delle confusioni che assillano il nostro quotidiano e che sostanzialmente sono il modo scientifico di fare scienza, qualcuno sta alla finestra ad osservare, divertendosi.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Oggi sono fuggito. Meglio, ho simulato una fuga. Dopo questa prova generale, ora so che tutto è pronto.
Oggi, ancora una volta, mi è apparso chiaro che sono circondato da individui sazi e da cose di poco valore.
Infatti, senza alcun motivo ho iniziato a correre [...] Fuggire è una cosa da vecchi, quando ci si sente braccati dal tempo, si ha il cuore in gola per gli impegni tracciati sugli innumerevoli foglietti di carta che ti riempiono le tasche.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

I bimbi sognano.
E lo farebbero sempre, se potessero. Forse diverrebbero degli adulti diversi. Se solo potessero farlo, Se non ci fossero le urla di chi li cerca e li sgrida ad interrompere la fine delle storie senza fine.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

un mattino, come il signore di Kafka, mi ero destato ed avevo scoperto di nonpiù scrivere. Non conoscevo più la scrittura e non sapevo più servirmene. Era stata per me una dannazione ma, anche e infine , una liberazione.
Non avrei più tracciato alcun segno del mio passaggio e delle mia memoria. Non avrei più partecipato alla lotteria degli scrittori e degli editori. Finalmente potevo dedicarmi alla letteratura.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

se nello scrivere vi è una tecnica, nel non scrivere vi è sicuramente l’arte.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Amore è una parola solo pronunciata, la sua grafia, in realtà, è fatta di un breve sussurro e di sguardi.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

In strada apprezzò l’aria che le veniva sul viso ed iniziò a camminare, senza però sapere dove andare. Aveva sentito la morte arrivare, così prossima e imminente, sapeva ora cosa vuol dire sopravvivere.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Marta appariva insofferente. Insofferente nei confronti di chi la giudicava, la consigliava, parlava in qualche modo di lei. Non che non accettasse consigli. Ciò che l’infastidiva, fino a innervosirla, era la pretesa di alcuni di sostituirsi a lei. Non accettava che nessuno dirigesse dall’esterno la sua vita. Nessun
uomo, nessuna amica, nessun parente avrebbero potuto fare ciò. Lei non lo avrebbe permesso.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Amare gli uomini era stata una sfida.
Una continua rincorsa a possedere un nome, uno sguardo, una voce. Poi, iniziava il distacco. Amare, per Marta, era la sofferenza dell’allontanarsi.
Perché, l’amore in sé, è necessariamente rinchiuso in un solo unico momento, un respiro ed un gesto sospeso che non può riprodursi.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Il racconto di sé
diventava la sua pelle, le parole, le sue labbra. Il ricordo, un amplesso. Una frase, un bacio.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Noi due parlavamo usando l’imperfetto o il passato. Nulla si accenna del futuro, o a quello che avremmo fatto da lì a un’ora. E soprattutto il giorno
seguente. In verità, nemmeno io sapevo fin quando ci saremmo visti, se il nostro rapporto sarebbe finito dopo quel pomeriggio o sarebbe continuato.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Marta conduceva la sua battaglia personale.
Lei voleva essere felice. Non riusciva, però, a capire perché gli altri non fossero dalla sua parte.
Questo la intristiva, la metteva di cattivo umore, la rendeva scontrosa. Odiava la tristezza che la circondava. A nessuno, però, lei avrebbe concesso
il diritto di toglierle il sorriso.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Lei viveva del suo pensiero. Ne controllava facilmente i limiti, ma non aveva il coraggio di  valicarli. Si sentiva protetta di fronte all’enormità, così le appariva, della realtà.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Sempre. Marta non voleva ammetterlo ma aveva avuto una, ed una sola, grande amica e nemica: Marta.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Amava invece dare di sé un’immagine decisa, a volte distaccata. Sentiva che ogni suo forse sarebbe stato interpretato come una debolezza. Ma questa immagine che lei amava aveva finito per assorbire gran parte delle sue forze. Pensava a se stessa come un’armatura vuota.
Braccata, inseguita, chiusa nel suo dolore.
Quel dolore che è un pensiero improvviso, un cuscino disfatto, una frase ripetuta all’infinito tra le labbra, l’amaro delle mani strette e pigiate sul ventre.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Di chi eravamo? A chi appartenevano le nostre esistenze? La sua, la mia. Vivevamo quell’istante sospesi in una sincope. Eravamo, in quell’abbraccio, sprovvisti di un destino.
GIANFRANCO BREVETTO, MARTA
***

Marta
Gianfranco Brevetto
Compralo

Mi fido di te

luglio 2nd, 2012

Era una vecchia, una vecchissima vecchia.
Agitava il suo bastone fra le schegge dei vetri rotti, urlando e imprecando contro Dio e gli uomini.
Aveva i capelli di stoppa e una magrissima rigida gamba che trascinava fra le pareti.
Malediva tutti coloro che incrociavano il suo sguardo, buttando in faccia scarpe rotte e uova marce.
- Signore, è uno scandalo…! non senti come bestemmia…? è lurida nell’anima e nel corpo -
- Tu hai sentito le spine, come d’un riccio di castagna, io le ho letto il cuore, buono come il suo frutto.
Ciò che tu chiami bestemmie sono preghiere, grida d’aiuto nella sua solitudine -
- Allora Signore, perché non l’aiuti…? perché la lasci soffrire così…? -
- Ho messo te sulla sua strada, mi fido di te, soccorrila ed abbi cura di lei: sei il mio cuore, sei le mie braccia…

copyright@mariasavasta

L’ARTISTA E LA FELICITA’

luglio 1st, 2012

Un bravo artista é destinato ad essere infelice nella vita: ogni volta che ha fame e apre il suo sacco, vi trova dentro solo perle

Hermann Hesse

Incontro

luglio 1st, 2012

Ci eravamo incontrati perchè doveva succedere e anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da qualche altra parte.

- H. Murakami.

Traboccare

luglio 1st, 2012

 

 

Accade che le affinità d’anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. É raro ma accade. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma
il mio che ne trabocca, se l’innocenza è una colpa. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro.

— Eugenio Montale

LaSoffittadelleStreghe )O(

…Esistono

luglio 1st, 2012

 

 

…Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,vedendo molte lune passare,gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro.Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.I primi che nascono sono il nostr…o amico Papà e la nostra amica Mamma,che ci mostrano cos’è la vita.Dopo vengono gli amici Fratelli,con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi.Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.Ma il destino ci presenta davanti ad altri amici,che non sapevano avrebbero incrociato il nostro cammino.Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore.Sono sinceri, sono veri.Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici.E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.Ma ci sono anche quegli amici di passaggio,talvolta una vacanza o un giorno o un’ora.Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.Non possiamo dimenticare gli amici distanti,quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra.Il tempo passa, l’estate se ne va,l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie.Alcune nascono l’estate dopo e altre permangono per molte stagioni.Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità.Oggi e sempre……Semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi.Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.Questa è la maggiore responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso…! )O(

(Paul Montes)

LaSoffittaDelleStreghe )O(

Amicizia!!

luglio 1st, 2012

L’amicizia è un’anima sola che vive in due corpi

(Aristotele).

Amore amore…

luglio 1st, 2012

 

Una volta ti dissi:
non arrabbiarti, amore,
s’io sono diversa.
Forse sono una colonna di fumo,
ma la legna che sotto di me arde
è la legna dorata dei boschi,
e tu non hai voluto ascoltarmi.

Alda Merini

)o(

Solitudine

luglio 1st, 2012

Tutte le sere, il solito rituale,

mi spoglio di abiti rammendati

dal dolore e dalla stanchezza..

e mi addormento in un letto vuoto…

cercando il tuo profumo.

Vorrei toccarti ma tu dove sei?

Non c’è silenzio che annienti il frastuono,

della solitudine.!

(Stefano A.)

La saggezza in un cioccolato caldo

luglio 1st, 2012

 

Un gruppo di laureati, affermati nelle loro carriere, discutevano sulle loro vite durante una riunione. Decisero di fare visita al loro vecchio professore universitario, ora in pensione, che era sempre stato un punto di riferimento per loro.
Durante la visita, si lamentarono dello stress che dominava la loro vita, il loro lavoro e le relazioni sociali.

Volendo offrire ai suoi ospiti un cioccolato caldo, il professore andò in cucina e ritornò con una grande brocca e un assortimento di tazze. Alcune di porcellana, altre di vetro, di cristallo, alcune semplici, altre costose, altre di squisita fattura.
Il professore li invitò a servirsi da soli il cioccolato.

Quando tutti ebbero in mano la tazza con il cioccolato caldo il professore espose le sue considerazioni.
“Noto che son state prese tutte le tazze più belle e costose, mentre son state lasciate sul tavolino quelle di poco valore.
La causa dei vostri problemi e dello stress è che per voi è normale volere sempre il meglio.
La tazza da cui state bevendo non aggiunge nulla alla qualità del cioccolato caldo.

 In alcuni casi la tazza è molto bella mentre alcune altre nascondono anche quello che bevete.
Quello che ognuno di voi voleva in realtà era il cioccolato caldo.
Voi non volevate la tazza…..
Ma voi consapevolmente avete scelto le tazze migliori.
E subito, avete cominciato a guardare le tazze degli altri.
Ora amici vi prego di ascoltarmi…..

La vita è il cioccolato caldo……
il vostro lavoro, il denaro, la posizione nella società sono le tazze.
Le tazze sono solo contenitori per accogliere e contenere la vita.
La tazza che avete non determina la vita, non cambia la qualità della vita che state vivendo.
Qualche volta, concentrandovi solo sulla tazza, voi non riuscite ad apprezzare il cioccolato caldo che Dio vi ha dato.
Ricordatevi sempre questo:
Dio prepara il cioccolato caldo, Egli non sceglie la tazza.
La gente più felice non ha il meglio di ogni cosa, ma apprezza il meglio di ogni cosa che ha!
Vivere semplicemente.
Amare generosamente.
Preoccuparsi profondamente.
Parlare gentilmente.
Lasciate il resto a Dio.
E ricordatevi:
La persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che ha bisogno del minimo.

Godetevi il vostro caldo cioccolato!!

IL mio CUORE felice!!

luglio 1st, 2012

Ora che sta per scoppiare..voglio una magnifica esplosione !!!……..e ci saranno ” brandelli ” di RISATE da tutte le parti !! ♥

Tanya Bì  ©

Un angelo speciale

luglio 1st, 2012

Che vuoto quando ti accorgi che quella persona speciale  ti  è venuta a mancare.  Era la sua presenza a  renderci  forti, ci  era accanto senza  chiederci  nulla  a  sopportare  i  capricci  con  pazienza, tenerezza,  con  la sua mano, quante volte  ci  guidava nel cammino della vita  e quando è venuta  a mancare  ci   si spegne  il respiro. Ci  vestiva d’affetto  colmandoci  il cuore d’amore,  vivo   allo  stesso modo che abbia dieci  euro o  cento euro,  ma  non  sopravvivo  senza  affetto, forse  perche tu  me  ne hai  dato tanto, l’unica che poteva mandarmi mille volte a quel paese, ma che era l’unica  a  restare quando tutti andavano via.  Quella persona che ha sempre saputo ascoltarmi con il cuore, così speciale che ora non c’è più: Sei tu mamma!!

(Mirella Narducci)

ACCENDERE UNA FIAMMA

luglio 1st, 2012

L’opera del maestro non deve consistere nel riempiere un sacco,

ma nell’accendere una fiamma.

(PLUTARCO)

Il dono dell’Angelo.

luglio 1st, 2012

“Se tu sapessi come si altera il tuo viso,
quando nello sguardo calmo e puro
che ti lega a me
all’improvviso ti perdi e ti allontani!
Come un paesaggio luminoso che si oscura,
mi escludi da te.
Allora io aspetto. In silenzio attendo,
a volte per lungo tempo.
Se fossi umano, come te,
il mio amore trascurato diventerebbe dolore mortale.
Ma una pazienza infinita mi è stata donata dal Padre
E con fede incrollabile attendo il momento
In cui vorrai ritornare a me.
E questo lieve rimprovero, lo capirai,
non è un rimprovero, ma un messaggio discreto.”

(Christian Morgenstern 1871 -1914)

« Prev - Next »