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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



Kelder Peter – I cinque tibetani

agosto 19th, 2014

loto

Il corpo ha sette centri energetici che potremmo chiamare vortici. Gli Indù li chiamano chakra. Sono campi elettrici potenti, invisibili a occhio nudo, tuttavia assolutamente reali. Ciascuno dei sette vortici ha il proprio centro in una delle sette ghiandole a secrezione interna del sistema endocrino corporeo e ha la funzione di stimolare la produzione ormonale della ghiandola. Sono gli ormoni a regolare tutte le funzioni del corpo incluso il processo di invecchiamento.

I sette vortici energetici del corpo sono localizzati nelle sette ghiandole endocrine:
(1) le ghiandole della riproduzione,
(2) il pancreas,
(3) le ghiandole surrenali,
(4) il timo,
(5) la tiroide,
(6) la ghiandola pineale,
(7) la ghiandola pituitaria.

I vortici energetici ruotano a grande velocità. Quando tutti i vortici girano molto rapidamente e alla stessa velocità, il corpo è in perfetta salute. Quando uno di essi o più rallentano, si instaura l’invecchiamento e il deterioramento fisico. L’illustrazione mostra la posizione delle ghiandole endocrine alle quali corrispondono i sette chakra principali.
I chakra (centri energetici) si troverebbero intorno alle ghiandole talvolta in una posizione ‘di scambi’, come per esempio, il chakra superiore, collegato alla ghiandola pineale, che agisce sulla testa come collegamento energetico con il cosmo.
“Quello inferiore, o primo vortice, è situato sulle ghiandole riproduttive. Il  secondo si localizza nel pancreas, nella regione addominale. Il terzo si accentra nelle ghiandole surrenali nella regione del plesso solare. Il quarto vortice ha il proprio centro nella ghiandola del timo situata nel petto, o regione del cuore. Il quinto è posto nella ghiandola tiroide che sì trova nel collo. Il sesto ha sede nella ghiandola pineale alla base posteriore del cervello. E il settimo, il vortice superiore, è situato nella ghiandola pituitaria alla base anteriore del cervello.
“In un corpo sano, ciascuno di questi vortici ruota a grande velocità, permettendo all’energia vitale detta anche ‘prana’ o ‘energia eterica’ di scorrere verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Ma se uno o più di questi vortici rallenta, il flusso di energia vitale ne risulta inibito o bloccato, e… ecco, è così che potremmo definire l’invecchiamento e un cattivo stato di salute.
“In un individuo sano i vortici rotanti si estendono dall’interno del corpo verso l’esterno, ma nei vecchi, nei deboli e nei malati, raggiungono sì e no la superficie. Il modo più rapido per riacquistare giovinezza, salute e vitalità è quello di avviare il normale movimento rotatorio dei centri. Un risultato che si può ottenere con cinque semplici esercizi. Ciascuno di essi, preso a sé, è efficace, ma sono necessari tutti e cinque per ottenere i migliori risultati. In realtà, non sono esercizi veri e propri; i Lama li chiamano ‘riti’
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«Un uomo non è libero quando è schiavo della carne.»

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Mettetevi in piedi con la schiena perfettamente diritta e lentamente lasciate uscire tutta l’aria dai polmoni. Nel frattempo, piegatevi appoggiando le mani sulle ginocchia. Forzate l’esalazione finché non rimanga alcuna traccia d’aria; poi, a polmoni vuoti, tornate in posizione eretta. Ponete le mani sui fianchi e spingete verso il basso. Questo gesto vi costringerà a sollevare le spalle.
Contemporaneamente ritraete il più possibile l’addome e sollevate il torace.
“Mantenete la posizione il più a lungo possibile. Quando, in ultimo, sarete costretti a immettere aria nei polmoni vuoti, fatela fluire all’interno attraverso il naso. Dopo aver riempito i polmoni, esalate con la bocca. Espirando, rilassate le braccia, lasciandole pendere naturalmente lungo i fianchi. Fate diverse respirazioni profonde con la bocca o con il naso, e lasciate uscire l’aria dalla bocca o dal naso. Questa è un’esecuzione completa del sesto rito. Alla maggior parte delle persone sono necessarie tre esecuzioni per reindirizzare l’energia sessuale e dirigere verso l’alto la sua forza potente.
“C’è solo una differenza tra una persona sana e vitale e un uomo o una donna eccezionali. Nel primo caso la forza vitale viene incanalata nell’energia sessuale, nel secondo tale forza viene diretta in alto per creare equilibrio e armonia tra tutti e sette i vortici. Ecco perché un uomo e una donna eccezionali diventano più giovani di giorno in giorno, di momento in momento.
Sono loro stessi a creare entro di sé l”Elisir di Lunga Vita’ “.

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«Per allungare la vita, diminuisci i pasti.»
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I Lama non sono esigenti riguardo al cibo. Non possono esserlo, dato che hanno ben poco da scegliere. La dieta di un Lama è costituita da buon cibo integrale, e di regola consiste in una sola qualità di cibo per pasto. Questo costituisce di per sé un segreto importante per la salute. Quando mangiamo una sola varietà di cibo alla volta, i cibi non si trovano in disaccordo nello stomaco. Le diverse qualità di cibo vi si scontrano perché gli amidi non si mescolano armoniosamente alle proteine. Ad esempio, se mangiamo del pane, che è un amido, insieme a un cibo di contenuto proteico come la carne, le uova o il formaggio, nello stomaco si instaura una reazione chimica che non solo produce gas intestinali e sofferenza fisica immediata, ma a lungo andare contribuisce ad accorciare il tempo della vita e a indebolirne la qualità.
“Molte volte mi sono seduto al tavolo del refettorio insieme ai Lama e ho mangiato pasti composti di solo pane. Altre volte, non abbiamo mangiato altro che verdura cotta e frutta.
“All’inizio avevo fame, se considerate la dieta a cui ero avvezzo e la varietà di cibi che ero solito mangiare, ma non ci volle molto tempo per abituarmi a consumare e gustare pasti che consistevano unicamente di pane nero o di un solo tipo di frutta. In certi casi un pasto a base di una sola qualità di verdura mi sembrò un banchetto.

FRASI SUI GERANI

agosto 18th, 2014

geranio
Io odio i gerani.  Sono anni che mia madre abbellisce l’atrio con questi maledetti fiori lilla.  “Tutte le case hanno i fiori al balcone!”,  mi ricorda quotidianamente mia madre. Ed io quotidianamente le rispondo:  “Mamma, questa casa non ha i balconi. Questa non è una casa, è un prefabbricato, un container. Noi viviamo al piano terra!”.Viviamo. Che parola grossa. Sopravviviamo. Sopravvivo in una scatola di latta qui a Pregiato a Cava de’ Tirreni da oltre vent’anni insieme a mia madre Mena e a  mio padre Peppe. Nel corso di questi anni poi si sono aggiunti mio marito Matteo e la vita mia, mia figlia Debora.

È da quando avevo dieci anni che vivo qui. Mia madre da piccola mi diceva che ero fortunata, che vivevo in un posto importante, un posto di lusso, mica come in Africa dove i bambini si muoiono di fame. Io vivevo a Pregiato. Un posto pregiato, di pregio. Un posto prezioso ed unico. Casa mia, insomma.

Queste mura di cartongesso hanno assistito al mio essere donna per la prima volta, hanno assistito alle liti con mio padre quando adolescente volevo uscire con la minigonna e il tacco dodici, hanno ascoltato le prime telefonate con i fidanzatini di scuola, hanno assorbito tutto questo mentre fuori il mondo cambiava.  E forse pure io.

Ho visto crescere il mostro di cemento del Palazzetto dello Sport che si è rubato il tramonto e non ha neppure visto l’alba, perché da quindici anni è solo un feto abortito. I miei amici pian piano sono andati via. Il tempo ha portato via le mie amichette con quali giocavo a palla avvelenata.

Chi se ne è scappata al Nord. Chi ha sposato un uomo con i soldi ed ha abbandonato la sua scatola di latta. Chi è morta. Sì, perché c’è anche chi è morta. Le lamiere d’amianto, l’hanno giorno dopo giorno uccisa da dentro, dall’interno, silenziosamente e vigliaccamente. E così un giorno si è passati dal giocare a palla avvelenata ad essere atterrata in quanto avvelenata dalle lastre di amianto che servivano a riscaldarci, a non farci morire dal freddo. A non farci morire. Così dicevano.
Pippo Zarrella, Io odio i gerani
***

Dimmi, geranio del giardino
Sai dove se n’è andata l’anima?
Il corpo assente
e le mie mani non riescono a ricamare i suoi ricordi
Non so dove tu sia, anima mia
spero solo che tu vada di buon passo
Non parlare con l’usignolo
perderesti il volo nell’ombra
Non è ancora tempo
di incontrare l’albero dell’inizio.
Cristina Wolf
***

È d’un lontano maggio
quello fiorito in foto
geranio fronte lago
a rallegrare il giorno.

Dispiace alle zanzare
che incubano le acque
ferme a più caldo sole
così che vanno altrove.

Tienilo al tuo balcone
vicino alla finestra
aperta a sere chiare.

Fiore d’umil fragranza
tien compagnia all’estate
e con bellezza danza.
M.Prenna
***

Un geranio rosso pende dal balcone
guardando l’uomo correre nel giorno:
lo guarda, gli parla, lo ascolta
gettando i suoi petali al vento.
Solo un uccello si ferma a giocare
con la chiazza rossa nata nella notte.

Oggi i fiori nascono e muoiono
feriti da occhi indiscreti.
I raggi di sole
non sono gli stessi di ieri.

Un geranio rosso pende dal balcone
si spezza e cade.
Nessuno lo raccoglie, viene calpestato.
Un cane lo fiuta
gli strappa l’odore.
È morto anche oggi
un geranio rosso
nato per vivere la bellezza
poche ore.

Giuseppe Bartolomeo
***

Cerchi un posto dove riposarti, dove sia sempre una domenica mattina di Maggio? Dove la musica accompagni in sottofondo il dondolio di un’amaca in giardino? Dove la luce sia quella delle scogliere sul mare a mezzogiorno, i colori quelli dei gerani sui balconi e l’odore più forte, tra una miscela che non si può descrivere, simile a quello del sale sulla pelle? Cerchi un posto dove ci sia tanta aria quanto una vallata d’alta montagna può contenerne, ma che sia nascosto come in fondo alla conchiglia più elaborata, e vago come i contorni di un’alba su un lago d’autunno? Cerchi un posto dove passare un’ora o una vita? Dove il tempo sia un cerchio senza inizio e senza fine, sempre uguale e sempre diverso? Dove si possa passeggiare e scoprire sempre nuovi angoli, o rimanere a guardare la stessa onda che va e viene ai tuoi piedi? Cerchi una terra che di notte non perda il suo calore? Che le piogge innaffiano senza bagnare? Che ti canti da lontano e ti culli senza chiederti niente in cambio? E che poi ti stupisca con le sue 100 stagioni, una per ogni umore e per ogni eta’ della vita, o che sia il più pieno dei niente, dove potersi abbandonare senza però mai perdersi completamente?

Questo posto è la mia fantasia. Un’isola che non c’è. Inutile prenotarsi, chi riuscira’ a partire in realtà è già arrivato. See you there…
Alessandro Marzi, Blogout
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Per otto anni ho camminato lungo i suoi vicoli fino in fondo, per le sue salite, le sue discese, le sue scale, scalette e scalinate, le sue funicolari rosse, le passeggiate, il mare.
È stato il vento però.
La sua aria salmastra, salata, pungente, continua, i pini marittimi, il clima…
Si. È stato il clima ad iniziarmi.
…So come cade la pioggia sui ciottoli di pietra delle scalinate, so come i genovesi si comportano sugli autobus e nei negozi, e hanno un modo tutto particolare, nei loro rituali, sono burberi, selvatici. So come sono fatti i loro volti, cosa contengono i loro armadi.
So che l’estate, ancora oggi, la vita diventa quasi agreste, coi vasi colmi di ruvidi gerani sui “poggioli”, e i gatti, quanti gatti, addormentati al sole.
Conosco Genova di giorno e di sera. So che è sempre viva.
È viva anche quando in giro non c’è più nessuno. I suoi muri, i suoi vicoli, la sua gente un po’ pettegola, la sua cantilena, la Lanterna.
E l’amo.
L’amo con quell’amore di chi si sa rifiutato. Io l’ho sempre amata, sempre seguita, sempre cercata, ma da spettatrice.
Io non le sono mai appartenuta veramente.
La città a cui appartengo è Milano, sicuramente, anche se non ci sono nata. Milano mi ha presa tra le braccia per guarirmi.
A Genova ho sempre sofferto, bene o male, e prima di tutto, mi ha sempre e solo regalato malattia.
Ma di questo non voglio parlare.
Non adesso.
Adesso è forse tardi.
Monica D’Ambrosio, Vent’anni son già troppi
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Capisco per la prima volta che cos’è un regalo.
Disegno il mondo attorno a me: mamma Santina e papà Sandro; Rosetta e le altre; il cane Friz e il gatto Ciccio; il treno che vedo passare tra gli orti e i canneti verso il lago, con la locomotiva nera e lo sbuffo che esce dal fumaiolo; le montagne verdi, il cielo azzurro e le nuvole bianche; i vasi di gerani allineati lungo la ringhiera del terrazzo; le galline, i tacchini e le oche giù nel cortile.
Alfredo Chiàppori , Franco Destino
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FRASI SUL SUICIDIO

agosto 17th, 2014

francesca woodman

Suicidio, ultimamente ci penso spesso.
Immagino in un flash un coltello che affonda nelle vene
o le braccia aperte in un pacifico, altissimo volo verso un pavimento, un fiume, una strada, che faccia da portale per l’altrove…o ancora l’impatto, improvviso, inaspettato con un mezzo stradale, nell’apparente tranquillità di una giornata come tante…
“Il suicido […] è accettazione del proprio limite” diceva Camus.
E io a quel limite ci sono arrivata spesso, per poi all’ultimo istante voltarmi, e fare un tuffo nel buio, nel fondo, addormentarmi nel nero più nero dell’anima, risvegliandomi poi priva di memoria, disegnando sul viso un falso sorriso, sfoggiando come accessori moda sulla pelle dei raggi di sole. Luce e sorriso. E l’assurdo continua. Dimenticare e andare avanti. Ma… sparire. Arrivati a un certo punto della propria esistenza, sparire risulta l’unica strada aperta nel labirinto. E se su un piatto della bilancia ci sono gli affetti, la speranza, le bellezze della vita, sull’altro c’è il peso dell’anima. Quello ti distrugge, quello ti gela, ti blocca, ti spiazza. E Forse un giorno diventa talmente insostenibile da far si che certe visioni diventino realtà.

adiaudacemente

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Il suicidio è inversamente proporzionale al grado di integrazione dei gruppi sociali di cui l’individuo fa parte.
Emile Durkheim, il suicidio
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E ogni volta che pensi al suicidio, ricorda… perché pensi al suicidio?Qualche speranza si è guastata , qualche aspettativa si è trasformata in una frustrazione, qualche desiderio si è rivelato inutile. Hai preso consapevolezza. Anche nella tua inconsapevolezza un piccolo raggio di consapevolezza ti ha penetrato. Hai visto, forse solo per un attimo, uno sguardo, proprio come un fulmine nella notte buia. per un momento tutto era luce e hai visto che il modo in cui vivi è falso e non c’è appagamento se vivi in un modo falso.
Immediatamente l’idea del suicidio nasce in te ………..

E il Maestro fa esattamente questo: egli cerca di portar via le tue illusioni. Crea una situazione in cui, di solito, ci si dovrebbe suicidare. Ma se sei abbastanza fortunato da essere in comunione con un Maestro, la stessa situazione crea sannyas. E ‘la stessa situazione, la stessa crisi!
Questa è la mia osservazione: il vero sannyas accade solo quando sei arrivato sull’orlo del suicidio. Quando vedi che il mondo esterno è finito,rimangono solo due alternative o suicidarsi e farla finita perché non c’è più nulla per cui vivere, o rivolgersi all’interno. “Il mondo esterno non ce l’ha fatta, ora cerchiamo all’interno “: questo è sannyas. Sannyas e suicidio sono due aspetti della stessa medaglia. Se sei focalizzato e ossessionato con l’esterno, in tal caso il suicidio; se sei un po’ sciolto, flessibile… il sannyas.

OSHO
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Non è affatto per caso che gli uomini che avrebbero delle ragioni per suicidarsi si incontrano in più grande numero nelle professioni liberali, industriali e commercianti, e nei grandi gruppi urbani più che negli altri.
Emile Durkheim, il suicidio
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Vi sono suicidi invisibili, si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti

Gesualdo Bufalino

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Ai nostri tempi il suicidio è un modo di sparire, viene commesso timidamente, silenziosamente, schiacciatamente. Non è più un agire, è un patire.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

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Il suicidio è una cosa che non ha né diritti né doveri. Di fronte a esso ci sono soltanto due sentimenti: di pietà, di enorme pietà, per lo stato di disperazione che ha condotto la vittima al suicidio. E di rispetto. Di altrettanto rispetto per il coraggio che ha chi resta vittima di questa cosa.

Indro Montanelli

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Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta, è rispondere al quesito fondamentale della filosofia.

Albert Camus, Il mito di Sisifo

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Certo è più facile morire che sopportare con fermezza una vita dolorosa.

Johann Wolfgang Goethe, I dolori del giovane Werther

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Il suicidio è irrazionale perché, rinunciando alla vita a causa del disgusto che essa mi provoca, io mostro di avere un concetto errato dello scopo della mia vita, supponendo che serva al mio piacere, mentre essa ha per scopo, da un lato, il mio perfezionamento personale e dall’altro la cooperazione all’opera generale che si compie nel mondo.

Lev Tolstoj, Sul suicidio

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Il solo crimine perfetto è il suicidio. Perché è unico e senza appello, al contrario dell’omicidio che deve ripetersi senza fine. Poiché realizza la confusione ideale tra il carnefice e la vittima.

Jean Baudrillard

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Morire è essere totalmente altri. Per questo il suicidio è vigliaccheria; è offrirci completamente alla vita.

Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine

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Si è liberi veramente quando ci si può suicidare senza arrecare danno o dolore o rimpianto a nessuno: la libertà è la forma intermedia della solitudine, il suicidio la forma estrema dell’unica compagnia che ti è rimasta.

Aldo Busi

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Vivo solo perché è in mio potere morire quando meglio mi sembrerà: senza l’idea del suicidio, mi sarei ucciso subito.

Emil Cioran, Sillogismi dell’amarezza

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Soltanto gli ottimisti si suicidano, gli ottimisti che non possono più esserlo. Gli altri, non avendo alcuna ragione per vivere, perché dovrebbero averne una per morire?

Emil Cioran, Sillogismi dell’amarezza

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L’ossessione del suicidio è caratteristica di colui che non può né vivere né morire, e che non distoglie mai l’attenzione da questa duplice impossibilità.

Emil Cioran, Il funesto demiurgo

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FRASI SU CAMBIARE PROSPETTIVA

agosto 16th, 2014

cambiare prospettiva!

La fotografia mi insegna che uno stesso evento, uno stesso fenomeno …persino una stessa persona cambia, cambia sempre a seconda della prospettiva da cui la guardi. Cerca di trovare sempre il bello e il buono, la maggior parte delle qualità e dei difetti di qualcuno o di qualcosa è nel tuo modo di guardarlo.

Anna Pianura

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Guarda il mondo con occhi nuovi! Colora la tua giornata d’ottimismo! Tutto dipende dal modo in cui affronti le piccole cose della vita. Puoi cambiare la prospettiva, sempre. Solo Tu puoi decidere se essere davvero Felice!
Anton Vanligt, Mai troppo folle
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A volte, è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce.
Dan Brown, Il simbolo perduto
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Prendi una foglia e mettila davanti agli occhi:
coprirà la luce e il resto del paesaggio, ma se l’allontanerai vedrai tutto ciò che ti circonda.
Accade come con i problemi della vita:
se li guardi troppo da vicino non ti accorgi della loro entità e soffri molto di più.
Allontana la foglia dal tuo viso e scorgerai la verità che cerchi.
Romano Battaglia
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È davvero importante fermarci una volta ogni tanto, uscire dalla propria testa e vedere le cose in prospettiva. In effetti, scoprire che guardavi le cose nel modo sbagliato può essere quasi liberatorio. E all’improvviso vedi nuove potenzialità, nuove possibilità, dove non le avevi mai viste prima
Grey’s Anatomy
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È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.
John Keating (Robin Williams), in L’attimo fuggente
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A volte serve solo lasciare la città, trovare una nuova prospettiva. Ma non sempre si capisce di avere bisogno di una nuova prospettiva, perché… beh… Ci vuole una nuova prospettiva per capirlo. E’ complicato. Apri gli occhi. Cosa vedi? Nuove possibilità? Questi nuovi orizzonti ti danno maggiore speranza? E’ quello l’obiettivo. Anche se non funziona sempre in questo modo. A volte, un cambiamento di prospettiva ti fa vedere chiaramente quello che hai perso.
Grey’s Anatomy
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La storia di questo viaggio non è la riprova che non c’è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla. Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito a tantissimo. E’ così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita. E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale. L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.
Tiziano Terzani

FRASI SULL’INDECISIONE

agosto 15th, 2014

indecisione

L’indecisione ha sempre caratterizzato le mie scelte. Il grigio 18%, quello tanto conosciuto e utilizzato in fotografia è esattamente il colore che ricopre la mia pelle, i miei occhi, la mia mente. L’essere o non essere che confonde, consuma, scava dentro l’anima fosse infinite in cui a volte rischi di cadere e perderti in un limbo per giorni e giorni. E’ da persone estremamente coraggiose e piene di sé non dubitare mai del proprio operato, della propria bravura, della propria maniera di camminare nel mondo. Non posso farci molto, sono così: Preferisco fare qualche domanda in più allo specchio piuttosto che tuffarmi nel buio per poi scoprire come va a finire..
Anna Pianura, Foto Letteratura ed Emozione
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Se non sei capace di prendere decisioni per te stesso gli altri le prenderanno per te, e vivrai una vita in catene.

Stephen Littleword, Aforismi
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Sono almeno due anni che frequenta quel luogo oscuro e angoscioso che si chiama indecisione, senza rendersi conto che ogni giorno che passa un nuovo pezzetto del nostro rapporto va in frantumi: che cosa resterà fra tre mesi, cinque mesi, al massimo un anno? Ma lei non sembra rendersene conto. È una donna forte che d’improvviso ha scoperto dentro di sé gli abissi dell’esitazione, restandone spaventata. Una “decisionista” di colpo incapace di decidere.
Ermanno Rea, La dismissione
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Vivi o muori, ma per amor di Dio non avvelenarti con l’indecisione.
Erica Jong

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Poveri noi, il mondo è pieno di indecisi… Se stai seduto troppo a lungo, rischi di affondare!
Being Erica
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L’indecisione è spesso peggiore dell’azione sbagliata.
Gerald Ford
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La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi. Chi non compie alcuna scelta, agli occhi del Signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade. Perché l’uomo deve scegliere. In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni.

Paulo Coelho
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L’indecisione sta alla base della flessibilità

Arthur Bloch
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Non c’è un essere umano più infelice di quello in cui nulla è abituale tranne l’indecisione

William James
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FRASI SUI CAPELLI

agosto 14th, 2014

CAPELLI

Non c’è giorno che lui non pensi ai capelli. A tagliarli molto o poco, a tagliarli subito, a lasciarli crescere, a non tagliarli più, a farsi rapare a zero, a radersi la testa per sempre. La soluzione definitiva non esiste. È condannato a tornare incessantemente sulla questione. Sempre così, schiavo dei capelli, finché crepa, magari. E perfino dopo. Non ha forse letto che… che i capelli crescono anche… o erano le unghie?
Una volta, d’estate, per sfuggire al caldo – sono le quattro del pomeriggio e in strada non c’è quasi nessuno – si infila in un negozio di parrucchiere deserto. Si fa lavare i capelli. Se ne sta a faccia in su, la nuca appoggiata nell’incavo di plastica. La posizione è scomodissima, ha male alla cervicale e un po’ lo inquieta la leggerezza con cui la sua carotide sembra offrirsi alla lama del primo tagliagole di passaggio, ma la frizione dei polpastrelli, la dolce nuvola di profumo vegetale che esala dalla schiuma e la pressione dei getti d’acqua tiepida lo stordiscono, trasportandolo gradualmente in una specie di dormiveglia. Non tarda ad addormentarsi. La prima cosa che vede nel riaprire gli occhi, così vicina da apparirgli sfocata, come dipinta su una superficie di sabbie mobili, è il viso della ragazza che gli lava la testa, chino su di lui, capovolto, la fronte sospesa sopra la sua bocca. Che cosa sta facendo? Lo annusa? Vuole baciarlo? Rimane immobile, la sorveglia con occhi ciechi finché, dopo attimi di concentrazione in cui smette addirittura di respirare, la ragazza intercetta con un’unghia affilata il rivolo ribelle di shampoo che stava per finirgli in un occhio. Ora che è sveglio, non riesce più a ricordare, neanche provandoci, come fosse quel viso dieci minuti prima, quando è entrato nel salone, e la ragazza certamente gli è andata incontro per domandargli: «Li vuoi lavare?» Adesso ce l’ha così vicina che non sarebbe capace di descriverla. Potrebbe innamorarsi. In verità non saprebbe dire se non si sia già innamorato, riaprendo gli occhi e scoprendo quel volto quasi incollato al suo, gigantesco, un po’ come quando al cinema si addormenta per qualche secondo e svegliandosi si consegna alla magia, sempre infallibile, della prima cosa che vede sullo schermo.
Alan Pauls* Storia dei capelli
***

Perché c’è una questione che viene prima, ed è questa: come mai proprio lui, che è un caso patologico, come mai lui, con il problema che ha, continua ad andare da parrucchieri dove non è mai entrato prima? Come mai persevera nello sfidare la morte in questo modo? Eppure è così: persevera. Non può farne a meno. È la legge dei capelli. Ogni negozio di parrucchiere che non conosce e nel quale si avventura rappresenta un pericolo e una speranza, una promessa e una trappola. Potrebbe sbagliare e precipitare nel disastro, però, e se fosse il contrario? E se finalmente trovasse il genio che cerca? E se per paura non entrasse e mancasse quell’unica occasione? È un passo temerario, che in genere non compie senza garanzie o senza avere esaurito dentro di sé una lunga serie di dibattiti sterili. Questa volta, a differenza di altre, non conosce quel parrucchiere neppure di nome, nessuno glielo ha consigliato, non ha letto niente su giornali o riviste, il salone non l’ha neppure attirato per l’aspetto, del quale difficilmente saprebbe dire qualcosa, tanto è obnubilato dall’incandescenza del pomeriggio estivo. Ha visto dal marciapiede opposto gli specchi, le poltrone, la luce dei tubi al neon, un’aria generale di pulizia che associa automaticamente all’idea di fresco, ha attraversato la strada, è entrato. E il negozio è deserto. Il colmo. Cos’altro aspetta per capire che è perduto, che prima ancora che qualcuno lo faccia accomodare davanti allo specchio, lo copra con quello stupido sudario di plastica, lo metta di fronte al dilemma più inutile e insolubile, deve infilarci le braccia oppure no?, e gli domandi come vuole tagliarli la sua sorte è segnata, non ha più alcuna chance? Fin da piccolo gli hanno spiegato che non si entra in un locale vuoto. Mai in un ristorante, meno che mai da un parrucchiere. Più tardi, quando tutto sarà finito e si ritroverà nel caldo di fuori con almeno un mese, un mese e mezzo di obbrobrio inenarrabile scolpito sulla testa, chi gli crederà quando si giustificherà dicendo che è entrato per colpa del caldo, che solo un grave stato di emergenza spiega un atto così irragionevole da parte di uno come lui, irragionevole sotto molti aspetti ma certo non per quanto concerne i capelli, che gli tolgono il sonno da… da quando esattamente? Da quand’è che i capelli lo ossessionano, lo tormentano, lo rodono?
Non saprebbe dirlo. C’è un momento nella sua vita in cui comincia a pensare ai capelli come altri pensano alla morte. Non è che, di punto in bianco, ah, già, i capelli! Non scopre all’improvviso una cosa di cui ignorava l’esistenza. Ha sempre saputo che i capelli sono lì, da qualche parte, in agguato, ma è sempre riuscito a vivere senza pensarci, come se non esistessero. Non è un’esperienza, quella che scopre, ma una dimensione; non una cosa che fino ad allora non avesse fatto parte della sua vita, ma qualcosa che da sempre era dentro di lui a roderlo in silenzio, con la pazienza di un ruminante, in attesa del momento giusto per destarsi e dare i primi segni di vita visibile. La morte è l’esempio classico. Si sa che «c’è la morte» come si sa che il destino di ogni corpo è cadere o che l’acqua si trasforma in vapore a una data temperatura. È una cosa che si dà per scontata: una certezza invisibile, assunta giornalmente a dosi così infinitesime che perde consistenza, si confonde nel continuum della vita e finisce per non dare pensieri. Per anni. Finché all’improvviso compare e reclama quel che le spetta.
Alan Pauls* Storia dei capelli
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Mi tradisci con una donna calva, non ho trovato nessun capello sulla tua giacca.
Groucho Marx
***

L’unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento.
Maurizio Costanzo
***

Per favore, non mi chiedere dei capelli eh? Non so perché li porto così. Ma non li taglio: sono più famosi di me.
Marco Simoncelli
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Quando non si hanno più capelli, si trovano ridicoli i capelli lunghi.
Paul Léautaud
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Le donne… Sai cosa ti dico? Chi le ha create… Dio deve essere proprio un genio. I capelli, i capelli sono tutto, lo sai? Hai mai affondato il naso in una montagna di capelli sognando di addormentartici sopra?
Frank Slade * Scent of woman
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I giovani di oggi sono davvero terribili. Non hanno il benché minimo rispetto per i capelli tinti.
Oscar Wilde
***

Desideravo vederti:
desidero la fantasia dei tuoi capelli
a inaugurare grida
di libertà in ore troppo lente; la rivolta
dei tuoi polsi terrestri
che muovono inizi di bandiere,
e accusano l’indugio, la disperazione
cauta, il tempo.
Mi occorre l’urlo d’uno sguardo
ed oltre la violenza del tuo esistere
io esigo il gesto d’un tuo riso.
Giorgio Manganelli
***

I capelli sono la prima cosa. E denti la seconda. Capelli e denti. Un uomo che ha queste due cose, ha tutto.
James Brown
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I capelli di una donna sono il termometro della sua anima. Quando una purilla sta male, cosa fa? Va dal parrucchiere. Prima ancora che dall’analista. Mette quel che ha di più vuoto tra le mani del coiffeur e si abbandona fiduciosa. E magari, all’improvviso l’incoscienza, gli dice la fatidica frase: «Fai tu».
Luciana Littizzetto, Sola come un gambo di sedano
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FRASI DAI FILM CON ROBIN WILLIAMS

agosto 13th, 2014

ROBIN WILLIAMS

Io vivo per dominare la vita non per esserne schiavo!
L’attimo Fuggente
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A volte quando si vince, si perde
Al di là dei sogni
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Le tette finte sono come i nazisti: non ridono, non danzano, sono sempre solo dure e sull’attenti.
Mrs Dubtfire
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Io ti amo: secondo me tu sei la più bella invenzione dopo i profiteroles e credo che mi verranno le convulsioni se non potessi avere quel primo bacio.
La leggenda del re pescatore
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Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina
Patch Adams
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Momenti stupendi, sai, piccole cose così. Però…Sono queste le cose che più mi mancano. Le piccole debolezze che conoscevo soltanto io. Questo la rendeva mia moglie. Anche lei ne sapeva delle belle sul mio conto, conosceva tutti i miei peccatucci. Queste cose la gente le chiama imperfezioni, ma non lo sono. Sono la parte essenziale. Poi dobbiamo scegliere chi fare entrare nel nostro piccolo strano mondo. Tu non sei perfetto, campione. E ti tolgo dall’incertezza. La ragazza che hai conosciuto, non è perfetta neanche lei. Ma la domanda è se siete o no perfetti l’uno per l’altra. È questo che conta. È questo che significa intimità. Puoi sapere tutte le cose del mondo, ma il solo modo di scoprire questa qui è darle una possibilità. Certo non imparerai da un rincoglionito come me. E anche se lo sapessi non lo direi a un piscione come te
Will Hounting, genio ribelle
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siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà”
L’attimo fuggente.
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Il compito dei medici non è rinviare la morte, ma migliorare la qualità della vita
Patch Adams

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino: noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita
L’attimo Fuggente
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Io avevo paura perché non volevo crescere…perché tutti quelli che crescono prima o poi devono morire…e così scappai
Hook
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Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto ciò che non potrò mai darti non ti comprerò mai un hamburgher gigante a 4 piani, niente supermega. Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi o Dio ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio e grazie di ogni gesto gentile. Grazie per i nostri figli per la prima volta che li ho visti e per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per latua forza, per la tua dolcezza per come eri e come sei per come ho sempre desiderato toccarti, Dio eri tutta la mia vita! E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te,specialmente questa
Al di là dei sogni
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La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai vist
Al di là dei sogni
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E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa. Imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo
L’attimo Fuggente
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Un cacciatore dalla giungla è venuto… ti fa sentire un bambino sperduto
Jumanji
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FRASI FIDUCIA*

agosto 11th, 2014

Ho riposto tra le tue mani un sentimento prezioso e raro, coccolalo, non confonderlo, abbine cura, è la mia fiducia.
Stephen Littleword, Aforismi

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La mia fiducia è come il velo di piume sulla pelle, fragile ad uno sguardo poco attento, ma assieme all’amore sa far volare. La fiducia mi rende libero, la fiducia mi fa libero di volare.
Stephen Littleword, Aforismi

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L’amore senza una completa fiducia diventa una triste oscurità densa di errori e incomprensioni.
Romano Battaglia, La strada di Sin

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Sapete cos’è la fiducia? La fiducia è semplicemente saltare in quella piscina senza preoccuparsi se l’acqua è fredda o profonda, o se ci sono dei mostri sotto il pelo dell’acqua. Ecco cos’é la fiducia.
La bella notizia è che si tratta della vostra piscina personale: qualunque mostro vi sia è vostro, se qualcuno ci ha fatto la pipì dentro quello siete voi e la temperatura è quella del vostro cuore.
Cos’avete da perdere? Tuffatevi nella vostra piscina personale.
Saint Germain, Maestri nella nuova energia

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Fidati delle persone, mi diceva, finché ti danno motivo per non farlo più. E allora non voltarti mai indietro.
Nicholas Sparks, La risposta è nelle stelle

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La fiducia è il più sottile dei nutrimenti per la vita. Se non ti fidi, non puoi vivere veramente. Hai sempre paura; sei circondato dalla morte, non dalla vita. Quando hai dentro di te una fiducia profonda, l’intera prospettiva cambia. Sei a casa, non c’è conflitto. Non sei uno straniero; appartieni al mondo e il mondo appartiene a te.
Norman Vincent Peale, Come acquistare Fiducia e avere Successo

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Mi va di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te!

Jovanotti, Mi fido di te

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Doveva fidarsi. Era necessario avere fiducia nella gente se non si voleva impazzire.
Clara Sanchez, La voce invisibile del vento

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Voglio darti un consiglio, poi tu fai come ti pare. La tua forza è l’ autenticità. Non sforzarti di essere ciò che non sei, ma lotta per rimanere ciò che sei. Tu non devi cercare niente, hai già tutto, fidati, devi solo prendere coscienza di te stesso. Credici di più, prova ad avere un po’ di autostima. Non devi cercare un linguaggio nuovo, bensì imparare ad ascoltare quello che già possiedi. Difendi la tua spontaneità e nel frattempo otterrai anche la naturalezza che si acquisisce nel tempo con la fiducia in se stessi. Ricordati che vivere è l’ arte di diventare quello che si è già.
Fabio Volo, IL TEMPO CHE VORREI

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Ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Anonimo

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Dimentica il futuro e vivi ogni giorno della tua vita negli insegnamenti della Legge, e nella fiducia che Dio ha cura dei propri figli. Ogni giorno porta con se l’Eternità.
Paulo Coelho, da “L’Alchimista”

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Immagina, e realizzerai.
Sogna, e ti migliorerai.
Abbi fiducia in te,
perché sai più di quanto tu creda.
Sergio Bambarén, Vela Bianca

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La speranza e la fiducia sono le grandi ali della vita, senza di esse si rimane a terra. La strada verso il cielo è lunga ma se ci si crede ci si può arrivare.
Alessia

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Se non ti fidi di te è perché hai paura! Se non sei predisposto a raggiungere i tuoi obiettivi, se pensi di non poter contare sulle tue forze, allora il timore di non farcela ti convince che non c’è soluzione. La paura, infatti, è la peggiore fede che si possa scegliere, e come ogni fede può essere devastante per chi la interpreta in modo assoluto.
Tiberio Faraci, Credi in Te e Realizza i Tuoi Desideri

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Se ha fiducia dimentica la paura. Pensi a delle cose piacevoli, alle persone che ha amato, alle lacrime che ha versato, a quando era bambino, ai suoi sogni per il futuro, a qualunque cosa. Vedrà che la paura passerà.
Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie

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Chi ha fiducia assisterà a dei miracoli, e in ogni caso starà meglio di chi non lo fa, avrà una vita migliore e sarà meglio accolto di chi ha un atteggiamento di diffidenza! Se ci proviamo saremo in connessione con tutti e ci accadrà il meglio anche se apparentemente nel passato l’averlo fatto ci ha provocato delle perdite. Quello che conta sono le conclusioni che tu farai, come catalogherai quello che è accaduto, le considerazioni e le valenze che darai al tutto.
Tiberio Faraci, Credi in Te e Realizza i Tuoi Desideri

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La fiducia è un mistero: questa è la prima cosa che si deve capire della fiducia.
Per cui non la si può spiegare. È la forma più elevata di amore, è l’essenza stessa dell’amore.
L’amore in sé è già un mistero, è qualcosa di indefinibile, ma l’amore è simile a una circonferenza e la fiducia ne è il centro, l’anima.
L’amore è un tempio e la fiducia ne è il tabernacolo, là dove dimora Dio.
Osho, La via del cuore

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Credi in Te e Realizza i Tuoi Desideri Credi in Te e Realizza i Tuoi Desideri
Ritrova la fiducia e raggiungi il successo
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Come acquistare Fiducia e avere Successo Come acquistare Fiducia e avere Successo
Il manuale per pensare in positivo
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Bambini sicuri di sé Bambini sicuri di sé
Come aiutarli ad avere fiducia in se stessi, autostima e serenità
Gael LindenfieldCompralo su il Giardino dei Libri
Fiducia e sfiducia Fiducia e sfiducia
Imparare dalle delusioni della vita
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FRASI SUL RIMPIANTO

agosto 1st, 2014

RIMPIANTO

II rimpianto è il passatempo degl’incapaci.
Ugo Ojetti

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Non ho nessun rimpianto nessun rimorso,
soltanto certe volte capita che
appena prima di dormire
mi sembra di sentire
il tuo ricordo che mi bussa
e mi fa male un po’…
883, nessun rimpianto
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Lasciarono la villa con rimpianto, giacché avevano sentito lieve, tra quelle mura, la sorte di amarsi.
Alessandro Baricco
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La poesia ha eco profonda ed intensa nel cuore della gioventù, in cui l’amore deve ancora nascere. È allora come il presagio di tutte le passioni, mentre più tardi non ne è più che il ricordo e il rimpianto. Fa piangere così ai due stadi estremi della vita: giovani, di speranza; vecchi, di rimpianto.

Alphonse De La Martine
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Rimpianto: Ciò che sedimenta nella coppa della vita.
Ambrose Bearce
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Ci sono momenti, nella vita, che sono accompagnati da una luce che ci appare diafana e smarginata, come dopo un temporale ai tropici.

C’è già il sole, ma ancora sta piovendo: ci si sente troppo giovani per avere nostalgie o rimpianti, e troppo vecchi per coltivare aspirazioni plausibili. Bisogna augurarsi allora che in breve tempo il sole si imponga vincitore o, in alternativa, che torni a piovere decisamente, perché noi uomini non siamo fatti per reggere a lungo a questa luce particolare.
Enrico Baraldi, Psicofarmaci agli psichiatri
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… Non abbiamo rimpianti per i nostri educatori. Forse talvolta li abbiamo rispettati troppo, ma questo faceva parte dell’educazione che abbiamo avuto e, se ho baciato ogni sera la mano a “Mère préfète”, senza ribellarmi mai, è che qualche volta, oltre alle regole, vi è anche la voluttà. La voluttà dell’ obbedienza. Ordine e sottomissione, non si può sapere quali risultati daranno nell’età adulta. Si può diventare dei criminali o, per usura, dei benpensanti. Ma un marchio l’abbiamo ricevuto, soprattutto quelle ragazze che hanno passato dai sette ai dieci anni di internato. Non so che fine abbiano fatto, non so più nulla di loro. È come se fossero morte. Soltanto una, lei Frédérique, l’ho cercata dappertutto, perché lei mi precede. E ho sempre aspettato una sua lettera. Lei non fa parte dei morti.
Fleur Jaeggy, I beati anni del castigo
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In greco «ritorno» si dice nóstos. Algos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. Per questa nozione fondamentale la maggioranza degli europei può utilizzare una parola di origine greca (nostalgia, nostalgie), poi altre parole che hanno radici nella lingua nazionale: gli spagnoli dicono añoranza, i portoghesi saudade. In ciascuna lingua queste parole hanno una diversa sfumatura semantica. Spesso indicano esclusivamente la tristezza provocata dall’impossibilità di ritornare in patria. Rimpianto della propria terra. Rimpianto del paese natio. Il che, in inglese, si dice homesickness. O, in tedesco, Heimweh. In olandese: heimwee. Ma è una riduzione spaziale di questa grande nozione. Una delle più antiche lingue europee, l’islandese, distingue i due termini: söknudur: «nostalgia» in senso lato; e heimfra: «rimpianto della propria terra». Per questa nozione i cechi, accanto alla parola «nostalgia» presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d’amore ceca: styská se mi po tobe: «ho nostalgia di te»; «non posso sopportare il dolore della tua assenza».
Milan Kundera , l’ignoranza
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Non serve rimpiangere quel che non si è letto, o inseguirlo insensatamente e con immane fatica: quello che non si è letto non era stato scritto per noi.

Antonio Castronuovo
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Se scopri qualcosa che ti scombussola, ti conviene andare sino in fondo. Se fai finta di niente, non saprai mai che cosa sarebbe potuto succedere, e per molti versi questo è peggio che scoprire di esserti sbagliata sin dall’inizio. Perchè dopo uno sbaglio puoi continuare a vivere, ma se non altro non hai il rimpianto di non sapere come sarebbe potuta andare
Le parole che non ti ho detto – Nicholas Sparks

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