Frasi Belle

Frasi Belle ❤❤❤ Frasi Bellissime per una Dedica Frasi Belle da Dedicare, Frasi Belle Per i tuoi Amici, Frasi Belle ❤ Le Frasi Più Belle!
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Ci sono giorni speciali in cui vorresti rifugiarti in una bella frase, in una frase che possa capirti e comprenderti fino in fondo, che possa parlare di te, delle tue emozioni, delle tue speranze, una frase bella che possa esprimere i tuoi pensieri, come fosse scritta da te.
Ti è mai capitato di riconoscere in alcune frasi belle scritte da autori famosi pensieri che sono anche tuoi, che riconosci come veri come una sorta di lettura nel pensiero?
C’è a chi capita spesso, chiamalo intuito, energia cosmica, destino

Leggere frasi ispiranti, blocca il tempo in un istante di consapevolezza, armonizza i tuoi pensieri in una frequenza in cui altri pensieri trovano forma, dove si arresta il giudizio e ci si lascia trasportare in un modo nuovo o diverso di vedere le cose.
Leggere anche piccole frasi belle, puo’ aprire la mente trasportare in luoghi nuovi, luoghi che non potevi immaginare, oppure in posti familiari, dove trovi qualcosa di tuo, che ti appartiene.

Qui… c’è una frase scritta per te, che aspetta i tuoi occhi per essere scoperta e condivisa!
Scopri le Frasi Più belle, da leggere, scrivere, e condividere nei social network.
Scopri le frasi più belle….



FRASI SUL RISPETTO

agosto 25th, 2013

rispetto

Se stimi una persona e vuoi che lo sappia
non c’è bisogno di parole o celebrazioni.
Trattala con RISPETTO e vedrai, il tuo sentire sarà trasparente come acqua limpida.
Fidati. Non esiste una dimostrazione migliore.
Anton Vanligt, Mai Troppo Folle
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Così. . . .
Scopri chi sei, e sii cio’ che sei.
Decidi che cosa viene prima, e scegli farlo.
Scopri i tuoi punti di forza, usali e dai loro spazio.
Impara a non competere con gli altri,
perché nessun altro è in gara con te.
Allora avrai..
Imparato ad accettare la tua unicità.
Imparato a definire le priorità e prendere decisioni.
Imparato a convivere con i tuoi limiti.
Imparato a darti il rispetto che ti è dovuto.
E avrai una vita più entusiasmante e vitale.
Stephen Littleword
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Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo.
Tiziano Terzani
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Il rispetto delle altre culture è una grande cosa, quello che va evitato è lo scontro tra civiltà, che porterà alla fine di tutto.
Tiziano Terzani
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Un fedele della Verità non dovrebbe fare nulla per rispetto delle convenzioni. Deve essere sempre pronto a correggersi e ogni qualvolta scopre di essere nel torto deve confessarlo, costi quel che costi, ed espiare
Gandhi
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Non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi, se non saremo noi a darglielo.”
Gandhi
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La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.
Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel
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Guarda certe persone: sono infelici perché hanno fatto compromessi su ogni punto,e non possono perdonarsi di aver fatto quei compromessi. Sanno che avrebbero potuto osare di più, e invece hanno dimostrato di essere dei vigliacchi. Hanno perso valore ai loro stessi occhi, hanno perso il rispetto di se stessi. Ecco cosa fa il compromesso
Osho
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Non trattare le persone come mezzi, perchè esse sono fini a se stesse. Relazionati a loro con amore e rispetto. Non possederle mai e non esserne posseduto. Non dipendere da loro e non creare persone dipendenti intorno a te. Non creare dipendenza in alcun modo; resta indipendente e lascia che anche gli altri lo siano.
Osho
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Dimentica la relazione e impara a relazionarti con un altro essere. Quando entri in una relazione, cominci a darla per scontata, sia tu che il tuo partner vi date per acquisiti: questo distrugge tutti gli amori. La donna pensa di conoscere l’uomo e l’uomo pensa di conoscere la donna: in realtà nessuno dei due conosce l’altro. E’ impossibile, l’altro rimane un mistero. E dare per scontato l’altro significa insultarlo, mancargli di rispetto.
Coloro che si amano sono soli e chi ti ama veramente non distruggerà mai la tua solitudine, ma la rispetterà completamente perché è sacra, non interferirà con essa, non devasterà quello spazio.
Osho
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Fa’ in modo che invece che compassione, ti portino rispetto
Madre Teresa di Calcutta
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Un padre nel rapporto con suo figlio ha da ridurre lo spazio e da costruire piano piano un ponte, fra sé e la piccola nuova vita, come facevano le nonne ferro e lana, maglia dopo maglia, la tela della fiducia, del rispetto, dell’amore reciproco.
Anton Vanligt
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Non importa cosa ci riserverà il futuro e quali situazioni ci troveremo ad affrontare.
So che comunque vada, adesso e sempre.. l’uno sull’aiuto e il rispetto dell’altro, potrà contare
Anton Vanligt
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Cosí come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo e col sonno, ma per quell’estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia.
Fernando Pessoa
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L’altro giorno è venuto da me un signore per chiedere una dedica sul mio libro. Mi è venuto da scrivere: «Al signor tal dei tali perché mi aiuti a rendere i turisti dei pellegrini».
Mi spiego: la curiosità che viene dall’interno – non quella di prendere qualcosa da portarsi a casa, il ricordino, la fotografia – parte proprio dal rispetto. Mentre invece l’industria del turismo, una delle più orribili del mondo, sollecita solo una curiosità consumistica. Come si potrebbe recuperarla? Trasformando i tour in pellegrinaggi.
In realtà il turismo è nato proprio così. In un paese come il Giappone, per esempio, si andava al monte Fuji come pellegrini, non come turisti. Quando io sono stato in Giappone mi sono rapato, ho preso il bastone e ho scalato quella montagna con l’idea del pellegrino che vuole raggiungere la cima, che sta camminando su Dio, e allora non lascia cartacce. Se si potesse riportare nel turismo questo atteggiamento, il rispetto, il senso di devozione, si salverebbero i turisti, che saprebbero di più quello che fanno e la smetterebbero di continuare a consumare, e si salverebbe anche il consumabile.
Se ci si mette a studiare una cosa, come si può odiarla? L’odio dell’Occidente verso l’Islam risiede in gran parte nel fatto che nessuno se ne occupa più, nessuno più studia questa cultura. Provate a vedere quanti studenti all’università studiano l’arabo: pochissimi. È chiaro che così si aumenta la distanza. Ma se ci si mette a studiare, l’oggetto del proprio studio diventa anche l’oggetto del proprio amore. Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo.
Tiziano Terzani
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Questo è il vero grande problema. Innanzitutto bisogna intendersi sulle parole. Le parole di per sé sono una trappola. Per esempio, cosa significa felicità? Per Gengis Kan forse la felicità era ammazzare un migliaio di persone, chiamare il capo di quella tribù, prendergli la moglie, violentarla sotto i suoi occhi e poi tagliarle la testa. Ma per me quella non è felicità.
Quindi parlare di diritti umani, di universalità dei diritti umani, mi lascia qualche perplessità… Vorrei che i diritti fondamentali fossero sempre rispettati, ma onestamente mi chiedo: siamo tutti d’accordo sull’universalità di questi diritti?
Certo che c’è qualcosa che accomuna gli esseri umani, che dovrebbe essere il rispetto per tutti. Un occidentale ha forse meno paura della morte di un orientale? Forse la psiche è diversa tra un orientale e un occidentale? Non credo. Un orientale ama più o meno come un occidentale, ha la stessa paura di essere solo… Secondo me di cuore ce n’è uno solo, e il cuore è uguale per tutti, la voce del cuore sa quali sono i diritti umani, i diritti degli animali, il cuore parla allo stesso modo nel petto di tutti, musulmani, ottentotti, bantù, esquimesi, uomini, donne. Il problema è che questa voce del cuore non la sta più ad ascoltare nessuno, c’è tanto rumore, quella è una voce piccola, che bisbiglia, proprio un soffio a volte.
Tiziano Terzani
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Passiamo la vita a preoccuparci di cosa vogliono gli altri trascurando ciò che desideriamo noi.. a volte dimentichiamo persino quali sono i nostri sogni! E’ quando ci innamoriamo che mettiamo al primo posto la felicità, la libertà, l’avventura…che mettiamo al primo posto noi stessi e ciò che desideriamo! e io oggi mi sono scoperto profondamente innamorato della vita!
Fabio Volo
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IL CUORE IN UN CUORE * FRANCESCO PATERA

luglio 1st, 2013

FRANCESCO PATERA IL CUORE IN UN CUORE

Io credo
che se un piccolo uomo può ammirare l’Infinito
che si staglia davanti a sé, allora attraverso il
suo amore potrà travalicare le barriere del tempo
e dello spazio.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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Quando incontri una persona speciale vivi momenti emozionanti che fanno tremare la tua anima. Poi vorresti vivere quei momenti altre volte. La nostalgia, che non può essere spiegata a parole, è quello che spesso ti spinge ad andare avanti. Ogni momento però è diverso, ogni istante va vissuto per quello che può dare e per quello che può aprire dentro di noi. Ogni volta è diverso. Certamente tutti passiamo momenti in cui ci affidiamo ai ricordi nei momenti di difficoltà.
L’errore che si commette è vedere in ogni situazione o persona quello che vorresti rivivere.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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Ho perso una valigia,
c’era la notte dentro,
ogni tanto l’aprivo, lei
usciva, ed Io
entravo.
c’era un gioco dentro,
ancora non scartato,
e lo sguardo,
quando si apre:
magia,
agitazione,
irriequetezza,
felicità,
desiderio.
ho perso una valigia,
con se si è portata,
un’essenza del partire,
un’essenza del tornare,
il nuovo e il trascorso
si sono abbracciati,
e si sono amati
lontano da me.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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Cosa c’è dentro noi? Io spesso mi chiedo se questa pesantezza non venga dalla nostra anima che vive questa sua doppia natura difficile da sopportare: da un lato la sua essenza immortale e divina, dall’altra l’essere intrappolata in un corpo che vive in un mondo mal costruito da società accecate da falsi valori. La parte più importante di noi è costretta a vivere in questa prigione ambulante, una vita totalmente diversa da quella che è la sua vera essenza. Ogni uomo può e deve aprire questa prigione per far sì che la propria anima viva la sua vera natura. Bisogna rompere gli schemi, uscire, urlare, aprire le ali per volare.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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In una fotografia, lastra nera,
rimane impressa, la luce,
nella nostra anima, rimane impressa, la luce
di Dio, dell’ amore,
sono le orme di un Angelo, che cammina sulla
spiaggia del nostro cuore,
Un Angelo che ama,
che parla,
un Angelo che aiuta,
e protegge,
orme, orme indelebili, nel mare della vita,
cercale, seguile, ed ammira il paesaggio,
pian piano, un poco alla volta,
vedrai il cielo che sfuma,
vedrai l’orizzonte vacillare,
e verrai trasportato,
al cospetto di Dio.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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Un aspetto dell’essere un alienato sulla terra è l’impossibilità di comunicare. Se un alieno atterrasse oggi sulla terra sarebbe impossibile comunicare con lui perché parlerebbe una lingua differente dalla nostra. Così molte volte chi è disadattato sulla terra non riesce a comunicare con il Mondo. Il tutto è ancora più frustrante perché la lingua è la stessa, quello che cambia è il punto di vista. Il modo di ragionare del Mondo è diverso dal modo di ragionare del nostro Io interiore. Chi ha un senso dell’Io molto sviluppato si sente davvero come in una immensa bolla di vetro, isolata, in cui vede tante persone vicinissime che parlano, parlano e parlano senza dire nulla. Nella bolla di vetro non senti suoni, solo echi distorti e lontani, e ti senti sordo e impotente perché non riesci ad uscire da questa bolla. Al Mondo probabilmente così appaiono i disadattati come persone chiuse nel proprio universo che si arrampicano su specchi da cui spesso scivolano impotenti. Chi ha un senso dell’Io molto sviluppato spesso si isola, come gli eremiti, si estranea, come i clochard, oppure semplicemente si ammala o avvelena la …e dietro la Poesia propria mente (sempre in conflitto con il cuore)
ed allora nascono la depressione o i disturbi alimentari o quant’altro. Ma così non dovrebbe essere, perché il Mondo là fuori in cui vivono quelle persone non è altro che un deserto in cui non può nascere la Vita.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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torno a prenderti,
con pelle di calda luce.
sono avvinghiato,
avvolto,
in un desolante abbraccio,
nel deserto del mio animo.
caduto verso il cielo,
trafiggo il tempo,
verso ciò che Sei per me.
mi manchi.
mi manchi.
sempre torno a trovarti,
nel ricordo,
ma non posso toccare
non posso vedere o sentire il tuo profumo.
vorrei dilaniare il mio torace,
e fare uscire ogni stilla di luce,
per tornare da te.
toccare senza mani,
vedere senza occhi.
ormai il guscio,
sta per schiudere se stesso,
non dovrò più nuotare,
stretto nel grembo della terra.
Mi disperderò al Sole.
al Sole.
FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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Mi sento proprio come un feto che non vede l’ora di nascere, che si nutre attraverso la mamma, sente rumori ovattati di un mondo nuovo che ancora deve conoscere e che può solo immaginare. Sono un feto nel grembo della Terra, in cui ogni giorno vivo, in cui sto crescendo e in cui sempre più mi sento stretto. In un sogno, in un’emozione,…e dietro la Poesia in un amore io ho spesso riconosciuto, attraverso il mio cuore, qualcosa di più grande, ed ho capito l’immensa energia dell’amore. Ma tutto questo solo per brevi istanti della mia Vita, in quella che io chiamo la dolce intermittenza dell’Essere. Questa impazienza, questa nostalgia, questa voglia di nascita, di far uscire la luce che c’è dentro di me, racchiusa nel guscio, nel mio corpo, è ciò che sento qui nel grembo materno di questo Mondo, che intanto mi nutre, mi fa crescere e, per quanto incredibile sia, mi protegge.

FRANCESCO PATERA, IL CUORE IN UN CUORE
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UNA VITA SOTTILE * CHIARA GAMBERALE

giugno 29th, 2013

UNA VITA SOTTILE

Vivendo lasciamo dietro di noi delle tracce, grandi o piccolissime che siano: non possiamo essere così arroganti da pensare di essere i soli a decidere del loro valore
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE
C’è qualcuno che è stato mai in grado di dare un valore all’infinito? Tu sei il mio valore, in cui credere con tutta l’anima, ora e sempre.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE
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Il fatto è che Pablo intuiva.
Quante volte, allora, prima d’allora e dopo d’allora, mi ero vomitata addosso alle persone per legarle a me, per ottenere consensi, per sfiducia nelle altrui facoltà di sentire l’essenziale senza capire che chi non lo percepisce non lo potrà cogliere neanche se esplicitato! Pablo non ha avuto bisogno di nessuna spiegazione.
Mi ha detto, una sera: «Io sono stanco del mondo, voglio farla finita» e io allora allora allora.
Gli è bastata una mia lacrima e ha deciso di amarmi per sempre. Gli è bastata una mia lacrima e non smetterà mai di dedicarmi le sue raccolte di poesie e i suoi racconti dolci e tristissimi. Gli è bastata una mia lacrima per credere di nuovo, una lacrima di un occhio vergine che non aveva idea di tutto il buio che lo aspettava, una lacrima che era paura e candore e inno alla vita.
Pablo ha infilato quella lacrima nella sua ferita ed è guarito e poiché la sua ferita era nell’anima è lì che mi serberà per sempre.
Anche se per anni ho avuto gli occhi aridi, anche se per mesi spesso non rispondo alle sue lunghe lettere o ai bastoncini d’incenso e agli ometti di legno che mi spedisce, anche se non mi sono mai messa
lì a dipingergli tutto il mio dolore, Pablo sa. Spesso mi arrivano da lui buste completamente vuote o altre vuote e stropicciate, altre contenenti solo piccoli cigni di carta.
Mi chiama angelo, Elisewin, compagna di avventura, marinaio e qualche volta amore mio.
Per me lui è Pablo e basta.
La cosa che ho sempre trovato difficile è l’espressione.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Il sapersi esprimere. Con l’Angelo non occorre perché ciò che esprimo è ciò che sono. Quanti cieli dovremo ancora sorvolare prima di incontrarci? Nel mio cielo tu voli da sempre con me.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Tu non sei carina, sei bella e te lo devi ripetere tutte le mattine guardandoti allo specchio non perché tu debba credere di essere l’universo, ma una parte stupenda e irripetibile di universo
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Dovevamo incontrarci. Continuiamo a ripeterci ancora oggi.
«È stato il Destino» disse lei, «che in fondo non è altro che il soprannome di Dio quando si vergogna di firmare gli eventi con il suo nome.» Litri di Guinness, sigarette, gelato all’amarena spalmato sui toast caldi. Loredana usciva con un tipo, lì al College, che quando aveva letto il mio bigliétto le aveva intimato di fare attenzione, perché sarei potuta essere una lesbica. Risata.
«Non c’è niente da fare…» sorrideva Loredana.
«E che loro sono poverini, noi siamo più vicini agli dei…» Mi mostrò i suoi piedi lunghi e magri, con le unghie colorate.
«Li adoro.» Le raccontai il mio dolore, lungo e magro, in bianco e nero.
«Lo odio.» Abbiamo cantato, ballato, riso e pianto, tremato, ci siamo incontrate e separate per la mia partenza, abbiamo fatto in una sera tutto quel che di solito si diluisce in una vita trascorsa insieme.
«Porto io la tua valigia, per te pesa troppo» mi disse quando arrivò l’alba e il momento di andare a prendere il taxi per l’aeroporto.
«Porto io la tua valigia.» E mi fece promettere che gliel’avrei lasciata portare per sempre.
Ogni mattina, appena sveglia, ti dedico due boccate di vita, Amica mia.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

confesso che ridere mi piace quasi quanto scrivere e che è una delle prime cose che cerco nelle mie compagnie. Piangere, lo so fare benissimo anche da sola e di certo non ho bisogno di un altro che filosofeggi e sfiori l’infinito perché mi basto e mi avanzo. Al mondo chiedo di non intromettersi nel mio buio, se deve farlo in modo approssimativo, e di regalarmi luce e soprannomi e film di Ambra e spaghettate e i miei mostri sono meravigliosamente ed esclusivamente tutto questo
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Bologna è la femmina più ambigua che esista, è come se non avesse l’umiltà di definirsi provincia ma nemmeno il coraggio di essere città, vederla in cartolina o sognarla nel settantasette non è come viverla da studentessa universitaria esterna. Come possano convivere tortellini, ladri di bici, parrocchiane promesse spose a impotenti e che-guevaristi nostalgici me lo devo ancora spiegare,
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Non accetto provocazioni, continuo a parlare e vado per la mia strada. Non credo che un critico letterario o un docente universitario di letteratura debba essere solo uno che scrive e dice cose belle e inutili sui poeti morti, o cose qualsiasi e molto utili sui giornali per gli intellettuali vivi. Io cerco di essere il ponte dell’occasione attraverso cui si possa produrre una nuova conoscenza.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Il ricordo è una maledetta arma a doppio taglio, perché se da una parte lo accompagna la felicità di aver vissuto un bel momento, dall’altra proprio il fatto che quel bel momento ci sia stato o meglio, che sia stato e sia ormai cristallizzato nel passato ci lascia in balia di melanconiche consapevolezze.
Per questo Primo Levi definiva la nostalgia come un dolore complesso, fragile e gentile.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Ho imparato, con gli anni, a lasciarmi andare alle giornate, a chiudere gli occhi, farmi cullare dagli eventi senza opporre resistenza, perché è solo fatica sprecata e tanto tutta quella vita che ti viene addosso ti verrebbe addosso ugualmente prima o poi, magari mascherata, ma nessuno può sfuggire a quell’onda violenta che ti si sbatte in faccia ed è proprio tua, vuole proprio te…
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Mi insegnò a venerare la fatica delle braccia e l’Immediatezza, a ridere e ad avere a che fare anche con chi non sa usare i congiuntivi e, se si trova una cosa o una persona bella, a ringraziare la propria capacità di trovarla tale, così da amare se stessi sempre di più.
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

Mi regalò un quaderno rilegato in stoffa blu, con tutte le pagine bianche, dove in realtà, mi spiegò, le parole già c’erano e aspettavano solo di venire toccate dalla mia penna. «Per trovare le parole nel silenzio» diceva una scrittura stilografica e antica alla prima pagina. Io gli diedi un bacio leggero sulla guancia e lui tempo dopo mi scrisse che si sarebbe ripreso indietro quel quaderno per poi tornarmelo a dare, se il compenso fosse ancora stato quel bacio «perché» scrisse, «non era altro che un grazie, ma mille volte più bello».
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CHIARA GAMBERALE, UNA VITA SOTTILE

INVECE IL CENTO C’E’

giugno 28th, 2013

kids_bathing

Il bambino
è fatto di cento.
Il bambino
ha cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

Loris Malaguzzi

I NESSUNO

giugno 14th, 2013

lamugabanner

Le pulci sognano di comprarsi un cane, e i nessuno di smarrire la miseria: sognano un giorno magico che piova d’improvviso la fortuna, che la fortuna piova a catinelle. Ma la fortuna non piove mai, né ieri, né oggi, né domani, nemmeno a goccioline, per tanto che la invochino i nessuno, o gli pruda la mano sinistra, o scendano il letto col piede destro, o comincino l’anno nuovo rinnovando la scopa.
I nulla: figli di nulla, padroni di nulla.
I nessuno: i niente, gli annientati, i senza fiato, morti di vita, fottuti, fottutissimi.
Quelli che ci sono senza essere.
Che non parlano lingue, ma dialetti.
Che non professano religioni, ma superstizioni.
Che non fanno arte, ma artigianato.
Che non hanno una cultura, ma un folklore.
Che non sono esseri umani, ma espedienti umani.
Braccia senza volto.
Numeri senza nome, che non figurano nella storia universale, ma nella cronaca nera della stampa locale.
I nessuno, che costano meno della pallottola che li uccide.

Eduardo Galeano, IL LIBRO DEGLI ABBRACCI

 

IL TEMPO MI HA INSEGNATO MOLTO

maggio 30th, 2013

tempo

Il tempo mi ha insegnato molto:
Mi ha insegnato ad amare la vita,
A non smettere di lottare,
A rinascere dal fallimento,
A rinunciare alle parole e ai pensieri negativi,
A credere nei valori umani,
E ad essere ottimista,
Ho imparato che vale più tentare che cambiare idea…
Prima di tutto credere invece di dubitare;
Che ciò che vale nella vita
Non è il punto di partenza ma il nostro cammino.

(Cora Coralina)

O Tempo Muito Me Ensinou

O tempo muito me ensinou:
Ensinou a amar a vida,
Não desistir de lutar,
Renascer na derrota,
Renunciar às palavras e pensamentos negativos,
Acreditar nos valores humanos,
E a ser otimista.
Aprendi que mais vale tentar do que recuar….
Antes acreditar do que duvidar,
Que o que vale na vida,
Não é o ponto de partida e sim a nossa caminhada

FRASI Per Belle Persone

maggio 26th, 2013

Kim Anderson Bacio foto

Per essere una bella persona, basta un briciolo di cuore,
un soffio di gentilezza e uno sguardo attento.
Tu sei la mia gioia, la mia speranza.
Sei la mia bella persona!
Stephen Littleword

*

Le persone più belle che abbiamo conosciuto
sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita,
e hanno trovato la loro via per uscire dal buio.
Queste persone hanno una stima, una sensibilità,
e una comprensione della vita
che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore.
Le persone belle non capitano semplicemente, si sono formate.
E.K. Ross

*

Le persone che contano sono incise fra le pareti della nostra anima. Laddove nessuno può cancellare il loro nome e il tempo non distrugge nulla. Le persone che contano stanno lì “insieme” a noi, sempre, anche quando le distanze li tengono separati sono lì, più presenti che mai. In quel luogo dove non esiste un “non posso” e nulla è proibito, dove sosta l’amore, dove vive la magia perché è la parte migliore di noi. E tu sei lì come un dono prezioso in quel luogo “sacro” che si chiama anima, dove tutto è respiro.
Silvana Stremiz

IL FILO DELL’INFINITO

maggio 6th, 2013

libero-volo

Alla zampa di ogni uccello che vola è legato il filo dell’infinito

Victor Hugo

FRASI SUI FRATELLI* Aforismi Sui Fratelli

aprile 18th, 2013

fratelli

Alti e bassi, abbiamo corso insieme gridando di gioia, abbiamo scalato alte montagne, montagne russe,
siamo precipitati verso il basso, il buio profondo, abbiamo poi guardato con occhi fieri, e dall’alto, il mondo.
Abbiamo viaggiato nel bene e nel male, lontani nella stessa stanza, e vicini più che mai a chilometri di distanza.
La vita passa, ma poche cose restano, pilastri fissi dell’esistenza.
Tu, fratello mio, sei uno di questi.
Non importa cosa ci riserverà il futuro e quali situazioni ci troveremo ad affrontare:
so che comunque vada, adesso e sempre.. l’uno sull’aiuto e il rispetto dell’altro, potrà contare

Anton Vanligt

I fratelli siano uniti perché quella e la prima legge. Che abbiano unione vera in qualsiasi momento che sia, perché se litigano tra loro gli divorano gli stranei. José Hernández

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“Non c’è guerra più sofferente di quella tra fratelli e familiari.”

Detto popolare
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Quando parli di affari con tuo fratello, sii gentile, ma bada di avere sempre un testimone.
Esiodo
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Chi sa per quanto tempo può durare un lutto. Non è possibile che dopo trenta o quarant’anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un’assenza che non potrà mai più essere riempita… forse nemmeno dopo la morte.
Stephen King
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Un fratello è una delle cose migliori che ti possano capitare nella vita.
“Mio fratello”: non esiste definizione più bella,
più dolce per descrivere un’altra persona.
Marco Ligabue

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Se tu mi rivenissi incontro vivo,
con la mano tesa,
ancora potrei,
di nuovo in uno slancio d’oblio, stringere,
fratello, una mano.

Ma di te, di te più non mi circondano
che sogni, barlumi,
i fuochi senza fuoco del passato.

La memoria non svolge che le immagini
e a me stesso, io stesso
non sono già più
che l’annientante nulla del pensiero.
Giuseppe Ungaretti

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Mio fratello mi assomiglia molto Somiglia a un gatto che somiglia a un orso Mio fratello è tutto un paradosso Ride quando non riderei O non c’ è niente Niente da ridere e io Io mi chiedo perché Perché…
Tiziano Ferro
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Mio fratello sta lontano e gli manco Ma poi ritorna e lo stanco Ricordi, ricordi, ricordi, ricordi Ricordi che fanno coraggio Ricorda che con il ritorno Inizia un altro viaggio
Tiziano Ferro
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