Aforismi

Aforismi Aforismi Belli, Aforismi Per Tutti i Gusti, Scegli Un Aforisma Speciale, Aforismi e Aforismi Celebri, AFORISMI BELLI!



LA VERA DISTANZA

ottobre 3rd, 2012

 

Non esiste nessuna distanza talmente grande da impedire l’incontro di due anime. Se due persone lontane tra loro non si incontreranno mai, significa che in fondo, non si sono mai cercate davvero. La vera distanza tra due persone, si misura dal modo in cui ci si guarda. ♥ ℐℬ

Imma Brigante © –

 

 

Share

VORREI….

ottobre 3rd, 2012

Vorrei prendermi cura di te.
Vorrei asciugare le tue lacrime.
Vorrei proteggerti dalle avversità.
Vorrei sostenerti quando cadrai.
Vorrei non farti mai provare il dolore.
Vorrei darti coraggio quando ti sentirai smarrito.
Vorrei starti vicino per non farti mai sentire la solitudine.
Vorrei renderti felice.
Vorrei che tutti i tuoi sogni si avverrassero.
Vorrei tenerti fra le mie braccia per farti sentire al sicuro.
Vorrei prenderti per mano e camminarti accanto.
Ma soprattutto vorrei invecchiare al tuo fianco… se me lo permetterai.

 

Elisa M.

Share

L’amico

ottobre 3rd, 2012

Lui era sempre lì, a guardarmi e scrutare ogni mia sensazione, mentre gli altri mi riempivano di coraggio, di parole sagge e deliziose, di offese verso chi aveva voluto la mia tristezza,

lui era lì  sempre in disparte, come se sapesse già che le parole ad un cuore graffiato servivano a poco, come se sapesse già che un cuore ferito è un anima sorda e cieca.

Lui era lì, ad osservare lo sguardo assente e vuoto, ad osservare sensazioni che solo chi ti conosce nel profondo può sentirle “quasi sue”

Ma quando la notizia non aveva più clamore, quando la mia delusione e rabbia ha lasciato lo spazio alla solitudine, alle lacrime, quando il tempo che passa ti lascia solo senza trovare le spiegazioni,

lui era sempre lì, a darmi un abbraccio nel silenzio di mille parole, senza offendere chi mi aveva amato.

Perche in fondo l’abbraccio di un amico sincero può anche bastare.

Share

Tu sai

ottobre 3rd, 2012

Tu lo sai quanto dolore in un addio…..I miei occhi non hanno più lacrime, questo mio amore che oscilla tra il  buio e il silenzio, non ha più dove adagiarsi, ha perduto i sospiri, le parole cadute a terra senza voce. Tu lo sai,  lo strazio dell’angoscia ,mi  fa assaporare la tua assenza, amare  le  labbra ancora ti  cercano, la penombra mi parla di te, quando il buio non faceva paura  e il nido delle  tue braccia mi proteggeva.  Riuscirò  a fuggire da questi giorni fermi e riscrivere la mia vita, ora senza te!? Tu lo sai, che ci proverò a cancellare le nuvole, le ombre, disegnandomi quella fiaba che mi vedrà felice anche senza di te!

(Mirella Narducci)

Share

Dietro la finestra

ottobre 3rd, 2012

Dietro questo vetro appannato cerco di trovare il tuo viso, scivola via, le impronte cancellano la tua immagine, le mie labbra si adagiano sulla fredda trasparenza cercando il calore dei tuoi baci. Non passa più luce da questa finestra, si oscura della notte che scende e fa paura.  Mi lascia il ricordo di te, sul mio cuore, mi addormento sognando di te, che rompi il vetro e mi fai tua.

(Mirella Narducci)

 

Share

La rotta della vita

ottobre 3rd, 2012

Ci sono momenti in cui ti accorgi di essere come una nave, in mezzo al mare, in balìa del vento e delle onde; sali in cima all’albero maestro e intorno a te non vedi nulla, soltanto onde gigantesche che ti stanno trascinando lontano da tutto quello in cui avevi creduto fino ad ora..
In questi momenti la tua idea di stabilità è un concetto relativo, una speranza vana, che si dissolve come i pezzettini di una lettera strappata in una giornata ventosa..

Non sai cosa fare, sei preda dei tuoi stessi pensieri, delle paure che ti assalgono quando meno te lo aspetti, del vento che forse ha già deciso la tua rotta nel mare della vita..

Poi, come un lampo che illumina per un istante la tua nave, vedi il timone, e capisci che il compito di dirigerla spetta solamente a te, e che nonostante le onde e il vento puoi avere ancora una possibilità di cavartela in quella tempesta..

Afferri il timone, e con tutta la tua forza inizi a dirigere la tua nave in modo da evitare le onde peggiori, seguendo il vento, anche se non sai dove ti stia portando..

..e con il tempo scopri di avere una completa padronanza delle onde, le sai affrontare, le sai evitare quando serve, le guardi dall’alto verso il basso consapevole della tua superiorità su di loro, ma dentro di te sai di essere ancora insoddisfatto..

..si tratta del vento: fino ad ora ti ha portato dove ha voluto lui, ma è ora di cambiare; cambi le vele, fai qualche ritocco alla tua nave, e inizi ad affrontare anche lui, dapprima con moderazione, poi sempre più deciso a spingerti oltre, a dare una direzione precisa alla tua nave.

Passa un altro pò di tempo e i risultati sperati si fanno vedere: hai una rotta tua, una buona nave e una grande abilità nel saper prendere le onde; sei soddisfatto di questa situazione, ma come tutte le cose, non è destinata a durare..

Tutto ad un tratto scopri che il vento si è fermato, e tu ti ritrovi fermo in mezzo al mare; le onde, senza il vento ad alimentarle, sono inesistenti; e la tua nave è immobile, senza rotte da seguire..

..ti accorgi che ti manca ancora qualcosa, qualcosa da cui sei scappato per tutto il tempo, qualcosa che prima ti spaventava, ma di cui ora senti la mancanza come se fosse una parte di te che ti è stata tolta..

..senti il desiderio di voler affrontare una nuova tempesta, nuovi stimoli per andare avanti con la tua nave, per avere ancora qualcosa in cui sperare e con cui rimetterti in gioco, perché è la tua natura, la natura di tutti gli uomini;

..e questa tempesta arriva quando meno te l’aspetti, per metterti nuovamente alla prova, a vedere se saprai superare anche questa volta le difficoltà che ti manderà incontro, ma tu, con la tua convinzione maturata nel tempo di saper affrontare onde e venti, pecchi di presunzione: pensi di riuscire a piegare al tuo volere quella tempesta, ma non ti accorgi che lentamente la tua nave sta affondando, che lei sta prendendo il controllo su di te e sulla tua nave, e tu non puoi fare niente per impedirlo, se non andare avanti nella speranza che si calmi il vento, e che le onde non prendano il sopravvento..

..ma se alzi la testa e ti guardi intorno scopri che in una tempesta simile ci siete in tanti..alcuni ne sono usciti sconfitti, con la nave distrutta, altri vittoriosi, ma in ogni caso l’avete affrontata tutti almeno una volta..

Questo però non ti consola affatto, desideri solamente uscire da questa nuova tempesta, pur sapendo che un giorno ti mancherà, sapendo che era da tempo che l’aspettavi, che aspettavi di essere messo alla prova e di superare tutto brillantemente;

ma ora sei tu, con la tua nave, solo in mezzo al mare, nuovamente in balia del vento e delle onde, e non ce la fai più a resistere; vorresti mollare tutto e tornare sulla terraferma, ma non puoi, perchè non esistono magie, non esistono vie di fuga, per arrivare dove desideri dovrai affrontare altre tempeste, altri periodi di mare piatto, altre giornate di vento favorevole..

Allora capisci che rischi di diventare tu stesso parte di quella tempesta, parte di quel “tutto” che ti circondava, in cui non ti sei mai riconosciuto..

..e inizi a riflettere se sia meglio lasciarsi trascinare da quella tempesta, o cercare di uscirne nuovamente distrutti, per ricominciare tutto da capo..

Denny Biasiolli

Share

ESCI DALLA MIA VITA!

ottobre 3rd, 2012

Questo è successo? Sono stata solo un accessorio in un culto privato?
Forse cambi donna a ogni stagione, e questa è stata “l’estate di Myriam”, a cui seguirà l’inverno di chissà chi… Forse misuri il tempo in donne, e io ero soltanto una lancetta che segna il trascorrere di un’altra ora… Forse la tua vera conversazione non si svolge con noi, povere e piccole figlie di Eva, bensì con Sua Maestà il tempo…
Esci dalla mia vita.

 

CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO, DAVID GROSSMAN

Share

COME CI SEI RIUSCITO?

ottobre 3rd, 2012

Un pensiero che non mi abbandona: dove mi sorprenderà la prima pioggia della stagione? A casa? Per strada? In classe, durante una lezione? E in che parte del corpo mi colpirà la prima goccia? Di notte l’orecchio è teso a cogliere ogni più piccolo rumore.
Ma ci sono anche altre possibilità: rifiutare questa tortura. Non collaborare. Smettere di tormentare la ferita di questa attesa.
Alla lista delle cose perdute aggiungo stamattina, col cuore pesante: la libertà interiore.
Un altro giorno. Non ci sei. Non smetto di guardare il cielo. Come sei riuscito a trasformare il mondo intero in un’enorme morsa che, a poco a poco, si stringe intorno a me? Basta, basta, basta!

CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO, DAVID GROSSMAN

Share

CI VORREBBE UN UOMO NUOVO, CHE RINUNCIA AD AVERE PER ESSERE

ottobre 2nd, 2012

La funzione della nuova società è di incoraggiare il sorgere di un uomo nuovo, la cui struttura caratteriale abbia le seguenti qualità:

Disponibilità a rinunciare a tutte le forme di avere, per essere senza residui.

Sicurezza, sentimento di identità e fiducia fondate sulla fede in ciò che si è, nel proprio bisogno di rapporti, interessi, amore, solidarietà con il mondo circostante, anziché sul proprio desiderio di avere, di possedere, di controllare il mondo, divenendo così schiavo dei propri possessi.

Accettazione del fatto che nessuno e nulla al di fuori di noi può dare significato alla nostra vita, ma che questa indipendenza e distacco radicali dalle cose possono divenire la condizione della piena attività volta alla compartecipazione e all’interesse per gli altri.

Essere davvero presenti nel luogo in cui ci si trova.

La gioia che proviene dal dare e condividere, non già dall’accumulare e sfruttare.

Amore e rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni, con la consapevolezza che non le cose, il potere e tutto ciò che è morto, bensì la vita e tutto quanto pertiene alla sua crescita hanno carattere sacro.

Tentare di ridurre, nei limiti del possibile, brama di possesso, odio e illusioni.

Vivere senza adorare idoli e senza illusioni, perché si è raggiunta una condizione tale da non richiedere illusioni.

Sviluppo della propria capacità di amare, oltre che della propria capacità di pensare in maniera critica, senza abbandonarsi a sentimentalismi.

Capacità di rinunciare al proprio narcisismo e di accettare le tragiche limitazioni implicite nell’esistenza umana.

Fare della piena crescita di se stessi e dei propri simili lo scopo supremo dell’esistenza.

Rendersi conto che, per raggiungere tale meta, sono indispensabili la disciplina e il riconoscimento della realtà di fatto.

Rendersi inoltre conto che una crescita non è sana se non avviene nell’ambito di una determinata struttura, ma in pari tempo riconoscere le differenze tra la struttura intesa quale un attributo della vita, e l’« ordine » inteso quale un attributo della non vita, di ciò che è morto.

Sviluppare la propria fantasia, non quale una fuga da circostanze intollerabili, bensì quale un’anticipazione di possibilità concrete, quale un mezzo per superare circostanze intollerabili.

Non ingannare gli altri, ma non lasciarsene neppure ingannare; si può accettare di essere definiti innocenti, non ingenui.

Conoscere se stessi, intendendo con questo non soltanto il sé di cui si ha nozione, ma anche il sé che si ignora, benché si abbia una vaga intuizione di ciò che non si conosce.

Avvertire la propria unicità con ogni forma di vita, e quindi rinunciare al proposito di conquistare la natura, di sottometterla, sfruttarla, violentarla, distruggerla, tentando invece di capirla e di collaborare con essa.

Far propria una libertà che non sia arbitrarietà, ma equivalga alla possibilità di essere se stessi, intendendo con questo non già un coacervo di desideri e brame di possesso, bensì una struttura dal delicato equilibrio che a ogni istante si trova di fronte alla scelta tra crescita o declino, vita o morte.

Rendersi conto che il male e la distruttività sono conseguenze necessarie del fallimento del proposito di crescere.

Rendersi conto che solo pochi individui hanno raggiunto la perfezione per quanto attiene a tutte queste qualità, rinunciando d’altro canto all’ambizione di riuscire a propria volta a « raggiungere l’obiettivo », con la consapevolezza che un’ambizione del genere non è che un’altra forma di bramosia, un’altra versione dell’avere.

Trovare la felicità nel processo di una continua, vivente crescita, quale che sia il punto massimo che il destino permette a ciascuno di raggiungere, dal momento che vivere nella maniera più piena possibile al singolo, è fonte di tale soddisfazione, che la preoccupazione per ciò che si potrebbe o non si può raggiungere ha scarse probabilità di rendersi avvertita.

ERICH FROMM, AVERE O ESSERE

Share

« Prev - Next »



LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni