Indipendentemente da quanto ci circonda…

gennaio 13th, 2014

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Indipendentemente da quanto ci circonda, è il nostro grado di Coscienza a determinare l’impatto e il valore che attribuiamo alle cose, alle persone e agli eventi.

Anna Biason

Ho perso la password della mia adolescenza

gennaio 13th, 2014

Ho perso la password della mia adolescenza, quella fatta di spensieratezza, di innocenza, di voglia di vivere. Pur non sapendo cosa fosse l’amore, di amore mi nutrivo, nei gesti e nelle carezze dei miei cari, nelle attenzioni che ogni giorno riempivano le mie giornate. Ho perso la password di quel pezzo di vita vissuto, dove l’anima non conosceva l’inganno, dove i sogni erano ancora speranza, dove un bacio aveva ancora un significato. Ci sono vite vissute che non ritorneranno più, e anche se mi ricordassi oggi la password della mia adolescenza questa vita non sarebbe più la stessa, tutto è cambiato, la gente è cambiata. Quei sogni che prima ti davano speranza oggi ti riempiono solo di malinconia, quell’amore incondizionato con cui sei cresciuto, oggi si è trasformato con l’egoismo di persone che vogliono essere solo amate. Quando sei adolescente, quando sei bambino, pensi che l’amore abbia solo un volto, e se arrivavano le paure le parole avevano sempre la comprensione, la parola giusta, avevano sempre il sapore dell’amore. Ho perso la password della mia adolescenza, e la mia si chiamava felicità. Ho provato a digitarla più volte ma non ha lo stesso sapore…

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FRASI SUL RANCORE

gennaio 13th, 2014

Rancore: una malattia che non perdona.
Guy-Guy Bouzoune
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Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l’odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso.
Fabrizio de André,  Ballata degli impiccati
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La paura del nemico distrugge il rancore verso di lui.
F. Dostoievski, i demoni
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La vita non è che un groviglio di rancori inestricabili.
Gao Xingjian, La montagna dell’anima
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L’assenza di rancore è prova della penitenza sincera; ma chi trattiene il rancore dentro di sé anche se crede di fare penitenza, è simile a colui che in sogno crede di correre.
Giovanni Climaco in La scala del paradiso
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Tutti i nostri rancori derivano dal fatto che, rimasti al di sotto di noi stessi, non siamo stati in grado di raggiungere la nostra meta. Questo non lo perdoneremo mai agli altri.
Emil Cioran, Sillogismi dell’amarezza
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Sappi che questa è la prova che le persone sono in preda al rancore ed all’invidia: esse biasimano con piacere e facilmente gli insegnamenti, le azioni ed i successi del prossimo, sommerse come sono dallo spirito dell’odio.
Giovanni Climaco in La scala del paradiso
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La vecchiaia è l’età più capace di rancori. Per la collera manca la forza, manca la rapidità della reazione, e al colpo non corrisponde la percossa.
Paolo Mantegazza, Fisiologia dell’odio
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Il rancore è l’effusione di un sentimento di inferiorità.
José Ortega y Gasset, Meditazioni sul Don Chisciotte
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FRASI PER MALATI

gennaio 13th, 2014

ammalati

Se qualcuno dovesse chiedermi: “che cosa posso fare per aiutare?” la mia risposta sarebbe sempre la stessa: “inizia aiutando quanti hanno bisogno vicino a te
Madre Teresa di Calcutta
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Solo chi ha sofferto tanto
piange per l’altrui pianto
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Il valore della salute si conosce soltanto nella malattia
G. Litenberg
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Per la fragilità della nostra natura, la guarigione agisce più lentamente della malattia
C.Tacito
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Filastrocca del bimbo malato,
con il decotto, con il citrato,
con l’arancia sul comodino,
tagliata a spicchi in un piattino.
Per tutti i mali di testa e di pancia
sul comodino c’è sempre un’arancia,
tra un confetto ed un mentino
per consolare il malatino.
Viene il dottore, “Vediamo cos’è”,
e ti fa dire trentatré.
Poi di sera viene la sera,
viene la mamma leggera leggera,
e succhiando la sua menta
il malatino s’addormenta.
Gianni Rodari
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Essere presenza di consolazione significa essere persone che donano speranza”.
suor Maria Da Lourdes Pereira ‑ Guinea Bissau

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Non chiedo che tu mi guarisca,
sarebbe offesa la domanda
che esaudire non puoi
D.M.Turoldo
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Consolare vuoi dire stare insieme alla gente, vivere la loro vita, le loro gioie, le tristezze, le pene, partecipare ai funerali, essere accanto durante la malattia, o quando fanno festa: è molto semplice!”.
suor Caritas Baffi ‑ Mozambíco
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Il modo più sicuro per stare in buona salute è quello di non credere mai di stare male, poichè sono il medico e la fantasia che ci procurano molti dei nostri malanni
sr W.Churchill
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La vita umana, tutta la vita, in qualunque condizione si sviluppi, è degna di essere vissuta.
Padre A.Concuera
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Non è possibile costringere un malato a sentirsi tranquillo e sereno: è soltanto possibile aiutarlo a trovare un equilibrio.
A.Thellung
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L’assistenza ai malati è qualcosa che non si fa soltanto per gli altri, ma anche per se stessi, per lasciarsi aiutare da quelli che hanno bisogno di aiuto.
A Thellung
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La voglia di guarire ci aiuta a rifiore
proverbio marchigiano
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Per poter consolare gli altri  con una buona possibilità di successo, bisogna prima aver sofferto ed essere consolati a sua volta
E.Rostagno
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Percepiamo la malattia ma non la salute
T.Fuller
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Per coinvolgersi nell’assistenza ai malati non è affatto necessario essere eroi: basta un pizzico di disponibilità
A.Thellung
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Ogni volta . . .

gennaio 13th, 2014

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Ogni volta parlerò di te anche se non farai parte più di me;ogni volta penserò ai tuoi occhi pensando a quanto erano lucenti mentre mi guardavi;ogni volta vorrò far parte ancora di te per riavere addosso il tuo profumo;ogni volta ascolterò tutto quello che parlerà di noi;ogni volta piangerò ripensando alla felicità di un tempo…Ogni volta mi volterò indietro nonostante le pugnalate;ogni volta cercherò mille amori consapevole che nessuno mai sarà come te;ogni volta dirò di non amarti più ma mai nessuno al mondo saprà che sto mentendo. Fino all’ultimo sguardo,all’ultimo istante,all’ultimo giorno  io vorrò avere te  . . .

Sarei rimasto nel tuo cuore….

gennaio 11th, 2014

Sarei rimasto, sarei rimasto anche se c’era ogni giorno da combattere un carattere difficile. Sarei rimasto, anche se alle mie parole avevi sempre dei dubbi. Sarei rimasto, se avessi solo avuto un abbraccio ogni tanto. Sarei rimasto, per avere sempre una speranza dentro al cuore. Sarei rimasto, per il buongiorno e la buonanotte, per la nostra canzone, per tutto quello che ogni giorno all’alba diventava ricordo. Diventava sogno. Sarei rimasto, e sarei andato anche contro il destino, contro tutto e tutti. Sarei rimasto, contro la rabbia che avevi nel cuore. Avrei fatto a pugni con la diffidenza, con la gelosia, con l’odio. Sarei rimasto amando solo la parte peggiore, sarei rimasto al tuo fianco, anche se ci sarebbe stato il nulla da stringere, se avresti creduto al mio amore.  Sarei rimasto, se mi avessi amato anche solo per un istante

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FRASI DI Vimala Thakar

gennaio 11th, 2014

Vimala Thakar

Sono una persona semplice, un essere umano che ha amato la vita, considerandola divina.
Sono stata innamorata della vita, pazzamente innamorata della vita umana

Vimala Thakar

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È solo la non azione della mente nella sua totalità, senza frizioni, spontaneamente, secondo una non azione mentale volontaria, che attiva nella persona un’energia che non è cerebrale né psichica.
Niente altro può attivare o mobilitare nell’uomo quella energia non cerebrale e non fisica. Chiamiamola intelligenza.
Vimala Thakar

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La vita è come un tutto. Il linguaggio cambia. Di solito diciamo “vedo” ed è vero, ma chi vede nella dimora del silenzio dirà: “è visto”. La qualità della percezione si modifica.
Vimala Thakar

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Ma l’energia, l’energia nella sua totalità, è a disposizione dell’individuo che ha fatto del silenzio la sua dimora.

Vimala Thakar

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Voi volete interpretare l’evento, identificarlo, riconoscerlo, valutarlo, dargli un’etichetta e collocarlo nella memoria sotto qualche categoria, in modo che tale esperienza vi sia utile per un’ulteriore interpretazione degli eventi. Desideriamo avere una difesa, e le esperienze sono parte del meccanismo di difesa, così come lo è la conoscenza. Abbiamo paura di essere esposti alla vita, di vivere in uno stato di innocenza, di assoluta, incondizionata vulnerabilità al nudo tocco della vita così com’è
Vimala Thakar

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Avete notato quanto è monca, sbilanciata la crescita dell’uomo? Egli ha raffinato il cervello perdendo l’eleganza della semplicità; ha perso la capacità di guardare le cose senza nessun movente, con innocenza, senza trasformare l’atto e l’oggetto di osservazione in un mezzo volto a un fine. L’eleganza, la bellezza della semplicità e dell’innocenza sono perse per l’uomo. Occorre crescere verso la vulnerabilità, la tenerezza, la duttilità della meditazione e allora soltanto l’uomo sarà degno del proprio nome.
Vimala Thakar

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L’uomo vive in uno stato più o meno nevrotico. Le nostre risposte sono inibite, le nostre percezioni condizionate. Non c’è alcuna spontaneità nella vita. Soltanto un processo meccanico di reazione in conformità con il condizionamento, la tradizione, le ambizioni, i movimenti personali e così via.
Vimala Thakar

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Occorre stare quietamente con se stessi per un po’ di tempo a osservare il movimento del pensiero, nello stato di osservazione. Bisogna impararlo, perché, non appena vi ponete nello stato di osservazione, riemerge la vecchia abitudine dell’introspezione, della valutazione. In una frazione di secondo lo stato di osservazione può andar perduto: allora diventate il giudice, colui che fa, colui che esperisce. Bisogna educarsi di giorno in giorno. […] Non è facile quello stato di osservazione in cui non fate qualcosa, in cui non siete attivi, né inattivi, in cui non state oziando e nemmeno non facendo; in cui l’attività mentale dualistica è tenuta in acquiescenza e resta attiva soltanto l’osservazione, né colui che fa, né colui che esperisce
Vimala Thakar

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La meditazione è un modo di vivere totale
Vimala Thakar, Discorsi sulla meditazione
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l’esperienza la devi fare tu in prima persona
Vimala Thakar, Discorsi sulla meditazione
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Abbiamo paura di essere esposti alla vita, di vivere in uno stato di innocenza, di assoluta incondizionata vulnerabilità, al nudo tocco della vita così come è, e di lasciare che le risposte vengano da sole
Vimala Thakar, Discorsi sulla meditazione
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La spiritualità è uno dei desideri. Non è la priorità assoluta. Comincia a vivere immediatamente la verità che hai compreso! Intellettualmente, le persone possono aspirare all’emancipazione o all’illuminazione, ma emotivamente amano essere circondate da piccole schiavitù. Vanno avanti a tessere la rete delle schiavitù. Vogliono appartenere emozionalmente a qualcosa, come la famiglia o la religione. Nel nome della sicurezza, creano questi vincoli emozionali e un senso di appartenenza esclusiva, mentre intellettualmente aspirano all’assoluta libertà, all’illuminazione. Come possono le due cose stare insieme? Sono incompatibili, ma gli esseri umani che diventano sadhakas, ricercatori, vivono una doppia vita. Non sono disonesti; mi riferisco a una divisione interiore. Si accontentano di sapere che la liberazione esiste, di leggere qualcosa al riguardo e di immaginarla. Sono soddisfatti di questo perché la parola “liberazione” ha una sua tossicità, l’emozione connessa al significato di questa parola è intossicante. E loro vivono di questa intossicazione, senza avere realizzato nulla di concreto. Questa divisione interiore, quindi, causa quella penosa sensazione di trovarsi a mani vuote sul finire della vita. Hanno soltanto gli involucri delle parole, non la sostanza interiore della liberazione
Vimala Thakar

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L’unica salvezza del genere umano è in una rivoluzione religiosa dell’individuo. Poiché la fonte di ogni male è nella nostra stessa consapevolezza, dobbiamo affrontare quest’ultima. Tutto ciò che nei secoli passati è stato messo nella nostra mente va completamente eliminato. Ma non è facile sconfiggere o abbandonare milioni di anni se il nostro impegno è scarso, o se non ci proviamo affatto
Vimala Thakar

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Bisogna educare se stessi. Prima si scopre la divisione dentro di sé, poi, per eliminare questa divisione, deve avvenire una purificazione grazie all’educazione, perché l’impurità è il solo squilibrio. Educare, sensibilizzare, raffinare e purificare gli aspetti biologici e psicologici del nostro essere… A quel punto, credo che la divisione interiore scompaia

Vimala Thakar

FRASI SUL BOSCO

gennaio 10th, 2014

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Se corriamo troppo velocemente nel sentiero del bosco, possiamo non accorgerci del profumo dei fiori nascosti e delle gocce di pioggia suoi loro petali, simili a pietre preziose; probabilmente non ci accorgeremo nemmeno dell’altissimo tronco di un albero morto che, nel cuore della foresta, si è trasformato nella casa comune di uccelli diversi. Vivere è intendere ogni istante della vita come un miracolo che non potrà mai ripetersi.
Marcio Kuhne, Osa e il futuro sarà tuo

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Niente è complicato, se ci cammini dentro. Il bosco visto dall’alto è una macchia impenetrabile, ma tu puoi conoscerlo albero per albero. La testa di un uomo è incomprensibile, finché non ti fermi ad ascoltarlo.
Stefano Benni, Saltatempo
***

La Società delle Ombre era forse nata a causa dell’affogato? Daniel e Virginia avevano presentato l’incantato e pericoloso inizio dell’ignoto, quell’impulso che nasceva dalla paura.
Daniel le aveva detto:

«Adesso fondiamo la Società delle Ombre».

Prima ancora di sapere di cosa si trattasse, Virginia col suo corpo aveva già confusamente capito e aveva aderito. La Società delle Ombre aveva dei fini strani e poco definiti. Loro stessi non li conoscevano e mescolavano i regolamenti con una sorta di disperata ignoranza. La Società delle Ombre doveva esplorare il bosco. Sì, così. Ma perché? Vicino al grande caseggiato c’era un sentiero quasi ostruito dal quale si raggiungeva l’oscurità, già, l’oscurità, ma perché?

«Perché la solitudine… Solitudine è il fine della Società», impose Daniel.

«Come?» Virginia non capiva bene.

«Tutto quello che ci fa paura perché ci lascia soli è quello che noi dobbiamo cercare», pontificò lui.
Clarice Lispector, Il segreto
***

Per Wexford era l’ultima passeggiata in Framhurst Great Wood. Non poteva essere diversamente. Aveva attraversato quel bosco per molti anni, praticamente per tutta la vita. Camminare non costituiva un problema: Wexford era forte come sempre e tale sarebbe rimasto ancora a lungo. Non lui, ma il bosco sarebbe cambiato, anzi sarebbe scomparso. Difficilmente sarebbero sopravvissuti Savesbury Hill, Stringfield Marsh e River Brede, nelle cui acque s’immetteva il Kingsbrook a Watersmeet. Anche questo piccolo corso d’acqua sarebbe stato irriconoscibile.
Per il momento non sarebbe accaduto nulla. Gli alberi sarebbero rimasti al loro posto per altri sei mesi, e indisturbata la vista sulla collina, come pure le lontre nel Brede e la rara farfalla carta geografica nel cuore di Framhurst Deeps. Ciononostante lui non avrebbe avuto il coraggio di tornare.

E così se ne andrà l’Inghilterra.
Ombre, prati, sentieri,
Municipi, cori di legno intagliato.
Ci saranno libri, tracce resteranno ancora
Nelle pinacoteche; ma altro non rimarrà
Per noi che cemento e gomme d’automobili.

Camminava tra castagni, grandi faggi dalla corteccia grigia, querce con i rami tinti di verde dai licheni. Gli alberi erano radi e le fronde si protendevano sopra l’erba che i conigli provvedevano a tenere rasata. Le farfare, le più precoci a spuntare, erano in piena fioritura. Da giovane Wexford aveva visto nel bosco anche le azzurre fritillarie, che crescevano soltanto in un raggio di quindici chilometri da Kingsmarkham. Ma era stato molti anni prima. Quando andrò in pensione, aveva detto alla moglie, voglio vivere a Londra per non vedere lo scempio della campagna distrutta.

Ruth Rendell, La strada delle farfalle
***

Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Henry David Thoreau – Walden, ovvero La vita nei boschi
***

Siamo derubati meno offensivamente in un bosco che in un luogo sicuro.
Michel de Montaigne
***

Voi disboscate imbecilli
voi disboscate
Tutti i giovani alberi con la vecchia ascia
voi distruggete
Disboscate
imbecilli
voi disboscate
E gli annosi alberi con le loro radici
le loro vecchie dentiere
voi li conservate
E un cartello attaccate
Alberi del bene e del male
Alberi della Vittoria
Alberi della Libertà
E la foresta deserta appesta il vecchio bosco crepato
e partono gli uccelli
e voi restate là a cantare
Voi restate là
imbecilli
a cantare e a fare la parata.
Jacques Prevert, la guerra

Una mattina

gennaio 10th, 2014

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Stamattina al bar del Paese un signore seduto mi guarda e mi dice:

“Signorina…ma te sai cos’è l’amicizia?”……
Sto per rispondere e mi interrompe…..

“Lo vedi quel signore seduto laggiù? quello è il mio migliore amico…
siamo nati nel ’39….siamo nati e cresciuti insieme…io gli ho fatto da testimone di nozze e lui l’ha fatto a me….

abbiamo comprato la terra da lavorare insieme…e tutti i giorni venivamo in questo bar, prendevamo un bicchiere di vino bianco e leggevamo le notizie…..

lui me le leggeva perché io non so leggere e io ascoltavo…..

sempre insieme…nel ’78 abbiamo litigato….ce le siamo anche date….e da quel giorno non ci siamo più parlati….neanche un ciao…..

beh….ti dirò….dal 78, nonostante tutto, ogni giorno veniamo qui sempre alla stessa ora….ogni giorno ci vediamo….non ci salutiamo…..e ci sediamo in due tavolini differenti….entrambi prendiamo sempre un bicchiere di vino bianco…..

Tutti i giorni prende il giornale e legge le notizie ad alta voce…..la gente pensa che sia matto…..ma lo fa per me……dal ’78…..”

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