GLI UOMINI VENGONO DA MARTE E LE DONNE DA VENERE John Gray FRASI



Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di prevenire da pianeti diversi.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

***

Gli uomini e le donne pensano diversamente, vivono diversamente e soprattutto, parlano lingue diverse, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e per le altre significati opposti. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

*

Quando un uomo sperimenta i suoi limiti, si sente spinto a dar di più.
John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

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Se una donna ha bisogno di tenerezza e dolcezza dal suo compagno e tende a dargliene a sua volta, sbaglia, perchè così facendo dà a lui ciò che vuole per se stessa….invece deve comprendere che l’uomo ragiona in maniera diversa da lei e mentre per lei la tenerezza è essenzale per lui lo sarebbe allo stesso modo l’apprezzamento o l’ammirazione per ciò che fa!

John Gray, da “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”

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Un rapporto di coppia è come un giardino, Per crescere rigoglioso deve essere annaffiato regolarmente. Ha bisogno di cure particolari a seconda della stagione e del clima. Bisogna deporre i semi ed estirpare le erbacce. In modo analogo, per mantenere viva la magia dell’amore è necessario che ne comprendiamo le stagioni e dedichiamo cure adeguate alle speciali necessità dell’amore stesso.
John Gray, “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”

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Dal Libro:

“Quando Tom torna a casa, vuole rilassarsi leggendo il giornale. E’ stressato a causa dei problemi irrisolti della giornata e trova sollievo nell’accantonarli.
Anche sua moglie Mary vuole rilassarsi dopo una giornata pesante. Lei, tuttavia, aspira a trovare sollievo parlando dei suoi problemi. Tra di loro, la tensione cresce fino a trasformarsi in risentimento.
Tom è segretamente convinto che Mary parli troppo, mentre sua moglie si sente ignorata. Se non arriveranno a capire le differenze esistenti tra loro, si allontaneranno sempre di più.
E’ probabile che abbiate riconosciuto questa situazione, perché è solo una delle tante in cui si trovano in contrasto gli uomini (i “marziani”, secondo la definizione del Dr. John Gray, esperto della coppia ed autore del best seller “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”) e le donne (le “venusiane”).
Una delle principali differenze esistenti tra uomini e donne è il loro modo di affrontare lo stress.
Gli uomini tendono a chiudersi sempre più in se stessi e a concentrarsi sul problema, mentre le donne tendono a sentirsi sopraffatte ed emotivamente coinvolte. L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla.
Quando un uomo è turbato, non parla mai di ciò che lo preoccupa. A differenza delle donne, non accollerebbe mai ad un altro uomo il suo problema a meno che l’assistenza dell’amico non gli sia necessaria per risolverlo. Diventa invece estremamente silenzioso e si rifugia nella sua caverna privata per riflettere sul problema ed esaminarlo da ogni angolazione alla ricerca della soluzione. Quando l’ha trovata, si sente molto sollevato, abbandona la caverna ed è pronto al dialogo con la sua donna.
Quando una donna è stressata, invece, trova sollievo nel rivolgersi a qualcuno di cui si fida, rendendolo partecipe del suo disagio e illustrandogli nei dettagli le difficoltà della giornata. Se si sentono sopraffatte dalle difficoltà, le donne traggono beneficio dal rendere gli altri partecipi del loro disagio. E’ questa la loro natura.
L’incapacità di capire e accettare queste differenze crea nei nostri rapporti delle frizioni, che possono minare seriamente la stabilità del rapporto di coppia.
Quando un uomo è chiuso nella sua caverna, è incapace di dare alla sua compagna l’attenzione che desidera. In quel momento egli pensa esclusivamente a risolvere – da solo – il suo problema. Per lei è difficile accettarlo perché non si rende conto del grado di stress a cui lui è sottoposto. Se alla sera il suo compagno le parlasse dei suoi problemi, riuscirebbe a mostrarsi più comprensiva, ma lui rimane chiuso in se stesso e lei finisce col sentirsi ignorata. Capisce che il suo compagno è turbato, ma erroneamente presume che lui non le voglia bene perché non le parla.
Allo stesso modo, spesso anche l’uomo fraintende l’atteggiamento della donna di fronte allo stress. Pertanto, quando la donna vuole sfogarsi parlando dei suoi problemi, egli pone resistenza, dà per scontato che lei lo ritenga responsabile delle sue difficoltà. Maggiori sono i problemi, più – indirettamente – egli si sente rimproverato. Non capisce che lei trova semplicemente sollievo nel parlarne. Non sa che gli basterebbe ascoltarla per guadagnarsi la sua riconoscenza.
Ma allora le divergenze rendono impossibile un rapporto sereno e duraturo? Affatto. Le differenze non dividono, se alla base del rapporto c’è la consapevolezza. Comprendendo le dinamiche che regolano le relazioni tra uomini e donne, entrambi i sessi riusciranno a vedere il mondo con gli occhi dell’altro e – piuttosto che aggravare una ipotetica situazione di stress – saranno complici dell’altro nella sua risoluzione, con forti ripercussioni positive sul benessere e sulla serenità della vita di coppia!


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20 Commenti a “GLI UOMINI VENGONO DA MARTE E LE DONNE DA VENERE John Gray FRASI”

  1. Carloon 11 nov 2009 at 13:27

    Straordinarie queste citazioni, un libro che consiglierei a tutti, uomini e donne finalmente che possono comprendere i propi modi di essere il proprio universo.
    Ottima scelta!

  2. gennyon 29 giu 2010 at 00:45

    l’avro’ letto almeno 5 volte ogni volta imparo una cosa diversa!

  3. isabellaon 08 feb 2011 at 21:35

    un simpaticissimo libro per sorridere e riflettere sulle differenze che ci sono nella coppia…davvero da leggere e rileggere e rileggere ancora! simpaticissimo anche il sequel…insomma…grazie! :)

  4. nicoon 22 apr 2011 at 16:40

    Volevo spendere alcune parole in riferimento a questo libro.
    Mi ha lasciato molto allibito il come l’autore si permetta di descrivere con la prepotenza di avere la verità in tasca queste presunte differenze riguardanti i sessi, peccando fortemente di una generalizzazione e dell’individuazione di stereotipi che secondo Grey possono essere fatti valere nei confronti di tutti.
    Questa analisi è assolutamente sbagliata in quanto l’autore non tiene conto di tutte quelle caratteristiche che possano determinare la crescita e la personalità di un individuo, a partire dal contesto ambientale in cui si trova a vivere fino alla fortissima influenza data dalle esperienze che incidono notevolmente portando la crescita personale in un senso piuttosto che in un altro.
    Quanto sopra porta a delle forti lacune all’interno della tesi di Grey, che non tiene conto di queste influenze ma che soprattutto non ci spiega tutte le possibili variazioni rispetto a questa teoria: come dobbiamo allora definire gli omosessuali, come uomini o come donne nel senso che lui intende? Oppure quegli uomini un po’ effemminati o quelle donne tendenti ad un fare maschile, in che categoria dobbiamo inserirli? E’ tutto davvero troppo vago, anche perché si possono riscontrare situazioni diverse da come Grey descrive, come ad esempio la presenza di certe donne (mi vengono in mente le anziane contadine) che tengono sotto chiave i proprio sentimenti perché sempre abituate a vivere in un certo modo, oppure quegli uomini che hanno bisogno, per qualsiasi ragione al mondo, di esternare le proprie emozioni (come ad esempio le analisi introspettive di alcuni scrittori oppure anche quegli uomini che descrivono i propri stati d’animo in sedute psicoterapeutiche, oppure ancora gran parte degli omosessuali che manifestano la propria spiccata sensibilità).
    Questo fa pensare alla poca preparazione culturale di una persona che classifica grossolanamente due categorie senza considerare eccezioni o sfumature o ancora piccole differenze che ci possono essere tra le persone in quanto tali, non perché appartenenti ad un sesso piuttosto cha ad un altro, dimostrato poi dal fatto che mai come nei nostri tempi il nascondersi dietro all’appartenenza ad un sesso non è più un valido motivo di giustificazione. A mio parere poi, le differenze tra i sessi che possono esistere, sono più da ricondursi ad una questione di ruoli all’interno della società più che ad una questione di sessi.
    Informandomi poi un attimino sull’autore John Grey, ho constatato che ha conseguito una laurea per corrispondenza all’età di 46 anni presso un’università privata non riconosciuta dallo stato americano, dimostrando così in questo modo anche la propria preparazione culturale. Purtroppo si presenta davvero una carenza di motivazioni alle sue tesi, che fra l’altro sono facilmente smontabili, anche solo nel considerare le enormi differenze (spesso ancor maggiori) presenti all’interno dello stesso sesso… Pensiamo solo alla diversità tra due uomini come Woody Allen e Arnold Schwarzenegger.
    Fra l’altro le ricerche sui campioni condotte da Grey per le elaborazioni delle sue tesi non si trovano da nessuna parte, altro elemento molto sospetto.
    Non sarà forse un saggio volto a colpire l’attenzione delle persone che si fermano all’apparenza di quello che può essere un titolo di impatto? Non sarà forse stata una tecnica commerciale solo per vendere delle presunte verità?
    La poca credibilità è dimostrata anche dalla modifica della pubblicazione iniziale quando le prime vendite avevano iniziato ad aumentare, cambiando il testo originario serioso in uno più scherzoso… Ma forse non è una tecnica commerciale, no.
    Anche perché diciamolo, è abbastanza inquietante pensare di dover appartenere a dei ruoli fissi quando siamo tutti esseri umani ciascuno dei quali si può sviluppare in modo autonomo senza essere influenzato da queste idee, portando in alto il principio del libero arbitrio esaltato tanto dal saggio Pico Delle Mirandola. Sembra quasi che Grey ci dica: tu vieni da Venere o da Marte e tu potrai fare tutto quello che vuoi ma non diventerai mai una persona che possederà le caratteristiche dell’altro sesso, ti devi solo adattare, ma sei diverso.
    Un’idea così oltre che essere sbagliata, non permette nessun sviluppo o crescita personali, dove soprattutto la cultura rappresenta un elemento fondamentale che potrebbe creare delle differenze, ma sempre non necessariamente tra i due sessi.
    Questa regola poteva valere in tempi passati, dove il ruolo dell’uomo padre all’interno della famiglia patriarcale creava questa immagine dell’uomo duro e molto chiuso emotivamente, che doveva a tutti i costi far rispettare la propria autorità, ma fortunatamente non siamo tutti fatti cosi o, in generale, nemmeno tutti fatti allo stesso modo.
    Più sensato sarebbe stato scrivere e riportare dei consigli che secondo lui avrebbero consentito di migliorare il rapporto di coppia, ma non di fissare tutti gli uomini o tutte le donne entro certe categorie senza nemmeno conoscerci. Questo rappresenta anche probabilmente un insulto alle capacità umane e all’autorealizzazione personale.
    Il forte difetto riscontrato in Grey potrebbe anche essere quello di onnipotenza, nel riportare delle vere e proprie istruzioni che sembra debbano essere date in dotazione per la nostra esistenza di relazioni tra uomini e donne, nulla di più sbagliato.
    Le persone con uno spirito critico un po’ più sviluppato possono capire che si tratta di vere e proprie boiate.
    Nell’ultima sua pubblicazione, ha risolto tutti i problemi con una piccola dieta:
    “È il delicato equilibrio fra testosterone e ossitocina a rappresentare la chiave del nostro benessere e della felicità coniugale, perché condiziona il modo in cui l’uomo e la donna interagiscono e interpretano il mondo intorno a loro. Una dieta sana, il corretto livello degli zuccheri nel sangue, un buon sonno ristoratore e nuovi integratori alimentari: bastano piccoli interventi mirati per far sì che il nostro corpo produca gli ormoni giusti. Solo così potremo resistere allo stress di una giornata logorante a casa o in ufficio, e saremo pronti a dare e ricevere amore, comprensione e rispetto nelle interazioni con la persona che amiamo.”
    E’ davvero senza precedenti la banalita’ di questo libro!

  5. flaviaon 06 giu 2011 at 15:23

    é davvero senza precedenti la pesantezza del tuo commento!!!! A volte, nella vita, fa bene anche farsi due risate e vedere le situazioni in modo un po’ più semplice, perchè la quotidianità è già così complicata, che semplificare e sdrammatizzare farebbe bene a tutti!! é OVVIO che non siamo tutti uguali, è OVVIO che bisognerebbe tener conto anche di altri fattori, sociali, familiari, etnici, culturali, …. ma allora avrebbe scritto un testo di antropologia, non credi?? Io penso invece che un po’ di semplicità, in mezzo a paroloni e gente che filosofeggia citando solo luoghi comuni e banali, per giunta, sia utile anche solo per fare il primo passo e con il sorriso cercare di avvicinarsi all’altro (omosessuali, etero ecc.). A volte bisogna anche vedere un po’ più in la della superficie e capire che in fondo la morale di questo libro è cercare di mettersi nei panni dell’altro, senza ragionare sempre e per forza con la nostra testa e con testardaggine fissarci sulle nostre visioni. Se poi è fatto in modo simpatico e semplicistico….è davvero da biasimare???????

  6. aleon 13 lug 2011 at 14:12

    caro nico accusi gray di presunzione e poi scrivi: “Le persone con uno spirito critico un po’ più sviluppato possono capire che si tratta di vere e proprie boiate”? Milioni e milioni di persone in tutto il mondo, me compresa, sono riuscite e ricavare enormi benefici nel rapporto di coppia grazie a questo libro eppure arrivi tu e pretendi di avere la verità in tasca, cioè che si tratta di boiate. Non è presuntuoso questo? Esistono tanti autori che hanno provato a parlare dei rapporti di coppia senza ottenere grande successo, se gray è diventato famoso in tutto il mondo, tanto che in vari Paesi si organizzano seminari e corsi basati sulle sue teorie, un motivo ci sarà. Vuol dire che tante persone hanno riscontrato un effettivo miglioramento della loro vita. Tu non sarai uno di questi ed è possibilissimo, ma abbi l’umiltà di renderti conto che per tanti altri con uno spirito critico non inferiore al tuo non è stato così. Per fortuna.

  7. aleon 13 lug 2011 at 14:23

    e poi scusami se aggiungo questa cosa, ma dai tuoi commenti non sono neanche sicura che tu abbia letto il libro. L’obiettivo non è certo questo: “Sembra quasi che Grey ci dica: tu vieni da Venere o da Marte e tu potrai fare tutto quello che vuoi ma non diventerai mai una persona che possederà le caratteristiche dell’altro sesso, ti devi solo adattare, ma sei diverso.” Lui spiega solo che essendo diversi spesso nascono malintesi che si possono evitare con una corretta interpretazione delle azioni dell’altro. Non mi ritrovo certo in tutto ciò che dice, ma grazie a lui sono riuscita a rispettare maggiormente tanti comportamenti del mio partner (come la sua tendenza a non parlare dei suoi problemi, o il suo desiderio di stare talvolta da solo) che prima non tolleravo semplicemente perchè non li capivo o li interpretavo male restandone inevitabilmente delusa o ferita.

  8. Eraldoon 20 dic 2011 at 16:03

    Mio caro Nico, avresti voluto l’UTET al posto di un solo libro per esplicare ed esplicitare tutte le varie casistiche? forse 24 tomi non sarebbero nemmeno bastati non credi? inoltre pensi davvero che per avere una buona intuizione e una semplificazione cosi chiara e leggera della diatriba secolare tra uomo e donna, sia necessaria una laurea alla Bocconi? questo libro poteva esser stato scritto da un contadino della provincia di Cosenza ed avrebbe avuto,forse, ancora maggior “peso” tra i lettori di tutto il mondo. In ultima analisi, non vederlo come il manuale per essere felici, ogniuno dei lettori si ritroverà in alcuni esempi e non in altri, è questo il senso della generalizzazione,lasciare che si possa scelgliere dove collocare se stessi perche i tratti sono talmente ampi da racchiudere un po tutti…tranne, tranne chi non vorrà mettersi in discussione e troverà ogni scusa possibile per poter dichiarare…”non riguarda me!|”

  9. sabrion 07 nov 2012 at 18:08

    nico hai perfettamente ragione!! farei un copia e incolla da te. dal poco che ho sentito sull’autore (e dopo essermi anche informata sullo stesso) e conoscendo un pò di psicologia mi son subito resa conto del terreno impoverito (tesi e spicciole argomentazioni sul tema) oltrechè infondato e inesatto, non scientificamente provato ecc… generalizzazioni superflue e quasi maschiliste. avulse dal contesto socio-culturale quindi infondate e parziali. questa società oggi vive della differenziazione per fortuna (l’autore forse non lo sa o non se ne è accorto) ma lui tiene seminari all’interno di pseudo-salotti…………… di certo l’apparenza ha preso il sopravvento e son state vendute milioni di copie di quel libro con titolo volto a colpire, effetto-civetta. insomma con un amico (che tempo fa scaricò file di questi seminari sulle differenze uomo-donna) ho discusso fin da subito, ciò non signidica che io sia prevenuta, anzi ascolterò l’intero discorso per poterlo smontare, solo così avrò una visione piena, mai totale, al di là del fatto che qualcosa di reale possa averlo detto, ma in modo troppo generico, generale, generalizzato, precario ecc… insomma tesi che non stanno in piedi da sole_e personalmente mi han fatto sorridere-ridere!! consiglio di ascoltare o leggere questi testi, per rendersi conto… ma io non devo convincere nessuno in fondo. siamo liberi. ciao a tutti*

  10. sabrion 07 nov 2012 at 18:15

    l’autore, inoltre, apparterrà al “filone” che considera solamente il concetto di NATURA, slegato da quello di CULTURA, che lui non tiene in considerazione, quando invece sono strettamente correlati_non solo per quanto concerne le differenze di genere_non possono essere comprese senza considerare contesto, ambiente in cui si vive, mentalità, schemi mentali complessi, diversità, storia e società contemporanee, educazione, modelli differenziati di co-esistere e co-abitare, stili di vita ed un’infinità di variabili………………… vorrei vedere da dove l’autore abbia estratto queste fantomatiche teorie date per assolute_un conto fare delle ipotesi o utilizzare indici parziali intercambiabili per spiegare differenze……….. ma così tutto il discorso cade. torre di babele.

  11. sabrion 07 nov 2012 at 18:28

    andrò a rivedere un pò di psicologia clinica sistemico-relazionale, le tecniche comunicative… anche l’origine dell’uomo e l’evoluzione…
    viviamo in una società complessa, in un SISTEMA che non può essere svuotato delle sue inter-connessioni (vedi concetto di RETE)_GLOBALIZZAZIONE, RETE DI COMPUTER, INTERNET, lo stesso cervello umano è una miriade di sinapsi… una rete appunto… ben al di là delle mere differenze uomo-donna, che sì possono avere un certo valore in determinati contesti ma di certo non in modo univoco ed assoluto, come l’autore vuole (tenta di) dimostrare_invano… oltre che ridicolizzando relazioni complesse e banalizzandole.
    C.V.D. l’uomo non è un automa, un computer, una macchina, non vive staccato e avulso dal contesto relazionale, dal tessuto socio-culturale.
    tutto ciò non può non essere tenuto in considerazione e svuotato di fondamento_si fà il contrario qui, la complessità diviene priva di fondamento.

  12. sabrion 07 nov 2012 at 18:41

    spicciola editoria psico-sentimentale appunto. se tutti gli uomini e le donne del mondo si attenessero a questi rigidi e fissi schemi illustrati con esempi fortuiti non ci sarebbe neanche più il pianeta! non esisterebbero le differenze……………….. anni e anni di evoluzione…………………. dove siamo finiti e dove finiremo_non mi piace ostentare ed impugnare la critica ma là dove serve………….. allora sì.
    ora basta, ci siamo capiti.

  13. sabrion 07 nov 2012 at 19:00

    assurdo assurdo assurdo! vi basterà andare su you tube anche semplicemente_apro il primo video e l’emerito autore JOHN GRAY dice che il maschio è la vaniglia (gusto di gelato, il più semplice che ci sia), la donna è il cioccolato (gusto complesso)! ma da dove gli vengono?! hahahahahah, proseguite… vedrete quante perle— tipo il mago gabriel!! hahahahah………………….
    sul discorso omosessuali e MONDO LGBT ha già detto nico. concordo, non vado oltre, stendo un velo pietoso_passo&chiudo.

  14. sabrion 07 nov 2012 at 20:01

    scusate eh_un’ultima cosa_sono andata avanti nell’ascolto, ma ora veramente non ne posso più! poi applica alla donna tutte le cose negative……… come il campo di due poli opposti, una dicotomia assoluta ed inesistente_le neuroscienze (da lui citate) completamente appiattite e svuotate, zero evoluzione_serpente che si morde la coda, in un circolo vizioso della morte immanente_nessuna via d’uscita, non c’è scampo………… “deve” essere assolutamente così?_NO_un secco no, s’alzi al cielo un’aspra critica………………….
    dove sono le statitistiche, i dati, LE FONTI su cui quest’uomo si è basato?
    _e, solo per inciso, peccato che il mio ex ragazzo (uomo! fino a prova contraria) FACEVA TUTTO IL CONTRARIO di quanto John Gray afferma con ostentata “normalità”!!
    ma chi e cosa è normale?
    cosa è già dato e definito, definibile a priori, UNA VOLTA PER TUTTE_senza un’ulteriore analisi in itinere e continua verifica-valutazione?_la riprova di quanto detto deve trovare applicazione (teoria e pratica connesse, non slegate e dis-giunte).
    si parla anche di problem solving oggi………..
    oltretutto dice inesettazze a livello scientifico, imparzialità gratuite (non sono una scienziata ma basterebbe fare qualche semplice ricerchina in questo caso circoscritto). esempio: il cortisolo, ormone dello stress ecc.=solo le donne son stressate!!_le donne hanno 8 volte più sviluppata la memoria rispetto agli uomini, che fanno solo una cosa per volta_il tutto banalizzato con esempi cretini, come la moglie che si infuria dopo che il marito ha finito di guardare la partita di calcio e ha messo il bicchiere nel lavandino pulito, dopo che lei gli ha rammentato che non ha buttato la spazzatura!!-hahahahah, che cretinate.
    aiutiamo il progresso. non diamo niente per scontato.
    grazie mille.

  15. sabrion 07 nov 2012 at 20:40

    concludo soltanto dicendo che, dopo un’accurato esame, non pretendo in alcun modo di avere ragione, anzi posso essere facilmente attaccata, dato il seguito che ha e che ha avuto questo signore. non ho detto senz’altro cose inconfutabili o perentorie. so di aver fatto solo una sorta di critica ed espresso le mie opinioni liberamente.
    grazie a chi ha letto quanto ho scritto. mi sono anche divertita.
    (scusate se c’è qualche errore di battitura, ma non sono solita rileggere tutto in questo genere di commenti immediati e, per così dire, “a caldo”).

  16. ireon 10 dic 2012 at 14:03

    Nico, prima di criticare la preparazione culturale dell’ autore (che ad ogni modo non si puo’ giudicare dal titolo di studio…!), dovresti forse rivedere la tua, dato che in italiano “molto allibito” non e’ proprio corretto!!!

  17. elviracorsion 25 mar 2013 at 16:11

    per me questo libro e’ eccezionale ….ho capito gli errori che ho fatto…peccato che mio marito non ami leggere

  18. Bohon 30 mag 2013 at 13:46

    Sono d’accordo con Sabri. Il punto è sempre lo stesso: c’è un’alta percentuale di menti “stereotipate” e non ho intenzione di dilungarmi oltre, perché qui potrei scrivere un altro libro io e molto meno idiota. Poi esistono le menti “pensanti”, ossia le eccezioni. E povere loro che si devono sorbire l’ignoranza di tutti i giorni.
    Il mondo non è mai bianco o nero, noi non lo siamo, al massimo ce ne convinciamo, perché assorbiamo passivamente gli stereotipi e certe imposizioni che ci vengono inculcate fin da quando siamo in fasce.
    Poi c’è chi si riconosce, ok, ma non significa che sia la regola. Se a me piacciono le fragole non significa che piacciano a tutti: questo è l’errore. Quindi al massimo, visto che esiste la libertà di opinione, si dovrebbe dire: “alcune o molte donne, alcuni o molti uomini”.

  19. wendyon 28 ott 2013 at 14:45

    Purtroppo i sapientini si sentono in competizione con un colosso come J. Gray. Non c’è bisogno di criticare ogni virgola che mette, basta capirne il senso.
    Credo, inoltre, che questo libro che voi definite “arcaico” sia un vero esempio di apertura mentale.
    Consiglio vivamente Gray e i suoi scritti.

  20. manueleon 16 gen 2014 at 01:09

    un libro di una banalita’assurda. purtroppo la cultura media di riferimento e’questa. stereotipi, pregiudizi, luoghi comuni. un libro per gente ignorante che continua a credere che uomini e donne siano naturalmente diversi senza prendere in esame che tra natura e cultura vi sia un intreccio indissolubile. continua pure, ignorante lettrice a credere cge il tuo uomo sia razionale, duro, aggressivo e che l’unica cosa xhe voglia da te sia il sesso. continua pure a credere, caro ignorante lettore, che la tua compagna ti abbia scelto perche’sei in grado di garantirle le risorse .

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