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FRASI SUL VOLERE

luglio 28th, 2014

odore-vento2

Se non puoi essere un pino in cima alla collina.
sii un arbusto nella valle, ma sii
il miglior, piccolo arbusto accanto al ruscello;
sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.
E se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d’erba,
e rendi più lieta la strada;
se non puoi essere un luccio , allora sii solo un pesce persico:
ma il persico più vivace del lago!
Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche equipaggio.
C’è qualcosa per tutti noi qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,
e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.
Se non puoi essere un’autostrada, sii solo un sentiero,
se non puoi essere il sole, sii una stella.
Non é grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:
sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.
Douglas Malloch, “The Best of Whatever You Are”
***

Si, voglio essere io la vita che hai deciso di prendere per mano, io.
Io che voglio essere la prima della fila, io che la sera prima di dormire ho bisogno di pensarti e sorridere.
Voglio essere quella a cui pensi mentre fai colazione, quella che ti distrae dai libri mentre stai studiando.
Io, quella che quando ti vede arrivare già sente il cuore che esplode.
E voglio mancarti, voglio sapere che mi pensi, voglio sapere che in fondo per te non c’è niente di meglio, di me. Di me che son fragile, di me che se litighiamo piango.
E voglio essere io quella strada da percorrere per mano, tra tanti baci e mille abbracci dentro a un letto.
Perchè io voglio sapere che se alla mattina apri gli occhi e sorridi, è perchè ci sono anch’io, con te.
Con te tutta la vita, con te anche quando non ci sono. Con te dentro al cuore, nella mente e nelle ossa. Con te dappertutto.
E voglio essere io ad amarti, io a riempirti di sorrisi e di quelle risate che ti rendono bello come nessuno.
E voglio che sia tu ad amarmi, tu a prendermi per mano. E voglio che sia tu, per tutta la vita. {C
***

Voglio Volere. Io Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho.
L.Ligabue

***

Voglio diventare un barcone, vedere capire e sentire il peso di chi porto, poi imparare a non capovolgermi mai. Voglio diventare un politico europeo o italiano, salire su quel barcone, fare lo stesso tragitto al contrario e non perchè mi obbliga qualcuno e mi manda alla deriva o a morire così imparo, ma per imparare da solo davvero a sapere cosa vuol dire, e cosa è quel tragitto: forse è quello che manca per inventare una nuova legge o decidere di fare qualcosa usando il veramente. Voglio diventare un bagnino e mettermi sulla riva coi binocoli, per scrutare se c’è qualcuno da salvare in mare, poi voglio girarmi e vedere se anche sulla terra c’è qualcuno da salvare da quelle onde alte delle politiche che annegano gli uomini e le loro decisioni prese da troppo lontano a certi vicini. Voglio diventare un numero di vittime e cambiarmi, diventare più piccolo, avvicinarmi allo zero. Voglio diventare un giornalista, un attore, uno scrittore, e piangere o pregare prima di parlare, informare o raccontare, senza sentirmi accusare di non saper fare il mio mestiere, di non saper contenere il dolore, di non essere composto davanti ai corpi in decomposizione. Voglio diventare un’accusa e assaporare la mia eventuale indifferenza, accidia, incompetenza. Voglio diventare un innocente e avere qualcos’ altro da raccontare ai miei simili un po’ meno innocenti. Voglio diventare una vergogna, provarmi, poi sentire cosa sentono quelli che mi provano o non riescono a provarmi. Voglio diventare sabbia per sopportare i chili di morti che si appoggiano a me almeno per la fine. Voglio diventare un sub per vedere se c’è qualcosa sotto quei natanti, cosa c’è sotto l’Europa, sotto gli uomini, cosa c’è in fondo alla morte. Voglio diventare un centro di accoglienza e star benissimo. Voglio diventare un euro, chiamare tutti gli altri euro possibili, e servire a chi servo, non a chi parla di cosa serve. Voglio diventare un Papa e cominciare anche a predicare, senza essere accusato di predicare, o di volermi paragonare a un Papa .Voglio diventare una colpa e darmi un nuovo senso, voglio diventare un senso e aggiungerlo ai primi cinque ormai non bastanti. Voglio diventare una paura e passare, voglio diventare uno stronzo più di quel che sono, per andare fino in fondo, risalire, e cercare di farmi salvare da chi non lo sarà mai più o non lo è mai stato. Voglio essere una guerra e scoprire come mi moltiplico e perchè credo nel continuamente. Voglio diventare una parola e smettere di farmi solo pronunciare. Voglio diventare.
Alessandro Bergonzoni
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Io non voglio essere guidata nella mia vita dalla paura, ma voglio essere guidata dal coraggio. Il coraggio che ho sempre avuto nella mia vita
V.Luxuria
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Io sono chi Voglio Essere!
Paolo Borzacchiello
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Voglio essere un dettaglio, quel dettaglio che migliora.
Lo zucchero a velo sul croissant, la panna sul caffè, il pezzo preferito di una canzone, il ciondolo di un braccialetto.
Non voglio essere essenziale, perché non c’è nulla di cui in realtà non si possa fare a meno o non possa venir sostituito.. Voglio essere un dettaglio.
tumblr

FRASI SULLA CONCENTRAZIONE

luglio 26th, 2014

concentrazione
Credo che la vera concentrazione si trovi ad un certo punto tra la rabbia e la serenità.
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Questa, o monaci, la nobile verità sulla cessazione del dolore: il nobile ottuplice sentiero – retta visione, retta risoluzione, retto parlare, retto agire, retto modo di sostentarsi, retto sforzo, retta concentrazione, retta meditazione.

Buddha
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La concentrazione è il segreto della forza in politica, in guerra, nel commercio, in breve, in tutta la gestione degli affari umani.

Ralph Waldo Emerson, Condotta di vita
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Se un problema necessita di assoluta concentrazione, simultaneamente interverrà una distrazione assolutamente irresistibile.
Arthur Bloch
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La concentrazione è focalizzazione della mente su un singolo oggetto: ma a noi interessa tutto il processo della vita, e se ci concentriamo solo su un particolare aspetto di essa, ne risulterà banalizzata.

Bruce Lee, Pensieri che colpiscono
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La concentrazione è una forma di esclusione, e dove c’è esclusione c’è qualcosa che pensa e che esclude. E colui che pensa, esclude e si concentra, a creare contraddizione, perché allora vi è un centro dal quale è possibile deviare, distrarsi.

Bruce Lee, Pensieri che colpiscono
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Se in combattimento perdi la concentrazione sei carne morta.

Karate Kid
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I meriti e la meditazione consentono la concentrazione.
Wú Chéng’ēn
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A tua concentrazione… Serve più concentrazione!

Karate Kid
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Essere un attore è la cosa più solitaria del mondo. Sei completamente da solo con la tua concentrazione e con la tua immaginazione, e quello è tutto ciò che hai.

James Dean
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La concentrazione e la determinazione mentale sono i margini di una vittoria.
Bill Russell
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Strano, lo sguardo del cane che spinge. È sempre una faccenda che lo assorbe molto. Preferirebbe non essere visto, vorrebbe tanto guardare altrove, ma la cosa richiede tutta la sua concentrazione. Si tratta di ottenere un equilibrio pendolare del treno posteriore, di calcolare un’esatta verticale, di non farsela sulle zampe e di non caderci seduto dentro. Un gran numero di parametri da valutare contemporaneamente. Si vorrebbe fare in fretta e con discrezione, ma l’evento richiede lentezza, esige applicazione. La fronte si corruga, il sopracciglio si aggrotta. Se c’è una circostanza della sua vita in cui il cane sembra pensare, un momento di pura introspezione, è quando spinge.

Daniel Pennac
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Quando si è determinati, l’impossibile non esiste: allora si possono muovere cielo e terra. Ma quando l’uomo è privo di coraggio, non può persuadersene. Muovere cielo e terra senza sforzo è una semplice questione di concentrazione.
Yamamoto Tsunetomo
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FRASI SULL’AMBIZIONE

luglio 26th, 2014

entusiasmo

Ho ambizioni strane che metto al di sopra di Me,
le indosso come un cappello d’altri tempi,
a nascondere i miei pensieri,
che, quelli, lì sotto, hanno paura.
Paura di volare libero,
di farsi vedere,
di farsi sentire.
Al caldo, Oggi, i miei pensieri,
in mezzo alla gente,
si sentono protetti,
e nell’intimità della mia stanza,
quando appenderò QUEL cappello,
i pensieri voleranno intorno a Me.
Chiare o scure
emanazioni del mio Animo.
Francesco Patera

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L’ambizione è una sorta di lavoro.
Kahlil Gibran
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“L’ambizione s’attacca più facilmente alle anime piccole che alle grandi, come il fuoco si appicca più facilmente alla paglia e alle capanne che ai palazzi”

Nicolas de Chamfort – “Massime e pensieri“

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L’ambizione è generata dalla scontentezza verso noi stessi e verso il nostro lavoro. Prefiggersi delle mete e desiderare di conseguirle è un’ottima cosa. Ma un eccesso di ambizione potrebbe indurvi a prefiggervi obiettivi inaccessibili. Non cercate di fare il passo pù lungo della gamba. Concentratevi sullo sforzo, non sui risultati.
Ari Kiev
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Le varie branche dell’Aritmetica: Ambizione, Distrazione, Mostrificazione e Derisione.

Lewis Carroll
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L’ambizione costa poco, tranne a colui che l’accetta e la sostiene: gli è costata – Se stesso!
Emily Dickinson, lettere 1878
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L’uomo politico senza ambizione è come un cane da caccia che resta a cuccia.

H.Kohl
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L’ambizione è una moneta falsa che a volte impoverisce chi la possiede, a volte arrichisce chi la sa ben spacciare….
Marguerite Duras, vita materiale
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Un buon progetto non nasce dall’ambizione di lasciare un segno, il segno del designer, ma dalla volontà di instaurare uno scambio anche piccolo con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da noi progettato.

Achille Castiglioni
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La pace sarà mantenuta da popoli che vivranno a modo loro senza alcuna ambizione.

Winston Churchill
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L’ambizione è l’ultimo rifugio del fallito.

Oscar Wilde
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Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare.
Ken il guerriero
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L’ambizione è una droga che fa di colui che vi si dedica un demente in potenza. Chi non ha osservato in sé o negli altri queste stigmate, quest’aria di animale smarrito, questi tratti inquieti e come accesi da un’estasi sordida, rimarrà estraneo ai malefici e ai benefici del Potere, inferno tonificante, sintesi di veleno e di panacea.
Emil Cioran
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Felice vita quella che si inizia con l’amore e termina con l’ambizione. Fin che c’è in noi qualche ardore, possiamo essere amati. Poi questo fuoco si spegne: allora come è bello e grande il posto per l’ambizione.

Blaise Pascal
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L’ambizione è spietata. Ogni valore meritevole che non può usarla la trova spregevole.

E. Roosvelt
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FRASI DI MASSIMO BISOTTI

luglio 25th, 2014

massimo bisotti

Per me non esiste l’arte di sfiorare, o lo tocchi l’amore o lo lasci andare
Massimo Bisotti
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E tu non ripulire la mente se al mattino ti svegli da un sogno a metà. I sogni che tornano sono il tuo destino
Massimo Bisotti
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Quel che vogliamo ce l’abbiamo già dentro. Così dentro me c’eri già tu.
È irrilevante il momento in cui finalmente scoppia l’incontro e si manifesta la concreta possibilità, deve accadere e accade. Il vero problema avviene successivamente. Ci sono incontri che ricambiano l’amore e incontri che non ti perdonano l’amore. Con quelli devi stare sempre sulla difensiva: dare, non dare, prendere e togliere. Con quelli impazzisci. È per loro che inizi a dubitare e a domandarti:- Ma, sarà davvero questo l’amore? E io le risposte le ho chieste a te, a te che hai tirato fuori il peggio di me, con i tuoi silenzi, le tue assenze, le tue ripetute mancanze, le tue crudeli confusioni. Ho vinto andandomene. Perché oggi so che chi non ti perdona l’amore non è in grado di amare, o perlomeno non è in grado di amare te. Così non ho potuto salvarti, ma ho potuto salvare me

Massimo Bisotti

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Siamo un controsenso, viviamo controtempo, andiamo contromano, ci mettiamo controvento, ci prendiamo in contropiede. Ma controcuore non possiamo andare
Massimo Bisotti
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L’emblema di un fallimento personale è proprio questo : preoccuparsi di demolire gli altri piuttosto che preoccuparsi di costruire se stessi
Massimo Bisotti
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La persona “giusta” è quella che quando sta con te non guarda il telefono ogni mezzo minuto e fa scordare anche a te di averlo. Quella che ti fa venire voglia di parlare e di ascoltare, di raccontare, di non sprecare del tempo, nemmeno un secondo, fino a quando guardando fuori si è fatto buio. Quella con cui condividere un sorriso complice di meraviglia: “Oddio quant’è tardi, non ce ne siamo accorti”. Perché le più grandi tecnologie resteranno sempre e comunque la voce e gli occhi
Massimo Bisotti
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Nessuno sa che sei entrata nella mia vita e non importa, noi lo sappiamo.
Sappiamo che entrare e uscire da una mente non c’entra niente con il chiudere porte. Tenere per mano una mente non è come tenere per mano una mano. Non puoi lasciare andare un pensiero semplicemente lasciando la presa. Ma se qualcuno per caso un domani dovesse chiederti ancora qualcosa di noi, tu non dirgli niente di me, di quel che ti ho raccontato. Di’ soltanto che io non potevo fare meglio di così, che non ho mai avuto paura di amarti
Massimo Bisotti
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Io colleziono gioie, ma non ho mai finito un album. Ne mancava sempre una introvabile per completare il tutto.
Ne mancava sempre una introvabile per completare il tutto. Ho provato a chiederla a pochissime persone l’ultima gioia, ma poi d’improvviso, per tante ragioni, mi sono sempre stancato di aspettare. È stato sempre così: una collezione di gioie e l’ultima, quella che avrebbe chiuso il cerchio, sfumata nel tempo. Allora ho pensato che andarmene via un attimo prima della fine sarebbe stata l’unica soluzione possibile per non soffrire più. Ma ci sono tanti modi di star male e uno è stato di sicuro rinunciare. Poi d’improvviso ti guardi indietro e i momenti non li vedi più com’erano. Hai la capacità di guardarli più a lungo, più a fondo ed è quasi un dolore, il dolore della parola tardi. Che sia stata colpa tua oppure no, nel bene o nel male, non puoi fare più niente, niente cambia le cose. I ricordi sono gioie al rallentatore e non sono più reali. Ma se ami ciò che hai perso più di ciò che avrai, non troverai più niente a cui tenere.
Massimo Bisotti
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Essere corteggiati non significa essere amati, essere fidanzati non significa essere innamorati.
I complimenti e le apparenze non colmano sentimenti e distanze. Distinguere definisce la differenza fra le storie e le storie importanti. Così, ti muovi davvero quando hai una persona che diventa un tuo punto d’arrivo. Quando non c’è nessun posto dove vorresti scappare, perché è con lei che ovunque tu sia, ti senti sempre nel posto migliore
Massimo Bisotti
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Allora prendi il mio meglio prendi il mio peggio impastali insieme e poi amami, solo cosí potrai dirmi ti amo veramente
Massimo Bisotti
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Anche se non sono più in contatto materialmente si continuano a influenzare, come pianeti, come fossero tenute unite da un legame invisibile ma indissolubile, un fil rouge.
Massimo Bisotti
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Ti ricorderai che ogni partenza è perfetta ma ogni ritorno ti fa stare bene solo se hai qualcuno che ti aspetta
Massimo Bisotti
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FRASI SULL’OTTIMISMO

luglio 23rd, 2014

ottimismo

 

L’ottimismo è il profumo della vita.
Tonino Guerra
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E se in questo grande mondo dovrò morire, morirò dalla gioia di essere vivo.
Evgenij Evtušenko

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Comunque non abbiamo il diritto di lamentarci troppo. Al mondo esistono esseri viventi molto più sfortunati di noi. Voglio dire: i pesci. I pesci sono gli esseri più sfortunati che esistano sulla faccia della terra. Ci avete mai pensato? Perché un pesce – un pesce non può far finta di niente, quando scorreggia.
Lo so perché ho due pesciolini rossi, a casa, in una boccia di vetro. Uno è ottimista, sorride sempre, guizza, si chiama Pete. L’altro invece è pessimista, un po’ grigio, smunto, quasi fermo. L’ho chiamato Alleluia. L’altro giorno ho sentito distintamente il pesciolino ottimista che diceva al pesciolino pessimista: «Sai, credo che bisognerebbe avere più fiducia nella vita. Io credo che Dio esista». Il pesciolino pessimista allora l’ha guardato storto e gli ha detto: «Dio esiste! Come fai a dire una cosa del genere? È una cosa enorme! Dio esiste. Che prove hai?». Pete ci ha pensato su un po’, poi gli ha risposto:

«Qualcuno ci cambia l’acqua.»

Daniele Luttazzi , Adenoidi
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Preferisco essere ottimista e avere torto piuttosto che pessimista e aver ragione
A.Einstein
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Le 12 promesse – Il credo dell’ottimista
Prometti a te stesso:

1. Di essere così forte che niente potrà turbare la tua pace mentale.

2. Di augurare salute, felicità e prosperità a tutte le persone che incontri.

3. Di far sentire a tutti i tuoi amici che in loro c’è qualcosa.

4. Di guardare il lato luminoso di tutte le cose e di fare in modo che il tuo ottimismo diventi realtà.

5. Di pensare solo al meglio, di impegnarti solo per il meglio e di aspettarti solo il meglio.

6. Di essere felice del successo altrui come se fosse il tuo.

7. Di dimenticare gli errori del passato e di tendere verso maggiori conseguimenti futuri.

8. Di essere sempre allegro e di donare un sorriso a ogni creatura che incontri.

9. Di dedicare così tanto tempo al tuo miglioramento da non avere tempo di criticare gli altri.

10. Di essere troppo grande per albergare preoccupazioni, troppo nobile per accogliere ira, troppo forte per provare paura e troppo felice per permettere che si creino problemi.

11. Di avere una buona opinione di te stesso e di proclamarlo al mondo, non con grandi parole, ma attraverso grandi azioni.

12. Di vivere confidando che il mondo sia dalla tua parte, finché segui sinceramente la tua parte migliore.
Christian D. Larson * The key
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L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero.
Oscar Wilde
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L’ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata.
Ugo Tognazzi
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L’ottimismo è come l’ossido di carbonio: uccide lasciando sui cadaveri un’impronta di rosa.

Guido Ceronetti
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“Io non vi insegno l’ottimismo. In Occidente va molto di moda oggigiorno; lo chiamano ‘pensiero positivo’. Questo è un nome nuovo per l’ottimismo; il vecchio nome era diventato troppo fuori moda, antiquato. Il nuovo nome è pensiero positivo. Io non vi insegno il pensiero positivo, perché questo porta con sé del negativo.

Io vi insegno la trascendenza – né positiva né negativa. Siate osservatori: siate anche testimoni. Quando è giorno, siate testimoni del giorno, quando è notte, siate testimoni di essa – e non identificatevi in nessuna delle due. Voi non siete né il giorno né la notte; voi siete la consapevolezza trascendente. Diventate sempre più concentrati in questa trascendenza.
La vera religione non è positiva, tanto meno negativa. Non è né via negativa né via positiva; è via della trascendenza.”

Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha

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L’ottimismo potete misurarlo, potete apprenderlo, potete insegnarlo.

 Aaron T.Beck

FRASI SULL’INTROSPEZIONE

luglio 22nd, 2014

introspection

La meditazione è come un singolo pezzo di legno. L’investigazione e l’introspezione sono un’estremità del legno, la calma e la concentrazione sono l’altra estremità. Se sollevi un pezzo di legno, entrambe le estremità si sollevano contemporaneamente. Qual è la concentrazione e qual è l’introspezione? Soltanto questa mente.

Ajahn Chah, “Tranquillo stagno nella foresta”
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Quando l’introspezione diventa superficiale, e l’ego fraudolento prende il sopravvento, bisogna darsi alla vendita di calia

Woody Allen
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Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei.

Iscrizione sul tempio dell’oracolo di Delphi
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Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas, etsi tuam naturam mutabilem inveneris, trascende et te ipsum.
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Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: nell’interiorità dell’uomo abita la Verità, e se troverai la tua natura mutabile, trascendi anche te stesso.
Agostino, De vera religione, XXXIX
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Viaggiare potrebbe essere una delle più forme più gratificanti dell’introspezione.
Lawrence George Durrell
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Partita illusoria a tratti priva di introspezione filosofica.
Fréngo – Antonio Albanese
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Una volta c’erano due discepoli che sedevano in meditazione. Uno sedeva in un modo molto solenne e dignitoso, l’altro in modo poco formale, quasi persino non mantenendo la propria postura. Tuttavia il Maestro colpì il primo col bastone usato in sala di meditazione per testare se la sua mente era altrettanto solenne e dignitosa quanto indicava la postura. Se non fosse stato così, si sarebbe risentito verso il maestro e si sarebbe vessato. D’altra parte, se la sua mente fosse stata solenne e dignitosa, avrebbe umilmente richiesto istruzioni al Maestro per migliorare la sua pratica. Come potete vedere, invece di cavillare sul giusto o sbagliato, quello che dovreste veramente fare è usare costantemente l’introspezione per vedere se voi stessi avete ottenuto autentica forza nella pratica. Ecco un buon modo di misurare la vostra forza: quando gli altri insistono che voi state sbagliando, pur sapendo che avete fatto tutto correttamente, siete in grado di accettare sinceramente tali critiche.

Dagli insegnamenti del maestro Kuang-ch’in
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L’introspezione ci fa trovare spazi immensi nei quali velate ombre vagano a rammentare il tempo ormai fuggito: rivisitando a tratti questi celati spazi, facciamo rivivere i ricordi e par così che ognuno di questi si vesta di nuova luce. Ciò che triste sembrava prima, ora è vivace e nel subconscio si riserva grande spazio.
Ci certifica così la gratificante certezza di aver vissuto con il calore dei ricordi più belli e più significativi del nostro tribolato passato!

Silvano Montanari

FRASI SULL’AVIDITA’

luglio 21st, 2014

avidità

L’uomo che possiede una cosa poi ne vorrà due e poi tre e poi tutte le cose che ci sono sulla terra. E avrà in cambio solo la sua condanna, perché nessuno può possedere tutto il mondo.
Giorgio Faletti
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Tra le altre cose leggerai i filosofi e chiederai loro con quale criterio tu possa condurre una vita tranquilla; perché non ti agiti e ti tormenti l’avidità sempre insaziata, né la paura e la speranza di cose poco utili.
Orazio
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Che cosa vogliono i lavoratori?
Vogliamo più scuole e meno prigioni,
più libri e meno armi,
più istruzione e meno vizio,
più riposo e meno avidità,
più giustizia e meno vendetta.
Vogliamo più opportunità per coltivare
la nostra parte migliore.

Dedicato a coloro che agiscono
6 settembre 1982, Bette Jean Alden
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Sarai sorpreso di sapere che la parola inglese love deriva da un termine sanscrito, lobha; lobha vuol dire avidità. Forse è una coincidenza, ma la mia sensazione è che non possa essere semplicemente così. Dietro deve esserci qualcosa di più misterioso, una ragione alchemica. Infatti l’avidità, una volta assimilata, si trasforma in amore. [...] L’amore è condivisione, l’avidità è accumulo, possesso. L’avidità si limita avoler possedere, senza mai dare, mentre l’amore conosce solo il dare, senza mai chiedere nulla in cambio; è condivisione senza condizioni.Deve esistere qualche ragione alchemica per cui lobha è diventato love nella lingua inglese. E, dal punto di vista dell’alchimia interiore, lobha si trasforma sicuramente in love: l’avidità, la bramosia diventano amore
OSHO
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Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità
Gandhi
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Si soffre molto per il poco che ci manca e gustiamo poco il molto che abbiamo
William Shakespeare
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Il desiderio di conoscenza, come la sete di ricchezze, aumenta sempre con l’acquisizione della stessa.
Laurence Sterne
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Lo smodato amore di ricchezze, se contro giustizia, è empio, e se con giustizia, è vergognoso; perché è condotta indecorosa risparmiare in modo sordido, anche se in conformità con la giustizia.
Epicuro
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La brama di ricchezze è la radice di tutti i mali.
San Paolo
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Negli Stati Uniti, invece, gli insegnamenti di Gompers furono dimenticati per abbracciare l’ideologia di un capitalismo drottrinario e del libero mercato. La forza dei sindacati venne meno e il sogno di Gompers – più libri e meno armi, più riposo e meno avidità, più scuole e meno prigioni – fu tacitamente abbandonato. In una società dove non regna la giustizia sociale e dominata dall’ideologia del libero mercato, le armi, l’avidità e le prigioni sono destinate a vincere.
Freeman Dyson , Mondi Possibii
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Non conoscevo il significato di questa parola finche non ho incominciato a farmi due domande sul perchè di molte situazioni tipicamente umane.

Non è il talento, il coraggio di rischiare con il proprio e l’attività individuale che creano il grosso divario economico; è l’avidità della mente umana.

Se in ogni situazione guadagno bene lasciando che anche altri guadagnino o beneficino di un certo vantaggio non va bene, non è abbastanza! Devo guadagnare solo io.

Questo modo di pensare è la vera piaga dell’umanità. Non siamo tutti uguali; ci sono menti imprenditoriali e menti che non vogliono responsabilità e desiderano essere guidate. La fregatura è che a tutti i livelli della scala economica e sociale l’avidità rovina ogni cosa, dal imprenditore delle multinazionali che spreme al massimo ogni situazione, al dipendente comunale che 20 minuti prima della fine del suo turno ha già chiuso i battenti senza guardare in faccia a niente.

E’ un modo di pensare infantile e piccolo, il benessere degli altri è ancora il nostro benessere, se possiamo giocare o lavorare bene in due sullo stesso ambiente perchè non farlo? se possiamo dare vantaggi e buon servizio sociale  impegnandoci al massimo perchè non farlo? Se  c’è da mangiare per tutti perchè dovrei voler mangiare solo io? Invece non è così, succede che ognuno vuole l’intera torta a rischio di buttarne via i tre quarti. Non si condividono il  successo, l’ inventiva, l’ esperienza, l’impegno e tanto meno il proprio tempo libero e la proprietà privata. Si teme dividendoli con altri di perdere la propria forza ma non è così; da sempre nuclei religiosi come gli ebrei piuttosto che altri gruppi hanno dimostrato il contrario.

Non intendo dire che tutto è di tutti, lungi da me questo ragionamento distorto e puerile. Una pepita d’oro distribuita su 100 persone diventa un niente a testa! Sto parlando del vero lavoro di gruppo pur mantenendo ognuno le proprie individualità.

Questa regola è conosciuta anche nel mondo finanziario. Ma è l’essenza di questo principio che sfugge. Non accontentarsi mai, sembra da un lato un ottimo modo di affrontare la vita ma è come tutte le cose importanti un’arma a doppio taglio: non accontentarsi e voler migliorare se stessi studiando, cambiando, raffinandosi e continuando a imparare dai propri errori è una cosa.

Non avere mai abbastanza in senso economico stretto, significa chiedere sempre non quello che è giustamente adeguato al nostro sforzo individuale e creativo ma arraffare il più possibile, sfruttando al massimo quello che si può da ogni situazione a discapito di tutto e di tutti. Non ci si sente mai un team ma un singolo individuo e allora non si guarda in faccia a nessuno si pensa solamente a se stessi.

Mio! avete presente cosa fanno i bambini? Uguale! Peccato che così facendo rendiamo aridi e poveri noi stessi e tutto quello che tocchiamo, la nostra stessa mente diventa sempre più piccola. I poveri e i paesi poveri saranno sempre più poveri e così la Terra. L’anno scorso tonnellate di greggio, quest’anno tonnellate di acqua radioattiva, cosa ne sarà del  mare che riveste gran parte di questo pianeta? Resisterà ancora? O prima o poi ci farà pagare il conto?  Il saldo finale in realtà diventa in questo modo sempre più salato!

Queste dinamiche si ritrovano nel tessuto della nostra società nel piccolo come nel grande. In sintesi l’avidità è l’antitesi dell’armonia e per questo motivo produce a lungo andare situazioni alle quali diventa impossibile porre rimedio. Iniziamo a pensare in grande; alziamo la testa e proviamo a guardare oltre il nostro naso. E’ il momento di crescere. Proviamo a mettere nel nostro lavoro quello che sentiamo e abbiamo compreso della vita senza pensare che il lavoro è solo un modo per portare a casa la pagnotta o per sviluppare a dismisura il nostro ego.

Il lavoro deve diventare un modo come un altro per esprimerci e per ricercare equilibrio. Solo così possiamo pensare di costruire un mondo che abbia un futuro da non temere.

Cathe,  unoduetre.eu

107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

luglio 18th, 2014

storielle

Una barzelletta dei primi anni Sessanta rende bene il paradosso della credenza presupposta. Al suo rientro dallo spazio, Jurij Gagarin, il primo cosmonauta, viene ricevuto dal segretario generale del PCUS Nikita Chruščëv, al quale confida: «Compagno, lassù in cielo ho visto il paradiso con Dio e gli angeli. Il cristianesimo ha ragione!». Chruščëv gli risponde sussurrando: «Lo so, lo so, ma statti zitto, non dirlo a nessuno!». La settimana seguente, Gagarin viene ricevuto dal papa, al quale confida: «Santo Padre, sono stato lassù in cielo e ho visto che non ci sono né Dio né angeli…». «Lo so, lo so», lo interrompe il papa, «ma statti zitto, non dirlo a nessuno!».
107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Una barzelletta bosniaca graziosamente volgare e avente come oggetto Für Elise (Per Elisa) di Beethoven, si prende gioco degli «illuminati» insegnanti dell’Europa occidentale inviati a civilizzare i «primitivi» bosniaci. Durante una lezione di storia della musica, un’insegnante annuncia agli studenti di non voler trattare Beethoven in modo tradizionale. A tale scopo, ricorrerà a un esperimento creativo: ogni studente dovrà nominare un’idea o un’immagine e poi trovare il corrispondente brano di Beethoven. Comincia una ragazza timida: «Un bel prato verde davanti a una foresta, con un cervo che si abbevera a un ruscello… La sinfonia Pastorale!». Segue un ragazzo: «Lotta rivoluzionaria, eroismo, libertà… la sinfonia Eroica!». Infine, un giovane bosniaco: «Un cazzo grosso, duro ed eretto». «E per cosa starebbe questo?», chiede l’insegnante, visibilmente irritata. «Per Elisa!».

L’osservazione del ragazzo obbedisce alla logica del significante fallico che «sutura» la serie, e ciò non perché egli menzioni esplicitamente l’organo, ma perché conclude la serie muovendo dalla metafora alla metonimia: mentre i primi due studenti proponevano un significato metaforico (la sinfonia Pastorale significa/evoca un prato con un ruscello, ecc.), il cazzo eretto menzionato dal ragazzo bosniaco non significa o evoca Elisa; esso è piuttosto ciò da cui Elisa può trarre piacere. (L’implicazione oscena supplementare è, naturalmente, che l’insegnante stessa è sessualmente «affamata», ha bisogno di una buona scopata, così la smetterebbe di scocciare i suoi studenti con questi compiti idioti).
107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Questa mancanza o imperfezione del (grande) Altro è rappresentata con estrema semplicità in una storiella di due amici che giocano a colpire una lattina con una palla. Dopo ripetuti centri, uno di loro dice: «Per Dio, l’ho mancata!». Il suo amico, un fanatico religioso, protesta: «Come osi parlare così, questa è blasfemia! Che Dio ti fulmini per punizione!». Dopo un momento, un fulmine colpisce il ragazzo religioso che, gravemente ferito, volge gli occhi al cielo e domanda: «Ma perché hai colpito me, Signore, e non il vero colpevole?». Una voce profonda risuona dall’alto: «Per Dio, l’ho mancato!».
107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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A questo punto, è difficile non citare un altro incidente riguardante il caffè, questa volta tratto da Grazie, signora Thatcher, dramma sulla classe lavoratrice inglese. Il protagonista accompagna a casa una donna giovane e carina. Quando arrivano sulla soglia dell’appartamento, lei gli chiede se vuole entrare per un caffè. Alla sua risposta — «C’è un problema: non bevo caffè» — lei replica con un sorriso: «Nessun problema: non ne ho…». L’enorme e diretto potere erotico della risposta riposa nel modo — di nuovo, attraverso una doppia negazione — in cui la donna rivolge un invito sessuale esplicito e imbarazzante senza mai menzionare il sesso: quando invita l’uomo a entrare per un caffè, per poi ammettere che non ne ha, la donna non ritira l’invito, semplicemente chiarisce che il caffè era un sostituto o un pretesto, di per sé indifferente, della proposta sessuale. Sulla stessa traccia, possiamo immaginare un dialogo tra gli Stati Uniti e l’Europa verso la fine del 2002, quando si preparava l’invasione dell’Iraq: gli Stati Uniti dicono all’Europa: «Vi interessa unirvi a noi nell’attacco all’Iraq per trovare le armi di distruzione di massa?». L’Europa risponde: «Ma noi non abbiamo i mezzi per cercare le armi di distruzione di massa!». Questa la risposta di Rumsfeld: «Nessun problema, in Iraq non ci sono armi di distruzione di massa».

107 storielle di Žižek . Slavoj Žižek

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Questo è il motivo per cui le barzellette del tipo «Che differenza c’è tra…» sono più efficaci quando la differenza è negata, come in questo caso: «Che differenza c’è tra un trenino e il seno di una donna? Nessuna: entrambi sono per i bambini, ma a giocarci sono soprattutto uomini adulti».

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FRASI SULLA SENSUALITA’

luglio 17th, 2014

sensualità

Scoprì che il piacere dei sensi non consiste, come aveva sempre creduto, in un atto unico. La sensualità può rivelarsi in ogni gesto, nel modo di accendere una sigaretta, di sbucciare una mela. Il piacere non è un’azione, ma uno stato diffuso e continuo: un modo particolare di vedere le cose, che si acquisisce alla nascita e si perde solo quando si muore.

Violet Keppel Trefusis,     Broderie Anglaise
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Meditare, cioè ascoltarsi in profondità con purezza e coraggio, in mezzo alla natura, che ci culla e sostiene, ci farà ritrovare la nostra parte migliore. Che è «il tuo corpo selvatico, senz’artifici, non condizionato, espressivo, sensuale, apertamente sessuale, estatico» (Gary Snyder).
Italo Bertolasi, Fitness nella natura
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L’attenzione all’esterno acutizza l’attenzione all’interno: voci e sensazioni dimenticate riaffiorano alla consapevolezza e trovano finalmente modi di esprimersi, fuori dalle convenzioni, fuori dai limiti ristretti che abbiamo imposto alla nostra vita quotidiana.

Italo Bertolasi, Fitness nella natura

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Il contatto con l’energia della Vita, che scorre nelle invisibili nadi di questo nostro meraviglioso pianeta vivente, risveglia forze sopite della nostra natura umana e individuale, spalanca le porte alla nostra innata sensualità, così repressa in quest’epoca di pretesa sfacciata sessualità, allenando nuovamente la nostra capacità di percepire sensazioni delicate, sfumature, emozioni antiche o profondamente nuove.
Italo Bertolasi, Fitness nella natura
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Chi naviga nel mar delle sensualità si sbarca al porto delle miserie.
Giulio Cesare Croce, Le sottilissime astuzie di Bertoldo
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La sensualità è la possibilità permanente di riscattare il mondo dalla prigionia della sua insignificanza.
Nicolás Gómez Dávila
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L’amore sensuale è destinato a spegnersi una volta soddisfatto; per poter durare, esso deve essere associato, fin dagli inizi, ad elementi di pura tenerezza, deviati dallo scopo sessuale, o subire ad un certo punto una trasposizione di questo genere

Sigmund Freud
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L’istinto di ferocia bestiale si celava in fondo alla sua sensualità possente.
Gabriele D’Annunzio
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Quanto più la sensualità viene negata, tanto più sensuale è il dio a cui si sacrifica la sensualità.

Ludwig Feuerbach, L’essenza del Cristianesimo
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In una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore.

Dacia Maraini, Dentro le parole
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Spesso la sensualità affretta troppo il crescere dell’amore, di modo che la radice resta debole e facilmente può essere divelta.

Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male
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Quanto maggior valore i monaci attribuivano alla repressione della sensualità, tanto maggior valore aveva per essi la Vergine divina: sostituiva per essi perfino Cristo, perfino Dio. Quanto più la sensualità viene negata, tanto più sensuale è il dio a cui si sacrifica la sensualità.
Ludwig Feuerbach
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Mi sento sensuale quando sono pronta per qualcosa di speciale, quando sono eccitata. Confesso anche che farmi vedere in mutandine e reggiseno da un uomo funziona sempre
Demi Moore
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