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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI SULL’ATEISMO

febbraio 24th, 2015

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Se non fossi stato ateo, avrei creduto in un Dio che salva le persone non sulla base delle cose che dicono, ma sulla base del loro modo di vivere. Avrei creduto in un Dio che preferisce salvare un onesto e rispettoso ateo e non un predicatore televisivo le cui parole sono Dio Dio Dio ma le cui azioni sono sbaglio sbaglio sbaglio.

Isaac Asimov
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A me non piace la definizione di “ateo” perché ad affibbiarmela sono coloro che credono in Dio e guardano il mondo esclusivamente dal loro punto di vista, dividendolo in quanti credono o non credono. In questa etichettatura c’è tutta la prepotenza del loro schema mentale, che fa della loro fede la discriminante tra gli uomini.
Umberto Galimberti
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Ateismo e una sorta di seconda innocenza sono intrinsecamente connessi.
Friedrich Nietzsche
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Ci sono atei che negano Dio con tanto furore quasi che Dio li ispirasse.
Roberto Gervaso
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Ci sono pochissimi uomini veramente atei, e che nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte a forme deviate, false di religione.
Jean Daniélou
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Il mondo sarebbe molto più pacifico, se fossimo tutti atei.
José Saramago
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Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio.
Heinrich Böll
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Sono atea. Non so cosa si intenda per credere in Dio.

Rita Levi-Montalcini
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Gli atei devono dire cose perfettamente chiare. Ora, non è affatto chiaro che l’anima sia materiale.
Blaise Pascal
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I veri atei sono pazzamente innamorati di Dio.
Miguel de Unamuno
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La sola cosa sbagliata dell’essere un ateo è che non hai nessuno da invocare durante un orgasmo
Carroll O’Connor
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Il problema non è la libertà delle religioni ma la libertà dalle religioni
Pino Caruso
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L’ateismo moderno è in gran parte la reazione contro un simile sapere e troppo sapere cristiani, e le due cose assieme, intese cristianamente, sono già dimenticanza di Dio.
Hans Urs von Balthasar
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L’ateismo non è soltanto macchinoso e raro, è anche un fenomeno recente, una bizzarria sostenuta da pochi e da poco tempo nel solo ambiente di certa intelligentia occidentale.
Jean Guitton
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L’ateismo, per me, non è un risultato, e tanto meno un avvenimento – come tale non lo conosco: io lo intendo per istinto. Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo tracotante, perché possa piacermi una risposta grossolana. Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi pensatori – in fondo è solo un grossolano divieto che ci vien fatto: non dovete pensare!
Friedrich Nietzsche
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Per me è impensabile che un vero ateo possa essere uno scienziato.
Robert Millikan
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Tu puoi, fratello mio, non credere in Dio, ma Dio non cesserà mai di credere in te
Padre Pio

L’AMICIZIA NON PUO’ RIMPIAZZARE L’AMORE

febbraio 17th, 2015

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L’amore fisico mi piace, te ne sarai accorto. Ma il motivo per cui mi piace non sta nel brivido con cui ci inebria e ci consegna all’oblio.
Sta nella compagnia che ci regala e con la quale ci rincuora, nel conforto che proviamo a possedere un corpo da cui si è attratti: unire il nostro corpo a quel corpo, sentircelo dentro ed addosso.
Alcuni sostengono che l’amore fisico non è che un mezzo per procreare, continuare la specie, ma si sbagliano di grosso… No, l’amore fisico è assai più d’un mezzo per continuare la specie.
È un mezzo per parlare, comunicare, farsi compagnia.
È un discorso fatto con la pelle anziché con le parole.
E, finché dura, niente strappa alla solitudine quanto la sua materialità.
Niente riempie e arricchisce quanto la sua tangibilità.
Però è anche la più potente droga che esista, la più grossa fabbrica di illusioni e di equivoci che la natura ci abbia fornito.
La droga, appunto, dell’oblio.
L’illusione che l’oblio duri per sempre.
L’equivoco di venir amati con l’anima di chi ci ama esclusivamente col corpo, di chi per egoismo o paura rifiuta le assolutezze dell’amore, preferisce il falso succedaneo dell’amicizia.
Il tuo caso.
In che modo me ne sono accorta? Caro, eccettuata la notte in cui mi spiegasti che l’universo finirà per autodistruggersi perché l’entropia è uguale alla costante di Boltzmann moltiplicata per il logaritmo naturale delle probabilità di distribuzione, con le parole ci siamo detti poco io e te. Col corpo, invece, ci siamo detti molto, ed io non ho perso una sillaba di quel che dicevi.
Il nostro non è che un contatto epidermico, dicevi, un esercizio di sesso, un’appagante ginnastica, un dialogo fra sordomuti. Non mi basta, dicevi, preferisco l’amicizia.
Peccato che tu non abbia udito neanche una sillaba di ciò che dicevo io.
L’amicizia non può rimpiazzare l’amore, dicevo.
L’amicizia è un ripiego effimero, artificioso, e spesso una menzogna.
Non aspettarti mai dall’amicizia i miracoli che l’amore produce: gli amici non possono sostituire l’amore.
Non possono strappare alla solitudine, riempire il vuoto, offrire quel tipo di compagnia.
Hanno la propria vita, gli amici, i propri amori. Sono un’entità indipendente, estranea, una presenza transitoria e soprattutto priva di obblighi.
Riescono ad essere amici dei tuoi nemici, gli amici.
Vanno e vengono quando gli pare o gli serve, e si dimenticano facilmente di te: non te ne sei accorto?
Oh, andando promettono montagne. Magari in buona fede.
Conta-su-di-me, rivolgiti-a-me, chiama-me. Però, se li chiami, nella maggior parte dei casi non li trovi.
Se li trovi, hanno qualche impegno inderogabile e non vengono.
Se vengono, al posto delle montagne ti portano una manciata di ghiaia: gli avanzi, le briciole di se stessi.
E tu fai la medesima cosa con loro.
No, a me non basta l’amicizia.
Io ho bisogno di amore.

Oriana Fallaci – Insciallah

SII DOLCE CON ME. SII GENTILE

febbraio 15th, 2015

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Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci -
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

Mariangela Gualtieri

FRASI SULLE SCIMMIE

febbraio 11th, 2015

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Proprio in questo modo, seguendo i miei studi sugli scimpanzé, quasi per capriccio, ero giunto a scrivere La scimmia nuda. Era nato come uno scherzo a una festa e finì con il diventare un progetto serio. All’epoca il libro rappresentò un duro colpo per molte persone, perché era come se si dicesse loro, in modo brusco: “Tu, lettore, sei un animale”.

Nei miei studi sugli scimpanzé ero rimasto affascinato da alcuni aspetti che mi facevano pensare al comportamento umano e la mia vera intenzione era quella di esaminare a fondo come ci rapportiamo con gli altri animali e che cosa ci rende speciali. Personalmente, come zoologo, non riuscivo a capire come potesse essere altrimenti, ma erano in molti a credersi speciali, una sorta di creature sacre. Io sapevo, con il cuore e con il cervello, forte di certezza assoluta, che noi esseri umani siamo solo un particolare tipo di scimmia. Tutto qui. Siamo gli animali più interessanti, più meravigliosi che esistano, ma pur sempre animali. Riassunsi questo concetto coniando una frase: “Non siamo angeli caduti, ma scimmie elevate”.
Desmond Morris *     Linguaggio muto
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Le scimmie sono una satira vivente della razza umana, con innumerevoli variazioni.

Henry Ward Beecher *  Occhi e orecchie, 1862
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Oggi non è più vero, ormai, che le scimmie siano vicine all’uomo più di altri animali. Può darsi che per lungo tempo non ci siamo molto differenziati da loro; allora erano nostre parenti strette; oggi, attraverso innumerevoli metamorfosi, ce ne siamo così allontanati da aver qualcosa in comune con gli uccelli non meno che con le scimmie.

Elias Canetti, La provincia dell’uomo, 1973

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“La natura ha lavorato per secoli per fare della scimmia un uomo… e poi basta che passi una donna per demolire tutto questo.”

Jeanne Moreau

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Ritengo che sia un limite della nostra cultura il fatto di avere un’opinione così elevata di noi stessi. Ci riteniamo infatti a torto più simili agli dèi anziché alle scimmie.
Angela Carter
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Esperimenti di tortura: tutti quanti siamo scimmie.
Twelve Monkeys, film
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Alla fine comparve la scimmia, e tutti compresero che l’uomo era ormai vicino. E fu proprio così. La scimmia continuò a svilupparsi per cinque milioni di anni, e quindi si trasformò in uomo, almeno in apparenza.
Mark Twain
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In quanto orangutan propriamente detto, l’uomo è antico; in quanto orangutan storico, è relativamente recente: un parvenu che non ha avuto il tempo d’imparare come comportarsi nella vita.
Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, 1973
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Alla zoo − Tutte queste bestie hanno un contegno decente, all’infuori delle scimmie. Si sente che l’uomo non è lontano.

Emil Cioran, Squartamento
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Il riso squassa il corpo, deforma i lineamenti del viso, rende l’uomo simile alla scimmia.

Umberto Eco, Il nome della rosa
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La scimmia più bella è turpe al confronto della stirpe umana.
Eraclito
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Il conformismo è la scimmia dell’armonia.

Ralph Waldo Emerson, Diari
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Non è necessario vestire una scimmia per vedere una scimmia vestita.

Massimo Fini, Dizionario erotico
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Se tutti gli uomini fossero uguali, vorrei essere una scimmia.
Roberto Gervaso, La volpe e l’uva, 1989

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Se le scimmie sapessero annoiarsi, potrebbero diventare uomini.

Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni
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Le scimmie si astengono saggiamente dal parlare, nel caso che qualcuno chiedesse loro di guadagnarsi da vivere.

Kenneth Grahame

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Studiosi cinesi, mettendo a confronto reperti di ominidi dissimili traloro tanto da far pensare che l’uomo discenda anche da animali diversi dalla scimmia, sono arrivati alla conclusione che i nostri progenitori erano comunque scimmie, ancorché di specie differenti. Ci pare logico. Quale altro animale avrebbe potuto imitare la scimmia che ha dato l’avvio alla razza umana se non un’altra scimmia priva di senso critico?
Indro Montanelli
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Non si manda mai una scimmia a fare il lavoro di un uomo.
Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie

UNIVERSO E’ UNA PAROLA VUOTA

febbraio 8th, 2015

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Il cielo è di nuovo azzurro e fresco. Tra il cielo e la terra  si muove solo un po’ d’aria, nient’altro. Il tempo è diventato trasparente. Il brutto tempo non esiste, dice la signora Fruh. E’ la sua frase preferita, e di sicuro anche vera. La dice almeno una volta a settimana, con la faccia di chi rivela un segreto, ogni volta lo stesso. Un tempo credevo che il celeste fosse il colore del cielo, e basta. In realtà il cielo sembra celeste, e io so anche il perchè. Dietro il cielo dsi trova l’Universo che non è azzurro ma nero “Universo” è la parola più vuota che conosca, ancor più vuota della parola “vuoto”. La parola “pieno” è piena, ma è meno piena, per esempio di “mosto”.

Jürg Schubiger, Mamma, Papà, io e lei

NON CERCATE DI IMPORVI AGLI ALTRI

febbraio 7th, 2015

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« Quali che siano le vostre qualità e le vostre competenze, non cercate di imporvi agli altri. Perché? Perché suscitereste in loro il desiderio di sfidarvi. All’inizio, forse, gli altri saranno ammirati e vi rispetteranno, vi temeranno perfino… Ma mentre crederete di avere affermato la vostra autorità, loro, in segreto, faranno tutto quel che possono per armarsi contro di voi. E sarete stati voi a provocarli. Chi ostenta il suo potere risveglia negli altri l’istinto di aggressività. Non si contano tutti i mezzi che le persone sono capaci di mettere in atto quando un superiore – o un sedicente tale – le ha umiliate con un atteggiamento sprezzante, un tono brusco e parole taglienti.

Otterrete la vera autorità coltivando la bontà, la dolcezza e la pazienza. Può darsi che gli altri cominceranno con l’interpretare male il vostro atteggiamento: penseranno che siate deboli, incapaci, e cercheranno di abusare della situazione. Ma perseverate, e ben presto saranno costretti a riconoscere le vostre competenze come pure la vostra forza interiore, e allora vi guadagnerete non solo il loro rispetto, ma anche la loro amicizia. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

UNA DONNA PERFETTA

febbraio 4th, 2015

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I
Sembrava una ragazzina sveglia. E lo era. A scuola tutto bene, genitori e maestri entusiasti. Ottimi voti, palestra due volte a settimana. Lezioni di pianoforte con la maestra Ada, postura irreprensibile, schiena dritta e mani poggiate con leggerezza sulla tastiera.
Alla mamma non restava che farsene un continuo vanto : “Mia figlia, una ragazza d’oro, un vero gioiello”, si figuri che sono andata a sentire il saggio di pianoforte. Mi sono seduta in prima fila, proprio davanti a lei. Mi sono commossa. Ah, la mia piccola una vera donnina, mi aiuta in casa come se fosse già un’adulta. Beato l’uomo che la sposerà”.
Ma le lodi non venivano solo dalla madre, c’era anche la nonna, anzi tutti e quattro i nonni perché, per essere perfetti, non ne deve essere morto nemmeno uno. Il papà  parlava poco di lei, si scherniva e andava in un brodo di giuggiole al solo pensiero .
II
Insomma erano tutti contenti . Anche lei era contenta, ma non di lei. Era contenta perché vedeva tutti contenti e quindi credeva che la vita fosse fatta così. Una vita contenta tra i contenti, nel massimo ordine. A casa nulla era fuori posti, c’era un posto a tutto. La famiglia viveva in un sano ordine naturale. Per esempio, quando indossavano qualsiasi vestito, camicia, giacca, questi non apparivano mai sgualciti, anche a fine giornata. Ad agosto, il caldo non esisteva per loro. Una magrezza sobria e innaturale li proteggeva.
Perfetti. Tutti. In ogni occasione. Inutile dire che anche le acconciature erano perfette e, madre e figlia, non usavano mai truccarsi: erano magicamente deliziose anche al risveglio.
E tutto sarebbe andato nel  migliore dei modi, secondo il manuale dell’esistenza prevedibile e perfetta , se non fosse stato per un neo. Un piccolo neo. Ma in verità lei non sapeva se si trattasse di un neo o di una piccola voglia. Dell’esistenza di questo neo, lei era l’unica a conoscenza. Chiariamo subito che di nèi ne aveva, ma tutti erano distribuiti armonicamente sul suo corpo, tranne quello. Aveva osato posarsi sul lato interno dell’alluce e, anche se normalmente riparato tra le due dita del piede, pareva mostrarsi nei momenti meno opportuni. Per esempio, all’atto di provare un sandalo nuovo.
III
La ragazzina, se pur irreprensibilmente, appariva infastidita da questa insolita macchiolina. Preferiva dunque non mostrare mai i suoi piedini armoniosi e dalle forme delicate. In spiaggia, ad esempio, li teneva sempre leggermente nascosti nella sabbia.
Con l’andare degli anni, il pensiero del neo, di quella imperfezione, aveva finito per tormentarla. Aveva prima sentito il medico di famiglia, uno zio luminare. Questi le aveva consigliato un ciclo di pediluvi con bicarbonato. Successivamente, visto che la giovane non reagiva alla cura, si ricorse anche alla lampada abbronzante. Insoddisfatta, provò con impacchi di melone, infusi di coriandolo, sterco di capra, rugiada di tiglio. Nulla.
Ritenendosi in preda a forze sovrannaturali, si rivolse ad un religioso, il quale dichiarò la propria incompetenza in materia di nèi. Poi fu la volta di mago, che si limitò a predirle il futuro. Di queste rivelazioni non diremo nulla: per motivi di riservatezza e perché anticipazioni potrebbero essere in contrasto con la fine di questo breve racconto. Inoltre, il mago, in preda ad una vero e proprio parossismo di veggenza, non si limitò solo al futuro della cliente. Predisse anche quello dei genitori, dei nonni (in questo caso non fu difficile perché, nonostante il bell’aspetto, soffrivano già di gastrite folgorante), del portiere del palazzo, della maestra Ada, delle maestre di scuola, del parroco, del quartiere dove abitava, e così via. Fino al futuro di chi scrive che, dopo averci riflettuto, capì di essersi messo in un bell’impaccio da solo. Tuttavia, dopo un momento di smarrimento, l’autore decise d’inquadrare questo increscioso episodio nell’imprevedibile, interessante e oscura vita dello scrittore (che non è sempre compatibile con l’esuberanza dei maghi).
IV
La donna, perché oramai era divenuta tale, perse lentamente il suo proverbiale contegno e si affidò ad una serie di personaggi che non solo l’illudevano ma, dopo aver fallito, le infondevano anche un senso di colpa. Evidentemente dipendeva da lei, e solo da lei, il non voler guarire da quella grave imperfezione.
In ultimo, nel presepio della vita, si materializzò anche il santone, uno sciamano precisamente. Questi capì, nella sua esoterica intelligenza, che un chiacchierata con gli spiriti avrebbe certamente ricondotto a più miti pretese la podologica macchia.
A Bordo di una canoa, lo sciamano, approfittando di una trance, condusse la donna in un viaggio misterioso. Il viaggio durò diversi giorni e, quando tornarono, si leggeva sui loro volti sconvolti che il neo aveva resistito, indelebile.
V
Divenuta anziana la donna attese il suo novantesimo compleanno per lasciare questa terra. Lo fece per due motivi. il novanta è un numero divisibile per due, per tre, per cinque, per nove, per dieci ed è soprattutto cifra tonda, compimento delle decina. L’altro motivo è che se qualcuno avesse voluto giocare al lotto gli anni della sua vita, il novanta era l’ultimo numero utile. Si comportò dunque con cabalistico rispetto, rispecchiando, anche nell’aritmetica, la precisione della sua esistenza.
Arrivata nell’aldilà, si accorse subito che quel mondo non faceva per lei. Vi regnava infatti una gran confusione e non era come si racconta nell’al di qua, cioè tutto lindo, tinto  e ordinato. Per prima cosa non c’erano nuvole sulle quali camminare, niente vestiti bianchi e niente porte o portoni. Di conseguenza niente chiavi e portinai. Questo fatto le sembrò insopportabile, pensò di aver sbagliato posto, che qualcuno le avesse tirato un brutto scherzo. Per questo motivo si decise a chiedere informazioni.
VI
C’era lì un giovinetto seduto. Da alcuni dettagli si capiva che doveva essere uno di figuranti che appaiono nei racconti degli scrittori.
- Dove siamo? Chiese la donna.
- Nell’aldilà! Rispose annoiato il giovanetto.
- Siamo sicuri?
- Sì, certo. Mi lasci indovinare, signora, lei ha per caso un puntino nero sulla parte interna dell’alluce?
- E lei come fa a saperlo? E mentre lo diceva si assicurò che i piedi fossero coperti.
- Perché qui hanno tutti quel coso.
- Tutti?
- Tutti.
- Ma allora…
- Scommetto anche che lei ha passato tutta la vita cercando di toglierlo via …
- Si, è vero..
Il giovane scoppiò in una risata ora solenne ora isterica. Sembrava non riuscire più a fermarsi. La donna lo guardava turbata e impaurita. Il giovane continuava a ridere contorcendosi e asciugandosi gli occhi dalla lacrime che, nel ridere a crepapelle, gli scendevano sul viso. Poi sembrò calmarsi.
- Quindi, lei non ha mai capito cosa fosse quella macchia? Le chiese il giovane.
- Un neo, un piccolo insignificante neo. Cosa dovrebbe essere?
- Un neo?
- Sì un neo, e che altro avrebbe dovuto essere? D’altronde mi guardi, non le sembro una persona ordinata?
- E certo, quindi non ha mai riflettuto sull’origine di quella macchiolina?
- No. A dire il vero mi sembrava solo un fastidio. Una piccola zona colorata fuori posto. Il sintomo di un disordine che non ho mai tollerato.
- Ha detto bene!
- Cosa?
- Disordine!
- Lasci perdere quella parola…
- Vede che allora si trova nel posto giusto?
- E perché mai?
- Perché questo è il regno del disordine?
- Ma allora non siano nell’aldilà?
- Sì che ci siamo!
- E quella piccola macchia?
- Ma non ha ancora capito? E riprese a ridere a più non posso. Poi cercando di trattenersi riuscì appena a sussurrare:  È la sua coscienza! Signora, la sua coscienza!

© 2013 Gianfranco Brevetto

NOI SIAMO BIOLOGI DI NOI STESSI

febbraio 4th, 2015

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NOI creiamo la nostra vita con le nostre credenze, e diffondiamo quelle credenze nell’ambiente energetico che ci circonda. Creiamo le nostre relazioni, e con quella conoscenza abbiamo la libertà di creare qualunque tipo di relazione desiderata!
Bruce Lipton, L’effetto Luna di Miele
*

Possiamo evitare di essere schiavi delle nostre sostanze neurochimiche e dei nostri ormoni!  Noi siamo “biologi di noi stessi” e creiamo con i pensieri contenuti nella nostra mente i filtri d’amore che controllano le cellule e i tessuti del nostro corpo. Sì, è questa l’opera della famigerata connessione mente-corpo che fino a poco tempo fa era stata negata, ignorata o minimizzata dalla scienza convenzionale.

Bruce Lipton, L’effetto Luna di Miele
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La scienza ha finalmente riconosciuto che i geni non determinano il destino delle cellule.

Bruce Lipton, L’effetto Luna di Miele
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L’amore è come un pacco regalo – Barbara Schaer

febbraio 2nd, 2015

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L’amore è come un pacco regalo che non sai quando ti arriva.

Non è come uno di quei regali che hai chiesto di ricevere o un oggetto che sai già che ti serve. Non è qualcosa che ti risolve la vita, piuttosto è qualcosa che la complica. Come un soprammobile che non sai dove mettere o un paio di scarpe difficili da abbinare.

Eppure è una sorpresa che ti rende felice, che ti stampa sul viso un bel sorriso.

E bisogna conservarne il fiocco, piegare per bene la carta, fare buon uso della scatola e apprezzare quello che si trova all’interno perché custodire l’emozione che hai provato a scartarlo ti aiuterà nel futuro incerto, nei giorni che non saranno rosei ma grigi o neri. Perché sopportarsi non è sempre una passeggiata, e quando i difetti sembrano superare i pregi, i contro superare i pro, ricordarsi di quella prima volta, di quel primo momento di intensa meraviglia e sincero entusiasmo può preservarti dal mandare a monte ciò che speravi durasse per tutta la vita.

Barbara Schaer – L’amore è come un pacco regalo

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Forse non sei quello che mi aspettavo, o quello che pensavo di volere, o quello che ho chiesto, ma sei arrivato lo stesso. E da quando ci sei tu la mia vita è cambiata, io sono cambiata, e non posso più tornare indietro facendo finta di essere come ero prima. Il bello dell’amore è che non si ama soltanto quello che è l’altra persona, quelli che sono le sue qualità e i suoi difetti, ma il modo in cui ci fa sentire. Il modo in cui ci migliora, come se avesse trovato la strada per tirar fuori doti che non sapevamo di avere. Quando non sono con te è come se vivessi a metà, come se i colori fossero sbiaditi e i sapori meno intensi. Quando non sono con te mi sembra di vivere una vita che non è la mia vita ma quella di un’altra persona, ordinaria e noiosa.

Barbara Schaer – L’amore è come un pacco regalo

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La verità è che finché si è dentro a una storia, finché si è innamorati di qualcuno e il senso di perdita è tale da assomigliare a una voragine che ghigna sotto ai tuoi piedi pronta a divorarti, si è disposti a tutto, persino a negare l’evidenza o a rinunciare ai propri desideri pur di stare meglio. Pur di essere di nuovo riamati.

L’amore non è qualcosa che passa e se ne va. L’amore resta, ristagna, e tu, passerotto con le ali spezzate, saltelli, zampetti, e ti aggrappi a qualunque ramo, a qualunque speranza pur di credere che tornerai a volare.

Barbara Schaer – L’amore è come un pacco regalo

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