Riflessioni Sulla Vita

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LIBERTA’ (va bene, va bene…)

giugno 21st, 2012

Una ragazza, in un villaggio di pescatori, restò incinta. I suoi genitori la picchiarono finché non confessò chi era il padre: “È stato il maestro zen che vive nel tempio fuori dal villaggio”.

I suoi genitori e tutti gli abitanti del villaggio si indignarono.

Una volta nato il bambino, accorsero al tempio e lasciarono il neonato ai piedi del maestro zen. Gli dissero: “Sei un ipocrita, questo bambino è tuo! Prendine cura!”.

Il maestro zen si limitò a replicare: “Va bene! Va bene!”. E diede il bambino a una donna del villaggio perché lo svezzasse e lo accudisse, facendosi carico lui delle spese.

In seguito a questo fatto il maestro perse la propria reputazione, i suoi discepoli lo abbandonarono, nessuno andò più a chiedergli consigli, e questo durò per alcuni mesi.

Quando la giovane vide tutto ciò, non sopportò questa situazione e raccontò a tutti la verità: Il padre del bimbo non era il maestro, ma il figlio del vicino. I suoi genitori e tutti gli abitanti del villaggio, allora, tornarono al tempio e si gettarono ai piedi del maestro zen. Implorarono il suo perdono e chiesero che restituisse loro il bambino.

Il maestro restituì il bambino e si limitò a dire: “Va bene! Va bene!”.

 ANTHONY DE MELLO, Dove non osano i polli

IL SAPORE DEL PRESENTE

giugno 20th, 2012

Guardò in alto e vide la tigre che lo osservava: non c’era modo di risalire.

Guardò in basso e vide uno strapiombo di circa duecento metri e al suo fianco un arbusto con delle bacche mature. Ne prese una, se la portò alla bocca e ne gustò il sapore!

Anthony de Mello, tratta da “Dove non osano i polli”

Non tutto è perduto

giugno 19th, 2012

Viviamo in un mondo fatto di precarietà.
E non mi riferisco solo al mondo lavorativo. La precarietà regna anche nei rapporti sociali, nei sentimenti, e nell’amore.
Spesso si è amici per convenienza, per interesse o per solitudine.
Purtroppo le amicizie fondate su questi presupposti sono destinate a naufragare miseramente.
Io le chiamo amicizie “Rio mare”, (ricordate la pubblicità del tonno?), amicizie così fragili che, appunto, “si tagliano con un grissino”.
Non parliamo poi dell’amore!
Persone che stanno insieme solo perchè hanno bisogno di avere qualcuno accanto, o magari perchè pensano che nessuno se li piglia, e quindi, si accontentano di quello che capita, sempre pronte però ad abbandonare la nave appena trovano di meglio. Dove sta l’amore in tutto ciò?
Mistero.
Tuttavia non tutto è perduto. Sono certo che persone con cui creare un legame vero ci siano, certo sono rare, ma esistono. Bisogna cercarle o aspettare di incontrarle
Persone con cui instaurare un legame fondato su valori umani come sincerità, lealtà e rispetto. Perchè sono queste le veri basi per poter vivere bene un rapporto d’amore o d’amicizia, e quando avremo trovato ciò, saremo certi di aver creato qualcosa di forte, di così forte che nessun “grissino” potrà tagliare.

(by Michele Micky)

E’ LA TUA VITA, FALLA COME TU LA VUOI

giugno 18th, 2012

Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore, chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta.

Poiché la morte non finisce mai di riproporsi, e la vita è di una brevità che toglie il fiato, domandati: “Dovrei forse evitare di fare le cose che voglio veramente fare?” “Dovrei forse vivere la mia vita come vogliono gli altri?” “È importante accumulare cose?” “La vita è veramente tutta un rinvio?”. Le probabilità sono che le tue risposte si riassumano in poche parole: Vivere… Essere… Godere… Amare.

Puoi temere la morte, inutilmente, senza alcun frutto; oppure puoi servirtene per aiutarti a imparare a vivere bene. Ascolta l’Ivan Il’ic  di Tostoj mentre, in attesa della “grande livella”, riguarda un passato che era stato interamente dominato dagli altri, una vita nella quale aveva rinunciato alla padronanza di sé per a-deguarsi a un sistema:

«. . . e se davvero tutta la mia vita, la mia vita cosciente, non fosse stata ‘come doveva ? ».

Gli era venuto in capo che quanto. gli era fin qui sembrato assolutamente inammissibile, di aver cioè vissuto

non come si doveva, potesse invece essere la verità. Gli era venuto in capo che i suoi timidissimi tentativi di ribellione a ciò che la gente altolocata stimava il bene, tentativi che subito aveva soffocato in sé, — che essi soli potessero essere giusti, e tutto il resto essere sbagliato. Il suo ufficio, il suo modo di vivere, e la famiglia, e gli interessi mondani e professionali, — tutto poteva essere sbagliato. S’era provato a difendere davanti a se stesso quelle cose. E a un tratto aveva sentita tutta l’inconsistenza di ciò che difendeva. Non c’era niente da difendere .

La prossima volta che devi decidere se prenderti carico di te stesso o meno, se fare o meno la tua scelta, poniti questa importante domanda: “Quanto manca alla mia morte?”. Con questa continua prospettiva, puoi ora compiere la tua scelta e lasciare a quelli che non muoiono mai i crucci, i timori, il dubbio se te la puoi permettere o meno, e il senso di colpa.

Se non fai questo passo, puoi prevedere di vivere la tua intera vita come gli altri dicono che devi viverla. Ma se il tuo soggiorno sulla terra è così breve, fa’ che almeno sia piacevole. In una parola, è la tua vita; falla come tu la vuoi.

LE VOSTRE ZONE ERRONEE, guida all’indipendenza dello spirito,  Wayne W. Dyer

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Con la fantasia…creo!

giugno 11th, 2012

Con la fantasia sogno, ravvivando le grandi realtà nelle quali credo e proietto nel futuro, quelle nelle quali spero.

Lorella Butturini

Lo Specchio

maggio 30th, 2012

Possiamo cogliere all’esterno magia e bellezza, solo nella misura in cui esse già albergano in noi. Allo stesso modo, giudichiamo gli altri con semi che ci appartengono.

Anna Biason

INIZIA CON IL PICCOLO E IL SEMPLICE

maggio 29th, 2012

Inizia con il piccolo ed il semplice per conseguire il grande ed il complesso.
Tutto ciò che è complesso ha inizio da ciò che è semplice. Tutto ciò che è grande si produce da ciò che è piccolo. Così il saggio non fa nulla di grande ma tuttavia realizza la grandezza

(Tao Te Ching, 63)

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Tao Te Ching Tao Te Ching

Lao Tzu

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UN UOMO DI PACE

maggio 27th, 2012

Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.
Emana nel mondo un nuovo tipo di energia, canta una nuova canzone.
Vive in un modo totalmente nuovo, la sua stessa vita è grazia, preghiera, compassione.
Crea una maggiore energia di amore in chiunque rimanga toccato da lui.
L’uomo di pace è creativo.
Non è contro la guerra, perché essere contro qualsiasi cosa è essere in guerra.
Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste.
E da quella comprensione diventa pieno di pace.
Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione,
la guerra sparisce.
Soltanto laghi di pace in tutto il mondo…
molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza,
in cui la guerra diventa impossibile,
in cui tutta l’energia si manifesta in senso creativo,
tutta l’energia si dirige verso l’amore.

Osho

Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato

maggio 27th, 2012

Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato
gli amori, gli umori, i rumori, gli odori…
se mi volto m’incanto..
E’ una sensazione meravigliosa, di tenerezza, di protezione.
A volte è angosciante, triste, di smarrimento.
Il passato ha una certezza: è stato.
E quel che è stato non si modifica.
Il passato ha la sua utilità: è servito ad essere me stesso oggi.
Il passato però dev’essere qualcosa che segue la mia opposta direzione.
Un sentiero alle mie spalle, ben conosciuto dai miei occhi, tanto bene da non aver più bisogno di guardarlo.
Se vivi intensamente il tuo presente, se godi di ogni istante concentrandoti su ciò che è qui ed ora, non avrai bisogno di voltarti indietro, invocando un momento ormai finito, ne’ di maledire ciò che fu un tempo.
Vivere intensamente qui ed ora significa avere la consapevolezza di aver fatto il possibile per andare incontro al futuro con la coscienza pulita, sapendo che nel bene e nel male, negli alti e bassi di questa vita, nel viverla sei stato te stesso.
Il mondo però è fatto di gente, e l’incrocio delle azioni ci porta su sentieri imprevedibili. Non c’è una mappa per non perdersi, non c’è un manuale che ci distingua ciò che è giusto dall’errore….
La mia bussola è il mio sentire.
Quando mi sento bene con me stesso, sono sicuro che anche al mondo sto portando energia positiva.
Se comincio a voltarmi, ricordando gli eventi del mio passato, m’incanto…. ma perdo un po’ di quello che dovrei invece vivere al massimo adesso: ME nel MIO PRESENTE
Anton Vanligt

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