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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



GENI DI MAMMA * VALERIA PALUMBO

maggio 16th, 2014

PALUMBo

Oggi che né la sudditanza ai maschi né la maternità sono più un destino ineludibile e “naturale”, almeno per una fetta femminile d’Occidente, è arrivato il momento anche di riportare se non sugli altari, almeno nei libri di storia, le donne che, sia pure all’ombra di figli maschi più illustri, hanno affrontato con coraggio la vita
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In una recente raccolta di saggi dello scrittore irlandese Colm Tóibín, che si intitola significativamente New Ways to Kill Your Mother, Nuovi sistemi per uccidere tua madre, tra le varie relazioni familiari invasive si ricorda quella del drammaturgo Samuel Beckett. Parlando di sua madre, Beckett commentò: «Il suo amore selvaggio mi ha modellato». Forse è ancora più significativo che l’autore del libro, Tóibín, la sua mamma non la citi nemmeno.

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Diceva il filosofo Michel de Montaigne, a proposito dei figli morti ancora bambini: «Anch’io ne ho persi due o tre». Ovvero non si ricordava quanti mancassero al conto. Un mostro di indifferenza? All’epoca non arrivava a un anno di vita un bambino su tre. Era una perdita prevista. Ma se a dirlo era una donna, era scandalo. Lo fece, da quel che lascia intuire Giacomo Leopardi in un passo dello Zibaldone, proprio sua madre, Adelaide.

Non fu solo questo il motivo che la rese antipatica ai posteri. Ma, di certo, Adelaide Antici Leopardi è passata alla storia, per quel poco che c’è passata, con una pessima fama.

A essere precisi, alla storia c’è passata in ogni caso, soprattutto perché di lei si sono occupati personaggi insospettabili. Scriveva per esempio il cattolicissimo senatore e giornalista Filippo Crispolti (fu caporedattore dell’ Osservatore romano, di cui lo zio Cesare era stato direttore), in un articolo a lei dedicato nella Nuova Antologia del 16 settembre 1929: «Era una fanciulla di bellezza severa, da gli occhi di zaffiro splendenti e intelligenti, benché velati da una pensosa malinconia; dai corti capelli ricciuti d’un castano chiaro tendente al biondo, da l’aspetto maestoso, che pareva accordarsi perfettamente al carattere del vetusto palazzo di cui diveniva signora; alta e con un portamento da regina, ella nelle graziose acconciature e nelle succinte vesti, di cui la moda era venuta allora da Parigi, nulla perdeva de l’austerità naturale; e il viso, soprattutto gli occhi e la fronte, restavano severamente assorti, come in un mesto pensiero, sotto i diffusi riccioli ornati da un filo di perle, da un nastro di velluto e da un capriccioso spennacchietto. Tale ci appare in una miniatura sopra una tabacchiera di Monaldo; nessun sorriso, nessuna mollezza nelle austere sembianze: non sembra una delle graziose, voluttuose donne del secolo passato, ma un’antica matrona travestita…».
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Annota Irvin D. Yalom, nel bel romanzo La cura Schopenhauer: «Johanna (Trosiener, la mamma di Arthur Schopenhauer) scrisse nel suo diario che, come tutte le giovani madri, dopo la nascita di Arthur nel febbraio 1788 amava giocare con la “sua nuova bambola”. Ma le bambole nuove diventano presto vecchie, e nel giro di pochi mesi Johanna si era stancata del suo giocattolo…». Non si potrebbe sintetizzare meglio il disinteresse che l’intelligente Johanna provò subito per suo figlio e che caratterizzò non soltanto la loro vita comune ma, forse, la misantropia e misoginia del futuro filosofo. Sto semplificando. Ovvio che contribuì parecchio l’indole del pargolo. E i pregiudizi dell’epoca. Di fatto lui si sentì tradito. E non si concesse mai di perdonare.

Yalom descrive molto bene la noia e il senso di soffocamento di Johanna nell’isolamento di Danzica dove gli Schopenhauer avevano le loro proprietà: Heinrich, il marito, era gelosissimo e la teneva confinata in casa, impedendole di avere rapporti con il resto del mondo. Di questo Arthur non volle mai tenere conto. Anzi, benché il suo aguzzino fu senz’altro il padre, che lo costrinse a studiare, come lui, da mercante anziché da filosofo, il suo odio si concentrò contro la madre. Per Freud è (quasi) tutto spiegato.
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«Mia madre era una donna molto severa, austera, rigida nelle sue idee tanto sulle piccole che sulle grandi cose [...] L’unico modo per un figlio per non essere schiacciato da personalità così forti era opporre un sistema di difese. Il che comporta anche delle perdite: tutto il sapere che potrebbe essere trasmesso dai genitori ai figli viene in parte perduto». Giudizio quasi senza appello di Italo Calvino su sua madre, Eva. Vero: nel suo studio dominava il silenzio. Tanto che la complicità tra Eva Mameli e il figlio Italo Calvino era fatta «di sguardi e gesti più che di parole». Ma che donna fuori dall’ordinario!
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Italo Calvino: «Sono figlio di scienziati: mio padre era un agronomo, mia madre una botanica; entrambi professori universitari. Tra i miei familiari solo gli studi scientifici erano un onore; un mio zio materno era un chimico, professore universitario, sposato a una chimica (anzi ho avuto due zii chimici sposati a due zie chimiche); mio fratello è un geologo, professore universitario. Io sono la pecora nera, l’unico letterato della famiglia».

ESSERE UNA BUONA MAMMA – FRASI

maggio 12th, 2014

Mother-and-Child

Essere una buona mamma: l’esame insuperabile.

Anna Pianura

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Una buona mamma non sceglie la strada giusta per i propri figli, ma fa in modo, con la cultura e il dialogo, di illuminarle tutte così che loro possano trovare la migliore

Anton Vanligt

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Alcune madri sono madri che baciano e altre sono madri che sgridano, ma è l’amore lo stesso, e la maggior parte delle madri baciano e sgridano contemporaneamente

Pearl S. Buck

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Il vero amore di una madre aiuta il figlio a tagliare il cordone ombelicale

Jean Gastaldi

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Vede più una buona madre con un occhio che il padre condieci

proverbio

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Non tutte le mamme sono madri

Carlo Gragnani

Una buona madre vale cento maestri

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Una madre…
è la donna dall’aria sorpresa e deliziata quando i suoi figli le portano la colazione a letto alle quattro del mattino, il giorno della Festa della Mamma.
Ha dieci paia di braccia, non potrebbe farne a meno.
E’ la signora elegante con briciole di biscotto sull’abito da sera.
E’ la signora di cui hai assoluto bisogno quando nessun altro provvederebbe.
E’ la signora che riesce a dire frasette di consolazione che in qualche modo migliorano le cose.
E’ la signora i cui cassetti sono pieni di disegni con le dita, lettere, bigliettini di auguri fatti a mano, pulcini di Pasqua, gatti di pongo, attestati e medaglie e nessuno la convincerà mai a separarsene!
E’ qualcuno che ha imparato ad amare e mai più ne perderà l’abitudine.
E’ quella che sbianca se il telefono squilla alle undici di sera.
E’ la donna che riesce a fare dozzine di cose alla volta e trova lo stesso il tempo di baciare un ginocchio sbucciato

Pam Brown

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Non so dove andrai, cosa farai, chi amerai.
Ma io sarò lì, pronta ad approvarti.
Caro figlio, mi piaci, ti voglio bene, così come sei. Ma serbo nel cuore tutti i figli che sei stato negli anni. e mi piacciono e li amo tutti.
Io condivido le tue scelte e ti sono sempre vicina.
Hai portato con te il mio amore in luoghi che io non vedrò mai, in situazioni che non conoscerò mai.
Così l’amore vince il tempo.
Fai qualcosa anche per me. Qualcosa che io non sono stata capace di fare.
Scopri i luoghi che io non ho mai visto. Scopri ciò che è al di là della mia capacità di comprensione.
Speriamo figlio, che non ti serva un’uscita di emergenza. Ma, nel caso, ci saremo noi.
Naturalmente ricordo quando eri molto piccolo, ho immagazzinato tutte le cose che hai detto e fatto e le custodirò per sempre come un tesoro. Ti amavo tanto allora e tanto di amo adesso. E sempre ti amerò, per quanto lontano tu possa andare, per quanto tu possa sentirti giù e per quanto tu possa cambiare.
Per tutta la mia vita.

Pam Brown

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Madre è colei che dà la vita, colei che partorendoci ci fa entrare nel mondo e ci permette di esistere. E’ un ponte, un tramite tra noi e la nostra vita futura. E’ colei che rende possibile la nostra sopravvivenza – e più in generale la continuità della specie stessa – fornendoci nutrimento e sostegno.

Nonostante l’ovvietà di queste definizioni, e nonostante la familiarità di chiunque con almeno una madre nel corso della vita, non si arriva a coglierne appieno il senso se non sperimentando in prima persona. Divenendo madre, infatti, è come se ti si aprisse un canale; hai improvvisamente accesso ad un sapere e ad una conoscenza esclusivi, ti ritrovi a sapere le cose senza che nessuno te le insegni, cose che tu senti essere parte di una conoscenza antica e profonda, viscerale ed istintiva, trasmessa in qualche modo dall’antichità a te e patrimonio della collettività delle madri; e allo stesso tempo avviene una trasformazione tale per cui tanto di ciò che da sempre costituiva il tuo mondo passa in secondo piano quando non diventa addirittura irrilevante.

Fino a che sei soltanto figlia, avere un figlio è semplicemente un avvenimento fisico, tutt’al più complicato da qualche remora: significa rimanere incinte, partorire dopo nove mesi, e da quel punto in poi avere un bimbo da crescere; sembra che si diventerà madri nel momento in cui si terrà il bimbo realmente, fisicamente tra le proprie braccia. In realtà, iniziamo a sperimentare la dimensione della Madre nel momento in cui cominciamo a pensare se mettere o meno al mondo un figlio.

Quando una persona decide di avere figli, dovrebbe chiedersi perché li vuole avere. Ci sono persone che vogliono avere figli per realizzarsi, perché hanno in mente un modello di donna che è madre, o per far realizzare dai figli ciò che loro stesse non hanno avuto. Qualcuno pensa che mettere al mondo un figlio possa “salvare” un legame in crisi, un rapporto agli sgoccioli, una situazione insoddisfacente. C’è anche chi pensa di legare a sé un’altra persona, attraverso un figlio. Quando chiedevo alla gente di darmi una valida ragione per avere figli, le risposte più frequenti erano: perché una famiglia senza figli non è una famiglia; perché i figli sono bellissimi, ti danno tanti pensieri ma anche tanta gioia; perché quando diventi vecchio e non hai avuto figli ti rendi conto di aver sbagliato; perché quando diventi vecchio qualcuno possa occuparsi di te, così non resterai solo…

Poc’anzi dicevo che diventando madre “ti si apre un canale”. Questa è una delle definizioni popolari più ricorrenti quando ci si appresta ad affrontare il secondo parto, o quando si fa coraggio alla primipara spaventata: le donne più esperte dicono infatti che col secondo figlio, “il canale è già aperto”, ed il parto è meno doloroso. Ma se pensiamo a cosa si verifica molto prima del parto, nel momento in cui il bimbo viene concepito, ci rendiamo conto di cosa davvero significhi essere un canale: una madre usa uno strumento fisico – il suo corpo – per dare fisicità, materialità, a qualcosa che non è ancora fisico né materiale. Ecco cosa significa che la madre dà alla luce e dà nutrimento: ella offre la propria carne per far annidare, crescere, nutrire, e successivamente portare alla luce, una persona che ancora non esiste corporalmente. La madre realizza qualcosa che trascende la fisicità, ed è per questo che, specialmente durante il primo trimestre, molte gravide possono provare una bella sensazione di onnipotenza: ciò che accade alla donna che rimane incinta è profondamente umano, e allo stesso tempo trascende l’umano.
Nessuno sa cosa avvenga durante il concepimento: né da dove venga né che cosa sia la persona che nascerà fra nove mesi; non si vuole attribuire alla donna il potere esclusivo della creazione delle vite umane. Sta di fatto, però, che per venire alla luce, un essere ha bisogno di passare da uno stato di non fisicità ad uno di fisicità, ha bisogno di essere ospitato in un corpo di donna per maturare, ed è attraverso un corpo di donna che passa per nascere. Ecco perché la madre è un canale: avere figli, significa portare di qua un’anima, farla incarnare. La donna che diventa madre è un ponte tra il nostro mondo e l’altro. Essa è canale di un’energia che si trasforma da più sottile a più densa; il suo corpo è sacro, perché ospita qualcosa che diverrà una persona nuova, perché ospita la vita.

Barbara Coffani

FRASI SUL CALCIO

maggio 3rd, 2014

calcio

Non riesco neanche a immaginarmi un calcio senza tifosi.
Michael Owen
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Il tuo tifo mi rende forte, la tua critica mi rende invincibile
Cristiano Ronaldo
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Maradona era il più grande di tutti perchè faceva con le arance quello che a noi calciatori sembrava impossibile fare col pallone
Franco Baresi
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Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci.
Diego Armando Maradona
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Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.
Pier Paolo Pasolini
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C’è chi dice che il calcio sia questione di vita o di morte: non concordo con quest’affermazione; posso assicurarvi che è una questione molto, ma molto più seria.
Bill Shankly

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Il senso del calcio è che vinca il migliore in campo, indipendentemente dalla storia, dal prestigio e dal budget
Johan Cruijff

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“Qualcuno mi ha detto che noi calciatori siamo schiavi del calcio stesso. Bè, se questa è la schiavitù, condannatemi a vita”
Bobby Charlton
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Nel calcio, attaccare è il miglior modo per difendere la propria porta.
Roberto Carlos
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Il calcio è l’arte di comprimire la storia universale in 90 minuti.
George Bernard Shaw
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Si può vincere sempre, nel calcio. L’importante è non rimanere ostili ai cambiamenti.
Valentino Mazzola
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Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio.

Jorge Luis Borges

FRASI DI DOREEN VIRTUE

aprile 29th, 2014

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Non importa che tu sia credente o scettico: gli angeli credono in te. Riescono a vedere la tua luce interiore, conoscono le tue vere doti e sanno che hai un’importante missione nella vita. Sono qui per aiutarti in tutto.
Doreen Virtue, ABC degli Angeli
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Sei pronto! Hai le risorse o le capacità per manifestare i tuoi sogni. La vita è magica.
Doreen Virtue - Le Carte “Gli Angeli del Cuore”
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“Ovunque mi trovi e qualunque sia il mio programma, inizio sempre la giornata leggendo un libro ispiratore e, quindi, meditando e pregando. Ho adottato questa sana abitudine molti anni addietro per assicurarmi che i primi pensieri della giornata fossero positivi.
Doreen Virtue – La guida degli angeli
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Proprio in questo momento, al tuo fianco ci sono degli Angeli custodi. Questi esseri puri, fatti di luce divina, sono degni della tua fiducia e sono qui per aiutarti in ogni situazione.
Doreen Virtue
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Dio e gli angeli desiderano per noi una vita sana e felice e sono pronti ad ascoltarci in qualsiasi momento. Io prego affinché tu permetta al cielo di aiutarti, guidarti e amarti.
Doreen Virtue – La guida degli angeli
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Mano a mano che ci liberiamo delle paure che ci impediscono di ricevere e riconoscere i messaggi dei nostri Angeli diventiamo più consapevoli della presenza dell’amore nella nostra vita.
Il cuore si espande e diventiamo più buoni e compassionevoli. La vita si arricchisce di significato: troviamo una direzione e uno scopo.
Essendo un dono del Creatore, gli Angeli ci sono vicini e il loro scopo è stabilire la pace sulla Terra, una persona alla volta.
Se lavoriamo “ala nella mano” con gli Angeli penso che riusciremo a realizzare questo obiettivo

Doreen Virtue
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È tempo di mettersi a lavorare con impegno e portare a termine le cose! Rispetta gli impegni presi.
Doreen Virtue – Le Carte “Gli Angeli del Cuore”
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FRASI SU MAGGIO

aprile 28th, 2014

may
Ben venga Maggio / e il gonfalon selvaggio: / ben venga primavera / che vuol l’uom s’inamori.
Angelo Poliziano, Canto di maggio
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Come quando di maggio sopra il ramo la rosa
nella sua bella età, nel suo primo splendore
ingelosisce i cieli del suo vivo colore,
se l’alba nei suoi pianti con l’oriente la sposa,
nei suoi petali grazia ed Amor si riposa
cospargendo i giardini e gli alberi d’odore,
ma affranta dalla pioggia o da eccessivo ardore
languendo si ripiega, foglia a foglia corrosa.
MARIO LUZI

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In lucidi specchi
tra volti di nuvole bianche
si celano i grani
del riso.

Traspaiono strade
nel gracile bosco,
dai greti si porgono
al fiume.

Sugli alti viadotti
barcollano andando
lenti i carri
dell’erba recisa.
A.POZZI, Parole
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Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l’usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel gli augelli;
le donne han nei capelli
rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli, prati e monti,
di fior tutto è una trama:
canta, germoglia ed ama
l’acqua, la terra, il ciel.
G.CARDUCCI
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Coraggio, dopo aprile ecco maggio
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L’acqua di maggio fa diventare belle le donne.
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Duro il cuore che non ama in maggio.
Guillaume de Lorris, Il romanzo della rosa

FRASI DI PAPA GIOVANNI XXIII e GIOVANNI PAOLO II

aprile 27th, 2014

papi

27 APRILE 2014-   Canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Ecco alcune delle loro più celebri frasi:

frasi di PAPA GIOVANNI XXIII- Angelo  Roncalli,   ribattezzato dai fedeli il “Papa Buono”

Se tutti gli uomini rappresentano Dio
perchè non li amerò tutti,
perchè li disprezzerò,
perchè non sarò con essi rispettoso?

Questo è il riflesso che mi deve trattenere
dall’offendere i miei fratelli in qualche modo:
ricordami che tutti sono immagine di Dio
e forse l’anima loro è più bella
e più cara al Signore che non al mia.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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La cosa più bella che si possa dire a un sacerdote è: oggi andrai in paradiso!
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Sono pronto ad andare dovunque il signore mi chiami
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Perchè piangere? È un momento di gioia questo, un momento di gloria.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Votate pure i fascisti, io non me la sento in coscienza di cristiano e di sacerdote
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Dio non guarda alle molteplicità delle azioni, ma al modo in cui si fanno.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Cerchiamo sempre ciò che ci unisce, mai quello che ci divide.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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Basta ricordare ai giovani che il mondo esisteva già prima di loro e ricordare ai vecchi che il mondo esisterà anche dopo di loro.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà’.
Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite? I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite veramente di rappresentare la ‘Roma caput mundi’, la capitale del mondo, così come per disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.
La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà… Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza… E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte”
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli)
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frasi di PAPA GIOVANNI PAOLO II – Karol Wojtyla 

 Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!

Papa Giovanni Paolo II

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Non so se potrei bene spiegarmi nella vostra… nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corigerete

Papa Giovanni Paolo II

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Coraggio, la santità è possibile, è possibile in qualunque situazione, nonostante i condizionamenti del male. Alla crisi del nostro tempo può dare una risposta adeguata solo una grande fioritura di santità.

Papa Giovanni Paolo II

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La Chiesa si inginocchia e implora il perdono per i peccati passati e presenti di tutti i suoi figlioli.

Papa Giovanni Paolo II

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Cristo non ci ha detto “sedete in Vaticano” ma andate in tutto il mondo.

Papa Giovanni Paolo II

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I poveri non possono venire da me allora devo essere io ad andare da loro, in ogni angolo della Terra.

Papa Giovanni Paolo II

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Abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei ragazzi, abbiamo bisogno della loro gioia di vivere

Papa Giovanni Paolo II

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Voi siete l’avvenire del mondo, la speranza della Chiesa, voi siete la Mia speranza

Papa Giovanni Paolo II

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È l’amore che converte

i cuori e dona la pace.

Papa Giovanni Paolo II

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L’amore non è una cosa che si può insegnare,

ma è la cosa più importante da imparare

Papa Giovanni Paolo II

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L’amore è la forza costruttiva di ogni positivo cammino per l’umanità

Papa Giovanni Paolo II

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L’amore mi gha spiegato

ogni cosa.  L’amore

ha risolto tutto per me

Papa Giovanni Paolo II

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Per l’amore il corpo

non è che un tramite

Papa Giovanni Paolo II

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Ai giovani: spendete bene la vita, è un tesoro unico

Papa Giovanni Paolo II

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Giovani, il Papa si sente immensamente felice in vostra compagnia

Papa Giovanni Paolo II

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No alla Guerra! La guerra non è sempre inevitabile. È sempre una sconfitta per l’umanità

Papa Giovanni Paolo II

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Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono.

Papa Giovanni Paolo II

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La ragione e la Fede vanno insieme, di pari passo. Perchè se la Fede vuole fare a meno della ragione si cade nel fondamentalismo e nelle superstizioni. Ma se la ragione vuole fare a meno della Fede ci incamminammo verso i regimi dittatoriali e assolutisti.

Papa Giovanni Paolo II

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FRASI PENSARE POSITIVAMENTE

aprile 26th, 2014

Pensiero Positivo non è essere felici ad ogni costo, ma prendere il meglio dalla vita che si ha. Provaci.
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SORRISO HOME
La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perché essa è sempre intorno a te. Basta accorgersene.
Sergio Bambarén

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Qualsiasi cosa tu stia facendo, dai tutto cio’ che hai.
Norman Vincent Peale, Il Pensiero Positivo
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Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.
Muriel Barbery
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Essere positivi non significa che si è sempre pervasi da un entusiasmo concentrabile e un sorriso incessante. Essere positivi è affrontare le avversità con la voglia di emergere, la fede che se solo lo si vuole tutto si puo’ affrontare.
Stephen Littleword, Piccole cose

FRASI FIORI DI LOTO

aprile 23rd, 2014

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Smettila di sentirti in colpa! Sentirsi in colpa è come vivere all’inferno. Non sentirti colpevole, e avrai la freschezza delle gocce di rugiada al primo sole del mattino, avrai la bellezza dei petali del fiore di loto nel lago, avrai lo splendore delle stelle nella notte. Quando il senso di colpa svanisce, avrai una vita completamente diversa, radiosa e colma di luce. I piedi inizieranno a danzare e il cuore canterà mille canzoni.

OSHO

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Il fiore di loto è un simbolo profondo in Oriente, perchè l’Oriente afferma che dovresti vivere nel mondo, ma senza farti contaminare da esso… Esso cresce dal fango, nell’acqua, tuttavia resta incontaminato dall’acqua. Ed e’ simbolo di trasformazione: il fango si trasforma nel fiore più bello e fragrante che questo pianeta conosca.

OSHO

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Esiste una legge cosmica che dice: . I politici,i preti di tutte le religioni,i giovani e le burocrazie hanno già creato fango a sufficienza;ora noi dobbiamo creare i fiori di loto. Non devi annegare nel loro fango,ma gettare semi per i fiori di loto. Il seme del fiore di loto è miracoloso:trasforma il fango nel fiore più bello che esista.In Oriente questo fiore è quasi venerato,per due ragioni. Una è che sorge dal fango.La parola inglese human(umano),significa semplicemente mud(fango). Il termine arabo admi significa semplicemente fango,perchè Dio ha creato gli esseri umani dal fango.Ma sussiste la possibilità di far crescere un fiore di loto:è un fiore maestoso e schiude i suoi petali solo quando sorge il sole,gli uccelli cominciano a cantare e tutto il cielo prende colore.Con la discesa dell’oscurità e il tramonto del sole,torna a chiudere i suoi petali.E’ un amante della luce. La seconda ragione è che i suoi petali e anche le sue foglie sono così vellutati che di notte le gocce di rugiada si raccolgono sui petali e sulle foglie.All’ alba,quelle gocce brillano quasi come perle….anzi,sono molto più belle,perchè creano arcobaleni intorno a sè.Ma la cosa più meravigliosa è che,anche se stanno sui petali e sulle foglie,quelle gocce non li toccano;basta un alito di vento e cadono nell’acqua,senza lasciare tracce. In Oriente il fiore di loto è diventato un simbolo,perchè l’Oriente sostiene che devi vivere nel mondo senza fartene toccare.Devi restare nel mondo,ma il mondo non deve restare in te.Devi attraversare il mondo senza che in te rimangano tracce,orme o graffi.Se nel momento della morte puoi dire che la tua consapevolezza è pura e innocente come lo era alla nascita,la tua vita è stata religiosa,spirituale.Per questo il fiore di loto è diventato un simbolo dello stile di vita spirituale:nasce dal fango,eppure non ne viene toccato.E’ un simbolo della trasformazione.Il fango si trasforma nel fiore più meraviglioso e fragrante che il mondo conosca.Gautama il Buddha era così innamorato del fiore di loto che ideò l’espressione “

OSHO

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Il cuore è come un fiore di loto che si schiude e da cui emerge ciò che è in noi.

Luca Di Tolla

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Non importa che tu sia una rosa, un fior di loto o una margherita. L’importante è sbocciare.

OSHO

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Quando la mente si concentra, prima o poi si manifesta un segno. Questo non e’ per tutti il medesimo. Per alcuni potra’ essere una forma come una stella, un diadema di gemme o un filo di perle. Altri lo avvertiranno come un fior di loto, la ruota di un carro, il disco della luna, il disco del sole. Se appare un segno luminoso, non bisogna cominciare a pensarci ne’ dargli attenzione diretta. Il segno e’ originato dalla percezione. Percio’ bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

Visuddhi Magga

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O gioiello sul fior di loto, concedimi tutte le realizzazioni

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Il fiore di loto sull’acqua non conosce le ragioni del suo oscillare

FRASI SULLA PERFEZIONE

aprile 22nd, 2014

dali
Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai.
Salvador Dalì
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Io sono nessuno. Nessuno è perfetto.
Alfredo Accatino
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Se la perfezione non fosse una chimera, non avrebbe tanto successo.

Honoré de Balzac
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La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa.
Johann Gottlieb Fichte
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Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.

La spiaggia. E il mare.

Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini – mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità – verità – ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Alessandro Baricco, oceanomare
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“Vedi, ci sono momenti in cui la perfezione stessa appare in una mano o in un volto, in qualche sfumatura sui fianchi di una collina o sul mare, momenti in cui ti si paralizza il cuore di fronte al miracolo della bellezza… Quella creatura mi pareva in quel momento un superbo uccello acquatico, ora un airone, ora un cigno. Ho detto che i suoi capelli erano biondi, ma no, come muoveva leggermente la testa prendevano talora dei riflessi azzurrini, talora sembravano percorsi da un fuoco leggero. Le scorgevo di profilo il seno, morbido e delicato come il petto di una colomba. Ero diventato puro sguardo. Vedevo qualcosa di antico, perché sapevo non di vedere una cosa bella ma la bellezza stessa, come sacro pensiero di Dio. Scoprivo che la perfezione, a scorgerla per una volta, e una volta sola, era qualcosa di lieve e leggiadro. Guardavo quella figura da lontano, ma sentivo che su quell’immagine non avevo presa, come accade quando sei avanti negli anni, e ti sembra di scorgere segni chiari sopra una pergamena, ma sai che appena ti avvicinerai essi si confonderanno, e che non potrai mai leggere il segreto che quel foglio ti prometteva – o come nei sogni, che ti appare qualche cosa che vorresti, allunghi la mano, muovi le dita nel vuoto, e non afferri nulla.”
Umberto Eco, Baudolino
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Se la misura della dimora è perfetta in ogni aspetto, allora ci sarà perfezione nell’universo.
Mayamata XXII
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Dio mi guardi dalla perfezione, il peggior genere letterario che esista.
Paul Léautaud
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La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa.
William Somerset Maugham
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Riposare nella perfezione è il sogno di chi tende all’eccelso, e non è forse il nulla una forma di perfezione?
Thomas Mann

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