Citazioni Celebri

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FRASI DI SANDRO PERTINI

marzo 4th, 2014

pertini

Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza
SANDRO PERTINI

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Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero
SANDRO PERTINI

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Le persone di buonsenso mi hanno fatto capire che avevo un conto da saldare con l’uomo della strada
SANDRO PERTINI

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Non mi meraviglia niente. So che il mio modo di fare può essere irritante. Per esempio, poco tempo fa mi sono rifiutato di firmare il decreto di aumento di indennità ai deputati. Ma come, dico io, in un momento grave come questo, quando il padre di famiglia torna a casa con la paga decurtata dall’inflazione… voi date quest’esempio d’insensibilità? Io deploro l’iniziativa, ho detto. Ma ho subito aggiunto che, entro un’ora, potevano eleggere un altro presidente della Camera. Siete seicentoquaranta. Ne trovate subito seicentocinquanta che accettano di venire al mio posto. Ma io, con queste mani, non firmo
SANDRO PERTINI

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I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo
SANDRO PERTINI

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È inoppugnabile il fatto che, ogniqualvolta c’è un sacrificio, c’è anche qualcuno pronto a raccogliere le offerte sacrificali. Dove c’è schiavitù, c’è qualcuno che sta venendo servito. Colui che vi parla di sacrificio, parla di schiavi e padroni, e intende essere lui il padrone.
SANDRO PERTINI

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L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.

SANDRO PERTINI

I generali pensano che si debba condurre la guerra come fosse un torneo medievale. Non ci servono dei cavalieri: ci servono dei rivoluzionari.
SANDRO PERTINI

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I benpensanti non accettano che si segua una strada diversa dalla loro
SANDRO PERTINI

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Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore.

SANDRO PERTINI

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Sono al fianco di chi soffre umiliazioni e oppressioni per il colore della sua pelle. Hitler e Mussolini avevano la pelle bianchissima, ma la coscienza nera. Martin Luther King aveva la pelle color dell’ebano, ma il suo animo brillava della limpida luce, come i diamanti che negri oppressi estraggono dalle miniere del Sudafrica, per la vanità e la ricchezza di una minoranza dalla pelle bianca.
SANDRO PERTINI

POESIE DI EUGENIO MONTALE

febbraio 27th, 2014

GRANDI AUTORI: EUGENIO MONTALE

Addii, fischi nel buio, cenni, tosse
e sportelli abbassati. È l’ora. Forse
gli automi hanno ragione. Come appaiono
dai corridoi, murati!

- Presti anche tu alla fioca
litania del tuo rapido quest’orrida
e fedele cadenza di carioca? -

Eugenio Montale, Le occasioni, mottetti
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Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale, Satura, Xenia II

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Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari,il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale, Ossi di seppia
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Questo che a notte balugina
nella calotta del mio pensiero,
traccia madreperlacea di lumaca
o smeriglio di vetro calpestato,
non è lume di chiesa o d’officina
che alimenti
chierico rosso, o nero.
Solo quest’iride posso
lasciarti a testimonianza
d’una fede che fu combattuta,
d’una speranza che bruciò più lenta
di un duro ceppo nel focolare.
Conservane la cipria nello specchietto
quando spenta ogni lampada
la sardana si farà infernale
e un ombroso Lucifero scenderà su una prora
del Tamigi, dell’Hudson, della Senna
scuotendo l’ali di bitume semi-
mozze dalla fatica, a dirti: è l’ora.
Non è un’eredità, un portafortuna
che può reggere all’urto dei monsoni
sul fil di ragno della memoria,
ma una storia non dura che nella cenere
e persistenza è solo l’estinzione.
Giusto era il segno: chi l’ha ravvisato
non può fallire nel ritrovarti.
Ognuno riconosce i suoi: l’orgoglio
non era fuga, l’umiltà non era
vile, il tenue bagliore strofinato
laggiù non era quello di un fiammifero.

Eugenio Montale, La bufera; Parte settima
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Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,
esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,
e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma…
Eugenio Montale da Ossi di Seppia

FRASI SUL RISPETTO

agosto 25th, 2013

rispetto

Se stimi una persona e vuoi che lo sappia
non c’è bisogno di parole o celebrazioni.
Trattala con RISPETTO e vedrai, il tuo sentire sarà trasparente come acqua limpida.
Fidati. Non esiste una dimostrazione migliore.
Anton Vanligt, Mai Troppo Folle
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Così. . . .
Scopri chi sei, e sii cio’ che sei.
Decidi che cosa viene prima, e scegli farlo.
Scopri i tuoi punti di forza, usali e dai loro spazio.
Impara a non competere con gli altri,
perché nessun altro è in gara con te.
Allora avrai..
Imparato ad accettare la tua unicità.
Imparato a definire le priorità e prendere decisioni.
Imparato a convivere con i tuoi limiti.
Imparato a darti il rispetto che ti è dovuto.
E avrai una vita più entusiasmante e vitale.
Stephen Littleword
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Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo.
Tiziano Terzani
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Il rispetto delle altre culture è una grande cosa, quello che va evitato è lo scontro tra civiltà, che porterà alla fine di tutto.
Tiziano Terzani
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Un fedele della Verità non dovrebbe fare nulla per rispetto delle convenzioni. Deve essere sempre pronto a correggersi e ogni qualvolta scopre di essere nel torto deve confessarlo, costi quel che costi, ed espiare
Gandhi
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Non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi, se non saremo noi a darglielo.”
Gandhi
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La trasmissione della vita, il rispetto della vita, il senso della vita sono esperienza intensa della donna e valori che lei rivendica.
Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel
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Guarda certe persone: sono infelici perché hanno fatto compromessi su ogni punto,e non possono perdonarsi di aver fatto quei compromessi. Sanno che avrebbero potuto osare di più, e invece hanno dimostrato di essere dei vigliacchi. Hanno perso valore ai loro stessi occhi, hanno perso il rispetto di se stessi. Ecco cosa fa il compromesso
Osho
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Non trattare le persone come mezzi, perchè esse sono fini a se stesse. Relazionati a loro con amore e rispetto. Non possederle mai e non esserne posseduto. Non dipendere da loro e non creare persone dipendenti intorno a te. Non creare dipendenza in alcun modo; resta indipendente e lascia che anche gli altri lo siano.
Osho
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Dimentica la relazione e impara a relazionarti con un altro essere. Quando entri in una relazione, cominci a darla per scontata, sia tu che il tuo partner vi date per acquisiti: questo distrugge tutti gli amori. La donna pensa di conoscere l’uomo e l’uomo pensa di conoscere la donna: in realtà nessuno dei due conosce l’altro. E’ impossibile, l’altro rimane un mistero. E dare per scontato l’altro significa insultarlo, mancargli di rispetto.
Coloro che si amano sono soli e chi ti ama veramente non distruggerà mai la tua solitudine, ma la rispetterà completamente perché è sacra, non interferirà con essa, non devasterà quello spazio.
Osho
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Fa’ in modo che invece che compassione, ti portino rispetto
Madre Teresa di Calcutta
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Un padre nel rapporto con suo figlio ha da ridurre lo spazio e da costruire piano piano un ponte, fra sé e la piccola nuova vita, come facevano le nonne ferro e lana, maglia dopo maglia, la tela della fiducia, del rispetto, dell’amore reciproco.
Anton Vanligt
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Non importa cosa ci riserverà il futuro e quali situazioni ci troveremo ad affrontare.
So che comunque vada, adesso e sempre.. l’uno sull’aiuto e il rispetto dell’altro, potrà contare
Anton Vanligt
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Cosí come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino, cambiare vita come cambiamo biancheria: non per provvedere al sostentamento della nostra vita, come col cibo e col sonno, ma per quell’estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia.
Fernando Pessoa
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L’altro giorno è venuto da me un signore per chiedere una dedica sul mio libro. Mi è venuto da scrivere: «Al signor tal dei tali perché mi aiuti a rendere i turisti dei pellegrini».
Mi spiego: la curiosità che viene dall’interno – non quella di prendere qualcosa da portarsi a casa, il ricordino, la fotografia – parte proprio dal rispetto. Mentre invece l’industria del turismo, una delle più orribili del mondo, sollecita solo una curiosità consumistica. Come si potrebbe recuperarla? Trasformando i tour in pellegrinaggi.
In realtà il turismo è nato proprio così. In un paese come il Giappone, per esempio, si andava al monte Fuji come pellegrini, non come turisti. Quando io sono stato in Giappone mi sono rapato, ho preso il bastone e ho scalato quella montagna con l’idea del pellegrino che vuole raggiungere la cima, che sta camminando su Dio, e allora non lascia cartacce. Se si potesse riportare nel turismo questo atteggiamento, il rispetto, il senso di devozione, si salverebbero i turisti, che saprebbero di più quello che fanno e la smetterebbero di continuare a consumare, e si salverebbe anche il consumabile.
Se ci si mette a studiare una cosa, come si può odiarla? L’odio dell’Occidente verso l’Islam risiede in gran parte nel fatto che nessuno se ne occupa più, nessuno più studia questa cultura. Provate a vedere quanti studenti all’università studiano l’arabo: pochissimi. È chiaro che così si aumenta la distanza. Ma se ci si mette a studiare, l’oggetto del proprio studio diventa anche l’oggetto del proprio amore. Il rispetto nasce dalla conoscenza, e la conoscenza richiede impegno, investimento, sforzo.
Tiziano Terzani
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Questo è il vero grande problema. Innanzitutto bisogna intendersi sulle parole. Le parole di per sé sono una trappola. Per esempio, cosa significa felicità? Per Gengis Kan forse la felicità era ammazzare un migliaio di persone, chiamare il capo di quella tribù, prendergli la moglie, violentarla sotto i suoi occhi e poi tagliarle la testa. Ma per me quella non è felicità.
Quindi parlare di diritti umani, di universalità dei diritti umani, mi lascia qualche perplessità… Vorrei che i diritti fondamentali fossero sempre rispettati, ma onestamente mi chiedo: siamo tutti d’accordo sull’universalità di questi diritti?
Certo che c’è qualcosa che accomuna gli esseri umani, che dovrebbe essere il rispetto per tutti. Un occidentale ha forse meno paura della morte di un orientale? Forse la psiche è diversa tra un orientale e un occidentale? Non credo. Un orientale ama più o meno come un occidentale, ha la stessa paura di essere solo… Secondo me di cuore ce n’è uno solo, e il cuore è uguale per tutti, la voce del cuore sa quali sono i diritti umani, i diritti degli animali, il cuore parla allo stesso modo nel petto di tutti, musulmani, ottentotti, bantù, esquimesi, uomini, donne. Il problema è che questa voce del cuore non la sta più ad ascoltare nessuno, c’è tanto rumore, quella è una voce piccola, che bisbiglia, proprio un soffio a volte.
Tiziano Terzani
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Passiamo la vita a preoccuparci di cosa vogliono gli altri trascurando ciò che desideriamo noi.. a volte dimentichiamo persino quali sono i nostri sogni! E’ quando ci innamoriamo che mettiamo al primo posto la felicità, la libertà, l’avventura…che mettiamo al primo posto noi stessi e ciò che desideriamo! e io oggi mi sono scoperto profondamente innamorato della vita!
Fabio Volo
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FRASI DI DON ANDREA GALLO

maggio 23rd, 2013

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Se non avessimo i cantanti, cosa succederebbe di questi nostri giovani? Sono già smarriti, sono assaliti dall’assenza di futuro, perché dico evangelisti Vasco, Piero, perché danno la buona notizia, portano ancora la possibilità ai giovani di sperare. A volte, noi dovevamo essere evangelisti, il vangelo di Gesù che è gioia che è piacere, che è speranza, che è fraternità non riusciamo a trasmetterlo. Cosa trasmettiamo quasi sempre? Questo no, questo no, questo no… ma allora va un po’ a …
Don Andrea Gallo
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Se Non Ora Adesso - Don Andrea Gallo Se non ora Adesso
Le donne, i giovani, la liberazione sessuale
Andrea Gallo

Compralo su il Giardino dei Libri

Mai finora ci siamo ritrovati con animocosì turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro bel Paese, a una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. La mia coscienza di uomo e di prete che intende coniugare fede e impegno civile è in difficoltà a prendere la parola. Dov’è la fede? Nelle crociate moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più lontani. È una vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose»
Don Gallo, sono venuto per servire
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«Drogati di merda». Così Don saluta i suoi ragazzi che gestiscono l’osteria marinara A ‘Lanterna in via Milano dove si mangia un pesce da favola. «Ciao Don, in ritardo questa sera…», è la risposta di Fabio, che serve ai tavoli. Don gli batte una mano sulla spalla e poi girandosi verso di me: «Solo io li posso chiamare così». Nel saluto c’è tutto l’affetto del mondo per i suoi giovani, per i tanti che sono passati dalla comunità di San Benedetto al Porto, che lui ha aiutato a uscire dal tunnel della droga e del malaffare.

«Ciao Don, sai che giorno è oggi?» gli dice Ina, la cuoca che governa la cucina dal primo giorno dell’apertura dell’osteria. Ha intuito dal trambusto che lui è arrivato. Tutti gli ex ragazzi gli sono attorno per salutarlo.

Ina, facendo capolino dal suo regno, gli dice: «Oggi festeggiamo i ventinove anni dall’apertura dell’osteria: menù speciale». Gli occhi del finto burbero si illuminano. Sono trascorsi quasi cinquant’anni dal giorno in cui Andrea Gallo (per chi gli vuol bene Don), fu nominato cappellano della nave Garaventa, il riformatorio che tutti i ragazzi di Genova hanno sempre temuto. «Loris, non darle retta, qui il menù è speciale ogni giorno. Ina sta per andare in pensione, l’ho conosciuta che era una ragazza, si è sposata, è diventata nonna… Lei, è speciale». «Te lo dico dopo che ho mangiato» gli rispondo scherzando. «Fidati, fidati…» Don ha una parola per tutti. L’osteria non ha un tavolo libero, qualche locale, soprattutto turisti. Per noi hanno preparato in una saletta un po’ appartata, sapevano che la nostra cena sarebbe stata lunga e piena di parole.

A’ Lanterna, a due passi dalla Torre della Lanterna, il faro portuale di Genova, il simbolo della città marinara, è un luogo molto affascinante. Mi sembra di essere entrato in una taverna tratta da L’isola del tesoro, dove non si beve rum ma un bianco e un rosso che «vanno giù che è un piacere». Linguine misto mare, tagliolini al pesto, cozze al pomodoro, acciughe e salmone marinato, tagliata di spada affumicato con rucola e il fritto misto (da questo piatto si riconosce la qualità della cucina di mare: Ina è una grande cuoca), per finire panna cotta con caramello e coppetta fantasia (Ina non svelerebbe le due ricette neanche sotto tortura), poi una sana grappetta, ovviamente Barile, l’amico del Don da una vita.

In chiusura della serata un ultimo giro per la città, accompagnati dal fido Marco, dedicato ai più bisognosi.

Tutto accade di notte. Le ore più drammatiche sono quelle che portano all’alba: furti, omicidi, affari di ogni genere, droga e prostituzione. Le ore del giorno aiutano gli ultimi, una grande città li nasconde, si mimetizzano tra le luci e le ombre.

Durante il giorno, i disadattati, i poveracci, si notano di meno; durante la notte, invece, sono una presenza visibile, li vedi aggirarsi in cerca di un rifugio lungo il porto, sotto un cavalcavia, attorno alla stazione, dove, fino a qualche tempo fa, potevano andare di nascosto a rifugiarsi in un vagone parcheggiato lungo un binario morto. Ubriachi, drogati, prostitute, dopo i tanti fatti di sangue, l’accesso alla stazione di notte è vietato. Gli ultimi non sanno più dove andare, rimangono soli con la loro disperazione.

Da quando don Gallo è tornato a Genova non dorme più durante la notte, rimane a disposizione dei fratelli più sfortunati. Solo quando il sole comincia a dare luce alla sua città don si corica per qualche ora. «La mia gente di notte non ha un posto dove andare, così io dormo di giorno e sto sveglio fino all’alba nel mio archivio, tante volte volesse passare di là».

Racconta don Gallo. Classe 1928, ottantadue anni, portati alla grande. Ancora viaggia su e giù per l’Italia per incontrare le persone, i fratelli. Quando arriva Andrea Gallo è sempre festa, la platea è piena, stipata. Con una regola: «Io dormo nel mio letto a San Domenico al Porto», e via chilometri su chilometri con Marco alla guida.?Don lo avevo incontrato altre volte, durante un dibattito o un suo intervento in qualche mia trasmissione. La sua parola mi ha sempre affascinato.
Le sue parole non sono mai buttate al vento, hanno sempre un senso, ti rimangono dentro, ti fanno pensare (è banale dirlo figuriamoci scriverlo, però non ho altro modo per raccontare quello che provo).?Quando è stato ospite a Che tempo che fa, mentre Fazio lo intervistava, io ero seduto dietro la scena, seguivo la ripresa attraverso un monitor di servizio, ascoltandolo pensavo: «Peccato che Don sia un prete, se fosse un politico, avremmo trovato il nostro leader».

Di Andrea Gallo conosco quasi tutto. Mi sono reso conto, studiando la sua vita, che è quella di un grande rivoluzionario. Sicuramente lui non sarà d’accordo con questa affermazione, scommetto che mi direbbe: «Io ho seguito solo le impronte lasciate da altri». Lui è un grande rivoluzionario, non solo per il bene che fa, ma per la forza della sua parola, l’esempio dato dal suo modo di vivere (Dio sa quanto abbiamo bisogno di esempi in questa società che sta distruggendo i valori, dove morale ed etica solo sono optional e quindi non obbligatori), per la capacità di rendere semplice tutto quello che è complicato.

Don Gallo non ha fatto altro che seguire l’esempio di Gesù, di san Francesco e di altri. Con la Chiesa il rapporto è stato difficile sin dall’inizio. «Chi vuol farsi obbedire deve prima riuscire a farsi amare», sono le parole di don Bosco che Andrea ha fatto sue. Le prime incomprensioni con i superiori nascono nel riformatorio per minori, il suo primo incarico dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1959, a trentun’anni. Il metodo che usa con i ragazzi (non ha alla base l’espiazione della pena), non è gradito. Con don Gallo fiducia e libertà prendono il posto della repressione. Lavora sulla responsabilità, consentendo ai ragazzi di uscire per andare al cinema e vivere momenti di auto gestione. Dopo tre anni viene rimosso dall’incarico senza nessuna spiegazione.

Nel 1964 decide di lasciare la congregazione e di entrare nella diocesi genovese. «La congregazione salesiana si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale» racconterà successivamente. Le contestazioni che rivolge alla Chiesa sono le seguenti: la piramide gerarchica che la compone; la sua ricchezza; la mancanza del no totale alla guerra; la condanna nei confronti della laicità (per don Gallo, invece, la laicità rappresenta la difesa dei diritti dell’uomo). Cercherò di fare una sintesi del pensiero del don (sicuramente molto riduttiva), attraverso le sue dichiarazioni, nella speranza che serva per capire meglio alcuni momenti dell’intervista. I preti e il matrimonio: «Don Gallo ritiene che vi sia una grande contraddizione con il Vangelo. Gesù sceglie direttamente colui che diventerà il primo papa, Pietro, sposato con figli. «Se i preti avessero la possibilità di sposarsi, si ridurrebbe il problema del prete che non rispetta il voto di castità, che vanno con prostitute, della pedofilia». L’omosessualità: «Un dono di Dio». L’uso del profilattico: La prima risposta di don Gallo è quella della morale cattolica: «Seguire l’astinenza in attesa del matrimonio». Nello stesso tempo ammette che la realtà è un’altra e non rendersene conto è ancora più grave. «Se i giovani fanno all’amore l’uso del profilattico è fondamentale». Il sacerdozio femminile: «Favorevole». Il divorzio: «Favorevole». L’eutanasia: «Favorevole, se regolamentata». Legalizzazione delle droghe leggere: «Don Gallo non è favorevole al principio, ma ammette che il problema è reale: “C’è la necessità di una rigida regolamentazione, il proibizionismo non serve”».

«Una società felice è una società dove c’è meno bontà ma più diritto. Il nostro governo e la nostra Chiesa ci offrono come carità ciò che dovrebbe essere un diritto. La nostra curia e ogni cristiano devono andare incontro a chi è diverso. Basta con questi principi non negoziabili, basta con i tabù: oggi abbiamo bisogno di una Chiesa che ascolti e che si nutra di creatività piuttosto che di paure».

Sono queste le parole che don ripete tutte le volte che ha la possibilità di parlare in pubblico. Don Gallo nel 1965 diventa viceparroco alla Chiesa del Carmine in un quartiere popolare di Genova. «Di portuali e operai, con abitazioni inagibili e un mercato rionale quasi indecente. Giravo nei vicoli, sostavo tra i banchi, passavo in edicola, discutevo con il salumiere che era convinto che mi piacesse il prosciutto ma comprassi la mortadella perché ero tirchio e volevo spendere meno» ricorda Don.

Erano gli anni della fine del concilio Vaticano II. Gli anni in cui la Chiesa decise di leggere i segni dei tempi. La guerra del Vietnam. Facciamo l’amore e non la guerra, era lo slogan del movimento pacifista americano. Da noi, dopo la rivolta francese, nasce la contestazione, il movimento studentesco che vuole la riforma della scuola, i giovani entrano sempre più nel sociale. «Alla messa di mezzogiorno trattavo i temi di attualità, ero nettamente schierato al fianco degli ultimi, cominciai a tenere due leggii: da una parte il Vangelo, dall’altra il giornale» scrive don Gallo ricordando quei giorni che segnarono il suo futuro.

La Chiesa poteva sopportare un prete così? No. Nel 1970 dopo averlo fatto spiare dal parroco che registrava di nascosto le sue prediche, decise di trasferirlo. La goccia che fece traboccare il vaso e che aveva fatto scatenare l’indignazione dei benpensanti fu la predica all’indomani della scoperta di una fumeria di Hashish nel quartiere. «Invece di inveire contro chi rollava qualche spinello ricordai quanto fossero diffuse e pericolose altre droghe, per esempio quella del linguaggio, talmente fuorviante che poteva tramutare: il bombardamento di popolazione inerme, in un’azione a difesa della libertà». La curia lo accusò di fare politica invece di predicare il Vangelo. I teologi della Chiesa lo accusarono di essere comunista: «I contenuti delle sue prediche non sono religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti».

Don Gallo era riuscito a trasformare la parrocchia del Carmine in un luogo di aggregazione, di confronto per giovani e adulti, nel tempo diventa un punto di riferimento per tutti: dai cattolici ai militanti della nuova sinistra. I parrocchiani fecero manifestazioni di solidarietà contro il suo trasferimento, scrissero una lettera al vescovo (che non ebbe mai risposta), accompagnata da 2370 firme.

Così don Gallo, nell’estate del 1970, saluta i suoi parrocchiani: «E’ vero, esiste un profondo dissenso fra me e la curia , ma un dissenso di amore e di profonda, convinta ricerca della verità. La cosa più importante è che si continui ad agire perché i poveri contino. Ci incontreremo ancora. Ci incontreremo sempre. In tutto il mondo, in tutte le chiese, le case, le osterie. Ovunque ci siano uomini che vogliono verità e giustizia».
Loris Mazzetti – Don Andrea Gallo sono venuto per servire
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perchè questa omofobia? perchè questa discriminazione? Gesù non parla mai di omosessualità come ,mai? e allora son fratelli!
Don Andrea Gallo
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il mio titolo è cappellano feriale e festivo della parrocchia di San Benedetto al Porto che conta meno del sacrestano!
Don Andrea Gallo
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“A me non interessa chiedervi se siete o non siete credenti, vi chiedo però se siete credibili. È questo che un giorno Dio chiederà a ciascuno di noi”
don Andrea Gallo
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Vorrei che ogni mia azione caritatevole, tradotta in solidarietà, potesse produrre dei diritti, ma non a lunghissimo termine! Riconosco gli aspetti positivi della solidarietà assistenziale, ma mi sento peccatore per non essere riuscito, in tanti anni, a cambiare davvero le cose.

don Andrea Gallo
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Se Non Ora Adesso - Don Andrea Gallo Se non ora Adesso
Le donne, i giovani, la liberazione sessuale
Andrea Gallo

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FRASI SUL PECCATO

maggio 10th, 2013

il peccato

Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio, ma l’indifferenza: questa è l’essenza della disumanità.
George Bernard Shaw

Posso resistere a tutto fuorchè alla tentazione
Oscar Wilde

E’ un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.
Oscar Wilde

Ogni santo ha un passato, mentre ogni peccatore ha un futuro.
Oscar Wilde

Il piacere è un peccato, ma qualche volta il peccato è un piacere.
George Byron

Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità.

Kahlil Gibran

Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme, non eguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra.
Voltaire

Niente rende una persona più orgogliosa che sentirsi dare del peccatore
Oscar Wilde

Dimentichiamo facilmente le nostre colpe quando siamo i soli a conoscerle.
François de La Rochefoucauld

L’amore scusa tutto ciò che fa.
Molière

La purezza nella vita è la libertà dal peccato.
Orazio Flacco

La fame, non il peccato, è il genitore del crimine moderno
Oscar Wilde

Per l’uomo profondamente religioso, nulla è peccato.
Novalis

Fu un grande peccato, quello di chi inventò la coscienza. Perdiamola per qualche ora.
Francis Scott Fitzgerald

Ciò che viene denominato peccato è invece un elemento essenziale del progresso. Senza di esso il mondo ristagnerebbe, invecchierebbe, diventerebbe insipido.
Oscar Wilde

In vecchiaia ci si pente soprattutto dei peccati non commessi.
William Somerset Maugham

E’ un peccato il non fare niente col pretesto che non possiamo fare tutto.
Winston Churchill

Il Peccato è l’unico vero elemento colorato rimasto nella vita moderna
Oscar Wilde

l’unica differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore ha un futuro
Oscar Wilde

FRASI CELEBRI DI FREDDIE MERCURY – QUEEN

settembre 5th, 2012

Sono me stesso, sai, solo me stesso. Sono molto disorganizzato a volte, sono organizzato altre volte e… sono me stesso. (dal DVD Greatest Video Hits 2)
FREDDIE MERCURY

Non voglio cambiare il mio modo di fare musica, non voglio dare dei messaggi con le mie canzoni. Parlare di pace, di problemi sociali. No. Voglio divertirmi e far divertire. E se quando faccio musica qualcuno si diverte, è una cosa meravigliosa.
FREDDIE MERCURY

Se avessimo scritto tutti lo stesso genere di canzoni ci saremmo stufati prima e avremmo voluto lavorare da solisti prima, ma scriviamo tutti pezzi diversi e questo mantiene alto l’interesse.
FREDDIE MERCURY  

Non mi piacciono i miei denti sporgenti. Me li sarei fatti sistemare, ma porprio non ne ho avuto il tempo. A eccezione di questo sono perfetto.
FREDDIE MERCURY

Quello che vedete sul palco è molto lontano dal mio modo di essere. Sono una persona diversa ovviamente. Diciamo che ho creato un alter ego, una sorta di “mostro”. Ho costruito un’altra parte di me. Chi deve intrattenere il pubblico deve comportarsidi conseguenza. Certo, è difficile trovare qualcuno che accetti questa doppia personalità. Puoi essere la persona più amata del mondo e allo stesso tempo anche la persona più sola del mondo. E spesso è una grande frustrazione. Specialmente quando le persone ti dicono. “Ma come può essere infelice Freddie Mercury che ha i soldi,macchine, il successo, tutto?”. Io invece sono una persona normale con momenti di tristezza come tutti gli altri.
A volte trovo difficile trovare qualcuno a cui dare fiducia. Vorrei stare in silenzio,non parlare con nessuno.
FREDDIE MERCURY

La mia droga è il rock and roll, una droga che puoi governare.

FREDDIE MERCURY

Desidero confermare che sono sieropositivo: ho l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è arrivato il momento che i miei amici e i miei fans di tutto il mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia. (dal comunicato stampa con cui, il 23 novembre 1991, annunciò di avere l’AIDS)
FREDDIE MERCURY

CITAZIONI MARE

luglio 8th, 2012

Il mare dialoga con l’uomo ad una dimensione primordiale, il movimento delle onde vibra come il pulsare del cuore.
Stephen Littleword, Citazioni

*

Lasciarsi andare, galleggiare, respirare. Non senti il rumore intorno quando sei disteso nel mare, una sensazione di nostalgia e benessere, come essere nel grembo di tua madre. Il mare.
Stephen Littleword, Citazioni

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Questa è la riva del mare, né terra né mare. E’ un luogo che non esiste.
Alessandro Baricco, Oceano Mare

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Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.
Antoine de Saint-Exupéry

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Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, [...] che esprimono leggi fisiche, l’usura, l’erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico.

Le Corbusier

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Dare significato alla vita può sortire follia, ma la vita senza significato è tortura dell’irrequietezza e del desiderio vago – è una nave che anela il mare eppur lo teme.

Edgar Lee Masters

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Nello stesso tempo in cui desideriamo sinceramente esplorare e imparare ogni cosa, noi chiediamo che queste siano misteriose e inesplorabili, che terra e mare siano infinitamente selvaggi, non sorvegliati né sondati da noi, perché impenetrabili.

Henry David Thoreau

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La meteorologia non fa il tempo, non decide quando splende il sole o quando piove, ma aiuta a navigare. I marinai sanno che non si governa il mare ma la nave, che si manovrano le vele e non il vento.

Giulio Tremonti

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Al saggio non può capitare nulla di male: non si mescolano i contrari. Come tutti i fiumi, tutte le piogge e le sorgenti curative non alterano il sapore del mare, né l’attenuano, così l’impeto delle avversità non fiacca l’animo dell’uomo forte: resta sul posto e qualsiasi cosa avvenga la piega a sé; è infatti più potente di tutto ciò che lo circonda.

Lucio Anneo Seneca

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Devi sapere che Ulisse non affrontò tante peripezie nella navigazione perché era perseguitato da Nettuno: egli soffriva di mal di mare. Proprio come lui, dovunque dovrò andare per mare, vi giungerò dopo vent’anni. [...] Una leggera febbretta può sfuggire all’attenzione, ma, se aumenta e diventa un’autentica febbre che brucia, anche l’uomo più resistente e più avvezzo alle sofferenze è costretto a confessare l’infermità. [...] Il contrario avviene nelle infermità che colpiscono l’animo: quanto più uno sta male, tanto meno se ne accorge. Non te ne devi meravigliare, carissimo Lucilio. Infatti, chi è appena assopito, anche durante il sonno percepisce le immagini dei sogni; e talvolta, dormendo, si rende conto di dormire. Ma un sonno pesante estingue anche i sogno e sommerge l’anima in una completa incoscienza. Perché nessuno confessa i suoi vizi? Perché è ancora sotto il loro dominio. Può raccontare i propri sogno solo chi ne è guarito. Perciò, svegliamoci, per poter prendere coscienza dei nostri errori. Solo la filosofia riuscirà a destarci, e a scuoterci dal pesante sonno: consacrati tutto a lei. Tu sei degno di lei ed ella è degna di te: abbracciatevi.

Lucio Anneo Seneca

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Guardo il mare che ieri era una lavagna d’acciaio, sconfinante senza interruzioni nel cielo, e oggi è ritornato mare, vivo, increspato, palpitante. Come la vita: mai uguale, mai monotona, sempre imprevedibile.

Susanna Agnelli

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Da questa soperchieria del morire prende corpo il pessimismo isolano, e con esso il fasto funebre dei riti e delle parole; da qui nascono i sapori cupi di tossico che lascia in bocca l’amore. Si tratta di un pessimismo della ragione, al quale quasi sempre s’accompagna un pessimismo della volontà. [...] Il risultato di tutto questo, quando dall’isola non si riesce o non si voglia fuggire, è un’enfatica solitudine. Si ha un bel dire – io per primo – che la Sicilia si avvia a diventare Italia (se non è più vero, come qualche savio sostiene, il contrario). Per ora l’isola continua ad arricciarsi sul mare come un istrice, coi suoi vini truci, le confetture soavi, i gelsomini d’Arabia, i coltelli, le lupare. Inventandosi i giorni come momenti di perpetuo teatro, farsa, tragedia o Grand-Guignol. Ogni occasione è buona, dal comizio alla partita di calcio, dalla guerra di santi alla briscola in un caffè.

Gesualdo Bufalino

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E così, nelle notti, al fianco io giaccio del mio amore, mio amore, mia vita e mia sposa, nel suo sepolcro là in riva al mare, nella sua tomba in riva al risonante mare.

Edgar Allan Poe

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Per un marinaio, non c’è niente di misterioso al di fuori del mare, signore e padrone della sua vita, e imperscrutabile come il destino.
Joseph Conrad, Cuore di Tenebra

TEATRO SEMANTICO

giugno 1st, 2012

Sola, fra la mia ombra e il mondo intorno, spoglio.
Un incomprensibile teatro semantico, mi avvolge e mi confonde.

Muta, sulle pareti della mia anima disegno note inesistenti e chiavi che aprono mondi sconosciuti dell’anima.
Sole. io e la mia ombra. Vaghiamo.

Penelope Queiroz, ASSENZA ED ESSENZA

STRINGERE GLI OCCHI PER DESIDERARE PIU’ FORTE

maggio 31st, 2012

Stringere gli occhi per desiderare più forte, perchè solo il pensiero non basta,stringere i pugni e materializzare davanti agli occhi il desiderio che ho di te, questo sarebbe bello, la gente vedrebbe fusione, essenza, sentimento, anima. Se solo potessi desiderare più forte fino a materializzare il mio pensiero…

Penelope Queiroz, ASSENZA ED ESSENZA

 

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