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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



PERSO L’AMORE NON RESTA CHE BERE

marzo 31st, 2015

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Perso l’amore, non resta che bere.

L’endecasillabo perfetto.

Un poeta solo con un solo verso.

E io di versi ne ho scritti così pochi… Però ne ho emessi a volontà!

Uooh! Uooh! Uooh!

Versi. Conati. Sbocchi. Rigurgiti. Spurghi. Macché, nemmeno riesco a vomitare.

Le cose non vanno per il verso giusto. Per certi versi. Per un verso o per l’altro. Mi faccio il verso.

Verso? Verso cosa? lo non sto andando da nessuna parte.
***

Torno a casa. Lo tiro fuori e vedo che la macchiolina è diventata rosa. Forse avevano ragione i ragazzi. Era solo lo strofinamento. Forse sono sano: ci penserò più tardi.

Più tardi.

Ma sì.

E ora?

Ora sì che bisogna fare qualcosa.

Più tardi.

Ora devo uscire.

L’unica cosa che devo fare è uscire.

La prima e l’ultima cosa che devo fare è uscire.

Perso l’amore, non resta che bere.

L’endecasillabo perfetto.

A noi due.
***

Le telefonate mi perseguitano. Tutti stanno male. Nemmeno fossi Cristo risorto, mi cercano tutti. E io non so dire di no, perché anch’io non sto bene, e a volte da solo, a casa, mi trastullo con l’idea di smetterla con la vita di questi mesi, anche solo per una settimana. Penso di potercela fare, di prendere una pausa da queste anime in pena, per pensare a tutto quel che è stato. A volte ho davvero voglia di tirare il freno. Scendere. Respirare.

Invece no.

Alla fine esco, perché un po’ si ride e un po’ si rimanda tutto al giorno dopo, che è lontanissimo. Lontano quanto una notte di sbronze, dove il tempo si dilata all’infinito sotto le luci soffuse di un locale, nei riflessi scarlatti o ocra del bicchiere, nel mormorio degli avventori, nello specchio dietro al bancone che riflette sagome sfocate, nelle grida dei lunatici sbronzi, nel fumo delle ultime sigarette, nei vecchi senza più denti e capelli e vita che ti siedono accanto, nei brindisi sghembi e nei sorrisi forzati, nei borbottii di una canna fumata al freddo, nelle camminate per una città divorata dal gelo, in un’ora abbandonata come l’alba, mentre rincasiamo con i geloni e vediamo accendersi le prime luci, tanto calde da commuoverci, al pensiero del tepore di una famiglia, un bacio sul collo, un colpo di tosse e un caffè.
***

«Un infarto?» ha detto con un filo di voce. E poi: «Come. Non capisco».

Un padre, un genitore, ha paura di mille cose: gli incidenti di macchina, la droga, le amicizie pericolose, la delinquenza, l’anoressia, la bulimia, la depressione, il suicidio, l’assenza di motivazioni, la ribellione, la mancanza di rispetto, la disoccupazione, il ripudio della famiglia, le nevrosi, gli abusi, l’incertezza sessuale, la devianza, il suicidio, anche l’omicidio. Ma l’infarto! Lo so cosa vorrebbe dire mio padre: «Ascolta, c’è stato un equivoco! Sono io che vado a giocare a tennis due volte alla settimana per non schiattare prima degli ottanta! Sono io che non fumo da trent’anni per agevolare la circolazione! Sono io che bevo con moderazione per non affaticare le coronarie! Sono io che controllo ogni anno il colesterolo! Che cazzo c’entri tu! Tanto vale che mi metta un giubbotto di pelle, dei jeans sdruciti, un bandana in testa e vada in discoteca a calarmi rischiando la vita alle tre di notte sulla tangenziale!»

«Papà, quello è Fonzie. Io non vado in giro vestito così».

«Dicevo per dire. Il concetto è chiaro».

Ma mio padre non è incazzato: solo non sa cosa pensare. Mi guarda.

Secoli di generazioni assennate buttate nel cesso, vorrebbe forse dire.

FRASI SULLA DESTINAZIONE

marzo 24th, 2015

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Una destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose.
Henry Miller
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Non hai bisogno della magia per sparire: ti basta una destinazione!
cit.
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Non posso cambiare la direzione del vento,
ma posso sistemare le vele in modo da
poter raggiungere la mia destinazione.

cit.
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Il viaggio è la destinazione, come tutti i grandi viaggiatori hanno sempre saputo
Tiziano Terzani
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Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà per voi amarlo.
Kahlil Gibran
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Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile
RYszard Kapuscinski
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Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione. Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.

Luciano Ligabue
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La vita è un viaggio, giusto? Non è una destinazione.

Transsiberian, film
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Fummo creati per vivere in paradiso, il paradiso era destinato a servirci. La nostra destinazione è stata cambiata; che questo sia accaduto anche con la destinazione del paradiso non viene detto.

F.Kafka
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Non è la destinazione, ma il viaggio che conta.
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Frasi sull’immaginazione

marzo 23rd, 2015

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La ragione non è nulla senza l’immaginazione.
Cartesio
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La realtà è immaginazione.
Stephen Littleword

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La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo.
Albert Einstein
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André Breton considera i pazzi delle creature «vittime della loro immaginazione» che dall’immaginazione attingono un grande conforto e ne esalta, in uno slancio dai connotati velatamente romantici, il desiderio di rivolta, l’inosservanza delle regole della società borghese, il rifiuto della censura, dell’autorità e della ragione.
Paolo Albani,     Forse Queneau
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mi è stato insegnato, sul mio mondo natale, quand’ero bambino, che la Verità è una questione d’immaginazione.
Ursula K. Le Guin , La mano sinistra delle tenebre
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L’immaginazione è “la pazza di casa”, m’insegnarono al liceo. La realtà è peggio, risposi: è la scema del villaggio.
Giosualdo Bufalino, Il malpensante
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L’immaginazione è la qualità più tipicamente umana, quella che consente di creare, inventare, capire. È la qualità che consente all’uomo di trovare un margine di libertà, di sfuggire, in parte, alla sua condizione di marionetta mossa dai fili genetici e ambientali.
Piero Angela, Da zero a tre anni
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Non bisognerebbe mai immaginarsi qualcosa troppo nel dettaglio perché l’immaginazione finisce per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe accadere.
Andrea De Carlo, Due di due
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Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello.
Vincent Van Gogh
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Sono passato attraverso momenti davvero terribili nella mia vita, alcuni dei quali sono realmente accaduti.
Mark Twain
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COLPA DELLE STELLE * John Green, G. Grilli

marzo 15th, 2015

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Sugli opuscoli che parlano di tumori o nei siti dedicati, tra gli effetti collaterali del cancro c’è sempre la depressione. In realtà la depressione non è un effetto collaterale del cancro. La depressione è un effetto collaterale del morire.
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Come ti senti? oh! a meraviglia! sono una montagna russa che va solo in salita, amico mio.
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Le mie paure? ho paura dell’oblio, ne ho paura come il proverbiale cieco aveva paura del buio
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Verrà un tempo in cui tutti noi saremo morti. Tutti. Verrà un tempo in cui non ci saranno esseri umani rimasti a ricordare che qualcino sia mai esistito o che la nostra specie abbia mai fatto qualcosa. Non ci sarà rimasto nessuno a ricordare Aristotele o Cleopatra, figuriamoci te. Tutto quello che abbiamo fatto, costruito, scritto, pensato o scoperto sarà dimenticato, e tutto questo non sarà servito a niente. Forse quel momento sta per arrivare o forse è lontano milioni di anni, ma anche se noi sopravvivessimo al collasso nel nostro sistema solare non sopravviveremmo per sempre. E’ esistito un tempo prima che gli organismi prendessero coscienza e ce ne sarà uno dopo. E se l’inevitabilità dell’oblio umano ti preoccupa, ti incoraggio a ignorarla. Sa il cielo se non è quello che fanno tutti.
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Abbiamo recitato insieme quello stupido mantra: VIVERE OGGI LA NOSTRA VITA MIGLIORE
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Siamo letteralmente nel cuore di Gesù. Qualcuno dovrebbe dirglielo, a Gesù. Dev’essere un bel rischio per Lui tenere nel cuore dei ragazzini malati di cancro.
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Perchè mi guardi così?
Perchè sei bella. Mi piace guardare la gente bella, e poco fa ho deciso di non negarmi i semplici piaceri della vita.

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Voglio dire, se avevi un dannato cancro, dai soldi a una multinazionale del tabacco in cambio della possibilità do farti venire ancora pià cancro? oh mio DIO; Ma lascia solo che ti dica che non essere in grado di respirare sai cosa fa? SCHIFO. che delusione. che delusione torale. [...]
Non ti uccidono se non le accendi. e non ne ho mai accesa una. E’ una metafora: ti metti la cosa che ti uccide tra i denti, ma non le dai il potere di farlo.

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Sono un devoto credente della metafora!

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IL GRANDE ALBERO *SUSANNA TAMARO

marzo 14th, 2015

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Questa storia comincia tanti, ma tanti anni fa, quando un piccolo seme alato si staccò da una pigna sospesa su un ramo e, dopo aver volteggiato per un po’ nell’aria, planò nel bel mezzo di una grande radura.

Era un mattino di tarda primavera, dalle alte cime giungeva ancora l’odore freddo della neve e i ruscelli scendevano a valle gonfi delle acque del disgelo.
All’alba, gli uccelli cantavano come un’unica straordinaria orchestra. Pettirossi, lucherini, fringuelli, organetti, ciuffolotti si contendevano il ruolo di voce solista.
Presto l’aria si sarebbe riempita di insetti: era tempo, dunque, di cercare una compagna e di circoscrivere i confini di quello che sarebbe stato il piccolo regno della famiglia.
Durante il giorno, frenetici voli attraversavano i pascoli. Davanti alle foglie e ai licheni le coppie più giovani esitavano: andava bene quel rametto, era abbastanza lungo? E se prendessimo anche quel filo di lana, quei crini impigliati nel rovo?
Mettere su casa la prima volta era sempre fonte di grande ansia. Staranno abbastanza calde le uova qui? E i piccoli, crescendo, non saranno troppo stretti? E se ne nascessero più del previsto?
Le coppie di lunga esperienza provavano tenerezza davanti a tanti timori.
«Non abbiate paura» dicevano loro, intrecciando abilmente il muschio con gli sterpi, «fidatevi! È già tutto nel vostro cuore».
Dopo una settimana non c’era ramo, fronda o cespuglio del bosco in cui non fosse celata la piccola sfera accogliente di un nido.
Alcuni erano tondi e minuscoli, soffice muschio fuori e morbida lana dentro. Altri, più grandi, intrecciati soltanto con stecchi. Altri ancora – un groviglio di licheni, foglie secche e rametti – pendevano dagli alberi come calze della befana.
Ognuno era stato progettato e costruito secondo le necessità dei nascituri, con sponde alte e robuste per mantenere il tepore nelle notti ancora fredde e resistere alle intemperanze dei pulcini più intraprendenti, proteggendoli, nello stesso tempo, dalla vista dei predatori.
Un bel giorno, all’indaffarata frenesia della costruzione, nel bosco seguì il tenero silenzio della cova.
Mentre i maschi andavano in giro alla ricerca di cibo per le loro spose, ci furono giorni di forte pioggia.
La pioggia sferzò gli alberi e i prati, bagnò i tronchi e nutrì il suolo, e i semi, in paziente attesa nella terra, cominciarono a gonfiarsi. Dopo la pioggia tornò il sole e la cuticola – che li avvolgeva come un vestito troppo stretto – si strappò.
Anche il piccolo seme alato si aprì, ancorandosi con la minuscola radice nella terra e lanciando una tenera piumetta verso l’alto, alla ricerca della luce.
Nel bosco cominciarono le nascite.
I piccoli nidiacei pigolavano in attesa dei genitori, nascondendosi alla minima ombra minacciosa: anche i corvi, gli sparvieri, i gufi avevano dei piccoli da nutrire.
Ancora nudi, i ghiri, gli scoiattoli e i moscardini sonnecchiavano nelle tane mentre i giovani toporagno muovevano i primi passi nei cunicoli sotto il muschio e le piccole bisce sgusciavano fuori dalle loro uova cilindriche.
Quando poi le giornate iniziarono ad allungarsi, le piogge, da sferzanti, diventarono miti e al mattino la rugiada copriva i prati e i fiori con un manto di gocce luminose.
Il tramonto sembrava non finire mai. Con la sua luce rosata accarezzava ogni cosa, come a voler testimoniare lo splendore racchiuso nel mondo.
Alla fine giunse l’estate con la sua quiete appagata e il sottobosco si riempì di mirtilli.
Gli uccelli avevano lasciato i nidi per andare incontro all’avventura della vita, e la stessa cosa, sulle loro zampe traballanti, avevano fatto i cuccioli della terra.
Era arrivato il tempo del silenzio e del riposo.
Poi, un mattino, sulle cime più alte comparve la neve. Copriva le rocce, i canaloni e la vegetazione scura e bassa dei pini mughi.
L’odore dell’aria era cambiato, le rondini della fattoria vicina cominciarono a raccogliersi in volo per raggiungere i paesi più caldi e sul soffice manto di aghi del bosco iniziarono a spuntare funghi di ogni forma e colore.
Quando il re dei cervi scese nella radura per sfidare i pretendenti al trono, i larici si erano già trasformati in piccole fiamme ardenti e – nel bel mezzo della radura – era spuntato un piccolo abete.
Era ancora così piccolo e flessibile che si confondeva con l’erba.
Fu solo per questo che riuscì a sopravvivere ai furiosi tornei del branco.
Il primo spettacolo della sua lunghissima vita.

CARA DONNA MERITI AMORE

marzo 8th, 2015

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Cara donna,

non posso nemmeno immaginare quello che stai passando, il dolore e l’amarezza che vivi nel profondo, le ansie e i timori che provi troppo spesso, le sofferenze che inondano la tua mente e il tuo corpo. Ho conosciuto così tante donne vittime di violenza domestica da sapere che è molto difficile mettersi nei loro panni ma che è molto importante provare a farlo.

Forse ti stai chiedendo se sei una vittima di violenza. A volte non è semplice rendersi conto di alcune cose, nonostante siano molto gravi, e ci convinciamo che quello che pensiamo non sia la verità. Se hai dubbi, è quasi certo che tua sia una vittima di violenza perché come dice il detto “Quando si sente il rumore del fiume, c’è l’acqua”. Ad ogni modo, se non sei sicura puoi leggere qualche articolo come questo, dove possono darti le informazioni che certamente ti servono, però la cosa migliore è chiamare il 1522 (numero antiviolenza del governo italiano, ndr), una linea della quale sicuramente hai sentito parlare e dalla quale ti potranno dare informazioni e aiutare.

Oggi, però, ti scrivo una lettera per parlarti di qualcosa di molto concreto: l’amore. Sicuramente c’è chi pensa che una donna come te non abbia affatto bisogno di sentir parlare d’amore perché ha bisogno di aiuto per uscire dalla sua situazione… dimenticandosi degli uomini e dell’amore. Probabilmente anche tu stai pensando che se sei arrivata a questo punto è per colpa dell’amore, che non avresti mai dovuto innamorarti e che l’ultimo dei tuoi pensieri è leggere storie di coppie e d’amore. Tuttavia, se un giorno avrai voglia di leggere queste righe, oggi ti scrivo una lettera sull’amore.

L’amore è felicità e può crescere soltanto se ci provoca più sorrisi che lacrime. Senza il benessere e l’allegria che stanno alla base dello stare con il tuo compagno, la relazione si tinge di colori grigi e tristi. Naturalmente nelle relazioni non tutto è perfetto, ci sono litigi, errori e qualche volta si soffre un poco per amore. Ma la sofferenza e il dolore non possono essere le caratteristiche principali di una relazione. L’amore è amore soltanto se sei felice, altrimenti è qualcos’altro. Quello che ci fa male non è mai amore.

L’amore deve portarci a voler molto bene all’altro, ma anche a noi stessi. Amore non significa soltanto amare una persona, significa amare molto quella parsona a partire dall’amore che nutriamo nei nostri confronti. Se una relazione non ci porta ad amarci di più e ad avere una opinione migliore di noi stessi, allora qualcosa sta andando storto. Il nostro compagno deve stimarci, abbiamo bisogno di avere fiducia in lui e sapere che ci ama sempre, che ce lo dica e ce lo dimostri.

L’amore ci rende più liberi. Sapere che qualcuno ci ama per come siamo, con le nostre qualità e i nostri difetti, ci dà sicurezza. E quando abbiamo questa sicurezza tutto è più facile e non è importante stare tutto il giorno insieme, anzi. Una coppia felice è quella che sa godere della vita quando l’altro non c’è. L’amore non è dipendenza.

Sicuramente stai pensando che il tuo compagno non sbaglia sempre, non è sempre violento o aggressivo, non ti insulta tutti i giorni, né ti disprezza o ti picchia continuamente. Ma non serve dire una cosa e poi il suo contrario, o dire qualcosa e fare l’opposto, l’amore non è una lotteria dove non sappiamo se arriva un premio o una punizione. Non c’è niente di più pericoloso di quando ci danno una volta la carota e una volta il bastone, perché ci fa vivere nella sofferenza continua, nel perdono costante e nella eterna speranza che quella persona possa cambiare.

Ti meriti l’amore. In primo luogo ti meriti di volerti bene, dovresti amarti totalmente. Magari ora non ti piaci, hai scarsa fiducia in te stessa, credi di non valere molto, ma questo non è vero. Sei una donna meravigliosa per il semplice fatto di esistere, di essere nata. Il nostro valore personale non dipende da quello che ci circonda, e nemmeno dai nostri errori e dai nostri difetti. Non c’è niente di meglio che l’amore per se stessi, e probabilmente a causa della sofferenza hai smesso di prestare attenzione e dare affetto alla persona più importante del mondo: tu.

In seconda battuta ti meriti l’amore della gente che conosci, delle persone che ti sono state accanto in passato o che conoscerai nel futuro. È certo che ci sono persone che ti vogliono bene, ma la persona che ora è il tuo compagno sta impedendo che tu possa sentire il calore del loro affetto. Non importa se hai perso i contatti con le persone che sono o sono state importanti nella tua vita, e non importa nemmeno se qualcuno ti ha tradito. Ti meriti di godere dell’affetto e dell’amore incondizionato dei tuoi.

Terzo: meriti che qualcuno ti ami come tu sai e puoi amare. Che qualcuno ti ami senza dolore, liberamente, che aumenti la tua autostima e che non alterni la carota con il bastone. Ti meriti un amore felice anche se non vorrai mai più fidanzarti né condividere la vita con qualcuno. È vero, se ami te stessa e c’è gente che ti ama, non hai bisogno di nient’altro. Ma te lo meriti comunque.

Un abbraccio da parte di una persona per la quale sei importante e che desidera tu sia felice.

da L’Huffiigton Post

CAPIRE E AMARE LE DONNE DIFFICILI

marzo 6th, 2015

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Non è da tutti riuscire a capire ed amare le donne difficili, spigolose, quasi inaccessibili. Solo apparentemente sono solari ed estroverse, anche sicure di sé, ma in realtà sempre diffidenti e insicure, sempre sulla difensiva. E si tengono tutto dentro. Non guardatele troppo negli occhi, perché non vogliono far vedere a nessuno la loro rabbia, delusione, paura, fragilità. La solitudine le accompagna, anche quando hanno decine di corteggiatori. Perché amano ma non dipendono mai dall’amore, da quell’amore che per loro è solo un sogno. E sono dure, prima di tutto con se stesse. Solo chi sa guardare “oltre” il sorriso riesce a vedere il muro impenetrabile che hanno eretto. Che difende la loro interiorità ricca ma ferita, spaventata. La loro sensibilità troppe volte ferita. Il difficile vissuto che solo loro conoscono. Perché sono donne spigolose, difficili, quasi inaccessibili. Quelle con l’anima in fiamme e il sorriso splendente.

Agostino Degas

SONO QUI E SONO STRANA PROPRIO COME TE

marzo 2nd, 2015

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Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io.
Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me.
Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.
Frida Kahlo

Elogio dell’amore vizioso * Enrico Remmert

febbraio 27th, 2015

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Il Bacio Ovvero quanto e quale mondo passa da questo condotto Ove si scopre, tra l’altro, che il bacio alla francese lo inventarono gli italiani, che un bacio è come una ciliegia; che gli incontri quanto gli addii vanno in bacio; che i baci, anche ad occhi chiusi, si possono contare, e che non c’è nulla di più intimo di un bacio: come dovrebbero sapere certi ottusi possessori di finte altre metà, che da queste racimolano suddivisione di letto e lavoro, ma non di saliva.
***

Baciami ancora, e poi di nuovo e ancora,
dammi un bacio dei tuoi con più sapore,
dammi un bacio dei tuoi con più amore,
te ne renderò quattro più caldi della brace.

Ti lamenti, infelice? Lascia che plachi il tuo male
con altri dieci, dolci come il miele.
Così unendo i nostri baci tanto avventurati
l’uno dell’altro godiamo a piacer nostro.

Louise Labé
***

Dammi mille baci e poi cento,
poi altri mille e poi altri cento,
e poi ancora altri mille e altri cento ancora.

Gaio Valerio Catullo
***

Non voleva permettere all’amante, mentre era a letto con lei, di baciarla in alcun modo sulla bocca, adducendo a motivo che la sua bocca aveva fatto giuramento di lealtà e di fedeltà al marito… ma quanto a quella del ventre, che di nulla aveva parlato e nulla aveva promesso, lasciava che facesse a piacer suo.

Pierre de Bourdeille signore di Brantôme
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Lo sorprese con la seguente risposta: «Facciamolo all’aperto, tanto per fare una cosa nuova».
Lui, Piet, si sentì come se fosse ancora in castigo. «Non imbarazziamo Dio?»
«Non sai che Dio è donna? Nulla La imbarazza». [...]
Negli occhi le comparve un’espressione compiaciuta. Una nube assorbì di passaggio il sole. Sentendo, e temendo, la presenza di un testimone, Piet guardò in su e rimase impaurito, come se la flotta di nubi, ventrazzurre, vascelli con una sola destinazione, contenesse qualcosa di inesplicabile.

John Updike
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Le prigioni sono costruite con le pietre della Legge, i lupanari con quelle della Religione.
William Blake

***

Le sante come le meretrici portano con sé tutto quello che gli serve.
Santa Caterina
***

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