Frasi Storiche

Frasi Storiche Frasi di Autori che sono passate alla storia. Le Citazioni e Massime Storiche più interessanti da Ricordare! Leggi le FRASI STORICHE e fai un tuffo nella Storia!



Frasi storiche – Napoleone Bonaparte – La Vittoria

marzo 4th, 2011

Il momento più critico giunge sempre con la vittoria

Napoleone Bonaparte

FRASI OLOCAUSTO*

febbraio 2nd, 2011

Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto e del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea”.

Primo Levi da “L’asimmetria e la vita”

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Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano”

Italo Calvino, “Il sentiero dei nidi di ragno”

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Quel che ora penso veramente è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso ‘sfida’ come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua ‘banalità’. Solo il bene è profondo e può essere radicale”.

Hannah Arendt (1906-1975), “La banalità del male”

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La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta.

Dal Diario di Anna Frank

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Ricordo l’ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.

L’Amico Ritrovato, Fred Uhlman

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Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra condizione umana, che è nemica di ogni infinito. Vi si oppone la nostra sempre insufficiente conoscenza del futuro; e questo si chiama, in un caso, speranza, e nell’altro , incertezza del domani. Vi si oppone la sicurezza della morte, che impone un limite a ogni gioia, ma anche a ogni dolore. Vi si oppongono le inevitabili cure materiali, che, come inquinano ogni felicità duratura, così distolgono assiduamente la nostra attenzione dalla sventura che ci sovrasta, e ne rendono frammentaria, e perciò sostenibile, la consapevolezza.
Primo LeviSe questo è un uomo

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Shoah: La Memoria e le Forme della Rimemorazione
Giornate della memoria 2008 – 2009
Shoah - Libro + 4 DVD
Vento d'Israel dentro la Shoah
Orientamenti, materiali e spunti per una didattica della Shoah, tra religione, storia e narrazione.
Il Libro della Shoah
Ogni bambino ha un nome…
Oltre il Tempo della Shoah: Le Carte Salvate
Spigolature di cronache imolesi, ricordi e documenti (1938-1961)

Lui pensava che si potessero CURARE il RAZZISMO e l’ODIO

novembre 30th, 2010

Lui pensava che si potessero CURARE il RAZZISMO e l’ODIO letteralmente curare tramite delle iniezioni di musica e amore nella vita delle persone.

Un giorno doveva suonare a una manifestazione per la pace. Degli uomini sono andati a casa sua e gli hanno sparato addosso. Due giorni dopo lui è salito sul quel palco, e ha cantato.

Qualcuno gli ha chiesto perchè, e lui ha detto “Perchè le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero, come potrei farlo io?”

ILLUMINA L’ OSCURITA’

Dal Film “Io Sono Leggenda”



FRASI LATINE*

novembre 13th, 2010

Mentre parliamo il tempo, invidioso, sarà già fuggito. Godi il giorno, confidando meno che puoi nel domani. Orazio, Odi

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Dura lex sed lex.
È una legge dura, ma è la legge.

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Carpe diem (… quam minimum credula postero).
Cogli l’attimo (… e nel domani credi il meno possibile).
Orazio

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Nosce te ipsum.
Conosci te stesso.

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Vulpem pilum mutare, non mores.
La volpe cambia il pelo, non l’ abitudine.

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Iudex damnatur ubi nocens absolvitur.
Quando il colpevole è assolto, è condannato il giudice.

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Nolite mittere margaritas ante porcos.
Non gettate perle davanti ai porci.

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Aurora aurum in ore habet.
Il mattino ha l’oro in bocca.

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Errare humanum est, perseverare autem diabolicum
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.
Proverbio Latino

Leggi le Citazioni Latine

Le Più Belle Citazioni Latine
Da Plauto a sant’Agostino con il meglio di Orazio, Catullo, Cicerone…

sii il meglio

maggio 24th, 2010

Se non puoi essere una via maestra, sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.

(Martin Luther King)

FRASI EPICHE*

febbraio 19th, 2010

frasi-epiche

Il termine “epica” deriva dal greco antico έπος (epos) che significa “parola“, ed in senso più ampio “racconto“, “narrazione

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<< è molto sopravvalutata. Il duro lavoro, non la fortuna, porta al successo. La fortuna è ciò che succede nel momento in cui i dadi cadono sul tavolo. Il lavoro duro è ciò che succede quando un premio cade nelle mani di un uomo perché lui ci si è dedicato attivamente. >>

( Cap. 31 Ulisse, narrato da Diomede ) in “Il canto di Troia” Di Colleen McCullough, P. Spinelli
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Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò.

Iliade, Omero

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Anch’io così, se egual destino m’è preparato, giaccerà morto, ma adesso voglio aver nobil gloria.

Iliade, Omero

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Cantami, o Musa, l’uomo di multiforme ingegno.

Odissea, Omero

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Da uno capisci come son tutti

Virgilio, Eneide II 65-66

Giudizio

febbraio 5th, 2010

Non giudicate, per non essere giudicati.
Perchè col giudizio con cui giudicate sarete giudicati,
E con la misura con la quale misurate sarete misurati…
(Gesù)

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Frasi Giudizio, leggile tutte!

27 GENNAIO, Giornata Della Memoria!

gennaio 27th, 2010

Giornata della memoria

«Quando non si riesce a dimenticare, si prova a perdonare»
Primo Levi, Da “Se questo è un uomo”

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Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest’offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più già di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.
Primo Levi, Da “Se questo è un uomo”

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Le guerre negano la memoria dissuadendoci dall’indagare sulle loro radici, finchè non si è spenta la voce di chi può raccontarle. Allora ritornano, con un altro nome e un altro volto, a distruggere quel poco che avevano risparmiato.
L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafón

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Nella Giornata della memoria che cade il 27 Gennaio di ogni anno si ricorda lo Sterminio degli Ebrei! Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa giunsero ad Auschwitz abbatterono i cancelli e liberarono i prigionieri… Un modo per NON DIMENTICARE questo orrore!

Frasi Shoah
Frasi Olocausto

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Dal diario di Anna Frank così scriveva Anna pochi giorni prima che i tedeschi irrompano nell’ alloggio segreto….
15 luglio 1944
…Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’ intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà Vedi le foto: Giornata della Memoria nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili”.
la tua Anna

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“Ciò che più colpiva le menti di quegli uomini che si erano trasformati in assassini, era semplicemente l’idea di essere elementi di un processo grandioso, unico nella storia del mondo (“un compito grande, che si presenta una volta ogni duemila anni”) e perciò gravoso. Questo era molto importante perché essi non erano sadici o assassini per natura; anzi, i nazisti si sforzarono sempre, sistematicamente, di mettere in disparte tutti coloro che provavano un godimento fisico nell’uccidere. (…). Perciò il problema era quello di soffocare non tanto la voce della loro coscienza, quanto la pietà istintiva, animale, che ogni individuo normale prova di fronte alla sofferenza fisica degli altri. Il trucco usato da Himmler ( che a quanto pare era lui stesso vittima di queste reazioni istintive) era molto semplice e molto efficace: consisteva nel deviare questi istinti , per così dire, verso l’io. E così, invece di pensare: che cose orribili faccio al prossimo!, gli assassini pensavano: che orribili cose devo vedere nell’adempimento dei miei doveri, che compito terribile grava sulle mie spalle!”

Hannah Arendt, La banalità del male

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Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.
Elie Wiesel, La notte

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