Il vizio di amarti

novembre 21st, 2013

Sono qui seduta sul letto mi sento
sola anche se l’orma del tuo corpo
è ancora calda.
Non accendo la luce ma sono felice
perché dentro di me è rimasto qualcosa
di te.
Sorrido non mi vede nessuno penso a
quei momenti sparsi fra le coltri, con la
mano li cerco, accarezzo il cuscino dove
s’è nascosto l’amore.
In me sentimenti, emozioni mi toccano,
presa dal vortice delle sensazioni mi agito
nella dolce follia del presente che è già passato.
Vivo per conoscere, per cercare dietro le stelle
i sogni più belli.
Qui nel silenzio sul letto, ermetica crisalide
mi schiudo al soffio di quel tuo respiro che
improvviso ritorna……

(Mirella Narducci )

 

Il vizio di amarti

Nessuno è perfetto, ma ognuno è unico

novembre 21st, 2013

Foto SPENSIERATEZZA Frasi

“Nessuno è perfetto, ma ognuno è unico: questo rende prezioso il dono della nostra esistenza, perché nessuno potrà donare al mondo quello che portiamo noi.

E ogni anno la primavera torna, per quanto l’inverno sia stato lungo e rigido. C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi. Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

La prossima volta che ti ritrovi a camminare per strada, anche se sei vestito in giacca e cravatta o hai i tacchi a spillo, prova a saltellare come fanno i bambini per qualche passo. Già all’idea ti vergogni? Devi aver avuto ben nascosto il tuo bimbo interiore per giudicarlo subito con un: “Questo non si deve fare!”. Ricontatta il bambino che c’è dentro di te e dedicagli due saltelli: ti ritroverai a sorridere e la tua innocenza sorriderà con te.

Esprimiti liberamente nel tuo sentire, non aver paura di ciò che senti, anzi, tutto ciò che non esprimi può diventare risentimento verso te stesso, gli altri e il mondo.”

Tiberio Faraci, Laura Goglio, Corso per Amare Te Stesso

PAROLE NELL’ARIA

novembre 21st, 2013

Prendo un po di respiro, voglio far scorrere queste parole nell’aria, via telefono, perché alla fine vorrei riuscire a farti venire da me, qui, ad abbracciarmi e prendermi con te, e se lo farai ti prometto che ogni giorno sarà come la prima volta, non sarò mai banale quando staremo insieme, ti insegnerò cose nuove che non sai, e tu le insegnerai a me, ti prometto che ti scriverò il buongiorno la mattina e la buonanotte la sera, anche se non riusciamo a sentirci per una giornata intera, farò di tutto per farti sorridere, per farti giocare e vivere…

Se vieni a prendermi il mio sogno è quello di passare la mia vita con te, non lascerò mai la casa sporca quando non ci sei, non ti sgriderò se tu non lo fai quando non ci sono, non lascerò lo spazzolino sul lavandino o gli indumenti in giro per casa come una bottega indiana, ti assicuro che so cucinare, e farlo per te sarebbe l’ideale, ti porterò mille sapori in bocca, oltre ai miei baci, e quando sarai stanca, ti massaggerò la schiena, mi sdraierò affianco a te accarezzandoti il viso, fino a quando non ti addormenti…

Litigheremo solo per cose sensate, e sarò disponibile per ogni confronto, non alzerò mai la voce per insistere, e non farò in modo che le mie idee siano le uniche veritiere, se avremo un cane, non faremo a turni per portarlo fuori, ma ci andremo insieme, non ti trascurerò mai per una console da gioco, e se siamo in casa insieme e avrò voglia di giocarci, lo farò con te, se vorrai guardare un film che non mi piace lo guarderemo, però poi tu guarderai il mio.

Cercherò quando posso, di svegliarmi prima di te, preparare la colazione e guardare i tuoi occhi che si svegliano, ti stringerò forte quando ne avrò voglia, per sentirti reale tra le mie braccia, ed ogni volta che ti guarderò sarà come quando un bambino scarta il suo regalo per la prima volta, se verrai qui da me, ti porterò in giro fiero di averti affianco, anche sei hai un difetto, anche se ad altri non piaci, io sarò felice di tenerti per mano, con me, il paradiso che ho sempre desiderato, starò attento ogni giorno per non farti andare via, giocherò con te prima di fare l’amore, e quando avremo finito, se il momento lo permette, ci ordiniamo una pizza, se abbiamo fame…

Se vuoi conoscere il resto delle parole, vieni da me ora, e scriviamone delle nuove…

(Ejay Ivan Lac)

abbracci

VANNO ELIMINATI

novembre 21st, 2013

Non pensare alle persone che ti feriscono o che non credono in te, devi tenere inciso nei tuoi pensieri le persone che ami, i pochi amici che hai e i tuoi familiari, perché gli altri, li vedrai una volta in tutta la tua esistenza, se sarai intelligente ad allontanarti da loro, saprai che sono solo un contorno passeggero del tuo percorso, scarti nocivi che vanno eliminati…

(Ejay Ivan Lac)

INUTILI

 

Nessun bambino…

novembre 20th, 2013

Nessun bambino è triste,
nessun bambino piange,
nessun bambino ha fame.
Nessun bambino è maltrattato,
nessun bambino è abbandonato,
nessun bambino è sfruttato,
nessun bambino è discriminato,
nessun bambino non è amato.
E’ un sogno?
No, è una Speranza… (Alessia S. Lorenzi)

(Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo o parte di esso senza la citazione dell’autrice)

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AUGURI NATALE 2013* Frasi Auguri Natale 2013

novembre 20th, 2013

auguri natale 2013

Per Questo Natale 2013 voglio farti i miei auguri più sinceri, non voglio usare grandi giri di parole, ma un semplice piccolo pensiero: sei nel mio cuore e nei miei pensieri, ti meriti i doni più belli oggi, e tutti i giorni avvenire!
Auguri per un Natale 2013 davvero Speciale!

*

Che sia un Natale di scambio, non di doni materiali, bensì di cuori, di serenità, di gioia …vissuto dapprima interiormente per poi lasciarlo fluire ed espandersi alle persone accanto a noi e a tutto ciò che ci circonda.
La vita è un dono meraviglioso…e il Natale è simbolo di ri-nascita…
Andiamo dunque incontro al nostro essere più vero…con fiducia nella nostra origine Divina.
Anche se virtualmente desidero abbracciarVi Uno ad Uno e in questo abbraccio Vi auguro di cuore un SERENO E GIOIOSO NATALE
Con sincero affetto Buon Natale 2013!

*

Un Natale di Gioia e Magia,
che ci riempia di emozione e che ci gratifichi
con le piccole cose che fanno bene al cuore.
Questo è il desidero per il nostro Natale 2013.
Auguri ricolmi d’affetto sincero!

*

Per Natale
non voglio luci colorate
che illuminino strade agghindate,
ma pensieri felici
che illuminino i cuori degli amici.
Per Natale
non voglio omini di rosso vestiti
che si fingono divertiti,
ma guance dipinte di rosso
per i troppi sorrisi a più non posso!
Per Natale
voglio che un abbraccio
avvolga il tuo cuore
te lo donerò con tutto
il mio amore.
Stephen Littleword, Aforismi

*

Ti auguro di trascorrere un Natale gioioso ed allegro,
spensierato e pieno di gradite sorprese.
Sì un Natale 2013 davvero da Ricordare!

*

Che lo spirito del Natale possa seguirti per tutti i giorni che verranno.
La pace e l’amore riempiano il tuo cuore,
la bellezza invada il tuo mondo
e la felicità e la gioia risieda nella tua dimora,
giorno dopo giorno!

*

Per un Natale
di Gioie condivise
sorrisi a pieno cuore
parole sincere dette con tutto l’amore.
Auguri,
con tutto il mio cuore!
Stephen Littleword, Aforismi

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Dobbiamo prenderla meglio la mira…

novembre 20th, 2013

Frase tanyabì facebook

Dobbiamo prenderla meglio la mira… o rischieremo di mancarci per sempre.

Tanya Bì ©

FRASI SUI TRENI

novembre 20th, 2013

treno

Il treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori del finestrino. Sugli arei presto s’impara a non guardare, a non ascoltare.
Tiziano Terzani, Un indovino mi disse
***

Se il proprio treno è in ritardo, la coincidenza partirà in perfetto orario.
Arthur Bloch, La legge di Murphy
***

Treno. Assioma: i treni partono sempre in ritardo quando io arrivo puntuale; ma appena ritardo sono puntualissimi.
Guido Clericetti, Clericettario
***

Odio i treni che partono. Anche quelli che arrivano. Non sopporto le partenze; ma nemmeno gli arrivi e i ricongiungimenti, perché vuol dire comunque che un distacco c’è stato: mi prende un groppo in gola, forse più ancora se il treno arriva, che non se sta partendo.
Paola Mastrocola, Più lontana della luna
***

Sui treni, per salvarsi, per fermare la perversa rotazione di quel mondo che li martellava di là dal vetro, e per schivare la paura, e per non farsi risucchiare dalla vertigine della velocità che certo doveva continuamente bussargli nel cervello quanto meno nella forma di quel mondo che strisciava di là dal vetro in forme mai viste prima, meravigliose certo, ma impossibili perché il solo concederglisi per un attimo istantaneamente rimetteva in corsa la paura, e di conseguenza quell’ansia densa e informe che cristallizzata in pensiero si rivelava a tutti gli effetti nient’altro che il sordo pensiero della morte – sui treni, per salvarsi, presero l’abitudine di consegnarsi a un gesto meticoloso, una prassi peraltro consigliata dagli stessi medici e da insigni studiosi, una minuscola strategia di difesa, ovvia ma geniale, un piccolo gesto esatto, e splendido.

Sui treni, per salvarsi, leggevano.

Linimento perfetto. La fissa esattezza della scrittura come sutura di un terrore. L’occhio che trova nei minuscoli tornanti dettati dalle righe la nitida scorciatoia per sfuggire all’indistinto flusso di immagini imposto dal finestrino. Vendevano, nelle stazioni, delle apposite lampade, lampade per la lettura. Si reggevano con una mano, descrivevano un intimo cono di luce da fissare sulla pagina aperta. Bisogna immaginarselo. Un treno in corsa furibonda su due lame di ferro, e dentro il treno un angolo di magica immobilità ritagliato minuziosamente dal compasso di una fiammella. La velocità del treno e la fissità del libro illuminato. L’eternamente cangiante multiformità del mondo intorno e l’impietrto microcosmo di un occhio che legge. Come un nòcciolo di silenzio nel cuore di un boato. Non fosse storia vera, vera storia, si potrebbe pensare: non è che la bellezza di un’esatta metafora. Nel senso che forse, . sempre, e per tutti, altro non è mai, léggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall’incontrollabile strisciare via del mondo. Non si leggerebbe, nulla, se non fosse per paura. O per rimandare la tentazione di un rovinoso desiderio a cui, si sa, non si saprà resistere. Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vile – gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo – le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri – la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima. Questo è importante, e sempre bisognerà ricordarlo, e tramandarlo, di volta in volta, da malato a malato, come un segreto, il segreto, che non sfumi mai nella rinuncia di nessuno o nella forza di nessuno, che sopravviva sempre nella memoria di almeno un’anima sfinita e lì suoni come un verdetto capace di far tacere chicchessia: léggere è una sporcheria dolcissima. Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura – un libro che inizia. Così che, insieme a migliaia di altre cose, cappelli, animali, ambizioni, valigie, soldi, lettere d’amore, malattie, bottiglie armi, ricordi, stivali, occhiali, pellicce, risate, sguardi, tristezze, famiglie, giocattoli, sottovesti, specchi, odori, lacrime, guanti, rumori – insieme a quelle migliaia di cose che già sollevavano da terra e lanciate, vano a velocità prodigiosa quei treni che rigavano avanti e indietro il mondo come ferite fumanti si portavano dentro anche la solitudine impagabile di quel segreto: l’arte di leggere. Tutti quei libri aperti, infiniti libri aperti, come finestrelle aperte sul dentro del mondo, seminate su un proiettile che offriva allo sguardo, solo si avesse avuto il coraggio di alzarlo, lo sfavillante spettacolo del mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Il dentro del mondo e il mondo di fuori. Alla fine finisce così, che in un modo o nell’altro, ancora una volta, si sceglie il dentro del mondo, mentre tutt’intorno ti sferraglia la tentazione di farla finita una buona volta e di rischiare a vederlo questo mondo di fuori, cosa sarà mai possibile che sia davvero così pauroso, possibile che non se ne andrà mai questa vigliacca paura di morire, di morire, morire, morire, morire, morire, morire?
Alessandro Baricco, Castelli di Rabbia
***

La vita è il treno – non la stazione ferroviaria.
Paulo Coelho, L’aleph
***

“I treni ci piacciono tanto, ci porteranno al capolinea, poi non sapremo più dove andare. Tienimi la mano che mi manchi, non a volte, non raramente.”
Vasco Brondi
***

Le mani

novembre 19th, 2013

Voglia di amare
voglia di te
prendi la mia mano
e cammina con me,
non ci sono barriere
nel mondo, ti tirerò
fuori dal buio della
tua esistenza.
Stringila sentirai la sua
dolcezza, il suo calore
il suo amore non la
lascerai più, aggrappata
a lei vincerai ogni paura.
Queste mie mani si fanno
carezza ogni volta che
asciugano lacrime dal tuo
viso.
Mani che ti sorreggono,
senza farti inciampare,
quando urlerai il tuo dolore
loro ti cureranno sono mani
che ti amano, che scottano
di passione, mani che ti donano
emozioni e che scriveranno per
sempre il tuo nome……..

(Mirella Narducci)

 

Le mani

 

 

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