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Ho cominciato ad amarla….

settembre 10th, 2012

Quando alle sue lacrime cercavo una spiegazione, quando la sua presenza mi bastava più della tua assenza, quando i suoi sorrisi illuminavano i miei occhi, e i suoi abbracci riempivano i miei vuoti,

quando i nostri corpi si univano all’unisono, vivevo solo i momenti, a volte solo attimi senza pensiero, a tratti malinconici di una quotidianità scontata.

Ma quando Dio ha deciso di prendersi il fiore più bello, quando ho capito che il destino non aveva il percorso da me desiderato e sperato, quando ho capito che di quel fiore non sarei stato più il giardiniere,

ho cominciato ad amarla, a capire cos’è l’amore.

Ho capito cos’è l’amore quando non avevo più i suoi abbracci, i suoi sorrisi, quando non avevo ciò che desiderava il mio corpo, quando i suoi occhi si riempivano di lacrime e sentivo lo stringersi al petto,

quando i suoi sorrisi sofferenti mi lasciavano la speranza di un futuro migliore capivo l’amore.

Ed io ho cominciato ad amarla quando i nostri corpi non erano più uniti dalla passione ma dal dolore.

Ho cominciato ad amarla quando le sue foto mi davano sorrisi e lacrime di momenti vissuti e rimasti nell’aria con i profumi del passato.

Ho cominciato ad amarla quando alzando gli occhi al cielo la cercavo in una stella,

quando la sua assenza e diventata più forte della sua presenza.

Ho cominciato ad amarla quando ormai era troppo tardi, quando non c’era più tempo.

E in quel ciao con il sapore d’ addio, ho cominciato ad amarla.

PER QUANTO SIAMO COMPLICATI

settembre 10th, 2012

Per quanto siamo complicati, per quanto il nostro cervello sia complicato, riusciamo ad eliminare, inconsciamente, alcune delle parole che ci ricordano, anche per due lettere, momenti brutti, e persone passate, che ci hanno fatto soffrire.

(Ejay Ivan Lac)

PAURA DELL’AMORE

settembre 10th, 2012

Capita spesso, in molte persone, di avere paura dell’amore, philofobia, quella sensazione di confusione che ti appesantisce la mente, facendoti ricordare quanto hai sofferto, i pianti, le litigate, i maltrattamenti, le prese in giro, le illusioni e delusioni, tutti disegni che hanno lasciato un’inchiostro sotto la pelle, così intenso che se fai la doccia, ne puoi vedere lo sporco che cade in

sieme all’acqua, ma solo il fatto di vedere, sporco e acqua cadere insieme, pensi, allora non tutto è perso, se lo sporco riesce a stare insieme all’acqua, allora anche io posso stare con qualcuno, perchè allontanarsi dall’amore? perchè ci ha fatto soffocare tante volte? ma se lo riufiutiamo, perdiamo qualcosa che magari non si ripeterà mai più, se tu mangi un tipo di pasta, ma quella pasta ti da un brutto sapore, allora dovresti smettere di mangiare tutta la pasta? no, perchè se il caffè lo bevi amaro, ti fa paura a metterlo in bocca, ma se lo bevi dolce, ti piace, e continui a berlo altre volte, l’amore è la stessa cosa, alcune persone, con alcuni ingredienti ti hanno fatto piangere, ma altre invece, con altri ingredienti, ti potrebberò fare sorridere, a vita, per sempre, ed è per questo che ora, io non ho paura dell’amore, ho solo paura di soffrire ancora, ma non rifiuterò mai questo sentimento, perchè sono consapevole che primo poi, qualcuno mi amerà così tanto, che sorriderò ogni volta che mi alzerò la mattina.

(Ejay Ivan Lac)

UNA VITA SENZA MISTERO

settembre 10th, 2012

Una vita senza mistero è una vita drammaticamente povera. Conoscendo la ragione di ogni cosa, si restringono sempre più le possibilità di provare emozioni, di trasformare queste emozioni in sentimenti.
La vita senza mistero è una grande pianura con un cielo grigio, basso. Si può camminare per ore, per giorni e non si vedrà mai nulla di diverso da una sterminata e piatta distesa d’erba, non si incontrerà mai qualcosa capace di farci sobbalzare, niente che provochi in noi quel moto dell’animo meraviglioso e gratuito che si chiama stupore.
Una vita senza mistero è una vita priva di poesia, incapace di accogliere profondamente la bellezza. Una vita che si guarda allo specchio e, rimirandosi, non è più in grado di farsi domande.

SUSANNA TAMARO, OGNI PAROLA E’ UN SEME

*

Ogni Parola è un Seme Ogni Parola è un Seme

Susanna Tamaro

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La mia fatina

settembre 10th, 2012

Mia fata a volte appari inghirlandata, in una cascata d’oro i tuoi capelli scendono sulle spalle, in questo campo di grano ti perdi in volo. Non è che un sogno, ma io vivo di sogni e tu sei li che mi guardi attonita. Eterna bimba, speravo d’incontrarti  nei miei sonni, per ascoltare nenie, per aiutarmi nella preghiera. Divina la tua presenza, non osavo aprire gli occhi per non vederti sparire, le dolci pupille mi dicono che devo dimenticare il mondo, devo volare con ali di farfalla, seguendo le tue vie, ma la tua perfezione mi spaventa la fantasia è disegnata con tinte forti e folgora la mente, timida non oso tanto seguirti ma se mi darai la mano, a piccoli passi ti raggiungerò.

(Mirella Narducci)

IL MONDO CIVILE E IL SOGLIOLAMENTO

settembre 9th, 2012

Da qualche tempo a questa parte mi trovo a pensare sempre più spesso alle sogliole. Mi accade mentre cammino per strada o nel breve attimo di sospensione della coscienza che precede il sonno. Non alle sogliole già cucinate, nel piatto, ma a quelle vive, celate con il loro colore mimetico sul fondo del mare. Chi è abituato a usare la maschera subacquea, sa che sono difficili da individuare, ci si accorge della loro presenza solo per il lieve e regolare movimento che compie la sabbia sui loro corpi. Visibili sono solo gli occhi, uno accanto all’altro. Sono infatti gli occhi – e non i denti o le pinne o la struttura aerodinamica del corpo – a permettere a questo timidissimo esemplare di sopravvivere comandando le modifiche cromatiche del manto, individuando i pericoli e segnalando l’avvicinarsi di  possibili prede.
Non molti sanno però che la sogliola, similmente agli altri pleuronettiformi, non viene al mondo piatta, come noi la conosciamo, ma con una forma dorso-ventrale, come tutti gli altri pesci. Alla schiusa, la larva si fa trasportare dalla corrente, poi, appena il corpo prende consistenza, inizia a nuotare regolarmente, movendo la coda. Soltanto quando cominciano a plasmarsi le interiora si compie l’incredibile: l’intestino forma un’ansa che chiama a sé il resto del corpo. La prima a spostarsi è la bocca, seguita dalle ossa craniche, per ultimi migrano gli occhi.
Se Hans Christian Andersen avesse conosciuto la biologia della sogliola, di sicuro le avrebbe dedicato una fiaba di struggente tristezza e i pleuronettiformi, accanto alla sirenetta, al cigno e al soldatino di stagno, avrebbero raggiunto fama mondiale. Tutti si sarebbero commossi davanti a un destino così crudele che fa nascere una creatura a forma di pesce per poi trasformarla in un tappeto volante.
Leggendo i giornali, guardando la televisione, parlando con le persone, ho la netta impressione che anche
nel nostro cosiddetto mondo civile sia in corso un processo di “sogliolamento”. L’inizio del fenomeno non è recente, risale ad almeno tre secoli fa, ma il germe che ha dato il via a questa evoluzione è antico come l’uomo, da sempre vive nel suo cuore, ci parla con la voce rassicurante di chi dà buoni consigli. Proprio ascoltando queste voci suadenti, piano piano, con costanza e caparbietà, siamo riusciti a ottenere ciò che solo alcune specie di pleuronettiformi, in tutto il mondo vivente, hanno raggiunto.
La bocca sta ancora al suo posto e così il naso, ma gli occhi si sono spostati, invece di muoversi e scrutare lo
spazio circostante, sono fissi unicamente in avanti, al minuscolo orizzonte raggiungibile da mani e braccia, puntati su tutto ciò che si può prendere, afferrare, possedere. Il nostro sguardo ormai riesce a percepire una dimensione soltanto, quella della materia. Finalmente ce l’abbiamo fatta! Siamo una cosa, soltanto una cosa, felicemente immersa tra le altre cose. Al pari degli scimmioni di 2001: Odissea nello spazio, danziamo in circolo con le ossa in mano, ripetendo ossessivamente dei suoni che abbiamo imparato a modulare e che ci permettono di stare nel  branco.

SUSANNA TAMARO, OGNI PAROLA E’ UN SEME

*

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Susanna Tamaro

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Cercami come sono…….

settembre 9th, 2012

Cerco sempre di andare avanti, anche tra l’indifferenza della gente. Aspetto senza stancarmi il momento della meraviglia. Senza ricambiare l’odio, ascoltando menzogne e mai mentire perche non  ne sono capace. Ho sognato  e pensato senza farmi  illusioni,  nel  bene e nel male sono stata sempre me stessa, anche  perdendomi nelle trappole  degli  idioti  sono rimasta in silenzio e ho ricominciato daccapo.  Come cavallo selvaggio, non mettermi il morso mi uccideresti, prova solo a correre al mio fianco, perche essere vivi richiede amore e coraggio.

(Mirella Narducci)

 

L’altra metà

settembre 9th, 2012

Fallimento…
fallimento totale..
fa male!
Desiderio di solitudine
per colmare l’inquietudine,
seppellire ogni pensiero,
per essere più leggero,
alzare un muro,
e non vedere più nessuno.
L’anima inficiata,
troppe volte oltraggiata,
chiede di essere risarcita…
ci vorrebbe un’altra vita,
un’altra opportunità…
ma ogni traccia sparisce
l’esperienza acquisita
non serve alla nuova vita,
l’anima non riconosce
l’altra metà,
e il ciclo continua
nell’incessante ricerca
di quella mezza mela,
che mai troverà!

Galoppare

settembre 9th, 2012

 

 

” i sentimenti, i pensieri, la Magia, sono cavalli selvaggi.. lasciate che siano liberi e senza freno.. lasciateli galoppare…”

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