Frasi

FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI SUL COLORE DELLA PELLE

giugno 16th, 2014

razzismo

Nessuno è nato odiando qualcun altro per il colore della pelle, o il suo ambiente sociale, o la sua religione. Le persone odiano perché hanno imparato a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto

Nelson Mandela Lungo cammino verso la libertà
***

Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.
Margherita Hack
***

Fino a quando la giustizia non sarà cieca al colore, fino a quando l’istruzione non sarà inconsapevole della razza, fino a quando l’opportunità non sarà indifferente al colore della pelle degli uomini, l’emancipazione sarà un proclama ma non un fatto
Lyndon Baines Johnson
***

Pelle Bianca come la cera
Pelle Nera come la sera
Pelle Arancione come il sole
Pelle Gialla come il limone
tanti colori come i fiori.
Di nessuno puoi farne a meno
per disegnare l’arcobaleno.
Chi un sol colore amerà
un cuore grigio sempre avrà
La pelle – Gianni Rodari

***

Giungerà sicuramente il giorno in cui il colore non significhi nulla più del tono della pelle, quando la religione venga vista unicamente come il modo di parlare all’anima di qualcuno, quando i luoghi di nascita abbiano il peso di un lancio di dadi e tutti gli uomini siano nati liberi, quando la comprensione nutre l’amore e la fratellanza

Joséphine Baker
***

Finchè il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra.
Bob Marley
***

Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare.
Ernesto Che Guevara
***

Más que el color de la piel de un hombre, nos debe importar la transparencia de su alma.

Più che il colore della pelle di un uomo, ci deve importare la trasparenza della sua anima.
Carlos Saavedra Weise
***

Gli uomini dovrebbero essere giudicati non dal colore della loro pelle, dagli dèi che venerano, dall’annata del vino che bevono, o dal modo in cui combattono, o amano, o peccano, ma dalla qualità dei pensieri che fanno.
Laurence Hope
***

La cura migliore per il razzismo è trovarti di fronte a qualcuno che ti spara addosso. Non importa il colore della pelle di chi viene a salvare la tua… bianco o nero, sei disposto ad abbracciarlo.
Wilbur Smith
***

Nel mondo non c’è che due razze, diceva mia nonna, quella di chi ha e quella di chi non ha.

Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia
***

FRASI SUI FLASHMOB

giugno 14th, 2014

ballo flashmob sei di cava se..

Flashmob è stupire, è spiazzare, è un passaggio diretto a un “perchè” all’inizio inspiegabile a un messaggio forte chiaro  e permanente. La fotografia poi rafforza e aiuta questo tipo di eventi a rimanere nel tempo, evidenziare e marcare ciò che con esso si vuol far passare”

Anna Pianura de Campos

***

Rapido, veloce, spiazzante, flash. Queste manifestazioni attirano l’attenzione su cose del mondo che spesso facciamo finta di non conoscere o ricordare.

***

Scendi in piazza e balla come non hai mai fatto in vita tua. Scarica tutta la rabbia che hai dentro in questa coreografia. Un Flashmob serve anche a questo.

***

“E’ incredibile come all’improvviso tutti cadevano a terra come cadaveri privi di vita. Era un flashmob, ma in senso figurato era proprio la giusta espressione di quello che succedeva nel mondo e ancora succede adesso. Cadiamo come vittime schiacciate dalla pressione economica insostenibile. Aiutiamoci a vicenda. Non lo faranno altri per noi.”
Anna Pianura
***

Flashmob è scuotere le coscienze con gesti assurdi che sembrano improvvisati e sconclusionati. Invece il messaggio passa. Eccome se passa.

FRASI SUI CUOCHI

giugno 13th, 2014

chef
Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi.
James Joyce
***

E’ un luogo comune quello che dice che per essere uno chef bisogna essere amanti della buona cucina e mangiare tanto. Io li smentisco. Per essere un buon cuoco bisogna essere creativi e curiosi. E osservare attentamente.

Carlo Cracco
***

…felice e fortunato il cuoco che ti dice, non senza orgoglio, “naturalmente non seguo mai una ricetta, procedo improvvisando. Un po’ di questo, un cucchiaio di quello… è davvero molto più divertente”.
Certo, può essere molto più divertente per chi cucina, ma spesso non lo è per i commensali
Elisabeth David

***

La cucina è di per sé scienza. Sta al cuoco farla divenire arte.

Gualtiero Marchesi
***

Un cane andò in cucina e si accostò al fornello. Allora col coltello il cuoco lo sgozzò. Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa e sulla terra smossa scrissero con la coda: Un cane andò in cucina e si accostò al fornello.

Samuel Beckett
***

Quando polemizzai con la Michelin lo feci per dare un esempio, per mettere in guardia i giovani affinché capiscano che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti. So per certo, invece, che molti di loro si sacrificano e lavorano astrattamente per avere un stella. Non è né sano, né giusto.

Gualtiero Marchesi
***

Cucinare è un modo di dare.
Michel Bourdin

***
Quando sei uno chef, ti muovi continuamente. Non si ha mai la possibilità di sedersi e mangiare. Gli chef non si siedono mai per mangiare prima di cucinare. Così, quando ho finito il mio lavoro, la prima cosa che faccio, soprattutto quando mi trovo a New York, è andare a correre. Corro 10 o 15 chilometri e corro per farmi venire appetito.

Gordon Ramsay
***

Alleno i miei cuochi in un modo completamente diverso da chiunque altro. Quando le giovani ragazze e i ragazzi arrivano in cucina, la prima cosa che ottengono da me è una benda. Vengono bendati e si siedono al tavolo dello chef. Se non sono in grado di identificare che cosa degustano non possono provare nemmeno a cucinarlo.
Gordon Ramsay
***

Oggi non parlerei più di alta cucina, ma di cucina d’autore. La cucina d’autore punta sulla creatività e sulla qualità delle materie prime. Per molti versi è un lusso in termini di conto, sì. Ma personalmente non condivido la visione di chi la pensa così. Non grido allo scandalo davanti al prezzo elevato di una cena che sappia davvero soddisfarmi. Soprattutto se poi spendo l’equivalente in un paio di scarpe.

Carlo Cracco
***

Cucinare è come amare… o ci si abbandona completamente o si rinuncia.
Harriet Van Horne

***
Cucinare è un gesto quotidiano per tutti, per me è una grande fortuna fare quello che amo, svegliarmi la mattina e potermi dedicare alla mia passione.

Alessandro Borghese
***

I bravi cuochi vanno in paradiso
anonimo
***

Oggigiorno, fare con soddisfazione personale e professionale il cuoco su un’astronave, per uno che tenga a fare bene il suo lavoro, è difficile; ma mai come fare il cuoco sulla Terra. In fondo è proprio questo il motivo per cui faccio il cuoco su un’astronave. Le mie letture sull’argomento, oltre al parere dei miei maestri alla Scuola
Massimo Mongai , Memorie di un cuoco d’astronave
***

Cuochi si diventa – ne sono più che certo. Occorre solo un pizzico di conoscenza culinaria, ma poco, in genere qui in Italia ereditato col Dna di nonne e mamme. [...]  la cucina è un grande gioco. Bellissimo, il più bello del mondo, che vale sempre la pena di giocare per vivere bene. Ma è un gioco. Giochiamolo insieme.

Allan Bay , Cuochi si diventa

Frasi sulla bellezza femminile

giugno 12th, 2014

La bellezza di una donna si misura dalla dolcezza, e quella dose di serenità che emana nei gesti e nei movimenti.
Una donna è bella per virtu’ non per esteriorità.
Stephen Littleword, Piccole cose

*

La bellezza e’ una sfumatura sottile, profuma di amore ed emozione.
Stephen Littleword, Aforismi

*

La bellezza Femminile è un’arma a doppio taglio, attrae l’attenzione, difficile è poi mantenerla.
Plutarco, Detti

*

Una bella donna non è colei di cui si lodano le belle gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
Seneca, Lettere a Lucilio

*

La bellezza quando si associa alla femminilità rende una donna potente oltre ogni misura.
Stephen Littleword, Aforismi

*

Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.
Voltaire

*

La bellezza è l’eternità che si mira in uno specchio.
Kahlil Gibran

*

C’è una bellezza del corpo e c’è una bellezza dell’Anima.
La bellezza del corpo è ordinaria e transitoria: oggi c’è, domani forse no.
E la bellezza del corpo è più negli occhi
di chi guarda che nell’oggetto in sè: la stessa persona
può apparire bella a qualcuno e brutta
a qualcun altro.
Ma la bellezza dell’Anima è qualcosa d’interiore,
non è negli occhi dell’osservatore,
perchè non può essere vista, può solo essere sentita.
Non è una bellezza che può essere distrutta,
nemmeno la morte può toccarla, è eterna.
Osho Rajneesh

*

FOTO Vera Bellezza

FRASI DI IN BOCCA AL LUPO PER GLI ESAMI DI MATURITA’

giugno 12th, 2014

maturità

A tutti gli studenti che stanno iniziando la grande avventura degli esami di MATURITA‘. Abbiamo bisogno di menti fresche e giovani e creative. Abbiamo bisogno di credere che VOI SALVERETE LA CULTURA. Dunque IN BOCCA AL LUPO e ricordate che questo non è solo un esame da superare ma la sintesi di ciò che questi anni di studio hanno lasciato in voi. Metteteci il CUORE su questi fogli, fra questi banchi, nella scrittura, nelle parole e vedrete che tutto andrà per il meglio!
Anna Pianura

***

Sarà un giorno da ricordare la MATURITA’. Tensione. Emozione. Concentrazione. E poi gioia. La gioia di un nuovo inizio. In bocca al lupo!

***

Sei Forte, bravo, determinato. Vedrai che la maturità per te sarà una passeggiata. In Bocca al Lupo!

***

Un secchione come te non può essere proeoccupato. Vai è SPAKKA TUTTO! In bocca al lupo!

***

Andrà tutto bene. Vivi serenamente questa che sarà una delle tante prove impegnative ma belle della vita. In Bocca al Lupo.

***

Ce la farai, ce la faremo, il nostro sarà un grande successo  e… questa notte è ancora nostra! In bocca al lupo a NOI per gli esami di Maturità!

***

Fratellino sei un maturando! Spero che questa maturità porti buoni frutti in te, Fuori e dentro i banchi di scuola eh!

***

Figlio mio, i primi passi verso traguardi importanti iniziano da qui. In bocca al lupo, dai il meglio di te.

***

FRASI SUI MANIPOLATORI

giugno 9th, 2014

manipolatore

Il manipolatore relazionale è un tipo di personalità patologica narcisista, egocentrica; un vampiro psico-affettivo che si nutre dell’essenza vitale delle sue prede. Critica, disprezza, colpevolizza, ricatta, ricordando agli altri i principi morali od il perseguimento della perfezione, ma questo solo quando gli torna utile. E per raggiungere i suoi scopi ricorre a raggiri, ragionamenti pseudo-logici che capovolgono le situazioni a suo proprio vantaggio. Spesso la sua comunicazione è paradossale: messaggi opposti in double bind, a cui è impossibile rispondere senza contraddirsi; oppure deforma il significato del discorso. Si auto-commisera, si deresponsabilizza, non formula richieste esplicite e chiare. Eppure non tollera i rifiuti, vuol sempre avere l’ultima parola per trarre le sue conclusioni, pur non condivise. Muta opinioni e decisioni. Soprattutto mente, insinua sospetti, riferisce malintesi . Simula somatizzazioni ed autosvalutazioni, ma dimostra sostanzialmente disinteresse affettivo.
Si tratta, insomma, di personalità disturbate e disturbanti, con cui ci si può legare sentimentalmente per venire immancabilmente destabilizzati dalla loro perfida influenza.

Giuseppe M. S. Ierace
***

Le 30 caratteristiche tipiche del manipolatore affettivo:

1) Colpevolizza gli altri, ricattandoli in nome del legame familiare, dell’amicizia, dell’amore etc
2) Fa credere che bisogna essere perfetti, che non bisogna mai cambiare opinione, che bisogna sapere tutto
3) Sa fare leva sui principi morali degli altri per raggiungere i propri scopi
4) Critica, svaluta e giudica le qualità, la competenza, la personalità altrui
5) Può essere geloso anche se è un genitore o un parente
6) Utilizza lusinghe per adulare, fa regali o improvvisamente è premuroso
7) Fa la parte della vittima per essere compatito (esaspera il suo malessere e il carico di lavoro)
8) Rifugge le sue responsabilità riversandole sugli altri
9) Non comunica chiaramente i suoi bisogni, sentimenti e opinioni
10) Spesso risponde in modo vago
11) Cambia argomento con disinvoltura nel corso di una conversazione
12) Evita i colloqui e le riunioni
13) Telefona o lascia appunti scritti invece di parlare di persona
14) Invoca ragioni logiche per mascherare le sue richieste
15) Deforma e interpreta la verità
16) Non sopporta le critiche e nega l’evidenza
17) Fa minacce velate o ricatta apertamente
18) Semina zizzania, crea sospetti e conflitti per avere la situazione sotto controllo o per provocare la rottura della coppia
19) Cambia idea, comportamenti e opinioni a seconda delle situazioni
20) Mente
21)Punta sull’ignoranza degli altri e li convince della sua superiorità
22) E’ egocentrico
23) I suoi discorsi sembrano logici e coerenti, mentre i suoi modi, le sue azioni e il suo stile di vita no lo sono affatto
24) Si riduce sempre all’ultimo momento per chiedere o far fare qualcosa agli altri
25) Non tiene conto dei bisogni e dei desideri altrui
26) Ignora le richieste (ma dice di occuparsene)
27) Produce uno stato di malessere o un senso di intrappolamento
28) Ci fa fare cose che probabilmente non sceglieremmo spontaneamente
29) E’ efficiente nel perseguire i propri fini, ma a spese altrui
30) E’ costantemente oggetto di discussione tra le persone che lo conosconoSe avete la sensazione profonda che qualcosa non vada nell’altro/a o nella vostra relazione con lui/lei il suggerimento è quello di consultare un esperto che vi aiuti a comprendere meglio le motivazioni del vostro disagio e vi permetta di scoprire se siete realmente vittime di manipolazioni.

Dott. F. Sacca
***

La relazione con un narciso manipolatore e’ una esperienza che segna profondamente chi la vive poiche’ prosciuga ogni giorno la voglia di vivere e le energie, sgretolando una realta’ che si immaginava perfetta. Il narciso seduce, avvolge, crea l’illusione dell’amore romantico ma con il passare del tempo, quelle che credevamo fossero solo sensazioni poco chiare assumono toni sempre piu’ definiti, fino a quando non ci rendiamo conto che di avere di fronte una persona incapace di amare. Siamo diventati apprensivi, incerti sulle sue reazioni, dubitiamo di tutto anche di noi stessi. L’opera del narciso e’ martellante, finalizzata a mettere in discussione l’autostima della partner, insinuando un senso di permanente inadeguatezza ad affrontare ogni situazione della vita. Siamo sommersi continuamente dal dubbio se potevamo fare altro, ci sforziamo sempre di piu’ ma non e’ mai abbastanza. Quando proviamo un forte senso di colpa, e ci addossiamo la causa dei comportamenti violenti del nostro compagno molto probabilmente il narciso manipolatore ha gia’ messo in atto la macchina infernale per distruggerci. Ma siamo ancora in tempo per liberarci di lui. Il primo passo da fare e’ ammettere che i suoi comportamenti ci danno fastidio, ci fanno soffrire e renderci conto che lui e’ cambiato nel corso della nostra relazione.
La relazione con un narciso manipolatore si caratterizza per essere un rapporto di dipendenza e di manipolazione, che ricalca la dinamica schiavo-padrone o vittima carnefice. Il padrone/carnefice considera la sua preda come un oggetto, un mezzo per confermare la sua superiorità mentre lo schiavo/vittima viene gradualmente impoverita di ogni risorsa per compiacere sempre di più il carnefice. Paradossalmente in questo schema la figura della vittima/schiavo, ha un vantaggio, quello di potersi liberare dalle catene di un amore manipolatorio. L’unica via d’uscita è cambiare e non aspettarsi che il narciso cambi o comprenda, lui considera la vittima solo come uno strumento nelle sue mani per soddisfare i propri bisogni e soprattutto non soffre per le conseguenze delle sue azioni. La vittima di un narciso manipolatore non è stata in grado di proteggersi e di individuare il pericolo, per cui il primo passo da fare è rinunciare al desiderio di salvare il proprio carnefice e di volerlo modificare per farlo assomigliare al proprio ideale di uomo. Fronteggiare un manipolatore non è semplice perché lui è un vero esperto in materia, vi farà sentire in colpa, farà leva sui vostri sentimenti o vi aggredirà umiliandovi, instillando in voi il dubbio che avete sbagliato qualcosa, per farvi tornare sui vostri passi e riavvicinarvi a lui. Qualunque cosa rispondiate non andrà mai bene, per un narciso manipolatore non esiste mai la risposta giusta, per lui direte sempre la cosa sbagliata perche siete voi a non capire.
Per scardinare il rapporto dipendente con un narciso manipolatore è fondamentale:
● non iniziare a discutere con lui/lei poiché qualunque discussione si trasformerà in uno scontro o in un ricatto, la comunicazione e’ sempre impregnata di manipolazione, per cui dietro alle sue parole vi è sempre il bisogno di assoggettare al suo bisogno.
● i suoi comportamenti gentili ed educati sono manovre manipolatorie a cui seguiranno periodi di violenza e aggressività verbale e non.
● valutare esclusivamente le azioni e non le parole, poiché queste ultime le usa con abilità al fine di creare una realtà immaginaria finalizzata a irretirvi ma ben presto i suoi comportamenti negativi usuali vi riporteranno con i piedi per terra.
● diffidate di tutto ciò che vi obbliga a fare o vi richiede, il narciso manipolatore è abile nel creare in voi l’dea che stare in coppia implica compiacerlo ed assecondare ogni sua richiesta. Quando questo non avviene vi fa sentire sbagliati e vi ingenera il senso di colpa.
● accettate l’idea che non potrete mai essere un partner perfetto, ognuno ha le sue debolezze ma questo non significa non essere amabili o non sapere amare. Un narciso manipolatore vi giudicherà sempre e voi non vi sentirete mai all’altezza
● la comunicazione deve essere semplice, chiara e non aggressiva, ad una domanda segue una risposta precisa, evitate critiche dirette che non sono altro che un esca a cui lui abboccherà creando discussioni senza fine. Il narciso manipolatore non instaura un dialogo ma fa solo un monologo
● la relazione con un narciso manipolatore si caratterizza per l’iperadattamento della propria partner a lui, questo significa che la vittima non ha mai tempo per sé ma si deve dedicare esclusivamente a lui. Iniziate a ritagliare del tempo per voi stessi senza giustificare le vostre scelte, decidete e comportatevi di conseguenza
● non reagire alle provocazioni
● cercare una indipendenza economica qualora non ci fosse
● ricostruire una rete di amicizie e di contatti da cui il narciso perverso allontana le proprie vittime. Le relazioni sono un valido appoggio nei momenti in cui il carnefice attacca la vittima e la svuota di ogni capacità e consapevolezza di sé.
Una relazione deve garantire l’autonomia dei membri che la compongono, ognuno rimane se stesso pur avvicinandosi all’altro. La coppia padrone/carnefice e vittima/schiavo invece si caratterizza per un incastro distruttivo, in cui il primo utilizza la propria partner come risorsa da cui attingere energia per completarsi, non concedendole mai di avvicinarsi troppo. Il paradosso narcisistico consiste nel ricercare l’altro, assorbire la sua energia e negarne l’esistenza allo stesso tempo. Tra I due componenti della coppia si crea un attaccamento che distrugge la vittima, i suoi desideri e le aspirazioni ogni qual volta questa non soddisfa o mette in discussione le richieste del manipolatore. L’unico modo per non rimanere invischiati in una relazione del genere è quello di restare se stessi, porre dei limiti e chiedere rispetto. Qualora non riuscissimo ad allontanarci da un narciso manipolatore e’ consigliato chiedere aiuto ad uno specialista psicoterapeuta per non continuare ad essere la sua vittima e riprendere in mano la nostra vita.

Dott. Marco Salerno

***

I manipolatori ,si credono abili nel mescolare bugie a  mezze verità,si fanno la loro trama e si immergono talmente in profondità in questa melma che alla fine non si ricordano più da che da che parte uscirne ,ed è allora che si scoprono ,ed è allora che abbondano i non ricordo……..gli smemorati non dovrebbero mai mentire

Rosamary

***

Il manipolatore colpevolizza, giudica, critica, svaluta le qualità, la competenza, la personalità del partner. Proietta sull’altro i suoi difetti e glieli rinfaccia. È bugiardo, sfuggente, indifferente, indiretto, geloso, egocentrico. Rifugge le sue responsabilità, deforma e interpreta la verità, nega l’evidenza. Non cessa di fare paragoni che tendono a sminuire l’altro. Più lo deprime più egli si sente superiore. Più il partner diventa insicuro, più lui si sente forte e dominante. E il bello è che il manipolatore, pur godendo del suo potere, pensa di essere perfettamente normale.

Il risultato nel partner-vittima è uno stato di malessere, un senso di intrappolamento: egli si sente forzato a fare cose che spontaneamente non vorrebbe. Rapidamente perde in autostima, e fiducia in sé, si sente socialmente insicuro e incompetente, e comincia a somatizzare: ansia, depressione, insonnia, impotenza. Il corpo implode sotto il peso delle frustrazioni. Entrato in una relazione affettiva che credeva strutturante, il partner si trova sul cammino dell’autodistruzione.

E se cerca di evidenziare i problemi della coppia, il manipolatore lo accuserà di essere lamentoso e vittimista.
Ove trovi la forza di troncare la relazione malata, il manipolatore farà di tutto per recuperare il rapporto e riportare la vittima nella sua ragnatela, pronunciando parole di amore eterno, ricattando, minacciando, denigrando.

Come tutte le vittime di violenze morali o fisiche, il partner del manipolatore si porta appresso il senso di colpa di non aver saputo prevenire e prevedere le conseguenze, ed il sospetto che la continuazione della relazione sia frutto di un latente masochismo. In questo la Nazare-Aga è rassicurante: il manipolatore è un dissimulatore che sa far cedere le resistenze della vittima, la quale, una volta interrotta la relazione malata, non desidera in alcun modo riprenderla
dario quintavalle su Isabelle Nazare-Aga “La manipolazione affettiva. Quando l’amore diventa una trappola”
**

“Vi è chi grida ‘amami!’ ed altri ‘non mi amare!’. Ma una certa specie, la peggiore e la più disgraziata dice: ‘Non mi amare e siimi fedele!’ ”
A.Camus
***

FRASI SUI VAMPIRI

giugno 8th, 2014

VAMPIRO

Esistono creature particolari, chiamate vampiri. Qualcuno di noi ha prove della loro esistenza. Nonostante noi non abbiamo assoluta certezza riguardo alla nostra triste esperienza, gli insegnamenti e le testimonianze del passato sono prova sufficiente per persone con occhi ben aperti.

Bram Stoker, Dracula
***

Il vampiro continua a vivere e non può morire solo perché gli anni passano. Può acquistare forza quando riesce a ingrassare se stesso con sangue di vivi. Di più, noi abbiamo visto che può addirittura ringiovanire, che le sue facoltà vitali possono aumentare e sembrano quasi che si rinnovano quando riesce a trovare in abbondanza suo particolare nutrimento.

Bram Stoker, Dracula
***

ome vampiri, i creativi succhiano il sangue da qualsiasi forma di vita. Sentono per caso una parola, una frase o un concetto e, come una lampadina che si accende, si accorgono che era proprio quello che stavano cercando. E non pensano che stanno rubando, pensano che sia semplicemente lì per loro.

Fabio Volo, Il tempo che vorrei
***

Dinnanzi a me sono trascorsi dieci secoli di storia come su di uno schermo. Per noi il mondo dei mortali è una lanterna magica, uno spettacolo divertente da seguire. A volte interveniamo. Ho tirato io la freccia nella testa di re Harold ad Hastings, e ho succhiato il suo occhio. Ho visto martiri friggere per mano di tiranni, bisbigliandoli nelle orecchie che razza di idioti fossero. Ho leccato il sangue dalle lance Sioux. Mi sono aggirato tra i fuochi di Dresda come un lupo, mangiando la carne dei neonati arrostiti — per poi alzarmi in volo con nuove ali, azzannando i paracadutisti che lasciavano i bombardieri in fiamme. E tutto questo è solo una parte. [...] Ero presente all’alba del nucleare! Me ne sono beato!! Sicuro all’ombra del fungo, nascosto dalla pira atomica che oscurava il sole, ho percorso le strade di Nagasaki ingozzandomi di fetido sangue contaminato. Perché? Perché potevo. Perché posso. Un’infinita, illimitata indulgenza. Questa è la vita del vampiro.
Hitman

***

Che mondo è questo, dove nemmeno i vampiri sono al sicuro?
Matteo Gambaro
**

“credevo stesse morendo e invece dormiva, credevo stesse dormendo e invece moriva”

da Dracula di Bram Stocker
***

“Il male é un punto di vista, Dio uccide indiscrimatamente e cosi’ faremo noi, perché nessuna creatura di dio é come noi, nessuno simile a lui quanto noi ”
Tratto dal Film Intervista Col Vampiro

***

Bevi da me e vivrai per sempre
film Intervista col vampiro

***

the blood is the life… il sangue è la vita
film dracula

***

.. i vostri uomini umili e impotenti, con i loro sciocchi incantesimi non vi proteggeranno dal mio potere.. io vi condanno all’eterna fame di vitale sangue e alla vivente morte..
film Dracula di Bran Stoker
***

Mille volte buonanotte, ci siamo scambiati……… aspettando che le lunghe ore del giorno trascorrano per ritrovarci  nel segreto della notte, chiusi in un sogno ad amarci.  Sotto le coltri chiudo gli occhi e riesco a sentire le tue mani, strumenti di un amore che rifiuta il sogno, tu come vampiro nell’oscurità  ti disseti del mio rosso sangue, vuoi fondermi in te, sentirmi tua e nel buio trovare il coraggio di  dirmi  per mille volte: amore mio ti amo.  Mia  inumana  creatura  il mondo si sta svegliando, il sole  ti  è nemico, brucia sulla pelle, l’alba si approssima  cancellando  il  nostro sogno rimasto appeso nell’eternità della notte. Domani nell’ora più tarda, la finestra troverai aperta…………..buonanotte!!

Mirella Narducci
***

il vero Vampiro, naturalmente, è lo scrittore. I libri sono i suoi inviati, sono nugoli di pipistrelli lanciati avidamente contro il lettore.
Il libro dei vampiri, Fabio Giovannini
***

Il suo vampiro è  la scrittura, che quando ama  non si spaventa davanti a nessuna croce.
Joseph Sheridan Le Fanu
***

Non c’è dubbio che Poe sia un vampiro, egli possiede la donna uccidendola deliberatamente, e come un vampiro fa di questa morte la metamorfosi verso la nascita di qualcosa di più bello: il ritratto
Il libro dei vampiri, Fabio Giovannini
***

***

FRASI SUL TORNARE

giugno 7th, 2014

TORNARE

C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da sé stessi non si può fuggire.
Andrej Tarkovskij, Tempo di viaggio

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.
Jose’ Saramago, Viaggio in Portogallo

Un’altra volta ti rivedo, | città della mia infanzia paurosamente perduta… | città triste e lieta, un’altra volta sogno qui… | Io? Ma sono lo stesso che qui ha vissuto, e qui è tornato, | e qui è tornato a tornare, e a ritornare. | E qui di nuovo sono tornato a tornare? | O siamo tutti gli Io che sono stato qui o sono stati, | una serie di chicchi-enti legati da un filo-memoria, | una serie di sogni di me, di qualcuno fuori di me?.
Fernando Pessoa,   Lisbon revisited 1926

Sono sulla strada di casa ed è mattina. L’automobile sta divorando i chilometri; oltre il cofano aggressivo, vedo la linea dolce della campagna punteggiata di olivi e di cipressi. Devo tornare, tornare. Sono partito troppo tardi, o troppo presto. Ci sono troppe cose incomprensibili, ormai; non riesco a capire se sono troppo giovane o troppo vecchio per queste cose
Mauro Senesi, Aspetta un po’ che la bambina cresca

«Voglio tornare».
Queste parole le affiorarono alla mente non appena l’odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell’idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada
Natsuo Kirino,     Le quattro casalinghe di Tokyo

«Cosa fai ancora qui?». La sua voce non era cattiva, ma non era neppure gentile; Sylvie si stava irritando.
«E dove dovrei essere?» chiese Irena.
«A casa tua!».
«Vuoi dire che qui non sono più a casa mia?».
Naturalmente non voleva cacciarla dalla Francia, né farla sentire una straniera indesiderabile: «Sai benissimo cosa voglio dire».
«Sì, lo so, ma ti sei dimenticata che qui ho il mio lavoro? la mia casa? i miei figli?».
«Senti, conosco Gustaf. Farà di tutto perché tu possa tornare nel tuo paese. E le tue figlie… Non raccontarmi storie! Ormai hanno la loro vita! Dio santo, Irena, quel che sta succedendo da voi è così affascinante! In una situazione del genere le cose si sistemano sempre».
«Ma Sylvìe! Non ci sono solo gli aspetti pratici, il lavoro, la casa. Vivo qui da vent’anni. La mia vita è qui!».
«C’è una rivoluzione da voi!». Lo disse in un tono che non ammetteva repliche. Poi rimase zitta. Con quel silenzio, voleva dire a Irena che quando accadono grandi cose non si deve disertare.
«Ma se torno nel mio paese non ci vedremo più» disse Irena per mettere l’amica in imbarazzo.
Questa demagogia dei sentimenti andò a vuoto. La voce di Sylvie si fece calorosa: «Ma cara, verrò a trovarti! Te lo prometto, davvero!».
Erano sedute l’una accanto all’altra davanti a due tazze di caffè vuote da un pezzo. Irena vide lacrime di emozione negli occhi di Sylvie, che si chinò verso di lei e le strinse la mano: «Sarà il tuo grande ritorno». E di nuovo: «Il tuo grande ritorno».
Ripetute, le parole acquistarono una tale forza che, dentro di sé, Irena le vide scritte con la maiuscola: Grande Ritorno. Smise di ribellarsi: fu stregata da immagini che d’improvviso affiorarono da vecchie letture, da film, dalla sua memoria e forse da quella dei suoi antenati: il figlio perduto che ritrova la vecchia madre; l’uomo che si ricongiunge all’amata cui l’aveva strappato una sorte feroce; la casa natale che ciascuno porta dentro di sé; il sentiero riscoperto dov’è rimasta l’impronta dei passi perduti dell’infanzia; Ulisse che rivede la sua isola dopo anni di vagabondaggio; il ritorno, il ritorno, la grande magia del ritorno.
Milan Kundera , L’ignoranza

Ma leggere vuol dire uscire da sé solo per rientrarvi, tornare dentro di sé arricchiti, scossi, forse per sempre strappati al torpore quieto e stagnante, svegliati dal sonnambulismo del quotidiano.
Franco Ferrarotti, Leggere, leggersi

Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte
Alessandro Baricco, Oceanomare

LETTERE A MILENA * FRANZ KAFKA

giugno 6th, 2014

 Santo cielo, Milena, se Lei fosse qui, e tu, povero cervello, incapace di pensare! Per giunta sarebbe una menzogna se dicessi che sento la mancanza di Lei, è la magia più perfetta, più dolorosa, Lei è qui esattamente come me e più ancora; dove sono io è Lei, come me e più ancora. Non è uno scherzo, talvolta mi figuro che Lei, che pure è qui, senta qui la mancanza “di me” e si domandi: “Dove è mai?
***

la giornata è molto breve, con Lei e soltanto con qualche altra inezia è bell’e passata e terminata. E’ molto se rimane un po’ di tempo per scrivere alla vera Milena perché quella ancor più vera era qui tutto il giorno nella camera, sul balcone, nelle nuvole.
***

Che ne pensa? Potrei ricevere una lettera entro domenica? Certo sarebbe possibile. Ma è insensata, questa smania di lettere. Non basta una sola, non basta sapere una volta per tutte? Certo che basta, ma ciò nonostante reclino la testa è bevo le lettere e so soltanto che non vorrei smettere di bere. Me lo spieghi Lei, Milena, maestra!

non ho letto bene le Sue lettere, vi ho soltanto girato intorno come il moscerino intorno alla luce, e mi sono bruciato più volte la testolina, del resto sono, come ho già scoperto, due lettere del tutto diverse, l’una per essere bevuta, l’altra per provare terrore, ma quest’ultima penso che sia scritta dopo

Come faccio a esprimere la differenza? Uno giace nel sudiciume e nel puzzo del suo letto di morte ed ecco arrivare l’angelo della morte, il più beato di tutti gli angeli, e guardarlo. Può l’uomo trovare il coraggio di morire? Egli si gira, affonda più che mai nel suo letto, non gli è possibile morire.

nella Sua ultima lettera Lei era così forte che stetti a guardarLa come dalla mia sedia a sdraio starei a guardare gli alpinisti, se da qui li potessi distinguere lassù nell a neve.

Ho letto un’altra volta la lettera di domenica, è più terribile di quanto non pensassi dopo la prima lettura. Bisognerebbe, Milena, prendere il Suo viso fra le mani e guardarLe fermamente negli occhi, affinché negli occhi dell’altro Lei riconosca se stessa e da questo momento non sia più capace neanch e di pensare cose come quelle che ha scritte là.
***

Quando finalmente si raddrizzerà un poco il mondo rovescio? Di giorno si va in giro con la testa bruciata – qui ci sono dappertutto bellissime rovine sui monti, e si pensa di dover diventare altrettanto belli – ma a letto invece del sonno vengono le migliori idee.
***

Certo anche quella [lettera] di martedì ha la sua spina che si apre la via incidendo il corpo, ma tu la conduci e quale cosa – questa è beninteso soltanto la verità di un istante, di un momento tremante di dolore e di felicità -quale cosa, se viene da te, sarebbe difficile sopportare?
***

Che bella cosa aver ricevuto la Sua lettera, doverLe rispondere col cervello insonne. Non so scrivere niente, mi aggiro soltanto fra le righe, alla luce dei Suoi occhi, al respiro delle Sue labbra come in una bella giornata felice che rimane bella e felice anche se la testa è malata e stanca
***

ma è una preoccupazione come se avessi qui Lei sotto la mia sorveglianza, nutrissi anche Lei col latte che bevo, rinforzassi anche Lei con l’aria che respiro, che mi arriva dal giardino, no, sarebbe molto poco, rinforzassi Lei molto più di me.
***

Continui a volermi bene!
F.

***

Credo, Milena, che noi due abbiamo una particolarità in comune: siamo tanto timidi e ansiosi, quasi ogni lettera è diversa, quasi ciascuna si spaventa della precedente e,
più ancora, della risposta. Lei non lo è per natura, lo si vede facilmente, e io, forse, nemmeno io lo sono per natura, ma ciò è quasi diventato natura, e si dilegua soltanto
nella disperazione, tutt’al più nell’ira e, da non dimenticare, nell’angoscia.
Talora ho l’impressione che abbiamo una camera con due porte, l’una di fronte all’altra, e ognuno stringe la maniglia di una porta e basta un batter di ciglia dell’uno perché l’altro sia già dietro la sua porta e basta che il primo dica una sola parola e il secondo ha già certamente chiuso la porta dietro di sé e non si fa più vedere. Egli riaprirà,
sì, la porta, perché si tratta di una camera che forse non si può lasciare. Se non fosse esattamente come il secondo, il primo starebbe tranquillo, preferirebbe, in apparenza, non guardare neanche verso il secondo, metterebbe lentamente in ordine la camera, quasi fosse una camera come qualunque altra, ma invece fa esattamente la stessa cosa presso la sua porta, talvolta persino tutti e due sono di là dalle porte e la bella camera è vuota.
[...]
.
Non pretenda da me che sia sincero, Milena. Nessuno lo può pretendere più di me stesso, eppure molte cose mi sfuggono, sì, forse tutto mi sfugge. Ma l’incoraggiamento in questa caccia non m’incoraggia, anzi, al contrario, non sono più in grado di fare un passo, a un tratto ogni cosa diventa menzogna e gli inseguiti strozzano il cacciatore. Sono
incamminato per una via molto pericolosa, Milena. Lei sta ritta accanto a un albero, giovane, bella, il lampo dei Suoi occhi abbatte il dolore del mondo. [...] io striscio nell’ombra da un albero all’altro, mi sto spostando,
Lei mi manda una voce, m’indica i pericoli, vuole farmi coraggio, si spaventa al mio passo incerto, mi rammenta (a me!) la serietà del giuoco – io non posso, cado, so
no già a terra. Non posso udire le terribili voci dell’intimo e contemporaneamente Lei, ma posso ascoltarle e confidarlo a Lei, a Lei come a nessun altro al mondo.

Suo F.
***

e non so come abbracciare la felicità con parole, occhi, mani e col povero cuore, la felicità che tu sei qui e mi appartieni. E dire che in fondo non amo te, ma piuttosto la mia esistenza donatami da te.
***

E’ vero che per un racconto non c’è sorte più bella che scomparire, e proprio in questo modo. Anche il narratore, questo buffo psicologo, sarà pienamente d’accordo perché deve essere lui il vero povero suonatore che suona questo racconto nella maniera meno musicale possibile, esageratamente compensato dalle lagrime dei tuoi occhi.
***

E non è gelosia, è soltanto un girare intorno a te,perché voglio afferrarti da tutti i lati, dunque anche dal lato della gelosia, ma è sciocco e non avverrà, sono soltanto i sogni malsani dell’esser solo
***

Ma perché sono un uomo con tutti i tormenti di questo stato quanto mai oscuro e orrendamente pieno di responsabilità? Perché non sono, ad esempio, il
felice armadio nella tua camera che ti può guardare in faccia quando stai sulla sedia a sdraio o alla scrivania, o ti metti a letto o dormi
(sia benedetto il tuo sonno!).
Perché non lo sono? Perché mi schianterei dal dolore se ti avessi visto nella pena degli ultimi giorni o se addirittura – tu dovessi partire da Vienna.
***

Oggi, si può dire, non ho fatto altro che star qui seduto, leggiucchiare qualcosa, soprattutto però non ho fatto niente, o sono stato ad ascoltare un dolore leggero leggero che mi rodeva le tempie.

***

E ora, nonostante tutto, i “migliori saluti”; che importa se cadono a terra già al cancello del giardino, la Sua forza è forse tanto maggiore.

« Prev - Next »