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DEDICATO A TE Frasi

novembre 3rd, 2013

coppia

Dedicato a…
chi trova un valido motivo per alzarsi al mattino
e se non c’è lo crea con l’immaginazione.
A chi crede in sé e non dimentica di credere negli altri.
A chi ascolta la propria voce interiore
e la manifesta, oltre il brusio e il grigiore del mondo.
Agli entusiasti, ai tenaci, ai caparbi
e a chi non si arrende nonostante le prove.
A chi tende la mano senza interessi
e chi, nonostante le ingiustizie,
è il primo a far bene e a cambiare le cose.
A voi è dato di governare le leggi del mondo,
perché se esiste una Via, la troverete,
se non esiste, la immaginerete quel tanto che basta
per trasformarla in realtà.
A voi, dedico un sogno,
piccole parole, piccole cose.
Stephen Littleword, Piccole cose

***

Dedico a te ogni primo pensiero del mattino, ogni ultimo augurio della notte.
dedico a te le più dolci speranze e i più sublimi sogni.
dedico a te le piccole attenzioni della vita di ogni giorno, quei piccoli mattoncini che fanno di una storia un capolavoro.
dedico a te la forza e l’entusiasmo che muove i miei passi in questo mondo.
dedico a te la mia voglia di essere una persona migliore.
Ti dedico queste parole che non lascerò ferme su carta da lettera, ma farò sì che siano libere di diventare carezza, e conforto e sostegno e sacrificio…. e Amore.
Anton Vanligt, MAI TROPPO FOLLE

*

Trova l’anima grande che è in te.
Vivi apprezzando te stesso e osserva silenziosamente il mondo…
nel silenzio e nella calma del cuore
riuscirai a vedere chiaro e a percepire
l’amore delle persone che ti vogliono bene davvero.
Accoglile in te, apprezzale ed amale.

Shan

***

Ho sentito profumi che portano nausea
ho cercato calore da chi non ne aveva
ho pregato la notte col sole finivo
sono stato un disastro per chi mi ha creduto
tu mi hai preso la mano e mi hai detto proviamo
cosa abbiamo da perdere è tutto già scritto
io ti ascolto sognare io sono nel sogno
è per questo che adesso ti dedico tutto
ti dedico tutto

Il mestiere si impara il coraggio ti viene
il dolore guarisce la tempesta ha una fine
ma diverso è sapere la cosa più giusta
siamo naufraghi vivi in un mare d’amore
e viviamo pensando e scriviamo canzoni
benvenuti nel secolo delle illusioni
ci sarà prima poi la sentenza o il giudizio
è per questo che adesso ti dedico tutto
ti dedico tutto
 
BIAGIO ANTONACCI, TI DEDICO TUTTO

Che le mie parole siano uno sputo nel vostro occhio opaco e cisposo.

Ma, Caro Insegnante, lasciamo i nostri vili detrattori. Tu che esisti, che hai ancora un briciolo di speranza, tu puoi ancora assaporare quest’esperienza antichissima e sorprendente, intensa e inconfondibile, unica, che è l’insegnamento, il grande insegnamento, le cui tracce e rovine giacciono e riaffiorano talora qua e là nel fango crepato della storia, o forse del mito. A te che ancora sei in condizione di amare a fondo questo lavoro, non nella forma indebolita e scarnificata che l’edificio scolastico ti regala ogni giorno, ma nella sua fremente e appassionata intera misura, spesso stornata dai luoghi deputati a promuoverla, a te dedico queste lettere, questa confidenza, questa speranza.

Paolo Mottana, Caro  insegnante

***

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Frasi Sulle Streghe

novembre 1st, 2013

streghe

Attenta quando sposi la buona causa della caccia alla strega. Potresti trovarne una proprio nel tuo specchio!
Anna Pianura, Foto Letteratura ed Emozione

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Un proverbiuo popolare dice di non credere alle streghe “che però esistono davvero”. Certo che esistono. Siamo noi, che abbiamo scelto come vocazione e come scopo l’apprendimento della saggezza cosmica, dei riti e sortilegi che ci permettono di allontanare le vibrazioni negative e di attrarre quelle benefiche, attraverso le quali possiamo fare del bene anche agli altri.
Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna
***

Per la stregoneria moderna la notte tra il 31ottobre e il 1 novembre spalanca ancora le frontiere tra la realtà e la magia, tra i vivi e i morti,, tra il bene e il male. Durante questa notte occorre evocare le vibrazioni che ci proteggono dalle energie negative, per allontanarle da noi e poterle dominare durante i dodici mesi successivi

Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna
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Le donne sono sempre state guaritrici. Sono state i primi medici e anatomisti della storia occidentale. Sapevano procurare gli aborti, fungere da infermiere e consigliere. Le donne sono state le prime farmaciste, che coltivavano le erbe medicinali e si scambiavano i segreti del loro uso. Erano esse le levatrici che andavano di casa in casa, di villaggio in villaggio. Per secoli le donne sono state medici senza laurea, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale: apprendevano le loro conoscenze reciprocamente, trasmettendosi le loro esperienze da vicina a vicina, da madre a figlia. La gente del popolo le chiamava «le sagge», le autorità streghe o ciarlatane. La medicina è parte della nostra eredità di donne, della nostra storia, è nostro patrimonio.
Barbara Ehrenreich: Le streghe siamo noi

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La pratica della stregoneria contemporanea, così come la intendiamo noi streghe moderne, ha varie finalità e scopi: la prevenzione generale che serve a rafforzare la nostra energia interiore e a dominare la forza delle vibrazioni; la protezione delle persone e delle cose materiali; la liberazione personale allo scopo di realizzare tutte le nostre potenzialità. . Questi scopi sono complementari, e trovano espressione nella risoluzione magica dei problemi concreti che ostacolano il nostro cammino verso il Bene, la felicità e la completezza.

Montse Osuna, Le Magie della Strega moderna
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 Se la storiografia fosse un territorio, la stregoneria sarebbe uno dei luoghi più frequentati.
Paolo Lombardi, Streghe, spettri e lupi mannari
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non tutto ciò che si crede comunemente sulla strega è vero, e in particolare non è vero, come credeva invece Institoris, che la streghe siano trasportate dal diavolo al sabba; non è vero che possano tramutare il loro corpo in quello di un animale; non è vero che le streghe abbiano poteri mirabolanti, ad esempio quello di resuscitare i morti. Si tratta di un inganno che il diavolo tende alle streghe, quando, per irretirle al proprio servizio, fa credere loro di possedere tali poteri, che invece sono soltanto immaginari. Non è dunque vero che l’immagine della strega, così come fissata dal Malleus maleficarum, si diffondesse a macchia d’olio; non è vero che la cultura del tardo XV secolo fosse disposta a ricevere tale figura acriticamente.
Paolo Lombardi, Streghe, spettri e lupi mannari
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Nel Rinascimento, la strega sembra come il guardiano dell’innocenza di un mondo già perduto nella preistoria del pensiero religioso e, in un futuro prossimo, del pensiero scientifico. Il suo laboratorio è una collezione di rifiuti, nella tradizione di un sapere popolare diffuso e apprezzato, un modo di conoscere e modificare il mondo a partire dalla magia, dove non soltanto íl simile produce íl simile, ma dove la magia opera anche per estensione e per contagio.
Esther Cohen
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“Bisogna parlare di eresia delle streghe, non degli stregoni; questi contano poco”
Sprenger
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Unico medico del popolo fu, per mille anni, la strega. Imperatori, re, papi, i più ricchi baroni avevano qualche dottore di Salerno, qualche moro o ebreo; ma la grande massa, un po’ tutti e d’ogni condizione, consultavano solo la Saga o Saggia-donna. Non guarendo, la insultavano e le dicevano strega. Ma di solito, per rispetto e anche timore, la chiamavano Buonadonna o Belladonna: lo stesso nome dato alle fate.

Le capitò quanto ancora capita alla sua pianta preferita, la belladonna, e alle pozioni benefiche da lei usate, rimedi dei grandi flagelli del medioevo. Il ragazzo e l’ignaro passante maledicono queste livide erbe senza conoscerle. I colori indefiniti li terrorizzano. Arretrano, s’allontanano. Eppure si tratta solo di lenitivi (solanacee) che, somministrati con misura, hanno spesso guarito e alleviato molti mali.

Li trovate nei luoghi più sinistri, solitari e pericolosi, tra macerie e ruderi. Anche in questo somigliano a chi li utilizzava. Dove se non in lande selvagge avrebbe potuto vivere quell’infelice così perseguitata, quella maledetta, reproba, avvelenatrice che guariva e salvava? La sposa promessa del diavolo e del Male in persona, colei che ha fatto tanto del bene, come dice il gran dottore del Rinascimento Paracelso: che, nel 1527, fece a Basilea un falò di tutta la medicina, dichiarando di non sapere niente oltre a quanto appreso dalle streghe.

Meritavano un premio. L’ebbero. Le compensarono con torture e roghi. S’escogitarono appositi supplizi, inediti strazi. Venivano giudicate in massa e condannate per una parola. Mai ci fu più spreco di vite umane.
Jules Michelet , La strega

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FRASI SULL’AMORE MATERNO

ottobre 30th, 2013

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Ogni madre ama il proprio bambino,
ma solo le madri che amano davvero riescono a liberare i propri figli al proprio destino. Qualsiasi esso sia.
Francesco Patera
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Quale amore è più forte, intenso, autentico, carnale, di quello di una mamma per il suo bambino?
Dovremmo amare sempre il prossimo in questo modo, incondizionatamente.
Anton Vanligt
 
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 Le madri di Plaza de Mayo costituiscono un esempio straordinario non solo di coraggio, umanità e libertà, ma anche di grandioso e razionale realismo politico, come documentano l’avvincente libro di Daniela Padoan, Le pazze. Un incontro con le madri di Plaza de Mayo, e altre testimonianze della loro vicenda. L’esempio di una «follia» che è chiara, intrepida e amorosa intelligenza delle cose, posta al servizio dell’universale umano. Dopo il golpe del 24 marzo 1976, che instaurò la dittatura militare in Argentina, veri e presunti oppositori – circa trentamila – vennero fatti sparire, talora insieme agli avvocati che li assistevano, in un’orgia di criminalità e nell’eclissi di ogni certezza del diritto, che colpiva pure persone inizialmente non avverse a un governo autoritario. La storia di quelle infamie, di quelle torture, di quelle eliminazioni, di quelle complicità con gli aguzzini è nota ed era stata denunciata allora, con particolare forza, da Giangiacomo Foà sul «Corriere». […]

Tutto questo è storia, nota anche se rimossa o scordata. La resistenza delle madri non nasce quale movimento politico, bensì da un’elementare universalità umana; si tratta di donne di diversa estrazione sociale, ma perlopiù modesta, cresciute e formatesi tradizionalmente nei valori famigliari, nel rispetto dell’autorità e nel desiderio di un normale ordine sociale che permetta una normale vita quotidiana. Quando i loro figli iniziano a sparire, in un’assenza e in un’incertezza più angosciose della morte, il loro amore materno non si piega e non si rassegna; non si limita alle lacrime ma trova gli artigli ed esse iniziano la loro ricerca, la loro lotta indomabile. Come Antigone , si ribellano alla legge iniqua (o meglio alla selvaggia anarchia, perché ogni violenta tirannide è caos e disordine) che nega i fondamentali valori umani.

Nelle testimonianze – e, prima ancora, nella prassi – di queste donne la maternità non rimane allo stadio di strazio viscerale, di lutto privato. Queste donne scoprono che la loro tragedia personale è un tassello di una criminale tragedia collettiva; che non solo il figlio dell’una o dell’altra, ma migliaia di persone sono state fatte delittuosamente sparire. L’immediato sentimento materno si universalizza, diviene chiaro concetto della responsabilità più generale. Ognuno di quegli scomparsi diventa allora il loro figlio, così come ogni vittima è realmente il fratello di ognuno di noi, perché sempre si tratta del nostro destino comune e tanto peggio per chi, prigioniero di un’ottusa aridità o di una sentimentalità posticcia, non se ne accorge e non si accorge dunque di lavorare alla propria rovina. Quando si è portato un figlio in grembo – dice una delle madri, Hebe de Bonafini – lo si porta per sempre. Queste donne non la danno vinta alla morte, smontano la sua falsa aureola di potenza invincibile; i loro figli – ripetono – sono vivi, continuano a far parte della storia del mondo e quei trentamila sono tutti figli di ognuna di loro.
Claudio Magris, La storia non è finita

***

 – Si mette alla prova chi si ama.

– No. Si protegge chi si ama.

– Quello è amore materno

Amélie Nothomb , Barbablù

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FRASI SUL TALENTO

ottobre 29th, 2013

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Il talento vero è possedere le risposte
quando ancora non esistono le domande.

Alessandro Baricco, da “Questa Storia”
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Come un calcio nel sedere, la forza degli eventi risveglia i talenti sopiti

Edward Hoagland
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Vivere in compagnia del talento è come avere un amico esigente, uno che ti aiuta ma non smette mai di chiedere.
Alessandro Del Piero
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Il talento si forma nella quiete, il carattere nel fiume della vita umana

Wolfgang Goethe
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Fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche.
A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po’ che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola.

Fabio Volo
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Non desidero niente altro. Uomini, denaro, amore, ma solo il talento per recitare.
Marilyn Monroe
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Ma io e te ci incontriamo nella mente
E nessuno ci sente
Ci vuol talento per chiamarlo amore
Se chiudi gli occhi ti scoppia il cuore
Pino Daniele

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CITAZIONI E AFORISMI SULLA SALUTE

ottobre 26th, 2013

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La malattia è il dottore a cui si dà più ascolto. Alla gentilezza ed alla saggezza noi facciamo soltanto delle promesse; al dolore, noi obbediamo.

Marcel Proust
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Il denaro non comprerà la salute, ma starei volentieri su una sedia a rotelle tempestata di diamanti.
Dorothy Parker
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Un’onesta divergenza è spesso segno della salute del progresso.
Mahatma Gandhi
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La più grande ricchezza è la salute.
Virgilio
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Chi prende medicine senza badare alla propria dieta guasta le abilità del proprio dottore
Proverbio cinese
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Se avessi saputo che stavo per vivere così a lungo, avrei avuto più cura di me stesso”
Leon Eldred
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Non si può dire che un’atmosfera di alta moralità sia molto propizia alla salute, o alla felicità

Oscar Wilde
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La malattia dell’anima è molto più pericolosa che qualsiasi malattia del proprio corpo
Cicerone
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Se sei in salute, probabilmente sarai felice, e se hai felicità e salute, hai tutta la ricchezza di cui necessiti, anche se non hai tutto quello che vorresti.
Elbert Hubbard

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Le persone che sono sempre alla ricerca della salute perfetta sono come quei miseri che tengono con se continuamente un tesoro perché non hanno abbastanza coraggio per goderselo
Laurence Sterne

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Una buona risata ed una lunga dormita sono la miglior cura nel libro del dottore
Proverbio irlandese
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L’aria fresca rende povero il dottore
Proverbio Danese
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Quando arriva il momento di mangiare correttamente  e di fare esercizio, non c’è un inizierò domani. Domani si è morti
Terri Guillemets
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Concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.
Seneca

***
Ci sono due cose che esigono una buona salute per essere fatte: l’amore e la rivoluzione.
Gesualdo Bufalino

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Frasi Sulla Notte

ottobre 25th, 2013

NOTTE

La notte profuma di sogni e rugiada.
Francesco Musante

*

Occorre
Che
Avvenga
Di notte.
Le strade
Le ombre
I respiri
I silenzi.
Non
Importa
Quando,
L’importante
È la notte.
Gli occhi
Le labbra
I riflessi
I capelli.
Di notte,
Ricorda,
Che solo
Di notte
Potremo
Incontrare
Quel bacio
Sfuggito
Dal sogno
Gianfranco Brevetto, Op. Cit. ©2013
***
soprattutto nelle notti perdo quota
e il silenzio è freddo come non mai
e il silenzio è profondo come non mai
e il silenzio è una lama di coltello
che taglia lentamente un corpo
stanco di procedere a tentoni
stanco di cercare albe
più fortunate
stanco di bussare alla stessa porta
che resta sempre chiusa

II

cerco
con il mio urlo
di affogare il fragile impulso del mio fianco
di colmare l’afonia delle notti senza il tuo sospiro
senza i tuoi gemiti
senza la tua respirazione agitata

ma la tua porta è sempre chiusa
e non c’è modo che tu ascolti
questo canto che ti chiama
e il tuo silenzio è freddo come non mai
e il tuo silenzio è una lama di coltello
che recide questo urlo
e mi lascia ai piedi di una porta
che resta sempre chiusa
perché niente dall’altro lato è mio
ed è silenzio
solo silenzio
l’unica risposta che mi concedi

III

soprattutto nelle notti
capisco che niente mi appartiene
tranne
il rumore sordo della tastiera
che sporca
con parole
(che nemmeno mi appartengono)
la brusca chiarezza del silenzio
delle albe incerte

Israel Miranda

***
Se la notte d’estate cede un poco
su la riva del mare sorgeranno
– nati in silenzio come i suoi colori –
uomini nudi e leggeri che vanno.
Ma come il vento muove il mare, muovono
anche, gridando, gli uomini le barche.
Sorge sull’ultimo sudore il sole.
Sandro Penna
***

Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo, non fermarmi con uno sguardo triste. Questa notte lasciami vivere laggiù sull’orlo del mondo, solo questa notte poi tornerò.
Alessandro Baricco, “Questa storia”
***

Il mondo è diviso in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio la notte, i cattivi se la spassano meglio il giorno.
Woody Allen
***

La notte rivela l’uomo.
Antoine de Saint Exupéry
***

Le mie notti sarebbero un incubo al solo terribile pensiero di un innocente che sconta tra i tormenti crudelissimi una colpa che non ha commesso.
Émile Zola
***

Dal profondo della notte che mi avvolge, buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro, ringrazio gli dei chiunque essi siano per l’indomabile anima mia.
William Ernest Henley
***

Bisogna sempre lasciar trascorrere la notte sulle ingiurie del giorno innanzi.
Napoleone Bonaparte

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FRASI SULLA SALUTE

ottobre 24th, 2013

salute

La cosa più importante è la salute. Quante volte l’abbiamo sentita questa questa frase? eppure quando il minimo ostacolo sul nostro cammino rende più difficile il viaggio ce ne dimentichiamo. Abbiamo spalle forti e gambe robuste, ma ci manca la voglia di proseguire, facciamo i capricci come i bambini che si annoiano perchè hanno tutto. Basterebbe solo pensare: “ho la salute dalla mia parte, posso provare e riprovare”. E’ profondamente egoista evitare il pensiero che nella vita c’è chi ha meno fortuna di noi, chi soffre per motivi seri e irrimediabili. Chi lotta per sconfiggere il cancro, o chi non ha mai visto la luce di una bella giornata di sole, chi non arriverà a vent’anni e non saprà mai il significato di vecchiaia.
Se la tua salute è buona smetti di dare importanza alle paranoie mentali del momento. Qualsiasi crisi si risolve, qualsiasi delusione è passeggera. Sei forte e hai una vita davanti. Vivila tutta!
Anton Vanligt
***

Salute è solo ascoltare gli ordini della nostra Anima.
Edward Bach, Libera Te Stesso

***

Un po’ di salute ogni tanto è il miglior rimedio per l’ammalato.
F. Nietzsche
***

La vecchiaia nuoce gravemente alla salute.
Pino Caruso
***

Non chiedere di avere una salute perfetta, sarebbe avidità. Fai della sofferenza la tua medicina, e non aspettarti una strada senza ostacoli. Senza quel fuoco la tua luce si spegnerebbe. Usa della tempesta per liberarti.
Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra
***

Quello che mi sorprende degli uomini è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.
Dalai Lama
***

La vera salute deve accadere dentro di te, nella tua soggettività, nella tua consapevolezza, perché la consapevolezza non conosce né nascita, né morte: è eterna.
Osho

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FRASI ALICE MUNRO

ottobre 11th, 2013

ALICE MUNRO, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA *2013*

ALICE_MUNRO

Peter Englund, segretario permanente dell’Accademia Svedese, ha annunciato il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura per questo 2013: la scrittrice canadese Alice Munro.

Vincitrice per tre volte del Governor General’s Award, il più importante premio letterario canadese. I suoi racconti indagano le relazioni umane analizzate attraverso la lente della vita quotidiana. Sebbene la maggior parte delle sue storie sia ambientata nel Southwestern Ontario, la sua fama come scrittrice di racconti è internazionale, infatti è considerata uno dei maggiori scrittori di racconti vivente.

***

ecco una raccolta di FRASI E CITAZIONI DI ALICE MUNRO

I bambini attribuiscono al verbo «odiare» significati diversi. Può voler dire che hanno paura. Non che si sentano in pericolo di un’eventuale aggressione – come mi succedeva, ad esempio, con certi bambini grandi e grossi che, in bicicletta, si divertivano a tagliarmi la strada strillando come indemoniati, mentre passeggiavo sul marciapiede. Non è una minaccia fisica che si teme – o che io temevo nel caso di Verna – quanto piuttosto un sortilegio, una malevolenza. È una sensazione che, da molto piccoli, si può provare anche riguardo alle facciate di certi edifici, o a dei tronchi d’albero e, spessissimo, a cantine umide o armadi a muro profondi.
ALICE MUNRO, TROPPA FELICITA’
****

Hai mai notato che quando qualcuno dice che gli dispiace dire qualcosa, in realtà non vede l’ora di dirla?
ALICE MUNRO, Nemico, amico, amante…
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Era quello il genere di bugia che speravo di non dover mai più dire, il disprezzo che mi auguravo di non dover mai più mostrare, quello per le cose davvero importanti per me. E per evitarlo, dovevo in pratica stare alla larga dalle persone di mia conoscenza.
ALICE MUNRO, Nemico, amico, amante…
***

Una sola goccia d’odio nell’anima si può diffondere come una goccia d’inchiostro nel latte. L’immagine mi colpì e avrei voluto fare la prova, ma sapevo di non dover sprecare il latte.
ALICE MUNRO, IL PERCORSO DELL’AMORE
***

Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede,  fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa di sostenere. Mantenere l’ordine intorno a te. Il disordine è molto più minaccioso di una volta – non è più perdonabile e disarmante, né un segno della propria creatività, ma una prova dell’arrivo della demenza senile, decisamente poco affascinante. In effetti è meno affascinante, la demenza, nelle donne che negli uomini. Lo stesso vale per l’aspetto fisico da mantenere presentabile. Richiede sempre più sforzo, non tanto arrestare il deterioramento quanto rallentarlo in modo che risulti accettabile a te stessa e agli altri. Tutte le pillole e gli esami e gli esercizi. Non puoi più martellare sui tasti, rapita alle tre di notte dal finale di una storia. Non puoi più essere il grande scrittore, quello con il brutto carattere e le cattive abitudini e la genialità graffiante dei vecchi film. Non che io lo sia mai stata (in effetti non ricordo che nessuno di questi geni sia mai stato una donna), ma l’idea è sempre sopravvissuta da qualche parte nella mia testa, come qualcosa che un giorno avrei potuto provare a essere. Insomma: smetterei di scrivere per avere una vita più gestibile. E poi so che è molto raro produrre un capolavoro in questi ultimi anni di vita, e uno o due libri in meno non sarebbero una gran perdita per nessuno. Di sicuro non mi mancherà quel tormento – i tentativi a vuoto necessari perché una storia sia buona – o il vero e proprio orrore che provo nell’attesa che il libro venga pubblicato, per poi dar fondo al mio coraggio e uscire di casa ed esserne responsabile nel vasto mondo (in realtà sembra che sia vasto, ma il mondo dell’editoria, della critica letteraria, del pubblico dei lettori, è così piccolo che la maggior parte della gente che vive nel tuo paese, perfino nella tua cittadina, non saprà mai il tuo nome).
ALICE MUNRO, SCRIVERE O SMETTERE DI SCRIVERE, LUG 2005
***

Aveva quarantadue anni, e fino a poco prima ne aveva sempre dimostrati meno. Neal ne aveva sedici di più. Perciò Jinny aveva ritenuto che, secondo il corso naturale delle cose, sarebbe toccato a lei il ruolo che adesso era di Neal, e qualche volta si era anche chiesta con apprensione come se la sarebbe cavata. Una sera a letto, prima di addormentarsi, mentre gli teneva la mano, una mano calda e viva, aveva pensato che almeno una volta nella vita avrebbe stretto nella sua, toccato, la mano di Neal ormai morto. E non sarebbe stata in grado di farsene una ragione. Di credere al fatto che lui potesse essere morto e inerte. Per quanto prevedibile e prevista fosse quella condizione, lei non sarebbe mai riuscita ad accettarla. A credere che, in fondo a qualche misterioso abisso, lui non fosse consapevole di quell’istante. Di lei. Pensare a lui privo di quella facoltà le procurava una specie di vertigine emotiva, la sensazione orrenda di precipitare.
E al tempo stesso, una forma di eccitazione. L’ineffabile eccitazione che si prova quando un disastro imminente promette di sollevarci da ogni responsabilità collegata alla vita. In quei casi, un senso di pudore costringe a darsi un contegno e a restare immobili.
– Dove vai? – le aveva chiesto lui, sentendola ritirare la mano.
– Da nessuna parte. Mi giro soltanto.
ALICE MUNRO, IL PONTE GALLEGGIANTE

 

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CHI ENTRA IN UN LABIRINTO SA CHE ESISTE L’USCITA

ottobre 10th, 2013

LABIRINTI

Chi entra in un labirinto sa che esiste una via d’uscita, ma non sa quale delle molte vie che gli si aprono innanzi di volta in volta vi conduca. Procede a tentoni. Quando trova una via bloccata torna indietro e ne prende un’altra. Talora la via che sembra più facile non è la più giusta; talora, quando crede di essere più vicino alla meta, ne è più lontano, e basta un passo falso per tornare al punto di partenza. Bisogna avere molta pazienza, non lasciarsi mai illudere dalle apparenze, fare, come si dice, un passo per volta, e di fronte ai bivi, quando non si è in grado di calcolare la ragione della scelta, ma si è costretti a rischiare, essere sempre pronti a tornare indietro… Non ci si butti mai a capofitto nell’azione, che non si subisca passivamente la situazione, che si coordinino le azioni, che si facciano scelte ragionate, che ci si propongano, a titolo d’ipotesi, mete intermedie, salvo a correggere l’itinerario durante il percorso, ad adattare i mezzi al fine, a riconoscere le vie sbagliate e ad abbandonarle una volta riconosciute.

Norberto Bobbio, Autobiografia

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni