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DIVENTARE FIGLI E DIVENTARE GENITORI

ottobre 12th, 2012

Come in tante situazioni, cercare il senso di una parola può voler dire scoprire quante altre parole sono racchiuse in essa. Ed è così anche per il termine adozione. Adottare contiene due parole latine: “ad” che vuol dire per; e “optare” che vuol dire scegliere. Scegliere per: per sé, per altri, per crescere insieme. E il termine è ancora da esplorare comprendendo che nella operazione di adottare c’è il muoversi, muoversi verso: verso qualcuno, verso una storia, verso un orizzonte. E c’è anche il capire. Significa incontrare, mettere in azione una conoscenza che non è semplicemente guardarsi, è anche andare oltre lo sguardo e mettere insieme tanti elementi che non si trovano in un istante: hanno bisogno del tempo, di una lunga strada, di un percorso.

Adozione è questo e altro ancora. Ma se la prima parola contenuta è quella dello scegliere, dobbiamo anche riflettere su quanto questo termine rischi di essere strapazzato dal consumismo, perché la scelta si fa guardando un catalogo di prodotti, guardando un banco di oggetti e dicendo: «Questo fa per me!», «Questo me lo posso permettere», «Per questo posso anche fare un debito, tanto poi quello che prendo è mio!». E dal momento che dico che è mio ne posso fare quello che voglio.

La parola “scelta” è quindi sottoposta a questa forte influenza di un mercato che si vuole liberalizzato, vale a dire non schiavo, non sottoposto a molte regole. L’adozione, se così fosse, rischierebbe di diventare una sorta di conquista di una piccola proprietà e quindi di far diventare un soggetto padrone e l’altro sua proprietà. La scelta, così espressa, troverebbe inutili i vincoli relativi alla regolamentazione dell’adozione perché sarebbe guidata da una pretesa di amore che è capace di superare tutte le regole. La scelta – ancora – diventerebbe un affare privato, un punto di non ritorno della volontà di una coppia, di una famiglia, di alcuni individui. Di non ritorno apparente e forse provvisorio perché, dal momento che fosse un affare privato, questa scelta potrebbe anche giustificarsi nel tornare sulle proprie decisioni e nel rimettere l’oggetto che si è fatto proprio là dove era stato trovato.

Ma l’adozione non è questa scelta. L’adozione può rappresentare davvero uno degli elementi più interessanti e importanti per capire quanto la nostra vita debba avere una collocazione sociale e non possa autodeterminarsi con una libertà che rischia di essere solo di un soggetto contro la libertà degli altri soggetti. Intanto c’è da domandarsi se una parola che contiene tante e così importanti altre parole possa essere affare di un individuo solo. O se non richieda un intreccio di individui, e quindi un percorso ben organizzato, con compiti precisi per ciascuno.

Sono solito, per ragionare su simili temi, fare riferimento al linguaggio. Quando nasce un bambino o una bambina entra in un contesto, in una comunità di persone che hanno già un linguaggio che ha regole, convenzioni e possibilità di essere accolto e utilizzato con una intenzionalità del tutto originale da ognuno dei soggetti, a patto che il suo utilizzo avvenga secondo le convenzioni e le regole. Chi nasce entra in un linguaggio fatto di grammatica e sintassi, di regole, di parole che sono già codificate, che possono essere reinvestite dalla creatività di ciascuno. Proprio come tale, la creatività è il dare un senso nuovo a qualcosa che è già codificato. Non sarebbe immaginabile una creatività che avvenisse in un contesto linguistico privo di regole e di convenzioni.

Questa indicazione relativa al linguaggio permette anche di capire che cosa vuol dire libertà. Non è la libertà di inventare soggettivamente una lingua totalmente nuova, ma di dare un significato originale alla lingua che ha le regole accettate dalla comunità che la utilizza. E, quindi, entrare ed accettare dei vincoli per poter godere di una libertà.

L’adozione percorre lo stesso itinerario in maniera ancora più profonda. Non quindi una scelta che fa diventare proprietari di un oggetto. Quando si dice che una persona è padrona del linguaggio, si intende che sa usare così bene le regole linguistiche, da poter dare il proprio senso originale a ciò che dice o scrive. Così è per l’adozione: è una scelta in un contesto regolato, per mettere nella propria vita un nuovo soggetto e conoscerlo sviluppando un percorso insieme, camminando insieme.

ANDREA CANVARO, dal libro SIAMO TUTTI FIGLI ADOTTIVI di Luisa Alloero

 

 

LA COSA PIU’ IMPORTANTE IN UNA FOTOGRAFIA

ottobre 12th, 2012

La gente ora scatta degli ‘snaps': molti scatti nella speranza che uno sia buono, e finiscono solo con un mucchio di immagini dalla cattiva esposizione che hanno bisogno di essere aggiustate.
Non molto tempo dopo aver cominciato a studiare la fotografia digitale ho imparato che la cosa più importante nella creazione di una fotografia perfetta è l’immagine che esce dalla macchina fotografica.

Francois Cleroux

LA COMPOSIZIONE IN FOTOGRAFIA

ottobre 12th, 2012

Penso che la composizione in fotografia sia molto simile al ritmo in musica. Se si dispone di grande ritmo si ha anche un grande senso della composizione. La composizione è un’eredità classica. Cioè, come le cose si collocano nell’ambiente, il loro posto e la loro grandezza, le relazioni tra gli oggetti e le persone, tra il fotografo e il suo soggetto – questi sono tutti elementi di un sentire classico.
Nella poesia, il pentametro giambico ha una cadenza simile ai ritmi del corpo. Ecco perché la metrica piace, perché ci si sente comodi, a proprio agio. Il ritmo entra in risonanza con il battito del cuore.

Rodney Smith

Sorgere

ottobre 12th, 2012

 

…Sorge un nuovo giorno.
Sorgono i vostri pensieri,
Sorge in voi la forza di questo nuovo caldo abbraccio…
..Li nel segreto nascosto, giace il mistero del sorriso.
Nasce il mistero di un abbraccio che dura in eterno..

LaSoffittaDelleStreghe )O(

STESSA PAURA

ottobre 12th, 2012

Avere paura nell’amore è una stupidità degli umani, ricordati che il cuore funziona uguale per tutti, se hai paura di affrontare qualcuno, dall’altra parte c’è la tua stessa paura.

(Ejay Ivan Lac)

adorazione…

ottobre 11th, 2012

Quando ti guardo, ho la sensazione che tu ti stia trasformando nell’eterno tema dei miei quadri.

Milan Kundera

UN CUORE DI SANGUE

ottobre 11th, 2012

La cosa che mi fa più male, non è il fatto che tu sia così complessa per stare con me, è il fatto che attirandomi verso di te, e poi andartene così bruscamente, hai spezzato il mio cuore, riuscendo a risciogliere le cicatrici di altre che, come te, mi hanno piegato e spezzato, questo è il dolore più grande, mi hai dato la cura, e poi hai riaperto tutto, sentivo il sapore del sangue uscire dal mio cuore, sangue caldo, che scivolava dentro il mio petto, sotto la pelle.

Ora ci vorrà un po’ prima che possa tornare in uno stato decente, ma tu, devi solo provare quello che ho provato io, da lì capirai che hai quasi fatto un’omicidio.

(Ejay Ivan Lac)

la fame…il desiderio…la fusione…la nostalgia

ottobre 11th, 2012

La fame dell’altro“: due persone che si desiderano sessualmente hanno fame l’una dell’altra, fame dei loro corpi. E, facendo all’amore, si saziano. Poi si dimenticano abbandonandosi al sonno. Le persone innamorate invece hanno ma una duplice fame. Fame dei loro corpi e fame della loro anima. Fanno all’amore, godono dei loro corpi ma vogliono anche fondere le proprie vite, le proprie esperienze, il proprio passato.

E la loro fame non si sazia. Risvegliati dal sonno si desiderano nuovamente, lontani si cercano. Il sesso, placato il desiderio, cerca il distacco, l’amore la vicinanza. L’unico vero profondo regalo che potete fare a due innamorati è farli stare sempre insieme, perché possano cercarsi e ritrovarsi, e godersi infinite volte. Il sesso è un bacio isolato, l’amore una danza vorticosa, una giostra che li trascina…

Fusione: quando due persone sono innamorate, ciascuno vuol farsi conoscere non solo per come è ora, ma anche come era, quali erano le sue potenzialità. Vuol far vedere all’amato il mondo come l’ha visto da piccolo, poi da adolescente, poi da adulto e i sogni che ha per il futuro. E, l’altro a sua volta, vuol farlo partecipare della propria visione del mondo. Entrambi nell’innamoramento ricostruiscono la propria identità personale interiorizzando l’altro con la sua visione del mondo e la sua sensibilità. La fusione raddoppia perciò l’esperienza, raddoppia la capacità di comprensione. È quindi sempre un arricchimento del singolo individuo mentre crea le premesse per quel tipo di comprensione profonda su cui può nascere un nuovo “noi“, che può dare inizio, a sua volta, ad un “nuovo capitolo” da scrivere insieme…

Nostalgia: anche l’amore nato dall’attrazione sessuale più forte, alimentato dal sesso più libero, sfrenato, gioioso, quando i due amanti sono lontani, diventa nostalgia, straziante bisogno dell’altro. È come una droga, non si può fare a meno di pensare a lui, di scrivergli, di telefonargli…i giorni sembrano anni, i minuti mesi. Ma quello che manca non è il sesso, la beatitudine sessuale, perché lo strazio è tale che non puoi riviverla. Ciò che in fondo manca è l’ amato nella sua interezza, come persona, come Essere. Basterebbe averlo vicino, parlargli, sfiorargli una mano, stringerla. Certo che l’amore ha bisogno del sesso e si esprime nel sesso, ma solo perché il sesso è il modo più intenso per partecipare all’Essere dell’altro, di fonderci con lui, di gioire con lui.

chiudere alcune porte … (PAULO COELHO)

ottobre 11th, 2012

Chiudi alcune porte.

Non per orgoglio, ma perchè non sono più adatte alla tua vita.

(Paulo Coelho)

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LIBRO: Ricette Vegan - Le 4 Stagioni