Riflessioni Sulla Vita

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La goccia che goccia

marzo 24th, 2014

Goccia dopo goccia…

dove non c’è drenaggio

affoga il messaggio

e il bocciolo non sboccia.

Goccia dopo goccia…

senza un attimo di sosta

tumultuosa sommossa

che scalfisce la roccia.

Goccia,

il tuo continuo plin plin

indebolisce la mente

il corpo  è qui

ma l’anima è distante

me ne volo leggera leggera

abbracciando la primavera.

Il plin plin ora si confonde

col tubar delle colombe!

Goccia, hai ragione

la vita non è un mare calmo

nemmeno una prigione

tra un gioco e un salmo

si recita il copione

una commedia, tanti attori

amore, gioia,

sempre di più i dolori.

Goccia,

tu che con ferrea costanza

ti lasci lentamente cadere

un po’ di tregua per piacere

riposati, vai in vacanza…

Un eco nella stanza

una forte risonanza

poi  silenzio vellutato

il plin plin se n’è andato!

https://www.youtube.com/watch?v=vvhoOtFQoNc

Copia di poi

LA PRIMAVERA E L’INCONTRO CON L’ALTRO

marzo 20th, 2014

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Siamo stati(e) educati(e) a fare nostro tutto ciò che ci piace, tutto ciò che è vicino a noi, fa parte della nostra intimità.

Sia a livello della conoscenza sia a quello dei sentimenti facciamo nostro tutto ciò che accostiamo, che si avvicina a noi.

Il nostro modo di ragionare, il nostro modo di amare corrisponde ad un’appropriazione. La nostra cultura, la nostra istruzione scolastica, vogliono che imparare e sapere equivalgano a far nostro attraverso strumenti di conoscenza capaci, lo crediamo, di apprendere, di capire, di dominare tutta la realtà, tutto ciò che esiste, tutto quello che percepiamo con i nostri sensi e ciò che è al di là di essi.

Vogliamo avere l’intero universo nella nostra testa, talvolta l’intero mondo nel nostro cuore. Non vediamo che un tale gesto trasforma la vita del mondo in qualcosa di finito, di morto in un certo senso, perché il mondo perde così la sua propria vita sempre estranea a noi, esterna a noi, altra da noi.

Farò un esempio. Se capissimo esattamente quello che fa la primavera, perderemmo probabilmente la contemplazione stupita davanti al mistero della crescita primaverile, perderemmo la vita, la vitalità alle quali tale rinascita universale ci consente di partecipare senza che possiamo conoscere né controllare donde ci arrivino la gioia, la forza, il desiderio che ci animano. Ammesso che fosse possibile analizzare ogni elemento di energia che avviene nell’esplosione della primavera, ne perderemmo lo stato globale che proviamo quando siamo immersi(e) in essa con tutti i nostri sensi, il nostro intero corpo, la nostra anima.

Questo stato, mi permetterò di dire: questo stato di grazia, che ci procura la primavera, lo conosciamo talvolta, per lo meno parzialmente, quando ci troviamo in un nuovo paesaggio, in una manifestazione cosmica straordinaria, in un ambiente che ci è insieme percettibile e impercettibile, conosciuto e sconosciuto, visibile e invisibile. Siamo situati, in tal caso, in un’atmosfera, in un evento che sfuggono al nostro controllo, alla nostra competenza, alla nostra intenzione, al nostro stesso immaginario. La nostra risposta a tale «mistero» allora può essere la sorpresa, l’incanto, la lode, talvolta l’interrogazione, ma non può essere l’appropriazione, la riproduzione, la ripetizione.

Lo stato – fisico o spirituale – che produce in noi la primavera, certi paesaggi, certi fenomeni cosmici, può accadere all’inizio di un incontro con altri. L’altro ci commuove in tal modo nei primi momenti di un incontro, toccandoci in maniera globale, non conoscibile, non padroneggiabile. Poi, troppo spesso, lo facciamo nostro – o la facciamo nostra – attraverso la conoscenza, la sensibilità, la cultura. Entrando nel nostro orizzonte, nel nostro mondo, l’altro perde la stranezza della sua attrazione. La sua presenza ci circondava di un certo mistero, comunicandoci un risveglio sia corporeo sia spirituale, ma lo riconduciamo a noi, lo conglobiamo a nostra volta. Al limite, non lo vediamo più, non lo udiamo più, non lo percepiamo più. Fa parte di noi. A meno che non lo respingiamo.

L’altro è dentro o fuori. Non è dentro e fuori, facendo parte della nostra interiorità ma rimanendo anche fuori, esterno, estraneo a noi, altro. Svegliandoci con la sua alterità, con il suo mistero, con l’infinito (in due parole: non l’assoluto) che rappresenta per noi. E proprio quando non lo conosciamo, o quando accettiamo che resti per noi non conoscibile, che l’altro ci illumina in qualche modo, ma di una luce che ci rischiara senza che sia possibile afferrarla, capirla, analizzarla, farla nostra.

La totalità dell’altro, come quella della primavera, ci tocca al di là di ogni conoscenza, di ogni giudizio, di ogni riduzione a noi, al nostro, a ciò che ci è in qualche modo proprio. In termini un po’ eruditi, potrei dire che l’altro, l’altro in quanto tale, in quanto altro, esiste al di là di ogni predicato attribuito da noi: non è mai un questo o un quello assegnato a lui/lei da noi. E proprio quando sfugge a ogni giudizio da parte nostra che l’altro emerge come un tu, sempre altro e inappropriabile dall’ io.

Luce Irigaray, Tra Oriente e Occidente

ODIO LA PAROLA FINE

SAI CHE SIGNIFICA SPEZZARE LE CATENE?

febbraio 21st, 2014

ph. anna pianura

Sai che significa spezzare le catene? Vuol dire rompere il circolo vizioso del male che chiama il male.

Ho sempre pensato che le persone si attraggano per la loro similitudine, ho sempre pensato che agire nel bene e in buona coscienza alla lunga possa portare bene, sostenuto dalla pulizia totale di una coscienza che permette alla sera di sprofondare sul cuscino e dormire di un sonno profondo e tranquillo.

Ho sempre creduto che non serva rispondere alla calunnia con la maldicenza, alla cattiveria gratuita col dispetto, al silenzio indifferente con un muro di ghiaccio. Sono una persona onesta, provo ad essere moralmente integra, o almeno cerco di seguire dei principi sani e non perversi, provo a ragionare con la mia mente senza sentirmi troppo condizionata dal luogo in cui vivo, la gente che frequento la famiglia che mi ha visto nascere. Condizionamenti ce ne sono, è la nostra natura di animale sociale, condizionarci a vicenda facendo saltare qualsiasi tipo di previsione o programma fatto analizzando solo la nostra persona, le nostre intenzioni. Le interazioni invece fanno sì che la strada trovi delle deviazioni, che diventi impervia, a volte ci da l’impressione di sembrare impraticabile, impercorribile. Ma questo non deve fermare il nostro camminare. Non posso evitarla l’influenza delle persone, non totalmente, non esiste chi può. Ma non sarò mai un burattino, nelle mani di nessuno. Se ti senti a posto con la coscienza anche con la polvere negli occhi, cammina, non fermarti. Quando diranno di te cose che neanche hai tu stesso pensato, non ascoltare, prosegui! quando quel poco di vita che rimane da vivere ( è sempre poca rispetto all’immenso) è inquinata da cibo velenoso, aria impura, malattia, mancanza di forza, tu considerale prove da superare e non mollare. Sii Forza e Sostegno per le persone che ami. Costruisici la tua casa mattone dopo mattone e imbianca le pareti con amore, quell’amore che protegge dalle intemperie provocate da gelosia, invidia, incomprensione, paura, malcontento. Non fermarti, passo dopo passo procedi il tuo viaggio senza rimanere fermo, arenato tra le radici spesse del pregiudizio, della chiacchiera, dell’ingnoranza. Questa è la tua vita e nessuno può stringerla in un pungno facendoti mancare il respiro. Nessuno, neanche (soprattutto) lo specchio può sapere chi sei e che universo hai dentro. Spezza il male con il bene. All’offesa reagisci con amore, contrasta la bugia con la verità e la scortesia con azioni gentili. Vomita tutto il veleno ingurgitato e tira fuori tutta l’aria pesante che ti è toccato respirare. Rimboccati le maniche e prendi in mano la tua vita, il tuo bagaglio di esperienza. Le persone che ti amano sanno stare al tuo passo, sanno starti vicine anche quando il passo diventa troppo veloce per l’entusiasmo o lento per uno straziante trascinarsi. Proteggi la tua famiglia. Sostienila sempre, per mano controvento tutti insieme si cammina meglio. Non rispondere al male con il male. Ignoralo e segui il tuo retto cammino.

 

“Viandante sono le tue impronte

la via e nulla più:

Viandante non c’e un cammino

si fa il cammino camminando.

 

Camminando si fa il cammino

e voltando indietro lo sguardo

si vede il sentiero che mai

si tornerà a calcare.”

 

 

[foto e testo di anna pianura ]

Adolescenti

febbraio 17th, 2014

Ieri, accanto alla culla

con amore cantava la mamma

la ninna nanna.

“Si guarda intorno il pargoletto

abbracciando un  pupazzetto

guarda il muro che è di fronte

che produce strane forme:

il lume posto sulla scrivania

crea una zona d’ombra

sulla parete bianca

magia che accende la fantasia

basta muovere le mani

e sembra di veder i sette nani

un mondo surreale

che impara a sognare.

Fuori un ramo di ginestra

fa capolino dentro la finestra

saluta quel bimbetto

che sgambetta nel suo letto.

Nella stanza si sprigionano

odori, sensazioni, emozioni …

un input  importante

per quando sarà grande.”

Oggi, accanto al lettino

c’è un bel libricino

suona e canta

e al posto della mamma

racconta.

Per ogni giocattolo c’è un “play

è il giocattolo che gioca

ah la “tecnologia”… fa tutto lei

ma è il giocattolo più in voga!

Non importa se poi la fantasia

si spegne e vola via

è lo status symbol che conta

che da preziosa impronta.

E ci si meraviglia

se un figlio o una figlia

cresciuti coi pulsanti

con genitori assenti

con demotivati insegnanti

con una società

che li imbottisce di pubblicità

di compromessi e falsità

diventano aggressivi e violenti?

Cresciuti in balia dei venti

senza esempi convincenti

l’anima è atrofizzata

annichilita, malata

va curata

ma soprattutto

amata!http://youtu.be/Fkoon8HZ4Hg

19 è lo status simbol chevconta

Non è vero che il mondo è di tutti…

febbraio 2nd, 2014

Non è vero che il mondo è di tutti, il mondo lo meritano coloro che fanno il possibile per migliorarlo, che lottano ogni giorno per difendere i più deboli dalle discriminazioni, che spendono la loro vita lottando per la pace voluta da tutti, ma cercata disperatamente solo da alcuni che hanno il coraggio di agire.  (Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare”)

(Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo o parte di esso senza la citazione dell’autrice)

grandi uomini

Ognuno di noi ha sempre la possibilità di rinascere.

gennaio 18th, 2014

sogno

Ognuno di noi ha sempre la possibilità di rinascere. Gli ostacoli esistono per essere superati e solo la paura è in grado di zavorrarci in questa impresa. Si può rinascere in qualunque momento perché la nostra natura è libertà dalla sofferenza.

Anna Biason

Gli “ammazzasogni”

gennaio 17th, 2014

bimbi

Hai presente quelle persone che ti dicono: “Devi stare con i piedi per terra!” “Di sogni non si campa!” “Guarda in faccia la realtà..”
Di quale realtà stiamo parlando?
È proprio questo il punto, stiamo parlando della LORO realtà, non della tua, e ogni volta che permetti a queste frasi di farti sorgere dei dubbi, stai letteralmente AMMAZZANDO i tuoi sogni, e con loro, la TUA realtà.

Anna Biason

Gratitudine

gennaio 14th, 2014

dv

Hai mai provato a considerare le cose, le persone e il mondo stesso come “in prestito”? Hai mai provato a dire “grazie” per ogni cosa presente nella tua vita?
Il credere sia tutto dovuto, scontato e voler possedere, è separazione, la gratitudine è appartenenza…

Anna Biason

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