Frasi In Lingua Straniera

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FRASI CON IMMAGINE IN INGLESE

8 MARZO 2014: FESTA DELLA DONNA

marzo 7th, 2014

donna

To love. To be loved.

To never forget your own insignificance.

To never get used to the unspeakable violence and the vulgar disparity of life around you.

To seek joy in the saddest places.

To pursue beauty to its lair.

To never simplify what is complicated or complicate what is simple.

To respect strength, never power.

Above all, to watch.

To try and understand.

To never look away.

And never, never, to forget. …

Amare. Essere amati.
Non dimenticare mai la propria insignificanza.
Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita intorno a te.
Cercare la gioia nei posti più tristi.
Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana.
Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici.
Rispettare la forza, mai il potere.
E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo.
E mai, mai dimenticare.
 
Arundhati Roy

 

***

 

PER TE DONNA

 

Svegliati. Il giorno ti chiama

alla tua vita: il tuo dovere.
A nient’altro che a vivere.
Strappa ormai alla notte
negatrice e all’ombra
che lo celava, quel corpo
di cui è in attesa, sommessa,
la luce nell’alba.
In piedi, afferma la retta
volontà semplice d’essere
pura vergine verticale.
Senti il tuo corpo.
Freddo, caldo? Lo dirà
il tuo sangue contro la neve
da dietro la finestra;
lo dirà
il colore sulle tue guance.
E guardi il mondo. E riposa
senz’altro impegno che aggiungere
la tua perfezione ad un altro giorno.
Il tuo compito
è sollevare la tua vita,
giocare con lei, lanciarla
come voce alle nubi,
a riafferrare le luci
che ci hanno lasciato.
Questo è il tuo destino: viverti.
Non devi fare nulla.
La tua opera sei tu, niente altro.

P.Salinas, La voce a te dovuta, 1933

 

***

Sono una donna felice,
come lo dovrebbe essere
qualunque donna
al riverbero di questa età luminosa.
Ho debolezze eleganti,
e cicatrici charmantes.

Non ho più illusioni sulla nobiltà
delle persone,
e per questo sò apprezzare
la loro inestimabile arte
di convivere con le proprie
imperfezioni.
Sono clemente,
alla fine,
con me stessa e con gli altri.
Così sono pronta ad invecchiare,
ripromettendomi di farlo
negli eccessi e nelle sciocchezze.
Se l’età adulta
ti ha dato quello che volevi,
la vecchiaia
dev’essere una sorta
di seconda infanzia
in cui torni a giocare,
e non c’è più nessuno
che ti può dire di smettere.
Alessandro Baricco 

Essenza-di-donna

 

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IL TEMPO MI HA INSEGNATO MOLTO

maggio 30th, 2013

tempo

Il tempo mi ha insegnato molto:
Mi ha insegnato ad amare la vita,
A non smettere di lottare,
A rinascere dal fallimento,
A rinunciare alle parole e ai pensieri negativi,
A credere nei valori umani,
E ad essere ottimista,
Ho imparato che vale più tentare che cambiare idea…
Prima di tutto credere invece di dubitare;
Che ciò che vale nella vita
Non è il punto di partenza ma il nostro cammino.

(Cora Coralina)

O Tempo Muito Me Ensinou

O tempo muito me ensinou:
Ensinou a amar a vida,
Não desistir de lutar,
Renascer na derrota,
Renunciar às palavras e pensamentos negativos,
Acreditar nos valores humanos,
E a ser otimista.
Aprendi que mais vale tentar do que recuar….
Antes acreditar do que duvidar,
Que o que vale na vida,
Não é o ponto de partida e sim a nossa caminhada

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PENSIERI SUL MARE

marzo 27th, 2012

Il mare intero sale e scende, in uno sperpero di forza, di grazia e d’armonia. Le onde provano tutta la loro gamma, in una finzione magica. Galoppano come puledri, s’aprono come arbusti, s’alzano come montagne, si estendono come valli, e ridono e piangono, parlano diffusamente e tacciono di colpo, e vivono del cielo e lo negano, si vestono di broccati e di sete e si spogliano tutte.
La suggestione dell’acqua resa umana è evidente. In tal modo chiama la sua occulta bellezza, che, col solo dire alla nostra anima: “vieni con  me”, se la porta via. E il corpo allora, persuasivo, trascina l’anima stordita, con un grande sforzo delicatissimo, dalla murata alla cabina.

[“Diario di poeta e mare” Juan Ramón Jiménez]
***

Mare!

Mare! Anche a te io mi affido – capisco ciò che vuoi dirmi,
Scorgo da riva le curve tue dita che invitano,
E credo che allontanarti non vuoi prima d’avermi toccato,
Dobbiamo fare un giro insieme, mi spoglio, portami lungi, che non veda più terra,
Cullami sui molli tuoi cuscini, cullami in ondoso assopimento,
Schizzami di sprilli amorosi, ché io ben saprò ripagarti.

Mare delle distese ondate,
Mare che esali vasti soffi convulsi,
Mare del sale di vita, delle non mai scavate e sempre aperte tombe,
Che urlando scolpisci tempeste, capriccioso e raffinato mare,
Io sono parte integrale di te, sono anch’io d’una fase e di tutte le fasi.

Partecipe di influssi e di efflussi, io che esalto l’odio e la conciliazione,
Io che esalto gli amici, e quelli che dormono l’uno nelle braccia dell’altro.
Io sono colui che attesta la simpatia,
(Dovrei compilare la lista delle cose nella casa, e tralasciare la casa che le sostiene?)

Non sono solo il poeta della bontà, non mi rifiuto di essere al tempo stesso il poeta della malvagità.

Che sciocchezze sono mai queste sulla virtù e sul vizio?
Il male mi incalza, la riforma del male mi incalza, io resto indifferente,
Il mio passo non è quello di chi censura o rifiuta,
Io bagno le radici di tutto ciò che è cresciuto.

Temete che la perenne fecondità produca una qualche scrofola?
Ritenere che le leggi celesti debbano ancora venir rielaborate e rettificate?

Io trovo che un lato fa da contrappeso e che il lato sugli antipodi fa da contrappeso,
Cedevoli dottrine m’offrono un valido aiuto al pari di dottrine stabili,
Pensieri e atti del presente la nostra sveglia e mattutina partenza.

Questo minuto, che arriva fino a me dai decisioni trascorsi,
Nulla v’ha di meglio di questo e del presente.

Quanto si comportò bene nel passato, o si comporta bene oggi, non costituisce una tal meraviglia,
La meraviglia è e sarà come possa esistere un uomo meschino o empio.

“Il canto di me stesso”  n.  22, in FOGLIE D’ERBA,  Walt Whitman

[versione originale
***
You sea!
I resign myself to you also- I guess what you mean, I behold from the beach your crooked fingers, I believe you refuse to go back without feeling of me, We must have a turn together, I undress, hurry me out of sight of the land, Cushion me soft, rock me in billowy drowse, Dash me with amorous wet, I can repay you. Sea of stretch’d ground-swells, Sea breathing broad and convulsive breaths, Sea of the brine of life and of unshovell’d yet always-ready graves, Howler and scooper of storms, capricious and dainty sea, I am integral with you, I too am of one phase and of all phases. Partaker of influx and efflux I, extoller of hate and conciliation, Extoller of amies and those that sleep in each others’ arms. I am he attesting sympathy, (Shall I make my list of things in the house and skip the house that supports them?) I am not the poet of goodness only, I do not decline to be the poet of wickedness also. What blurt is this about virtue and about vice? Evil propels me and reform of evil propels me, I stand indifferent, My gait is no fault-finder’s or rejecter’s gait, I moisten the roots of all that has grown. Did you fear some scrofula out of the unflagging pregnancy? Did you guess the celestial laws are yet to be work’d over and rectified? I find one side a balance and the antipedal side a balance, Soft doctrine as steady help as stable doctrine, Thoughts and deeds of the present our rouse and early start. This minute that comes to me over the past decillions, There is no better than it and now. What behaved well in the past or behaves well to-day is not such wonder, The wonder is always and always how there can be a mean man or an infidel.

“Song of myself” n. 22, LEAVES OF GRASS,  Walt Whitman ]

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JORGE LUIS BORGES – Gli scacchi [Ajedrez]

settembre 30th, 2011

JORGE LUIS BORGES – Gli scacchi (Ajedrez)

I giocatori, nel grave cantone,
guidano i lenti pezzi. La scacchiera
fino al mattino li incatena all’arduo
riquadro dove s’odian due colori.

Raggiano in esso magici rigori
le forme: torre omerica, leggero
cavallo, armata regina, re estremo,
alfiere obliquo, aggressive pedine.

I giocatori si separeranno,
li ridurrà in polvere il tempo, e il rito
antico troverà nuovi fedeli.

Accesa nell’oriente, questa guerra
ha oggi il mondo per anfiteatro.
Come l’altro, è infinito questo giuoco.

II

Lieve re, sbieco alfiere, irriducibile
donna, pedina astuta, torre eretta,
sparsi sul nero e il bianco del cammino
cercano e danno la battaglia armata.

Non sanno che è la mano destinata
del giocatore a condurre la sorte,
non sanno che un rigore adamantino
goberna il loro arbitrio di prigioni.

Ma anche il giocatore è prigioniero
(Omar afferma) di un’altra scacchiera
di nere notti e di bianche giornate.

Dio muove il giocatore, questi il pezzo.
Quale dio dietro Dio la trama ordisce
di tempo e polvere, sogno e agonia?

AJEDREZ

I

En su grave rincón, los jugadores
rigen las lentas piezas. El tablero
los demora hasta el alba en su severo
ámbito en que se odian dos colores.

Adentro irradian mágicos rigores
las formas: torre homérica, ligero
caballo, armada reina, rey postrero,
oblicuo alfil y peones agresores.

Cuando los jugadores se hayan ido,
cuando el tiempo los haya consumido,
ciertamente no habrá cesado el rito.

En el Oriente se encendió esta guerra
cuyo anfiteatro es hoy toda la tierra.
Como el otro, este juego es infinito.

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QUEEN: LE FRASI PIU’ BELLE DELLE CANZONI

settembre 5th, 2011

Ma tocca le mie lacrime con le tue labbra, Tocca il mio mondo con la punta delle tue dita
E potremo avere per sempre, E potremo amare per sempre
L’ eternità è il nostro presente
Chi vuol vivere per sempre, Chi vuol vivere per sempre?
L’ eternità è il nostro presente…Ma chi aspetta in eterno?
[But touch my tears with your lips, Touch my world with your fingertips
And we can have forever, And we can love forever
Forever is our today
Who wants to live forever, Who wants to live forever?
Forever is our today… Who waits forever anyway?]

QUEEN * Who Wants To Live Forever
***

È una specie di magia
Una specie di magia
Un sogno, uno spirito, un premio
Uno scopo, un baluginio dorato di ciò
che dovrebbe essere
È una specie di magia
Un raggio di luce che mostra la via

[It’s a kind of magic
A kind of magic
One dream, one soul, one prize
One goal, one golden glance
of what should be
It’s a kind of magic
One shaft of light that shows the way]

QUEEN * A KIND OF MAGIC
***

Stanotte mi divertirò veramente
Mi sento vivo… e il mondo capovolgersi, sì!
E fluttuare tutt’intorno in estasi
Dunque non fermarmi ora, non fermarmi
Perché mi sto divertendo mi sto divertendo

Sono una stella cadente che attraversa il cielo
Come una tigre che sfida le leggi di gravità
Sono una macchina da corsa che sfila come Lady Goliva
Vado, vado, vado, vado, niente mi può fermare
Brucio nel cielo Sì!
200 gradi, ecco perché mi chiamano Mister Fahrenheit
Viaggio alla velocità della luce
Farò di te un uomo supersonico

[Tonight I’m gonna have myself a real good time
I feel alive… and the world turning inside out Yeah!
And floating around in ecstasy
So don’t stop me now, don’t stop me
Cos’ I’m having a good time having a good time
I’m a shooting star leaping through the sky
Like a tiger defying the laws of gravity
I’m a racing car passing by like Lady Godiva
I’m gonna go, go, go, there’s no stopping me
I’m burning through the sky Yeah!
Two hundred degrees, that’s why they call me Mister Fahrenheit
I’m travelling at the speed of light
I wanna make a supersonic man out of you]

QUEEN * DON’T STOP ME NOW
***

Faccio un giro sul destino
Desideroso di recitare la mia parte
Vivendo con ricordi dolorosi
Amando con tutto il mio cuore
[I’m taking my ride with destiny
Willing to play my part
Living with painful memories
Loving with all my heart]

QUEEN * MADE IN HAVEN
***

Tengo il mondo nella mano
Sono qui grazie al tuo amore
[Got the world in my hands.I’m here for your love.
And I’ll make my stand.]

QUEEN PRINCES OF THE UNIVERSE
***

Una mano sopra l’acqua
Un angelo tende la mano per raggiungere il cielo
Sta piovendo nel Paradiso
[A hand above the water
An angel’s reaching for the sky
Is it raining in Heaven]

QUEEN * NO ONE BUT YOU (only The Good Die Young)
***

Nessuno può trovarmi qualcuno da amare?
Tutte le mattine mi sveglio e muoio un po’, sto a malapena in piedi
Do un occhiata (datti un occhiata) allo specchio e piango (si, si)
Signore, cosa mi stai facendo?
Ho passato la mia vita credendo in te
Ma non riesco proprio a trovare sollievo Signore
Qualcuno (qualcuno) ooooh qualcuno (qualcuno)
Nessuno può trovarmi qualcuno da amare?
[Can anybody find me somebody to love
Each morning I get up I die a little
Can barely stand on my feet
Take a look in the mirror and cry
Lord what you’re doing to me
I have spent all my years in believing you
But I just can’t get no relief, Lord!
Somebody, somebody
Can anybody find me somebody to love?]

QUEEN * SOMEBODY TO LOVE

5SETTEMBRE2011 – Auguri Freddy!

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e so molto bene che non ci sarai, e quando ti penserò, penserò un pensiero, che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

aprile 2nd, 2011

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” della metropolitana,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani..

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te

IL FUTURO * JULIO CORTAZAR

§

Y sé muy bien que no estarás.
No estarás en la calle,
en el murmullo que brota de noche
de los postes de alumbrado,
ni en el gesto de elegir el menú,
ni en la sonrisa que alivia
los completos de los subtes,
ni en los libros prestados
ni en el hasta mañana.

No estarás en mis sueños,
en el destino original
de mis palabras,
ni en una cifra telefónica estarás
o en el color de un par de guantes
o una blusa.
Me enojaré amor mío,
sin que sea por ti,
y compraré bombones
pero no para ti,
me pararé en la esquina
a la que no vendrás,
y diré las palabras que se dicen
y comeré las cosas que se comen
y soñaré las cosas que se sueñan
y sé muy bien que no estarás,
ni aquí adentro, la cárcel
donde aún te retengo,
ni allí fuera, este río de calles
y de puentes.
No estarás para nada,
no serás ni recuerdo,
y cuando piense en ti
pensaré un pensamiento
que oscuramente
trata de acordarse de ti.

El Futuro de Julio Cortázar

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A vida – Jorge Amado

marzo 14th, 2011

“La tristezza è l’unico peccato mortale perchè è l’unico che offende la vita.”

“A tristeza è o ùnico pecado mortal porque è o ùnico que ofende a vida.

Jorge Amado

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IL MODO TUO D’AMARE * Pedro Salinas

marzo 12th, 2011

Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

PEDRO SALINAS * da la voce a te dovuta

***

La forma de querer tú

La forma de querer tú
es dejarme que te quiera.
El sí con que te me rindes
es el silencio. Tus besos
son ofrecerme los labios
para que los bese yo.
Jamás palabras, abrazos,
me dirán que tú existías,
que me quisiste: Jamás.
Me lo dicen hojas blancas,
mapas, augurios, teléfonos;
tú, no.
Y estoy abrazado a ti
sin preguntarte, de miedo
a que no sea verdad
que tú vives y me quieres.
Y estoy abrazado a ti
sin mirar y sin tocarte.
No vaya a ser que descubra
con preguntas, con caricias,
esa soledad inmensa
de quererte sólo yo.

PEDRO SALINAS * la voz a ti debida

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