Frasi Poeti

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Ditemi com’ è un albero, ditemi com’ è la giustizia, non ditemi com’ è la dignità

marzo 13th, 2011

frase  * josè saramago

Dicci com’ è un albero affinché non dubitiamo che qualcosa nel mondo, fuori da queste mura, continui a combattere contro l’ infamia, contro la menzogna, contro la stolta crudeltà dei nemici della vita, dicci com’ è e dov’ è la giustizia, perché le strappiamo la benda dagli occhi affinché veda, finalmente, a chi, di fatto, è servita, chiunque egli sia; ma non ci dicano com’ è la dignità perché lo sappiamo già, perché, perfino quando sembrava non fosse che una parola, noi comprendevamo che si trattava della pura essenza della libertà, nel suo senso più profondo, quello che ci permette di dire, contro l’ evidenza stessa dei fatti, che eravamo prigionieri, eppure eravamo liberi.

Josè Saramago

Frasi Amore* – Pedro Salinas – Conoscersi è Luce improvvisa

marzo 11th, 2011

Non ho bisogno di tempo per sapere come sei: conoscersi è Luce improvvisa.

La voce a te dovuta – Pedro Salinas

Poesie*- J. Prevert – Sono quella che Sono

marzo 11th, 2011

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta

Amo colui che m’ama

Non è colpa mia
Se non è  sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me

Son fatta per piacere
Non c’e niente da fare

Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa

Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…

Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi

Sono quella che Sono – Jacques Prevert

Frasi Amore*- J. Prevert

marzo 10th, 2011

Questo amore tutto intero ancora così vivo tutto pieno di sole è tuo…è mio….

Jacques Prevert

Poesie* – Federico Garcia Lorca – Se potessi con le dita sfogliare la luna

marzo 10th, 2011

Se potessi con le dita sfogliare la Luna!

Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.

Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora qualche volta?
Che colpa ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare con le dita la luna!!”

Federico Garcia Lorca

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso

marzo 8th, 2011

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.

Alda Merini

Frasi Film* – Il Postino – Pablo Neruda

marzo 3rd, 2011

Accadde in quell’età… La poesia venne a cercarmi. Non so da dove sia uscita, da inverno o fiume.Non so come né quando,no, non erano voci, non erano parole né silenzio,ma da una strada mi chiamava,dai rami della notte, bruscamente fra gli altri,fra violente fiamme o ritornando solo,era lì senza voltoe mi toccava.

Non sapevo che dire, la mia bocca non sapeva nominare,i miei occhi erano ciechi, e qualcosa batteva nel mio cuore,febbre o ali perdute,e mi feci da solo,decifrando quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,vaga, senza corpo, pura sciocchezza,pura saggezza di chi non sa nulla,e vidi all’improvviso il cielo sgranato e aperto,pianeti, piantagioni palpitanti,ombra ferita,
crivellata da frecce, fuoco e fiori, la notte travolgente, l’universo.

Ed io, minimo essere,ebbro del grande vuoto costellato,a somiglianza, a immagine del mistero,
mi sentii parte pura dell’abisso,ruotai con le stelle, il mio cuore si sparpagliò nel vento.

” Il Postino” – Pablo Neruda

Non farmi ancora ritornare a me

febbraio 28th, 2011

Non farmi ancora ritornare a me

Sono sceso così nel profondo

in te. E sono così inebriato

- felicità – di te.

Il mondo è morto. Con il suo chiarore

il cielo canta sopra torrenti

di stelle. Tutta una musica

m’invade il cuore.

E il popolo rapace del mio sangue

purificato nel profondo canta

alleluja!

Gottfried Benn

Poesia* – Emily Dickinson – Che sempre io abbia amato

febbraio 25th, 2011

Che sempre io abbia amato

Te lo provo:

Prima d’amare mai vissi – Abbastanza

E che sempre amerò ti darò certezza:

amore è vita e mai la vita muore.

Per me la VITA è stata bella perchè l’ho pagata cara

febbraio 24th, 2011

 

“Io la vita l’ho goduta perchè mi piace anche l’inferno della vita, e la vita è spesso un’inferno …

Per me la vita è stata bella perchè l’ho pagata cara”

[Alda Merini * Intervista al Corriere della Sera]

Frasi d’Amore * – Pablo Neruda – Andiamo insieme

febbraio 24th, 2011

Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme.

Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare.

Desiderami, stremami, versami, sacrificami.

Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

Spegnimi come il lume della notte, come il delirio della fantasia.

febbraio 22nd, 2011

Spegnimi come donna e come mimo,

come pagliaccio che non ha nessuno.

Spegnimi perchè ho rotta la sottana : uno strappo che è largo

come il cuore.

Alda Merini

Frasi Amore * – Vasco Popa

febbraio 21st, 2011

Ridammi i miei stracci

I miei stracci di sogno puro

Fatti del sorriso di seta del mio intermittente presagio

Fatti con questa mia stoffa di pizzo

I miei stracci di speranze invisibili

Fatti del mio desiderio che brucia

Fatti dell’arcobaleno di sguardi del mio viso

Ridammi i miei stracci

Li voglio davvero

Ridammeli.

ll bambino che non gioca non è un bambino, Pablo Neruda

ottobre 22nd, 2009

ll bambino che non gioca non è un bambino,
ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre
il bambino che ha dentro di sé.

Pablo Neruda

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, Fernando Pessoa

ottobre 13th, 2009

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo.

Fernando Pessoa

E se non puoi la vita che desideri, Constantinos Kafavis

settembre 20th, 2009

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo per quanto sta in te:
non sciuparla nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro in balìa
del quotidiano gioco balordo degli incontri e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kafavis, da “Cinquantacinque Poesie”

Sbatto le palpebre per la stanchezza, Fernando Pessoa

luglio 19th, 2009

Sbatto le palpebre per la stanchezza
e le mie ciglia emettono un suono minuscolo, impercettibile
sul bianco sensibile dell’alto cuscino.

Fernando Pessoa, da “Il libro dell’Inquietudine”

HO SCESO DANDOTI IL BRACCIO* Eugenio Montale

giugno 25th, 2009

Ho sceso, dandoti il braccio
almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto
ad ogni gradino.

Eugenio Montale, da “Satura xenia II”

Del mio cuore una dimora per la tua bellezza, Gibran

giugno 23rd, 2009

Del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Kahlil Gibran

Più dolce sarebbe la morte se il mio ultimo sguardo, Shakespeare

marzo 2nd, 2009

Più dolce sarebbe la morte se il mio ultimo sguardo avesse come orizzonte il tuo volto.
E se così fosse, mille molte vorrei nascere per mille volte ancor morire.

William Shakespeare, da “Amleto”

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