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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI SULLA PERDITA DI FIDUCIA

giugno 15th, 2015

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Sai perchè il mondo lo vedo tutto bello?
Perchè quando perdo la fiducia nelle persone
esse ai miei occhi scompaiono.
E resta solo il buono, l’autentico
il puro che ancora c’è su questa terra
e chi rimane raddoppia di fascino e di valore
Anna Pianura
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La fine del mondo è quando si cessa di aver fiducia.
Madeleine Ouellette-Michalska
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Se io ho perso la fiducia in me stesso, ho l’universo contro di me.
Ralph Waldo Emerson
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Mi ha scosso, non che tu mi abbia mentito, ma che io non ti creda più.
Friedrich Nietzsche
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Decidere se fidarsi o no di una persona è come decidere se arrampicarsi o no su un albero, poiché si potrebbe godere di una vista straordinaria dal ramo più alto, oppure ci si potrebbe semplicemente riempire di resina, e questo è il motivo per cui molta gente decide di passare il suo tempo sola e in casa, dove è più difficile pungersi con una scheggia.
Lemony Snicket
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Fidarsi di qualcuno è come tenere dell’acqua nelle mani chiuse a coppa: è facile perderla irrimediabilmente.
Ken Follett
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La fiducia è come una gomma da cancellare, diventa sempre più piccola dopo ogni errore.
Anonimo
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La fiducia è come uno specchio, puoi ripararlo se si rompe, ma continuerai a vedere le crepe in quel riflesso
Anonimo
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FRASI SUI MIRACOLI

giugno 10th, 2015

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Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.
Paulo Coelho
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Io credo nel rosa. Io credo che ridere sia il modo migliore per bruciare calorie. Io credo nei baci, molti baci. Io credo nel diventare forte quando tutto sembra andare storto. Io credo che le ragazze felici siano le ragazze più belle. Io credo che domani sarà un altro giorno, ed io credo nei miracoli. Solo chi non crede nei miracoli non è abbastanza realista.

Audrey Hepburn
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La religione vuole un miracolo? Guardi alla scienza
T. Mithrandir
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Il vero amore fa miracoli, perché è egli stesso il più grande miracolo
A.Nervo

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Potessi vedere un miracolo! Solo un miracolo: un passaggio del Mar Rosso, o una resurrezione, o mio zio Sacha offrire un pranzo…
Woody Allen, Amore e guerra
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Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo.
proverbio
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Non credete ai miracoli: contateci ciecamente.
Arthur Bloch
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Mamma diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni!
forrest gump, film
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Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno.
Gianni Rodari
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Puoi arrivare a perderti. Perdi tutto: i confini, il senso del tempo… Due corpi possono unirsi a tal punto che non sai più chi è chi e cosa è cosa. E quando la confusione raggiunge quell’intensità, ti sembra di morire… e in un certo senso muori, e ti ritrovi da solo nel tuo corpo, separato, ma la persona che ami è ancora lì. È un miracolo: vai in paradiso e torni indietro, da vivo. E puoi tornarci tutte le volte che vuoi, con la persona che ami.

L’uomo bicentenario, film
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È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.

Anna Frank
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I miracoli sono sull’uscio di casa. Basta saperli accogliere come fiori sbocciati in un deserto di sabbia. Sono fatti di amore, chiarezza e speranza.

Romano Battaglia, Il mare in discesa
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La rabbia impotente fa miracoli.

Stanislaw J. Lec
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A differenza della natura, la storia è piena di eventi: il miracolo del caso e dell’infinitamente improbabile vi ricorre con tale frequenza da far sì che parlare di miracoli sembri assurdo.
Hannah Arendt
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I miracoli, eventi così improbabili da essere impossibili, come… L’ossigeno che si trasforma in oro. Ho sempre voluto assistere ad un simile evento, e intanto, dimentico che, nell’accoppiamento umano, milioni e milioni di cellule concorrono a creare la vita, generazione dopo generazione, finché alla fine tua madre ama un uomo, Edward Blake, un uomo che ha tutte le ragioni di odiare, ed è proprio da quella contraddizione contro qualunque probabilità, SEI TU, solamente TU, che emergi… Riuscire a distillare, una forma, così specifica, da tutto quel Caos… È come trasformare l’aria in oro. Un miracolo. Quindi mi sbagliavo… Asciugati le lacrime e torniamo a casa.
Whatcmen, film
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La felicità è sempre dietro l’angolo: la felicità arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata […]. È imprevedibile come lo sono le onde e il tempo. I miracoli sono sempre in attesa, senza far distinzione per nessuno.
Banana Yohimoto
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Miracolo è ciò che un materialista pensa debba accadere per liberarsi dal proprio materialismo.

Gregory Bateson, Mente e natura
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Non sarei cristiano senza i miracoli.
sant’agostino
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Una cosa era certa, lo zio Leo era senza dubbio l’eroe della mia infanzia. L’odore della sua colonia Old Spice mi riportava alla mia infanzia perduta molto più dei vecchi filmini di famiglia. Mio zio non lo sapeva, ma era proprio quel suo odore dolciastro da venditore di macchine a riportarmi indietro, a farmi smarrire in un sogno del passato. Leo era l’ultimo dinosauro che odorava di acqua di Colonia scadente, e che credeva nel sogno americano. Io ero pazzo di lui perché credeva nei miracoli, e anche se stava coi piedi per terra e vendeva automobili, era ancora un bambino di dieci anni con le maniche troppo lunghe. Per i miei dieci anni Leo mi regalò una bellissima cinepresa e mia madre sperò sempre che diventassi un grande del cinema. Ma i sogni sulle case, le auto e i prati all’inglese muoiono quando diventano realtà. In qualche modo capii cosa intendesse mia madre quando diceva «Buon giorno Colombo!»; e anche se a lei non piaceva quello che facevo della mia vita, io credo che mi capisse.

Il valzer del pesce freccia, film
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Il colibrì non è un uccello come gli altri: ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto, le sue ali sbattono ottanta volte al secondo. Se gli impedisci di battere le ali, lui muore in meno di dieci secondi. Questo non è un uccello qualunque, questo è una specie di miracolo. Hanno rallentato le sue ali col cinematografo e sapete cosa hanno visto? Che le punta delle ali fanno così, eh? [mimando il gesto con le mani] E cosa rappresenta il numero otto come simbolo matematico? L’infinito!
Il curioso caso di Benjamin Button
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Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all’esistenza dell’inconscio.

Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi

FRASI SULLE BORSE

giugno 8th, 2015

Anna Pianura, ph.

Ci sono bellissime storie d’amore nel fondo delle borse, tra i pacchetti di sigarette e le chiavi; per questo a volte si fa fatica a trovarle, semplicemente perché tentano di nascondersi per poter rimanere lì.

Fabio Volo
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La borsa di una donna è la sua segreta fonte di potere. Là dentro ci sono tanti segreti oscuri e pericolosi di cui noi poveri maschietti non dovremo sapere nulla.
Dal film Come farsi lasciare in 10 giorni
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É lei il personaggio di questa storia che così inizia. Ha riposto il libro nella sua borsa grande e morbida.
All’interno si devono trovare altri oggetti, ma quando la mette a tracolla sono solo gli angoli del libro a deformarla.
Gianfranco Brevetto, Ghost track

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La borsa altrui non fa fondo

Detto popolare
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Mostra la borsa e ti sarà rubata
detto popolare
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I ladri ti chiedono la borsa o la vita, mentre le donne le esigono entrambe

Ralph Samuel Butler
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Se uno mi ruba la borsa, ruba dei soldi;
è qualcosa e non è nulla;
erano miei, ora son suoi,
come già furono di mille altri.
Ma chi mi truffa il buon nome,
o la mia dignità,
mi porta via qualcosa che
non arricchisce lui e fa di me un miserabile.

William Shakespeare – tratto da otello
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Le scarpe sono come gli amanti (scelti d’impulso). Le borse sono simili ai mariti: prima di sposarne uno ci si pensa un po’.
Paola Jacobbi
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Indossa abiti che abbiano un prezzo adeguato alla tua borsa,
ma non stravaganti; abiti ricchi ma di sobria eleganza.
perchè molto spesso il vestito rivela l’uomo.
William Shakespeare
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Non c’era la chiave della bomba atomica! La portavo perché sempre io ho fatto così, quando viaggio porto la mia borsa…e dentro cosa c’è? C’è il rasoio, c’è il breviario, c’è l’agenda, c’è un libro da leggere, ne ho portato uno di Santa Teresina e io sono devoto. Io sempre sono andato con la borsa nel viaggio,è normale, ma dobbiamo essere normali. E’ un po’ strano per me quello che tu mi dici, che la foto ha fatto il giro del mondo. Mah, dobbiamo abituarci ad essere normali, alla normalità della vita.

Papa Francesco
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Io vado dentro a prendere la mia borsa… Anche la mia ragazza, forse!

American Pie
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La borsa di ogni donna è l’ufficio oggetti smarriti e ritrovati allo stesso tempo
Anita Daniel
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Le palle per gli uomini sono come le borse per le donne: è solo una borsa ma ci sentiremmo nude senza
Sex and the City
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Monroe: Supponi di essere nel tuo ufficio, ti sei battuto a duello tutto il giorno, sei esausto. [Con le mani sulle tempia] Questo sei tu. Entra la ragazza. Non ti vede. Si toglie i guanti, apre la borsa, la vuota sul tavolo. Tu la osservi. [Con le mani sulla faccia] Questo sei tu. Lei ha due centesimi, dei fiammiferi e un nichelino. Lascia il nichelino sul tavolo, poi rimette i due centesimi nella borsa. Prende i guanti, va alla stufa, la apre, li mette dentro e accende un fiammifero. Ad un tratto squilla il telefono. [Con un soffio spegne il fiammifero] Lei alza il ricevitore, ascolta e dice: “non ho mai avuto un paio di guanti neri in vita mia”, riattacca. Si inginocchia vicino alla stufa, accende un altro fiammifero. Improvvisamente ti accorgi che c’è un altro uomo nella stanza che osserva ogni movimento della ragazza. [In sottofondo: che succede poi?] Non lo so. Stavo solo facendo del cinema.
film Gli ultimi fuochi di Monroe
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Siamo disposti a spendere di più per una borsa che per una vacanza o una automobile – e vogliamo che il resto del mondo lo sappia.
Caroline Cox
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Anna Karenina, prima di buttarsi sotto il treno lancia sui binari la sua borsetta di velluto rosso. Una donna stanca della sua borsa è stanca della sua vita.
A Johnson

FRASI SULLA PROSPERITA’

giugno 6th, 2015

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La prosperità è solo uno strumento da usare, non una dieta da osservare.

Calvin Coolidge
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Per attirare il denaro dobbiamo convincerci che abbiamo diritto alla nostra fetta di abbondanza dell’universo.
Swami Kryananda
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Non puoi portare prosperità scoraggiando la parsimonia,non puoi rafforzare i deboli indebolendo i forti, non puoi aiutare i lavoratori se colpisci i datori di lavoro,non puoi incoraggiare la fratellanza incoraggiando l’odio di classe, non puoi restare fuori dai guai spendendo più di quanto guadagni, non puoi costruire il carattere e il coraggio privando l’uomo dell’iniziativa e dell’indipendenza, non puoi aiutare gli uomini facendo sempre in loro vece ciò che dovrebbero fare da soli.

Abraham Lincoln

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Della prosperità dei giusti la città si rallegra, per la scomparsa degli empi si fa festa.

Proverbi-Bibbia

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In verità, la prosperità prova persino le anime dei saggi.
Sallustio

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Chi è forte nell’amore, regge alle tentazioni e non crede alla suadente furbizia del nemico. Come gli sono caro nella prosperità, così gli sono caro nelle avversità. Chi è saggio nell’amore non guarda tanto al pregio del dono, quanto all’amore di colui che dona. Guarda più all’affetto che al prezzo, e pone tutti i doni al di sotto della persona amata.
T. da Kempis
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L’operosità è l’anima degli affari e la chiave di volta della prosperità.
Charles Dickens
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L’amico non si può riconoscere nella prosperità, ma nell’avversità il nemico non si nasconderà.
Siracide
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L’avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.

Eugène Delacroix

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Di regola, le avversità rivelano il genio e la prosperità lo cela.
Orazio
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Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé.
Seneca
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Nella prosperità i nostri amici ci conoscono; nelle avversità noi conosciamo i nostri amici.

John D. Rockefeller

FRASI SULLA COERENZA

giugno 5th, 2015

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Quale è il primo dovere dell’uomo? La risposta è breve: essere se stesso.
Henrik Johan Ibsen
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I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza, di altruismo.
Sandro Pertini
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COERENZA è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere
Sandro Pertini
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Non c’è un minimo di coerenza nelle persone. Spesso dicono una cosa e ne fanno un’altra. Si presentano in un modo ma poi scoprono il resto che non ti aspettavi. Hanno una buona capacità di descriversi, peccato manchi poi la capacità di dimostrarsi tali. Hanno voce per accusarti e difendersi, ma la voce della coscienza non la sentono mai.
Silvia Nelli
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La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione.
Oscar Wilde
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La coerenza è il fondamento della virtù.
Francis Bacon
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La coerenza è la virtù degli imbecilli.
Giuseppe Prezzolini
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La coerenza è mutilazione
Clarice Lispector
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A volte mi stupisco
dell’immensa costanza che ho
nell’essere incoerente.
Anton Vanligt
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Negli uomini, non esiste veramente che una sola coerenza: quella delle loro contraddizioni.
Giudo Morselli

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La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che è la coerenza per la vita dello spirito: una confessione pura e semplice di fallimenti.
Oscar Wilde
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Io non ho nessuna coerenza, fuorché in politica; ed essa è probabilmente il frutto della mia indifferenza pressoché completa in materia.
George Byron
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Essere coerente è il dovere più grande di un filosofo; eppure è quello che viene soddisfatto più di rado.
Emmanuel Kant
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La coerenza non può stabilire la verità, ma l’incoerenza e la contradditorietà stabiliscono la falsità
Karl Popper
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L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori.
Buddha
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Ciò che manca a Dio sono le convinzioni, la coerenza. Dovrebbe essere presbiteriano, cattolico o qualcos’altro, non cercare di essere tutto.
Mark Twain

LA MAESTRA

giugno 3rd, 2015

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Vista da fuori è una donna come le altre. A volte anche un uomo, in quel caso è un maestro. La maestra è vestita da maestra, cioè comoda, che possa rincorrere un bambino in corridoio, sedersi per terra a fare un cerchio per giocare a Palla nome e, soprattutto, ricevere lacrime e altri prodotti secreti (ma non tanto segreti) da piccoli occhi e nasi generosi.
La maestra è tale se dotata di bambini. I bambini, quando c’è la maestra, diventano alunni, anche se spesso si sbagliano e la chiamano mamma.
Se è un maestro, però, non lo chiamano papà. Chissà perché.
Ci sono maestre bionde, more, perfino rosse e con le lentiggini; alcune sono ricce, altre lisce, altre portano la coda. Ma tutte, proprio tutte, hanno la voce alta, forte e chiara.
La voce della maestra si abbassa quando racconta una storia o vuole fare la misteriosa.
Quando invece la maestra urla, allora sono cavoli amari.
La maestra è fatta per passare ai bambini tutte le cose che sa.
Se guardi bene dentro la maestra, ci trovi le tabelline, il teorema di Pitagora, la prova del nove, I Sumeri, Romolo e Remo, il congiuntivo, il gerundio, il Passero solitario e Rio Bo.
Quando tutto funziona bene, i bambini imparano le cose che la maestra sa e lei dopo le ricorda ancora come prima. Anzi, meglio: non perde per strada neanche una virgola, né un aggettivo o un pronome. Una maestra si può dividere per venti e anche ventotto bambini, e ce n’è sempre per tutti.
Quando la maestra ha finito tutto quello che ti doveva insegnare, diventa la maestra di qualche altro bambino.
Allora ti capita di incontrarla al supermercato o in chiesa o all’ufficio postale e la saluti un po’ vergognoso, lei invece vorrebbe abbracciarti.
La maestra si ricorda per sempre le facce dei suoi alunni, i nomi magari li confonde. Ma se qualcuno comincia l’elenco, allora va fino in fondo: Amadei, Bacchini, Bosi, Ceci…
Quando sei grande e cerchi le cose imparate, una poesia, il nome di un fiume, la storia di Pinocchio o quanto è alto il monte Bianco, basta che chiudi gli occhi e le trovi tutte là, come ce le ha messe la tua maestra. In fila per due, i piccolini davanti, senza spingere. MG Serradimigni

FRASI SUL BULLISMO

maggio 29th, 2015

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Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre il futuro che aspetta non lo si può deludere.
Ines Sansone
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Ci vuole un bullo per riconoscerne un altro.
Emily Fields
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Bullismo fa rima con teppismo.
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Bullismo: l’ignoranza di credersi forti.
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E` FACILE PRENDERSELA CON I PIU` DEBOLI..
..E SE DOMANI IL PIU` DEBOLE FOSSI TU?
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Bullo di sapone.
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Se sei Bullo non sei bello.
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Bulli attenti o perderete i denti.
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Ogni Bullismo è un inestetismo
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Bullo non è bello perchè senza cervello
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Bullo sono guai se tu non cambierai
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Bullo come Goliath. David ti sconfiggerà.
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Il Bullo è vile e ben poco vale.
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I bulli sono molto abili a manipolare la situazione ed a far credere che l’episodio sia stato solo un gioco. Il bullismo però non è un gioco, bensì un comportamento capace di lasciare profonde ferite in chi lo subisce.

Alessia Filippi, Il bullismo scolastico
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Le manifestazioni di bullismo rappresentano solo l’aspetto, per così dire emergente, di una più ampia e complessa situazione di malessere evolutivo. L’essere bullo o vittima costituisce in altre parole l’espressione comportamentale di una crisi più profonda, meno acclarata ed in gran parte sommersa, ma non per questo meno sofferta, legata alla difficoltà di crescere armonicamente come individuo fra gli altri.

Alessia Filippi, Il bullismo scolastico
***

Solo con gli amici della banda oggi molti dei nostri ragazzi hanno l’impressione di poter dire davvero “noi”, e di riconfermarlo in quelle pratiche di bullismo che sempre più caratterizzano i loro comportamenti a scuola. Lo sfondo è quello della violenza sui più deboli e la pratica della sessualità precoce ed esibita sui telefonini e su internet dove, compiaciuti, fanno circolare le immagini delle loro imprese.
Umberto Galimberti, L’ospite inquietante
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A tutti coloro che oggi imputano la formazione di bande al solo fenomeno delle banlieues, io dico: certo, avete ragione, la disoccupazione, certo, l’emarginazione, certo, i raggruppamenti etnici, certo, la dittatura delle marche, certo, la famiglia monoparentale, certo, lo sviluppo di un’economia parallela e di traffici di ogni genere, certo, certo… Ma guardiamoci bene dal sottovalutare l’unica cosa sulla quale possiamo agire personalmente e che risale alla notte dei tempi pedagogici: la solitudine e il senso di vergogna del ragazzo che non capisce, perso in un mondo in cui gli altri capiscono.

Daniel Pennac, Diario di scuola, 2007
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Sì, ci sono bulli dappertutto e i peggiori sono quelli che si approfittano di te senza che tu ti renda conto che l’hanno fatto.
Desperate housewife
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Quando si tratta di realizzare il potenziale delle tecnologie digitali e il modo in cui i nativi digitali le utilizzano, la minaccia in assoluto più grande a cui generalmente ci si trova di fronte è la paura. I genitori, gli educatori e gli psicologi hanno tutti motivi legittimi per preoccuparsi riguardo all’ambiente digitale in cui i giovani trascorrono così tanto tempo. Idem per le grandi aziende, che vedono i loro introiti a rischio, settore dopo settore — intrattenimento, telefonia, giornali ecc. I legislatori, in risposta a questa sensazione di crisi, temono di pagare un prezzo altissimo se, per riparare a queste ingiustizie, la strategia di comportarsi nel modo tradizionale dovesse rivelarsi un fallimento.

I media incentivano questa paura. I nuovi palinsesti sono pieni di storie spaventose di cyberbullismo, predatori via internet, dipendenza dal web e pornografia online. Per forza i genitori si preoccupano. Si preoccupano di più perché i loro figli digitalmente connessi sono maggiormente a rischio di rapimento quando trascorrono ore e ore in un ambiente digitale privo di regole, in cui poche cose sono esattamente come sembrano di primo acchito. Si preoccupano anche degli episodi di bullismo in cui i loro figli potrebbero incappare su internet, della mania dei videogiochi violenti, dell’accesso a immagini pornografiche e inappropriate.

I genitori non sono i soli impensieriti per l’impatto di Internet sui giovani. Gli insegnanti si preoccupano di non essere al passo con i nativi digitali ai quali insegnano: temono che le nozioni impartite loro siano diventate via via superate e obsolete, e che la pedagogia del nostro sistema educativo non possa stare dietro ai mutamenti del paesaggio digitale. I bibliotecari stanno ridefinendo il proprio ruolo, sostituendo coloro i quali ordinavano i libri in anacronistici cataloghi cartacei e cataste con quelli che fungono da guide in un ambiente di informazioni sempre più variegato. I grandi nomi dell’industria dell’intrattenimento sono preoccupati di perdere i loro profitti a vantaggio della pirateria, mentre i giornali temono che i loro lettori vadano a cercarsi le notizie su Drudge, i blog, Google o peggio ancora.

In quanto genitori di nativi digitali, entrambi prendiamo sul serio sia le sfide sia le opportunità scaturite dalla cultura digitale. Condividiamo le ansie di molti genitori sulle minacce alla privacy dei nostri figli, alla loro sicurezza e al loro apprendimento. Ci preoccupiamo del sovraccarico di informazioni e dell’impatto di immagini e videogiochi violenti. Ma con l’insorgere della cultura della paura riguardo all’ambiente virtuale, bisogna porre le reali minacce a confronto con le reali opportunità messe a disposizione per i nostri figli e le generazioni future. Intravediamo grandi speranze nella maniera in cui i nativi digitali interagiscono con le informazioni digitali, si esprimono negli spazi sociali, creano nuove forme d’arte, immaginano nuovi modelli di business e iniziano nuove opere di attivismo.
John Palfrey , Nati con la rete
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Ascoltare, parlarne, condividere le esperienze significa molto ai fini della costruzione di una grande Rete che veda coinvolti tutti indistintamente: forze dell’ordine, medici, operatori sanitari, educatori, insegnanti, operatori di sportelli antiviolenza, vittime e, perché no, anche carnefici che magari sono stati a loro volta vittime e possono sentirsi tentati di infliggere ad altri quello che loro stessi hanno subito.

Sensibilizzare in primis gli abusanti significa metterli di fronte alle loro responsabilità senza pretese accusatorie, ma con il fine principale di aiutarli a riconoscere il dolore che provocano agli altri e molto spesso anche a se stessi. Non ha senso intentare crociate contro chi sbaglia; chi sbaglia, laddove possibile, andrebbe aiutato a non persistere nei propri errori.

Infatti, attraverso la comunicazione e il confronto si possono raggiungere a volte obiettivi impensabili, atti a evitare il ricorso a strumenti punitivi che potrebbero condurre a inutili stigmatizzazioni che favorirebbero la recidiva.

Ciò non significa certamente che tutto sia risolvibile con la comunicazione, ma favorire incontri costruttivi e anonimi tra abusanti e abusati può sicuramente contribuire a esorcizzare la paura di un fenomeno criminoso dalle conseguenze molto gravi e dai costi sociali elevatissimi.

Ritengo di estrema importanza anche il coinvolgimento dei più giovani, di entrambi i sessi. La vera prevenzione parte da loro. In fondo il fenomeno del bullismo, maschile e femminile, che ha luogo fin dai primi anni di scuola, altro non è che una forma di manipolazione psicologica condotta su terzi allo scopo di vessarli.
Cinzia Mammoliti , I serial Killer dell’anima.
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Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo
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È facile fare il bullo, quelli veramente forti aiutano gli altri
***

Intervieni, non essere spettatore del bullismo.
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FRASI PER RINGRAZIARE CHI CI E’ STATO VICINO

maggio 20th, 2015

Edouard Boubat

Da solo non sarei mai riuscito a superare questo periodo. Il tuo sostegno è fondamentale, lo è sempre stato per me. Per questo e per mille altre cose: GRAZIE!
***

Grazie per il tuo aiuto. La tua presenza gentile e costante è stata la mia ancora di salvezza.

***

Il mondo d’un tratto era diventato freddo e buio. Poi all’improvviso una luce, una fiamma. E ho ricominciato a camminare e il mio cuore pian piano si è scaldato ritrovando la fiducia che aveva perduto. Quella luce sei TU e ringraziarti non sarà mai abbastanza. A te, che mi hai restituito un tuo abbraccio la mia vita.
Anton Vanligt

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A te che mi hai salvato da me stessa. A te che hai capito che ci si può sentire soli anche tra milioni di persone se non si è capiti. A te che hai saputo comprendermi senza giudicarmi. A te voglio dedicare questo sorriso, questa gioia, questo grazie grande quanto l’universo!
Anton Vanligt

***

Sono poche le persone che aiutano incondizionatamente gli altri. Io ho avuto la fortuna di conoscerne una e meravigliosa: TU. Grazie di cuore per tutto quello che fai per me.

***

Grazie Mamma. perchè senza di te da questo periodo terribile non sarei uscita mai. Grazie Mamma, perchè sei la mia amica, la mia gioia, la mano da stringere quando ho paura. Grazie Mamma perchè solo grazie a te oggi mi sento una persona migliore.
***

Non esiste una parola più bella di un GRAZIE. E io te lo dico col cuore amica mia. Grazie di tutto!

CHE COS’E’ L’ESPERIENZA?

aprile 29th, 2015

esperienza

Se vogliamo capire cosa sia questa «esperienza» dobbiamo rispondere alla domanda: «Che cosa comporterebbe la sua assenza dal mondo?».

Come cambierebbero le cose se nell’universo non esistesse l’esperienza personale? Possiamo fornire una serie di risposte. La prima è che non cambierebbe nulla, perché la coscienza è sempre stata solo un’illusione. (Tuttavia, mi permetto di far notare che se la coscienza fosse un’illusione sarebbe l’unica cosa non riducibile a un algoritmo.)

Un’altra possibile risposta è che l’intero universo scomparirebbe, dato che ha bisogno della coscienza. È un’idea nata tra i seguaci dei primi lavori del fisico John Archibald Wheeler , un tempo convinto che la coscienza tenesse in vita le cose svolgendo il ruolo dell’osservatore nelle interazioni su scala quantistica.

Un’altra risposta potrebbe essere che una versione dell’universo priva di coscienza sarebbe simile ma non identica, perché le persone diventerebbero più apatiche. È l’approccio di alcuni scienziati cognitivi, per i quali la coscienza svolge una funzione pratica specifica, ma limitata, nel nostro cervello.

E poi c’è un’ultima risposta: se non esistesse la coscienza delle cose, la traiettoria di tutte le particelle rimarrebbe invariata. Ogni misurazione nell’universo darebbe risultati identici. Ma non esisterebbe il «macroscopico», né gli oggetti di tutti i giorni: non ci sarebbero case, né mele, né cervelli che possano percepirli. Non ci sarebbero nemmeno parole o pensieri, anche se gli elettroni e i legami chimici che li avrebbero composti nel cervello rimarrebbero esattamente gli stessi.

Soltanto le particelle che compongono le cose esisterebbero, e nella stessa posizione in cui si trovano in presenza della coscienza, ma non esisterebbero le cose. In altre parole, la coscienza fornisce un’ontologia alle particelle. Senza coscienza, l’universo potrebbe essere descritto semplicemente come un insieme di particelle. O, per chi preferisce il paradigma computazionale, sarebbe solo un insieme di bit senza struttura dati. Non significherebbe nulla, perché non si potrebbe fare esperienza di nulla.

La discussione potrebbe farsi anche più complicata: tra i diversi livelli di descrizione del mondo materiale, infatti, le informazioni circolano con una larghezza di banda limitata, quindi è possibile che qualcuno identifichi dinamiche di livello macroscopico che le interazioni tra particelle non riuscirebbero a descrivere. Ma più il processo è macroscopico, più è soggetto a interpretazioni divergenti da parte degli osservatori. In un sistema quantistico minimo è possibile eseguire solo un certo numero di misurazioni, quindi anche se si può discuterne l’interpretazione è più arduo discuterne la fenomenologia. In un sistema più vasto non è così. Quali indicatori economici sono essenziali? Non c’è consenso al riguardo.

Il punto è che per descrivere l’universo percepito si cerca sempre di liberarsi dell’osservatore percipiente, e naturalmente è impossibile verificare che progetti di questo tipo giungano a compimento.

È per questo che non penso che la ragione possa stabilire in via definitiva se le persone sono «speciali» o meno. Simili tesi richiamano i tentativi di Kant di usare la ragione per dimostrare o confutare l’esistenza di Dio. Che il dibattito sia su Dio o sulle persone, lo schema è più o meno lo stesso. Dunque non posso dimostrare che le persone siano speciali, e nessuno può provare il contrario, ma posso sostenere che presumere che siamo speciali sia una scommessa migliore, perché così facendo abbiamo poco da perdere e tutto da guadagnare.

La dignità ai tempi di Internet, Jaron Lanier

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