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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



Frasi Sulla Danza

luglio 9th, 2014

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La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento.
Mata Hari
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Cercare nella natura le forme più belle e trovare il movimento che esprime l’anima di queste forme − questa è l’arte del danzatore.

Isadora Duncan
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Danzare è come parlare in silenzio. È dire molte cose, senza dire una parola.
Yuri Buenaventura
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La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro. È la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei “quando finirò di vivere.
Rudolf Nureyev
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Esprimere ciò che vi è di più morale, sano e bello: questa è la missione della danzatrice.
Isadora Duncan
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La danza è la più sublime, la più commovente, la più bella di tutte le arti, perché non è una mera traduzione o astrazione dalla vita, è la vita stessa.
Henry Havelock Ellis
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La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza.
Carla Fracci
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Lavora come se non avessi bisogno di soldi. Ama come se non avessi mai sofferto. Danza come se nessuno ti guardasse.
Satchel Paige
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Danza. Un’espressione verticale di un desiderio orizzontale.
George Bernard Shaw
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La danza è una canzone del corpo di gioia e di dolore.
Martha Graham
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La fiamma dello spirito risiede nella danza.
Luciano da Samosata
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Danzare è come parlare in silenzio. E’ dire molte cose, senza dire una parola.
Yuri Buenaventura
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Io crederei solo a un dio che sapesse danzare.
Nietzsche
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Il mio non fu proprio un bell’esordio. Fui quasi scartata. A distanza di anni di lavoro, di danza appunto, sono sicura che ci debba essere qualcosa di innato che conduca a fare la ballerina.
Carla Fracci
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Ballare il repertorio, certo, è stato importante ma, forse ancora di piu, è stata significativa la mia capacità di rinnovarmi, di trovare nuovi personaggi da interpretare e proporre. Importante il decentramento che mi ha portato a danzare in paesi piccoli ed in teatri piccolissimi.
Carla Fracci
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È cultura ed economia, gioco individuale o di gruppo, manipolazione, alchimia e fantasia: è musica e danza!
Letizia Nucciotti,  L’antichef
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Il balletto è artificiale. Esso è una poesia, è inventato. Dove le parole finiscono, può subentrare la poesia e la stessa cosa vale per il balletto. Qualcosa che voi non potete spiegare può essere espresso sulle punte. Voi non potete raccontare una storia sulle punte, ma la danza sulle punte può, quando l’immaginazione viene usata, farvi sentire qualcosa simile alle modulazioni nella musica o i colori messi in evidenza dalla luce. In questo senso la danza sulle punte anche se non può raccontare una storia, comunica un dramma. Una ballerina sulle punte è il massimo della danza.
George Balanchine

Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un Dio a danzare, se io danzo.
Friedrich Nietzsche
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L’amicizia, come l’amore, richiede quasi altrettanta arte di una figura di danza ben riuscita. Ci vuole molto slancio e molto controllo, molti scambi di parole e moltissimi silenzi. Soprattutto molto rispetto.
Rudolf Nureyev
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Se non ballo mi sento infelicissimo.
Rudolf Nureyev
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Penso che i ballerini vadano pagati non per quel che fanno, ma per la paura che provano. Probabilmente, ciò che fai non è poi così difficile: lo diventa appena sali sul palcoscenico. È, comunque, la paura che ti dà la spinta
Rudolf Nureyev

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FRASI DI GIORGIO FALETTI

luglio 4th, 2014

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Fai attenzione alla tua ombra. Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta. È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui. Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo li, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi. Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene. Mai. Quest’uomo è la tua ombra. È con te da quando sei nato. Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.
Giorgio Faletti, Fuori da un evidente destino
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Poi si gira, se ne va, scompare e mi lascia solo. Purtroppo quello che mi ha suscitato non se lo porta via. Resta dentro di me a scavare e a nutrirsi di fiato.
Giorgio Faletti, Appunti di un venditore di donne
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Rimani seduto e ascolta la musica. La musica non tradisce. La musica è il viaggio e la meta del viaggio stesso. La musica è il principio e la fine di tutto.
Giorgio Faletti, Io uccido
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Il tempo è una brutta bestia, a volte confonde la memoria, a volte si limita a schivarla per lasciarla intatta.
Giorgio Faletti, Fuori da un evidente destino
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Il successo e la gioventù sono cose che prima o poi bisogna restituire.
Giorgio Faletti, Niente di Vero tranne gli occhi
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Il tragico mistero buffo della vita era poi in fondo solo quello: continuare a inseguire qualcuno che non ci ama, inseguiti da qualcuno che non amiamo.
Giorgio Faletti, Pochi inutili nascondigli
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Forse l’errore stava tutto lì. Era l’errore che tutti gli uomini fanno da sempre. Cercare di mostrarsi forti e sprezzanti e vincitori quando forse basta avere il coraggio di chinare la testa e dire: ho paura.
Giorgio Faletti, Pochi inutili nascondigli
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Forse insegue qualcosa o forse da qualcosa è inseguito. Ma è piacevole stare qui per qualche istante a sentirlo passare e frusciare tra gli alberi. È una brezza fresca e sottile, di quelle che asciugano le lacrime agli uomini e impediscono agli angeli di piangere.
Giorgio Faletti, Io sono Dio
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A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L’incertezza è pura agonia.
Giorgio Faletti, Tre atti e due tempi
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E adesso erano lì, di nuovo l’uno di fronte all’altra, e lui non poteva fare a meno di continuare a guardarla, come se i suoi occhi volessero insinuarsi dentro di lei.
Giorgio Faletti, Io Uccido
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C’è chi mette le bombe perché ci crede..
E c’è chi mette le bombe solo perchè gli piace sentire il botto e le urla dei feriti…

FRASI SULLA VELOCITA’

luglio 3rd, 2014

VELOCITA'

Viaggia più veloce chi viaggia da solo.
Rudyard Kipling
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Quando si pattina su ghiaccio sottile, la salvezza sta nella velocità.
Ralph Waldo Emerson
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Oltre che impossibile, è anche indesiderabile viaggiare più veloci della luce, visto che, a quella velocità, il cappello continua a volare via.
Woody Allen
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La velocità non è pericolosa. Più forte vai, prima raggiungi il punto in cui sei finalmente al sicuro.
Maurice Trintignant
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La velocità è piacevolissima per se sola, cioè per la vivacità, la forza,la vita di tal sensazione. Essa desta realmente una quasi idea dell’infinito, sublima l’anima, la fortifica.
Giacomo Leopardi, Zibaldone
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Il problema è mantenere una velocità di pensiero che sia superiore alla velocità della macchina
Walter Röhrl
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Computer: cretino ad alta velocità in dotazione, spesso, a cretini molto lenti.
Stefano Benni
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Il tempo scorre lentamente con una velocità impressionante.
Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido
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Il pensiero viaggia alla velocità del desiderio.
Malcolm de Chazal, Senso plastico
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Pattinando sopra un ghiaccio sottile, la sola speranza di salvezza sta nella velocità.
Ralph Waldo Emerson, Saggi
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Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. È per questo che l’uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione.
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L’insostenibile leggerezza dell’essere
Milan Kundera
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Lento vuol dire preciso, preciso vuol dire veloce!
Shooter , film
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La velocità è la forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all’uomo.
Milan Kundera, La lentezza
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C’è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio.
Milan Kundera, La lentezza
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La velocità incontrollata è costosa, e sono sempre meno quelli che possono permettersela. A ogni incremento della velocità di un veicolo cresce il costo della propulsione e della rete stradale e – cosa più drammatica di tutte – aumenta lo spazio che il veicolo divora col suo movimento. Oltrepassata una certa soglia nel consumo di energia per i passeggeri più veloci, si crea una struttura di classe, su scala mondiale, di capitalisti di velocità. Il valore di scambio del tempo diviene dominante, rispecchiandosi anche nella lingua: il tempo si spende, si risparmia, s’investe, si spreca, s’impiega. Quando una società segna un prezzo sul tempo, tra l’equità e la velocità veicolare si stabilisce una correlazione inversa.

L’alta velocità capitalizza il tempo di poche persone a un tasso spropositato, ma paradossalmente lo fa deprezzando il tempo di tutti gli altri. A Bombay solo pochissime persone posseggono un’auto; esse possono raggiungere in una mattinata la capitale d’una provincia e fare questo tragitto una volta la settimana. Due generazioni addietro ci sarebbe voluta un’intera settimana per lo stesso viaggio, ch’era possibile solo una volta l’anno. Adesso spendono una quantità maggiore di tempo per un maggior numero di spostamenti. Ma quelle stesse poche persone, con le loro auto, scompigliano il flusso di traffico delle migliaia di biciclette e di taxi a pedali che circolano nel centro della città a una velocità effettiva tuttora superiore a quella possibile nel centro di Parigi, Londra o New York. La spesa complessiva di tempo assorbita dal trasporto in una società cresce assai più in fretta del risparmio di tempo conseguito da un’esigua minoranza nelle sue veloci escursioni. Il traffico aumenta all’infinito quando diventano disponibili mezzi di trasporto ad alta velocità. Al di là d’una soglia critica, l’output del complesso industriale costituitosi per spostare la gente costa alla società più tempo di quello che fa risparmiare. L’utilità marginale dell’aumento di velocità d’un piccolo numero di persone ha come prezzo la crescente disutilità marginale di questa accelerazione per la grande maggioranza.

Oltre una velocità critica, nessuno può risparmiare tempo senza costringere altri a perderlo. Colui che pretende un posto su un veicolo più rapido sostiene di fatto che il proprio tempo vale più di quello del passeggero di un veicolo più lento. Oltre una certa velocità, i passeggeri diventano consumatori del tempo altrui, e per mezzo dei veicoli più veloci si effettua un trasferimento netto di tempo di vita. L’entità di tale trasferimento si misura in quanta di velocità. Questa corsa al tempo depreda coloro che rimangono indietro e, poiché questi sono la maggioranza, pone problemi etici d’ordine più generale della lotteria che distribuisce dialisi renali o trapianti di organi.

Oltre una certa velocità i veicoli a motore creano distanze che soltanto loro possono ridurre. Creano distanze per tutti, poi le riducono soltanto per pochi. Una nuova strada aperta nel deserto brasiliano mette la città a portata di vista, ma non di mano, della maggioranza dei contadini poveri. La nuova superstrada ingrandisce Chicago, ma risucchia chi è ben carrozzato lontano dal centro, che degenera in ghetto.

Contrariamente a quanto spesso si afferma, la velocità dell’uomo è rimasta invariata dall’età di Ciro fino a quella del vapore. Con qualunque mezzo venisse portato il messaggio, le notizie non potevano viaggiare a più di centosettanta chilometri al giorno. Né i corrieri inca, né le galee veneziane, né i cavalieri persiani, né i servizi di diligenza istituiti sotto Luigi XIV superarono mai questa barriera. I soldati, gli esploratori, i mercanti, i pellegrini percorrevano al massimo trenta chilometri al giorno. Per dirla con Valéry, Napoleone era ancora costretto al passo lento di Cesare: Napoléon va à la méme lenteur que César. L’imperatore sapeva che on mesure la prospérité publique aux comptes des diligences («la prosperità pubblica si misura dagli incassi delle diligenze»), ma poteva fare ben poco per sveltirle. Per andare da Parigi a Tolosa ci volevano ai tempi dei romani circa duecento ore; nel 1740, prima che si aprissero le nuove strade regie, la diligenza ce ne metteva ancora 158. Solo l’Ottocento accelerò l’uomo. Nel 1839 la durata del viaggio era scesa a 110 ore, ma con un nuovo costo: in quello stesso anno si ribaltarono in Francia 4150 diligenze, causando la morte di più di mille persone. Poi la ferrovia provocò un brusco mutamento. Nel 1855 Napoleone III sosteneva di aver toccato i 96 chilometri orari viaggiando in treno da Parigi a Marsiglia. Nel giro di una generazione la distanza media percorsa annualmente dai francesi aumentò di centotrenta volte, e la rete ferroviaria britannica raggiunse la sua massima espansione. I treni per passeggeri toccarono il costo ottimale, calcolato in termini di tempo dedicato al loro impiego e alla loro manutenzione.

Con l’ulteriore accelerazione, il trasporto cominciò a dettar legge al traffico mentre la velocità erigeva una gerarchia di destinazioni. A questo punto, ogni gruppo di destinazioni corrisponde a uno specifico livello di velocità e definisce una certa classe di passeggeri. Ogni circuito di punti terminali degrada quelli che vengono raggiunti a una media oraria inferiore. Coloro che devono spostarsi con forza propria si trovano riclassificati come emarginati e sottosviluppati. Dimmi a che velocità vai e ti dirò chi sei. Se puoi accaparrare per te le tasse che servono ad alimentare il Concorde, sei sicuramente al vertice.
Elogio della bicicletta
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Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa.
Mauro Covacich
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Quando si pattina su ghiaccio sottile, la salvezza sta nella velocità
Ralph Waldo Emerson
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Sulla strada per eccellere non ci sono limiti di velocità
David J. Johnson
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Se il mio dottore mi dicesse che mi rimangono solo sei minuti da vivere, non ci rimuginerei sopra. Batterei a macchina un po’ più veloce
Isaac Asimov
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FRASI SULL’ODORE

luglio 2nd, 2014

profumo

Stava quasi male per l’eccitazione. Non era ancora riuscito a scoprire neppure la direzione da cui veniva l’odore. Talvolta, prima che un minimo soffio gli alitasse incontro, passavano minuti, e ogni volta era sopraffatto dall’orribile angoscia di averlo perso per sempre. Infine lo salvò l’estrema speranza che l’odore arrivasse dall’altra riva del fiume, da qualche luogo in direzione sud-est.
Si staccò dal muro del Pavillon de Flore, s’immerse tra la folla e si fece strada attraverso il ponte. Ogni due passi si fermava, si alzava sulle punte dei piedi per poter annusare oltre le teste delle persone, dapprima non sentiva nulla, tanto era agitato, poi percepiva finalmente qualcosa, fiutava l’odore, anche più forte di prima, capiva di essere sulla strada giusta, s’immergeva di nuovo, di nuovo si seppelliva tra la moltitudine di curiosi e di pirotecnici che tenevano sempre le fiaccole vicine alle micce dei razzi, perdeva il suo odore nel fumo acre della polvere, era colto dal panico, di continuo urtava qualcuno e dava spintoni e s’immergeva di nuovo tra la folla: dopo minuti interminabili raggiunse l’altra riva, l’Hótel de Mailly, il Quai Malaquest, lo sbocco di Rue de Seine…
Qui si fermò, si concentrò e annusò. Eccolo. Lo teneva stretto. Come un nastro, l’aroma si srotolava giù per Rue de Seine, inconfondibilmente chiaro e tuttavia sempre molto delicato e molto fine. Grenouille sentì che gli batteva il cuore, e seppe che non era lo sforzo della corsa a farlo battere, bensì la sua eccitata impotenza in presenza di quell’odore. Tentò di ricordare qualcosa che gli si potesse paragonare, e dovette scartare tutti i paragoni. Quell’odore aveva in sé una freschezza: ma non la freschezza dei limoncelli o delle arance amare, non la freschezza della mirra o della scorza di cannella o della menta verde o delle betulle o della canfora o degli aghi di pino, non quella della pioggia di maggio o del vento gelido o dell’acqua di fonte… e nello stesso tempo aveva un calore: ma non come il bergamotto, il cipresso o il muschio, non come il gelsomino o il narciso, non come il legno di rosa e non come l’iris… Quell’odore era un miscuglio di fugace e di intenso, no, non un miscuglio, un tutto unico, e inoltre era debole e lieve e tuttavia forte e deciso, come una pezza di sottile seta cangiante… ma no, neppure come seta, bensì come un latte dolcissimo, in cui il biscotto si scioglie… cose che con tutta la buona volontà possibile non andavano d’accordo: latte e seta! Indescrivibile, quell’odore, indescrivibile, impossibile classificarlo in qualche modo, in realtà non poteva esistere. E tuttavia era là, nella sua splendida naturalezza. Grenouille lo seguì, con il cuore che batteva ansioso, poiché sentiva che non era lui a seguire il profumo, bensì il profumo ad averlo catturato, e ora lo attirava irresistibilmente a sé.
Risalì Rue de Seine. Per strada non c’era nessuno. Le case erano vuote e silenziose. Là gente era giù al fiume nei pressi dei fuochi d’artificio. Nessun odore umano febbrile disturbava la quiete, nessun puzzo acre di polvere. La strada sapeva dei consueti odori d’acqua, di escrementi, di ratti e di scarti di verdura. Ma al di sopra fluttuava, tenue e chiaro, il nastro che guidava Grenouille. Dopo pochi passi, la scarsa luce notturna del cielo fu inghiottita dalle case alte, e Grenouille proseguì al buio. Non aveva bisogno di vedere nulla. L’odore lo conduceva con sicurezza.
Dopo cinquanta metri piegò a destra in Rue des Marais, un vicolo se possibile ancora più buio, largo appena una spanna. Stranamente l’odore non divenne molto più intenso. Divenne soltanto più puro, e per questo, per la sua purezza in continuo aumento, acquisì una forza d’attrazione sempre maggiore. Grenouille camminava senza volontà propria. A un certo punto l’odore lo portò decisamente a destra, apparentemente al centro del muro di una casa. Si aprì un passaggio basso, che conduceva nel cortile interno. Come un sonnambulo, Grenouille entrò nel passaggio, attraverso il cortile interno, svoltò un angolo e arrivò in un secondo cortile interno più piccolo, finalmente illuminato: il luogo era un quadrato grande soltanto qualche passo. Dal muro sporgeva una tettoia di legno obliqua. Sotto la tettoia, su un tavolo, era appiccicata una candela. Una fanciulla era seduta a questo tavolo e puliva mirabelle. Prendeva i frutti da un canestro alla sua sinistra, li privava del gambo e del nocciolo con un coltello e li gettava in un secchio. Poteva avere tredici o quattordici anni. Grenouille si fermò. Capì subito qual era la fonte dell’odore che aveva annusato per più di mezzo miglio fino all’altra riva del fiume: non questo sudicio cortile interno, non le mirabelle. La fonte era la fanciulla.
Per un attimo fu talmente confuso che credette realmente di non aver mai visto in vita sua una cosa bella come quella fanciulla. Tuttavia vedeva solo il suo contorno da dietro, contro la candela. Naturalmente pensò di non aver mai sentito un odore così buono. Ma poiché conosceva gli odori umani a migliaia, odori di uomini, di donne, di bambini, non riusciva a comprendere come un essere umano potesse emanare un odore tanto squisito. In genere le persone avevano odori insulsi o miserabili. I bambini avevano un odore insipido, gli uomini un odore di orina, di sudore acre e di formaggio, le donne di grasso rancido e di pesce in via di decomposizione. Di nessunissimo interesse, del tutto ripugnanti erano gli odori delle persone. E dunque, per la prima volta in vita sua, Grenouille non si fidò del suo naso e dovette chiamare in aiuto gli occhi per credere a quello che stava annusando. Ma la confusione dei suoi sensi non durò a lungo. In realtà gli servì soltanto un attimo per accertarsi con i suoi occhi, dopo di che si abbandonò senza riserva alcuna alle percezioni del suo senso olfattivo. E annusò che era una persona, annusò il sudore delle sue ascelle, il grasso dei suoi capelli, l’odore di pesce del suo sesso; annusò tutto col massimo piacere. Il suo sudore aveva un profumo fresco come la brezza del mare, il sebo dei suoi capelli dolce come olio di noce, il suo sesso come un mazzo di ninfee bianche, la pelle come fiori d’albicocco… e l’insieme di tutte queste componenti dava un profumo così ricco, così equilibrato, così affascinante, che tutto ciò che Grenouille aveva annusato fino allora in fatto di profumi, anche tutto ciò che per gioco aveva creato dentro di sé come costruzioni olfattive, d’un tratto divenne puro nonsenso. Centinaia di migliaia di odori sembravano non valere più nulla di fronte a quest’unico odore. Questo solo era il principio superiore secondo il quale si dovevano classificare gli altri profumi. Era la pura bellezza.

Patrick Süskind , Il Profumo
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L’atto di sentire l’odore di qualcosa, qualsiasi cosa, è rilevante come l’atto del pensare. Immediatamente nel momento della percezione, potete sentire la mente che inizia a funzionare, mandando in giro l’odore da un posto all’altro, sviluppando repertori complessi in tutto il cervello, interrogando un centro dopo l’altro in cerca di segni di riconoscimento precedenti, cercando vecchie memorie e vecchi collegamenti

Lewis Thomas
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Le parti dov’è più odore sono quelle dove si raccoglie più anima. L’occhio, che è senza odore, è specchio, non anima. Aggiungere profumi al corpo è aggiungere anima o fingere di averne, se manca, una. Gli odori troppo forti ci sono diventati sgradevoli, perché l’eccesso d’anima è intollerabile a misura che l’animalità naturale è repressa e frenata dalla civiltà.

Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo
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I mammiferi, prima di accoppiarsi, si annusano. Hanno le loro buone ragioni. Se la cosa non va rinunciano e si rivolgono altrove. Dovremmo ritrovare anche noi il codice degli odori invece di spruzzarci ossessivamente di profumi e di lavande come si fa con i cadaveri. Si eviterebbero molti equivoci e molte unioni sbagliate.
Massimo Fini, Dizionario erotico
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Niente fa rivivere il passato più intensamente di un odore che una volta vi era associato.
Vladimir Nabokov, Maria
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I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.
Ardengo Soffici, Taccuino di Arno Borghi
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Le notti in cui era triste o agitato le si avvicinava e l’annusava. Si riempiva le narici e la testa del suo odore e come per incanto, una magia, si calmava.
Fabio Volo

FRASI SU LUGLIO

luglio 1st, 2014

luglio

Amo di luglio il sole che mi bacia la pelle e la lascia arrossire facilmente,  come quando mi fermasti prima di andar via, e stringendomi verso te all’improvviso mi baciasti.
Provo la stessa sensazione quando questi raggi si posano sul mio corpo.
Luglio è il tuo caldo abbraccio che non mi lascia ancora, che resta intorno a me anche quando sei lontano. Luglio, il nostro mese, da ricordare per tutti gli anni che vivremo insieme, felici, il film della nostra vita!
Anton Vanligt
***

Che belle sensazione, questo vento caldo che non mi fa percepire il rovente tocco dei raggi di sole sul corpo. Luglio, colorami la pelle di bronzo, voglio guardarmi allo specchio e vederci dentro l’estate!
***

Luglio, le vacanze, il sole, il ritorno del caldo, dell’afa, della nostalgia del bianco e della neve.
Sì, a luglio ci si rende conto di quanto siamo capricciosi e volubili,
non ci accontentiamo mai. Luglio e il sole e il mare e la voglia di ghiaccio, di fresco, di piumone e di camino. Strano il mondo. Strana la vita.
***

Il mattino scuro di Luglio non significa brutta giornata.
proverbio
***

Chi vuole un buon rapuglio, lo semini di luglio.
proverbio toscano
***

Il caldo luglio porta docce rinfrescanti, albicocche e violacciocche.
(Sara Coleridge)
***

Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà.
Luglio m’ha fatto una promessa l’amore porterà.
Anche tu, in riva al mare tempo fa, amore, amore
mi dicevi: “luglio ci porterà fortuna” poi non ti ho vista più;
(Riccardo del Turco)
***

Rispondi Luglio -
Dov’è l’Ape -
Dov’è il Rosseggiare -
Dov’è il Fieno?

Ah, disse Luglio -
Dov’è il Seme-
Dov’è il Germoglio -
Dov’è il Maggio -
Rispondi Tu – a Me -
(Emily Dickinson)
***

POESIE DI FERNANDO PESSOA * A.Tabucchi/M.J.De Lancastre

giugno 29th, 2014

pessoa

Datemi musica, solo musica, non la vita.
Porta il momento e l’amore
con i copioni e le maschere nella vita
dell’ultimo attore.

Ah vivere soltanto  in scena e finzione
senza doveri nè gente
sognare fino a non sentire più l’emozione
con cui si sogna e si sente.

Perchè solo il vivere fa male alla vita
il solo amare, volere non esiste
per chi si toglie la maschera e vede nella sala vuota
che soltanto la finzione non è triste.

Poesie di Fernando Pessoa, Tabucchi/M.J.De Lancastre

***

Noi siamo lettere che nella tenebra gli spiriti si scambiano

Poesie di Fernando Pessoa, Tabucchi/M.J.De Lancastre

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giugno 27th, 2014

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“Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente ufficiale il bambino pose il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:

‘Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro
Per aver riordinato la mia cameretta: 1,50 Euro
Per essere andato a comprare il latte: 0,50 Euro
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro
Per aver preso due volte ‘ottimo’ a scuola: 2 Euro
Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere: 1 Euro
Totale: 9 Euro’.

La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente.
La sua mente si affollò di ricordi.
Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:
‘Per averti portato in grembo 9 mesi: 0 Euro
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro
Per tutto quello che ti ho insegnato giorno dopo giorno: 0 Euro
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene, e i panini che ti
ho preparato: 0 Euro’.

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi.
Girò il foglio e sul suo conto scrisse: ‘Pagato’.
Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.

Quando nei rapporti personali e familiari si cominciano a fare i conti, è tutto finito.

L’amore o è gratuito o non è amore.”

 

 

SLOGAN DELLE NAZIONALI DI CALCIO – MONDIALI 2014

giugno 23rd, 2014

nazionale italiana 2014
Algeria: “Guerrieri del deserto in Brasile“
Argentina: “Non siamo una squadra, siamo un Paese“
Australia: “Saltando verso la storia“
Belgio: “Aspettatevi l’impossibile“
Bosnia: “Draghi nel cuore. Draghi in campo“
Brasile: “Preparatevi! La Sesta sta arrivando“
Camerun: “Un leone è sempre un leone“
Cile: “Ci, ci, ci, le, le, le. Viva Cile!“
Colombia: “Qui non viaggia una squadra, viaggia un intero Paese!“
Corea del Sud: “Buon divertimento, rossi!“
Costa d’Avorio: “Gli elefanti alla conquista del Brasile“
Costa Rica: “La mia passione è il calcio, la mia forza la gente, il mio orgoglio Costa Rica“
Croazia: “Con il fuoco nei nostri cuori, tutti uniti per la Croazia“
Ecuador: “Un impegno, una passione, un solo cuore: siamo con te, Ecuador!“
Francia: “Impossibile non è francese“
Germania: “Una nazione, una squadra, un sogno“
Ghana: “Stelle Nere: qui per illuminare il Brasile“
Giappone:”Samurai, è arrivato il momento di combattere“
Grecia: “Gli eroi giocano come i greci“
Honduras: “Siamo un popolo, una nazione, cinque stelle sul cuore“
Inghilterra: “Il sogno di una squadra, il battito del cuore di milioni“
Iran: “Onore di Persia“
Italia: “Coloriamo d’azzurro il sogno della Coppa“
Messico: “Sempre uniti… SEMPRE Aztechi“
Nigeria: “Solo insieme si può vincere“
Olanda: “I veri uomini vestono arancione“
Portogallo: “Il passato è storia, il futuro è vittoria“
Russia: “Nessuno può raggiungerci“
Spagna:”Nel nostro cuore, la passione di un campione“
Svizzera: “Ultima fermata: 13 luglio 2014, Maracanà“
Uruguay: “Tre milioni di sogni, forza Uruguay!“
Usa: “Uniti dalla squadra, guidati dalla passione“

FRASI Sugli SGUARDI

giugno 16th, 2014

sguardi

E in uno sguardo dico tutto, ed in uno sguardo vedo te.
Stephen Littleword, piccole cose

*

Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima.
José Saramago, Cecità

*

Quando due sguardi si incontrano, due cuori si connettono, anche se per una sola volta nella vita, come per magia, da quel momento avverrà un cambiamento nella vita di queste persone.
Luciano Valle

*

Gli sguardi sono discorsi fatti in silenzio.
Anonimo

*

L’anima di una persona è nascosta nel suo sguardo, per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi.
Jim Morrison

*

I colori, i suoni, gli sguardi raccontano il nostro tragitto. Un colore mi può incantare, uno sguardo mi può far innamorare, un sorriso mi fa sperare.
Monica Vitti

*

Ed è in certi sguardi che si nasconde l’infinito…
F.Battiato

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