Citazioni

Citazioni. Le più belle Citazioni di tutti i tempi, Citazioni d’Autore, Citazioni d’Amore, Condividi le tue Citazioni che più Ami. Citazioni Straordinarie!



FRASI SULLA TESTARDAGGINE

ottobre 24th, 2014

mulo

C’è una linea sottile che separa la testardaggine dalla perseveranza. Tutto dipende dai limiti che si intendono superare. Non siamo esseri umani isolati. Siamo animali sociali che non possono prescindere dalla convivenza con la società tutta. Perseverare dunque non necessariamente vuol dire intestardirsi. Comprendiamo i nostri limiti. Cerchiamo di ottenere tutto quello che la vita può darci ma senza calpestare troppo i sentimenti altrui.
Teniamo conto di questa differenza terminologica  quando si tratta di raggiungere i nostri sogni.
Anton Vanligt
***

Ben più difficile è il silenzio. Esso presuppone pazienza,
costanza, testardaggine; e soprattutto si confronta con il
giorno-dopo-giorno della nostra vita, i giorni che ci restano,
uno dopo l’altro, lunghi davvero nelle piccole ore…
Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi
***

La testardaggine e la determinazione. Ci possono portare a raggiungere obbiettivi inimmaginabili o impedirci di arrivare oltre a dove siamo arrivati. Tutta sta nel usarli nel modo giusto e nella giusta dose.
Silvana Stremiz
***

La caparbietà e la testardaggine ti porteranno lontano, o ti impediranno di andare oltre.
Silvana Stremiz
***

Testardaggine è figlia di orgoglio e madre di stoltezza.
Carlo Dante, Minime pervenute
***

Il testardo batte la testa; il perseverante la usa.
Roberto Gervaso, La volpe e l’uva
***

Gli uomini sono animali molto strani: un miscuglio del nervosismo di un cavallo, della testardaggine di un mulo e della malizia di un cammello.
Thomas Henry Huxley, Lettere
***

Ogni testardaggine è basata sul fatto che la volontà ha usurpato il posto della conoscenza.
Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena
***

Insistere è testardaggine. Perseverare è determinazione.
Jacinto Benavente
***

Ciò che mi ha fatto andare avanti è stata forse la testardaggine e la mancanza di buon senso
Oliver Stone
***

Spesso è assai difficile dire, nel caso concreto, dove termini la forza di carattere e cominci la testardaggine
Karl von Clausewitz

FRASI SULLA DIVERSITA’

ottobre 19th, 2014

fiore

Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l’attività dell’anima.
Fernando Pessoa

***

Per fortuna non siamo tutti uguali. Guardiamo la stessa cosa e vediamo cose diverse.
Giuseppe Donadei
***

Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, comincieremo a capire chi siamo e dove stiamo.
Tiziano Terzani
***

Nell’armonia fra le diversità che il mondo si regge, si riproduce, sta in tensione, vive. Per questo c’è una qualche ragione di rimpiangere il comunismo, non in quanto tale, ma in quanto alternativa, contrapposizione. Senza più quello, s’è creato oggi nel mondo uno squilibrio e la stessa parte che crede di aver vinto soffre ora di quella mancanza di tensione che dopotutto stimolava la sua creatività
Tiziano Terzani
***

Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
Paul Valéry
***

Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri.
Anonimo
***

Se avessimo tutti le stesse opinioni non ci sarebbero le corse dei cavalli.
George Bernard Shaw
***

Per essere insostituibili bisogna essere diversi.
Coco Chanel
***

Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave.
Paulo Coelho
***

Tutta la storia della vita sulla Terra ci insegna che la «diversità» è un valore fondamentale. La ricchezza della vita, infatti, è dovuta alla sua diversità: diversità di enzimi, di cellule, di piante, di organismi, di animali. Anche per la storia delle idee è stato così. La diversità delle culture, delle filosofie, dei modelli, delle strategie e delle invenzioni ha permesso la nascita e lo sviluppo delle varie civiltà.
Piero Angela

FRASI DI PATRICK MODIANO, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2014

ottobre 10th, 2014

patrick-modiano-640

PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2014: JEAN PATRICK MODIANO

Erano passati una dozzina d’anni da quando non mi chiamavano più “Bijou” e mi trovavo alla stazione del metrò Châtelet nell’ora di punta. Ero tra la folla che percorreva il corridoio senza fine, sul tapis roulant. Una donna indossava un cappotto giallo. Il colore del suo cappotto aveva attirato la mia attenzione e la vedevo di spalle, sul tapis roulant. Poi camminava lungo il corridoio in direzione Château-de-Vincennes. Eravamo ora immobili, stretti gli uni contro gli altri a metà scala, aspettando che la porta si aprisse. Lei stava accanto a me. Allora l’ho vista in faccia. La somiglianza di quel volto con quello di mia madre era così sorprendente che ho creduto fosse lei.
Mi era ritornata in mente una fotografia, una delle poche di mia madre che ho conservato. Il volto è illuminato come se un riflettore lo avesse fatto affiorare dall’oscurità. Ho sempre provato fastidio nel guardarla. Nei miei sogni diventava, ogni volta, una fotografia antropometrica che qualcuno – un commissario di polizia, un addetto dell’obitorio – mi porgeva perché potessi identificare la persona ritratta. Ma io restavo in silenzio. Non sapevo niente di lei
Jean Patrick Modiano, Bijou

***

Si era stupito che tra i milioni di abitanti presenti in una grande città come Parigi, ci si potesse imbattere nella stessa persona, a distanza di tanto
tempo, e ogni volta in un luogo molto lontano dal precedente. Aveva chiesto un parere a un amico che faceva calcoli probabilistici, per giocare alle
corse, consultando i numeri del giornale «Paris
Turf» degli ultimi venti anni. No, non c’era nessuna spiegazione. Allora Bosmans aveva pensato che il destino a volte insiste. Incontri due, tre vol te la stessa persona. E, se non le rivolgi la parola, allora peggio per te.
Jean Patrick Modiano, L’Orizzonte
***

A New York oggi nevica. Dalla finestra del mio appartamento nella 59ª strada guardo il palazzo di fronte, dove si trova la scuola di danza che dirigo. Dietro l’ampia vetrata, le allieve in body hanno smesso gli esercizi sulle punte e gli entrechat. Mia figlia, che lavora con me come assistente, ha concesso loro una piccola pausa e sta mostrando un passo su un brano di musica jazz.
Fra poco le raggiungerò. Tra quelle allieve c’è una ragazzina che porta gli
occhiali. Prima che cominciasse la lezione li ha posati su una sedia, come facevo anch’io quando avevo la sua età, alla scuola di danza di Madame Dismaïlova. Non si può ballare con gli occhiali. Mi ricordo che all’epoca di Madame Dismaïlova, durante il giorno mi esercitavo a stare senza occhiali. Allora cose e persone per- devano i contorni. Tutto diventava sfumato, persino i suoni si facevano sempre più attutiti. Il mondo, quando lo guardavo senza occhiali, non aveva più asperità, era morbido e soffice come un grosso cuscino nel quale affondavo la guancia, e alla fine mi addormentavo.
– Cosa stai sognando, Caterina? – mi chiedeva papà.
– Dovresti metterti gli occhiali.
Io gli ubbidivo e tutto intorno a me ritrovava la durezza e la nitidezza di sempre. Con gli occhiali vedevo il mondo così com’era. Non potevo più sognare.
Qui a New York, per alcuni anni ho fatto parte di una compagnia di balletto. In seguito ho diretto una scuola di danza insieme a mia madre. Poi lei è andata in pensione e io ho continuato da sola. E adesso lavoro con mia figlia. Anche mio padre dovrebbe andare in pensione, ma non riesce a decidersi. In pensione da cosa, poi? Non ho mai saputo esattamente che mestiere faccia papà. Ora lui e la mamma vivono in un appartamentino del Greenwich Village. Insomma, non c’è granché da dire su di noi, siamo newyorkesi come tanti altri. L’unica cosa un po’ strana è questa: prima che ci trasferissimo in America, ho trascorso la mia infanzia a Parigi, nel X arrondissement. Sono passati quasi trent’anni, da allora.
Jean Patrick Modiano, Caterina Certezza

modiano

THE CHINA STUDY * T. COLIN CAMPBELL

ottobre 7th, 2014

the-china-study-dvd-

Il nostro corpo ha una naturale propensione alla guarigione. E’ indispensabile tuttavia imparare a lasciarlo lavorare e a non ostacolare il suo operato.
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

L’uomo non ha bisogno di proteine animali per vivere
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

I geni non determinano da soli la malattia: funzionano solo se vengono attivati o espressi, e la nutrizione riveste un ruolo decisivo nel determinare quali geni buoni o cattivi debbano essere espressi
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

Gli integratori vitaminici non sono una panacea per l’alimentazione
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***
Un  sano stile di vita potrebbe aiutarci a limitare le visite presso gli studi medici nonchè la quantità di farmaci che assumiamo, che, come sappiamo, spesso possono causare effetti collaterali sgradevoli e indurre altre patologie secondarie.
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

Tra obesi del mondo occidentale e morti di fame del terzo e quarto mondo si pone la necessità di scegliere una via di mezzo vantaggiosa ed equa per tutti.
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

Il concetto di sobrietà alimentare ha valenza sia dal punto di vista sociale che politico.
T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

Solo la visione della totalità di un fenomeno ci regala un ampio panorama di comprensione da cui è possibile tantare di ricostruire un approccio terapeutico risolutivo.

T.Colin Campbell * The China Study (videocorso dvd)

***

FRASI DI GABRIELA BALAJ

ottobre 6th, 2014

GABRIELA

“…le piante e le persone che si prendono cura di loro, sono legate da un rapporto molto stretto che permane anche a distanza. Una conoscente di Backster fece un viaggio di 3000 miglia attraverso l’ America e ad ogni atterraggio e successivo nuovo decollo, le piante reagivano alle sensazioni di paura della persona che le accudiva. Essa infatti aveva una paura incontrollata di volare. Backster decise quindi di spostare le piante e di metterle in una gabbia di Faraday, nonché in un contenitore di piombo isolato. Tutte queste schermature si rivelarono però completamente inutili, poiché nessuno di questi accorgimenti fu in grado di spezzare l’ unione tra questa persona e le sue piante.”
***

L’incontro con la fiamma travolge come un fiume in piena. Lo scopo dell’incontro è simile all’acqua del fiume. Ha una potenza incredibile e riguarda l’evoluzione spirituale delle fiamme. Puoi alzare un muro e non farti travolgere, puoi lottare contro corrente oppure puoi lasciarti trasportare dalla potenza dell’amore e scoprire dove ti porta il fiume…
***

E’ impossibile capire le cose dell’anima attraverso la mente. L’ascensione è in realtà un discendere e stabilizzarsi nel cuore. Personalmente mi risulta che una parte dell’umanità ha già compiuto questo passo, ma ogni tempo è giusto per farlo, non esistono scadenze e portali da attraversare…
***

Non esistono miracoli, esiste solo la forza dell’amore! Quella forza guarisce tutto e trova soluzioni e risposte ovunque. A patto che riesci ad usarla, a patto che ti arrendi alla sua potenza e le permetti di scatenarsi nella tua vita.
Non sperare mai nei miracoli, la speranza è un falso sentimento, è illusione.
Per la legge d’attrazione due sono le cose da evitare IN OGNI SITUAZIONE se vogliamo ottenere successo:
-la paura
-la speranza
Evitate ad ogni costo questi modi di vivere se desiderate il successo, nel senso che per la legge d’attrazione ciò che emani ottieni, se emani paure ottieni altre situazioni basate sulle paure, se emani speranza ottieni solo altri motivi per sperare e cose del genere.
La paura va sostituita con l’ AMORE!
La speranza va sostituita con la CERTEZZA DEL SUCCESSO di ciò che sai e vuoi che accada!
***

Nelle relazioni è saggia abitudine mostrare prima il nostro lato peggiore, poi solo a chi resiste a ciò possiamo mostrare anche il lato migliore o positivo. Nelle relazioni virtuali si fa sempre il contrario ecco perchè spesso queste relazioni non funzionano sul piano reale.

***

Viviamo in una società troppo basata sull’apparenza:
- dove sempre più gente trascorre ore e ore sui videogames,
- dove agli bambini viene trasmessa l’illusione del successo nel mondo della televisione,
- dove troppe relazioni virtuali vengono vissute a distanza e solo in Internet
- dove ogni forma di comunicazione senza uso della voce piano piano sostituiscono la vita reale e il contatto faccia a faccia tra le persone.
Non sono sintomi di evoluzione ma di involuzione dell’umanità, non sono sintomi di crescita ma al contrario di separazione e immaturità.

FRASI SULL’ABNEGAZIONE

ottobre 5th, 2014

ABNEGAZIONE

Lascia che ti conduca nel mio mondo, potrò seguire ogni tuo passo, conoscerò i tuoi risvegli, inventerò le tue notti, rimarrò accanto a te. Cancellerò il destino, ricucirò ogni ferita. Nei giorni di rabbia ti legherò le mani perché tu non ti ferisca, incollerò la mia bocca alla tua per soffocare le tue grida e nulla sarà come prima, e se sarai sola, lo saremo in due.

Marc Levy – Sette giorni per l’eternità
***

L’abnegazione ci permette di sacrificare gli altri senza alcuno scrupolo
George Bernard Shaw
***

Per coraggio di abnegazione la donna è sempre superiore all’uomo, così come credo che l’uomo lo sia rispetto alla donna per coraggio nelle azioni brutali.
Gandhi
***

Il paradiso è un posto di lodi e adorazioni infinite, abnegazione e rinuncia di sé sconfinate, una Corea del Nord celestiale.
Christopher Eric Hitchens
***

L’abnegazione è semplicemente un metodo con cui l’uomo arresta il suo progresso e il sacrificio di sé è ciò che rimane della mutilazione del selvaggio
Oscar Wilde
***

La vera tragedia dei poveri è che non si possono permettere altro che l’abnegazione. I bei peccati, come tutte le cose belle, sono privilegio dei ricchi
Oscar Wilde
***

L’abnegazione è il vero miracolo da cui derivano tutti i cosiddetti miracoli.
R.W Emerson
***

L’atto di abnegazione sembra conferirci il diritto di essere duri e spietati verso gli altri.
Eric Hoffer
***

L’abnegazione, se contraria al buon senso, non è tanto una virtù quanto un vizio spirituale.
Margaret Deland
***

Non ho mai capito perché l’abnegazione sia nobile: perché sia meglio sacrificare sé stessi piuttosto che un altro.
Ivy Compton-Burnett

 

Dì SEMPRE CIò CHE SENTI E FA CIò CHE PENSI

ottobre 1st, 2014

1040559_415169711930671_848458824_o

«Se per un istante Dio dimenticasse che sono una mario netta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso,ma penserei a tutto ciò che dico. Valuterei le cose, non per il loro valore ma per ciò che significano. Dormirei poco e sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato. Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice e, prima di tutto, butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.
Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza.
Ho imparato così tanto da voi, Uomini… Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l’ha catturato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.
Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.

Johnny Welch

IL POTERE DELLE DOMANDE * LUCIA GIOVANNINI

settembre 29th, 2014


Che cosa ti fa sorridere? Come puoi sorridere di più? Impara a sdrammatizzare e a prenderti in giro.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Che cosa puoi cominciare ad accettare e ad amare di te? Ama e accetta TE STESSO.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Come puoi dimostrare il tuo amore a coloro che ami? Dimostra il tuo amore.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Quali nuove sfide vuoi affrontare per crescere? Sfida te stesso.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Quale passo, anche piccolo, puoi fare oggi per avvicinarti ai tuoi obiettivi? Fai un passo ORA.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Pensa a un tuo limite o a una tua ferita. Perchè potrebbe diventare una tua forza? Valorizza le tue cicatrici.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Se avessi ancora un solo anno da vivere cosa faresti di diverso? Come vorresti essere ricordato? Interroga l’eternità.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Se potessi ricominciare da capo, cosa cambieresti? Come puoi ricominciare ora? Cambia ciò che vuoi.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Che cosa ti fa sentire più vivo? Che cosa ami fare? Quali attività ti fanno perdere il senso del tempo? Mantieni accesa la fiamma della passione.

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***
Che cosa vuoi fare di diverso o di nuovo per andare verso i tuoi sogni? Lotta per i tuoi sogni.”

Lucia Giovannini, il potere delle domande

***

Le domande sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
Piero Angela
***

Il potere delle domande è la base per tutto il progresso umano.
Gandhi
***

Le persone di successo si fanno domande migliori e, come risultato, ottengono risposte migliori.
Anthony Robbins

 

FRASI SULLA CONTENTEZZA

settembre 28th, 2014

felicita

È felice chi giudica rettamente. È felice chi è contento della sua condizione, qualsiasi essa sia, e gode di quello che ha. È felice chi affida alla ragione la condotta di tutta la sua vita.
Lucio Anneo Seneca, Sulla felicità
***

Ero contento. Quella sera avevo un appuntamento. Qualcuno da toccare, da guardare, con cui parlare. Con cui dimentícare la morte, pane quotidiano.
La donna mi piaceva. Mi era piaciuta fin dalla prima volta che l’avevo vista in un caffè di Panama City. In quell’occasione accompagnava l’uomo corpulento che ci aveva dato le istruzioni necessarie e le parole d’ordine per passare in Costa Rica, e da li proseguire fino al confine settentrionale dove ci saremmo uniti al grosso della brigata.
La donna non aveva preso parte alla conversazione. Anche al momento dei saluti era rimasta in silenzio. Una forte stretta di mano, nient’altro.
Pablo era con me quel giorno, e una volta che i contatti se ne furono andati ci facemmo diversi giri di cubalibre.
«Ti è piaciuta», mi disse.
«Certo. E’ normale, no? C’è sempre qualche donna che ci piace.»
«Occhio, fratello. E’ meglio che la dímentíchi.»
«Non ho detto di esserne innamorato.»
«Meglio così. Non pensare più a lei.»
Pablo morì pochi giorni dopo aver varcato il confine e fui contento di non essere con lui quando accadde. Fu orribile, come tutte le morti. Venni a saperlo grazie a un comunicato di guerra, e in seguito dalla bocca di un compagno che mi raccontò i particolari.
La colonna di Pablo era riuscita ad avanzare per vari chilometri da Peñas Blancas verso Rivas. Scendeva la sera quando scoprirono una capanna abbandonata e, dopo aver fatto un’ispezione, decisero di passarvi la notte. L’unico sopravvissuto, quello che mi raccontò la storia, era riuscito a salvarsi solo per un colpo di fortuna. Il comandante della colonna gli aveva ordinato di restare di sentinella fuori dalla capanna. Accadde tutto molto in fretta. All’interno trovarono un po’ di legna, e fra i pezzi la guardia aveva piazzato una trappola acchiappa-babbei. Qualcuno della colonna decise di accendere un fuoco e, quando sollevò un legno, l’esplosione li uccise tutti.
Non pensavo a Pablo mentre mi dirigevo nel posto concordato. Pensavo alla donna.
Erano già molti mesi che non abbracciavo un corpo tiepido, un corpo morbido, qualcuno che mi facesse domande, qualcuno che rispondesse alle mie. Era passato troppo tempo senza dare né ricevere un po’ di tenerezza. Il tempo giusto per trasformarsi in una bestia in mezzo alla guerra.

Eravamo a Rivas, ed era la terza volta che prendevamo la città in meno di due mesi. A quanto pareva adesso la guardia era abbastanza indebolita e saremmo rimasti lì per un breve periodo prima di proseguire alla volta di Belèn, dove ci saremmo divisi per attaccare contemporaneamente Jinotepe e Granada.
Era stata lei a rivolgermi la parola mentre stavamo in fila per ricevere i rifornimenti.
“Tu e io ci conosciamo. Ricordi?”
“Certo che mi ricordo. Posso dirti quante gambe aveva il tavolo del caffè a Panama City.”
Lei aveva riso.
“A volte la memoria non è una buona compagnia. Bisogna saper dimenticare in fretta”.
Dopo aver preso le nostre provviste, eravamo andati a sederci nella piazza, all’ombra.
“Questa dev’essere una città molto bella quando non c’è la guerra. Una città in cui godersi il tramonto con la brezza del lago che ti accarezza la schiena.”
“È una bella città. Io sono del posto.”
“Hai famiglia qui?”
“Preferisco non parlarne.”
“Va bene. Se non ti va… Un’ultima domanda. Dov’è il compagno del nostro incontro a Panama?”
“Morto”, aveva risposto lei.
L’uomo aveva ricevuto istruzioni di avanzare verso est, la sua colonna doveva chiudere la tenaglia che si stringeva su Bluefields. Le forze di Pastora attaccavano da San Juan del Norte e l’uomo, dopo sette anni di lotta su quelle montagne, conosceva molto bene la zona. C’erano state alcune scaramucce, poi avevano occupato Juigalpa e da lì avevano proseguito fino a Rama, dove la guardia aveva teso loro una trappola, obbligandoli a ripiegare in una zona paludosa. Dopo vari attacchi dell’aviazione somozista, era stato catturato assieme a pochi altri sopravvissuti. Prima di dar loro il colpo di grazia, li avevano sgozzati vivi tutti quanti.

***

Faceva un freddo che ti costringeva a camminare ripiegato su te stesso, con le mani in tasca, e a cercare un po’ di calore nei minuscoli negozi di artigianato e antiquariato.
***

Il libro mi aspettava in una vetrina, e il suo primo segnale fu di saltarmi agli occhi nella mia stessa lingua. Non è frequente trovare volumi in spagnolo nei paesi dell’Est europeo, tantomeno nelle librerie di seconda mano.
Era un volume sottile, rilegato in tela scarlatta, con la copertina ornata da un rigo dorato, in parte sbiadito, che incorniciava due filigrane, anch’esse dorate, le quali concludevano le loro capricciose volute tracciando cardi e altri fiori che ricordavano i dipinti di Hieronymus Bosch. Nella parte inferiore della copertina, tra le filigrane, c’era un’ellissi orizzontale con la scritta: «Biblioteca scelta per la gioventù». Al centro, in una specie di pergamena dispiegata a metà, era impresso il titolo, “Storia della macchina a vapore”, e sotto dei caratteri massicci indicavano il nome della casa editrice: Fratelli Garnier, Parigi.
***

Lei è sotto la doccia. L’acqua le cade sul corpo e vi indugia formando repentine stalattiti nell’abisso di quei seni che hai baciato per ore e ore.
***

Grande serenità di spirito possiede colui che non bada alle lodi né ai rimproveri della gente; giacché, se ha la coscienza pulita, si sentirà facilmente contento e tranquillo.
T. da Kempis
***

Io ti ringrazio, Amore, d’ogni pena e tormento, e son contento ormai d’ogni dolore.
Poliziano
***

Val più una casetta e cuor contento che un palazzo pien di vento.
Proverbio
***

Ed ero contentissimo
in ritardo sotto casa ed io che ti aspettavo
Stringimi la mano e poi partiamo…
In fondo eri contentissima
quando guardando Amsterdam non ti importava
della pioggia che cadeva…
solo una candela era bellissima
e il ricordo del ricordo che ci suggeriva
che comunque tardi o prima ti dirò
che ero contentissimo
ma non te l’ho mai detto che chiedevo
Dio ancora
Ancora
Ancora
Tiziano Ferro, ero contentissimo
***

Sono contento di averti accanto
di notte e di giorno
e ogni volta che torno
io sono contento perché non rimpiango
le donne che ho avuto
e non ho mai amato davvero
lo so, sembra strano però
sembra il sole a mezzogiorno
che ci scalderà
sembra l’acqua che è nel mare
e che poi pioverà
sembra tutto un altro mondo
e spero, tornerai con me.
Alex Britti, sono contento

Next »