La consistenza dei sogni
Ghost Of The Navigator febbraio 4th, 2012
È un errore pensarli come nebbia o nuvola.
I sogni sono in metallo pesante.
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Ghost Of The Navigator febbraio 4th, 2012
È un errore pensarli come nebbia o nuvola.
I sogni sono in metallo pesante.
shooting_star dicembre 27th, 2011
Stefania settembre 4th, 2011
A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro,
un alito di vento che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo,
nell’intimità dei misteri del mondo.
Alda Merini, L’anima innamorata
*
Ogni poeta è un sacerdote e sopporta pene indicibili per regalare la propria parola agli altri.
‘E’ un improbo recupero di forze per avvertire un pò di eternità’.
La gente cerca di amalgamarlo col volgo, di confonderlo con il pantano,
di farlo morire di asfissia tra polvere e reati,
e il poeta muore veramente, vinto dalla stanchezza
e dalla preghiera che non riesce più a risorgere.
Mai piu’?
Alda Merini, L’anima innamorata
*
Il mio amore rovente come una lacrima è la stessa legge della vita. Pensavo che nei miei nascondigli, nei miei occhi pieni di canto, tu trovassi questo libro meraviglioso, che io ho scritto per te e che è la summa teologica dei miei desideri.
Ti vorrei parlare dei desideri delle fanciulle, dei loro prati, delle loro selvagge giacenze e di come toccano le corde dell’amore con mani così silenziose che neppure Amore si sveglia. Tu hai sempre dormito e non ti sei mai accorto che sono venuta da te in forma d’anima e che non ti ho mai baciato perché un bacio ti avrebbe risvegliato dalla morte dell’uomo. Ma io che ti amo sono diventata immortale, e non m’importa se tu mi prendi per una mosca inutile, un insetto che ti logora il sonno. Sono io che sono logorata da te e sono diventata un tessuto così rovinato e logoro che se tu mi vedessi non mi baceresti certo. Sono in fondo l’infula di un morto e non so come faccia a vivere perché tu non mi baci mai e non puoi baciarmi perché sono la tua anima.
Alda Merini, L’anima innamorata
*
Amami, e nel ricordo prendi la fionda antica e battimi i capelli. Mi vedrai crescere nera come la foresta dell’Amazzonia, ma se scosti i miei rami vedrai nella mia lingua uccelli variopinti e paradisi terrestri. Allora non pregare il Signore, perché la dovizia del mio canto io l’ho rubata a lui in un giorno di distrazione.
Alda Merini, L’anima innamorata
*
Ombra luglio 30th, 2011
Che allegria, vivere e sentirsi vissuto.
Arrendersi alla grande certezza, oscuramente, che un altro essere, fuori di me, molto lontano mi sta vivendo.
Che esiste un altro essere con cui io guardo il mondo perchè sta amandomi con i suoi occhi.
Che esiste un’altra voce con cui io dico cose non sospettate dal mio gran silenzio e che mi ama anche con la sua voce. E quando lei mi parlerà di un cielo scuro, di un paesaggio bianco, ricorderò stelle che non ho visto, che lei guardava, e neve che nevicava nel suo cielo. Con la strana delizia di ricordare di aver toccato ciò che non toccai se non con quelle mani che non raggiungo con le mie, tanto distanti.
E spogliato di sé potrà il mio corpo riposare, tranquillo, morto ormai.
Morire nell’alta certezza che questo viver mio non era solo il mio vivere: era il nostro…
Pedro Salinas
ornella gramaglia luglio 29th, 2011
I poeti ignorano cio’ che la gente comune dei poeti conosce….
(Ornella Gramaglia)
Ombra luglio 8th, 2011
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza
Egli non sa perché
vedendo passare una chiatta
la nostalgia lo afferra
Anch’egli vorrebbe partire
lontano lontano sull’acqua
e vivere una nuova vita
con un po’ di pancia in meno.
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Il bravo pescatore con la lenza
torna a casa senza un sol pesce
Apre una scatoletta di sardine
e poi si mette a piangere
Capisce che dovrà morire
e che non ha mai amato
Sua moglie lo compatisce
con un sorriso ironico
E’ una ignobile megera
una ranocchia d’acquasantiera.
In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.
Sa bene che i battelli
son grandi topaie sul mare
e che per i bassi salari
le belle barcaiole
e i loro poveri battellieri
portano a spasso sui fiumi
una carrettata di figli
soffocati dalla miseria
in estate come in inverno
con non importa qual tempo.
Jacques Prévert
Ombra luglio 3rd, 2011
La poesia nasce dove la si cerca,
una scintilla d’ispirazione è la vera maestra del poeta.
Un tramonto, l’erba verde e cose del genere,
per chi sa usarle diventano poesia.
Yuan Mei
Chiara giugno 26th, 2011
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità.
Eugenio Montale, Farfalla di Dinard
Ombra giugno 5th, 2011
quand’ero bambino
vissi, senza sapere,
solo per avere oggi
quella rimembranza
[FERNANDO PESSOA- IL MONDO CHE NON VEDO]
***
Non so se dormendo
sto, se assente sono:
So che sto sentendo
la bocca che sorride
ai sogni che io sono
[FERNANDO PESSOA- IL MONDO CHE NON VEDO]
***
Tutto quello che facciamo
ha questo di singolare:
non è ciò che vogliamo.
Si fa perchè noi viviamo,
che è vivere e non pensare.
[FERNANDO PESSOA- IL MONDO CHE NON VEDO]
***
se qualcuno pensasse
nella vita, morirebbe
di pensiero
[FERNANDO PESSOA- IL MONDO CHE NON VEDO]
***
Tra il sonno e il sogno,
tra me e quel che è in me
e colui ch’io mi suppongo,
scorre un fiume senza fine
[FERNANDO PESSOA- IL MONDO CHE NON VEDO]
***
Ricordo: non ci fu nulla.
Sento, e la nostalgia crede
[FERNANDO PESSOA- IL MONDO CHE NON VEDO]
***
Ombra maggio 22nd, 2011
*
“A volte può essere utile innamorarsi di un mobile, di un libro, di un sogno, e di tutto quello che può stare dentro un mobile, un libro, un sogno. Oppure osservare gli alberi, le strade, gli insospettabili cavalcavia che portano su altre strade ed altri cavalcavia, le case che ci abitano dentro come noi abitiamo le loro stanze, i viaggi, le persone e le lingue che incontriamo nei viaggi, le domande feroci che a volte ci picchiano in testa. Quanti perchè? E Dio? Ma è proprio vero che si muore? Non esprimere fino in fondo un’idea equivale a lasciarla confusa. Per far bene le cose bisogna voler bene a un sacco di cose, farsi volentieri delle domande, imparentarsi con pensieri irregolari e poi scegliere i più redditizi, i più affidabili e duraturi, assieme alle parole giuste, più giuste di un vestito su misura, tagliato da un sarto.
Però si può pensare da poeti anche senza scrivere un verso.
Questo è il bello.
Basta saper leggere il Grande Libro della Vita, entrando nelle pieghe dei giorni, nelle storie degli altri e nella testardaggine di chi c’era prima di noi”
ENNIO CAVALLI * I GEMELLI GIORNALISTI SONO IO
Elimiel marzo 27th, 2011
Amo l’amore che si suddivide in baci, letto e pane.
Amore che può essere eterno e può esser fugace.
Amore che vuol liberarsi per tornare ad amare.
Farewell, in Crepuscolario – Pablo Neruda
Elimiel marzo 26th, 2011
Graffierò la terra per farti una grotta
e il tuo Capitano
t’attenderà con fiori nel letto.
I versi del Capitano – Pablo Neruda
Elimiel marzo 24th, 2011
…A te, senza muovermi, senza vederti, te distante vanno il mio sangue e i miei baci a te che sei per le mie braccia
per i miei baci…
…per l’anima mia.
Pablo Neruda – I versi del capitano
Elimiel marzo 23rd, 2011
Nascondimi tra le tue braccia per questa notte sola,
mentre la pioggia rompe contro il mare e la terra
la sua bocca innumerevole.
Palblo Neruda – I versi del Capitano
Elimiel marzo 21st, 2011
I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina al tavolo degli Angeli..
K. Gibran
Ombra marzo 21st, 2011
…Che bello poter almeno immaginare di esserlo; è meglio della vita”
Fernando Pessoa
Elimiel marzo 20th, 2011
La Luna, per colui che pensa in termini di eternità, è il fulgente memento mori che Dio ripete ogni giorno alla «gran madre antica»
Giovanni Papini
Ombra marzo 13th, 2011
Dicci com’ è un albero affinché non dubitiamo che qualcosa nel mondo, fuori da queste mura, continui a combattere contro l’ infamia, contro la menzogna, contro la stolta crudeltà dei nemici della vita, dicci com’ è e dov’ è la giustizia, perché le strappiamo la benda dagli occhi affinché veda, finalmente, a chi, di fatto, è servita, chiunque egli sia; ma non ci dicano com’ è la dignità perché lo sappiamo già, perché, perfino quando sembrava non fosse che una parola, noi comprendevamo che si trattava della pura essenza della libertà, nel suo senso più profondo, quello che ci permette di dire, contro l’ evidenza stessa dei fatti, che eravamo prigionieri, eppure eravamo liberi.
Josè Saramago
Elimiel marzo 11th, 2011
Non ho bisogno di tempo per sapere come sei: conoscersi è Luce improvvisa.
La voce a te dovuta – Pedro Salinas