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FRASI CARINE ♣♣♣ Frasi Straordinarie Da Scrivere a chi Ami! Dedica una Frase Significativa, una Frase Carina e Straordinaria, FRASI SIGNIFICATIVE! Scegli le Tue FRASI!



FRASI Sul LASCIARE ANDARE

maggio 3rd, 2013

lasciarsi andare

Hai mai provato la sensazione di essere lì, a bordo di un precipizio e non sapere che fare? Tra fare un passo indietro e lasciarti andare, scegli di lasciarti andare, se non ti è dato di trovare un solido terreno, credimi, imparerai a volare.
Stephen Littleword, Nulla è per caso

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Rassegnazione e resa sono due stati profondamente diversi.
La resa è uno stato umile, gentile. Niente più lotta per avere ragione, niente tentativi di controllare le cose. Nella resa accettiamo ciò che è. Lasciamo andare il controllo e ci consegniamo a qualcosa di più grande di noi. Veniamo sollevati a una nuova luce e quindi a nuove possibilità.
Quando ci arrendiamo lasciando andare l’insistenza che le cose vadano come vogliamo noi, quando smettiamo di pretendere e lasciamo andare realmente, creiamo lo spazio perché il potere del possibile ci presenti nuove opportunità che prima non erano a disposizione.
Auriela McCarthy, Il potere del possibile

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Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente.
Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare.
Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.
Bert Hellinger, Gli Ordini del Successo

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Non è necessario lasciare andare tutte le paure prima di poter abbracciare l’amore. Potete raccogliere le vostre paure tra le vostre braccia e portarle con voi nell’amore, perché una volta che entrate dentro l’amore, la paura si rivela l’illusione che è sempre stata, e l’amore è tutto ciò che resta.
Eric Pearl, The Reconnection

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Quando diciamo VAFFA a cose che ci stanno veramente a cuore (alle cose che contano troppo) in effetti eseguiamo un atto spirituale. VAFFA è l’espressione occidentale perfetta del concetto orientale di lasciare andare, rinunciare e allentare la nostra presa sulle cose (attaccamento).
John C. Parkin, Il Metodo VAFFA

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Lasciar andare non significa non interessarsi, ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri.
Lascir andare non significa fregarsene, ma lasciare che l’esperienza sia consigliera, non le parole.
Lasciar andare non è vittimismo, ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi.
Lasciar andare non corrisponde ad una critica, ma ad un atto di estrema fiducia.
Lasciar andare non è imporre nuove catene, ma permettere alla libertà di ognuno di esprimersi.
Lasciar andare non è ancorarsi al passato, ma vivere pienamente un nuovo futuro.
Lasciar andare non è un atto egoistico, ma è il coraggio di scoprire il nuovo che si svela di fronte a noi.
Lasciare andare non è dominio e controllo, ma un atto i fede perchè la vita si sveli.
Lasciar andare non è cedere ai fardelli della vita, ma credere che siamo nati per uno scopo elevato.
Lasciar andare non è soffrire, ma permettere alla gioia di abitare in noi.
Lasciar andare non è di domani, ma è di un oggi che aspetta di essere vissuto.
Lasciar andare libera, purifica, migliora… lasciare andare è accogliere la gioia.
Stephen Littleword, Nulla è per caso
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Quando impariamo a lasciare andare, a dare senza aspettative, a fare quello che sentiamo giusto nel cuore, e a essere noi stessi, liberiamo noi stessi e gli altri dai giudizi, dalle opinioni e dagli attaccamenti che ci impediscono di avere delle relazioni sane. Quando lasciamo andare e ci distacchiamo scopriamo la pace e l’amore all’interno di noi stessi, e siamo più in pace e più amorevoli con gli altri.
Mabel Katz, Scegli la Felicità con Ho’oponopono

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Lasciare Andare (CD Audio) Lasciare Andare (CD Audio)
Lasciare andare le preoccupazioni, i dispiaceri, lo stress e le tensioni
Roy Martina

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Amare è Lasciare Andare la Paura Amare è Lasciare Andare la Paura

Gerald Jampolsky

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CHI DESIDERA UN CAFFE’ ?

aprile 30th, 2013

Foto Frasi Caffè

Per iniziare la giornata scelgo un caffè,
per continuarla, un sorriso.
Stephen Littleword, Piccole cose

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Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè.
Thomas Stearns Eliot

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-Voglio solo essere felice, dici che me lo merito?
-Io credo di sì – rispose lui guardandola negli occhi verdi.
-E tu? Che cosa vuoi?
-Io voglio soltanto bere con te il primo caffè del mattino, mi basta questo. Ma dev’essere ogni mattina per il resto della nostra vita. Ti va?
Diego Galdino, Il primo caffè del mattino

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A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco.
Erri De Luca

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‎O uomini che avete una mente sana, bevete il caffè e non curatevi dei calunniatori che lo denigrano con sfacciate menzogne.
Bevetelo, prendetene generosamente perché nel suo aroma si dileguano le preoccupazioni e il suo fuoco incenerisce i torbidi pensieri della vita quotidiana.
Hadjibun di Medina

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Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro.
Eduardo De Filippo * Fantasmi

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Il chicco di caffè, il profumo d’ambrosia -
Belighi

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Caffè vero, verissimo di Levante e profumato col legno di aloè, che chiunque lo prova, quand’anche fosse l’uomo il più grave, l’uomo il più plumbeo della terra, bisogna che per necessità si risvegli e almeno per una mezz’ora diventi uomo ragionevole.
Pietro Verri

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Una donna che non sa fare il caffè per me può essere solo un’avventura.
Fabio Volo

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Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito.
Giuseppe Verdi

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Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance -
Totò

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Il caffè dev’essere caldo come l’inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l’amore.
Charles Maurice de Talleyrand-Périgord

FRASI BICICLETTA

aprile 26th, 2013

bicicletta su un prato fiorito

Adoro andare in bicicletta, vedo cose che altrimenti non avrei mai visto. Le vie hanno doppi sensi anche dove ce n’è uno solo.
Stephen Littleword, Piccole Cose

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La bicicletta è bella per quello che ti può dare. Ti fa stare bene, ti dà la possibilità di sentire, di parlare, di vedere il mondo da un’altra angolazione. La bicicletta ti fa tornare indietro nel tempo. Ti fa tornare ragazzo.
Davide Cassani, in Piero Fischi, Ciclismo. Allenamento e alimentazione, 2002

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La bicicletta insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere – non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri – insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi.

Ivan Basso

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Le biciclette sono catalizzatori sociali che attraggono una categoria di gente superiore.

Chip Brown

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Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà. Andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in un treno. La bicicletta siamo ancora noi che vinciamo lo spazio e il tempo.

Alfredo Oriani

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La bicicletta è l’immagine visibile del vento.

Cesare Angelini

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La bicicletta è il mezzo di trasporto più civile che l’uomo conosca. Altre forme di trasporto diventano ogni giorno più da incubo. Solo la bicicletta resta pura di cuore.

Iris Murdoch

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La bicicletta ha un’anima. Se si riesce ad amarla, vi darà emozioni che non dimenticherete mai.

Mario Cipollini

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Il peggior nemico delle biciclette non sono le automobili, sono i pregiudizi.

Margot Wallström

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Santa bicicletta: sempre lei protagonista. da bambini e da grandi, da amatori e da campioni. Non serve farle un monumento. Nel cuore c’è già.

Candido Cannavò

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bicicletta

25APRILE: IL LABILE CONFINE

aprile 25th, 2013

ROSSANDA_ragazza1

Molti avevano taciuto soffrendo, io no. Non potevo esclamare: finalmente resistiamo. Né avrei potuto gridare un giorno: «Io c’ero». Io mi ci sono trovata. Non ho glorie da sventolare, non ho chiesto il diploma di partigiana che mi hanno mandato. Poco ho fatto e con fatica ed errori. Il 25 aprile capivo l’umore dei partigiani che erano scesi a Milano; appena sfilati i leader, Ferruccio Parri e Luigi Longo in testa, i discesi dalle montagne stazzonati e malmessi, allegri, sedettero per terra, straccio rosso attorno al collo, e non si alzavano per salutare la bandiera.
Ho avuto spesso paura. Le scelte obbligate sono serie. Non avevo sognato avventure, volevo passare la vita in biblioteca. E ora stavo in un’avventura di molti, accettando di fare e andare dove mi era detto, non molto, nulla di impossibile; il piú era ripetere gesti e strade ignorando se qualcuno mi osservava, sapendo di contar poco e però sussultando davanti ai proclami di Kesselring, freschi sul muro, che mi informavano come per meno del niente che facevo sarei stata impiccata. Essere impiccata mi faceva orrore, li ho visti gli impiccati, il collo storto, le membra lunghe e abbandonate. Non li posso guardare, non ho retto neanche i corpi appesi per i piedi a piazzale Loreto. Non era la morte, alla quale ci si abitua a testa bassa come a qualcosa che c’è sempre stato. È che la morte si può guardare finché porta ancora una traccia di chi era vissuto – come a Milano il mucchio di fucilati in una piazza vuota di terrore, stesi, accatastati, con le sentinelle tedesche e italiane che andavano su e giú, li tennero là per un giorno d’afoso agosto a mo’ di esempio. Avevano le bocche e gli occhi spalancati, erano sfiniti, creature stroncate e che l’abbandono della vita faceva stanchissime. Nessuno si avvicinava, erano noi, ci si sentiva nientificati, era come rinnegarli, si sarebbe dovuto metterglisi accanto, gridare «anche io» e aspettare la fine.

C’era una beceraggine nelle fotografie che «Il Popolo d’Italia», «La Sera» sbandieravano sulle esecuzioni dei banditen; accanto ai morti, agli appesi, i tedeschi non ridevano, i fascisti sí. Serpeggiava negli italiani una risata plebea, fatta di secoli di servaggio. O forse vedevo solo quella, l’Italia mi doleva. Le idee mi si confondevano – magari in circostanze normali gli stessi sarebbero stati brava gente, labile è il confine fra quel che si è e quel che si vien fatti.

ROSSANA ROSSANDA*LA RAGAZZA DEL SECOLO SCORSO

Dall’altra parte dello schermo.

aprile 21st, 2013

Lo sapevamo già, di quanto può far male un “guardare ma non toccare”.

──ericas.

dall'altra parte

QUELLO CHE OCCORRE A UN UOMO

aprile 14th, 2013

famiglia

Un uomo gira tutto il mondo in cerca di quello che gli occorre, poi torna a casa e lo trova.
GEORGE MOORE

Distanza.

aprile 12th, 2013

Lo sapevamo già, di quanto può far male un “guardare ma non toccare”.

──ericas.

distanza.......

Amore a distanza.

aprile 11th, 2013

Chi vive una storia a distanza, attraversa stati d’animo mai provati.
Chi vive lontano da chi ama ha una forza dentro incredibile.
Ci sono momenti in cui ti senti serena, in cui ti “basta” sentirlo per non abbatterti. In questi momenti, ti senti positivo, sei tutto un “stringiamo i denti, siamo forti, queste sofferenze verranno ripagate (…)” e sorridete insieme, vi date altro coraggio e ricaricate le “pile”.
Poi, ci sono momenti in cui la solitudine ti si incolla addosso, insieme alla nostalgia, insieme alle lacrime.
Questi momenti arrivano all’improvviso, non parti dal concetto “è lontano, quindi mi manca, quindi sto male”.
No, alla base c’è una mancanza che puoi quasi toccare.
(…) Mi manca la mattina quando mi sveglio, perché quando è con me, magari è proprio dall’altra parte del letto, su di un fianco, a guardarmi, a sorridermi.
Mi manca nell’ora dei pasti, tra un “cuciniamo insieme”, “guarda come ho apparecchiato la tavola!”, tra i piatti lavati, le molliche a terra perché “non è colpa mia, quando il pane è fresco, fa casino”. Manca quando mi faccio il caffè, perché lui mi vizia con il cappuccino.
Mi manca mentre sorrido per un motivo ben preciso che però, devo spiegargli attraverso un telefono.
Mi manca quando ho gli occhi e le guance umide e quando magari evito di dirglielo perché so quanto male gli fa non potermele asciugare.
Mi manca quando alla sera, stringo l’altro cuscino e prendo sonno solo alle prime luci dell’alba.
Mi manca, manca, perché quando ami, quando ami forte e pensi che sia l’uomo della tua vita, l’unico posto in cui vorresti essere è proprio accanto al suo.
Non importa dove, con lui è sempre casa.
Non importa a cosa devo rinunciare, mollerei tutto.
Non importa il resto, perché insieme, si arriva dappertutto.
Ce la faremo perché ci amiamo e con questo, non c’è distanza che tenga.

──ericas.

amore a distanza

L’amore negli occhi.

aprile 9th, 2013

Quella sera me la ricordo bene.
Quella sera mi guardavi con degli occhi diversi.
Avevi gli stessi occhi di un bambino che non riesce a tenere un segreto: scalpitanti, agitati, lucidi.
Avevi l’amore negli occhi.
Avevi l’amore nel cuore e non potevi dirmelo.
Io leggevo qualcosa di forte. Istintivamente, avevo abbassato lo sguardo.
Non ero pronta e tu lo sapevi. Sapevi che alla sola idea di pronunciare tanto amore, tremavo.
Tu sei sempre stato così, sei sempre arrivato prima di me. Hai sempre trovato il modo di tirar fuori le miglior sensazioni, i miglior sorrisi, le migliori parole. (…)
Quando senti qualcosa dentro, deve farla venir fuori in modo naturale, eppure tu, tu l’avevi bloccata per me.
E forse, ho iniziato ad amarti più forte lì, nel momento esatto in cui mi avevi dato la possibilità di scegliere, nel momento esatto in cui mi sentivo libera di riconoscerti in quelle emozioni mai provate. E non tremavo, non tremavo più.
──ericas.

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