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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI PER TATUAGGI

gennaio 4th, 2014

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Non sarò mai troppo folle.

Anton Vanligt

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Nulla è per caso.

Stephen Littleword

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Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

Shakespeare 

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M’illumino d’immenso
G.Ungaretti
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Mai rimpiangere ieri. La vita è in te oggi, e tu costruisci il tuo domani.
Ron Hubbard
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Un solo cielo, un solo destino.

Kingdom Hearts

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Troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.
Oscar Wilde
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Temere l’amore è temere la vita, e chi ha paura della vita è già morto per tre quarti.
BERTRAND RUSSEL
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Ama e fa’ ciò che vuoi
Sant’agostino
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Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare.
Jim Morrison
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domani sarà tardi per rimpiangere la realtà, è meglio viverla.
Vasco Rossi
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Io voglio um mondo all’altezza dei sogni che ho
Luciano Ligabue
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Mangia, prega ama
E.Gilbert
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La felicità è un modo di vedere.
Ojetti
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Può darsi che porti fortuna.
Vasco Rossi
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La vera felicità risiede nelle virtù.
Seneca
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Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.
Victor Hugo
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La vita è troppo breve per avere dei nemici.
Ayrton Senna
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L’amore vince tutto
Omnia vincit Amor
Virgilio
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Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione
Oscar Wilde
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La vita è rincorrere il tempo.
Carl Lewis
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Tutto scorre
Panta rei
Eraclito
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La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci.
Padre Pio
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La più grande ricchezza è la salute.
Virgilio
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Nulla è sprecato, se fatto con Amore
Eduard Leon Word
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Re-try! Riprova!
*
Don’t wait for your end to love. Non aspettare la tua fine per amare.
*
I liked it. Mi è piaciuto.
*
I would not want to do it, but I must do it. Io non vorrei farlo, ma io devo farlo.
*
Let me think about it! Lasciami pensare!
*
I must do it. Io devo farlo.
*
I can do it. Posso farlo.
*
Believe in yourself – Credi in te stesso
*
Follow your dreams – segui i tuoi sogni
*
I wanna be free – voglio essere libero/a
*
Non mi importa ciò che pensi di me
*
Resisto
*
I’m strong – sono forte

FRASI SU GENNAIO

gennaio 3rd, 2014

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Un nuovo inizio grazie al calendario. Succede ogni anno. Rimettiamo l’orologio su Gennaio. Il nostro premio per essere sopravvissuti alle feste è un nuovo anno. Rinverdire la grande tradizione dei propositi per l’anno nuovo. Buttati il passato alle spalle e ricomincia. È difficile resistere alla tentazione dell’inizio, alla voglia di accantonare i problemi dell’anno vecchio.
GREY’S ANATOMY
***

Il mese di gennaio è quello in cui si fanno gli auguri ai propri amici. Gli altri mesi sono quelli in cui gli auguri non si realizzano.
Georg Lichtenberg
***

O gennaio sonnacchioso
stai nel tuo mantel nebbioso.
Lunghe notti e giorni corti,
neve e brina tu ci porti.
Chiudi in casa noi bambini
e fumare fai i camini.
Tu le stelle più brillanti
specchi in ghiacci scintillanti.
Forse un mago sei, gennaio,
e tra il vento tuo rovaio,
tu nascondi un solicello,
mite, lieve, riderello,
e d’un fiore il calicanto,
doni a tutti il dolce incanto

M.COMASSI
***

Io sono il primo di dodici figli
tutto vestito di candidi fiocchi;
spargo brillanti per campi e per cigli,
porto ai camini la festa dei ciocchi.
Di ghiaccio e neve ricopro le vette
e metto al fuoco le dodici ballotte.

O.CIMA
***

Nevica: l’aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco,
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi; un balbettio di pianto;
passa una madre; passa una preghiera!
GIOVANNI PASCOLI, GENNAIO
***

Gennaio è un mese
freddo e scortese
porta una sciarpa
di neve e fango,

non suona l’arpa
non balla il tango
batte fra i denti
la pipa spenta,
grida lamenti
poi s’addormenta.
ROBERTO PIUMINI, POESIA DI GENNAIO
***
È pure uno strano spettacolo di toleranza quello di un fantaccino che, vestito da state nel cuor del verno, si reca giocando là dove la scalmana del perdere lo fa sudar di bel gennaio. [...] Ti pare egli che l’orare de i romitori sia di cotal sorte? e che il sobrio del digiuno e il desto de la vigilanza trapeli nel paracore con la sottogliezza del freddo che gli congela i mocci che gli escon dal naso, come i ghiacciuoli pendenti da i tetti? In cotal mentre il vento che soffia gli riarde in modo le membra che il vederlo è una pietà, e aggiunta la sì fatta miseria a la perdita de i dinari che si guadagna con le ferite e con la morte (avenga ch’ei lo sopporti con la somma del la pazienza su detta), chi è quel santificetur che lo pareggi di merito?
PIETRO ARETINO
***

Luna di grappoli a gennaio luna di racimoli a febbraio
PROVERBIO
***
Nell’oscurità invernale, l’araba tersa profondità azzurra da Baghdad dello struggente incantevole crepuscolo invernale di gennaio – mi spezzava sempre il cuore, una dolce stella lancinante in mezzo al turchino più magico del mondo, come pulsante d’amore – in quella notte vedevo i capelli neri di Maggie. – Nelle valve di Orione i veli dei suoi occhi, presi a prestito, scintillava un’oscura e fiera membrana d’una cupa potenza che covava ricchi monili della luna levatasi dalla nostra neve, e avvolgeva il mistero.
JACK KEROUAC
***

Quelle stelle che nel Nord, nelle notti chiare, sono lacrime ghiacciate tra miliardi di altre, la via lattea di gennaio come caramelle d’argento, veli di gelo nell’immobilità, che lampeggiano, pulsando al ritmo lento del tempo e del sangue dell’universo.
JACK KEROUAC
***

PENSIERI E PAROLE

gennaio 2nd, 2014

ZenStones

L’essere umano è parte di quel tutto cEh noi chiamiamo universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio, sperimenta se stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti come un’entità separata dal resto, una sorta d’illusione ottica della sua coscienza. Quest’illusione è una specie di prigione per tutti noi, ci limita ai nostri soli desideri personali e all’affetto di poche persone che ci sono vicine. Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione ampliando la nostra cerchia di compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

Albert Einstein
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Quando qualcuno si alza proclamando la non violenza, viene rilasciata una forza di cambiamento. Ogni azione per la pace richiede che qualcuno manifesti il coraggio di sfidare la violenza e ispirare l’amore.

Thich Nhate Hanh
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C’è una sola cosa che si scrive solo per se stesso, ed è la lista della spesa.
Serve a ricordarti che cosa devi comperare, e quando hai comperato puoi distruggerla perché non serve a nessun altro.
Ogni altra cosa che scrivi, la scrivi per dire qualcosa a qualcuno.
Umberto Eco
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Il grande tormento della nostra esistenza viene dal fatto che siamo eternamente soli, e tutti i nostri sforzi, i nostri atti tendono solamente a sfuggire questa solitudine.
G.de.Maupassant
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Non basta parlare di pace, bisogna crederci. E non basta crederci bisogna lavorare perché si realizzi.
Eleanor Roosevelt
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Non bisogna giudicare il buon Dio da questo mondo, perché è uno schizzo che gli è venuto male
Vincent Van Gogh
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Il Vostro corpo, dalla punta del becco alla coda, dall’una all’altra punta delle ali, non è altro che il vostro pensiero, una forma del vostro pensiero, visibile, concreta.
Spezzate le catene che imprigionano il pensiero, e anche il vostro corpo sarà libero.
Richard Bach
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FRASI DANZARE

dicembre 28th, 2013

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Ho sempre amato il ballo,
ho sempre pensato che sia un’ottima metafora della Vita,
ed è forse per questo che quando stai ballando ti senti Vivo.

Ad ogni battuta che la musica scandisce,
ti si muove nell’Anima, dentro, qualcosa,
e il tuo corpo legge questo qualcosa e…
lo traduce in movimento.
Nella Vita come nel Ballo,
i passi sono sempre gli stessi,
ma se li fai col cuore,
potrai distinguerti dalla massa,
tutti potranno leggere nei tuoi movimenti,
la tua Anima,
che poi è l’Anima del Mondo.
E allora accendiamo la radio…
e BALLIAMO

Francesco Patera, Francesco’s Core
***
La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza.
Carla Fracci
***

La danza comincia ove la parola si arresta.
Alexandre Tairoff
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Toccare, commuovere, ispirare: è questo il vero dono della danza
Aubrey Lynch
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Balletti: il gesto e l’anima coreografica dei popoli primitivi. Balletti: sincronismo tragico. Danza: contorsioni michelangiolesche. Ballerine con un paio di gambe capaci di rompere le costole a un puledro.
Bruno Barilli
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Quando noi danziamo fino all’alba la luna ha pietà di noi.
Canto Indiano Arapaho
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La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza.
Carla Fracci
***

Il mio non fu proprio un bell’esordio. Fui quasi scartata. A distanza di anni di lavoro, di danza appunto, sono sicura che ci debba essere qualcosa di innato che conduca a fare la ballerina.
Carla Fracci
***

Ballare il repertorio, certo, è stato importante ma, forse ancora di piu, è stata significativa la mia capacità di rinnovarmi, di trovare nuovi personaggi da interpretare e proporre. Importante il decentramento che mi ha portato a danzare in paesi piccoli ed in teatri piccolissimi.
Carla Fracci
***

FRASI SUI RE MAGI

dicembre 27th, 2013

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Erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare.
Papa Benedetto XVI
***

I tre santi Re Magi d’Oriente
chiedevano fermandosi in ogni città:
“O donne, o fanciulle, sapreste dirci
la strada per Betlemme dove va?”

Né giovani né vecchi lo sapevano
e essi riprendevano il tragitto,
ma una cometa dalla chioma d’oro
or li guidava come una lanterna.

La stella sulla capanna di Giuseppe
alfine si fermò e i santi tre re Magi
alla soglia si poterono affacciar;
muggiva il bue, piangeva il bambinello,
e i Re Magi cominciarono a cantar.
Heinrich Heine

***
Ma da quale parte è Dio
Se ne sta con gli ostensori?
O qui
Dove lo prego io
Dal mattino fino a sera?
Gesù Cristo che adoriamo
Quali figli preferì?
I Re Magi e il loro oro
O noi
Che strisciamo qui?
Notre-Dame de Paris
***

Persero un giorno la stella.
Com’è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo…
I due re bianchi,
ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.

Si misero a far calcoli, si grattarono il mento…
Ma la stella era scomparsa
come sscompare un’idea,
e quegli uomini, l’anima dei quali
aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.

Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,
disse a se stesso: “Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali”.

E mentre reggeva il suo secchio,
nello spicchio di cielo
in cui si abbeveravano i cammelli
egli scorse la stella d’oro che danzava silente.
Edmond Rostand
***

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia miglia e miglia.
Oh nova meraviglia!
Oh fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra si ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre,
Gaspare e Melchiorre
con mirra, incenso e oro.
Gabriele D’Annunzio
***

“Non ho come i Magi
che sono ritratti nelle immagini
dell’oro da donarti.”

“Dammi la tua povertà.”

“Non ho nemmeno, Signore,
la mirra dal buon profumo
e neppure l’incenso in tuo onore.”

“Figlio mio. dammi il tuo cuore.”
Francis Jammes 
***

Era pieno inverno.
Soffiava il vento della steppa.
E tremava il neonato nella grotta
sul crinale della collina.

Il fiato del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta,
sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.

E lì accanto, mai scorta fino allora,
più discreta d’un lucignolo
alla finestra d’un capanno,
riluceva una stella sulla via di Betlemme.

Una gran folla si assiepava presso la collina.
Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.
E a loro: “Chi siete?” chiese Maria.
Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,
siamo qui per cantare lodi a voi due.
“Non si può, tutti insieme.
attendete sulla soglia”

Albeggia. Dalla volta celeste l’alba scacciava,
come granelli di polvere, le ultime stelle.
E dalla gran folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nella grotta.

I Magi, nell’ombra, in quella stalla buia
bisbigliavano, trovando a fatica le parole.
A un tratto qualcuno, nell’oscurità,
con la mano trasse un po’ a sinistra
dalla mangiatoia uno dei tre Magi;
e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,
alla Vergine guardava la stella di Natale.
Boris Pasternak
***

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Salvatore Quasimodo

RIFLESSIONI SUL NATALE

dicembre 25th, 2013

natale

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.
Alda Merini, Natale
***

I due mondi da sempre separati, il divino e l’umano, sono entrati in collisione in Cristo. Una collisione non per un’esplosione ma per un abbraccio.
Soren Kierkegaard
***

Un predicatore diceva sempre: “Noi dobbiamo mettere Dio nelle nostre vite!”. Rispondendogli, così disse il maestro: “Il Signore Dio è già presente nelle nostre vite: il nostro compito è solo riconoscerlo! ».
Anthony de Mello
***

Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento.
Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono.
L’unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi.
Charles Dickens, Canto di Natale

***
Sono sempre di più le persone che non riescono a digerire il Natale. Questo Natale. Il Natale melenso e preda dei pubblicitari, che tenta disperatamente di suscitare emozioni. Il Natale fasullo che dimentica l’essenziale
Paolo Curtaz
***

A volte penso che pretendiamo troppo dal giorno di Natale. Cerchiamo di farci stare il troppo arretrato di gentilezza e umanità di tutto l’anno. A me piace prendere il Natale un po’ alla volta, per tutto l’anno. E perciò mi lascio trasportare fino ad arrivare alle vacanze – lascio che mi colgano di sorpresa – svegliandomi un bel giorno e dicendo improvvisamente a me stesso: “Caspita, questo è il giorno di Natale!”
Ray Stannard Baker
***

Il Natale non è un periodo o una stagionalità, ma uno stato della mente. Deve portare tra la gente pace e buoni propositi, essere pieni di misericordia significa avere il vero spirito natalizio. Se pensiamo a queste cose, dentro di noi rinascerà il Salvatore e su di noi brillerà il raggio di una stella che porterà un barlume di speranza per il mondo.
Calvin Coolidge

FRASI SULLE PERSONE FALSE

dicembre 22nd, 2013

PERSONE FALSE

Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l’anima con il male.
Socrate
***

Sii sincero, sempre. La falsità non potrà portarti mai su strade sicure.
[...] Credi che tutti i sorrisi, i complimenti, i consigli, gli auguri ti siano fatti con sincerità? Sbagli, è certo. Molte persone vivono invidiando i risultati da te ottenuti, ma allo stesso tempo fanno poco o niente per intraprendere la tua stessa strada.
E’ il coraggio che manca, ed è difficile ammettere con se stessi di aver fallito. [...] Allora, sorrisi e abbracci di facciata, e alle spalle giudizi e chiacchiere sterili e inutili. [...]
Non è una regola assoluta. Sono sicuro che troverai anche persone che darebbero tutto per la tua felicità, ma credimi, gente così è davvero rara, però il tuo cuore un giorno, riuscirà a distinguere nettamente la differenza e tu riuscirai a trovare nella massa, i pochi e veri “Amici”, questi, sì, saranno per sempre!
Anton Vanligt, Mai troppo Folle
***

Noi siamo ciò che facciamo finta di essere, e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere.
Kurt Vonnegut
***

Le perfezioni di chi amiamo non sono finzioni dell’amore. Amare è, al contrario, il privilegio di accorgersi di una perfezione invisibile agli occhi degli altri.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito
***

Non vogliate nulla al di là della vostra capacità: hanno una falsità odiosa quelli che vogliono al di là delle proprie capacità. Soprattutto quando vogliono cose grandi! Poiché suscitano diffidenza verso le cose grandi, questi raffinati falsari e commedianti: – finché diventano falsi con se stessi, strabici, pieni di vermi e riverniciati, ammantati di parole forti, di virtù da esposizione, di opere splendenti e false.
Friedrich Nietzsche
***

Per l’uomo falso, tutto l’universo non è vero, e quando cerchi di afferrarlo stringi un pugno di mosche: è impalpabile. E lui stesso, fino a quando si mostrerà sotto una luce falsa, sarà un’ombra, una cosa che non esiste più.
Nathaniel Hawthorne
***

Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.
Massimo Gramellini, Fai bei sogni
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in me ogni affetto si verifica in superficie, ma con sincerità.
Sono stato sempre attore, e sul serio.
Ogni volta che ho amato ho finto di amare, e ho finto con me stesso.
Il Libro dell’inquietudine – Fernando Pessoa
***

Per l’uomo falso, tutto l’universo non è vero, e quando cerchi di afferrarlo stringi un pugno di mosche: è impalpabile. E lui stesso, fino a quando si mostrerà sotto una luce falsa, sarà un’ombra, una cosa che non esiste più.
Nathaniel Hawthorne
***

La vera gloria mette radice, anzi si estende, mentre tutte le false pretese cadono come fiori: una finzione non può durare.
Mark Twain
***

Lo sguardo…..

dicembre 21st, 2013

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Lo sguardo è un contatto che va oltre ogni superficie. Ci penetra in noi stessi e quando lo si incrocia, non si può più mentire.

Tanya Bì ©

FRASI VIGILIA DI NATALE

dicembre 20th, 2013

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C’è una tradizione a Marbacka, che quando si va a dormire la Vigilia di Natale si ha il permesso di avvicinare un tavolinetto al letto, metterci sopra una candela e poi leggere finché si vuole. Questa è la più grande di tutte le gioie di Natale. Non c’è niente di più bello che starsene giù sdraiati con un bel libro avuto in regalo, un libro nuovo che non si è ancora mai visto e che nessun altro in casa conosce, e sapere che si può leggere pagina dopo pagina finché si riesce a stare svegli.
Ma cosa si fa la notte di Natale, se non si sono ricevuti libri?

Selma Lagerlöf, Il libro di Natale

***

La vigilia di Natale era una notte di canzoni, che si avvolgevano intorno a te come uno scialle. Ma scaldavano più del tuo corpo. Scaldavano il tuo cuore… riempiendolo di una melodia che sarebbe durata per sempre.
Bess Streeter Aldrich
***

Oggi siamo seduti, alla vigilia
Di Natale, noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori, il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
perché tu ci sei davvero necessario
Bretold Bretch
***

Come? … pranzare in casa? | Pranzare in casa è male | Oggi ch’è la vigilia di Natale! | Mentre il Quartiere Latino le sue vie | Addobba di salsicce e leccornie? | Mentre un olezzo di frittelle imbalsama | Le vecchie strade? È il dì della vigilia! | Là le ragazze cantano contente | Ed han per eco ognuna uno studente! | Un po’ di religione, o miei signori: | si beva in casa, ma si pranzi fuori.
La Bohème, Puccini
***

Anche da adulto trovo difficile dormire la vigilia di natale.
l’eccitazione del natale è una potente caffeina,non importa la tua età.
Carrie Latet
***

Hubert, l’anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo!
Era già la vigilia di Natale, e non c’era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine le molte letterine di Natale che il postino aveva fatto passare attraverso una fessura della porta.
Quasi contemporaneamente qualcuno busso alla porta e la renna Max, fedele assistente di Hubert, entro puntuale come ogni anno. “E che cosa faccio adesso?” si lamento Hubert. “La sveglia non ha suonato!” “Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali”, suggerì la renna Max.
“Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!” brontolo arrabbiato Hubert. “E per di più soltanto bianchi!” “Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti”, disse la renna Max. La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante, piena di vecchi costumi, fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale.
Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo. “E adesso che faccio?” si lamento Hubert. “Portiamola a mano.” sbuffo la renna Max, si sfrego gli zoccoli prima di mettersi al lavoro e trasportarono la cassa cosi per tutta la strada fino in città… per fortuna era in discesa. Tutti i bambini stavano già aspettando con ansia i regali di Natale.
Ma quell’anno Hubert e Max, al posto dei regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l’altro, i bambini si misero anch’essi a recitare. Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato… e l’inizio faceva cosi:
Hubert, l’anziano Babbo Natale, salto giù dal letto … accipicchia, non si era svegliato in tempo!

THOMAS MATTHAEUS MULLER – Quella volta che Babbo Natale non si svegliò in tempo.

***

Ecco qui la storia di un bambino e un magico desiderio di Natale che cambiò la sua vita. Per sempre. Tutto iniziò nel 1985 in una cittadina appena fuori Boston. Era la vigilia di Natale e tutti i bambini erano eccitati. Era il momento speciale dell’anno, quando i bambini di Boston si riuniscono e picchiano i bambini ebrei. Ma c’era un bambino che non era così eccitato: il piccolo John Bennett, il solito ragazzino in ogni quartiere che ha difficoltà a fare amicizia. John desiderava con tutto il cuore qualcuno da poter considerare il suo vero amico e sapeva che semmai lui avesse trovato quell’amico, non lo avrebbe mai lasciato andare via…
Film  - Ted
***

Una volta – il più bel giorno dell’anno, la vigilia di Natale – il vecchio Scrooge se ne stava a sedere tutto affaccendato nel suo banco. Il tempo era freddo, uggioso, tutto nebbia; e si sentiva la gente di fuori andar su e giù, traendo il fiato grosso, fregandosi forte le mani, battendo i piedi per terra per scaldarseli. Gli orologi del vicinato avevano battuto le tre, ma era già quasi notte, se pure il giorno c’era stato. Dalle finestre dei negozi vicini rosseggiavano i lumi come tante macchie sull’aria grigia e spessa. Entrava la nebbia per ogni fessura, per ogni buco di serratura; e così densa era di fuori che, ad onta dell’angustia del vicoletto, le case dirimpetto parevano fantasmi. Davvero, quella nuvola scura che scendeva e scendeva sopra ogni cosa faceva pensare che la Natura, stabilitasi lì accanto, avesse dato l’aire a una sua grande manifattura di birra.
L’uscio del banco era aperto, per dare agio a Scrooge di tenere d’occhio il suo commesso, il quale, inserito in una celletta più in là, una specie di cisterna, attendeva a copiar lettere. Scrooge non aveva per sé che un fuocherello; ma tanto più misero era il fuocherello del commesso, che pareva fatto di un sol pezzo di carbone. Né c’era verso di accrescerlo, perché la cesta del carbone se la teneva Scrooge con sé; e quando per caso il commesso entrava con in mano la paletta, issofatto il principale gli faceva capire che sarebbe stato costretto a dargli il benservito. Epperò lo scrivano si avvolgeva al collo il suo fazzoletto bianco e ingegnavasi di scaldarsi alla fiamma della candela: il che, per non essere egli un uomo di gagliarda immaginazione, non gli riusciva né punto né poco.
- Buon Natale, zio! un allegro Natale! Dio vi benedica! – gridò una voce gioconda. Era la voce del nipote di Scrooge, piombato nel banco così d’improvviso che lo zio non lo aveva sentito venire.
- Eh via! – rispose Scrooge – sciocchezze! -
S’era così ben scaldato, a furia di correre nella nebbia e nel gelo, cotesto nipote di Scrooge, che pareva come affocato: aveva la faccia rubiconda e simpatica; gli lucevano gli occhi e fumava ancora il fiato.
- Come, zio, Natale una sciocchezza! – esclamò il nipote di Scrooge. – Voi non lo pensate di certo.
- Altro se lo penso! – ribatté Scrooge. – Un Natale allegro! o che motivo hai tu di stare allegro? che diritto? Sei povero abbastanza, mi pare.
- Via, via – riprese il nipote ridendo. – Che diritto avete voi di essere triste? che ragione avete di essere uggioso? Siete ricco abbastanza, mi pare. -
Scrooge, che non avea pel momento una risposta migliore, tornò al suo “Eh via! sciocchezze.”
- Non siate così di malumore, zio – disse il nipote.
- Sfido io a non esserlo – ribatté lo zio – quando s’ha da vivere in un mondaccio di matti com’è questo. Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l’allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all’attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale” in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!
- Zio! – pregò il nipote.
- Nipote! – rimbeccò accigliato lo zio, – tieniti il tuo Natale tu, e lasciami il mio.
C.Dickens, Cantico di Natale
***

 

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