Riflessioni Sulla Vita

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MIGLIORIAMO INSIEME*

agosto 1st, 2012

Quando la vita ti da mille motivi per cadere, tu rialzati
quando i giorni sembrano bui e senza via d’uscita, tu spera,
quando le delusioni urlano più forte dei sogni, tu costruisci
quando le rughe solcano il tuo viso, tu sorridi,
quando ti senti solo, vieni a cercarmi,
ti parlerò di come fare a rialzarti, ma tu fa lo stesso con me.
Ne ho bisogno… Miglioriamo insieme!
Stephen Littleword, Nulla è per caso

Carpe Diem!

luglio 21st, 2012

Ecco è arrivata!
E’ per Te, lì davanti,
la  freccia lanciata
dal cielo e dagli archi,

che ti vuol ricordare
di prestare attenzione,
che la vita ogni giorno
ti dà un’occasione.

A volte ti sfugge,
talvolta rifiuti,
e quella freccia che passa
dura pochi minuti,

e se non la vedi
o fai finta di niente,
non dire poi dopo
che non succede niente.

Perchè nella vita
ciò che è importante,
è cogliere l’attimo
nel preciso istante,

in cui quella freccia
si manifesta,
perchè è il tuo momento,
è la tua festa!

Lei arriva sempre
quando non te l’aspetti,
e se ne va all’istante
se poi tu non ti affretti,

a prenderla al volo
e a darle attenzione,
perchè quello è il momento,
è la tua grande occasione!

Rosy Falcone

LA VITA E’ A COLORI

luglio 19th, 2012

Il bianco e nero va sicuramente bene, e in generale tutto dipende dalle situazioni, però c’è da dire una cosa: la vita è a colori e per questo la scelta del colore mi sembra più logica, molto naturale. Attraverso il colore restituisco la vita come appare.

Steve McCurry

C’è chi dice no

luglio 8th, 2012

Sono tornati tutti , o quasi ; si, perchè qualcuno ha deciso di restare in vacanza per sempre , forse affascinato dal rumore del mare , forse condizionato dall’eterno splendere del sole. Sicuramente trasecolato dinnanzi a cotanta spensieratezza , la quale , inevitabilmente, sottrae all’anima i sentimenti più puri e nasconde -quasi elimina- i comuni imbarazzi. Spensieratezza capace di trasformare i consueti turbamenti dell’inverno e l’introversione che caraterizza i giorni freddi nella più inaspettata vivacità e confortevole spudoratezza , tratti fondamentali della noncuranza. C’è , tuttavia , chi ha deciso di tornare. C’è chi l’ha fatto a malincuore , controvoglia , lasciando in riva al mare gli attimi più belli che ricordano la felicità. La mente libera , sgombra dalle imposizioni dei nove mesi del dovere.Chi è tornato , lo ha fatto attraversando una fase di alterazione dei propri sentimenti , una sorta di metamorfosi emozionale. La paura di disamorarsi da ciò che , sostanzialmente, li ha positivamente mutati li induce a conformarsi ad atteggiamenti insoliti , i quali, per chi è generalmente disavvezzo a tali cambiamenti, diventano imperscrutabili.Quasi fosse uno sgarbo alla altrui serenità , alla beatitudine di chi , impassibile dinnanzi ai richiami dell’estate e dalle emozioni inalterabili, ha atteso invano il ritorno di chi ama e spera in un connubio prima solido – almeno in apparenza – adesso vano , o quasi…C’è perfino chi ha deciso di rinunciare a partire , ad abbandonare la consuetudine e la monotonia dei giorni consumati tra libri , tensioni e qualche “contenuto” divertimento.L’austerità di tale decisione non è spiegabile nè , tantomeno , giudicabile… I sentimenti sono eternamente inoppugnabili.C’è , infine , chi -anch’egli tornato, inevitabilmente-ha deciso di restare a guardare i mutamenti comportamentali consapevoli o involontari di tutti coloro i quali hanno deciso di voltare pagina , almeno per un pò. Giusto il tempo di “cambiare”.E’ nella durata di tale cambiamento che si celano le paure e i timori di chi attende invano il ritorno alla normalità che si contrappongonoalla speranza di chi , protagonista quasi inconsapevole , cerca la rivalsa. Riscatto quasi naturale , forse per quella consapevolezza la quale fa fatica a prorompere anche nella quotidianità .

AMORE = (Eros + Filia +Agape)

luglio 2nd, 2012

Quante volte, ci siamo sentiti dire le fatidiche due paroline…“ Ti Amo” ?

Non c’è parola più desiderata, più accolta dal nostro cuore, più bramata e sospirata che desideriamo sentirci dire dalla persona che amiamo, la quale procura in noi una sensazione unica ed irrinunciabile, capace di farci fare cose che mai..! avremmo creduto essere capaci di fare. Per amore si diventa artisti improvvisati, poeti, cantanti, giullari del sorriso, coccoloni, teneroni e in alcuni casi anche un po’ c…….(..beh…meglio non scriverlo, tanto si è capito vero..? ). Per amore rivestiamo l’armatura del guerriero sempre pronto a difender a spada tratta la donzella o il gentil fauno, dalle grinfie del male o da possibili pretendenti. Il cuore batte a mille, a qualcuno vengono le farfalle allo stomaco, si balbetta, si diventa impacciati, ma anche spavaldi, arroganti e pronti ad affrontare il mondo intero. Ma di certo è anche la più usata e strausata e non sempre ahimè ! nella maniera giusta. Ma cosa significa amare? Cosa dovrebbero davvero rappresentare quelle due o tre paroline ( Io, ti amo…) che si elargiscono, così, con slancio d’impeto, con foga, con entusiasmo, con coinvolgimento e purtroppo a volte, con tanta facilità in fase di corteggiamento, di innamoramento?

Vorrei per una volta, non prendere in considerazione i classici trattati di filosofia o pensieri di psicologia e tanto meno tutto ciò che è stato scritto sull’amore da scrittori, poeti, cantanti, ma vorrei partire da ciò che viene espresso da un libro come la bibbia, su questo argomento. Secondo la Bibbia l’uomo è unità caratterizzata da un insieme di tre dimensioni, tra loro correlate:

EROS : Cioè il mio “Io” superiore o maggiore all’altro :  è un Amore sensuale caratterizzato dal voler possedere l’altro (Sensualità). Io voglio possedere te perché sei mio. Egoisticamente “Voglio esclusivamente il mio bene”. In parole povere è la dimensione corporea-carnale-fragile-peccatrice, come quella degli esseri creati.  In (Is 40, 6)  si legge “Ogni carne è come l’erba e la sua gloria come il fiore dei campi: secca e appassisce”. Dio crea l’uomo prendendo un po’ di terra, alla quale ritornerà con la morte. Proprio qui si colloca l’amore nel suo aspetto fisico-sessuale-pulsionale-passionale.

FILIA : In pratica è il concetto di uguaglianza : Amore che si fonda su un rapporto relazionale libero, paritario, senza alcuna velleità di possesso (Amicizia). Tu ed Io siamo sullo stesso piano. “Desidero il bene d’entrambi”. In pratica, è la dimensione della vita, delle relazioni, dell’intelligenza, delle capacità, della volontà, dei sentimenti. “L’uomo non ha un’anima, è un’anima, è un essere vivente” (cf Gen 2,7).

AGAPE : Amore che diventa totale dono di se (Carità). Io mi dono liberamente a te. “Perché per  me, il tuo bene è più importante del mio”. Sempre in (Gen 2,7) troviamo il concetto : di dimensione divina paragonata al vento–soffio–forza-vita.: “Dio soffia un alito di vita” e l’uomo comincia ad esistere

Quindi, riassumendo il tutto si potrebbe dire che l’amore biblico, espresso normalmente con agapao-agape include anche il significato dell’amicizia (phileo) e della passionalità erotica (erao). Si tratta di un amore che nella forma ideale è globale, integrato e ordinato. Tutte e tre le componenti dovrebbero convergere in maniera armonica, nel senso che si rafforzano, si completano, sempre nell’ordine: spirito, anima, corpo. Purtroppo, in moltissimi casi non è così, difatti tutti riescono a vivere la dimensione dell’Eros caratterizzata da un egoistico voler possedere. Pochi riescono ad instaurare liberi rapporti di Filia,  senza chiedere niente in cambio. Ed è sempre più raro trovare chi vive l’Agape nella propria vita. Da qui si desume ed è evidente che ogni persona si relaziona agli altri anche in funzione della sua Capacità di Amare. Per quanto riguarda il mio pensiero personale sull’amore,  e che bisognerebbe amare se stessi come si amano gli altri e viceversa, ma soprattutto, non far leva sui sentimenti o sulle aspettative dell’altro/a per poi fare del male, quello non è amore o meglio non è Agape.

 

 

Ma è davvero così facile dire addio..!!!

giugno 30th, 2012

Penso che a tutti sia capitato di dover dire questa parola a secondo delle varie situazioni in cui la si doveva usare…ma davvero è così facile dire addio?
Beh…in teoria si, che ci vuole? E’ una parola sola, formata da cinque lettere, tre vocali e due consonanti.
Si dice addio per svariati motivi e in mille modi diversi…Per rabbia, magari dopo una discussione o una delusione, oppure per amore, con le lacrime agli occhi e un nodo alla gola. Si può dire per disperazione o anche per esasperazione. Si può usare per salutare, nel caso di una partenza dalla quale sappiamo che noi o l’interlocutore non farà più ritorno, ed ancora un’ultima volta come estremo saluto per un nostro caro o di un nostro conoscente al momento della sua dipartita.
Si può dire addio con tono ironico, magari scandendo bene le parole per darne ancora più consistenza… A-D-D-I-O…!!! per esempio quando finisce un’amicizia dopo un alterco o dopo una situazione che non sarà possibile sanare in nessun modo.
Si…!!! sembrerebbe di si, sembrerebbe che sia facile, che ci vuole..!!
Eppure, sono convinto che molti di noi hanno usato questa parola innumerevoli volte, ma…che non sia poi così facile come si vuol far credere. Dico questo perché penso agli addii degli amanti, che pronunciano tale parola magari più di una volta nel corso della loro relazione, ma non è mai un addio detto con convinzione, tra pianti e sceneggiate addirittura con un certo livore di rabbia. Si..sembrano convinti nel dirlo…o almeno in apparenza ma non è mai così e questo vale tutti gli addii, per le partenze, per le coppie che si dividono, per gli amici che si lasciano, per l’estremo saluto…per tutto.
Ma il vero addio, non è quello che viene detto con la bocca, con la parola, il vero addio si dice in un altro modo e non è così facile da dire come si penserebbe, soprattutto non è così facile da accettare e farsene proprio.
Oggi ho detto addio ad una persona che ho amato tantissimo, una persona con cui ho creduto di poter avere un futuro insieme, con la quale ho ipotizzato e sognato un nuovo inizio dopo tanti anni di scelte e vita sbagliata.
Gli ho detto ancora addio, uno dei tanti detti durante la nostra relazione…ma non l’ho detto a parole…non questa volta…l’ho detto nel frastuono silenzioso del mio cuore a pezzi.
No…!!! non è poi così facile dire addio…non quando è quello definitivo, quello a cui non ci sarà ritorno, senza la possibilità di un ricorso in appello….
Il vero addio viene dal cuore…e non è facile da dire.

(Stefano A.)

IL SENSO DELLA VITA

giugno 25th, 2012

A un famoso guru, che aveva avuto il dono dell’illuminazione, i suoi discepoli chiesero: “Maestro, la tua illuminazione cosa ha provocato in te? Cosa ti ha dato?”.

L’uomo rispose: “Bene, vi racconto quello che essa mi ha dato: quando mangio, mangio; quando guardo, guardo; quando ascolto, ascolto. Questo essa mi ha dato!”.

I suoi discepoli obiettarono: “Ma tutti fanno Così!”.

E il maestro rispose ridendo: “Tutti fanno Così? Allora tutti devono essere illuminati!”.

Un giorno un discepolo chiese al suo maestro: “Qual è per te la cosa più importante nella vita?”

Il maestro rispose: “Qualunque cosa io stia facendo in quel momento”.

ANTHONY DE MELLO, dove non osano i polli

IL SEGRETO

giugno 24th, 2012

Un discepolo andò dal suo maestro e gli disse, astioso:

“Tu mi stai nascondendo il segreto ultimo della contemplazione!”.

“Nient’affatto”, rispose il maestro.

“E invece sì!” ribadì l’allievo, e si allontanò risentito.

Capitò che i due si ritrovarono camminando all’alba ai piedi della montagna e udirono un uccello cantare al primo giorno.

Il maestro chiese: “Hai sentito l’uccello cantare?”.

L’allievo rispose: “Sì. L’ho sentito”.

Il maestro riprese: “Adesso sai che non ti ho nascosto nulla”.

ANTHONY DE MELLO, tratto da DOVE NON OSANO I POLLI

LA COSA PIU’ SEMPLICE

giugno 23rd, 2012

Buddha attraversò tutto il paese in cerca dell’illuminazione; visitò i principali maestri della sua epoca, praticò tutte le discipline e le spiritualità esistenti, ma non raggiunse l’illuminazione. Alla fine desistette. Disperato, si sedette sotto un fico e venne illuminato.

Anni dopo, i suoi discepoli gli chiesero: “Maestro, raccontaci il segreto dell’illuminazione. Come l’hai ottenuta?”.

Non esistono segreti o tecniche. E il maestro tentava di spiegarlo loro. I discepoli però volevano conoscere la tecnica. Allora Buddha – me lo immagino mentre strizza l’occhio – disse: “va bene, vi rivelo la tecnica. Quando state inspirando, siate consapevoli del fatto che state inspirando. E quando state espirando, siate consapevoli del fatto che state espirando”.

dal libro DOVE NON OSANO I POLLI, i nuovi messaggi di ANTHONY DE MELLO

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni