Frasi Amore

Frasi Amore Le Più Belle Citazioni Sull’Amore che parlano D’Amore Vero. Pensieri e Frasi Famose D’Amore Autentico! FRASI AMORE!!!



ANNA FATA * AMORE ZEN

luglio 4th, 2013

amorezen

Non si scappa, è bene ribadirlo: si deve partire da sé per poter arrivare all’altro e tornare poi a propria volta cambiati e arricchiti nella propria dimora interiore.
Si tratta di un ciclo ininterrotto che si autoalimenta.
Sentire, sapere e perseguire quello che ci fa stare bene è la suprema forma di amore per noi stessi. Se ci si protende ecccessivamente verso l’altro, se gli si va incontro oltre le proprie possibilità, si rischia di perdere l’equilibrio, ci si decentra.
ANNA FATA, AMORE ZEN
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Ritornare a sé non è del tutto facile, ma è sempre possibile. La via del ritorno a casa può essere ardua, ma è sempre percorribile.
Bisogna partire da un io per poter formulare e avere a che fare con un tu. Cercare un equilibrio tra questi due estremi è la sfida a cui siamo costantemente chiamati. Non si può perdere uno dei due poli della dialettica, pena l’annullamento della relazione stessa.
ANNA FATA, AMORE ZEN
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Lavorare con se stessi e su se stessi, questo è l’imperativo costante.
Il che significa: riconoscere e soddisfare i propri bisogni,le proprie necessità,cercare le situazioni che ci fanno stare bene, evolvere e crescere, e rifuggire da quelle che ci sottraggono energia, che ci svuotano, che ci fanno stare male.
Volersi bene è l’unico modo per catalizzare l’amore.
ANNA FATA, AMORE ZEN

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Saper rispettare i propri spazi, modi e tempi è fondamentale per fare sì che anche l’altro faccia altrettanto con noi. Se chiediamo un pomeriggio da trascorrere da soli o in compagnia di una
persona che non sia il partner, dobbiamo essere altrettanto disponibili se ci viene rivolta in seguito la stessa richiesta.
Una persona che si vuole bene è soddisfatta della sua condizione di vita, perché si comporta in modi che promuovono il suo benessere.
L’altro non deve riempire un vuoto dentro di noi, ma offrire qualcosa di più, che non si elemosina, ma si ottiene liberamente.
Quando si nutre amore verso se stessi’ si offre la possibilità all’amore di fluire liberamente, da sé all’altro e viceversa.
Amandoci offriamo la possibilità al partner di fare altrettanto e la fedeltà che ne deriva è autentica, senza alcuno sforzo né pretesa.
La fedeltà a se stessi e alla propria vita interiore è la condizione indispensabile per incontrare persone altrettanto fedeli e per agire in modo congruente ai propri valori, sentimenti e principi.
ANNA FATA, AMORE ZEN

Nei tuoi sogni

luglio 2nd, 2013

Fammi entrare nei tuoi sogni

nel tuo mare d’acqua cheta

me ne sto lì.. quieta quieta

ranicchiata tra gli scogli.

Fammi entrare nei tuoi pensieri

in quei verdi sentieri

nel tuo cielo tra le stelle

per respirare la tua pelle.

Dischiudi la tua soglia

ad ali di farfalla

intrisa del tuo sorriso

prelude il paradiso

Ogni notte..mentre dormi

fammi entrare nei tuoi sogni

me ne sto lì..senza far rumore

ascolto il battito del tuo cuore…

4 ranicchiata tra gli scogli

Voglio amarti

giugno 26th, 2013

Ti amo
perché voglio amarti,
con le tue tristezze
e la tua allegria.
Per i tuoi silenzi
e la tua gioia spensierata.
Per le tue debolezze
e la tua forza.
Per il tuo sorriso
e per i tuoi occhi
riflessi nei miei.
Voglio amarti
perché non posso pensare
nemmeno un istante
di non amarti.
Amami
perché sei libero
di non amarmi.
Amami se vuoi…(Alessia S. Lorenzi da “Come il Canto del Mare”)voglio amarti

Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore

giugno 25th, 2013

Foto d'autore bacio

Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore, nella corrente mai ferma della vita.
Tre volte all’alba, Alessandro Baricco

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Tre Volte all'Alba - Alessandro Baricco Tre Volte all’Alba

Alessandro Baricco

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Amore a distanza.

aprile 11th, 2013

Chi vive una storia a distanza, attraversa stati d’animo mai provati.
Chi vive lontano da chi ama ha una forza dentro incredibile.
Ci sono momenti in cui ti senti serena, in cui ti “basta” sentirlo per non abbatterti. In questi momenti, ti senti positivo, sei tutto un “stringiamo i denti, siamo forti, queste sofferenze verranno ripagate (…)” e sorridete insieme, vi date altro coraggio e ricaricate le “pile”.
Poi, ci sono momenti in cui la solitudine ti si incolla addosso, insieme alla nostalgia, insieme alle lacrime.
Questi momenti arrivano all’improvviso, non parti dal concetto “è lontano, quindi mi manca, quindi sto male”.
No, alla base c’è una mancanza che puoi quasi toccare.
(…) Mi manca la mattina quando mi sveglio, perché quando è con me, magari è proprio dall’altra parte del letto, su di un fianco, a guardarmi, a sorridermi.
Mi manca nell’ora dei pasti, tra un “cuciniamo insieme”, “guarda come ho apparecchiato la tavola!”, tra i piatti lavati, le molliche a terra perché “non è colpa mia, quando il pane è fresco, fa casino”. Manca quando mi faccio il caffè, perché lui mi vizia con il cappuccino.
Mi manca mentre sorrido per un motivo ben preciso che però, devo spiegargli attraverso un telefono.
Mi manca quando ho gli occhi e le guance umide e quando magari evito di dirglielo perché so quanto male gli fa non potermele asciugare.
Mi manca quando alla sera, stringo l’altro cuscino e prendo sonno solo alle prime luci dell’alba.
Mi manca, manca, perché quando ami, quando ami forte e pensi che sia l’uomo della tua vita, l’unico posto in cui vorresti essere è proprio accanto al suo.
Non importa dove, con lui è sempre casa.
Non importa a cosa devo rinunciare, mollerei tutto.
Non importa il resto, perché insieme, si arriva dappertutto.
Ce la faremo perché ci amiamo e con questo, non c’è distanza che tenga.

──ericas.

amore a distanza

L’amore negli occhi.

aprile 9th, 2013

Quella sera me la ricordo bene.
Quella sera mi guardavi con degli occhi diversi.
Avevi gli stessi occhi di un bambino che non riesce a tenere un segreto: scalpitanti, agitati, lucidi.
Avevi l’amore negli occhi.
Avevi l’amore nel cuore e non potevi dirmelo.
Io leggevo qualcosa di forte. Istintivamente, avevo abbassato lo sguardo.
Non ero pronta e tu lo sapevi. Sapevi che alla sola idea di pronunciare tanto amore, tremavo.
Tu sei sempre stato così, sei sempre arrivato prima di me. Hai sempre trovato il modo di tirar fuori le miglior sensazioni, i miglior sorrisi, le migliori parole. (…)
Quando senti qualcosa dentro, deve farla venir fuori in modo naturale, eppure tu, tu l’avevi bloccata per me.
E forse, ho iniziato ad amarti più forte lì, nel momento esatto in cui mi avevi dato la possibilità di scegliere, nel momento esatto in cui mi sentivo libera di riconoscerti in quelle emozioni mai provate. E non tremavo, non tremavo più.
──ericas.

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Donna crocerossina

marzo 30th, 2013

“Lo spirito da crocerossina è qualcosa di magnifico e di inspiegabile: di sovrumano, credo. È quella componente femminile che gli scienziati del mondo ancora non hanno saputo spiegare; quella condizione che permette alla donna di considerare il comportamento del maschio italiano/europeo, che sta cercando disperatamente di farle capire che preferisce la Playstation a lei, come un chiaro sintomo di amore.
Perché se l’uomo adda puzzà la donna adda suffrì.”

Amore ai tempi dello stage-Manuale per coppie di precari

Alessia Bottone

 

L’amore non è abitudine

marzo 29th, 2013

Ho visto una coppia salutarsi sulla porta di casa.
Lui aveva appena caricato i bagagli in macchina e i ricordi di uno dei weekend appena trascorsi insieme.
Era mattina presto, la brina era poggiata sull’erba ben curata e i vetri della macchina erano appannati. Avevano fatto colazione insieme.
Era tempo di partire, lei era in pigiama sulla soglia di casa e potrei giurare di aver sentito lui dirle quant’era bella anche appena sveglia.
Era tutto pronto per il viaggio, tranne loro.
SI abbracciarono talmente forte da sembrare tutt’uno.
Dovevate vedere i loro occhi.
“Andrà tutto bene, torno presto, mi manchi già”, sembravano dirsi.
Con gli stessi occhi si guardarono a vicenda allontanarsi.
Lui fece il giro del giardino, uscì dal cancello e si mise su strada.
Si fermò di colpo. Scese, lasciando il motore acceso, lo sportello aperto e un sottofondo musicale, non curandosi di niente.
Lo fecero insieme, spinti dallo stesso desiderio, si corsero incontro come se quell’emozione in più potesse dare un spinta migliore all’umore.
Un abbraccio, un bacio, un carezza sul viso, sulla schiena e una mano tra i capelli, ancora una volta.

«E’ bello sembrare la spettatrice di questo nostro episodio d’amore, è bello raccontarsi da fuori. Ma siamo io e te questi due e siamo l’amore, l’amore forte.»
──ericas.

MI MANCHI TANTO…

marzo 6th, 2013

Sono le quattro e trenta del mattino.
La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest’evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde. La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori. La mia notte è lunga, lunga, lunga. La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme la sua apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza di te non è più veramente vissuta. La mia notte si chiede se il mio giorno somiglia alla mia notte. Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché tempo anche il giorno. La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo. Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide. La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile. Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole. Il tuo colore.

Fra poco si leverà il sole..

Frida Kahlo – Lettera di Frida Kahlo a Diego Rivera

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