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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI SUL TERZO OCCHIO

novembre 15th, 2013

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Con Terzo Occhio nelle tradizioni esoteriche orientali si intende il centro energetico situato sopra la parte centrale fra i due occhi fisici, all’incirca fra le sopracciglia. Quando è aperto e sviluppato, abilita al sesto senso, all’intuizione o in generale alla percezione dei fenomeni extrasensoriali e sottili. Viene chiamato anche sesto chakra o Ajna.
In questo libro desidero riallacciarmi in modo molto limitato alle dottrine esoteriche e occulte, e indicare invece, slegati da qualsiasi concezione religiosa o filosofica del mondo, dei metodi moderni, pratici e adeguati al nostro tempo e alla nostra cultura, tramite i quali ogni lettore motivato possa trovare il suo accesso personale alle facoltà della percezione extrasensoriale. L’esperienza mi ha insegnato che per sviluppare tali facoltà non servono complicate sovrastrutture filosofiche, ma solo una teoria un po’ orientata alla prassi e soprattutto una scrupolosa introduzione all’esercizio e all’utilizzo pratico della percezione extrasensoriale in via di sviluppo. Il Terzo Occhio simboleggia un tipo di percezione allargata che va ben oltre le possibilità dei nostri organi di senso e permette una visione più ampia della realtà.
Harald Wessbecher

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Non identificatevi … siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. … anche l’opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.

… focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza.
Osho, Il libro dei segreti
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Concentrati sul Divino nell’Occhio Spirituale perché questa è la mia Vera Forma. Io non sono questo corpo di carne e ossa. Sono il servo di tutti.
Yogiraj Sri Sri Lahri Mahasaya
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Se per un’ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.
Osho, Il libro Arancione
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Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile, il secondo corpo, quello interiore.
Osho, I segreti della trasformazione
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Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente. … Per questo le Upanishad dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E’ una luce senza sorgente.
Osho – I segreti della trasformazione
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Grazie a Dio io possiedo il terzo occhio, intendo dire che è come se mi trovassi nel letto e potessi camminare passo dopo passo sulle colline rocciose e terre irregolari vedendo ogni pietra e fiore dove le mie vecchie gambe non mi porterebbero più.
Beatrix Potter
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Quest’idea dell’occhio di Shiva è presente nell’opera. Come è noto, l’occhio di Shiva è la ghiandola pineale, nei rettili primitivi la ghiandola pineale era il terzo occhio con cui i rettili vedevano la luce che viene dal sole allo zenit. Poi, nella scala filogenetica l’occhio è stato riassorbito e si è andato a collocare alla base del cranio. Questo occhio continua a vedere, assume informazioni dai nostri veri occhi e ha un forte scambio con gli ormoni della crescita e quelli sessuali.
Mircea Cărtărescu

FRASI SUI CHAKRA

novembre 13th, 2013

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Già a Mu e Atlantide erano consapevoli del fatto che ogni persona era una specie di catalizzatore, e  che nel suo corpo custodiva sette generatori (chakra) principali, corrispondenti ai sette raggi di Luce. Tenendoli liberi e puliti da qualsiasi interferenza, ci si può connettere direttamente col raggio della fonte
Jacqueline van Gessel, Egiptian Healing
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Un Chakra ha forma di un imbuto e la sua energia gira in senso orario come un vortice. È suddiviso in tre parti: il bordo esterno, il corpo e la punta, in cui è rinchiuso il nostro destino.
Jacqueline van Gessel, Egiptian Healing
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I chakra sono il dono divino, il Dio interiore, l’essenza di tutto ciò che siamo
Jacqueline van Gessel, Egiptian Healing
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I chakra principali sono sette, ma ce ne sono molti altri secondari, circa un centinaio, che “idealmente” corrispondono coi punti meridiani dell’agopuntura. Anche il termine chakra deriva dalle lingue orientali. Sono posizionati, a grandi linee, partendo dal centro coccigeo, cioè dal punto che si trova  fra l’ano e i genitali, per arivare alla sommità del capo. Sono sette e ognuno di essi sovrintende a determinati organi, con particolari  funzioni sia a livello emotivo che psichico e spirituale. I nomi dei chackra sono di origine orientale mentre in occidente si chiamano per numero o si riferiscono al centro o al plesso fisico interessato.
Assam Bihar, I Sette Chakra
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I sistemi dei chakra sono giusto questo: modelli della realtà pensati per assistere il tāntrika nel suo travagliato percorso interiore dal Molteplice all’Uno.
Georg Feuerstein
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Nei fatti non esiste un sistema dei “chakra” che si possa definire standard. Ogni scuola, e alle volte ogni maestro di ogni singola scuola, ha avuto il proprio sistema di chakra.
David Gordon White
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Nove sono le matrici originarie | che Ella detiene come Sovrana; | nove i cakra del corpo sottile.
Tripurā Upanisad
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FRASI SULLE SCARPE

novembre 12th, 2013

scarpe

Abbiamo tutti un corpo, un corpo che prima cresce, si sviluppa e, poi, matura e invecchia. Ogni botta col tempo si fa sentire e senti gli acciacchi che pian piano, ti fanno ricordare che non sei più un giovanotto. Questo mio corpo che, come scarpe, ti permette di fare tanti chilometri di Vita. E quando toglierò queste scarpe e saranno consumate e distrutte, avrò i piedi che faranno male, ma sarò contento, perché SENZA quelle scarpe non avrei potuto percorrere neanche un metro, perché senza quelle scarpe non avrei sopportato tutte le pietre e i detriti che una strada che è la Vita porta con sé. Quando queste scarpe saranno distrutte, da buttare, le metterò a fianco a me e con i piedi doloranti in mano, CON UN SORRISO, penserò a tutti i luoghi in cui mi hanno portato.

Camminate, camminate più che potete!

FRANCESCO PATERA, Francesco’s Core

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Gli occhi possono mentire, un sorriso sviare, ma le scarpe dicono sempre la verità.

Gregory House
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Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Erri de Luca

Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe

Mark Twain
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Forse vi interessa l’uomo che si spoglia? È un simpatico spettacolo, ed è anche uno studio utile di psicologia, rivela il carattere: dimmi come ti spogli e ti dirò chi sei. Voglio scrivere un libro su questo. I metodici si tolgono prima la giacca, i distratti i calzoni, i romantici le scarpe.
film, accadde una notte
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Quando c’è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l’inverso.
Primo Levi, La tregua
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Questo è il desiderio inconfessabile di ogni femmina. Vedersi recapitare a casa dall’Interscarpa un’enorme fascina di scarpe miste. Stivali a mezza coscia sul fondo per sostenere il mazzo e sul davanti sandali, décolleté dal tacco audace, zatteroni, anfibi, college, pantofole pelose a muso di topo e ciabattine argentate con tanto di piume di colibrì. Il tutto mescolato a infradito miste.

Luciana Littizzetto, Sola come un gambo di sedano,
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Un giorno piangevo perchè non avevo le scarpe. Il giorno dopo vidi un vecchio senza piedi…
Jim Morrison
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E stasera, quando ti domanderai che cosa dire, come presentarti o se le piaci oppure no, non dimenticare che lei è già lì, è uscita con te! Il che vuol dire che ti ha detto un sì, quando poteva dire un no. Vuol dire che si è fatta un programma, quando poteva mandarti a quel paese; il che vuol dire che tu non hai più il compito di cercare di piacerle! Adesso hai l’obbligo di non mandare tutto a puttane. Scarpe grandiose! Le hai prese dove t’ho detto io, vero? “S-s-s-sì, ma… ehm… non credo che riflettano me” Ehi, te, come concetto, è molto evanescente adesso. Tu hai comprato le scarpe, tu sei grande con quelle scarpe… ecco il te di cui sto parlando!
dal film Hitch – Lui si che capisce le donne

FRASI SULL’EGO

novembre 12th, 2013

 

ego

Utilizziamo quotidianamente il nostro Ego per tantissime cose:per mangiare, guidare l’automobile, parlare, lavorare, giocare, sarebbe opportuno iniziare a utilizzare maggiormente anche il nostro Sentire, che è in grado di aprirci nuovi stimoli, nuove vie e nuove prospettive e ci permetterà di fare esperienze inaspettate

Jacqueline Van Gessel, Egiprian Healing

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Certe sciocchezze si possono dire solo se si è deciso di anteporre a tutto la propria ragione, il proprio ego.
Ruggero Guarini
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Cerco l’ago nel pagliaio | cerco l’ego nel migliaio | cerco l’ergo nel bisbiglio | cerco l’agro nell’intruglio | cerco il largo nel risveglio | cerco il drago nel vermiglio
Toti Scajola, Versi del senso perso

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L’ego è uno sforzo costante per andare controcorrente
Osho
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L’Ego è la parte radicata nel nostro sé. È la parte che ci consente di affrontare la Vita oppure quella che ostacola le nostre scelte.

Jacqueline Van Gessel, Egiprian Healing

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Delle vite precedenti,portiamo con noi un vissuto, un’eredità, una memoria che forma il nostro Ego, insieme alla realtà che ci circonda nei primi anni di vita

Jacqueline Van Gessel, Egiprian Healing

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L’ego non è il padrone a casa sua.
Sigmund Freud
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Il nostro Ego è alla base delle nostre scelte

Jacqueline Van Gessel, Egiprian Healing

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L’Ego è la reazione “ragionata” delle nostre esperienze

Jacqueline Van Gessel, Egiprian Healing

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FRASI DI AMICIZIA CHE DIVENTA AMORE

novembre 8th, 2013

AMICIZIA AMORE

Siamo usciti insieme abbiamo condiviso lo stesso banco lo stesso piatto lo stesso bicchiere. Non ci siamo vergognati di condividere anche i più imbarazzanti segreti e avremmo giurato che saremmo stati amici per sempre.
Ci sbagliavamo. Quello che c’era tra noi era qualcosa di diverso, superiore, e le nostre labbra, loro sì lo sapevano. Perchè la definizione l’abbiamo trovata in un lampo, in un istante, in un bacio:
A M O R E
ANTON VANLIGT

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L’amicizia fra due persone di sesso diverso o non è nulla o è amore.
ALPHONSE KARR, Aforismi,

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Il nostro amore è solido e profondo. Forse più di quello di tante altre coppie. Quelli che nascono come amicizie sono amori che conoscono segreti umori odori sentori. Quelle che nascono come amicizie e che diventano amore sono storie speciali che hanno una marcia in più, un motivo ancora per sentirsi legati eternamente.
ANTON VANLIGT

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Dall’amicizia il nostro rapporto è diventato amore, naturalmente, come la perfetta evoluzione di un destino a cui si arriva, di un sentiero costruito coi nostri passi, che un giorno gaurdando all’indietro, vedremo lastricato di bellissimi indimenticabili ricordi.
ANTON VANLIGT
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Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell’altro come l’amicizia.
FRANCESCO ALBERONI, L’AMICIZIA

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probabilmente come coppia saremmo stati una frana, o forse ci saremmo amati e  per tutta la vita rispettando e ammirando le nostre reciproche differenze, condividendo le nostre comuni passioni, girando il mondo e godendo a pieno di ogni respiro del nostro tempo insieme.  Avremmo preso casa e il nostro vivere in due si sarebbe trasformato in una famiglia, che avrebbe reso ancor più grandi e belle le nostre già numerose. Il calendario si sarebbe riempito di eventi, feste, compleanni, Natali di gruppo e pacchi regalo da prender tanto spazio sotto l’albero, un albero addobbato insieme, con cura e amore. Forse saremmo stati la coppia più felice del mondo. O forse no. Forse piccole incomprensioni avrebbero scalfito il nostro bellissimo rapporto fino a logorarlo e distruggerlo. Magari eravamo semplicemente destinati ad un’esistenza da amici, amici che conoscono ogni frammento della reciproca anima, amici che non hanno bisogno di parole per capirsi ne’ di ridurre e distanze per abbracciarsi, amici che non poseranno mai lo sguardo via dalla vita dell’altro, e che ci saranno sempre quando ci sarà bisogno di conforto, di sostegno. Amici per sempre. No.  È davvero poco. Lo sappiamo entrambi. La nostra amicizia un giorno lontano è diventata amore eterno. Quell’amore che va oltre tutto, oltre la vita. Quell’amore che sa anche dire “và sono felice per te” quell’amore che ci vedrà per sempre UNO e che vivrà oltre le scelte quotidiane, oltre le vie percorse in direzioni opposte, oltre le convenzioni, gli obblighi, le responsabilità, oltre il materiale, oltre il tempo. Oltre l’infinito, ci saremo sempre NOI.
ANTON  VANLIGT

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Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il collega, tutti coloro che ci sono prossimi. C’è però oggi, come nel più remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest’ultimo tipo di amicizia appartiene ad una classe più ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di amore. Quando pensiamo ai nostri amici più cari, alla vera amicizia, pensiamo ad una forma di amore fra persone. È facile distinguere l’amicizia dalle relazioni sociali più superficiali, dai rapporti utilitaristici o da quelli fondati su ruoli professionali.

Il vero problema, quello che, finora, non è stato ancora affrontato, è come distinguerla dalle altre forme di amore fra persone. Per esempio, in che cosa differisce l’amicizia dall’innamoramento? Ci sono numerosi autori che ritengono questa differenza minima, o poco rilevante. È più facile distinguere l’amicizia dall’amore materno, o da quello paterno, o dall’affetto tra fratelli. Anche in questo caso, però, vi sono dei caratteri in comune. Noi diciamo che quello è un nostro «amico fraterno». Talvolta nell’amicizia si esprime un atteggiamento paterno o filiale. Per esempio Friedrich Nietzsche cercava in Wagner una figura paterna. È amicizia questa? Oppure l’amicizia deve essere reciproca? Vi sono anche molti rapporti di amore ambivalenti, dove ciascuno cerca di dominare l’altro, di tenerlo legato a sé. La vita quotidiana è intrisa di questi sentimenti meschini. L’amore dell’amicizia è di questo genere? Possiamo cercare di manipolare il nostro amico? O, invece, l’amore dell’amicizia è di tipo particolare e deve essere limpido, sempre limpido perché, in caso contrario, l’amicizia, semplicemente, svanisce? Sono queste le domande a cui dobbiamo rispondere per identificare il tipo di amore specifico dell’amicizia.

È questo l’argomento della presente discussione. Ci aspetta, perciò, una analisi attenta ai particolari, per identificare quello che è esclusivo dell’amicizia, soltanto suo.

Mi sembra opportuno incominciare subito questa analisi, per entrare nel vivo del problema. E lo farei confrontando l’amicizia con una forma di amore con cui, spesso, viene confusa (per esempio il già citato J.M. Reisman e, ancor più gravemente, A. Douglas, Friends: a trae story of male love, Coward, McCann & Geoghegan, New York 1973. Lo stesso avviene nel caso del bel libro di Robert Brain, Friends and Lovers, Basic Brooks, New York 1976.): l’innamoramento. Sgombreremo il campo mostrando che sono due fenomeni diversissimi, addirittura opposti. L’innamoramento è un fatto, un accadimento, che ha un inizio definito. Alla sua origine c’è lo stato nascente (Francesco Alberoni, Innamoramento e amore, Garzanti, Milano 1979), una folgorazione, una rivelazione. L’amicizia, invece, non diventa se stessa con una rivelazione unica iniziale, ma con una serie di incontri e di approfondimenti successivi.

Un’altra differenza fra innamoramento e amicizia è che non esiste un innamoramento vero ed uno meno vero. Non ci sono gradi di innamoramento: moltissimo, molto, abbastanza, un poco. Se dico «sono innamorato», dico tutto. L’innamoramento segue la legge del tutto o del nulla. L’amicizia, invece, ha tante forme e tanti gradi. Va da un minimo verso un massimo di perfezione. L’amicizia può essere piccola, solo un moto dell’animo, oppure grande, grandissima. L’innamoramento è perfetto fin dall’inizio. L’amicizia, invece, muove verso il di più. Quando parliamo di amicizia abbiamo presente sempre anche un ideale, una utopia.

Continuiamo la nostra analisi. L’innamoramento è una passione. In tedesco passione si dice Leidenschaft. Leiden è la sofferenza. Nella passione c’è, infatti, sempre anche un soffrire. L’innamoramento è estasi, ma anche tormento. L’amicizia, invece, ha orrore della sofferenza. Quando può la evita. Gli amici si cercano per stare bene insieme. Se non ci riescono, tendono a lasciarsi, a mettere un po’ di distanza fra di loro. Un’altra fondamentale differenza è che io posso innamorarmi di qualcuno e non essere corrisposto. Non per questo cesso di essere innamorato. L’innamoramento nasce senza reciprocità e ne va alla ricerca. L’amicizia, invece, richiede sempre, mi pare, una qualche reciprocità. Io non resto amico di uno che non è mio amico. Nell’innamoramento costa sempre una terribile fatica lasciare chi si ama. Per liberarmi di un innamoramento non corrisposto, io devo esercitare una violenza su me stesso, odiare l’altro. Ma l’odio per l’amato è, a sua volta, una sofferenza, la più atroce delle sofferenze. Nell’amicizia, invece, non c’è spazio per l’odio. Se io odio un mio amico non sono più suo amico, l’amicizia è finita. Nell’innamoramento la persona amata è trasfigurata. È ad un tempo lei stessa e più che lei stessa. L’amato è duplice: il concretissimo essere davanti a me e la divinità che incorpora in sé tutto il possibile del mondo, tutto ciò che io proietto in lui. L’amore è rivelazione di qualcosa che ci trascende. La preghiera verso l’amato è un grido di disperazione. L’amico, invece, non è trasfigurato.

Dall’amico mi aspetto che condivida l’immagine che ho di un me stesso o, perlomeno, che non se ne allontani troppo. Anche se la sua valutazione è positiva, non deve essere esagerata. Se è troppo favorevole mi dà l’impressione di adulazione. Se è troppo negativa, se si allontana troppo da ciò che io penso di me, allora non mi rende giustizia e, quindi, contraddice una esigenza base dell’amicizia. I due amici, cioè, devono avere delle immagini reciproche simili. Non identiche, naturalmente, perché allora non ci sarebbe nulla da scoprire, ma senza eccessive dissonanze. Da un amico, perciò, io mi aspetto che non mi fraintenda. Tutti mi possono fraintendere, ma non un amico. Se un amico mi fraintende, è finita

Si può dunque restare innamorati di una persona di cui non sappiamo se ci ha amato o ci ha ingannato, di cui non sappiamo se fosse buona o cattiva, se avesse un animo nobile o meschino. L’amore si manifesta proprio in questo domandarsi come era. Anche dopo innumerevoli anni, l’amore continua ad interrogarsi nello stesso modo, sfoglia la margherita. Dal primo istante in cui è apparso, si pone in continuazione una domanda a cui solo la presenza della persona amata che dice di sì, dà una risposta. Finita la presenza, cessa la risposta, e la domanda ritorna continua, ossessiva, angosciosa. Non puoi dire, come vorrebbe la ragione, «che t’importa?». Questa è l’opacità dell’amore che ama qualcosa che rimane sempre inafferrabile, perché il suo oggetto è un divenire insieme, un dover essere. Questa è la miseria dell’amore, che può solo chiedere e non può smettere di chiedere, anche quando l’altro è indifferente, od ostile. Questa è l’ingiustizia dell’amore che non conosce merito e demerito, e non premia i buoni e non punisce i malvagi. L’amore è sublime e miserabile, eroico e stupido, mai giusto. Il registro della giustizia non .è l’amore, è l’amicizia.
FRANCESCO ALBERONI, L’AMICIZIA
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L’amicizia tra un uomo ed una donna o finisce a letto, o finisce all’altare…..o finisce

L’ANGOLO DELLE FRASI* Angolo delle Frasi Più Belle

novembre 6th, 2013

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Consideratemi pazzo, ma sento il profumo dei colori, il colore delle note e la consistenza materica di un’idea.
Nel mio intimo il mondo ha sfumature che sovvertono le leggi e si plasmano al ritmo dei miei pensieri.
Stephen Littleword
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Il mio cane è un bastardino, anche se non mi piace chiamarli bastardi. Gli unici bastardi sono quegli stronzi che li hanno abbandonati sul ciglio della strada o che li hanno investiti con i loro macchinoni di lusso e non li hanno soccorsi. Io ogni giorno li raccolgo per distribuirli ai cani e ai gatti della zona. Mi occupo
di loro. Li nutro. Li lavo. Li voglio bene.
La gattara di Cetara.
PIPPO ZARRELLA, AVANZI
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Non sempre la bellezza sta nella perfezione.
Francesco Patera, Francesco’s Core
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Cerca di essere grato per anche le situazioni difficili e impegnative che sorgono nella tua vita.
È spesso attraverso queste situazioni che noi sperimentiamo la crescita emotiva e spirituale più profonda.
Si può imparare a percepire ogni ostacolo apparente come un’opportunità per sviluppare una nuova qualità, forza, abilità, intuizione o saggezza. Ogni sfida è un’altra opportunità per la crescita e di espansione.
Ricorda, nulla di impossibile ci è dato, siamo fatti per crescere ed evolvere.
Stephen Littleword, Nulla è per caso
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Nella vita ci sono attimi, istanti, frazioni di secondo in cui un “no” può diventare un “sì”. Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io.
Fabio Volo, le prime luci del mattino
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Ci piace pensare di non conoscere la paura, di essere ansiosi di esplorare terre ignote e di fare nuove esperienze, ma la verità è che siamo sempre terrorizzati, forse il terrore un po’ ci attrae: c’è chi vede i film dell’orrore, noi tagliamo e apriamo le cose, nuotiamo in acque torbide. E alla fine della giornata, non è di questo che vuoi sentir parlare? Se hai da bere, un amico e un po’ di tempo. Se tutto va bene la storia è noiosa, una piccola calamità: di questo vale la pena parlare.
Grey’s Anatomy

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Certo che oggi la vita è diventata proprio comoda… Basta entrare in un discount per trovare cibo, cosmetici e… perfino telefoni cellulari. Che peccato: tra le altre cose non vendono anche rapporti umani.
Welcome to the NHK
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DEDICATO A TE Frasi

novembre 3rd, 2013

coppia

Dedicato a…
chi trova un valido motivo per alzarsi al mattino
e se non c’è lo crea con l’immaginazione.
A chi crede in sé e non dimentica di credere negli altri.
A chi ascolta la propria voce interiore
e la manifesta, oltre il brusio e il grigiore del mondo.
Agli entusiasti, ai tenaci, ai caparbi
e a chi non si arrende nonostante le prove.
A chi tende la mano senza interessi
e chi, nonostante le ingiustizie,
è il primo a far bene e a cambiare le cose.
A voi è dato di governare le leggi del mondo,
perché se esiste una Via, la troverete,
se non esiste, la immaginerete quel tanto che basta
per trasformarla in realtà.
A voi, dedico un sogno,
piccole parole, piccole cose.
Stephen Littleword, Piccole cose

***

Dedico a te ogni primo pensiero del mattino, ogni ultimo augurio della notte.
dedico a te le più dolci speranze e i più sublimi sogni.
dedico a te le piccole attenzioni della vita di ogni giorno, quei piccoli mattoncini che fanno di una storia un capolavoro.
dedico a te la forza e l’entusiasmo che muove i miei passi in questo mondo.
dedico a te la mia voglia di essere una persona migliore.
Ti dedico queste parole che non lascerò ferme su carta da lettera, ma farò sì che siano libere di diventare carezza, e conforto e sostegno e sacrificio…. e Amore.
Anton Vanligt, MAI TROPPO FOLLE

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Ho sentito profumi che portano nausea
ho cercato calore da chi non ne aveva
ho pregato la notte col sole finivo
sono stato un disastro per chi mi ha creduto
tu mi hai preso la mano e mi hai detto proviamo
cosa abbiamo da perdere è tutto già scritto
io ti ascolto sognare io sono nel sogno
è per questo che adesso ti dedico tutto
ti dedico tutto

Il mestiere si impara il coraggio ti viene
il dolore guarisce la tempesta ha una fine
ma diverso è sapere la cosa più giusta
siamo naufraghi vivi in un mare d’amore
e viviamo pensando e scriviamo canzoni
benvenuti nel secolo delle illusioni
ci sarà prima poi la sentenza o il giudizio
è per questo che adesso ti dedico tutto
ti dedico tutto
 
BIAGIO ANTONACCI, TI DEDICO TUTTO

Che le mie parole siano uno sputo nel vostro occhio opaco e cisposo.

Ma, Caro Insegnante, lasciamo i nostri vili detrattori. Tu che esisti, che hai ancora un briciolo di speranza, tu puoi ancora assaporare quest’esperienza antichissima e sorprendente, intensa e inconfondibile, unica, che è l’insegnamento, il grande insegnamento, le cui tracce e rovine giacciono e riaffiorano talora qua e là nel fango crepato della storia, o forse del mito. A te che ancora sei in condizione di amare a fondo questo lavoro, non nella forma indebolita e scarnificata che l’edificio scolastico ti regala ogni giorno, ma nella sua fremente e appassionata intera misura, spesso stornata dai luoghi deputati a promuoverla, a te dedico queste lettere, questa confidenza, questa speranza.

Paolo Mottana, Caro  insegnante

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Frasi Sulle Streghe

novembre 1st, 2013

streghe

Attenta quando sposi la buona causa della caccia alla strega. Potresti trovarne una proprio nel tuo specchio!
Anna Pianura, Foto Letteratura ed Emozione

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Un proverbiuo popolare dice di non credere alle streghe “che però esistono davvero”. Certo che esistono. Siamo noi, che abbiamo scelto come vocazione e come scopo l’apprendimento della saggezza cosmica, dei riti e sortilegi che ci permettono di allontanare le vibrazioni negative e di attrarre quelle benefiche, attraverso le quali possiamo fare del bene anche agli altri.
Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna
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Per la stregoneria moderna la notte tra il 31ottobre e il 1 novembre spalanca ancora le frontiere tra la realtà e la magia, tra i vivi e i morti,, tra il bene e il male. Durante questa notte occorre evocare le vibrazioni che ci proteggono dalle energie negative, per allontanarle da noi e poterle dominare durante i dodici mesi successivi

Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna
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Le donne sono sempre state guaritrici. Sono state i primi medici e anatomisti della storia occidentale. Sapevano procurare gli aborti, fungere da infermiere e consigliere. Le donne sono state le prime farmaciste, che coltivavano le erbe medicinali e si scambiavano i segreti del loro uso. Erano esse le levatrici che andavano di casa in casa, di villaggio in villaggio. Per secoli le donne sono state medici senza laurea, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale: apprendevano le loro conoscenze reciprocamente, trasmettendosi le loro esperienze da vicina a vicina, da madre a figlia. La gente del popolo le chiamava «le sagge», le autorità streghe o ciarlatane. La medicina è parte della nostra eredità di donne, della nostra storia, è nostro patrimonio.
Barbara Ehrenreich: Le streghe siamo noi

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La pratica della stregoneria contemporanea, così come la intendiamo noi streghe moderne, ha varie finalità e scopi: la prevenzione generale che serve a rafforzare la nostra energia interiore e a dominare la forza delle vibrazioni; la protezione delle persone e delle cose materiali; la liberazione personale allo scopo di realizzare tutte le nostre potenzialità. . Questi scopi sono complementari, e trovano espressione nella risoluzione magica dei problemi concreti che ostacolano il nostro cammino verso il Bene, la felicità e la completezza.

Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna
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 Se la storiografia fosse un territorio, la stregoneria sarebbe uno dei luoghi più frequentati.
Paolo Lombardi, Streghe, spettri e lupi mannari
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non tutto ciò che si crede comunemente sulla strega è vero, e in particolare non è vero, come credeva invece Institoris, che la streghe siano trasportate dal diavolo al sabba; non è vero che possano tramutare il loro corpo in quello di un animale; non è vero che le streghe abbiano poteri mirabolanti, ad esempio quello di resuscitare i morti. Si tratta di un inganno che il diavolo tende alle streghe, quando, per irretirle al proprio servizio, fa credere loro di possedere tali poteri, che invece sono soltanto immaginari. Non è dunque vero che l’immagine della strega, così come fissata dal Malleus maleficarum, si diffondesse a macchia d’olio; non è vero che la cultura del tardo XV secolo fosse disposta a ricevere tale figura acriticamente.
Paolo Lombardi, Streghe, spettri e lupi mannari
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Nel Rinascimento, la strega sembra come il guardiano dell’innocenza di un mondo già perduto nella preistoria del pensiero religioso e, in un futuro prossimo, del pensiero scientifico. Il suo laboratorio è una collezione di rifiuti, nella tradizione di un sapere popolare diffuso e apprezzato, un modo di conoscere e modificare il mondo a partire dalla magia, dove non soltanto íl simile produce íl simile, ma dove la magia opera anche per estensione e per contagio.
Esther Cohen
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“Bisogna parlare di eresia delle streghe, non degli stregoni; questi contano poco”
Sprenger
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Unico medico del popolo fu, per mille anni, la strega. Imperatori, re, papi, i più ricchi baroni avevano qualche dottore di Salerno, qualche moro o ebreo; ma la grande massa, un po’ tutti e d’ogni condizione, consultavano solo la Saga o Saggia-donna. Non guarendo, la insultavano e le dicevano strega. Ma di solito, per rispetto e anche timore, la chiamavano Buonadonna o Belladonna: lo stesso nome dato alle fate.

Le capitò quanto ancora capita alla sua pianta preferita, la belladonna, e alle pozioni benefiche da lei usate, rimedi dei grandi flagelli del medioevo. Il ragazzo e l’ignaro passante maledicono queste livide erbe senza conoscerle. I colori indefiniti li terrorizzano. Arretrano, s’allontanano. Eppure si tratta solo di lenitivi (solanacee) che, somministrati con misura, hanno spesso guarito e alleviato molti mali.

Li trovate nei luoghi più sinistri, solitari e pericolosi, tra macerie e ruderi. Anche in questo somigliano a chi li utilizzava. Dove se non in lande selvagge avrebbe potuto vivere quell’infelice così perseguitata, quella maledetta, reproba, avvelenatrice che guariva e salvava? La sposa promessa del diavolo e del Male in persona, colei che ha fatto tanto del bene, come dice il gran dottore del Rinascimento Paracelso: che, nel 1527, fece a Basilea un falò di tutta la medicina, dichiarando di non sapere niente oltre a quanto appreso dalle streghe.

Meritavano un premio. L’ebbero. Le compensarono con torture e roghi. S’escogitarono appositi supplizi, inediti strazi. Venivano giudicate in massa e condannate per una parola. Mai ci fu più spreco di vite umane.
Jules Michelet , La strega

FRASI SULL’AMORE MATERNO

ottobre 30th, 2013

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Ogni madre ama il proprio bambino,
ma solo le madri che amano davvero riesco a liberare i propri figli al proprio destino. Qualsiasi esso sia.
Francesco Patera
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Quale amore è più forte, intenso, autentico, carnale, di quello di una mamma per il suo bambino?
Dovremmo amare sempre il prossimo in questo modo, incondizionatamente.
Anton Vanligt
 
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 Le madri di Plaza de Mayo costituiscono un esempio straordinario non solo di coraggio, umanità e libertà, ma anche di grandioso e razionale realismo politico, come documentano l’avvincente libro di Daniela Padoan, Le pazze. Un incontro con le madri di Plaza de Mayo, e altre testimonianze della loro vicenda. L’esempio di una «follia» che è chiara, intrepida e amorosa intelligenza delle cose, posta al servizio dell’universale umano. Dopo il golpe del 24 marzo 1976, che instaurò la dittatura militare in Argentina, veri e presunti oppositori – circa trentamila – vennero fatti sparire, talora insieme agli avvocati che li assistevano, in un’orgia di criminalità e nell’eclissi di ogni certezza del diritto, che colpiva pure persone inizialmente non avverse a un governo autoritario. La storia di quelle infamie, di quelle torture, di quelle eliminazioni, di quelle complicità con gli aguzzini è nota ed era stata denunciata allora, con particolare forza, da Giangiacomo Foà sul «Corriere». [...]

Tutto questo è storia, nota anche se rimossa o scordata. La resistenza delle madri non nasce quale movimento politico, bensì da un’elementare universalità umana; si tratta di donne di diversa estrazione sociale, ma perlopiù modesta, cresciute e formatesi tradizionalmente nei valori famigliari, nel rispetto dell’autorità e nel desiderio di un normale ordine sociale che permetta una normale vita quotidiana. Quando i loro figli iniziano a sparire, in un’assenza e in un’incertezza più angosciose della morte, il loro amore materno non si piega e non si rassegna; non si limita alle lacrime ma trova gli artigli ed esse iniziano la loro ricerca, la loro lotta indomabile. Come Antigone , si ribellano alla legge iniqua (o meglio alla selvaggia anarchia, perché ogni violenta tirannide è caos e disordine) che nega i fondamentali valori umani.

Nelle testimonianze – e, prima ancora, nella prassi – di queste donne la maternità non rimane allo stadio di strazio viscerale, di lutto privato. Queste donne scoprono che la loro tragedia personale è un tassello di una criminale tragedia collettiva; che non solo il figlio dell’una o dell’altra, ma migliaia di persone sono state fatte delittuosamente sparire. L’immediato sentimento materno si universalizza, diviene chiaro concetto della responsabilità più generale. Ognuno di quegli scomparsi diventa allora il loro figlio, così come ogni vittima è realmente il fratello di ognuno di noi, perché sempre si tratta del nostro destino comune e tanto peggio per chi, prigioniero di un’ottusa aridità o di una sentimentalità posticcia, non se ne accorge e non si accorge dunque di lavorare alla propria rovina. Quando si è portato un figlio in grembo – dice una delle madri, Hebe de Bonafini – lo si porta per sempre. Queste donne non la danno vinta alla morte, smontano la sua falsa aureola di potenza invincibile; i loro figli – ripetono – sono vivi, continuano a far parte della storia del mondo e quei trentamila sono tutti figli di ognuna di loro.
Claudio Magris, La storia non è finita

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 - Si mette alla prova chi si ama.

- No. Si protegge chi si ama.

- Quello è amore materno

Amélie Nothomb , Barbablù

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