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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI SULLA SIMPATIA

settembre 12th, 2014

simpatia

Incontro’ uno sguardo simpatico, e si accese di colori la giornata.
Stephen Littleword ,  L’angelo e Aurora
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La simpatia… un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi.
Albert Camus, La caduta
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L’arte di riuscire simpatico consiste nel trovare simpatici gli altri.
William Hazlitt, Dei bei modi
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È assurdo dividere le persone in buone e cattive. Le persone si dividono in simpatiche e noiose.
Oscar Wilde, Il ventaglio di lady Windermere
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La simpatia o l’odio cambiano volto alla giustizia, e un avvocato ben pagato in anticipo trova certo più giusta la causa che difende.

Blaise Pascal, Pensieri
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Se ci fosse meno simpatia al mondo ci sarebbero anche meno guai
Oscar Wilde
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Non credo che gli stranieri… debbano nutrire simpatia o antipatia per le persone che sono invitati a conoscere.
Oscar Wilde
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Credo di sembrare un tipo normale, forse perfino simpatico, anche se mi hanno consigliato di apparire il più normale possibile, e di non provare nemmeno a fare quella che a me parrebbe un’espressione simpatica o un sorriso.
David Foster Wallace , Infinite Jest
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SIMPATICO – Riservato a oggetti pregiati, un arazzo fiammingo, un archibugio istoriato, una lucerna romana. Vorrebbe esprimere famigliarità con la cultura e il denaro, ma non ci riesce.
Giuseppe Pontiggia, LE SABBIE IMMOBILI
***

- Ci siete mai stato, voi, al Circo Bosendorf?

- Prego?

- Vi ho chiesto se ci siete mai stato, al Circo Bosendorf.

Bartleboom si drizzò seduto sul letto.

- Che ne sai tu del Circo Bosendorf?

- Niente. Solo che l’ho visto, è passato da qui l’anno scorso. C’erano gli animali e tutto. C’era anche la donna cannone.

Bartleboom si domandò se non fosse il caso di chiedergli notizie della zia Adelaide. È vero che era morta da anni, ma quel bambino sembrava saperla lunga. Alla fine preferì limitarsi a scendere dal letto e avvicinarsi alla finestra.

- Ti spiace? Avrei bisogno di un po’ d’aria.

Il bambino si spostò un po’ più in là sul davanzale. Aria fredda e vento da nord. Davanti, fino all’infinito, il mare.

- Cosa ci fai tutto il tempo seduto qua sopra?

- Guardo.

- Non c’è molto da guardare…

- Scherzate?

- Be’, c’è il mare, d’accordo, ma il mare è poi sempre quello, sempre uguale, mare fino all’orizzonte, se va bene ci passa una nave, non è che sia poi la fine del mondo.

Il bambino si girò verso il mare, si rigirò verso Bartleboom, si girò ancora verso il mare, si rigirò ancora verso Bartleboom.

- Quanto vi fermerete qui? -, gli chiese.

- Non so. Qualche giorno.

Il bambino scese dal davanzale, andò verso la porta, si fermò sulla soglia, rimase per un po’ a studiare Bartleboom.

- Voi siete simpatico. Magari quando ve ne andrete sarete un po’ meno imbecille.

Cresceva, in Bartleboom, la curiosità di sapere chi li aveva educati, quei bambini. Un fenomeno, evidentemente.
Alessandro Baricco, Oceanomare
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I simpatici invecchiano. Gli antipatici non muoiono mai.
Marcello Marchesi, Il malloppo
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Le stranezze delle persone simpatiche riescono esasperanti, ma non c’è persona simpatica che non sia per qualche verso strana.
Marcel Proust
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Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene.
Jane Austen, Lettere
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Se non hai simpatia per te stesso, non puoi avere simpatia per gli altri.
Robert Ason Heinlein, Lazarus Long l’Immortale
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Ecco cos’hanno di simpatico le parole semplici, non sanno ingannare.
José Saramago, Saggio sulla lucidità
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FRASI SULL’IRA

settembre 11th, 2014

ira

L’ira è un’erbaccia, l’odio è l’albero.
Sant’Agostino
***

L’ira: un acido che può provocare più danni al recipiente che lo contiene che a qualsiasi cosa su cui venga versato
Lucio Anneo Seneca
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Le tigri dell’ira sono son più sagge dei cavalli della sapienza.
S.BELLOW

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Ciò che seminai nell’ira

crebbe in una notte

rigogliosamente

ma la pioggia lo distrusse.

Ciò che seminai con amore

germinò lentamente

maturò tardi

ma in benedetta abbondanza.
Peter Rosegger
***

È da tutti ed è facile adirarsi, e donare denaro e far spese: ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è più da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella.
Aristotele, Etica Nicomachea
***

L’ira non è l’aggressività, che al pari della sessualità è una pulsione assolutamente fondamentale per la conservazione dell’individuo e della specie. L’ira è un sentimento mentale ed emotivo di conflitto con il mondo esterno o con se stessi che controlliamo poco e maneggiamo peggio perché, in preda all’ira, non siamo più padroni delle nostre azioni.
Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi
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L’ira è irragionevole nelle sue cause e dannosissima ne’ suoi effetti, pel furore a cui si abbandona, per gli eccessi a’ quali trascorre, per l’avversione altrui, pel rimorso, pel pentimento. Essa non può esser temperata che dalla pazienza o tolleranza, dal freno dell’orgoglio e del proprio temperamento.
Baldassarre Poli, Saggio d’un corso di filosofia
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L’ira infosca la mente, ma fa trasparente il cuore.
Niccolò Tommaseo, Pensieri morali
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Colui che ha l’amore rende a sé estranea l’ira, ma chi coltiva l’odio raccoglie per sé fatiche inopportune.
Giovanni Climaco
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Non ho mai conosciuto uno che non valesse un fico secco e che non fosse irascibile.
Ezra Pound
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Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l’ira.
Salomone
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Terribile è l’ira e difficile a calmarsi, quando i congiunti muovono guerra ai congiunti.
Euripide
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Figliuol mio,» disse ‘l maestro cortese,

«quelli che muoion nell’ira di Dio

tutti convegno qui d’ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio

chè la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo.
Dante Alighieri
***

Temi i giusti e i mansueti, la loro ira sarà terribile
***
La fine dell’ira è il principio del pentimento
***

Chi vive guidato dalla ragione si sforza, per quanto può, di ricambiare l’odio, l’ira, il dispregio, eccetera, di altri contro di lui, con l’amore, ossia con la generosità.
Spinoza
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L’essere beato e immortale non ha affanni, ne ad altri ne arreca; è quindi immune da ira e da benevolenza, perché simili cose sono proprie di un essere debole.
Epicuro

FRASI SULLA SERA

settembre 10th, 2014

sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
Salvatore Quasimodo
***

Dilegua l’eco della campana del tempio:
persiste la fragranza delicata dei fiori.
Ed è sera
Tiziano Terzani
***

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.
E’, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Nè io … che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don … Don … E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra …
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era …
sentivo mia madre … poi nulla …
sul far della sera.
Giovanni Pascoli, la mia sera
***

Rientro e chiudo la finestra.
Mi portano il lume e mi danno la buona notte.
E la mia voce allegra dà la buona notte.
Magari la mia vita fosse sempre questo:
il giorno peno di sole, o addolcito dalla pioggia,
o tempestoso come se finisse il Mondo,
la sera mite e la gente che passa
guarda con interesse dalla finestra,
l’ultimo sguardo amico alla quiete delle piante,
e poi , chiusa la finestra, il lume acceso,
senza leggere niente, senza pensare a niente,
senza neanche dormire,
sentire la vita scorrere in me
come un fiume nel suo letto.
E fuori un grande silenzio,
come un dio che dorme.
Fernando Pessoa

La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non c’è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia nessuno.
Succede e basta.
Non importa che razza di giorno arriva a spegnere. Magari è stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne.
Alessandro Baricco
***

L’aria fresca della sera è il respiro del vento che si addormenta placido tra le braccia della notte
Umberto Eco
***

Forse perché della fatal quiete tu sei l’imago, a me sì cara vieni, o sera!
Ugo Foscolo
***

Non resta che aspettare il calar della sera. Allora tutto si metterà in moto, sfilerà per la città. Oggi il tempo è migliore, non c’è neppure una nuvola in cielo. Nella notte accadrà tutto
Glauco Maria Cantarella
***

È la sera dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
con la bocca fa a pezzi una canzone.
È la sera dei cani che parlano tra di loro
della luna che sta per cadere
e la gente corre nelle piazze
per andare a vedere
questa sera così dolce che si potrebbe bere
da passare in centomila in uno stadio
una sera così strana e
profonda che lo dice anche la radio
anzi la manda in onda
tanto nera da sporcare le lenzuola.
Lucio Dalla, La sera dei miracoli
***

Vieni, Notte antichissima e identica,
Notte Regina nata detronizzata,
Notte internamente uguale al silenzio, Notte
con le stelle, lustrini rapidi
sul tuo vestito frangiato di Infinito.

Vieni vagamente,
vieni lievemente,
vieni sola, solenne, con le mani cadute
lungo i fianchi, vieni
e porta i lontani monti a ridosso degli alberi vicini,
fondi in un campo tuo tutti i campi che vedo,
fai della montagna un solo blocco del tuo corpo,
cancella in essa tutte le differenze che vedo da lontano di giorno,
tutte le strade che la salgono,
tutti i vari alberi che la fanno verde scuro in lontananza,

tutte le case bianche che fumano fra gli alberi
e lascia solo una luce, un’altra luce e un’altra ancora,
nella distanza imprecisa e vagamente perturbatrice,
nella distanza subitamente impossibile da percorrere.

Nostra Signora
delle cose impossibili che cerchiamo invano,
dei sogni che ci visitano al crepuscolo, alla finestra,
dei propositi che ci accarezzano
sulle ampie terrazze degli alberghi cosmopoliti sul mare,
al suono europeo delle musiche e delle voci lontane e vicine,
e che ci dolgono perché sappiamo che mai li realizzeremo.

Vieni e cullaci,
vieni e consolaci,
baciaci silenziosamente sulla fronte,
cosi lievemente sulla fronte che non ci accorgiamo d’essere baciati
se non per una differenza nell’anima
e un vago singulto che parte misericordiosamente
dall’antichissimo di noi
laddove hanno radici quegli alberi di meraviglia
i cui frutti sono i sogni che culliamo e amiamo,
perché li sappiamo senza relazione con ciò che ci può
essere nella vita.

Vieni solennissima,
solennissima e colma
di una nascosta voglia di singhiozzare,
forse perché grande è l’anima e piccola è la vita,
e non tutti i gesti possono uscire dal nostro corpo,
e arriviamo solo fin dove arriva il nostro braccio
e vediamo solo fin dove vede il nostro sguardo.

Vieni, dolorosa,
Mater Dolorosa delle Angosce dei Timidi,
Turris Eburnea delle Tristezze dei Disprezzati,
fresca mano sulla fronte febbricitante degli Umili,
sapore d’acqua di fonte sulle labbra riarse degli Stanchi.

Vieni, dal fondo
dell’orizzonte livido,
vieni e strappami
dal suolo dell’angustia in cui io vegeto,
dal suolo di inquietudine e vita-di-troppo e false sensazioni
dal quale naturalmente sono spuntato.

Coglimi dal mio suolo, margherita trascurata,
e fra erbe alte margherita ombreggiata,
petalo per petalo leggi in me non so quale destino
e sfogliami per il tuo piacere,
per il tuo piacere silenzioso e fresco.

Un petalo di me lancialo verso il Nord,
dove sorgono le città di oggi il cui rumore ho amato come un corpo.
Un altro petalo di me lancialo verso il Sud
dove sono i mari e le avventure che si sognano.

Un altro petalo verso Occidente,
dove brucia incandescente tutto ciò che forse è il futuro,
e ci sono rumori di grandi macchine e grandi deserti rocciosi
dove le anime inselvatichiscono e la morale non arriva.

E l’altro, gli altri, tutti gli altri petali
– oh occulto rintocco di campane a martello nella mia anima! –
affidali all’Oriente,
l’Oriente da cui viene tutto, il giorno e la fede,
l’Oriente pomposo e fanatico e caldo,
l’Oriente eccessivo che io non vedrò mai,
l’Oriente buddhista, bramanico, scintoista,
l’Oriente che è tutto quanto noi non abbiamo,
tutto quanto noi non siamo,
l’Oriente dove – chissà – forse ancor oggi vive Cristo,
dove forse Dio esiste corporalmente imperando su tutto…

Vieni sopra i mari,
sopra i mari maggiori,
sopra il mare dagli orizzonti incerti,
vieni e passa la mano sul suo dorso ferino,
e calmalo misteriosamente,
o domatrice ipnotica delle cose brulicanti!

Vieni, premurosa,
vieni, materna,
in punta di piedi, infermiera antichissima che ti sedesti
al capezzale degli dei delle fedi ormai perdute,
e che vedesti nascere Geova e Giove,
e sorridesti perché per te tutto è falso, salvo la tenebra e il silenzio,
e il grande Spazio Misterioso al di la di essi… Vieni, Notte silenziosa ed estatica,
avvolgi nel tuo mantello leggero
il mio cuore… Serenamente, come una brezza nella sera lenta,
tranquillamente, come un gesto materno che rassicura,
con le stelle che brillano (o Travestita dell’Oltre!),
polvere di oro sui tuoi capelli neri,
e la luna calante, maschera misteriosa sul tuo volto.

Tutti i suoni suonano in un altro modo quando tu giungi
Quando tu entri ogni voce si abbassa
Nessuno ti vede entrare
Nessuno si accorge di quando sei entrata,
se non all’improvviso, nel vedere che tutto si raccoglie,
che tutto perde i contorni e i colori,
e che nel cielo alto, ancora chiaramente azzurro e bianco all’orizzonte,
già falce nitida, o circolo giallastro, o mero diffuso biancore, la luna comincia il suo giorno.

Fernando Pessoa
***

Si è fatto un grandissimo passo verso la saggezza quando non si ha più bisogno di compagnia la sera.

Jules-Amédée Barbey d’Aurevilly, Disjecta membra
***

Il buon giorno si vede dalla sera.
Giovanni Soriano, Finché c’è vita non c’è speranza
***

FRASI SULLE CARAMELLE

settembre 9th, 2014

caramelle

“Decidemmo di aprirci un negozio di caramelle e cioccolattini. Pensaci. Chi entra in un negozio di caramelle non è mai triste.Un pezzetto di cioccolata o una succosa caramella inghiottisce via tutti i pensieri amari e tristi che hai.Per questo voglio lavorare in un negozio di caramelle,così conosciamo solo persone felici.”
Pippo Zarrella,  Avanzi
***

“Preferisci i cioccolatini o le caramelle?”. “Beh, scarterei le caramelle…”.
Alessandro Bergonzoni
***

Con sollievo vide lo sporco sui muri, la gomma da masticare spiaccicata sul pavimento di marmo, le cartine di caramelle e i pacchetti di sigarette vuoti gettati negli angoli, e si sentì uno stupido. Si trovava in un’enorme stazione ferroviaria di mattina presto, prima che si riempisse di viaggiatori. Si era comportato come un bambino che crede di vedere dei mostri in una camera da letto buia.
Ken Follett , codice a zero
***

Sillabe di cotone che si dissolvono negli orecchi come lische di caramella nella conchiglia del palato.
Antonio Lobo Antunes
***

Aveva visto che quando arrivava portava sempre sotto il braccio una cartella di cartone color marrone. Incuriosito voleva vedere cosa faceva quell’uomo e per far questo salì su un albero da dove poteva vedere dall’altra parte e aspettò. Però quel giorno l’uomo non venne, ma dopo tre giorni sì.

L’uomo apriva la sua cartella di cartone dove c’era una quantità di carte colorate di caramelle, tutte ben distese e raccolte. Le toglieva una alla volta e le guardava contro luce, scegliendone ora una ora un’altra. Qualche volta faceva dei cambiamenti, scegliendo una carta colorata al posto di un’altra e la metteva in terra davanti a sé, dopo aver messo via quella che aveva scelto prima.

Quello che non si vedeva, e ora il bambino poteva vedere, era che davanti all’uomo, in mezzo all’erba, c’era un quadrato liscio di sabbia bianca. Qui erano disposte le carte di caramelle colorate ora in un modo ora in un altro ma si vedeva che lui cercava sempre di arrivare in ogni modo a una composizione finale, come in un quadro. L’uomo dopo aver disposto tutte le carte di caramelle guardava intensamente l’opera. Alcune volte la modificava, altre volte la ricomponeva come prima, tanto da arrivare alla sera, quando alla fine si metteva in contemplazione, assorto, davanti al suo ultimo quadro. Non per molto però, perché alquanto soddisfatto raccoglieva frettolosamente tutte le sue carte colorate e le rimetteva scrupolosamente nella sua cartellina di cartone. Per continuare il giorno dopo allo stesso modo e il giorno dopo ancora allo stesso modo ma facendo un quadro ogni giorno diverso.
Manlio Brusatin , colore senza nome
***

Chi nella vita preferisce il bello all’utile, finisce certo, come il bimbo che preferisce le caramelle al pane, col rovinarsi lo stomaco e con guardare il mondo con molta tetraggine.

Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano
***

L’amore è come una caramella… Un dolce sentimento da scartare e condividere con la persona amata.
C.Russotti
***

L’amore è come una caramella:
si cerca sempre la più bella
colorata e appariscente,
per trovarla ci vuole un “niente”.
Si scarta con attenzione
per poi farne un sol boccone:
ah, che aroma prelibato
che solletica il palato…
Oh che dolcissimo sapore,
ci fa sciogliere anche il cuore.
Questa è una lieve e rara essenza,
di cui non si può mai stare senza,
ma è un’arte far durare
questo gusto celestiale,
e quando il dolce è finito
ti ritrovi rimbambito.
Triste vita senza amore:
ne risente anche il cuore!
E allor, con attenzione,
si ricerca l’attrazione
per la giusta caramella
che sia buona, dolce, e forse bella.

Lucia Gaianigo
***

Ida, ancora convinta di prendere il diploma tra qualche settimana, apre i suoi libri di storia. A Ida piace la storia, le piacciono gli scontri tra il partito dei Cappelli e quello dei Berretti, ha risposto correttamente alla domanda sull’hobby di re Federico di lavorare al tornio le tabacchiere, e non molto tempo fa il professore le ha detto che sicuramente diventerà un’insegnante, come lui. Sei precisa, sei la più diligente della classe e hai la testa per studiare. Per questo ora Ida vuole immergersi più a fondo nell’epoca delle tabacchiere, però le piacciono anche le caramelle, è entusiasta delle caramelle Figaro, delle Läkerol e di quelle al miele, e quando Fredrik Jonson Lök si mette a frugare nella scatola delle caramelle al miele, lì accanto, lei non può fare a meno di sbirciare. Fredrik è timido, si scosta, ma ha la sensazione che qui, a questo punto, si potrebbe magari offrirne una.

Sbirciando lei continua a rimuginare su Cappelli e Berretti, e intanto ascolta il fruscio che viene dalla scatola di caramelle.

Sciabordio di onde. Sbirciatine.

Fredrik Jonson Lök si rifugia nel suo masticare e guarda il lago.

“Studi?”

“Stiamo facendo l’Illuminismo. È un periodo talmente interessante. Non trovi?”

Per via delle caramelle al miele.

“Posso offrirtene una?” gli viene in mente di dire dopo averne trangugiato una consistente quantità.

“Grazie”, inspira lei sorridendo. “Dobbiamo riuscire a fare tutto fino alla morte di Gustavo III. Chissà poi perché l’hanno ammazzato! D’accordo che era un despota, però era un despota illuminato.”

“Mmmgià, è stata una scemenza, credo. Vai a scuola?”

“Sono all’ultimo anno, prendo il diploma tra un mese”, dice lei senza ancora sentire il fiato del destino che le sfiora le guance. “Pensa se mi interrogano in storia. È la materia più bella di tutte. Secondo te?”

Lui la guarda con diffidenza. La vede crescere ai suoi occhi, e i denti che compaiono quando si mette la caramella sulla lingua risplendono bianchi e regolari, non ha mai visto niente del genere. E Ida, come avrebbe più tardi raccontato, rimane “confusa” dal suo sguardo:

“A te non piace la storia?”

“Maledizione, mi piaci tu. Ecco cosa mi piace. Scusa la parola forte.”
Göran Tunström , Il ladro della Bibbia
***

Quando ero piccolo, mia madre mi diceva sempre: “Se uno sconosciuto ti avvicina, ti offre caramelle e ti invita a salire in macchina con lui, vacci!”.
Woody Allen
***

Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infautazioni a senso unico l’oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe bruscamente il flusso di un’energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito.
Fai bei Sogni, Massimo Gramellini

***

Caramella caramella questa scuola come è bella

me l’ha detto la mammina

a colazione stamattina.

Ci son tanti buoni amici un pò tristi

e un pò felici

ma giocando in compagnia

queste lacrime van via.

 

Caramella caramella

questa scuola come è bella

mi accompagna anche la zia

non la lascio andar via.

 

Mi son messo il grembiulino

nella tasca ho un regalino

che mi ha fatto il mio papà

prima di venire qua.

 

FRASI SULLA SCUOLA

settembre 8th, 2014

scuola_lavagna

Se la scuola fosse più efficace, la televisione non sarebbe tanto potente.
John Condry, Ladra di tempo, serva infedele
***

La scuola pubblica rimane oggi l’ultimo luogo della società di mercato in cui il bambino cliente debba pagare di persona, piegarsi al do ut des: sapere in cambio di studio, conoscenze in cambio di sforzi, accesso all’universalità in cambio dell’esercizio solitario della riflessione, una vaga promessa di futuro in cambio di una piena presenza in classe, ecco ciò che la scuola esige da lui.
Daniel Pennac, Diario di scuola
***

“Non v’è dubbio che la scuola sia sempre un luogo insieme familiare e non amato, un luogo di fatica e di ore parte noiose e parte ansiose. Si può rendere la scuola un luogo amabile, divertente, un luogo di indimenticabili gioie dell’intelligenza giovanile, quella intelligenza che, alacre e curiosa, comincia a vivere? Ne dubito; vi è qualcosa di innaturale nella scuola dell’ultimo secolo, che non mi pare emendabile: dal modo di reclutare gli insegnanti, dalle bizzarrie degli orari, che giustappongono matematica e letteratura, arte e chimica, costringendo l’intelligenza dell’allievo ad una disponibilità distratta, priva di passione e di coinvolgimento
drammatico.
Lo stesso insegnante, vagabondo di aula in aula, vincolato ad orari e scadenze che non sceglie, non potrà ritrovare dentro di sé quella condizione che sola consente di consegnare agli altri qualcosa che ci appartiene nel profondo.
Nella scuola si amministrano senza gioia materie di gioia … E poi, i voti! Quel desiderio impuro e corrotto di essere approvati, accettati, giudicati buoni; è un vizio che ci porteremo dietro tutta la vita, e sempre o cautamente mendicheremo il “voto” di qualcuno …
Che Pinocchio abbia ragione, lo sentiamo nelle nostre viscere; ma vivere non significa avere ragione; significa aver torto. Se la scuola delude, se la scuola copre di noia discorsi densi di inesauribile letizia dell’anima, forse questo appunto è il suo compito: avviare il giovinetto incauto e ruvidamente allegro alla delusione di esistere. Tutti gli errori che si accumulano nella scuola formano, quasi per caso, una grande e difficile esperienza, un percorso obbligato, un labirinto nel quale si entra drammaticamente intensi come solo un fanciullo può essere, per uscire oscuramente offesi, pronti alle ulteriori offese a venire. Del tempo della scuola resterà nella nostra vita un’intensa memoria di volti senza tempo, di “compagni” e “compagne” insieme lontanissimi e indimenticabili; e la lunga fatica della scuola sarà tutt’uno con la lunga fatica di vivere”
Giorgio Manganelli, Improvvisi per macchina da scrivere
***

C’è un professor di storia che odia i
Fenici
una prof di matematica che strappa le
radici
una prof di scienze che appicca fuoco agli
alberi
e un prof di latino che tiene per i
barbari
e il prof di disegno dice che Dio è tondo
E questa è la scuola più strana del mondo

Il prof di geografia non sa dov’è Pechino
la prof di Italiano legge solo Topolino
il prof di religione fa fare le flessioni
il prof di ginnastica insegna le orazioni
e la preside è una scimmia e si chiama
Raimondo
e questa è la scuola più strana del mondo

E c’è il prof di nuvole che porta in
classe i cumuli
e un prof di temporali che insegna a fare
i fulmini
e il prof di cerbottana e quello di fionda
e un prof che ruba sempre a tutti la
merenda
e la campanella dell’ora suona ogni
secondo
perché, questa è la scuola più strana del
mondo
Stefano Benni, Ballate.
***

Da oltre mezzo secolo i bambini, i ragazzi e i giovani vengono obbligati a starsene seduti, tra scuola e compiti, circa otto ore al giorno, e che, alla fine dei loro corsi di studi, a qualsiasi domanda culturale, il loro sguardo vaga smarrito o si esprime in un “boh!”
Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia
***

La scuola non deve mai dimenticare di avere a che fare con individui ancora immaturi, ai quali non è lecito negare il diritto di indugiare in determinate fasi, seppur sgradevoli, dello sviluppo. Essa non si deve assumere la prerogativa di inesorabilità propria della vita; non deve voler essere più che un gioco di vita.
Sigmund Freud, Contributi a una discussione sul suicidio
***

La scuola oggi è incapace di sviluppare quelle competenze e quei talenti che sono oggi necessari per continuare ad appartenere a una società industriale avanzata. È talmente distaccata dalle vere esigenze del mondo del lavoro da essere diventata, in larga misura, una fabbrica di disoccupati con la laurea.
Piero Angela, Nel buio degli anni luce
***

Dalla culla e non dalla scuola deriva l’eccellenza di qualunque ingegno.
Pietro Aretino, Lettera al Coccio
***

Le scuole sono soltanto fabbriche di imbecillità e di depravazione.
Thomas Bernhard, Un bambino
***

Forse non è a scuola che impariamo per la vita, ma lungo la strada di scuola.

Heinrich Böll, Cosa faremo di questo ragazzo?
***

Il mondo può essere salvato solo dal soffio della scuola.
Talmud
***

La scuola è più grande isola della conoscenza, lungo il litorale di meraviglia.
Ralph W. Sockman

La ragione principale per andare a scuola è quello di ottenere l’impressione, per il resto della vita, che c’è un libro per tutto
Robert Frost
***

Chi entra nella scuola oggi ne ha un’idea che risale a quella che se ne fece frequentandola da studente. Ma la prospettiva degli studenti investe soltanto alcuni dei suoi aspetti, e soprattutto non tiene conto delle origini dell’istituzione in cui si entra e si lavora ogni giorno. Dagli studenti è frequente sentir dire che la scuola serve a poco o a nulla; ed è comprensibile che ciò accada quando essa non si fa percepire come una realtà necessaria. La maggior parte degli adulti oggi conserva della scuola l’immagine che ne aveva da studente, buona o cattiva a seconda dell’esperienza vissuta, ma non immagina che molte delle difficoltà e delle delusioni incontrate siano dipese dalla poca professionalità degli insegnanti: perché l’idea che l’insegnante sia un professionista e un tecnico purtroppo non appartiene ancora alla nostra cultura.

Anche molti fra gli insegnanti più anziani partecipano di questa ignoranza, perché la loro formazione non ha avuto nulla di professionistico. È verissimo anche che ognuno di noi conosce insegnanti che sono meri mestieranti e svolgono da dilettanti e senza passione la propria professione: non per nulla spesso la scuola è, come si è detto, un’occupazione di seconda scelta. Tuttavia, se si vuole entrare nella scuola con l’intento di lavorare seriamente, oggi non è più possibile professare una simile idea; ed è proprio il tipo del mestierante dilettante che una seria formazione professionale intende eliminare impegnando gli aspiranti insegnanti in una formazione che dovrebbe servire a selezionarli adeguatamente.
Saverio Santamaita , Storia della scuola
***

La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l’individuo in condizione di fare a meno di essa.
Ernesto Codignola, in John Dewey, Scuola e società
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La scuola è così essenzialmente antigeniale che non ristupidisce solamente gli scolari ma anche i maestri.
Giovanni Papini, Chiudiamo le scuole
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Vera passione per la conoscenza in un giovane è quella che si mantiene viva nonostante la scuola.

Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida
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Ogni istruzione seria s’acquista con la vita, non con la scuola.

Lev Tolstoj, Sull’istruzione pubblica
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Lo scopo della scuola è quello di formare i giovani a educare se stessi per tutta la vita.
Robert Maynard Hutchins
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Mi piace un insegnante che ti dà qualcosa da pensare da portare a casa oltre ai consueti compiti.
Lily Tomlin
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La scuola è imparare quello che non sapevi nemmeno di non sapere.
Daniel J. Boorstin
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Perché la società dovrebbe sentirsi responsabile solo per l’educazione dei figli, e non per l’educazione di tutti gli adulti di ogni età?
Erich Fromm
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La mia idea di scuola è quello di turbare le menti dei giovani e infiammare il loro intelletto.
Robert Maynard Hutchins
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Milioni di persone hanno visto la caduta della mela, ma Newton è stato colui che ha chiesto “perché”.
Bernard Mannes Baruch
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Scopo della scuola è quello di sostituire una mente vuota con una aperta.
Malcolm S. Forbes

FRASI SULLA CURIOSITA’

settembre 7th, 2014

curiosità
La curiosità (…) evoca la “cura”, l’attenzione che si presta a quello che esiste o potrebbe esistere; un senso acuto del reale, che però non si immobilizza mai di fronte a esso; una prontezza a giudicare strano e singolare quello che ci circonda; un certo accanimento a disfarsi di ciò che è familiare e a guardare le stesse cose diversamente; un ardore di cogliere quello che accade e quello che passa; una disinvoltura nei confronti delle gerarchie tradizionali tra ciò che è importante e ciò che è essenziale

Foucault
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Curiosità. Riprovevole disposizione della mente femminile. Il desiderio di sapere se una donna è o non è tormentata dalla curiosità è peraltro una delle passioni più intense e insaziabili dell’animo maschile.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo
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Il nostro interesse per il nudo è una delle cose più comuni del mondo – quanto meno del mondo dell’arte occidentale, poiché altre regioni e altre epoche dell’arte hanno trovato nella nudità interessi differenti. Potremmo dire che altrove, un po’ ovunque, la nudità sembra legata all’erotismo e/o al sacro, mentre il nudo occidentale sembra esporsi per se stesso e offrire in sé un interesse disgiunto da finalità di conoscenza o di piacere. Pur sembrando sempre sul punto di orientarsi verso una verità o verso la gioia dei sensi, il nudo resta come sospeso, in disparte, indefinibile. È attraverso questa esperienza straniante che, a nostra volta in uno stato di sospensione, ci siamo esposti, privi di abiti teorici, all’arte dell’incontro, incontro nudo con figure o momenti singolari di quel nudo che, per se stesso, interessa all’arte. Questo nudo certamente non manca di suscitare curiosità e desiderio, ma non vi si riduce mai. La curiosità e il desiderio sono talmente evidenti, che è subito altrettanto evidente che il nudo indica altro: non indica nulla, vuol solo essere nudo.

Federico Ferrari . La pelle delle immagini
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Viaggiando corriamo il rischio di vedere le cose giuste al momento sbagliato, prima cioè di aver avuto modo di elaborare la necessaria ricettività nei loro confronti e quando ogni informazione risulta ancora inutile e sconnessa come la perla di una collana senza filo.

Il rischio è aumentato dai fattori geografici, dal modo in cui, per esempio, le città accostano nello spazio edifici o monumenti lontanissimi in termini di valenza e significato. Visitando un luogo che forse non rivedremo mai ci sentiamo in dovere di ammirare una quantità di cose assolutamente indipendenti tra loro se non per la comune ubicazione, e la cui reale comprensione richiederebbe qualità difficilmente riscontrabili in un unico individuo: in una via ci viene chiesto di provare curiosità per l’architettura gotica, in quella immediatamente successiva per l’archeologia etrusca.

A Madrid il turista dovrebbe dunque palpitare per il Palacio Real, residenza settecentesca nota per le sue sale decorate con ricche cineserie rococò dal progettista napoletano Gasparini, e un attimo dopo per il Centro de Arte Reina Sofia, galleria dalle lineari pareti bianche dedicata all’arte del Novecento il cui fiore all’occhiello è Guernica di Picasso. Mossa assai più naturale per colui che stesse assaporando il fascino dell’architettura reale settecentesca sarebbe invece saltare a piè pari la galleria e partire alla volta di Praga e San Pietroburgo.

Il viaggio distorce insomma la nostra curiosità in base a una logica geografica così superficiale da essere paragonabile a quella di un corso universitario in cui i testi venissero scelti in base alle dimensioni anziché all’argomento.
Alain De Botton , L’arte del viaggiare
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L’uomo ha un’insaziabile curiosità di conoscere ogni cosa, eccetto quelle che meritano di essere conosciute.
Oscar Wilde
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Se la curiosità non esistesse, si farebbe assai poco per il bene del prossimo. Ma la curiosità si insinua sotto il nome di dovere o di pietà nella casa dello sventurato e del bisognoso. Forse anche nel famoso amore materno v’è una buona parte di curiosità.
Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano
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Quelli che non sono curiosi: ciò che sanno li disgusta di ciò che ignorano.
Albert Camus, Taccuini
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«Sovente dicono che nutro curiosità per troppe cose contemporaneamente: botanica, astronomia, anatomia comparata. Ma si può forse impedire a un uomo di provare il desiderio di conoscere e di abbracciare tutto quanto lo circonda?»
Alain De Botton , L’arte del viaggiare
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La curiosità, massime quando è spinta troppo, spesso e volentieri ci porta addosso qualche malanno.
Carlo Collodi, I racconti delle fate
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La curiosità è una delle forme del coraggio femminile.
Victor Hugo, Novantatré
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La curiosità è il motore dell’intelligenza, è una robusta stampella con cui sorreggersi, è la porta aperta sulla vita.
Cesarina Vighy, L’ultima estate
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La cura per la noia è la curiosità. Non ci sono cure per la curiosità.

Dorothy Parker

FRASI SUI GIOCATTOLI

settembre 6th, 2014

giocattoli

Se gli adulti non avessero dimenticato di essere stati bambini, il mondo sarebbe pieno di giocattoli e di amicizia: un posto molto più bello e più semplice per viverci.
Eric De La Parra

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I giocattoli sono il nostro tentativo di comprendere il mondo. Ci ritroviamo in un luogo troppo grande per noi, troppo complicato per la nostra intelligenza. Non possiamo afferrare il mondo perché siamo troppo al suo interno: ciò che vediamo ci esclude. Siamo nati in un caleidoscopio di forme e in una cacofonia di suoni troppo incontenibile per essere districata, in cui i confini sono incerti e i contorni vaghi. Gli psicologi ci dicono che nasciamo con una primordiale consapevolezza di noi stessi, sapendo che i nostri corpi sono nostri fin dal principio. Impariamo chi sappiamo già di essere imparando ciò di cui facciamo esperienza – questo dito che tocca, questo piede che stringo con la mano, questa bocca con cui suggo – e da quel luogo che chiamiamo «io» iniziamo a separare gli approdi del mondo. Come Adamo nel Giardino, ci viene dato il compito di denominare quello che vediamo e, per condurre il mondo entro la nostra portata, ci vengono dati modelli transitori del mondo che possiamo afferrare e tenere: una bambola, un orso, un coniglio, un castello. Quel che sta nella nostra presa è la misura della nostra comprensione. Per un bambino, meglio tenere in mano un uovo oggi che una gallina domani.
Alberto Manguel , una stanza piena di giocattoli

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La stanza dei giochi ha le proprie regole cui i giocattoli devono sottostare. Tali regole sono arbitrarie e al contempo severe, antichissime e create sul momento, universali e individuali, in parte frutto della superstizione e in parte di una gelida logica. Ad esempio:
Quattro giocattoli dello stesso tipo non possono stare sulla stessa mensola allo stesso tempo.
Almeno una bambola deve sempre essere rivolta verso la finestra.
Nessun gioco rosso deve mai essere messo sul letto.
Se un giocattolo cade a terra, bisogna baciarlo tre volte prima di rimetterlo al suo posto.
Gli animali di peluche non vanno mai chiusi nella loro scatola, altrimenti soffocano.
Una bambola non va lasciata nuda di notte.
Certi giocattoli non vanno tenuti troppo vicini: una ballerina e un clown, un elefante e un gatto, una bambola di pezza e una con la testa di porcellana.
Prima di iniziare a giocare con i soldatini, bisogna chiudere gli occhi e contare fino a venticinque.
Non devono esserci due giocattoli con lo stesso nome.
Alberto Manguel , una stanza piena di giocattoli

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Sotto quell’imbottitura c’è un giocattolo che mi ha insegnato una cosa: vale la pena vivere anche se c’è un solo bambino che ti vuole bene. Io ho fatto tutta questa strada per salvare quel giocattolo… perché credevo in lui !

Toy Story 2
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Credo che ci sia del bene nel mondo, il quale tutto è dispensato in un modo o in un altro da un Dio amorevole. Ma credo che esista anche un’altra forza, in tutto e per tutto reale quanto il Dio al quale ho elevato le mie preghiere per tutta la vita, una forza che si adopera scientemente con l’intento di guastare tutte le nostre buone intenzioni. Non alludo a Satana, non a lui (anche se credo nella sua esistenza), ma a un demone della discordia, un essere pervaso di beffarda stupidità che ride di gioia quando un vecchietto si dà fuoco cercando di accendersi la pipa o quando un adorato bambino piccolo si mette in bocca il primo giocattolo ricevuto in regalo a Natale e ne muore soffocato.
Stephen King
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Forse i ricchi sono, come tutti gli uomini, soltanto dei bambini, ma i loro giocattoli sono più grandi, e ne hanno di piu’

Clark Wright Mills
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Considero la religione come un giocattolo per bambini, | e ritengo che il solo peccato è l’ignoranza.
Christopher Marlowe
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Ero una ragazzina intelligente ma poco pratica, malgrado la libertà che avevo conquistato. Forse per questo non valutai bene la situazione né intuii il genere di ferite che avevo. La prima cosa a cui pensai fu un giocattolo dai bei colori che avevo comprato quel giorno e che portavo con me. Volevo cercarlo, come se quel che era successo non avesse conseguenze assai più gravi.

Frida Kahlo
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Il pubblico è come un bambino. Se gli si lascia un bel giocattolo lo rompe subito. Bisogna aver pazienza, giocare assieme.
Renato Rascel
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la provvidenza è grande a ciascuno da il suo giocattolo:la bambola al bimbo ; il bimbo all’uomo; l’uomo alla donna;la donna al diavolo

Victor Hugo
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Due cose vuole l’uomo autentico: pericolo e giuoco. Percio’ egli vuole la donna, come il giocattolo piu’ pericoloso

Nietzsche
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Questo amore è un giocattolo
che non potrà stancarmi mai
fa morire e fa vivere
questo amore che tu mi dai

Ma il prezzo di un giocattolo così
è di mille lacrime d’amor
che ogni sera piango in mano a te
quando tu mi lasci e te ne vai
Gianni Morandi, Il Giocattolo

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Giocattolo
camminavi nel vento, giocattolo
sembra ancora un momento la strada che hai percorso correndo senza un perchè.
Giocattolo
ricamato per te, giocattolo
un bambino racconta
la fiaba che stai ascoltando tu adesso dame.
E adesso che sorridere non puoi piщ raccontami, raccontami le fiabe che hai ascoltato da me, è inutile, è inutile.
Giocattolo
dimmi cosa sognavi giocattolo
quando io ero con te, hai tra le mani un giorno che
è finito già. Giocattolo
prendi in prestito un fiore da un folle amore da un mercante di cuori, giocattolo
e con poche parole diventi mia.
Alunni del Sole, Giocattolo
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FRASI SUL FREDDO

settembre 5th, 2014

Freddo

Lo senti quel pungente profumo di freddo nell’aria, il grigio negli occhi e quei lunghi tramonti? E’ l’inverno che arriva. Stephen Littleword
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Quando si torna dal lavoro la sera d’inverno, per strada fa freddo e ansia. Anche prima faceva freddo nella scuola, perché non c’è riscaldamento e in qualche aula sono rotti i vetri; in alcune aule i riscaldamenti c’erano, ma un po’ si sono rotti un po’ li hanno rotti i ragazzi; rompono la manopola e si divertono a bagnarsi poi all’improvviso l’uno con l’altro i calzoni. Le ragazze invece non vogliono che si bagni loro la gonna e danno schiaffi ai ragazzi; se uno dice al ragazzo: “Smettila!”, lui dice: “Che ho fatto?” e un altro dice: “Non vedi che le hai bagnato la gonna e che lei ti ha anche dato uno schiaffo!” e lui dice: “Ma non si è sentito niente!” e l’altro dice: “Ma gli schiaffi non si sentono solo, si vedono anche!” e tutti ridono, e allora lui dice: “Ma lei guardava dall’altro lato” e di nuovo tutti ridono; e allora ci si mette a ridere davanti a questi ragazzoni costretti a fare gli infanti.

Per strada fa freddo, c’è un vento sul Corso che sbatte le serrande dei negozi chiusi e anche la malferma insegna della fermata del pullman sbatte di qua e di là, e il grattacielo, giú verso il mare, sembra sbattere come un pezzo di cartone marcio. Se uno torna a casa quella sera con lo stipendio, da un lato sotto il mantello nella sacca a sinistra ha il calore dei soldi, dall’altro ha il freddo della paura di uno scippo, oltre al vero freddo che c’è per conto suo; e ha paura di quei ragazzi agli angoli delle strade, teneri, torvi, disorientati.

Per la stanchezza uno si sente i dolori al fegato, al cuore e al collo; e ne avverte piu del solito perché si sente, come dire, meschinamente chiuso e preoccupato. Quando poi uno scende dal pullman, tutto è cattivo e deserto, e uno si ficca in un bar a prendere un brandy, ma il bar sta chiudendo. Ma uno entra lo stesso e dice: “Un brandy”. Poi uno si accorge che non ha gli spicci per pagare – in genere al giorno di stipendio uno arriva con le cento lire del pullman e basta; il segretario ha dato due centoni e qualche altra cosa, ma questa volta i centoni erano netti perché ci sono state le trattenute per gli scioperi. Uno ha aperto il portafoglio, ha cominciato a contare, a cercare mille, cinquemila lire, o almeno cinquecento lire, ma niente; e i tre ragazzi che erano nel bar semichiuso hanno visto i soldi; li hanno guardati, si sono guardati. Uno ha paura, mormora in fretta: “Pago domani” e se ne va – per fortuna il bar è vicino casa e uno è conosciuto, un credito per un brandy lo ottiene. Ma uno continua a camminare con paura verso casa, ha paura forse solo perché è stanco; comunque se gli rubano lo stipendio, come si fa a pagare la casa e il mangiare, uno cosi non ha risparmi.
Fabrizia Ramondino , Il calore
***

Mai potrai smettere di amare la terra con cui hai condiviso il freddo.

Vladimir Majakovskij
***

Aria settembrina, fresco la sera e fresco la mattina
Proverbio
***

Di nebbia sottile
il freddo respiro d’autunno
imbambagia il silenzio.

Solo il sussurro del tiglio
ferito, del ramo caduto
che blocca la soglia.

Non apro ai ricordi,
ai muti fantasmi assopiti,
ai sogni smarriti
che bussano lenti.

È ora di solitudine,
è tempo d’ipnotica attesa,
di macerato rancore,
di rassegnato dolore.

Domani chissà,
disciolta la coltre di neve,
lontani i giorni del pianto,
sarà una carezza di sole
a riportare il tepore,
sarà di nuovo un sorriso
a risvegliare
un palpito d’infinito.
Alba Toscanini
***

E mi incanto ad osservare la tua splendida luce, sul freddo marmo della mia stanza, o stupenda luna.
Ciro Del Sorbo
***

Eccomi qui,
ai margini della riva
col mare pacato ed il vento freddo
che scivola sulla mia stanca pelle.
Tra solchi lunghi e profondi varchi
che trasformano il mio volto.
A pensarti ancora, a pensare di averti.
Vita sprecata, mai vissuta.
Vigliacco io e soltanto io,
testimone del mio più grande peccato
il non aver vissuto, il non aver amato.
Noi, padroni del mondo e solo di quello,
la vita non sarà mai nostra se non l’abbiamo vissuta,
se non l’abbiamo amata.
Ti ho ritrovato ancora una volta,
è stato solo un attimo,
ma è bastato quell’attimo,
valso una vita intera.
Ora basta, posso finire qui,
a ricordare, a ricordarti,
impresso nella mia anima,
amore mio ritrovato,
amore mio perso.
Antonio Orsi
***

I
Il giorno si fa freddo verso sera…
Bevi il calore dalla mia mano,
la mia mano ha lo stesso sangue della primavera.
Prendimi la mano, prendimi il braccio bianco,
prendi il desiderio delle mie spalle strette…
Sarebbe strano sentire,
una notte sola, una notte come questa,
il tuo capo pesante contro il mio petto.

II
Hai gettato la rosa rossa del tuo amore
nel mio grembo bianco-
io stringo nelle mani calde
la rosa rossa del tuo amore che appassisce presto…
O sovrano dallo sguardo freddo,
ricevo la corona che mi porgi
e reclina il mio capo sul cuore…

III
Ho visto il mio signore per la prima volta, oggi,
tremando, l’ho subito riconosciuto.
Ora sento già la sua mano pesante sul mio braccio leggero…
Dov’è la mia sonora risata di vergine,
la mia libertà di donna a testa alta?
Ora sento già la sua stretta salda intorno al mio corpo fremente,
ora odo il duro suono della realtà
di contro ai miei fragili, fragili sogni.

IV
Cercavi un fiore
e hai trovato un frutto.
Cercavi una sorgente
e hai trovato un mare.
Cercavi una donna
e hai trovato un’anima-
tu sei deluso.

Edith Södergran

FRASI SULLA NOVITA’

settembre 3rd, 2014

NOVITA'

Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l’abitudine e la novità.
Jean de La Bruyère
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Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è… Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l’allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, be’… buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua… Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola… “muro”! “Muro” non ti dà retta… non usatela più per 8 anni, così impara! “Che è questo? Boh! Non lo so!” Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!…Forza cancellate tutto
Roberto Benigni * La tigre e la neve, film
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Da quando sei partito
c’è una grossa novità
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va…
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra
per continuare a sperare…
Lucio Dalla, L’anno che verrà
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Adoro gli scandali che riguardano gli altri, ma quelli che riguardano me non m’interessano. Non hanno il fascino della novità.
O. Wilde
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L’amore non può essere mai una solida base per il matrimonio perchè l’amore è gioco, divertimento. Se sposi qualcuno per amore sarai frustrato, perchè presto  il divertimento e la novità saranno passati e la noia avrà il sopravvento. Il matrimonio è una profonda amicizia, una profonda intimità. L’amore ne è una parte ma non è l’unica cosa. Quindi il matrimonio è spirituale. Esso è spirituale. Ci sono molte cose che non puoi approfondire da solo. Anche la tua crescita ha bisogno di qualcuno con cui condividere, qualcuno cosi intimo che puoi completamente aprirti a lui o a lei.
Osho, The Ultimate Alchemy
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Con la novità non puoi usare la mente; con il vecchio la mente è esperta. La mente può funzionare solo col vecchio. Con il nuovo, la mente è completamente inutile.

Pertanto sorge paura, e lasciando il vecchio mondo comodo e sicuro, il mondo della convenienza, sorge sofferenza. È la stessa sofferenza che prova il bambino quando esce dal grembo della madre. È la stessa sofferenza che prova l’uccello quando esce dall’uovo. È la stessa sofferenza che proverà l’uccello quando per la prima volta cercherà di spiccare il volo.

La paura per l’ignoto, e la sicurezza del mondo conosciuto; l’insicurezza dello sconosciuto, l’imprevedibilità dell’ignoto, rende molto spaventati.

E poiché la trasformazione avverrà dal sé verso uno stato di non sé, l’agonia è molto profonda. Ma non puoi avere estasi senza passare attraverso l’agonia. Se l’oro vuole essere purificato, deve passare attraverso il fuoco.

L’amore è il fuoco.
Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Amore, scienza e meditazione.
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L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità.
Ugo Foscolo
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Un arcobaleno che dura un quarto d’ora non lo si guarda più.
Johann Wolfgang von Goethe
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La novità ha un fascino a cui difficilmente possiamo resistere.
William Makepeace Thackeray
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