Frasi Natale

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Aforismi Natale



UN LIETO NATALE

dicembre 26th, 2014

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Nella grigia luce del mattino di Natale, la prima a svegliarsi fu Jo; rimase delusa nel vedere che non vi erano calze appese al camino ma, ricordandosi della promessa della mamma, cercò sotto il cuscino e ne trasse un libretto rilegato in rosso. Era la bellissima storia della vita del miglior Uomo che fosse vissuto; Jo la conosceva bene e sapeva che non poteva esistere un miglior libro-guida per un pellegrino in cammino.
Con un allegro “Buon Natale” destò Meg e le ricordò di cercare sotto il cuscino. Anch’essa trovò un libro con la copertina verde e con alcune parole di dedica scritte dalla mamma. Questo, rendeva il dono ancor più prezioso. Poco dopo Beth ed Amy si svegliarono e, frugando sotto i guanciali, trovarono la prima un libro color cenere, la seconda uno color turchino. Le ragazze cominciarono a sfogliare i libri commentandoli, mentre il cielo si tingeva di rosa per il sorgere del sole.
Margherita, malgrado le sue piccole vanità, era molto buona e saggia ed aveva una certa influenza sulle sorelline, specialmente su Jo che le voleva molto bene.
– Ragazze – disse Meg, abbracciando con un solo sguardo le quattro testine arruffate – la mamma desidera che noi leggiamo ed amiamo i libri: dobbiamo ubbidire fin da ora.
Così detto cominciò a leggere. Io le passò un braccio attorno alle spalle e iniziò la lettura con la guancia appoggiata a quella della sorella.
– Meg è proprio buona – esclamò Beth commossa. – Vieni, Amy, seguiamo il loro esempio; ti spiegherò le parole che non conosci ed io, se non capirò qualcosa, mi rivolgerò a loro.
– Ho piacere che la copertina del mio libro sia turchina! – disse Amy.
Tutta la casa piombò nel silenzio, interrotto soltanto dal frusciare delle pagine. Intanto il sole inondava la camera, augurando il “Buon Natale” alle quattro testine bionde.
– Dov’è la mamma, Anna? – domandò Meg, dopo una mezz’ora, mentre scendeva le scale insieme a Jo.
– Dio solo lo sa! È venuto un povero a chiedere l’elemosina e dopo essersi informata su ciò che gli abbisognava, è uscita con lui. Non conosco nessuna donna più generosa nel donare cibi ed abiti ai poveri.
– Immagino che tornerà presto: prepara intanto le torte: poi prepariamo il resto, – disse Meg, guardando i regali dentro al paniere.
– Ma dov’è l’acqua di Colonia di Amy?
– L’ha presa lei pochi momenti fa per metterci un nastro o non so quale altra cosa – rispose Jo, saltellando per la casa.
– Sono belli i miei fazzoletti? Anna me li ha lavati e stirati ed io li ho cifrati, – disse Beth guardando le cifre piuttosto irregolari.
– Ma guarda, invece di ricamare “M.M.” ha fatto “Mamma”! – esclamò Jo, guardandone uno.
– Ho forse fatto male? Anche Meg ha come cifra una doppia “M” ed io voglio che questi fazzoletti li adoperi soltanto la mamma! – rispose Beth turbata.
– Hai fatto benissimo, tesoro! La mamma sarà molto contenta, – disse Meg lanciando una severa occhiata a Jo e sorridendo a Beth.
– Ho sentito dei passi, presto, nascondiarno i regali! – esclamò Jo concitatamente, ma non era la mamma: era Amy che entrava in gran fretta, tutta confusa nel vedere che le sorelle l’aspettavano già.
– Dove sei stata e cosa nascondi, lì dietro? – chiese Meg molto meravigliata nel constatare che la pigra sorellina era uscita così di buon’ora.
– Non ridere, Jo. Non volevo dirlo a nessuno, ma mi avete scoperto. Sono andata a cambiare la boccetta di profumo con una più grande: ho speso tutti i miei risparmi. Voglio diventare veramente buona.
Amy mostrò la bella bottiglia che avrebbe sostituito quella più piccola ed era così bello ed umile il suo gesto che Meg non potè fare a meno di abbracciarla.
– Stamattina dopo aver letto il libro – mi sono vergognata del mio egoismo. Appena alzata sono uscita per cambiare la boccetta, ma adesso sono contenta perchè il mio regalo è il più bello di tutti – soggiunse Amy.
La porta di casa si chiuse di nuovo e le ragazze fecero sparire rapidamente il paniere sotto il divano.
– Buon Natale, mamma! Buon Natale! Grazie dei libri: abbiamo già cominciato a leggerli e saranno la nostra lettura di ogni mattina – gridarono allegramente le quattro ragazze.
“Buon Natale a voi, figlie mie! Sono contenta che abbiate già iniziato e spero che continuerete. Ma
prima di sederci, devo dirvi una cosa. Poco lontano da qui, una donna ha appena avuto un bimbo. Ne ha già altri sei, che stanno rannicchiati in un unico letto per non gelare. Infatti, non hanno né legna per il fuoco, né qualcosa da mangiare… Bambine mie, vorreste donare loro la vostra colazione come regalo di Natale?”
Per un momento nessuna parlò: avevano un grande appetito poichè attendevano già da un’ora. L’indecisione durò per poco.
– Sono contenta che tu sia arrivata prima che cominciassimo.
– Vengo io ad aiutarti? – chiese Beth con premura.
– Io porto la crema e le focaccine, – soggiunse Amy.
– Sapevo che le mie bambine avrebbero fatto questo piccolo sacrificio – disse sorridendo la signora March. – Verrete tutte con me e quando torneremo faremo colazione con latte, pane, burro.
In pochi minuti tutte furono pronte per uscire. Per loro fortuna, le strade erano deserte e nessuno si meravigliò di quella processione.
La stanza che videro era veramente una stamberga! Il fuoco era spento, le finestre sconquassate; le coperte lacere e in un angolo la madre ammalata col piccolo che strillava. Sotto una vecchia coperta erano sei bambini che, quando videro entrare le fanciulle, sorrisero spalancando gli occhi per la meraviglia.
– Mio Dio! Sono gli angeli che vengono ad aiutarci, – esclamò la povera madre commossa.
– Strani angeli con cappucci e guanti! – esclamò Jo e tutti risero allegramente.
Pochi minuti dopo la stanza aveva mutato aspetto. Anna, che aveva portato la legna da casa, accese il fuoco. Poi, con cappelli vecchi e perfino il suo scialle, chiuse le aperture dei vetri rotti. Intanto la signora March preparava per la madre il tè e una minestra, promettendole nuovi aiuti. Le ragazze preparavano la tavola ed imboccavano i sei bambini, ridendo, chiacchierando e cercando di capire il loro strano modo di parlare. I bambini, tra un boccone e l’altro, le chiamavano “angeli” e questo divertiva molto le ragazze che prima di allora non erano mai state chiamate così, specialmente Jo che, fin dalla nascita, era stata considerata un ” sanciopancia “.
Terminata la colazione, tutte tornarono a casa e forse in tutta la città non vi erano quattro fanciulle più liete.
– Sono contenta di aver fatto un po’ di bene ai nostri simpatici vicini! – esclamò Meg mentre disponeva sulla tavola i doni per la mamma che, in quel momento, stava cercando al piano superiore indumenti per i piccoli Hummel.
Benchè i regali non fossero gran cosa, la tavola così preparata con le rose, i crisantemi e l’edera, faceva un bell’effetto.
Le opere benefiche e la distribuzione dei doni occupò le ragazze per tutta la mattinata; il pomeriggio, invece, trascorse tra i preparativi per la festa di quella sera. Essendo ancora troppo giovani per andare a teatro e non avendo la possibilità di comperare tutto il necessario per le loro rappresentazioni, le ragazze dovevano aguzzare il loro ingegno. Alcune delle loro trovate erano veramente ingegnose: chitarre di cartone colorato, lumi antichi ricavati dalle scatole di burro, abiti di cotonina ornati con diamanti di stagnola, armature di lamina di zinco. Il mobilio della stanza era abituato ad essere messo sossopra per quelle ingenue baldorie. Alle recite erano ammesse solo le bambine, così Jo poteva divertirsi ad impersonare tutte le parti maschili. Essa andava molto orgogliosa di un paio di stivaloni di cuoio che le erano stati regalati da un’amica e di un vecchio fioretto che compariva in tutte le rappresentazioni. L’esiguo numero di attori richiedeva che i principali recitassero varie parti, mutando in tutta fretta gli abiti.
La sera di Natale, su una brandina che fungeva da platea, erano sedute una dozzina di spettatrici: grande era l’attesa davanti al sipario di tela azzurra. Dietro al sipario si udivano fruscii, rumori di passi, un parlare sommesso e le risatine soffocate di Amy, che era in preda ad una grande agitazione.
Finalmente il sipario si alzò e cominciò la ” Tragedia musicale “. La scena rappresentava una foresta oscura: qua e là vi erano vasi di piante, un vecchio tappeto verde simulava il prato. Nel fondo vi era una grotta le cui pareti erano fatte con diverse scrivanie; la scena era resa tenebrosa da un fuoco acceso nella caverna su cui bolliva una pentola, sorvegliata da una vecchia strega. L’effetto era grande specialmente quando la strega alzava il coperchio della pentola, lasciando sfuggire sbuffi di denso fumo nero.
Dopo un attimo di pausa, Ugo, il personaggio malvagio della tragedia, entra sbatacchiando la porta, col cappello calato sugli occhi e gli immancabili stivali. Dopo aver camminato un po’ per il palcoscenico, comincia a cantare il suo odio per Roderigo, il suo amore per Zara e il proposito di uccidere il primo e di farsi amare dalla seconda.
Il sipario si chiuse tra gli applausi degli spettatori che commentarono l’opera masticando frutta candita.
Colpi di martelli risuonarono per tutto l’intervallo, ma quando il sipario si alzò, nessuno ebbe il coraggio di lamentarsi per il ritardo. Una torre si ergeva fino al soffitto, nel centro vi era una finestrella illuminata, attraverso la quale appariva Zara in un elegante vestito azzurro.
Zara doveva uscire dalla finestra, e stava per metter piede a terra, quando lo strascico della sua veste, impigliandosi nelle finestrelle, fa crollare la torre e seppellisce gli infelici amanti. Dalla platea sorse un urlo generale che presto si tramutò in una risata clamorosa mentre, dalle macerie, uscivano agitandosi due stivaloni gialli e una testolina tutta riccioli che gridava:
– L’avevo detto io! l’avevo detto!
Fortunatamente l’incidente si risolse assai felicemente.
Il terzo atto si svolge nel salone del castello dove è nascosta Agar, pronta ad uccidere Ugo e a liberare i due prigionieri. Sentendolo giungere, essa si nasconde e lo vede preparare le bevande, poi volgersi a un servo e dire:
– Porta queste bevande ai due prigionieri e di che verrò tra poco.
Ma Agar, approfittando di un momento di distrazione del malvagio, sostituisce due coppe innocue a quelle avvelenate. Il servo esce e Ugo, dopo un lungo canto, preso dalla sete beve la coppa contenente il veleno destinato a Roderigo. Dopo vari gesti e contorsioni egli cade morto per terra mentre Agar compie interamente la sua vendetta informandolo di tutto il suo operato con una bellissima romanza.
Il quarto atto rivela come Roderigo, che si credeva abbandonato da Zara, voglia uccidersi. Ma un dolce canto lo informa della fedeltà della sua amata e una chiave lanciata dentro la sua prigione gli permette di liberarla.
Il pubblico applaudì freneticamente e l’applauso sarebbe durato a lungo se non fosse accaduto uno strano incidente. La branda su cui erano seduti gli spettatori si chiuse improvvisamente, soffocando il generale entusiasmo.
Ridevano ancor tutti quando Anna entrò portando gli auguri di Buon Natale da parte della signora March ed invitando tutti ad un piccolo trattenimento. Fu una sorpresa anche per le ragazze; sapevano che la mamma avrebbe offerto qualcosa, ma una cena così bella non l’avevano più veduta dal tempo della lontana ricchezza. C’erano due gelati; uno bianco ed uno rosso; torta, frutta, un vassoio di fondante e, nel centro della tavola, quattro bellissimi mazzi di fiori. Le bambine guardarono meravigliate, poi assalirono la madre di domande:
– Sono le fate? – domandò Amy.
– È il Babbo Natale! – disse Beth.
– È stata la mamma! – esclamò Meg, sorridendo felice.
– Per una volta tanto la zia March ha avuta una buona idea! – esclamò Jo improvvisamente.
– Avete sbagliato! – rispose la signora March. – Ha mandato tutto il Sig. Laurence!
– Il Sig. Laurence? Ma se non ci conosce neppure! – esclamò Meg, stupita.
– Anna ha raccontato ad una delle sue domestiche la nostra spedizione di questa mattina in casa Hummel. La storia lo ha commosso, molti anni fa egli era amico del mio babbo, ed oggi mi ha scritto un bigliettino chiedendomi il permesso di mandarvi qualche ghiottoneria, in onore del giorno di Natale. Non potevo rifiutare ed ecco qui un banchetto che certamente vi ricompenserà del pane e latte di questa mattina.
– È certamente opera del suo nipotino: è un ragazzo molto simpatico e mi piacerebbe di conoscerlo. Credo che anche a lui piacerebbe di fare la nostra conoscenza ma è piuttosto timido, e Meg non mi permette di salutarlo quando lo incontriamo, – disse Jo mentre i piatti dei dolci circolavano e l’allegria aumentava sempre.
– È un ragazzo molto educato e non ho alcuna difficoltà che facciate amicizia con lui; i fiori li ha portati lui, lo avrei invitato volentieri se avessi saputo che cosa stavate combinando lassù. Credo che avrebbe accettato molto volentieri, ma…
– Per fortuna non l’ha fatto! la recita è stato un vero fiasco, ma ne faremo delle altre e avremo occasione di invitarlo: forse potrà anche aiutarci. Non sarebbe bello? – disse Jo con entusiasmo.
– Com’è grazioso il mio mazzo di fiori! – esclamò Meg. – È il primo che ricevo!
– Sì, davvero grazioso, ma io preferisco le rose di Beth. – Così dicendo, la signora March aspirò il profumo delle rose ormai appassite che teneva alla cintura.
Beth l’abbracciò e sussurrò:
– Vorrei mandare qualche rosa anche al babbo, non credo che abbia trascorso un Natale così felice come il nostro!

PICCOLE DONNE* Louisa May Alcott

Vorrei augurarti…

dicembre 24th, 2014

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Vorrei augurarti tanta felicità, ma credo che te l’abbiano augurata in tanti, vorrei farti l’augurio di un Natale felice, ma anche a questo ci avranno già pensato; allora potrei augurarti tanta fortuna, ma credo di arrivare tardi anche per questo…Potrei augurare tanta serenità a te e alla tua famiglia, ma è la prima cosa che si regala e qualcuno sarà sicuramente arrivato prima di me. Allora provo ad augurarti qualcosa di diverso, qualcosa a cui nessuno possa aver pensato….
Ti auguro di essere padrone della tua vita e di saper individuare la rotta che vorrai seguire nel tuo percorso nel mondo;
ti auguro di avere tanto Amore nel cuore e saperlo donare senza risparmiarti mai;
ti auguro di saper riconoscere l’Amore nello sguardo di chi ami e saper individuare anche la tristezza dietro al suo sorriso.
Vorrei augurarti anche di trovare la felicità che è nascosta nel tuo cuore, perché è quella che ti farà gioire di ogni piccola cosa. E ricorda sempre che qualunque cosa tu debba affrontare nella vita, devi affrontarla con coraggio e determinazione, non fuggire,  perché dovunque tu ti nasconda non potrai mai fuggire da te stesso…
Per ultimo ti auguro di essere amato come meriti.

(© Alessia S. Lorenzi da “Passeggiata tra le nuvole sorvolando il mare”- E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo senza la citazione dell’ autrice -immagine dal web)

SANTO NATALE

dicembre 24th, 2014

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Notte di luce e d’amore

al Santo Natale

l’arrivo del Messia

colma i cuori

di chi soffre

chi è solo

Nel firmamento

brilla la scia della cometa

annuncia

la buona novella ..

è nato Gesù!

 

AUGURI DI NATALE

dicembre 23rd, 2014

vogliounnatale
voglio un natale di luci e colori
voglio un natale di dolci pensieri
voglio un natale sincero e gioioso
voglio un natale semplice e gustoso
voglio un natale pieno di NOI,
immersi nella nostra bella famiglia…
di coccole, baci, carezze…
voglio un natale normale, un natale
d’Amore. di Affetto, di gesti gentili….di Tenerezza.
Anton Vanligt
***

Se avessimo la coscienza pulita
il cuore sarebbe ogni giorno pieno
di gentilezza, bontà, verità
come lo si ha solo nel giorno di Natale
Anton Vanligt
***

Il mio Natale quest anno è un po’ triste
penso agli assenti, a coloro che sono andati via
dalla mia vita senza un motivo
o quelli che il motivo ce l’avevano eccome
ma non c’è modo di dire “resta” quando sei seduto
dalla parte del torto.
Sarà il natale degli assenti, del vuoto, della solitudine. Sarà un natale trasparente, che passerà
silenzioso, muto. Come la mia bocca, dispiaciuta e
cucita. Se solo potessi chiederti PERDONO.

Auguri a tutti. Vi auguro di trovare comprensione

braccia tese quando sarete in difficoltà,

comprensione quando la vita vi porterà

sulla strada sbagliata.
Auguri di un Natale di Amore.
AP.
***

Sarà un natale bellissimo, questo che ci apprestiamo a vivere in tre. Un anno di baci al sapore di neonato, e odore di guanciotte morbide avena e talco. Sarà un natale di pannolini e ciucciotti, e baci e sguardi con dentro tutto l’amore del mondo. Sarà il nostro primo natale da genitori e lo ricorderemo per sempre. Auguri miei dolcissimi amori! Buon Natale meravigliosa mia famiglia <3
AP
***

Piccolo mio, provo a immaginare un augurio per questo tuo primo Natale. E penso a cose grandi, immense, a un futuro di luce e sorriso, e successo e soddisfazioni.

Poi ti guardo e i tuoi occhi sembrano dire: voglio per questo natale una sola cosa -il tuo amore- perchè da esso dipende tutto il mio futuro.
Anton Vanligt

***

Auguri amici miei, che questo natale ci porti un po’ di gioia, che il cuore possa conservare questa sensazione di pienezza e soddisfazione per lungo tempo

AP

FRASI SULL’ARIA DI NATALE

dicembre 22nd, 2014

aria di natale

La voglia di accoccolarsi accanto al fuoco,  o sul divano sotto una coperta con un buon tè caldo ad addolcire il cuore. La ricerca di un abbraccio più lungo mentre fuori nevica, le luci che alterano il loro ritmo e i tanti colori, il presepe e l’albero di Natale,  i doni da incartare e quelli ancora da comprare, la musica per le vie della città, sciarpa-guanto-cappello e monumenti da scoprire sotto un cielo freddo e assurdo per la sua bellezza, per la sua immensità, per la sua gelida meraviglia. Un cuore caldo caldo, così caldo da sciogliere odio, invidie, malumori e indifferenza. E’ così, tutto questo è la sensazione del respirare l’aria di Natale.

Anton Vanligt

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Fra tutte le magie dell’inverno il Natale è la più dolce; e quella gioia ansiosa che illumina gli occhi dei bambini comincia molto tempo prima; quando la città si prepara alla festa e si accende di luci; quando camminando per la strada, si sentono suonare le cornamuse; quando la mamma prende nel ripostiglio un certo scatolone, lo apre e dice: “occorre qualche ciondolo nuovo per l’albero!” Ma il Natale si sente soprattutto a scuola, nelle musiche e nei canti dei bimbi, nei disegni pieni di neve, nei vetri dipinti; e il lavoro di ogni giorno sembra più piacevole, più leggero. Ognuno ha un’idea nuova per festeggiare il Natale, per addobbare l’aula; gli insegnanti hanno qualche volta un’aria di mistero… staranno preparando una sorpresa? se poi siamo così fortunati da avere anche una spruzzatina di neve, la felicità è completa. E più fuori c’è freddo, più dentro di noi sentiamo il calore che viene dallo stare insieme, dalla dolcezza e dall’incanto di questa festa.

Natale nell’aria, P.Naldi

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Natale, il volto di un babbo,
le luci di un albero,
i colori di una ghirlanda,
il profumo dei biscotti,
e la gioia nel cuore.
Questo è il Natale,
una data che ci ricorda,
la straordinaria bellezza
che puo’ portare con se’
un giorno di festa.
Stephen Littleword, Pensieri Sul Natale

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Ma visto che ti piace tanto l’aria natalizia, perché non ti dai fuoco fuori dal balcone? Saresti la luce più bella di questo Natale!
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L’aria natalizia non c’è e basta. É inutile che continuano a dire: “É solo perchè sei diventata grande”. Vaffanculo, prima era tutto più allegro. Si faceva il conto alla rovescia per il giorno di natale già da settembre
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Aria natalizia per le strade, luci accese e persone spente
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Si muove la tenda nella stanza
E non ti sembra ci sia aria.
Ti senti estranea anche stavolta
All’atmosfera natalizia
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Non sono triste, nè felice. So solo che l’aria natalizia, quest’anno, l’ho sentita meno che mai. Mi sembra come se avessi perso qualcuno.. Ma in realtá, lo so, ho solo perso me stessa.
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Il Natale non è…

dicembre 16th, 2014

Natale non è una festa se non ci trova migliori;

non è una festa, se è fatto solo di regali;

non è una festa se l’insensibilità continua ad accompagnare il nostro cammino di vita.

Il Natale non è una festa se è festa solo per noi.

Il Natale non deve essere la festa di un giorno, ma uno stile di vita.

(© Alessia S. Lorenzi da “Passeggiata tra le nuvole sorvolando il mare”- Tutti i diritti riservati – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi di questo testo senza la citazione dell’ autrice – immagine dal web)

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25 DICEMBRE 0000

dicembre 25th, 2013

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25 dicembre 0000

Caro diario, è nato, l’abbiamo chiamato Gesù, è negro!

Maria quando l’ha visto mi ha chiamato e mi ha detto: «Peppino, ti ricordi quando ti ho parlato della colomba? Be’, mi ero sbagliata, non era una colomba, era un corvo».

E pensare che io avevo avuto un presentimento, quando per l’annunciazíone si era presentato l’arcangelo Mandingo: uno così spiritoso che tutti lo chiamavano Idris.

Allora ho telefonato a Gabriele e gli ho detto: «Gabbriè io t’agg’a parrà del tuo collega, perché qua è nato Gesù e…!»

Ma quello subito mi ha interrotto gridando di gioia: «Evviva, alleluia, è nato il figlio di Dio». «Perché», ho detto io, «Dio è extracomunitario?»

E quello niente, tutto eccitato urlava: «Lui è la luce!»

E io: «Si, ma ne ha presa troppa, è sovraesposto! Insomma, Gabbriè, questo è un problema grosso, lo vuoi capire? A parte il fatto che me l’hanno fatto nascere senza nemmeno il permesso di soggiorno, ma mò il presepe come lo facciamo? Io non ho niente contro quelli di colore, ma siamo realistici: se nella mangiatoia ci mettiamo il bambinello nero so’ sicuro che rimangono tutti delusi, peggio che per la Ferilli quando la Roma ha vinto lo scudetto!»

E Gabriele: «Ma stai calmo Peppino, tu esageri, magari non se ne accorge nessuno…»

E invece se ne erano già accorti tutti, e si erano pure messi a fare gli spiritosi: i pastori portavano le pecore nere, gli angeli invece di cantare alleluia facevano il coro: «È nata ‘nu criatur’ è nat’ nir, ‘a mamma o chiamma cir, è nir’ nir’ cumm’a cchè!»… Non ti dico che casino: la donna con la brocca in testa ha fatto cadere la brocca per le risate.

Ma c’era anche chi non rideva, anzi! La cometa, saputa la notizia, non si è neanche fermata: «Questa è una fermata a richiesta», ha detto, e ha tirato dritto.

Non ti dico poi quando sono arrivati i magi! Gaspare appena l’ha visto è sbottato: «Oddio!» «Che c’è?» ha risposto Gesù. E anche Baldassarre è sbottato: «Uh, Madonna!» «Che c’è?» ha detto Maria, e io l’ho fulminata con lo sguardo. «Marì, per piacere, non ti ci mettere pure tu, che qua già stiamo inguaíati!» Melchiorre era il più scocciato: «Tutta ‘sta strada per un negro!» ha detto, e io mi sono un po’ risentito, e gli ho fatto notare che pure Baldassarre è nero. «Si, ma lui è il re!» hanno risposto loro. E poi, prima di andarsene, si sono messi a cantare il blues: Magic moments, per l’esattezza.

E siccome il paese è piccolo e la gente mormora e non si fa mai i c… suoi, dopo due ore la notizia la sapevano tutti! E qui sono cominciati i guai veri. Infatti, telefona Gabriele e mi dice: «Peppino, devi scappare! Erode ha sentito di tuo figlio e ha deciso di uccidere tutti i neri». E io ho detto: «O poveri neonati!» «Ma quali neonati, Peppì? Quello ha deciso di eliminare tutti i neri, ma proprio tutti! Ha detto che tanto vale fare un lavoro fatto bene! Che vuoi fare, quello è fatto così!» «E mica solo lui!» ho detto io, e già mi chiedevo dove potevamo scappare. Ma Gabriele ha avuto un’idea: «Peppino dovete andare in Africa! Là è pieno di negri e Gesù si può confondere!»

Credo proprio che abbia ragione e così stasera partiamo per l’Africa.

Io e la mia famiglia saremo i primi e ultimi immigrati alla rovescia!

 GIOBBE COVATTA, L’INCONTINENTE BIANCO

NATALE SU FACEBOOK. STATUS NATALIZI

dicembre 25th, 2013

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“A Natale non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno.”
Stephen Littleword
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Il mondo ha necessita’ del natale… Questa festa che ci fa fermare, attendere, sperare.. Molti dichiarano di esser tristi a natale.. Ma credo che chi sa cogliere il dono d’amore di questi giorni non ha altro da fare che sorridere
Ilaria Sorrentino
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C’è qualcosa di sbagliato nell’alzarsi la mattina di Natale e non essere un bambino.
Teresa Orza
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Tu cosa fai per Natale?
Ingrasso…

Titti Cecilia

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far finta di odiare il natale non si usa più da 20 anni.
piuttosto riposate e godetevi le feste.
nel nome di cristo o del pandoro che sia
Teresa Orza
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Festeggia re?
Festeggia te?
Festeggi amo?
Gianfranco Brevetto

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Un augurio a chi non aspetta il Natale per essere migliore. Se state leggendo questo mio pensiero significa che ognuno di voi in qualche modo vive il mondo e l’aria del Natale di pace e solidarietà ogni giorno nei modi più eterogenei. Un augurio laico e sereno a chi nei modi più differenti mi ha dimostrato affetto e stima. Vi voglio bene.

Pippo Zarrella

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Natale è il giorno in cui apri pacchi e ferite. E il regalo che vorresti non arriva mai. Ma devi sorridere per forza: e’ Natale!
Il bello di quando arrivano le feste è che provi tante emozioni diverse. L’ansia dei regali, la nausea per i falsi auguri, il senso di colpa per i chili di troppo, il nodo in gola per gli auguri non ricevuti, la gioia dei pranzi coi parenti.
E ricorda: qualunque cosa accada, non avvicinarti alla bilancia. Il colesterolo aveva un posto riservato a capotavola.
Teresa Orza

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Oggi per ogni roccocò non mangiato un capitone si toglie la vita.
Pippo Zarrella
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Stasera la macchina fotografica riposa. Per me questa è una notte alla ricerca della Luce interiore, con la forte speranza di vedere arrivare tempi migliori, luminosi e sereni. Quando l’avrò trovata, mi darà la forza per affrontare meglio il domani.
Da soli o in compagnia, l’augurio è di gioia e felicità, per ognuno di Voi, cercatori di Luce.
Anna Izzo Fotografa
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Ancora nessun sms natalizio da riciclare in serie?? Forza, datevi da fare!
Floriana Filippone

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Natale non è una festa.E’ uno stato d’animo.Lo stato d’animo del Natale contrasta con quello che vediamo in giro fra i negozi,i doppipetti,le insicurezze e le contraddizioni fra un kashmir e un vestito strappato.Questo Natale,al posto di comprare,consumare,produrre,e ancora comprare,proviamo a sentire.
Buon Natale a tutti

Giacomo Casaula

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Da Ateo sarà l’ennesimo non Natale in famiglia. Un giorno identico a tutti gli altri: no presepe, no albero, no regali, no messa, zero auguri!
Fabio Viola

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Cosa augurarci per questo Natale? Che insieme ai regali, imparassimo ad aprire anche il cuore.
Felicità e gioia a oltranza, e non solo oggi…per tutti voi.
Daniela Rossi

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RIFLESSIONI SUL NATALE

dicembre 25th, 2013

natale

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.
Alda Merini, Natale
***

I due mondi da sempre separati, il divino e l’umano, sono entrati in collisione in Cristo. Una collisione non per un’esplosione ma per un abbraccio.
Soren Kierkegaard
***

Un predicatore diceva sempre: “Noi dobbiamo mettere Dio nelle nostre vite!”. Rispondendogli, così disse il maestro: “Il Signore Dio è già presente nelle nostre vite: il nostro compito è solo riconoscerlo! ».
Anthony de Mello
***

Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento.
Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono.
L’unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi.
Charles Dickens, Canto di Natale

***
Sono sempre di più le persone che non riescono a digerire il Natale. Questo Natale. Il Natale melenso e preda dei pubblicitari, che tenta disperatamente di suscitare emozioni. Il Natale fasullo che dimentica l’essenziale
Paolo Curtaz
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A volte penso che pretendiamo troppo dal giorno di Natale. Cerchiamo di farci stare il troppo arretrato di gentilezza e umanità di tutto l’anno. A me piace prendere il Natale un po’ alla volta, per tutto l’anno. E perciò mi lascio trasportare fino ad arrivare alle vacanze – lascio che mi colgano di sorpresa – svegliandomi un bel giorno e dicendo improvvisamente a me stesso: “Caspita, questo è il giorno di Natale!”
Ray Stannard Baker
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Il Natale non è un periodo o una stagionalità, ma uno stato della mente. Deve portare tra la gente pace e buoni propositi, essere pieni di misericordia significa avere il vero spirito natalizio. Se pensiamo a queste cose, dentro di noi rinascerà il Salvatore e su di noi brillerà il raggio di una stella che porterà un barlume di speranza per il mondo.
Calvin Coolidge

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