Riflessioni Sulla Vita

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Ma è davvero così facile dire addio..!!!

giugno 30th, 2012

Penso che a tutti sia capitato di dover dire questa parola a secondo delle varie situazioni in cui la si doveva usare…ma davvero è così facile dire addio?
Beh…in teoria si, che ci vuole? E’ una parola sola, formata da cinque lettere, tre vocali e due consonanti.
Si dice addio per svariati motivi e in mille modi diversi…Per rabbia, magari dopo una discussione o una delusione, oppure per amore, con le lacrime agli occhi e un nodo alla gola. Si può dire per disperazione o anche per esasperazione. Si può usare per salutare, nel caso di una partenza dalla quale sappiamo che noi o l’interlocutore non farà più ritorno, ed ancora un’ultima volta come estremo saluto per un nostro caro o di un nostro conoscente al momento della sua dipartita.
Si può dire addio con tono ironico, magari scandendo bene le parole per darne ancora più consistenza… A-D-D-I-O…!!! per esempio quando finisce un’amicizia dopo un alterco o dopo una situazione che non sarà possibile sanare in nessun modo.
Si…!!! sembrerebbe di si, sembrerebbe che sia facile, che ci vuole..!!
Eppure, sono convinto che molti di noi hanno usato questa parola innumerevoli volte, ma…che non sia poi così facile come si vuol far credere. Dico questo perché penso agli addii degli amanti, che pronunciano tale parola magari più di una volta nel corso della loro relazione, ma non è mai un addio detto con convinzione, tra pianti e sceneggiate addirittura con un certo livore di rabbia. Si..sembrano convinti nel dirlo…o almeno in apparenza ma non è mai così e questo vale tutti gli addii, per le partenze, per le coppie che si dividono, per gli amici che si lasciano, per l’estremo saluto…per tutto.
Ma il vero addio, non è quello che viene detto con la bocca, con la parola, il vero addio si dice in un altro modo e non è così facile da dire come si penserebbe, soprattutto non è così facile da accettare e farsene proprio.
Oggi ho detto addio ad una persona che ho amato tantissimo, una persona con cui ho creduto di poter avere un futuro insieme, con la quale ho ipotizzato e sognato un nuovo inizio dopo tanti anni di scelte e vita sbagliata.
Gli ho detto ancora addio, uno dei tanti detti durante la nostra relazione…ma non l’ho detto a parole…non questa volta…l’ho detto nel frastuono silenzioso del mio cuore a pezzi.
No…!!! non è poi così facile dire addio…non quando è quello definitivo, quello a cui non ci sarà ritorno, senza la possibilità di un ricorso in appello….
Il vero addio viene dal cuore…e non è facile da dire.

(Stefano A.)

IL SENSO DELLA VITA

giugno 25th, 2012

A un famoso guru, che aveva avuto il dono dell’illuminazione, i suoi discepoli chiesero: “Maestro, la tua illuminazione cosa ha provocato in te? Cosa ti ha dato?”.

L’uomo rispose: “Bene, vi racconto quello che essa mi ha dato: quando mangio, mangio; quando guardo, guardo; quando ascolto, ascolto. Questo essa mi ha dato!”.

I suoi discepoli obiettarono: “Ma tutti fanno Così!”.

E il maestro rispose ridendo: “Tutti fanno Così? Allora tutti devono essere illuminati!”.

Un giorno un discepolo chiese al suo maestro: “Qual è per te la cosa più importante nella vita?”

Il maestro rispose: “Qualunque cosa io stia facendo in quel momento”.

ANTHONY DE MELLO, dove non osano i polli

IL SEGRETO

giugno 24th, 2012

Un discepolo andò dal suo maestro e gli disse, astioso:

“Tu mi stai nascondendo il segreto ultimo della contemplazione!”.

“Nient’affatto”, rispose il maestro.

“E invece sì!” ribadì l’allievo, e si allontanò risentito.

Capitò che i due si ritrovarono camminando all’alba ai piedi della montagna e udirono un uccello cantare al primo giorno.

Il maestro chiese: “Hai sentito l’uccello cantare?”.

L’allievo rispose: “Sì. L’ho sentito”.

Il maestro riprese: “Adesso sai che non ti ho nascosto nulla”.

ANTHONY DE MELLO, tratto da DOVE NON OSANO I POLLI

LA COSA PIU’ SEMPLICE

giugno 23rd, 2012

Buddha attraversò tutto il paese in cerca dell’illuminazione; visitò i principali maestri della sua epoca, praticò tutte le discipline e le spiritualità esistenti, ma non raggiunse l’illuminazione. Alla fine desistette. Disperato, si sedette sotto un fico e venne illuminato.

Anni dopo, i suoi discepoli gli chiesero: “Maestro, raccontaci il segreto dell’illuminazione. Come l’hai ottenuta?”.

Non esistono segreti o tecniche. E il maestro tentava di spiegarlo loro. I discepoli però volevano conoscere la tecnica. Allora Buddha – me lo immagino mentre strizza l’occhio – disse: “va bene, vi rivelo la tecnica. Quando state inspirando, siate consapevoli del fatto che state inspirando. E quando state espirando, siate consapevoli del fatto che state espirando”.

dal libro DOVE NON OSANO I POLLI, i nuovi messaggi di ANTHONY DE MELLO

Credo

giugno 21st, 2012

Io non credo al concetto del male assoluto e tutte le entità a lui attribuite nel tempo dalla storia.

Credo piuttosto che nessuno debba mai cercare il potere attraverso, o per mezzo, della sofferenza altrui;

Credo che per lo stesso principio non si debba trarre nessun beneficio personale che possa esser frutto di una negazione inflitta ad un altro essere umano;

l’unica forma di male in cui Credo, è quella che si insinua nell’animo umano ogni qualvolta una persona ride dentro di se per la caduta di un altro, essa se non neutralizzata in tempo, continua a nutrirsi e a crescere, intossicando nel profondo;

Credo nella pienezza della Vita, volta alla continua evoluzione, nonché allo sviluppo della coscienza, che ci consenta di dare un senso positivo al nostro ruolo in questo pianeta che ci ospita;

Infine Credo e rispetto,  tutte quelle persone che si adoperano ad inseguire la saggezza, dividendo la loro conoscenza, nonché mettendola al servizio di ogni essere umano, con l’umiltà di chi non si erge al di sopra degli altri e continua a ‘camminare’ tra la gente.

 

Anna Biason

Quanta storia dietro un Vecchio…

giugno 21st, 2012

Non conquisto nuove terre per recintarle.  Le conquisto per conoscerle.
A me non importa se l’Amore impazzisce ancora per il mio odore,  se ho gettato la spugna o se ho deposto le armi.
Quello che conta è averlo conosciuto.
Attraverserò la Privamera,  poi quella dopo,  e un’altra ancora avrò gli occhi zuppi d’acqua,  saprò tante cose più di oggi,  altrettante le avrò dimenticate e allora mi chiameranno “vecchio”.  Non il saggio.  Il Vecchio.
Quanta storia dietro un vecchio…


M.
(L’uomo dei difetti…)

 

LIBERTA’ (va bene, va bene…)

giugno 21st, 2012

Una ragazza, in un villaggio di pescatori, restò incinta. I suoi genitori la picchiarono finché non confessò chi era il padre: “È stato il maestro zen che vive nel tempio fuori dal villaggio”.

I suoi genitori e tutti gli abitanti del villaggio si indignarono.

Una volta nato il bambino, accorsero al tempio e lasciarono il neonato ai piedi del maestro zen. Gli dissero: “Sei un ipocrita, questo bambino è tuo! Prendine cura!”.

Il maestro zen si limitò a replicare: “Va bene! Va bene!”. E diede il bambino a una donna del villaggio perché lo svezzasse e lo accudisse, facendosi carico lui delle spese.

In seguito a questo fatto il maestro perse la propria reputazione, i suoi discepoli lo abbandonarono, nessuno andò più a chiedergli consigli, e questo durò per alcuni mesi.

Quando la giovane vide tutto ciò, non sopportò questa situazione e raccontò a tutti la verità: Il padre del bimbo non era il maestro, ma il figlio del vicino. I suoi genitori e tutti gli abitanti del villaggio, allora, tornarono al tempio e si gettarono ai piedi del maestro zen. Implorarono il suo perdono e chiesero che restituisse loro il bambino.

Il maestro restituì il bambino e si limitò a dire: “Va bene! Va bene!”.

 ANTHONY DE MELLO, Dove non osano i polli

IL SAPORE DEL PRESENTE

giugno 20th, 2012

Guardò in alto e vide la tigre che lo osservava: non c’era modo di risalire.

Guardò in basso e vide uno strapiombo di circa duecento metri e al suo fianco un arbusto con delle bacche mature. Ne prese una, se la portò alla bocca e ne gustò il sapore!

Anthony de Mello, tratta da “Dove non osano i polli”

Non tutto è perduto

giugno 19th, 2012

Viviamo in un mondo fatto di precarietà.
E non mi riferisco solo al mondo lavorativo. La precarietà regna anche nei rapporti sociali, nei sentimenti, e nell’amore.
Spesso si è amici per convenienza, per interesse o per solitudine.
Purtroppo le amicizie fondate su questi presupposti sono destinate a naufragare miseramente.
Io le chiamo amicizie “Rio mare”, (ricordate la pubblicità del tonno?), amicizie così fragili che, appunto, “si tagliano con un grissino”.
Non parliamo poi dell’amore!
Persone che stanno insieme solo perchè hanno bisogno di avere qualcuno accanto, o magari perchè pensano che nessuno se li piglia, e quindi, si accontentano di quello che capita, sempre pronte però ad abbandonare la nave appena trovano di meglio. Dove sta l’amore in tutto ciò?
Mistero.
Tuttavia non tutto è perduto. Sono certo che persone con cui creare un legame vero ci siano, certo sono rare, ma esistono. Bisogna cercarle o aspettare di incontrarle
Persone con cui instaurare un legame fondato su valori umani come sincerità, lealtà e rispetto. Perchè sono queste le veri basi per poter vivere bene un rapporto d’amore o d’amicizia, e quando avremo trovato ciò, saremo certi di aver creato qualcosa di forte, di così forte che nessun “grissino” potrà tagliare.

(by Michele Micky)

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