Frasi Auguri

Frasi Auguri ❤❤❤ Le Frasi Di Auguri, per una Frase Augurale Bellissima Frasi d’Auguri ♥♥♥ Le più belle Frasi Di Auguri da Dedicare! ► FRASI AUGURI!
FRASI SUL NATALE



Propositi…

luglio 14th, 2015

Spero che in questo nuovo anno voi facciate errori.Perché se state facendo errori, allora state facendo cose nuove, provando cose nuove, imparando, vivendo, spingendo voi stessi, cambiando voi stessi, cambiando il mondo. State facendo cose che non avete mai fatto prima e, ancora più importante, state Facendo Qualcosa.Questo è il mio augurio per voi e per tutti noi ed il mio augurio per me stesso. Fate Nuovi Errori. Fate gloriosi, stupefacenti errori. Fate errori che nessuno ha fatto prima. Non congelatevi, non fermatevi, non preoccupatevi che non sia “abbastanza buono” o che non sia perfetto, qualunque cosa sia: arte o amore o lavoro o famiglia o vita.Qualunque cosa abbiate paura di farla, Fatela.Fate i vostri errori, il prossimo anno e per sempre.
[Neil Gaiman]

 

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FRASI LUNEDì DELL’ANGELO

aprile 6th, 2015

 pasquetta

Pasquetta indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell’Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l’apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus , a pochi chilometri da Gerusalemme. È consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata “fuori le mura”: una “scampagnata” fuori città. Per noi che ci vediamo così poco è un’occasione, una bellissima occasione di annullare la distanza. Amici miei, sono stato davvero felice di passare questo momento speciale con tutti voi!

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Dopo la Santa Pasqua trascorsa in famiglia ed in compagnia dei propri cari, il lunedì dell’Angelo è il giorno perfetto per stare in compagnia di amici e condividere con loro momenti di gioia, risate, divertimento. Sono proprio felice di avere amici come voi, Colorate di mille tonalità il mio mondo! Grazie! e.. Buona Pasquetta a NOI
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A Roma, er giorno propio de Pasquetta,
er lunedì de l’Angelo a li santi,
la tradizzione impone a tutti quanti,
la gita fòri porta a ’na fraschetta.

Così che pare d’èsse villeggianti,
cor pranzo ar sacco e voja de porchetta,
ché tempo c’è pe fà la dieta stretta,
de quelle a base de lamenti e pianti.

E’ er solo lunedì de tutto l’anno,
che t’arzi senza er peso der mestiere,
com’è pe l’artri, invece, co gran danno.

A meno de nun èsse parucchiere,
sinnò Pasquetta è festa co l’inganno,
de chi la prenne sempre in der sedere.
Stefano Agostino
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Gesù che era morto non giace,
non giace!
Io penso a una Pasqua di pace
da Oriente a Occidente

un mondo giocondo
ove ignoti sono
l’odio e la guerra.

Per tutta la vita,
per tutta la terra,
ogni notte, ogni dì.
Io penso a una Pasqua così.
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Le risate di oggi avranno eco lungo, così lungo che potrebbe persino durare fino alla prossima pasquetta. Amico mio Ti voglio Bene!
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dopo pasquetta si riscoprono i nostri valori più alti: Colesterolo, Transaminasi, Glicemia e Trigliceridi :) AUGURI
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Pasquetta: molti avrebbero voluto concedersi la canonica gita fuori porta, ma hanno mangiato così tanto che non ci passano.
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Amici, buon vino e tanta allegria: la Pasquetta è la festa più divertente che ci sia!Tanti auguri!
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FELICE PASQUA

aprile 5th, 2015

pasqua

Ogni persona, penso, nel corso degli anni si è trovata di fronte a delle soglie, delle vie a senso unico, delle porte che rappresentano l’inizio o la fine di qualcosa e il cui attraversamento è segnato da emozioni che si imprimono sul cuore come un marchio.
I nostri occhi sono lo strumento attraverso il quale possiamo ammirare il fantastico spettacolo di un sole che entra o esce dal nostro cielo.
Il nostro cuore è lo strumento che ci permette di commuoverci ai tramonti di QUEI giorni che finivano e delle albe di QUELLI che iniziavano.
Il tramonto per esempio di quando ti viene a mancare una persona che amavi, subito fai fatica ad accettarlo, ti sembra impossibile, ma poi la verità che, fredda, spietata, si rivela in un attimo, in un secondo e nella sua inequivocabilità la rende un fardello così pesante da sopportare.
O l’alba della prima volta che fai l’amore con la ragazza che ami con tutta l’anima. Ogni carezza, gesto, parola, acquista un valore particolare che cresce all’accumularsi di quella moneta coniata prima dell’inizio del tempo: l’amore con l’emozioni che l’accompagna. Poi il tramonto dell’ultima dell’ultima volta che le hai parlato, la rabbia, il rancore di cui oggi vorresti chiedere scusa, perché frutto di quell’atteggiamento sbagliato per cui “io sono l’unico a provare emozioni vere, gli altri non mi capiscono, perché vivono in un mondo materialista” e anche perché se è verissimo che ognuno vive nel proprio mondo è altrettanto vero che condividiamo lo stesso universo. E il tramonto di un giorno la cui data non dimenticherai mai.
Il tramonto di quando lasci la persona che ti amava con tutta, la sua, di anima, dopo anni passati insieme. Il dolore che dal suo, di cuore, volava nell’aria e si infiltrava nel proprio, di cuore, trasformandosi in una cascata di lacrime. E quella mano, incredula, che non trovava la forza di aprire quella porta, sapeva che sarebbe stata l’ultima. E, poi, magari, l’alba di qualche giorno fa, quando ricapitano in mano le vecchie lettere. Pensi di rileggerle, in realtà le leggi per la prima volta. Quando pensi che l’altro non ti capisce, in realtà sei tu che non hai mai capito te stesso. E poi sei felice di averle rilette e sei felice che le abbia scritte. Quando guardi il cielo la notte, le stelle, è affascinante pensare che quelle stesse luci che noi vediamo provengono da tanto lontano. Ci vuole molto tempo perché la luce faccia tutta quella strada, tanto da far pensare che oggi noi vediamo molte stelle, che in realtà, si sono già estinte. Ed è così che puoi vedere oggi quella ragazza che amava così tanto, come una stella che, in realtà, non c’è più nel cielo, ma che con la sua luce riesce ancora oggi ad illuminare, ad aiutare.
Oppure l’alba di quella volta che tieni in braccio tuo figlio di pochi giorni. Il cuore che trabocca di “neanche so io cosa”. La voglia di stringerlo forte, e la paura di stringerlo troppo forte. E quegli occhi curiosi che ti guardano chiedendoti: “tu chi sei?” e tu che cerchi di rispondere, con i propri occhi: “sono il tuo papà!” (e ti immagini che pensi: “azz, che culo! Iniziamo bene!”).
Il tramonto di quel giorno che una persona cara malata ti dice: “ma perché non ti fermi qualche altro giorno?” e sei troppo indaffarata a pensare alla tua vita per poter rispondere di sì. Il giorno dopo te ne vai ed è l’ultima volta che la vedi in vita. E in quella domanda c’era racchiusa la consapevolezza della cosa. E, oggi, il rimorso di non aver avuto neanche la decenza di regalare qualche altro giorno della tua vita, di questa vita spesso ricca di giorni inutili. E domani ti mancherà per sempre.
Il tramonto del pomeriggio prima di un’operazione importante. Il coraggio di trattenere le lacrime, da dove proviene non si sa! E l’alba del giorno dopo, dopo, magari, ore di intervento, della felicità “moderata”, controllata da un limitatore chiamato scaramanzia.

L’alba per scoprire un tesoro nascosto, non per la ricchezza oggettiva che porta, ma per il mistero che l’accompagna.

E qua ognuno a rivivere le proprie… e a chiederci quanti anni ha il nostro cuore… così ricco di… albe e tramonti.

Buona Pasqua a tutti di vero amore!

P.F. (rev.4/4/2015)

BUON ANNO 2015

dicembre 31st, 2014

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Il nuovo anno si accinge

a passo lento

Orgoglioso nelle sue vesti

annuncia il suo arrivo

alla luce di un nuovo capitolo

presentare la sua missione

immersa dal dolore..

progredire nel cammino

della vita

Timido dolce

fiero forte

opera instancabilmente

affinchè doni profumi

al germoglio delle stagioni

candido gaio sobrio

il tempo che passa..

Giano dio del tempo

A te è dedicato

l’inizio di un nuovo anno

2015

 

 

 

 

UN LIETO NATALE

dicembre 26th, 2014

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Nella grigia luce del mattino di Natale, la prima a svegliarsi fu Jo; rimase delusa nel vedere che non vi erano calze appese al camino ma, ricordandosi della promessa della mamma, cercò sotto il cuscino e ne trasse un libretto rilegato in rosso. Era la bellissima storia della vita del miglior Uomo che fosse vissuto; Jo la conosceva bene e sapeva che non poteva esistere un miglior libro-guida per un pellegrino in cammino.
Con un allegro “Buon Natale” destò Meg e le ricordò di cercare sotto il cuscino. Anch’essa trovò un libro con la copertina verde e con alcune parole di dedica scritte dalla mamma. Questo, rendeva il dono ancor più prezioso. Poco dopo Beth ed Amy si svegliarono e, frugando sotto i guanciali, trovarono la prima un libro color cenere, la seconda uno color turchino. Le ragazze cominciarono a sfogliare i libri commentandoli, mentre il cielo si tingeva di rosa per il sorgere del sole.
Margherita, malgrado le sue piccole vanità, era molto buona e saggia ed aveva una certa influenza sulle sorelline, specialmente su Jo che le voleva molto bene.
– Ragazze – disse Meg, abbracciando con un solo sguardo le quattro testine arruffate – la mamma desidera che noi leggiamo ed amiamo i libri: dobbiamo ubbidire fin da ora.
Così detto cominciò a leggere. Io le passò un braccio attorno alle spalle e iniziò la lettura con la guancia appoggiata a quella della sorella.
– Meg è proprio buona – esclamò Beth commossa. – Vieni, Amy, seguiamo il loro esempio; ti spiegherò le parole che non conosci ed io, se non capirò qualcosa, mi rivolgerò a loro.
– Ho piacere che la copertina del mio libro sia turchina! – disse Amy.
Tutta la casa piombò nel silenzio, interrotto soltanto dal frusciare delle pagine. Intanto il sole inondava la camera, augurando il “Buon Natale” alle quattro testine bionde.
– Dov’è la mamma, Anna? – domandò Meg, dopo una mezz’ora, mentre scendeva le scale insieme a Jo.
– Dio solo lo sa! È venuto un povero a chiedere l’elemosina e dopo essersi informata su ciò che gli abbisognava, è uscita con lui. Non conosco nessuna donna più generosa nel donare cibi ed abiti ai poveri.
– Immagino che tornerà presto: prepara intanto le torte: poi prepariamo il resto, – disse Meg, guardando i regali dentro al paniere.
– Ma dov’è l’acqua di Colonia di Amy?
– L’ha presa lei pochi momenti fa per metterci un nastro o non so quale altra cosa – rispose Jo, saltellando per la casa.
– Sono belli i miei fazzoletti? Anna me li ha lavati e stirati ed io li ho cifrati, – disse Beth guardando le cifre piuttosto irregolari.
– Ma guarda, invece di ricamare “M.M.” ha fatto “Mamma”! – esclamò Jo, guardandone uno.
– Ho forse fatto male? Anche Meg ha come cifra una doppia “M” ed io voglio che questi fazzoletti li adoperi soltanto la mamma! – rispose Beth turbata.
– Hai fatto benissimo, tesoro! La mamma sarà molto contenta, – disse Meg lanciando una severa occhiata a Jo e sorridendo a Beth.
– Ho sentito dei passi, presto, nascondiarno i regali! – esclamò Jo concitatamente, ma non era la mamma: era Amy che entrava in gran fretta, tutta confusa nel vedere che le sorelle l’aspettavano già.
– Dove sei stata e cosa nascondi, lì dietro? – chiese Meg molto meravigliata nel constatare che la pigra sorellina era uscita così di buon’ora.
– Non ridere, Jo. Non volevo dirlo a nessuno, ma mi avete scoperto. Sono andata a cambiare la boccetta di profumo con una più grande: ho speso tutti i miei risparmi. Voglio diventare veramente buona.
Amy mostrò la bella bottiglia che avrebbe sostituito quella più piccola ed era così bello ed umile il suo gesto che Meg non potè fare a meno di abbracciarla.
– Stamattina dopo aver letto il libro – mi sono vergognata del mio egoismo. Appena alzata sono uscita per cambiare la boccetta, ma adesso sono contenta perchè il mio regalo è il più bello di tutti – soggiunse Amy.
La porta di casa si chiuse di nuovo e le ragazze fecero sparire rapidamente il paniere sotto il divano.
– Buon Natale, mamma! Buon Natale! Grazie dei libri: abbiamo già cominciato a leggerli e saranno la nostra lettura di ogni mattina – gridarono allegramente le quattro ragazze.
“Buon Natale a voi, figlie mie! Sono contenta che abbiate già iniziato e spero che continuerete. Ma
prima di sederci, devo dirvi una cosa. Poco lontano da qui, una donna ha appena avuto un bimbo. Ne ha già altri sei, che stanno rannicchiati in un unico letto per non gelare. Infatti, non hanno né legna per il fuoco, né qualcosa da mangiare… Bambine mie, vorreste donare loro la vostra colazione come regalo di Natale?”
Per un momento nessuna parlò: avevano un grande appetito poichè attendevano già da un’ora. L’indecisione durò per poco.
– Sono contenta che tu sia arrivata prima che cominciassimo.
– Vengo io ad aiutarti? – chiese Beth con premura.
– Io porto la crema e le focaccine, – soggiunse Amy.
– Sapevo che le mie bambine avrebbero fatto questo piccolo sacrificio – disse sorridendo la signora March. – Verrete tutte con me e quando torneremo faremo colazione con latte, pane, burro.
In pochi minuti tutte furono pronte per uscire. Per loro fortuna, le strade erano deserte e nessuno si meravigliò di quella processione.
La stanza che videro era veramente una stamberga! Il fuoco era spento, le finestre sconquassate; le coperte lacere e in un angolo la madre ammalata col piccolo che strillava. Sotto una vecchia coperta erano sei bambini che, quando videro entrare le fanciulle, sorrisero spalancando gli occhi per la meraviglia.
– Mio Dio! Sono gli angeli che vengono ad aiutarci, – esclamò la povera madre commossa.
– Strani angeli con cappucci e guanti! – esclamò Jo e tutti risero allegramente.
Pochi minuti dopo la stanza aveva mutato aspetto. Anna, che aveva portato la legna da casa, accese il fuoco. Poi, con cappelli vecchi e perfino il suo scialle, chiuse le aperture dei vetri rotti. Intanto la signora March preparava per la madre il tè e una minestra, promettendole nuovi aiuti. Le ragazze preparavano la tavola ed imboccavano i sei bambini, ridendo, chiacchierando e cercando di capire il loro strano modo di parlare. I bambini, tra un boccone e l’altro, le chiamavano “angeli” e questo divertiva molto le ragazze che prima di allora non erano mai state chiamate così, specialmente Jo che, fin dalla nascita, era stata considerata un ” sanciopancia “.
Terminata la colazione, tutte tornarono a casa e forse in tutta la città non vi erano quattro fanciulle più liete.
– Sono contenta di aver fatto un po’ di bene ai nostri simpatici vicini! – esclamò Meg mentre disponeva sulla tavola i doni per la mamma che, in quel momento, stava cercando al piano superiore indumenti per i piccoli Hummel.
Benchè i regali non fossero gran cosa, la tavola così preparata con le rose, i crisantemi e l’edera, faceva un bell’effetto.
Le opere benefiche e la distribuzione dei doni occupò le ragazze per tutta la mattinata; il pomeriggio, invece, trascorse tra i preparativi per la festa di quella sera. Essendo ancora troppo giovani per andare a teatro e non avendo la possibilità di comperare tutto il necessario per le loro rappresentazioni, le ragazze dovevano aguzzare il loro ingegno. Alcune delle loro trovate erano veramente ingegnose: chitarre di cartone colorato, lumi antichi ricavati dalle scatole di burro, abiti di cotonina ornati con diamanti di stagnola, armature di lamina di zinco. Il mobilio della stanza era abituato ad essere messo sossopra per quelle ingenue baldorie. Alle recite erano ammesse solo le bambine, così Jo poteva divertirsi ad impersonare tutte le parti maschili. Essa andava molto orgogliosa di un paio di stivaloni di cuoio che le erano stati regalati da un’amica e di un vecchio fioretto che compariva in tutte le rappresentazioni. L’esiguo numero di attori richiedeva che i principali recitassero varie parti, mutando in tutta fretta gli abiti.
La sera di Natale, su una brandina che fungeva da platea, erano sedute una dozzina di spettatrici: grande era l’attesa davanti al sipario di tela azzurra. Dietro al sipario si udivano fruscii, rumori di passi, un parlare sommesso e le risatine soffocate di Amy, che era in preda ad una grande agitazione.
Finalmente il sipario si alzò e cominciò la ” Tragedia musicale “. La scena rappresentava una foresta oscura: qua e là vi erano vasi di piante, un vecchio tappeto verde simulava il prato. Nel fondo vi era una grotta le cui pareti erano fatte con diverse scrivanie; la scena era resa tenebrosa da un fuoco acceso nella caverna su cui bolliva una pentola, sorvegliata da una vecchia strega. L’effetto era grande specialmente quando la strega alzava il coperchio della pentola, lasciando sfuggire sbuffi di denso fumo nero.
Dopo un attimo di pausa, Ugo, il personaggio malvagio della tragedia, entra sbatacchiando la porta, col cappello calato sugli occhi e gli immancabili stivali. Dopo aver camminato un po’ per il palcoscenico, comincia a cantare il suo odio per Roderigo, il suo amore per Zara e il proposito di uccidere il primo e di farsi amare dalla seconda.
Il sipario si chiuse tra gli applausi degli spettatori che commentarono l’opera masticando frutta candita.
Colpi di martelli risuonarono per tutto l’intervallo, ma quando il sipario si alzò, nessuno ebbe il coraggio di lamentarsi per il ritardo. Una torre si ergeva fino al soffitto, nel centro vi era una finestrella illuminata, attraverso la quale appariva Zara in un elegante vestito azzurro.
Zara doveva uscire dalla finestra, e stava per metter piede a terra, quando lo strascico della sua veste, impigliandosi nelle finestrelle, fa crollare la torre e seppellisce gli infelici amanti. Dalla platea sorse un urlo generale che presto si tramutò in una risata clamorosa mentre, dalle macerie, uscivano agitandosi due stivaloni gialli e una testolina tutta riccioli che gridava:
– L’avevo detto io! l’avevo detto!
Fortunatamente l’incidente si risolse assai felicemente.
Il terzo atto si svolge nel salone del castello dove è nascosta Agar, pronta ad uccidere Ugo e a liberare i due prigionieri. Sentendolo giungere, essa si nasconde e lo vede preparare le bevande, poi volgersi a un servo e dire:
– Porta queste bevande ai due prigionieri e di che verrò tra poco.
Ma Agar, approfittando di un momento di distrazione del malvagio, sostituisce due coppe innocue a quelle avvelenate. Il servo esce e Ugo, dopo un lungo canto, preso dalla sete beve la coppa contenente il veleno destinato a Roderigo. Dopo vari gesti e contorsioni egli cade morto per terra mentre Agar compie interamente la sua vendetta informandolo di tutto il suo operato con una bellissima romanza.
Il quarto atto rivela come Roderigo, che si credeva abbandonato da Zara, voglia uccidersi. Ma un dolce canto lo informa della fedeltà della sua amata e una chiave lanciata dentro la sua prigione gli permette di liberarla.
Il pubblico applaudì freneticamente e l’applauso sarebbe durato a lungo se non fosse accaduto uno strano incidente. La branda su cui erano seduti gli spettatori si chiuse improvvisamente, soffocando il generale entusiasmo.
Ridevano ancor tutti quando Anna entrò portando gli auguri di Buon Natale da parte della signora March ed invitando tutti ad un piccolo trattenimento. Fu una sorpresa anche per le ragazze; sapevano che la mamma avrebbe offerto qualcosa, ma una cena così bella non l’avevano più veduta dal tempo della lontana ricchezza. C’erano due gelati; uno bianco ed uno rosso; torta, frutta, un vassoio di fondante e, nel centro della tavola, quattro bellissimi mazzi di fiori. Le bambine guardarono meravigliate, poi assalirono la madre di domande:
– Sono le fate? – domandò Amy.
– È il Babbo Natale! – disse Beth.
– È stata la mamma! – esclamò Meg, sorridendo felice.
– Per una volta tanto la zia March ha avuta una buona idea! – esclamò Jo improvvisamente.
– Avete sbagliato! – rispose la signora March. – Ha mandato tutto il Sig. Laurence!
– Il Sig. Laurence? Ma se non ci conosce neppure! – esclamò Meg, stupita.
– Anna ha raccontato ad una delle sue domestiche la nostra spedizione di questa mattina in casa Hummel. La storia lo ha commosso, molti anni fa egli era amico del mio babbo, ed oggi mi ha scritto un bigliettino chiedendomi il permesso di mandarvi qualche ghiottoneria, in onore del giorno di Natale. Non potevo rifiutare ed ecco qui un banchetto che certamente vi ricompenserà del pane e latte di questa mattina.
– È certamente opera del suo nipotino: è un ragazzo molto simpatico e mi piacerebbe di conoscerlo. Credo che anche a lui piacerebbe di fare la nostra conoscenza ma è piuttosto timido, e Meg non mi permette di salutarlo quando lo incontriamo, – disse Jo mentre i piatti dei dolci circolavano e l’allegria aumentava sempre.
– È un ragazzo molto educato e non ho alcuna difficoltà che facciate amicizia con lui; i fiori li ha portati lui, lo avrei invitato volentieri se avessi saputo che cosa stavate combinando lassù. Credo che avrebbe accettato molto volentieri, ma…
– Per fortuna non l’ha fatto! la recita è stato un vero fiasco, ma ne faremo delle altre e avremo occasione di invitarlo: forse potrà anche aiutarci. Non sarebbe bello? – disse Jo con entusiasmo.
– Com’è grazioso il mio mazzo di fiori! – esclamò Meg. – È il primo che ricevo!
– Sì, davvero grazioso, ma io preferisco le rose di Beth. – Così dicendo, la signora March aspirò il profumo delle rose ormai appassite che teneva alla cintura.
Beth l’abbracciò e sussurrò:
– Vorrei mandare qualche rosa anche al babbo, non credo che abbia trascorso un Natale così felice come il nostro!

PICCOLE DONNE* Louisa May Alcott

Vorrei augurarti…

dicembre 24th, 2014

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Vorrei augurarti tanta felicità, ma credo che te l’abbiano augurata in tanti, vorrei farti l’augurio di un Natale felice, ma anche a questo ci avranno già pensato; allora potrei augurarti tanta fortuna, ma credo di arrivare tardi anche per questo…Potrei augurare tanta serenità a te e alla tua famiglia, ma è la prima cosa che si regala e qualcuno sarà sicuramente arrivato prima di me. Allora provo ad augurarti qualcosa di diverso, qualcosa a cui nessuno possa aver pensato….
Ti auguro di essere padrone della tua vita e di saper individuare la rotta che vorrai seguire nel tuo percorso nel mondo;
ti auguro di avere tanto Amore nel cuore e saperlo donare senza risparmiarti mai;
ti auguro di saper riconoscere l’Amore nello sguardo di chi ami e saper individuare anche la tristezza dietro al suo sorriso.
Vorrei augurarti anche di trovare la felicità che è nascosta nel tuo cuore, perché è quella che ti farà gioire di ogni piccola cosa. E ricorda sempre che qualunque cosa tu debba affrontare nella vita, devi affrontarla con coraggio e determinazione, non fuggire,  perché dovunque tu ti nasconda non potrai mai fuggire da te stesso…
Per ultimo ti auguro di essere amato come meriti.

(© Alessia S. Lorenzi da “Passeggiata tra le nuvole sorvolando il mare”- E’ vietata la riproduzione, anche parziale, del testo senza la citazione dell’ autrice -immagine dal web)

SANTO NATALE

dicembre 24th, 2014

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Notte di luce e d’amore

al Santo Natale

l’arrivo del Messia

colma i cuori

di chi soffre

chi è solo

Nel firmamento

brilla la scia della cometa

annuncia

la buona novella ..

è nato Gesù!

 

AUGURI DI NATALE

dicembre 23rd, 2014

vogliounnatale
voglio un natale di luci e colori
voglio un natale di dolci pensieri
voglio un natale sincero e gioioso
voglio un natale semplice e gustoso
voglio un natale pieno di NOI,
immersi nella nostra bella famiglia…
di coccole, baci, carezze…
voglio un natale normale, un natale
d’Amore. di Affetto, di gesti gentili….di Tenerezza.
Anton Vanligt
***

Se avessimo la coscienza pulita
il cuore sarebbe ogni giorno pieno
di gentilezza, bontà, verità
come lo si ha solo nel giorno di Natale
Anton Vanligt
***

Il mio Natale quest anno è un po’ triste
penso agli assenti, a coloro che sono andati via
dalla mia vita senza un motivo
o quelli che il motivo ce l’avevano eccome
ma non c’è modo di dire “resta” quando sei seduto
dalla parte del torto.
Sarà il natale degli assenti, del vuoto, della solitudine. Sarà un natale trasparente, che passerà
silenzioso, muto. Come la mia bocca, dispiaciuta e
cucita. Se solo potessi chiederti PERDONO.

Auguri a tutti. Vi auguro di trovare comprensione

braccia tese quando sarete in difficoltà,

comprensione quando la vita vi porterà

sulla strada sbagliata.
Auguri di un Natale di Amore.
AP.
***

Sarà un natale bellissimo, questo che ci apprestiamo a vivere in tre. Un anno di baci al sapore di neonato, e odore di guanciotte morbide avena e talco. Sarà un natale di pannolini e ciucciotti, e baci e sguardi con dentro tutto l’amore del mondo. Sarà il nostro primo natale da genitori e lo ricorderemo per sempre. Auguri miei dolcissimi amori! Buon Natale meravigliosa mia famiglia <3
AP
***

Piccolo mio, provo a immaginare un augurio per questo tuo primo Natale. E penso a cose grandi, immense, a un futuro di luce e sorriso, e successo e soddisfazioni.

Poi ti guardo e i tuoi occhi sembrano dire: voglio per questo natale una sola cosa -il tuo amore- perchè da esso dipende tutto il mio futuro.
Anton Vanligt

***

Auguri amici miei, che questo natale ci porti un po’ di gioia, che il cuore possa conservare questa sensazione di pienezza e soddisfazione per lungo tempo

AP

FRASI SULL’ARIA DI NATALE

dicembre 22nd, 2014

aria di natale

La voglia di accoccolarsi accanto al fuoco,  o sul divano sotto una coperta con un buon tè caldo ad addolcire il cuore. La ricerca di un abbraccio più lungo mentre fuori nevica, le luci che alterano il loro ritmo e i tanti colori, il presepe e l’albero di Natale,  i doni da incartare e quelli ancora da comprare, la musica per le vie della città, sciarpa-guanto-cappello e monumenti da scoprire sotto un cielo freddo e assurdo per la sua bellezza, per la sua immensità, per la sua gelida meraviglia. Un cuore caldo caldo, così caldo da sciogliere odio, invidie, malumori e indifferenza. E’ così, tutto questo è la sensazione del respirare l’aria di Natale.

Anton Vanligt

***

Fra tutte le magie dell’inverno il Natale è la più dolce; e quella gioia ansiosa che illumina gli occhi dei bambini comincia molto tempo prima; quando la città si prepara alla festa e si accende di luci; quando camminando per la strada, si sentono suonare le cornamuse; quando la mamma prende nel ripostiglio un certo scatolone, lo apre e dice: “occorre qualche ciondolo nuovo per l’albero!” Ma il Natale si sente soprattutto a scuola, nelle musiche e nei canti dei bimbi, nei disegni pieni di neve, nei vetri dipinti; e il lavoro di ogni giorno sembra più piacevole, più leggero. Ognuno ha un’idea nuova per festeggiare il Natale, per addobbare l’aula; gli insegnanti hanno qualche volta un’aria di mistero… staranno preparando una sorpresa? se poi siamo così fortunati da avere anche una spruzzatina di neve, la felicità è completa. E più fuori c’è freddo, più dentro di noi sentiamo il calore che viene dallo stare insieme, dalla dolcezza e dall’incanto di questa festa.

Natale nell’aria, P.Naldi

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Natale, il volto di un babbo,
le luci di un albero,
i colori di una ghirlanda,
il profumo dei biscotti,
e la gioia nel cuore.
Questo è il Natale,
una data che ci ricorda,
la straordinaria bellezza
che puo’ portare con se’
un giorno di festa.
Stephen Littleword, Pensieri Sul Natale

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Ma visto che ti piace tanto l’aria natalizia, perché non ti dai fuoco fuori dal balcone? Saresti la luce più bella di questo Natale!
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L’aria natalizia non c’è e basta. É inutile che continuano a dire: “É solo perchè sei diventata grande”. Vaffanculo, prima era tutto più allegro. Si faceva il conto alla rovescia per il giorno di natale già da settembre
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Aria natalizia per le strade, luci accese e persone spente
Tumblr.
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Si muove la tenda nella stanza
E non ti sembra ci sia aria.
Ti senti estranea anche stavolta
All’atmosfera natalizia
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Non sono triste, nè felice. So solo che l’aria natalizia, quest’anno, l’ho sentita meno che mai. Mi sembra come se avessi perso qualcuno.. Ma in realtá, lo so, ho solo perso me stessa.
Tumblr.
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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni