Riflessioni Sulla Vita

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MI CHIESE LA LUNA

settembre 11th, 2012

Mi chiese ieri notte la luna (Cosa hai?) ed io risposi timidamente che non avevo nulla, anche se dentro di me tutto si confondeva, occhi, parole, sguardi, varie persone, vari battiti del cuore che si fondevano, e non riuscire a capire quale sia il cuore di chi, lei aggiunse (Dimmi cos’hai, posso aiutarti) io dissi che nessuno poteva aiutarmi, che la mia mente non ascolta parole altrui, ma ascolta solo il suo pensiero, quello che non riesci a risolvere, quello che nasconde tutto ciò che hai di buono intorno, ma lei insisteva chiedendomi (Come pensi di dormire tranquillo, se con la tua mente complichi la tua vita?) gli dissi che non pensavo, che lasciavo andare le mie sensazioni, gli dissi che avevo un gioiello tra le mani, ma che ora è scivolato via, dissi che avrei voluto una famiglia migliore, ma che invece, quelle cose accadono solo nei film, dissi, che l’unica cosa a farmi sorridere, è la mia musica e la mia fantasia, che, nonostante cerchi di amare qualcuno, quel qualcuno non si vuole fidare di me, della mia sincerità, della mia purezza, e della sua vita (Tu sei un’anima complessa, hai mille difetti, la tua vita non ti sorride, ma tu devi sorridere a te stesso, anche se ti guardi allo specchio e vedi le lacrime scendere, non dagli occhi, ma dalla tua anima, ma tu, devi continuare a sorridere, perchè il mondo gira veloce, e tu, resti fermo, e rimani indietro a quale scopo?) guardai la luna, e gli sorrisi, (Grazie meraviglia, prometto che ora cercherò di dormire)

(Ejay Ivan Lac)

La via e la meta: ad un passo dalla felicità

agosto 21st, 2012

 

Nulla di più vero e genuino potrebbe essere detto a consolidare il connubio che da sempre affianca vita e viaggio:

Non c’è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada.
Buddha

Vivere in Asia lo considero un privilegio, vivere in Thailandia una grazia inattesa.

Sono partito senza sapere la meta, consapevole che la strada che stavo percorrendo mi avrebbe portato lontano facendomi abbandonare le certezze e stabilità accumulate nel corso di una vita. La consapevolezza d’inseguire comunque un sogno e scoprire, giorno dopo giorno, che fra la strada percorsa e la meta tanto ambita non c’era differenza.

Arrivare in uno splendido albergo di Hong Kong o in una semplice guesthouse di Siem Reap non fa molta differenza quando la stanza che ci ospita è solo il rifugio temporaneo di una notte. Le strade polverose delle campagne aride di una Cambogia in affannosa rincorsa della modernità e le inquinate vie trafficate di un’ultramoderna Bangkok sono dei semplici sentieri che percorro ogni giorno in una quotidianità che mi consente di mettermi in discussione, apprendere, vivere.

E’ incrociando lo sguardo d’impenetrabili occhi a mandorla, ascoltando suoni di lingue misteriose, abbracciando filosofie dalle radici antichissime, gustando pietanze dai sapori stimolanti che mi sento fortunato. Faccio ovviamente i conti con la nostalgia, con la lontananza e la consapevolezza che una strada ne sta escludendo un’altra. Ma non per questo continuo a guardare indietro, non per questo ho lasciato dei capisaldi per costruirmene altri.

Lascio tracce sparse qua e là, frammenti spesso sconclusionati di una vita da espatriato che mi sono cucito addosso, pensieri e parole che forse nessuno potrà capire ma che sono il mio modo di gridare al mondo che vale la pena vivere fino in fondo la strada che stiamo percorrendo. Inutile affannarsi a cercare altrove la felicità. La felicità è accanto a noi, basta saperla riconoscere.

E se “ogni viaggio ha valore quando al momento della partenza il cuore e’ pieno di ricordi e gli occhi sono lucidi al dover salutare chi si lascia” è tornare a casa che dona significato profondo al peregrinare.

Quando finisce una storia importante

agosto 16th, 2012

Quando finisce una storia importante, restano domande e un’infinità di perché senza risposta. ” Magari se avessi fatto così al posto di cosà…Se avessi detto questa e non quella frase…Se solo fossi riuscito a essere più deciso…” e cose del genere. Quando finisce una storia, c’è tanto dolore, che rimane a farci compagnia per un tempo che sembra interminabile, ci sembra che la gioia e il ridere, non saranno più una cosa possibile per noi. Scorrono lacrime copiose e le notti si fanno insonni, l’ inappetenza è seduta a tavola con noi ed è l’unica che si alimenta. Non si ha voglia di parlare, di scherzare, di uscire… tutto è fastidio come se ormai, niente e nessuno fosse più importante. Si vorrebbe riavvolgere il nastro della nostra vita fino a quel punto che pensiamo, sia stato determinante a contribuire alla fine del rapporto…ma non è così, non servirebbe a nulla anche se si potesse fare. Dobbiamo solo farcene una ragione, era così che doveva andare, forse per farci conoscere altre persone e prendere strade differenti da ciò che pensavamo o forse perché in quel momento tutto era finito e si doveva chiudere quel capitolo in quel momento, per poi magari riaprirlo a distanza di mesi,o forse anche di anni…tutto è possibile. Ed è così che un giorno,  all’improvviso, senza un perché ci svegliamo da questo torpore di malessere e scopriamo che il cuore non sanguina più. I  perché non hanno più importanza. L’immagine della persona amata è ancora presente in noi, ma il ricordo non provoca più nessun dolore. La nostra anima ha provveduto a cicatrizzare il tutto, ad estirpare ogni rancore  ed ogni negatività. Lei ci conosce meglio del nostro cervello e del suo ragionamento illogico. L’anima  ragiona con la logica dell’amore e della vita e sa, che quello che è successo è avvenuto per una precisa motivazione a noi sconosciuta, ma che ci verrà svelata con il tempo e le risposte arriveranno.

L’anima…ha occhi che noi non abbiamo.

(Stefano A.)

LA MACCHIA NERA di Bruno Ferrero

agosto 15th, 2012

Una volta, un maestro fece una macchiolina nera nel centro di un bel foglio di carta bianco e poi lo mostrò agli allievi.
“Che cosa vedete?”, chiese.
“Una macchia nera!”, risposero in coro.
“Avete visto tutti la macchia nera che è piccola piccola”, ribatté il maestro, “e nessuno ha visto il grande foglio bianco”.

La vita è una serie di momenti: il vero successo sta nel viverli tutti. Non rischiare di perdere il grande foglio bianco per inseguire una macchiolina nera.Perché il grande foglio bianco è la tua isola, ed è proprio davanti a te!
Così sono gli uomini: capaci solo di vedere le macchie nere, non sanno riconoscere l’immenso foglio bianco che è la loro vita. Tutti noi dovremmo essere, invece, consapevoli, che, nonostante le macchie nere della nostra esistenza, c’è, anche se nascosto, un bel foglio bianco, simbolo della vita, che vale sempre la pena di essere vissuta.

 (fotosearch – archivi fotografici)

MIGLIORIAMO INSIEME*

agosto 1st, 2012

Quando la vita ti da mille motivi per cadere, tu rialzati
quando i giorni sembrano bui e senza via d’uscita, tu spera,
quando le delusioni urlano più forte dei sogni, tu costruisci
quando le rughe solcano il tuo viso, tu sorridi,
quando ti senti solo, vieni a cercarmi,
ti parlerò di come fare a rialzarti, ma tu fa lo stesso con me.
Ne ho bisogno… Miglioriamo insieme!
Stephen Littleword, Nulla è per caso

Carpe Diem!

luglio 21st, 2012

Ecco è arrivata!
E’ per Te, lì davanti,
la  freccia lanciata
dal cielo e dagli archi,

che ti vuol ricordare
di prestare attenzione,
che la vita ogni giorno
ti dà un’occasione.

A volte ti sfugge,
talvolta rifiuti,
e quella freccia che passa
dura pochi minuti,

e se non la vedi
o fai finta di niente,
non dire poi dopo
che non succede niente.

Perchè nella vita
ciò che è importante,
è cogliere l’attimo
nel preciso istante,

in cui quella freccia
si manifesta,
perchè è il tuo momento,
è la tua festa!

Lei arriva sempre
quando non te l’aspetti,
e se ne va all’istante
se poi tu non ti affretti,

a prenderla al volo
e a darle attenzione,
perchè quello è il momento,
è la tua grande occasione!

Rosy Falcone

LA VITA E’ A COLORI

luglio 19th, 2012

Il bianco e nero va sicuramente bene, e in generale tutto dipende dalle situazioni, però c’è da dire una cosa: la vita è a colori e per questo la scelta del colore mi sembra più logica, molto naturale. Attraverso il colore restituisco la vita come appare.

Steve McCurry

C’è chi dice no

luglio 8th, 2012

Sono tornati tutti , o quasi ; si, perchè qualcuno ha deciso di restare in vacanza per sempre , forse affascinato dal rumore del mare , forse condizionato dall’eterno splendere del sole. Sicuramente trasecolato dinnanzi a cotanta spensieratezza , la quale , inevitabilmente, sottrae all’anima i sentimenti più puri e nasconde -quasi elimina- i comuni imbarazzi. Spensieratezza capace di trasformare i consueti turbamenti dell’inverno e l’introversione che caraterizza i giorni freddi nella più inaspettata vivacità e confortevole spudoratezza , tratti fondamentali della noncuranza. C’è , tuttavia , chi ha deciso di tornare. C’è chi l’ha fatto a malincuore , controvoglia , lasciando in riva al mare gli attimi più belli che ricordano la felicità. La mente libera , sgombra dalle imposizioni dei nove mesi del dovere.Chi è tornato , lo ha fatto attraversando una fase di alterazione dei propri sentimenti , una sorta di metamorfosi emozionale. La paura di disamorarsi da ciò che , sostanzialmente, li ha positivamente mutati li induce a conformarsi ad atteggiamenti insoliti , i quali, per chi è generalmente disavvezzo a tali cambiamenti, diventano imperscrutabili.Quasi fosse uno sgarbo alla altrui serenità , alla beatitudine di chi , impassibile dinnanzi ai richiami dell’estate e dalle emozioni inalterabili, ha atteso invano il ritorno di chi ama e spera in un connubio prima solido – almeno in apparenza – adesso vano , o quasi…C’è perfino chi ha deciso di rinunciare a partire , ad abbandonare la consuetudine e la monotonia dei giorni consumati tra libri , tensioni e qualche “contenuto” divertimento.L’austerità di tale decisione non è spiegabile nè , tantomeno , giudicabile… I sentimenti sono eternamente inoppugnabili.C’è , infine , chi -anch’egli tornato, inevitabilmente-ha deciso di restare a guardare i mutamenti comportamentali consapevoli o involontari di tutti coloro i quali hanno deciso di voltare pagina , almeno per un pò. Giusto il tempo di “cambiare”.E’ nella durata di tale cambiamento che si celano le paure e i timori di chi attende invano il ritorno alla normalità che si contrappongonoalla speranza di chi , protagonista quasi inconsapevole , cerca la rivalsa. Riscatto quasi naturale , forse per quella consapevolezza la quale fa fatica a prorompere anche nella quotidianità .

AMORE = (Eros + Filia +Agape)

luglio 2nd, 2012

Quante volte, ci siamo sentiti dire le fatidiche due paroline…“ Ti Amo” ?

Non c’è parola più desiderata, più accolta dal nostro cuore, più bramata e sospirata che desideriamo sentirci dire dalla persona che amiamo, la quale procura in noi una sensazione unica ed irrinunciabile, capace di farci fare cose che mai..! avremmo creduto essere capaci di fare. Per amore si diventa artisti improvvisati, poeti, cantanti, giullari del sorriso, coccoloni, teneroni e in alcuni casi anche un po’ c…….(..beh…meglio non scriverlo, tanto si è capito vero..? ). Per amore rivestiamo l’armatura del guerriero sempre pronto a difender a spada tratta la donzella o il gentil fauno, dalle grinfie del male o da possibili pretendenti. Il cuore batte a mille, a qualcuno vengono le farfalle allo stomaco, si balbetta, si diventa impacciati, ma anche spavaldi, arroganti e pronti ad affrontare il mondo intero. Ma di certo è anche la più usata e strausata e non sempre ahimè ! nella maniera giusta. Ma cosa significa amare? Cosa dovrebbero davvero rappresentare quelle due o tre paroline ( Io, ti amo…) che si elargiscono, così, con slancio d’impeto, con foga, con entusiasmo, con coinvolgimento e purtroppo a volte, con tanta facilità in fase di corteggiamento, di innamoramento?

Vorrei per una volta, non prendere in considerazione i classici trattati di filosofia o pensieri di psicologia e tanto meno tutto ciò che è stato scritto sull’amore da scrittori, poeti, cantanti, ma vorrei partire da ciò che viene espresso da un libro come la bibbia, su questo argomento. Secondo la Bibbia l’uomo è unità caratterizzata da un insieme di tre dimensioni, tra loro correlate:

EROS : Cioè il mio “Io” superiore o maggiore all’altro :  è un Amore sensuale caratterizzato dal voler possedere l’altro (Sensualità). Io voglio possedere te perché sei mio. Egoisticamente “Voglio esclusivamente il mio bene”. In parole povere è la dimensione corporea-carnale-fragile-peccatrice, come quella degli esseri creati.  In (Is 40, 6)  si legge “Ogni carne è come l’erba e la sua gloria come il fiore dei campi: secca e appassisce”. Dio crea l’uomo prendendo un po’ di terra, alla quale ritornerà con la morte. Proprio qui si colloca l’amore nel suo aspetto fisico-sessuale-pulsionale-passionale.

FILIA : In pratica è il concetto di uguaglianza : Amore che si fonda su un rapporto relazionale libero, paritario, senza alcuna velleità di possesso (Amicizia). Tu ed Io siamo sullo stesso piano. “Desidero il bene d’entrambi”. In pratica, è la dimensione della vita, delle relazioni, dell’intelligenza, delle capacità, della volontà, dei sentimenti. “L’uomo non ha un’anima, è un’anima, è un essere vivente” (cf Gen 2,7).

AGAPE : Amore che diventa totale dono di se (Carità). Io mi dono liberamente a te. “Perché per  me, il tuo bene è più importante del mio”. Sempre in (Gen 2,7) troviamo il concetto : di dimensione divina paragonata al vento–soffio–forza-vita.: “Dio soffia un alito di vita” e l’uomo comincia ad esistere

Quindi, riassumendo il tutto si potrebbe dire che l’amore biblico, espresso normalmente con agapao-agape include anche il significato dell’amicizia (phileo) e della passionalità erotica (erao). Si tratta di un amore che nella forma ideale è globale, integrato e ordinato. Tutte e tre le componenti dovrebbero convergere in maniera armonica, nel senso che si rafforzano, si completano, sempre nell’ordine: spirito, anima, corpo. Purtroppo, in moltissimi casi non è così, difatti tutti riescono a vivere la dimensione dell’Eros caratterizzata da un egoistico voler possedere. Pochi riescono ad instaurare liberi rapporti di Filia,  senza chiedere niente in cambio. Ed è sempre più raro trovare chi vive l’Agape nella propria vita. Da qui si desume ed è evidente che ogni persona si relaziona agli altri anche in funzione della sua Capacità di Amare. Per quanto riguarda il mio pensiero personale sull’amore,  e che bisognerebbe amare se stessi come si amano gli altri e viceversa, ma soprattutto, non far leva sui sentimenti o sulle aspettative dell’altro/a per poi fare del male, quello non è amore o meglio non è Agape.

 

 

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