OGNI CREATURA

gennaio 29th, 2014

Ogni creatura ha forme e colori diversi, perché tutti noi deriviamo da un processo naturale che nessun essere umano può comandare.

(Ejay Ivan Lac)

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FRASI SUI CONSIGLI

gennaio 29th, 2014

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Ascolta i consigli. Segui il cuore.

Anton Vanligt

 

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Io mi so dar ottimi consigli, Ma poi seguirli mai non so. E per questo nei pasticci spesso son
Alice nel Paese delle Meraviglie

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I peggiori uomini danno i migliori consigli.
Philip James Bailey, Festus
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Domanda consiglio a chi ben si corregge.
Leonardo da Vinci
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L’interesse e il talento sono i soli consiglieri coscienziosi e utili.
Honoré de Balzac, Il curato di Tours
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I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi  esempi.
François de La Rochefoucauld
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È più facile consigliare di sopportare che sopportare.
Robert Browning, Balaustion’s Adventure
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Noi odiamo quelli che non accettano i nostri consigli e disprezziamo quelli che lo fanno.
Josh Billings
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Noi domandiamo un consiglio, ma andiamo cercando approvazione.
Charles Caleb Colton, Lacon
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I saggi non hanno bisogno di suggerimenti. Gli sciocchi, non ne tengono conto.
Benjamin Franklin
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In generale, si chiedono consigli solo per non seguirli o, se si seguono, è per avere qualcuno da rimproverare per averli dati.
Alexandre Dumas (padre), I tre moschettieri
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A chi tiene il piede fuori della sventura, è facile dare consigli a chi soffre.
Eschilo, Prometeo incatenato
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Gli amici sono veicoli al piacere e vanno frequentati in quanto tali e abbandonati quando vogliono erigersi a consiglieri.
Ennio Flaiano, Taccuino del marziano
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La notte porta consiglio. A condizione che si dorma.
Roberto Gervaso
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Ci sono consigli che valgono un tesoro, ma la più piccola somma di denaro ci è più gradita del consiglio più prezioso.
Roberto Gervaso
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Chi non chiede mai consiglio è un insipiente. La sua stoltezza lo fa cieco alla Verità e lo rende cattivo, orgoglioso, pericoloso per ogni altro uomo.
Khalil Gibran, La voce del maestro
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È già come se si sapesse far da sé, quando si ricorre a un buon consiglio.
Johann Wolfgang Goethe
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Date ascolto al consiglio di chi molto sa; ma soprattutto date ascolto al consiglio di chi molto vi ama.
Arturo Graf, Ecce Homo
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È sempre sciocco dare consigli: ma dare buoni consigli è fatale.
Oscar Wilde, aforismi
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Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano.
William Shakespeare
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Il miglior consiglio lo dà l’esperienza; peccato che arrivi sempre troppo tardi.
Abraham Nicolas Amelot de la Houssaye, Riflessioni, sentenze e massime morali
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Chiedi al tuo prossimo soltanto cose che tu sai meglio di lui. Allora il suo consiglio potrà essere prezioso.
Karl Kraus, Pro domo et mundo
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Tutto quello che possiamo fare è dare un consiglio, aggiungendo: “Questo consiglio avrà valore soltanto se tu riconoscerai da solo, con l’esperienza e con l’osservazione, che è buono da seguire”.
Pëtr Kropotkin, La morale anarchica, 1890
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Niente si regala tanto generosamente quanto i propri consigli.
François de La Rochefoucauld, Massime
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In ogni situazione…

gennaio 28th, 2014

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In ogni situazione, anche in quella più complessa, è possibile individuare il quid positivo che è sempre presente: due facce della stessa medaglia. Sta a noi decidere quale osservare.

Anna Biason

Tra noi è finita….

gennaio 28th, 2014

Come fai ancora ad amarmi se tra noi è finita.

Come fai a dirmi ti amo se tra noi è finita.

Tra noi è finita la telefonata, le risate insieme, le passeggiate e le mani che si intrecciavano. Tra noi sono finiti gli abbracci e i baci, gli sguardi e le carezze. Tra noi è finita la distanza che si annullava nei nostri corpi che si toccavano e si amavano. Tra noi è finita, ma ciò che non potrà mai finire è, il tuo sguardo che hai lasciato sopra il mio, il profumo della tua pelle che ancora sento, non potrà mai finire il ricordo che ho di te, la nostalgia di quando chiudo gli occhi è vedo i nostri momenti come istantanee. Non potrà mai finire la nostra prima volta, il tuo sorriso, il tuo nome, piacere io sono….

Tra noi è finita, ma non finirà mai quello che io ho amato.

 

 

Auschwitz 27 gennaio 1945: dal ricordo la speranza

gennaio 27th, 2014

Quando la dignità dell’uomo viene rubata,

soppressa, barattata con parole di pietra,

sguardi freddi di disprezzo.

Quando l’uomo viene ridotto a un numero senza valore,

quando non conta il nome che porta,

l’emozione che prova,

la vergogna che gli scivola addosso per il disagio,

la sofferenza che vede intorno e che sente dentro;

quando non ha più ricordi, perché gli hanno rubato anche quelli…

quando l’attesa della morte è speranza…

non è più un uomo, non è più nulla, non sente più nulla.

DAL RICORDO LA SPERANZA CHE L’UOMO SIA UOMO OVUNQUE NEL MONDO…

(© Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare”)

(Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo o parte di esso senza la citazione dell’autrice)

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FRASI DI ANNA FRANK

gennaio 27th, 2014

ANNA FRANK

La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta.
ANNA FRANK

Nonostante tutto io ancora credo che la gente sia davvero buona nel proprio cuore. Io semplicemente non posso costruire le mie speranze su basi fatte di confusione, infelicità e morte
ANNA FRANK

Ah, quante cose mi vengono in mente di sera quando sono sola, o durante il giorno quando debbo sopportare certa gente che mi disgusta o che interpreta male tutte le mie intenzioni! Perciò finisco sempre col ritornare al mio diario, è il mio punto di partenza e il mio punto di arrivo, perché Kitty è sempre paziente; le prometterò che nonostante tutto continuerò a fare la mia strada e a inghiottire le mie lacrime.
ANNA FRANK

La pigrizia può sembrare attraente, ma il lavoro dà soddisfazione
ANNA FRANK

Viviamo tutti con l’obiettivo di essere felici; le nostre vite sono diverse, eppure uguali.
ANNA FRANK

Lasciatemi essere me stessa, e sarò contenta
ANNA FRANK

La coscienza tranquilla rende forti
ANNA FRANK

Pensa a tutta la bellezza ancora rimasta attorno a te e sii felice
ANNA FRANK

Trovo meraviglioso quello che mi succede, e non soltanto quello che è visibile all’esterno del mio corpo, ma quello che vi si compie internamente. Appunto perché non parlo mai con nessuno di me e di queste cose, ne parlo con me stessa.
ANNA FRANK

Se un cristiano compie una cattiva azione la responsabilità è soltanto sua; se un ebreo compie una cattiva azione, la colpa ricade su tutti gli ebrei.
ANNA FRANK

Sono felice di natura, mi piace la gente, non sono sospettosa e voglio vedere tutti felici e insieme.
ANNA FRANK

È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
ANNA FRANK

Chi è felice farà felici anche gli altri, chi ha coraggio e fiducia non sarà mai sopraffatto dalla sventura.
ANNA FRANK

***

Un libro speciale:

Io Voglio Vivere Mirjam Pressler Io Voglio Vivere
La vera storia di Anne Frank
Mirjam Pressler

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Il letto di Brigid.

gennaio 26th, 2014

brigit

 

Nelle Isole Ebridi (che forse devono il loro nome proprio a Brigit o Bride) le donne dei villaggi si radunavanoper fabbricare un’immagine della Grande Dea Madre. La vestivano di Bianco e ponevano un cristallo sul suo cuore, simbolo di luce e di nascita.

In Scozia, la vigilia di Santa Bridget le donne adornavano i loro vestiti con delle spighe di avena. Portavano in grembo un cestino intrecciato di grano e un bastone a forma fallica che veniva adagiato vicino al “letto di Brid” fatto per l’occasione con lenzuola pulite e profumate. Simbolo di purezza e di nuova nascita. Lasciavano accanto al letto moltissime candele proprio a voler significare l’avvento di questa nuova luce che nasce dall’interno.

La Mattina dopo controllavano se l’impronta del bastone era rimasta nelle ceneri del focolare, acceso in precedenza per scaldare la visita della Dea, era presagio di prosperità per l’anno avvenire. Il significato di questa usanza viene dal fatto che le donne invitavano la dea a scendere e nascere nel loro letto e ad unirsi al potere maschile, capace di donare nuova vita e dare speranza di prosperità e luce.

La soffitta delle streghe )O(

POESIE DI SALVATORE QUASIMODO

gennaio 26th, 2014

poesie di salvatore quasimodo

 

Ora che sale il giorno
Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchi mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli!

SALVATORE QUASIMODO, Nostalgia e Rimpianto

 

Il girasole piega a occidente
e già precipita il giorno
nel suo occhio in rovina
e l’aria dell’estate s’addensa
e già curva le foglie
e il fumo dei cantieri.
S’allontana con scorrere
secco di nubi e stridere di fulmini
quest’ultimo gioco del cielo.
Ancora, e da anni, cara, ci ferma
il mutarsi degli alberi
stretti dentro la cerchia dei Navigli.
Ma è sempre il nostro giorno
e sempre quel sole che se ne va
con il filo del suo raggio affettuoso.
Non ho più ricordi,
non voglio ricordare;
la memoria risale dalla morte,
la vita è senza fine.
Ogni giorno è nostro.
Uno si fermerà per sempre,
e tu con me, quando ci sembri tardi.
Qui sull’argine del canale,
i piedi in altalena, come di fanciulli,
guardiamo l’acqua, i primi rami dentro
il suo colore verde che s’oscura.
E l’uomo che in silenzio s’avvicina
non nasconde un coltello fra le mani,
ma un fiore di geranio.

SALVATORE QUASIMODO Quasi un madrigale,
***

Dicevi: morte, silenzio, solitudine;
come amore, vita.
Parole  delle nostre provvisorie immagini.
E il vento s’è levato leggero ogni mattina
e il tempo colore di pioggia e di ferro
è passato sulle pietre,
sul nostro chiuso ronzio di maledetti.
Ancora la verità è lontana.
E dimmi, uomo spaccato sulla croce,
e tu dalle mani grosse di sangue,
come risponderò a quelli che domandano?
Ora, ora: prima che altro silenzio
entri negli occhi, prima che altro vento
salga e altra ruggine fiorisca.

SALVATORE QUASIMODO Colore di pioggia e ferro
***

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

SALVATORE QUASIMODO Alle fronde dei salici

***

In principio Dio creò il cielo ..
e la terra, poi nel suo giorno
esatto mise i luminari in cielo
e al settimo giorno si riposò.
Dopo miliardi di anni l’uomo,
fatto a sua immagine e somiglianza,
senza mai riposare, con la sua
intelligenza laica,
senza timore, nel cielo sereno
d’una notte d’ottobre,
mise altri luminari uguali
a quelli che giravano
dalla creazione del mondo. Amen.

SALVATORE QUASIMODO Alla nuova Luna
***

Tu non m’aspetti più col cuor vile
dell’orologio. Non mi importa se apri
o fissi lo squallore: restano ore
irte, brulle, con battito di foglie
improvvise sui vetri della tua
Finestra, alta su due strade di nuvole.
Mi resta la lentezza di un sorriso,
il cielo buio d’una veste, il velluto
colore ruggine avvolto ai capelli
e sciolto sulle spalle e quel tuo volto
affondato in un’acqua appena mossa.

Colpi di foglie ruvide di giallo,
uccelli di fuliggine. Altre foglie
ora screpolano i rami e già scattano
aggrovigliate: il falso e vero verde
dell’aprile, quel ghigno scatenato
del certo fiorire. E tu non fiorisci
non metti giorni né sogni che salgano
dal nostro al di là, non hai più i tuoi occhi
infantili, non hai più mani tenere
per cercare il mio viso che mi sfugge?
resta il pudore di scrivere versi
di diario o di gettare un urlo ai vuoti
o nel cuore incredibile che lotta
ancora con il suo tempo scosceso.

SALVATORE QUASIMODO Il falso e il vero verde

***

Io stavo ad una chiara
conchiglia del mio mare
e nel suono lontano udivo cuori
crescere con me, battere
uguale età. Di dèi o di bestie, timidi
o diavoli: favole avverse della
mente. Forse le attente
morse delle tagliole
cupe per volpi lupi
iene, sotto la luna a vela lacera,
scattarono per noi,
cuori di viole delicate, cuori
di fiori irti. O non dovevano crescere
e scendere dal suono: il tuono tetro
su dall’arcobaleno d’aria e pietra,
all’orecchio del mare rombava una
infanzia errata, eredità di sogni
a rovescio, alla terra di misure
astratte, ove ogni cosa
è più forte dell’uomo.

SALVATORE QUASIMODO, Vicino a una torre saracena, per il fratello morto
***

Sera: luce addolorata,
pigre campane affondano.
Non dirmi parole: in me tace
amore di suoni, e l’ora è mia
come nel tempo dei colloqui
con l’aria e con le selve.

Sapori scendevano dai cieli
dentro acque lunari,
case dormivano sonno di montagne,
o angeli fermava la neve sugli ontani,
e stelle ai vetri
velati come carte d’aquiloni.

Verde deriva d’isole,
approdi di velieri,
la ciurma che seguiva mari e nuvole
in cantilena di remi e di cordami
mi lasciava la preda:
nuda e bianca, che a toccarla
si udivano in segreto
le voci dei fiumi e delle rocce.

Poi le terre posavano
su fondali d’acquario,
e ansia di noia e vita d’altri moti
cadeva in assorti firmamenti.

Averti è sgomento
che sazia d’ogni pianto,
dolcezza che l’isole richiami.

SALVATORE QUASIMODO, verde deriva
***

Tindari, mite ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.

SALVATORE QUASIMODO, vento a Tindari
***

Amami

gennaio 25th, 2014

Amami per come sono

chiudi gli occhi e ascolta

un eco prende il volo

e bussa alla tua porta.

 

Ti amo per come sei

chiudo gli occhi

e quel che sogno e che vorrei

non son balocchi sono i baci tuoi.

 

Amami per ciò che vedi

leggendo tra le righe

nei pochi spazi vuoti

bianche  margherite.

 

Ti amo per ciò che vedo

passione di un colore

e un sentimento muto

che mi riscalda il cuore.

 

Amami per il tacere

complicità d’amore

rinunciare al piacere

rispettando un valore.

 

Ti amo per … non so perché

non c’è risposta

forse parte di me

da sempre in  te è riposta.

http://youtu.be/D-A2trEIINE

1 a amami per come sono

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni