Frasi Sul Lavoro

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FRASI SUI PROGETTI

gennaio 8th, 2014

Hands and puzzle on gray background. Teamwork solving a puzzle

Le donne sono architette. Cessano di amarti quando non possono più fare progetti.
Anselmo Bucci, Il pittore volante
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Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.
Muriel Barbery, L’eleganza del riccio
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Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti.
la maledizione dello scorpione di giada
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Non chiederti oggi cosa farai domani, non fare progetti così a lungo termine.
Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida
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1. La funzione primaria del progettista è di rendere la vita difficile al fabbricante e impossibile all’utente.
2. Il componente di minor durata di un qualsiasi circuito sarà sistemato nel posto meno accessibile.
3. Ogni progetto deve contenere almeno una parte obsoleta, due impossibili da trovare e tre che sono ancora in fase di sviluppo.
Leggi di Gore sulla progettazione
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Ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato.
Ennio Flaiano, Diario notturno
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Le donne sono architette. Cessano di amarti quando non possono più fare progetti.
Anselmo Bucci
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Bisogna andar cauti, quando si è ragazzi, nel fare progetti, poiché questi si avverano sempre nella maturità.
Cesare Pavese, La langa
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Il progetto non è forse il tè, il caffè, l’oppio, l’haschisch della vita? Non è forse il sostituto, il surrogato, la caparra della realtà?
Giovanni Papini, Il tragico quotidiano
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Tony: Che si fa domani sera? Violette: Non si possono fare progetti così lontani. Tony: Oh, peccato. Questo è il brutto della guerra. Oggi qui e domani chissà, nuovi posti, nuovi volti. Proprio quando uno comincia ad affezionarsi a… Violette: Io direi che questo è il bello della guerra, evita delusioni.

Scuola di spie – film
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Attendeva paziente, quasi allegra, senza nessuna ansia, mentre i ricordi cedevano il posto a speranze e progetti. Speranze e progetti talmente complessi che non vedeva nemmeno più i cuscini bianchi su cui fissava lo sguardo, né si ricordava di cosa fosse in attesa.
James Joyce
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Anche per i più longevi, la vita è troppo breve in relazione ai progetti fatti.
Arthur Schopenhauer
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Più facciamo progetti meno li realizziamo.
Roberto Gervaso

C’E’ SOLO UN LAVORO CHE NON PREVEDE LETTERE DI DIMISSIONI: L’AMORE

febbraio 28th, 2013

-“Ehi, mamma, ma quanto vivremo noi due?
-“Io, un giorno più di te…”
-“…”

Solo un giorno.
Un lungo, eterno giorno.
Per non farti morire
Senza di me.
Per non restare a morire
Senza di te.

C’è un solo lavoro che non prevede lettere di dimissioni.
Un solo treno che si ferma ad aspettarti, anche per sempre.
Un solo viaggio che può far ritrovare due anime.

L’Amore.

E io ti Amo.

A te, mamma… l’amore dei miei 30 anni..
C’è Tempo…

E a tutte le mamma, quelle che meravigliosamente lo sono.
E a quelle che desiderano di esserlo, perchè non perdano mai la speranza.
E a Te Sara, ovunque Tu sia.
Terry

[ da Essere una penna a partire da dentro]

PAURA DEL SUCCESSO

gennaio 24th, 2013

La nostra paura più profonda è di non essere adeguati.
La nostra paura pià profonda è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra lunce, non la nostra ombra , a spaventarci di più.
Ci domandiamo: “chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”
[...]
Cos’è il successo per te?
Molte persone collegano a questa parola una serie di immagini che fanno venire in mente la fama, la ricchezza, il vivere una vita da rockstar o campione dello sport.
La definizione di successo verso la quale ti vorrei far gravitare, invece, è molto più semplice: essere capace di vivere il tuo stile ideale giorno dopo giorno.
PIERNICOLA DE MARIA* EFFICACIA PERSONALE

*

Efficacia Personale Piernicola De Maria Efficacia Personale7 elementi chiave per uno stile di vita ideale

Piernicola De Maria

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DEFICIT ECONOMICO DEL GOVERNO e LEGGE DELL’ATTRAZIONE

ottobre 6th, 2012

Immagina di essere il proprietario di una grandissima società dove migliaia di persone lavorano per te. [...] Immagina di non lavorare personalmente con nessuna di queste persone ma di affidare tutto a un manager. Il tuo manager le comprende, le consiglia, le dirige.  Quindi ogni volta che hai un’idea riguardo a qualcosa, la esprimi al tuo manager, che dice, “me ne occuperò subito”. E lo fa. In modo efficiente. Con efficacia e precisione. Proprio come piace a te”.
[...]
Tu hai un manager che è così e anche di più. Hai un manager che lavora costantemente in tua vece e si chiama Legge dell’Attrazione, e tu non devi fare altro che chiedere affinché questo Manager Universale scatti in piedi al tuo comando [...]
[...]

Il nostro governo è così inefficiente e inefficace. Se ha bisogno di più denaro, non fa altro che prenderlo arbitrariamente da noi. Non c’è responsabilità finanziaria; il denaro viene speso per futili scopi, poi si lamentano che non ci sono i fondi per le cose che contano davvero per noi. E’ un disastro. Non so proprio come qualcuno possa raddrizzare la situazione. Provo delusione. Provo biasimo. Provo rabbia.
Ma ora ricordo di avere a disposizione questo Manager Universale capace ed efficiente che lavora per me. Così chiedo quanto segue, facendo del mio meglio per tenere a mente che questo manager è veramente bravo, e sarà in grado di soddisfare efficientemente le mie richieste.
- Giuda le persone al governo affinchè siano responsabili dal punto di vista fiscale,
- Fai in modo che per ogni euro speso in tasse, guadagniamo di più,
- Mostrami i segni di prigresso relativi al valore e all’efficienza del governo,
- Metti i leader in ruoli focalizzati al miglioramento della situazione,
- Voglio vedere meno favoritismi e più interesse genuino nelle questioni,
- E’ tutto per ora. Grazie di occuparti di queste cose.

IL POTERE DI FAR ACCADERE LE COSE* E&J Hicks

*

Il Potere di Far Accadere le Cose Il Potere di Far Accadere le Cose

L’arte del permettere

Esther e Jerry Hicks

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PERCHÉ NON TUTTI OTTENGONO IL SUCCESSO?

agosto 24th, 2012

Tutti noi vogliamo il successo: l’elenco dei best seller è pieno di ricette per emergere e imporsi. Allora, se le informazioni ci sono, come si spiega che alcune persone riescono a ottenere risultati incredibili, mentre altri sbarcano appena il lunario? Perché non tutti siamo dotati di potere, felici, ricchi, sani, coronati dal successo?
Il fatto è che persino nell’era dell’informatica l’informazione non basta. Se tutto ciò di cui abbiamo bisogno fossero idee e un modo di pensare concreto, da ragazzi tutti avremmo potuto soddisfare i nostri capricci e attualmente tutti saremmo in grado di vivere il nostro sogno. L’azione, ecco il minimo comun denominatore di ogni grande successo; l’azione è ciò che produce risultati. Il sapere è potere potenziale finche non capita nelle mani di qualcuno che sa agire con efficacia. In fin dei conti, il termine “potere” significa, alla lettera, “facoltà di agire”.

Anthony Robbins, da “Come ottenere il meglio da sé e dagli altri”

*

Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri

Il manuale del successo nella vita e nel lavoro (Unlimited Power)

Anthony Robbins

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CHI LAVORA CON LE SUE MANI E’ UN LAVORATORE*

agosto 24th, 2012

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.

San Francesco D’Assisi

FRASI 1° MAGGIO* Frasi Sul Primo Maggio Aforismi 1 Maggio

aprile 29th, 2012

Frasi Speciali 1° Maggio

Io amo il mio lavoro. Amo la soddisfazione che mi procura l’individuare una scappatoia in un contratto. Amo la scossa di adrenalina che si prova nel chiudere un accordo. Amo l’eccitazione che viene da una trattativa, dal confronto, dal fare l’osservazione migliore fra tutti i presenti a una riunione.
Ogni tanto, forse, mi sento come se qualcuno mi stesse caricando dei pesi sulle spalle. Tipo grossi blocchi di cemento, impilati uno sopra l’altro, e io li devo reggere, anche se sono esausta…
Ma probabilmente càpita a tutti di sentirsi così. É normale
Sophie Kinsella* La Regina della casa
***

“Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. “Spacco pietre” rispose il primo. “Mi guadagno da vivere” rispose il secondo. “Partecipo alla costruzione di una cattedrale” disse il terzo.”
Peter Schultz
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Il lavoro è una manna quando ci aiuta a pensare a quello che stiamo facendo. Ma diventa una maledizione nel momento in cui la sua unica utilità consiste nell’evitare che riflettiamo sul senso della vita.
Paulo Coelho * Manuale del guerriero della luce
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Il lavoro mi piace, mi affascina. Potrei starmene seduto per ore a guardarlo.
Jerome Klapka Jerome
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L’unico modo per fare un buon lavoro è amare quel che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare. Non accontentarti. Come per tutte le questioni di cuore,saprai di averlo trovato quando ce l’avrai davanti.
STEVE JOBS
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Si fuese el trabajo tan bueno,

se lo hubieran guardado

los ricos para si solos!

Vecchio detto castigliano
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I calcoli matematici sono freddi, generalmente non hanno un’anima. Statistiche, proiezioni, raffronti, percentuali.
Sono operazioni svolte da uomini, ma distanti dalla vita delle persone.
Sono numeri sommati, moltiplicati, sottratti, poi divisi, ancora sommati, divisi, risommati, sottratti di nuovo, e ancora moltiplicati, divisi, che alla fine compiono un totale.
Sono colonne di numeri messi in fila, pronti per essere proiettati, interpretati, magari manipolati, travisati.
Naturalmente dagli uomini, per conto di altri uomini, spesso contro altri uomini ancora.
Solo quando vengono associati a un soggetto, quei numeri fanno capire molto di più di qualsiasi analisi, rapporto, editoriale di un quotidiano, rilievo di un ricercatore.
I numeri associati a un soggetto raccontano una storia e ne descrivono il senso compiuto.
Se ti dicessi 874.940, così, senza spiegarti il motivo, tu non capiresti proprio nulla.
Di cosa stiamo parlando, mi diresti.
874.940.

Sì, va bene, ma di cosa?
874.940.
Persone… uomini… donne… vecchi… ragazzi… bambini… neonati…
[...]

874.940.
Di cosa?
Letti così quei numeri non si capiscono.
874.940.
Se ti dicessi invece operai, impiegati, muratori, carpentieri, attrezzisti, elettricisti, carrozzieri, meccanici, falegnami, contadini italiani portati in ospedale in una giornata di ordinario lavoro.
Se ti dicessi che molti di loro sono immigrati con regolare permesso di soggiorno che in un anno subiscono un infortunio sul lavoro.
Allora capiresti tutto.
E se mi venisse fuori un altro numero?
1120.
Sono gli incidenti sul lavoro mortali in un anno.
A questo punto ti potresti perfino incazzare.
Perché… perché non si può morire mentre si lavora.
Jean-Pierre Levaray*  MALEDETTA FABBRICA

***

Ti consideri stressata?
No. Non sono stressata.
Sono… molto impegnata. Ma il mondo è pieno di gente impegnata.
É la vita. Ho un lavoro di grande responsabilità, e per me la carriera
è importante.
E va bene. A volte mi sento un po’ tesa. Sotto pressione. Ma…
cavolo, faccio l’avvocato nella City. Cosa vi aspettate?
Mentre scrivo, premo così forte sulla pagina da bucare il foglio.
Accidenti.
Sophie Kinsella* LA REGINA DELLA CASA
***

FILASTROCCHE SUI MESTIERI

novembre 5th, 2011

FILASTROCCA PER LO STAGNINO
che bolle l’argento nel pentolino
e prepara la medicina
per i malati di cucina.
È il dottore delle padelle,
le fa brillare come stelle.
È il professore dei paioli,
li fa splendere come soli.
Il suo ospedale privato
ce le ha sulle pietre del selciato
-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE

***

IL POMPIERE
l pompiere per chi non lo sa, è un domatore di qualità.
Il fuoco è feroce come un tigrotto: io lo addomestico in quattro e quattrotto.
Con la pompa gli faccio passare
tutta la voglia di bruciare:
te lo spengo come un lumino, come la fiamma di un cerino.
Mi preoccupa però un terribile falò,
per il quale serve a poco l’accetta del vigile del fuoco:
la guerra può incendiare il mondo da un polo all’altro in un secondo.
Ma sapete che faremo? Tutti insieme lo spegneremo.
Sarebbe bello da vedere: tutti gli uomini un solo pompiere!

-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE
***

IL VECCHIO MURATORE
Ho girato mezzo mondo
con la cazzuola e il fil a piombo,
ho fabbricato con le mie mani
cento palazzi di dieci piani:
tutti in fila li vedo qua
e mi fanno una grande città.

Ma per me e per la mia vecchia
non ho che questa catapecchia.
Sono di legno le pareti,
le finestre non hanno vetri
e dal tetto di paglia e di latta
piove in tutta la baracca.

Dalla città che ho costruito,
non so perchè sono stato bandito.
Ho lavorato per tutti: perchè
nessuno ha lavorato per me?
-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE


***

LA SERVETTA
Filastrocca della domestica,
la padrona è tanto bisbetica.
Tutte le cose le vanno storte:
-Non sono lucide le porte,
sono sporchi i pavimenti,
sono scuri gli ori e gli argenti,
i bicchieri sono bagnati,
i mobili sono impolverati,
le finestre non sono pulite,
le forchette arrugginite,
le camicie mal stirate,
le calze non si sono asciugate,
si sono rotte le scodelle,
non hanno il buco le ciambelle,
il riso è crudo,la torta è bruciata…!
La servetta è disperata.

-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE

***

LA PORTINAIA
Portinaia che fai sul portone?
-Io conto tutte le persone.
Con la scopa tengo a bada
i cani e i gatti della contrada.
Giorno e notte,in ogni momento,
faccio la guardia al casamento:
se la sua pace qualcuno minaccia,
io gli sbatto la porta in faccia.
-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE

***

FILASTROCCA DEL FERROVIERE
Filastrocca del ferroviere,
che bellissimo mestiere,
stare in treno tutto il giorno
per l’Italia andare attorno.
E’ un bel mestiere, non dico di no,
sempre a spasso, ma però,
quando di notte tu stai nel tuo letto
io vado in giro a bucare il biglietto.
Ferroviere, che bel lavoro,
sul berretto due righe d’oro,
chiamare per nome paesi e stazioni
come simpatici amiconi.
Ma se il mio bambino chiama “papà”,
io sono sempre in un’altra città

-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE

***

IL BIDELLO
Filastrocca settembrina,
già l’autunno si avvicina,
già l’autunno per l’aria vola
fin sulla porta della scuola.
Sulla porta c’è il bidello,
che fischietta un ritornello,
poi con la faccia scura scura
prova la chiave nella serratura,
prova a suonare la campanella…
Bambino, prepara la cartella!

-GIANNI RODARI- PRIME FIABE E FILASTROCCHE

*

In ogni cosa ho voglia di arrivare sino alla sostanza.

ottobre 10th, 2011

In ogni cosa ho voglia di arrivare sino alla sostanza. Nel lavoro, cercando la mia strada, nel tumulto del cuore, sino all’essenza dei giorni passati, sino alla loro ragione, sino ai motivi, sino alle radici, sino al midollo.
Eternamente aggrappandomi al filo dei destini, degli avvenimenti,
sentire, amare, vivere, pensare, effettuare scoperte.
Boris Pasternak

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