Fabio Volo

COME QUANDO MANDI UN SMS A CHI TI PIACE…

Ombra gennaio 16th, 2012

Mi sentivo uno sfigato. Come quando mandi un SMS a una persona che ti piace e non ti risponde subito. Dopo averlo inviato, vai a rileggerlo ogni tre secondi e guardi anche l’ora dell’invio. Conti i minuti, i secondi. Poi guardi gli ultimi che ti ha mandato lei. Perché tutti, anche quelli dei giorni prima, li hai in memoria. E sono lì, in fila, uno vicino all’altro, perché tutti gli altri, quelli che non sono i suoi, li hai cancellati.

È brutto quando l’ultimo messaggio inviato è il tuo e devi solo aspettare. Quando hai paura di essere invadente. Quando, come in una partita a scacchi, pensi di aver sbagliato mossa e in un secondo ti senti uno sfigato. Immagini lei che dice alle sue amiche: “Questo mi sta martellando di messaggi”. E quando sei in quella situazione non c’è niente da fare, ti senti in un angolo. L’unica soluzione è non scrivere più. Poi magari lei risponde e ti accorgi che ti eri fatto tutto un viaggio negativo che invece non esisteva.

FABIO VOLO – IL GIORNO IN PIU’

IO, DOPPIA…

Ombra dicembre 13th, 2011

Mi sento doppia, come se una parte di me avesse iniziato a guardarmi, a osservare la mia vita. So solamente che sempre più spesso mi prende la voglia di andarmene via. Non so dove…
via da tutto questo, dalla mia vita, da me stessa, dalle cose che ho e da quella che sono diventata.
FABIO VOLO – LE PRIME LUCI DEL MATTINO

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Le Prime Luci del Mattino Le Prime Luci del Mattino

Fabio Volo

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NON LO SO

Ombra novembre 28th, 2011

Non so che fare, non so come uscirne. Non so nemmeno se ho voglia di affrontare tutte le difficoltà, anche pratiche, a cui andrei incontro separandomi.
Non sapere cosa fare di me stessa mi toglie energia e spinta interiore. Mi chiedo se avrò la forza di spezzare i legami che ho costruito giorno dopo giorno.
Non ho la serenità per affrontare ciò che troverei andando via da qui.
Avrei bisogno che qualcuno mi ascoltasse.
FABIO VOLO – LE PRIME LUCI DEL MATTINO

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Fabio Volo

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NON SO…

Ombra novembre 26th, 2011

Non so se è per i suoi silenzi, se è perché non si è nemmeno accorto della mia nuova pettinatura, ma mi sento malinconica. Eppure non è la prima volta che non nota i miei cambiamenti. Chi è più cieco tra me e lui? Lui non riesce a vedere, io non riesco a capire. Non riesco a capire perché ancora ci rimango male.

FABIO VOLO – LE PRIME LUCI DEL MATTINO

C’E’ DI PEGGIO…

Ombra novembre 25th, 2011

Ho scoperto cosa c’è di peggio di un bacio negato quando lo desideri: un bacio ricevuto quando ormai è troppo tardi.

FABIO VOLO – LE PRIME LUCI DEL MATTINO

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LA MASCHERA CHE INDOSSO

Ombra novembre 23rd, 2011

Quando entro in casa, cerco di nascondere il disagio che mi porto dentro. Così, senza rendermene conto, ho imparato a recitare, a fingere, soprattutto a imitare.
Imito l’idea di moglie che ho in testa; imito le mie amiche innamorate e felici; imito la me sposata dei primi tempi che non sono più capace di essere.
Tutto questo per evitare che lui possa vedere in me un’inquietudine interiore, un eccesso di tristezza.
Molte volte ho paura, aprendo la porta, di tornare a casa priva di sentimenti per lui.
Prima di entrare faccio sempre un lungo respiro e  indosso una maschera. Certi giorni ho l’impressione che capisca quando fingo e non dica nulla. A forza di fingere, a volte non so più nemmeno quale sia la verità.

Com’è potuto succedere? Eravamo così sicuri del nostro amore.

FABIO VOLO – Le prime luci del mattino

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Il modo MIGLIORE di conoscere davvero una PERSONA

Camy novembre 6th, 2011

è vedere come si comporta quando è assolutamente LIBERA di scegliere.

Fabio Volo

SOPRAVVIVERE AL DOLORE DI UNA PERDITA

Ombra ottobre 27th, 2011

La sua morte ha stravolto totalmente la mia scala dei valori, l’essenza della mia emotività e la percezione delle cose, ma soprattutto mi ha consegnato la consapevolezza di essere sopravvissuto al dolore, e quando lo sai poche cose ti spaventano.

Scopri di essere più forte di quanto credevi.

FABIO VOLO – UN POSTO NEL MONDO

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Un Posto nel Mondo Un Posto nel Mondo
“Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto”
Fabio Volo

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Cambiamento e Mediocrità

Ombra ottobre 25th, 2011

Per me “cambiamento” era una brutta parola. Significava stare male. Ed è stato molto difficile liberarsi da questa paura che mi ha paralizzato
per molti anni.
Non cercavo cambiamenti, ma stabilità.
Le mie decisioni erano totalmente condizionate da questa paura, e chi è spinto dalla paura non fa mai scelte che esprimono i propri sentimenti, ma che lo fanno sentire semplicemente meno spaventato e più tranquillo.
Volevo sempre tenere tutto sotto controllo. Volevo situazioni governabili, nel lavoro, nel rapporto con gli altri, nelle relazioni di coppia.
Non avrei mai potuto lasciare il mio lavoro, mettere tutto a rischio, tutto in discussione, come aveva fatto Federico.

Impossibile per me.

Quindi, a causa di questa paura, subivo una vita che non era la mia. Non stavo vivendo il mio destino. Forse solo poche persone vivono
realmente il proprio destino, e io non ero sicuramente tra quelle. Ne vivevo uno che mi aveva praticamente investito.
Io me l’ero cucito addosso come un abito e pian piano mi ero convinto che fosse il mio. Anche se a volte mi accorgevo che in certi punti stringeva un po’.   Ma ci si abitua a tutto. A un lavoro che non piace, a un amore finito, alla propria mediocrità.

FABIO VOLO – UN POSTO NEL MONDO

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“Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto”
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GRAZIE PER AVER TELEFONATO…

Ombra ottobre 6th, 2011

Quando chiamavo mia madre le dicevo che stavo bene, di non preoccuparsi, ma poi chiamavo la nonna e le confidavo che era dura, trattenendo a fatica le lacrime. Allora lei mi implorava di tornare. Quando me lo diceva, non riuscivo più a controllarmi e piangevo, mentre la nonna ripeteva il mio nome al telefono. “Giacomo, Giacomo, Giacomo, non fare così.” Smettevo di piangere e le dicevo che le volevo bene e allora iniziava a piangere lei.
Una cosa che mi ha sempre fatto sorridere di mia nonna è che ogni volta mi ringraziava per aver telefonato: “Grazie, neh… che mi hai chiamato”.
Ciao nonna.

Fabio Volo – il giorno in più


L’ANGURIA (LA GENEROSITA’ DELLA NATURA)

Ombra ottobre 5th, 2011

Ho preso una macedonia. Ricordo che c’era anche l’anguria dentro e a me non piace nella macedonia. Mi piace mangiarla da sola. Mia nonna la mangiava con il pane. L’ho visto fare solo da lei. Quando la mangiava mi diceva sempre: “Come è generosa la natura. Guarda quanti semi ci sono in una sola anguria. Questo è quello che si dice amare la vita”. Non ho mai mangiato un’anguria senza risentire quelle parole. Però poi ricordo anche che mia nonna metteva nel frigorifero l’anguria senza coprirla e poi, quando la mangiavo, aveva assorbito come una spugna tutti i sapori degli altri cibi.

Fabio Volo – il giorno in più


MIA NONNA E LA TELEVISIONE, RICORDI D’INFANZIA

Ombra ottobre 4th, 2011

Di quelle sere sul balcone ricordo anche quando guardavo verso la stanza e vedevo la nonna illuminata dalla luce azzurra della televisione. Seduta, vestita solamente con una sottoveste, a sventolare un ventaglio con i piedi sopra le ciabatte. Quando invece infilava le ciabatte, i piedi sembravano gonfi. Pareva che li avessero colati dentro e qualcuno si fosse
dimenticato di dire “basta”. Strabordavano. Stava lì, fissa davanti alla televisione, e a volte si addormentava. Non ho mai capito perché quando succedeva se le chiedevo: “Dormi?” mi rispondeva: “No, non dormivo, ho chiuso solamente un attimo gli occhi”. Sembrava si vergognasse di ammettere che dormiva. Boh!

Fabio Volo – Il giorno in più

I NONNI E L’AMORE

Ombra ottobre 3rd, 2011

Mi ero vestito con un paio di pantaloni blu e una camicia azzurra. Mi ero pettinato i capelli indietro, come faceva mio nonno. Lui usava la brillantina, io avevo messo una specie di gel. Mio nonno, quello con la brillantina, non l’ho mai visto. È la nonna che me ne ha parlato. Mi diceva sempre che durante la settimana lavorava tanto, ma la domenica, o come diceva lei “la festa”, si vestiva sempre elegante, con la camicia azzurra pulita. Si faceva bene la barba e si pettinava i capelli indietro con la brillantina. Mia nonna mi diceva che già da ragazzo faceva così e che la prima volta che lo aveva visto si era innamorata subito. Erano in piazza, alla festa del paese. Lui l’aveva notata e si era avvicinato per chiederle di ballare, ma lei gli aveva detto di no, non perché non volesse, ma perché aveva avuto vergogna per la troppa emozione. A ogni ballo lui tornava da lei per invitarla nuovamente. Al settimo tentativo, lei aveva risposto sì. Da quell’istante non si erano più separati; l’anno dopo, alla festa del paese, erano già marito e moglie.


Fabio Volo – il giorno in più

“LO RACCONTERO’ AI MIEI NIPOTINI…”

Ombra ottobre 3rd, 2011

Mia nonna un giorno mi aveva detto: “La vecchiaia è un posto dove vivi di ricordi. Per questo, quando sei giovane, vivi creandotene di belli”.
Ogni volta che ho fatto qualcosa di bello, oppure una stronzata, dopo quella frase di mia nonna mi sono sempre detto:

“Vabbè… la racconterò ai miei nipotini”.
Fabio Volo – Il giorno in più


GUARDANDO MIA NONNA, QUANTI RICORDI!

Ombra ottobre 2nd, 2011

“Sono andato in camera e mi sono seduto vicino alla nonna. Sono rimasto a osservarla. Mi sono venute in mente molte cose. Che belle merende che ho fatto a casa sua: pane e nutella, budini, pane burro e marmellata, girelle, succhi di frutta. Lei, che da bambina ha sofferto la fame, rimediava con me. Si portava il sacchetto con le cose da mangiare e il succo di frutta per me anche quando andavamo al cinema il pomeriggio. Per lei era anche importante sapere che cosa volevo mangiare. Fino a qualche anno fa, quando stava ancora bene, se andavo a trovarla il fine settimana, appena finivo di mangiare mi chiedeva subito cosa volevo la settimana dopo.
“Nonna adesso sono pieno e poi è settimana prossima, come faccio a saperlo?”
“Allora ti faccio un bel piatto di pasta, e magari delle polpette.”
Dopo pranzo, quando ero piccolo, stavo spesso da lei perché mia madre lavorava. Ricordo che facevo i compiti seduto a tavola mentre mia nonna lavava i piatti o sistemava la casa e poi si metteva sul divano e faceva un piccolo riposo. Quando si svegliava la battuta era ormai diventata d’obbligo. Apriva gli occhi e faceva un piccolo grido: “… Aaaaahhh, oddio cosa ho fatto!”.
E io: “Cosa hai fatto?”.
“Ho schiacciato… un pisolino.”
Adesso magari non fa ridere, ma quando ero piccolo ridevo sempre. Mi faceva ridere quella cavolata. Come la barzelletta del fantasma formaggino. Non capisco come mai avesse così successo.
“… Sono il fantasma formaggino…”
“… vieni qui che ti spalmo sul panino…”
Boh!
Mi piaceva da morire quando mi chiedeva di infilarle il filo nella cruna dell’ago, perché lei non ci vedeva bene. Mi faceva piacere perché quando si è piccoli sono rare le occasioni di essere utili agli adulti. Se l’avevo vista prima infilarsi il filo in bocca per fare bene la punta, allora lo prendevo dall’altra parte perché mi faceva schifo. A volte il filo aveva un microscopico filino che impediva l’ingresso. Ma con un paio di tentativi riuscivo a infilarlo. Era bello soprattutto vederla rammendare le calze, perché per farlo ci faceva scivolare dentro un uovo di legno.
Aiutavo mia nonna anche quando cucinava i fagiolini e bisognava togliere le punte. Si staccavano con le unghie e si mettevano in una pagina di giornale sul tavolo, poi si buttavano via. Oppure ricordo quando mi faceva stirare i fazzoletti. Mi piaceva arrivare con la punta del ferro da stiro proprio nell’orlo dell’angolo. Sembrava si infilasse un poco sotto. O quando mi chiamava per piegare le lenzuola. Per ridere io le giravo sempre dalla parte opposta alla sua, così invece che piegarsi giuste si avvitavano. Era divertente quando, prima di venirci incontro per piegare l’ultimo giro, lei tirava forte per stenderle bene: io volavo dalla sua parte. Quanto mi ha sopportato e quanto mi ha voluto bene. Me lo ha sempre dimostrato anche con la prova dei piedi. Io mi passavo le dita delle mani tra quelle dei piedi e poi gliele facevo annusare. “Se mi vuoi bene annusi.”
Se si fosse svegliata in quel momento, forse l’avremmo persa per sempre. Io seduto al suo fianco con la faccia distrutta, sai che spavento…”

FABIO VOLO * IL GIORNO IN PIU’

LE GAMBE DI MIA NONNA

Ombra ottobre 2nd, 2011

Nella vita, quando ho avuto bisogno di sapere se il tempo sarebbe cambiato, solitamente mi rivolgevo a mia nonna.

Non ha mai sbagliato un colpo.

La sua frase era: “Mi fanno male le gambe, domani piove”. E il giorno dopo pioveva.

Da bambino avevo anche una statuetta della Madonna che cambiava colore in base al tempo, ma le gambe della nonna erano più infallibili della Madonna.

[tratto da FABIO VOLO * IL GIORNO IN PIU']

AMARE, INNAMORARSI* Fabio Volo

Passionevolo novembre 14th, 2010

innamorarsi

Di innamorarsi sono capaci tutti, e a tutti può accadere.
Amare una persona è un’altra cosa.
Quello l’ho dovuto imparare.

UN POSTO NEL MONDO, Fabio Volo

Altre Frasi di Fabio Volo

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“Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto”
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Il Giorno In Più Il Giorno In Più
Nuova edizione
Fabio Volo

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Vivi, apriti,ascoltati… …Le tue paure* Fabio Volo

Passionevolo agosto 28th, 2010

…Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie della felicità? La pastiglia è la vita. Vivi, apriti,ascoltati…
…Le tue paure, le tue ansie sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti. Sei bloccato…

E’ UNA VITA CHE TI ASPETTO, Fabio Volo

UN POSTO NEL MONDO* Fabio Volo

Passionevolo luglio 23rd, 2010

Le cose non si vedono per ciò che sono, ma per ciò che sei…

Un Posto Nel Mondo, Fabio Volo

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Amare una persona significa anche gioire della sua felicità altrove.

Un Posto Nel Mondo, Fabio Volo

> Se cerchi il libro, Lo Trovi QUI! <

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Amo le labbra: le amo perche sono costrette a non toccarsi se vogliono dire “Ti odio” e obbligate a unirsi se vogliono dire “Ti amo”.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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Gli infelici valutano constantemente gli altri, criticano continuamente il loro comportamento e spesso su di loro sfogano il proprio personale malessere o fallimento.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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Ho imparato che il contrario dell’amore non è l’odio. L’odio è assenza d’amore, così come il buio è assenza di luce. L’opposto dell’amore è la paura.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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In qualsiasi momento della vita si può prendere in mano le redini e cambiare il proprio destino.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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Non sono d’accordo quando la coppia diventa un modo per fuggire dalla propria vita o dalla responsabilità verso se stessi. Non deve essere un antidolorifico, perchè tanto non guarisce la ferita, la anestetizza per un po’ così non ci pensi e nel frattempo stai meglio. Solo che dopo non fa più effetto e allora ti innamori di un’altra e lei di un altro.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l’ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato daalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pur non essendoci mai stato.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me voglio buttarmi per cadere verso l’alto.
Un Posto nel mondo, Fabio Volo

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“Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto”
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Nessun Amore Giustifica la Distruzione Morale* Fabio Volo

Passionevolo giugno 15th, 2010

Nessun amore giustifica la distruzione morale o fisica della nostra persona, solo se si avrà la giusta stima di se stessi, si potrà sperare di avere un rapporto alla pari, uno scambio equo di dare/avere, sottovalutarsi porterà a farci calpestare,comprendere gli altri a tutti i costi ci porterà a non avere tempo di comprendere noi, i nostri desideri le nostre ambizioni, a non essere serene forse la cosa più bella che possiamo dire, quando proviamo amore per qualcuno è questa:
Ti chiedo di stare con me non perchè senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perchè la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci a te. Che valore avresti se tu fossi l’alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare.

E’ UNA VITA CHE TI ASPETTO, Fabio Volo

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