LA PORTA DEI SOGNI

agosto 1st, 2013

Certi sogni si infrangono contro lo spiraglio di una porta che vorremmo invano chiudere a chiave e attraverso cui, speriamo di ritrovare qualcosa di indefinito. E’ un pò come aprire uno Scrigno per riassaporare il gusto di certe Emozioni, o entrare in un Giardino per respirare quel nostalgico profumo di Amore e di Vita… Una forza indipendente dalla nostra volontà che ci spinge a cercare ancora, ciò che abbiamo lasciato in un sogno rimasto al di là di quella porta: la parte più bella di noi, che si è persa per sempre.

- Imma Brigante -

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rumore di musica e vestiti che salgono sulle ginocchia

agosto 1st, 2013

Non si può.
E’ che non ci si può innammorare a Malta,non a Paceville,fra il rumore di musica e vestiti che salgono sulle ginocchia e strusciano vogliosamente fra loro,fra l’odore di vodka e baci andati a male,fra la fosforescenza di qualche stupida maglietta bianca e lo sbirluccichio di occhi alcolizzati e persi,fra quel marasma di voci,ombre,lingue che li legano fra loro per una notte folle di risate,urla e cuori infranti che mai nessuno vedrà.
Non ci si può innammorare così della prima che incontri e ti sorride,mentre la musica ancora non decide a fermarsi,mentre i vostri respiri si mischiano come vento,mentre le parole ve le urlate in faccia mentre un barista disperato vi divide per cercare di far ordine in quel mondo caotico.
Ti ho detto che non puoi,e lo ripeto….perchè non puoi innammorarti di me così,perchè lo sai,io a queste cose non reggo….e che se ne frega più della musica troppo forte,di ballare,dei bicchieri mezzi pieni e di quelli che sono rovesciati a terra e delle scalette appiccicose da cui una cascata di gente sale e scende,delle mani morte,dei vestiti succinti e dell’aria calda,dei tuoi amici che ci guardano,dei chilometri che ora ci dividono….che se ne frega,perchè tu non potevi ma lo hai fatto e beh,colpa tua…ti amo…!!!

I nostri sensi amano ingannarci, e gli occhi sono i più ingannevoli di tutti.

agosto 1st, 2013

namaste foto

I nostri sensi amano ingannarci, e gli occhi sono i più ingannevoli di tutti. Ci inducono ad avere troppa fiducia in loro. Crediamo di vedere quello che c’è intorno, ma quello che percepiamo è solo la superficie. Dobbiamo imparare a comprendere l’essenza delle cose, la loro sostanza, e per fare questo gli occhi ci sono più d’impedimento che altro. Ci inducono a distrarci, e noi ci lasciamo abbagliare. Chi si fida troppo dei propri occhi trascura gli altri sensi, e non intendo le orecchie o il naso. Parlo di quell’organo che è dentro di noi e per il quale non c’è un nome. Chiamiamolo la bussola del cuore.

Jan-Philipp Sendker, L’arte di ascoltare i battiti del cuore

Zingari

agosto 1st, 2013

Campo nomade,

scapigliato brulichio

di genti che hanno

come tetto il cielo.

Ardenti occhi di bimbi

dietro sporche manine

sbirciano curiosi.

Famiglie rannicchiate

dietro cartoni colorati

chinano i volti grevi

rimpiangendo remote

chimere.

Viaggiatori senza meta

alcuna fanno del mondo

la casa.

Dal destino errante non

seguono comete ma cercano

pascoli alle periferie della

terra dove sentirsi liberi di

respirare, vivere sul suolo che

li ha visti nascere… zingari.

 

(Mirella Narducci)

Zingari

 

Un semplice bisogno……

agosto 1st, 2013

Semplici bisogni:
Dove ritrovarsi in quel tempo
che fugge…….
Tenersi le mani in una stretta
tenera e forte……
Domare la tempesta dei pensieri.
Semplici bisogni:
Di abbracci amorosi, di una voce
profonda e commossa che ti
accarezzi il cuore.
Semplici bisogni:
Di sentirsi protetta, amata, donna.
Bisogni naturali, non grandi pretese,
una donna solo questo vuole…..
Amala con un fiore.

(Mirella Narducci)

 

Un semplice bisogno......

 

 

 

Mio paradiso il sogno

agosto 1st, 2013

Notte tormentata dal caldo
paura di sogni agitati
stanca, caduta in un pesante
sonno mi sentivo trasportata
in posti ameni dove limpide
acque fluivano brillanti come
gemme.
Iridescente il cielo aveva
bagliori di cristallo, paradiso
potrei chiamarlo.
Architetto del mio sogno ne
costruivo i contorni: Cascate
prati fioriti, giunchi odorosi
tutto era splendore.
Ninfa in quelle valli mi riempivo
gli occhi della favola che mi rapiva,
quando d’improvviso il rintocco
della pendola mi riportava nel triste
mondo intorpidito.
La notte era trascorsa ed era già mattino.

(Mirella Narducci)

Mio paradiso il sogno

 

Frasi Sul Mese di Agosto

agosto 1st, 2013

MESE DI AGOSTO

Le corse sulla spiaggia,
le coppiette felici il e innamorate
per il breve ma infinito tempo di una stagione
l’azzurro del cielo limpido sgombro di nuvole
il rosso fuoco di un sole che tramonta
immergendosi nella calma piatta acqua di mare
i campi di grano, di papaveri e di girasoli.
…I tuoi occhi….
queste sono le foto d’agosto
incacellabili dal mio archivio
ma soprattutto dalla mia memoria.
ANNA PIANURA, Ombra e Luci
***

Tutto puo’ succedere ad agosto, la natura vibra alla luce del sole e il cuore si concede di osare. Vola, canta, respira… balla la tua melodia. Quella che esce dal cuore. Ad agosto, in un mese così, tutto è concesso.

STEPHEN LITTLEWORD
***

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere,
in treno a Ostia lo voglio portare.
Ecco guarda gli dirò
questo è il mare, pigliane un pò!
Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà,
il mare intero si prenderà.

GIANNI RODARI, Un bambino al mare
***

San Lorenzo, io lo so perché un così gran numero
di stelle nell’aria serena
s’incendia e cade, perché un così gran pianto
risplende nel cielo.

Una rondine ritornava al suo nido:
l’uccisero: cadde tra rovi spinosi:
ella aveva un insetto nel becco:
la cena per i suoi rondinini.

Ora è là, morta, come se fosse in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e i suoi rondinini sono nell’ombra, che attendono,
e pigolano sempre più piano.

Anche un uomo tornava alla sua casa:
lo uccisero: disse: Perdono;
e nei suoi occhi sbarrati restò un grido:
portava con sé due bambole per le figlie…

Ora là, nella solitaria casa,
lo aspettano, aspettano invano:
egli, immobile, stupefatto mostra
le bambole al cielo lontano.

E tu cielo, dall’alto dei mondi
sereni, che sei infinito, immortale
inondi con un pianto di stelle
quest’atomo opaco del male!

GIOVANNI PASCOLI, X AGOSTO
***

Agosto non è crudele. È feroce. Si presenta come un mese del passato e ti costringe a ricordare. Ferocemente smette di essere tutto ciò che era. Aspettavo agosto tutto l’anno da bambino. La spiaggia, i templi di Paestum, la sensazione che tutto l’anno valesse la pena viverlo per rotolarsi nel bagnasciuga con mio fratello, con i miei cugini. La sensazione che la vita vera fosse agosto. L’attesa dell’agosto più bella dell’agosto persino. Vivere agosto da adulti non vale la pena. Ora agosto è solo un mese di promesse non mantenute, la dimostrazione che la vita ti ha tradito e quello che ti aspettavi non arriva. Come una generazione che credeva di poter vivere meglio dei propri genitori e invece vive peggio, assai peggio. Agosto era il mese dove riuscivi a prendere tutto ciò che di bello concepivi. Ora arriva e raccoglie esattamente le briciole dell’intero anno. Agosto ormai è solo un modo, come direbbe Chaillet, per essere infelici in modo molto romantico.
ROBERTO SAVIANO

***

Nella luminosa e calda ora pomeridiana, il paesaggio napoletano aveva dormito assai, deserto, silenzioso, immobile sotto il leonino sole di agosto. Nella lunga siesta, da mezzogiorno alle quattro, nessuna ombra d’uomo si era veduta, apparendo e sparendo, sulla gran pianura verde dei Bagnoli; sulla larga via bianca, a sinistra, che viene da Posillipo, rasentando l’ultimo spalto di quella collina che è anche un capo, larga via che è la delizia di quanti amano Napoli, stranieri e indigeni, non una carrozza, non un carretto; non una carrozza, non un carretto sulla dritta via, chiamata di Fuorigrotta, e che ai Bagnoli trova il suo primo angolo, voltando per andare a Pozzuoli, a Cuma, a Baia; non una nave sul mare, che sorpassasse il bellissimo capo di Posillipo, per andarsene lontano, linea nera filante, sormontata da un vago piumetto di fumo; non una vela bianca nel canale di Procida; non una barchetta intorno alla verde isola di Nisida, che prospetta, in tutta la sua lunghezza, la spiaggia dolce dei Bagnoli.
MATILDE SERAO
***

Era d’agosto e un povero uccelletto
ferito dai pallini di un moschetto
andò a posarsi con un’ala offesa
sulla finestra aperta di una chiesa.

Dalle tendine del confessionale
il parroco intravide l’animale,
ma, pressato da molti peccatori
che volevan pentirsi degli errori,
richiuse le tendine immantinente
e si rimise a confessar la gente.

Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
ogni fedele diceva le preghiere
una donna, notato l’uccelletto,
lo pose al caldo mettendolo nel petto.

A un tratto un improvviso cinguettìo
ruppe il silenzio nel tempio di Dio.
Rise qualcuno e il prete, a quel rumore,
il ruolo abbandonò di confessore,
s’arrampicò sul pulpito veloce
e di lassù gridò ad altra voce:
“Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,
esca fuori dal tempio del Signore”.

I maschi, un po’ stupiti a tal parole,
lesti si accinsero ad alzar le suole,
ma il prete a quell’errore madornale
“Fermi!” – gridò – “mi sono espresso male,
rientrate tutti e statemi a sentire:
solo chi ha preso l’uccello deve uscire”.

A testa bassa e la corona in mano
cento donne s’alzarono pian piano,
ma mentre s’affrettavan di buon ora
il prete le gridò “Ho sbagliato ancora,
rientrate tutte quante figlie amate,
ch’io non volevo dire quel che pensate”.

E riprese: “Già dissi e torno a dire,
solo chi ha preso l’uccello deve uscire,
ma mi rivolgo a voce chiara e estesa
solo a chi ha preso l’uccello in chiesa”.

A tal parole, nello stesso istante,
le monache si alzaron tutte quante,
quindi, col viso pieno di rossore,
lasciarono la casa del Signore.

“Santa Vergine!” – esclamò il buon prete –
“Sorelle, su rientrate, state quiete,
perché voglio concluder, sissignori,
la serie degli equivoci e di errori,
perciò, senza rumore, piano piano,
esca soltanto chi ha l’uccello in mano”.

Una fanciulla che col fidanzato
era nascosta in un angolo appartato
dentro una cappella laterale,
poco mancò che si sentisse male,
quindi gli sussurrò col viso smorto:
“Te lo dicevo, hai visto, se n’è accorto!”.

TRILUSSA
***

Non credevo che le stelle cadessero il 10 di Agosto finché una m’ha colpito.
I Fichi d’India – Neri per Caso

SUCCEDE COSI’

luglio 31st, 2013

Cerco sempre di migliorare la mia vita, ogni mattina mi sveglio e provo a superare le prove che essa mi butta davanti, ma, in alcuni momenti, come adesso che sto scrivendo, mi accorgo di essere soffocato, vorrei dire parole ma non so chi potrebbe ascoltarle, è una sensazione di vuoto, di malessere, di nausea, che circola sotto la pelle e ti chiedi se domani potrà tornare ad essere una buona giornata, se potrò trovare quella persona in grado di ascoltarmi per davvero, che non apre le orecchie solo perchè sa di ascoltare i suoni, qualcuno che possa capire quello che sono, e quanto io potrei offrire…

Succede così, la mia vita cresce, combatto, da solo, per portarmi avanti ed arrivare in quel posto dove ci vogliono lacrime e sofferenza per riuscire, il sogno di lasciare la mia storia e scriverne una nuova, con qualcuno di speciale, con persone speciali, e nel frattempo, mi ritrovo a camminare la notte, per la mia città e le cuffie nelle orecchie, per non sentire le menzogne e assaporare quella sensazione speciale, dove tutti dormono e non fanno niente, sembra come se in quel momento il mondo è fermo, e tu sei fuori, a cercare di pensare a come far sorridere la tua vita, domani, e sperare che le parole che hai dentro possano primo o poi arrivare a qualcuno di importante, anche se sei consapevole che, l’unica persona in grado di capire ciò che vuoi dire…..

sei solo tu…..

(Ejay Ivan Lac)

solo

Vogliamo CAMBIARE? Allora ACCETTIAMOCI

luglio 31st, 2013

specchiarsi-pozzanghera

Vogliamo CAMBIARE? Allora ACCETTIAMOCI. Se ci accettiamo così come siamo…..CAMBIAMO! Se accettiamo di essere ansiosi……smettiamo di essere ansiosi per paura di avere l’ansia…….Se invece ci rifiutiamo attiviamo una carica mentale subconscia che ci dice “devo cambiare” e così introduciamo NUOVA ansia! Se rifiutiamo e non accettiamo alcuni aspetti del nostro modo di essere avremo un’altra carica mentale subconscia che ci dirà ” mi faccio schifo”. Il miglioramento lo si ottiene NON per aggiunta di nuovi pensieri, ma per sottrazione di quelli vecchi! Ecco perchè si dice che siamo perfetti così come siamo, non perchè lo siamo….così come oggi siamo, ma perchè se siamo imperfetti è perchè abbiamo immesso nella nostra mente un sacco di roba che non serve, che ci allontana dal nostro stato NATURALE. La felicità è uno stato INNATO dello spirito, poi la mente ci mette di tutto per rovinarlo. Ecco perchè si dice che siamo come il cielo con le nuvole…..dietro le nuvole c’è SEMPRE il sole, solo che noi lo oscuriamo con le nostre “nuvole”.

elitheo carrani

 

 

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