FRASI DI IGOR SIBALDI* Igor Sibaldi Libri

febbraio 10th, 2014

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“Ognuno comincia, prima o poi, a trovare la sua «via», cioè la sua personale direzione nello scoprire, nel decidere, nel desiderare.
Ma la perde subito, se pensa di averla capita, di averla ben chiara davanti a sé.
Una «via», infatti, modifica continuamente chi la percorre.
A ogni passo lo sorprende: gli cambia il mondo.
Così, paradossalmente, si è davvero su una «via» quando si sta andando verso non si sa dove,
fiduciosamente, e tutto intorno ti aiuta ad andare sempre oltre.
È ovvio che occorre coraggio.
E il coraggio ogni tanto è difficile, ma è molto meglio della rabbia sorda di chi si è fermato
o si è perso e non lo sa e litiga per aver ragione, perché ha paura”.
Igor Sibaldi

*
«Poi tutt’a un tratto Aladino si innamora, del più impossibile degli amori: la principessa che nessuno può vedere. E questo amore impossibile attiva in lui capacità nuove, meravigliose, e gli fa compiere imprese, una dopo l’altra, una più impossibile dell’altra.
«In questo somiglia a Gesù, che a sua volta parla sempre di amori che alla gente sembrano impossibili. Di amore per Dio; o per tutti; o dell’amore tanto grande da poter morire per amore.
«Ne parla, non lo insegna: infatti non si può. Chi vorrebbe impararlo? Chi imporrebbe a se stesso di innamorarsi di un’amore impossibile? O ti capita, o non è per te.»
Igor Sibaldi, I Maestri invisibili
***

Guardarsi intorno, domandandosi ogni tanto:
«MI PIACE o no, ciò che vedo?»
e pensandoci un po’:
«Perché mi piace? Perché no?..»
Già questo permette di accorgersi
di una quantità di cose che prima non si erano notate mai:
e l’immagine del mondo ne viene
rapidamente trasformata.
È come da bambini:
il mondo diventa consigliere;
come se in tutto
potesse dischiudersi una possibilità nuova
per la nostra vita,
mentre prima
quello stesso «tutto» appariva spesso noioso e altrui.
Igor SIbaldi, Il mondo invisibile
***

Bisogna morire a sé stessi per giungere alla verità, all’essere, alla gioia – a quell’Io più grande che il Vangelo promette e insegna ad ogni uomo. E questa morte a sé stessi è in tutto e per tutto come la morte: ma è rinascita per chi vi giunge (per chi riesce a comprenderne e ad attuarne la legge), mentre chi non vi giunge nella propria vita, potrà giungervi, in un’estrema chance, nella morte reale, cioè nel forzato dischiudersi (dal di fuori, invece che dal di dentro) del guscio della sua vita falsa, di «ricco», a quell’Io più grande, divino, che anima l’universo intero. E la morale è dunque: prima che sia tardi bisogna giungere a quell’Io divino, e morire e rinascere, finché c’è ancora vita. Camminate nella luce finché avete luce.
Introduzione a Lev Tolstoj
***

Non occorre più, qui, che il lettore intuisca: deve stare a sentire, e riuscire a reggere, questo è il suo compito.
Igor Sibaldi
***

Molti individui hanno più energie che bisogni.
Ma si sentono impacciati da questa eccedenza.
Pensano che non sia prudente
guardare e domandare al di là dei bisogni di cui una persona perbene è riuscita a circondarsi:
le domande, infatti, mostrerebbero una direzione nuova;
da quella direzione deriverebbero certamente
aspirazioni nuove,
e probabilmente la fine di tutto ciò che quella persona sa,
o sa di sapere,
o almeno del modo in cui lo sa.
Così, molti preferiscono fingere di avere poche energie.
Igor Sibaldi, Il mondo Invisibile
***

Purtroppo anche nella «selva» della nostra civiltà è in corso una grave nevrosi di massa. A determinarla, da circa sessanta anni, è un sistema di condizionamenti molto potente, capillare, mai visto nella storia dell’Occidente. Neanche i fascisti e i nazisti erano così bravi a plagiare; e questo perché, dopo la guerra, i loro metodi di massificazione sono stati ripresi e perfezionati dagli apparati che dominano la nostra tarda società industriale. È la società della cultura di massa, scambiata malamente per democrazia. Sarebbe una società bellissima, perché ha un livello di benessere mai raggiunto prima. Oggi mancherebbe poco, a che la gente si accorga che può lavorare di meno e vivere di più. Lavorare quattro ore al giorno, così da avere quanto basta per sopperire alle vere necessità, e nelle altre venti ore pensare, capire, scoprire, godere, sperimentare, creare
Igor Sibaldi
***

…così anche Collodi, da buon iniziato,
racconta di come Pinocchio giunga a incarnarsi
in un ragazzino:
di come, cioè, da entità possibile, potenziale,
discesa da un qualche punto dell’Albero della Vita,
arrivi finalmente a rivelarsi in ciò
che ogni individuo sensato è bene che impari
a essere soprattutto:
un ragazzino
che sa domandarsi: «Tutto qui?»
guardandosi attorno nel mondo comprensibile,
e accorgendosi,
inevitabilmente,
che non è un mondo che basti.
Igor Sibaldi, Discorsi sull’infinito
***

Vai avanti, entri nel tuo aldilà personale, e cominci ad accorgerti che puoi superare delle soglie che prima neanche vedevi, e fare passi da gigante: dipende solo da te, dal tuo coraggio interiore. Come trovare questo coraggio? Se ti accorgi che c’è una lotta tra te e l’Autòs e che ci vuole solo il coraggio per battere l’Autòs, impari anche come si fa a fare il coraggio. A quel punto puoi voltarti a vedere se qualcuno ti segue, ma non fermarti a spiegare agli altri, perche via via che sali ti accorgi che non è nemmeno una gran salita. È che gli altri, i molti – in mezzo ai quali c’eri anche tu fino a poco fa – stanno precipitando, e che parlare con loro è come parlare con un sasso che precipita nel vuoto. Per poter stare a portata di voce dovresti precipitare anche tu con loro, e non è tua intenzione. O no?
Igor Sibaldi
***

«Padre nostro». Un commento preciso
a questo modo tanto eretico di cominciare una preghiera
lo dava Francesco, quando
nel Cantico delle creature
insegnava a pensare al sole, al vento, al fuoco, all’acqua
come a fratelli, e a chiamare sorella persino la morte.
Come dire: accòrgiti di quanto sei immenso,
sì, tu, proprio tu, invece di immaginarti
come gli altri vogliono che tu ti immagini,
come fa comodo a loro.
***

Nella Genesi, il racconto della creazione incomincia
quando «il soffio di ‘Elohiym increspa le acque».
Ma capita continuamente anche a noi.
È facile accorgersi di come il nostro respiro
increspi la superficie di acque invisibili,
e dia inizio a creazioni, ogni volta che parliamo.
E con un po’ più di coraggio,
possiamo accorgerci anche di come il parlare,
in ciascuna civiltà,
e nella vita di tanti individui,
increspi soltanto alcuni brevi tratti di quelle acque,
sempre gli stessi;
mentre intorno ci sarebbe un oceano da dire.
Igor Sibaldi, Il libro della creazione
***

«Siamo veramente quel paese di cui scriveva Machiavelli: “l’Italia deve la maggior parte dei suoi problemi alla presenza dello Stato della Chiesa all’interno del suo territorio”. Nei Discorsi sulla Repubblica aggiungeva: “se noi ponessimo, per caso, lo Stato della Chiesa in un paese così forte, tranquillo e onesto come la Svizzera, in soli cinquant’anni questa decadrebbe subito”». «Oggi siamo noi a trovarci all’interno dello Stato Pontificio». «Ormai sì, e questo è un capolavoro di strategia che va riconosciuto. Quando i Piemontesi presero Roma e costrinsero lo Stato Pontificio ad avere qualche isolato, neanche un quartierino, questo capì che tutto era perduto – per il momento. Però, pensò la Chiesa, “noi abbiamo il tempo dalla nostra parte, possiamo organizzare lunghissime strategie”. Così dal 1880 hanno cominciato questo grandissimo lavoro: occuparsi del punto debole del nuovo Stato Italiano, cioè i bambini. “Io comincio ad occuparmi dei bambini e pian piano cresceranno e diventeranno uomini, e avranno figli che manderanno da me. Pian piano, generazione dopo generazione, io trasformerò uno Stato laico assolutamente anticlericale in un’estensione del Vaticano”».
Igor Sibaldi, Discorsi sull’Infinito
***

I Maestri Invisibili Igor Sibaldi I Maestri Invisibili
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Che angelo sei?
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Le mie bambole

febbraio 9th, 2014

Queste le mie vecchie pupattole
ognuna ha la sua storia, drammi
risate, sberleffi, ne han recitate di
pantomine.
Son qui tutte a ricordare i tempi
passati i teatrini fatti di sogni e
liquirizie nere.
I baci scambiati al sapor di caramella
mou ci portano all’infanzia ormai lontana
quì in questa valigia sgangherata piena
di sogni tutte ho ritrovato, elencato ho
i vostri nomi, lo sguardo fisso, senza cuore
ma un dono grande l’ avete portato:
La gioventù mai dimenticata.

(Mirella Narducci)

 

Le mie bambole

Appuntamenti senili…..

febbraio 9th, 2014

L’età è  matura ma son qui a passeggio
con te, lento il passo, imprecisa la meta
il tuo braccio sulla mia spalla mi lega…
Come due bimbi che imparano a camminare
non decisi ci avventuriamo in quella
palestra che  è  la  vita.
Non sono all’altezza del tuo silenzio, e parlo di
ogni cosa pur di render piacevole  la gita.
Ti racconto le mie obbedienze, le confessioni
ma taccio il sentimento che mi si legge negli
occhi, voglio rimanga fantasia e non una ridicola
realtà.
Quest’età rende  tristemente  immuni  dall’amore
nel rumoroso via vai lascio scivolare la mano, nella
tasca della tua giacca,la sento stringere dalle  tue
forti dita.
Non m’importa più nulla e di nessuno, questo tacerti
accanto basta a rendermi felice e già mi aspetto un
altro appuntamento questa volta per un caffè, giù
al bar…………..

(Mirella Narducci)

Appuntamenti senili.....

FRASI DI MAURO BIGLINO

febbraio 7th, 2014

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Nell’Antico Testamento Yahweh ha fatto tanta fatica per fare rispettare il sabato e più di un miliardo di suoi seguaci celebra il giorno dopo anche se lui ufficialmente non ha mai cambiato idea.
***

dove si colloca e in che cosa si concretizza il peccato originale?
La risposta appare ovvia: non è stato commesso alcun peccato. Il concetto è stato introdotto da Agostino d’Ippona che, per giustificare la critica a Pelagio sull’origine del male, ha introdotto la teoria della “Colpa originaria” per mano di Adamo. Prima di lui non abbiamo notizia di nessun autore patristico che sostenesse l’idea del Peccato originale.

In aggiunta, se proprio si vuole parlare di colpa, dobbiamo comunque prendere atto che le sue conseguenze non possono macchiare l’umanità intera perché Adamo ed Eva non ne sono i progenitori.

Ma se il Peccato originale non esiste e non ha comunque macchiato l’umanità (visto che Adamo ed Eva non ne sono i progenitori), aveva senso che un Dio (a questo punto non so quale, perché nella Bibbia non si parla di Dio) mandasse suo figlio a farsi massacrare e uccidere per liberare l’umanità da una macchia che non c’è?

Mauro Biglino, La Bibbia non è un libro sacro
***

Adamo ed Eva Sono i progenitori dell’homo sapiens. E non sono stati creati dal nulla, ma su di loro gli Elohim sono intervenuti con l’ingegneria genetica, dando come un colpo di acceleratore all’evoluzione umana. Adamo, come nome, significa “quello della terra”, insomma nato su questo pianeta. Letteralmente è più corretto tradurlo “il terrestre”, per distinguerlo evidentemente da chi terrestre non era. Eva invece è Hawà, ovvero “la madre dei viventi”, insomma la progenitrice di tutta la specie umana.

***
Nell’Antico Testamento: non c’è Dio, non c’è culto rivolto a Dio, c’è solo l’obbedienza timorosa rivolta a un individuo di nome Yahweh che appartiene al gruppo degli Elohim, esseri in carne e ossa che mai sono definiti ‘dèi’ in termini spirituali
***

Spesso dico che la Bibbia ci presenta Yahweh come uno dei meno importanti all’interno del gruppo degli elohim ed ebbe quindi una assegnazione di scarsa rilevanza….”
***

E’ vero che siamo vittime di un grande inganno?
E’ vero che ci hanno raccontato una storia non vera?
E’ vero che la storia dell’umanità è da riscrivere?
***

“Ritengo che, col passare degli anni e con l’acquisizione di una sempre maggiore libertà di pensiero e di apertura mentale, le varie discipline si apriranno necessariamente a ipotesi che fino ad ora venivano scartate in modo aprioristico. Purtroppo certa scienza aveva assunto le caratteristiche tipiche di una religione: affermazione dogmatica dei concetti che paiono acquisiti, rifiuto del nuovo che viene definito inaccettabile per principio.
Ora si affacciano sul palcoscenico menti aperte, eraclitee, disponibili a valutare ciò che prima veniva cestinato ma che, ad un esame sereno, si dimostra invece capace di aprire nuove linee di indagine.
Testi antichi e moderne conoscenze stanno svelando parallelismi inattesi e utili per ipotizzare risposte e spiegazioni che la conoscenza tradizionale non è stata fino ad ora in grado di fornire”.

***

Quello che scrivo oggi- e che ripeto nelle mie conferenze per l’Italia- deriva da una lunga esperienza di traduzioni letterali. E quello che racconto nel libro è ciò che per primo ha stupito me. Sono convinto che la religione nella quale siamo stati educati sia nata, in realtà, da un contatto tra l’umanità ed esseri tecnologicamente superiori. La Bibbia è una storia vera, racconta episodi concreti, ma poi con il passare del tempo si è perso il contatto con questa “fisicità” ed è subentrata l’elaborazione teologica
***

siamo stati creati per amare e servire Dio. Questa frase contiene un profondo concetto di verità. Nel senso che questi esseri ci hanno formati perché lavorassimo al posto loro. Era un servizio estremamente concreto, molto più di quanto non si pensi. Da dove sono arrivati? In questo caso ci sono molte ipotesi, io non mi sbilancio. Il mio metodo è leggere e descrivere ciò che c’è scritto nel Codice di Leningrado. Ognuno poi può scegliere l’ipotesi che preferisce, in attesa che sia avvalorata dalla ricerca scientifica. Quindi possono essere arrivati da Nibiru- come diceva Zecharia Sitchin- o magari dalla zona di Orione- come farebbero pensare certi riferimenti aramaici all’interno della Bibbia stessa…Ma dobbiamo sapere che siamo di fronte solo a possibilità senza certezza. Per quel che mi riguarda, però, se un giorno si dimostrasse che Nibiru è un’elaborazione della fantasia, non cambierà nulla. Nel senso che ciò che è scritto nella Bibbia rimane scritto. La Bibbia non si pone il problema del punto di origine di questi signori, dice semplicemente che c’erano. E io mi attengo a questo

MUSA DOLCE MUSA…

febbraio 7th, 2014

Un pensiero eloquente

sfiora la mente

frivolezza d’una carezza

posa leggera

sul palmo della mano

Nel silenzio della notte

 raccolgono fiocchi

in balia del vento

coreografando versi

dall’animo poetico… 

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OSHO, LA MENTE CHE MENTE

febbraio 7th, 2014

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‘niente dura’, tutto è impermanente, e pertanto là dove si insiste a usare nomi e a parlare di ‘essere’ sarebbe molto più corretto parlare di ‘divenire’, se non lo si fa, ci si abitua e ci si identifica con qualcosa che non esiste e che ci porterà inevitabilmente a soffrire ogni volta che la vita afferma se stessa per ciò che è. E la verità è questa: tutto scorre, la vita è un fluire, ogni cosa muta incessantemente – la vita diviene morte, la morte diventa vita – voler fissare in quel flusso una solida dimora significa porgere il fianco a una sofferenza immane, inevitabilmente, ovvia, evidente.
***

Intellettualmente è facile capirlo, oggi, visto che la fisica moderna è giunta alle stesse conclusioni: la materia non ha alcun ‘mattone’ fondamentale, di fatto essa è solo un modo di essere dello Spazio, la cui esistenza, il cui significato è ancora tutto da stabilire.
***

Il sommarsi di sofferenze, l’esperienza del dolore, incitano a ricercare altrove, dando al tempo stesso una lucida e chiara coscienza di tale e tanta illusorietà. Se non si conosce una via d’uscita, tale stato diventa patologico: si precipita in una coazione a ripetere che spinge a ricercare esperienze che confermino i presupposti su cui fondiamo la nostra vita, autocreando così ciò che temiamo maggiormente. Infatti, proiettando un futuro fatto di negazioni e paure, in funzione di un passato in cui abbiamo vissuto nell’insoddisfazione, di certo ‘ciò che pensiamo’ si avvererà! Ecco quindi la prima evidenza su cui Buddha mette l’accento: ‘Siamo ciò che pensiamo…”.
***

Le metafore, con cui ogni Maestro è costretto a vestire il proprio linguaggio, diventano così ciò che esse sono in realtà: dita che indicano la luna. La distorsione diventa difficile, non si riesce più a leggere alla lettera: con dolcezza e fermezza, ci viene costantemente ricordato che proprio il nostro attaccamento alla mente impedisce di leggere, rende ciechi, genera una tenebra che va vista e compresa, altrimenti la realtà e la verità della vita non entreranno mai nel nostro cuore. Essere consapevoli è la via, e questo richiede costanza e determinazione: a questo invitano le parole del Buddha, ma per evolvere in quel senso, occorre lasciar cadere tutto ciò che abbiamo accumulato, in termini di sentito dire, di impressioni, di sensazioni. Occorre abbandonare tradizioni e ideologie, disimparare ciò che ci è stato inculcato in tanti anni di educazione… occorre muoversi con cuore deciso, determinato, fermo e inflessibile. Per questo è vitale leggere, oggi come ieri, l’esperienza cui il Buddha invita, nelle parole e soprattutto nell’essere di qualcuno che ha percorso quel sentiero, giungendo a toccare le vette altrimenti invisibili, oscurate dalle nebbie del nostro processo di pensiero, per questo, è consigliabile leggere Osho, ascoltare ciò che egli ha da dire. E il messaggio è sempre lo stesso: come Buddha egli chiama alla vera vita: ‘Anche tu puoi raggiungere le stesse vette dell’essere. Svegliati! Alzati! Incamminanti! Quel viaggio può iniziare qui e ora! Adesso!’

FRASI SUL REIKI

febbraio 5th, 2014

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REIKI è una parola giapponese che significa “Energia Vitale Universale” e nasce dall’unione di due concetti: REI, che si può definire come Forza Spirituale Universale, e KI, che è un concetto fondamentale nella Medicina Tradizionale Cinese che si può tradurre come “Energia che scorre nel corpo” o “Forza Interiore”.

L’unione di REI e KI da origine alla parola Reiki, che viene utilizzata per chiamare sia la Disciplina, o la Pratica, che l’Energia utilizzata.
Si può definire come tecnica di ricevimento e trasmissione dell’Energia Vitale Universale basata sul contatto. L’operatore Reiki, infatti, canalizza l’energia Universale dal Settimo Chakra (o Chakra della corona) per trasmetterla, attraverso l’accostamento delle mani su varie parti del corpo, lentamente e con piena consapevolezza, al soggetto da trattare.
Questa trasmissione permette il riequilibrio dell’energia del soggetto trattato, lo scioglimento di blocchi e congestioni energetiche, armonizza le varie parti del corpo con conseguenti benefici a livello emotivo, mentale e fisico. Permette inoltre di toccare livelli profondi di meditazione e consapevolezza del proprio corpo e i processi che lo compongono.
***
I CINQUE PRINCIPI REIKI
1 non essere adirato
2 non ti preoccupare
3 sii grato
4 lavora sodo (su di te)
5 sii gentile verso i tuoi simili.
Alla mattina e alla sera siedi  nella posizione Gassho e ripeti queste parole: la voce alta è nel tuo cuore.

Mikao Usui, Per l’evoluzione del corpo  dell’anima

***

REIKI e un sistema di guarigione Bio-energetico strutturato su 3 livelli. La parola Reiki è la traduzione di un ideogramma giapponese che indica l’energia vitale universale, di cui REI è l’aspetto universale e KI la sua manifestazione in ogni organismo vivente. Il Reiki dunque è un metodo di guarigione naturale, olistico, che apporta benessere e vitalità alla persona intesa nel suo comlesso formato da struttura fisica, vissuto emozionale ed essenza spirituale. Esso è basato sull’utilizzo dell’energia universale e attuato mediante una tecnica di manipolazione bioenergetica. Il trattamento Reiki arreca alla persona trattata un grande senso di tranquillità e di rilassamento, è in grado si alleviare dolori fisici e di coadiuvare la medicina tradizionale nella cura di diverse patologie. Il Reiki inoltre rappresenta un prezioso antidoto per risolvere lo stress e l’ansia, facilità le relazioni interpersonali e aiuta a compredere e conoscere meglio se stessi e gli altri.
***

Presumo che chi abbia codificato i simboli Reiki sia stato una persona che guariva se stesso e gli altri, e che a un certo punto abbia voluto condividere questa bellissima esperienza con tutti. Ma come poteva spiegare, trasmettere tutte le sensazioni, le emozioni relative all’esperienza di guarigione? Certo non con la parola, ma con un mezzo di comunicazione più evoluto: I SIMBOLI.

Non basta leggere le formidabili azioni e i miracoli compiuti da Gesù per essere Gesù!

Ecco perchè il Reiki per essere veramente efficace, deve essere incorporato nella propria vita come l’aria che si respira, il cibo che si mangia.

Il Reiki va gustato, metabolizzato, cosi che possa nutrire; in altre parole bisogna viverlo, esserne veramente consapevoli. Solo allora l’energia che ne è racchiusa potrà essere messa a tua disposizione e potrai creare tutto con essa.

Ecco  come l’infinito, attraverso le forme create, diviene “finito”, e tu, vivendolo scoprirai la fonte di tutte le cose esistenti,  nel viaggio di riconciliazione verso la tua vera essenza.

Reiki Master Graziano Scarascia
***

“Per corrugare la fronte si mettono in movimento ben sessantacinque muscoli. Per sorridere solo diciannove. Allora, almeno per economia, sorridi!” (Anonimo)
***

I principi di Reiki sono un insieme di dettami tramandati dall’Imperatore Meiji (1868-1912) a Mikao Usui che sono giunti anch’essi in Occidente grazie ad Hawayo Takata:

Just for today – Solo per oggi
Do not anger – Non ti arrabbiare
Just for today – Solo per oggi
Do not worry – Non ti preoccupare
Earn your living honestly – Guadagnati da vivere onestamente
Honor your Parents, Teachers and Elders – Onora i Genitori, i Maestri e gli Antenati
Show gratitude to every living thing – Mostra gratitudine per ogni cosa vivente

DEDICATO A TE

febbraio 5th, 2014

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A te che sei distante

vorrei che come me guardassi il cielo..

Nel flusso e nel riflusso del mio cuore  

vedessi il mio volto

i miei occhi

le mie labbra ..

l’immenso  amore

che ci unisce

nel dirti ti amo! 

Frasi Sulla Creatività

febbraio 5th, 2014

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Essere creativi e’ un istinto naturale.
Stephen Littleword

***

Che cos’è la creatività?…è la capacità di “vedere”…e di “rispondere”.
Erich Fromm
***

Non tutte le prigioni hanno le sbarre: molte sono meno evidenti ed è difficile evadere perché non sappiamo di esserne prigionieri. Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.
Henry Laborit
***

Indipendentemente da ciò che crei, non è importante che tu dipinga o scolpisca, oppure che tu faccia il giardiniere, il calzolaio o il falegname. E’ importante che ti chieda: sto riversando tutta la mia anima in ciò che creo?”
Osho

***

Il principale  nemico della creatività è il buonsenso.
Pablo Picasso

***

In ogni attività creativa, colui che crea si fonde con la propria materia, che rappresenta il mondo che lo circonda. Sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, in ogni tipo di lavoro creativo l’artefice e il suo oggetto diventano un’unica cosa: l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione.
Erich Fromm
***

La creatività è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi.
Edward De Bono
***

Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio, l’uomo creativo, osserva le cose vecchie con occhio nuovo
Gian Piero Bona
***

Se l’uomo non può creare qualcosa…per sfuggire al senso insopportabile di impotenza vitale, di essere nulla, non ha altra soluzione che riaffermarsi distruggendo quella vita che è incapace di creare
Erich Fromm: Anatomia della distruttività umana

***

Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà; se invece uso la testa sarà molto difficile.
Marc Chagall
***

La creatività è in ciascuno di noi. Per meglio dire era in ciascuno di noi, quando eravamo piccoli. Nei bambini la creatività è un elemento universale. Fra gli adulti è pressoché inesistente. Il grande problema è di riuscire a sapere che cos’è accaduto di quest’immensa, universale risorsa umana, un problema attuale, che costituisce l’oggetto della nostra ricerca.
Harold Anderson
***

L’uomo che non può creare vuole distruggere
Erich Fromm

***

La creatività è la risposta che apre
Aldo Carotenuto
***

Più si ragiona meno si crea.
Raymond Chandler

***

Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.
Albert Einstein

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È l’arte suprema dell’insegnante, risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza.
Albert Einstein
***

La capacità di provare ancora stupore è essenziale nel processo della creatività.
Donald W.Winnicott
***

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni