Aforismi

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Attimi senza Tempo

ottobre 10th, 2016

Anna Biason Yoga

“Adoro gli attimi senza tempo dove la Bellezza zittisce la mente e i pensieri superflui perdono ogni senso”

Anna Biason

Photo “Yoga in the lake” @Marta Andreatta

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LA CAMOMILLA

ottobre 6th, 2016

La camomilla bollente sul tavolo, seduto in cucina, con la luce accesa, il resto della casa è al buio, anche il cane dorme…

Soffiando nella tazza, vedo gli occhi riflessi, e lo sguardo viene catturato dal rumore delle lancette, provenienti dall’orologio appeso al muro, il primo pensiero, un insieme di immagini passate, dopo una ventina di lancette, appare il presente.

Quel tempo attuale incerto, che si fa capire a tratti, e alle volte, nasconde ogni chiarezza, mentre fuori una leggera aria muove gli alberi, ogni foglia, parla, ogni ventata, indica, le giuste parole da dire domani, ispirazioni per affrontare ogni situazione.

Forse il cane, ha sentito i miei pensieri, arriva in cucina, si stiracchia e mi guarda, come se capisse, il mio leggero disagio di questo tempo, e gli chiedo “che devo fare?”

Al primo sorso di camomilla, mi accorgo, quanto è fredda, troppo tempo per pensare, invece di agire…

(Ejay Ivan Lac)

camomilla-tazza

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LA MIA ARTE

ottobre 6th, 2016

Sai, per me la musica è l’unica fonte di salvezza in un mondo fatto di stereotipi, è come una stanza in cui posso chiudermi quando sono triste, quando il mondo mi va stretto, così come la scrittura, che è la mia comunicazione con il mondo.

La mia arte mi porta al sicuro, in quel luogo che nessuno può vedere, quella profondità che non puoi toccare se non hai i miei stessi occhi, nutro questa arte con le mie emozioni, nutro, le mie scritture con i miei sentimenti…

E sono fiero di questo, fiero, di sentire vibrazioni.

(Ejay Ivan Lac)

notte

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Perdoniamoci..

ottobre 2nd, 2016

E se un giorno vorrai riprovarci, lasciamoci tutto alle spalle così com’è, non mi volterò ogni qual volta che avrò paura di perderti. Non ti sto aspettando perché da me non te ne sei mai andata, entra quando vuoi e abitiamoci un’altra volta, non portare niente, rinfacciamoci le cose belle visto che con quelle brutte ci siamo persi un po’. Puliamoci la pelle dal sesso che abbiamo cercato altrove e, ricopriamoci di baci ogni centimetro del nostro corpo, di respiri, stiamocene su un divano come se fosse una terrazza con un tramonto, non perdiamoci per orgoglio ma per amore, cerchiamoci quando vorremmo andarcene, perdoniamoci le scelte e i sogni diversi e impariamo a guardarci l’amore che c’era tra noi, a volerci bene di nuovo. Amiamoci ogni notte e sposiamoci all’alba, e vedrai, che saremo sempre il primo giorno..

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Auguri nonno..

ottobre 2nd, 2016

Oggi ho parlato con un vecchietto.
Quando incontri una persona con l’interno degli occhi pieni si sangue e le pupille riempite di lacrime dentro ci vedi la storia, la vita vissuta in ogni suo minuto. Si parlava del lavoro, si parlava di politica, dei governi che lui ha visto…
Arzillo nella voce e debole nel corpo lui, invidiabile nella sua forza e la rabbia che ancora prova su certi argomenti, io ammiro quelli senza futuro che parlano di futuro prossimo, e come se dentro non trovano mai la sconfitta, la rassegnazione.
Io ignorante nella materia accenno una mia considerazione (era meglio mussolini)
Apriti cielo, mi racconta la guerra e tutto il fascismo politico, sto ad ascoltarlo non avendo poi molto interesse.
Accenno delle smorfie al suo racconto fingendo l’interesse all’argomento, lui si ferma e mi dice, se devi andare dimmelo magari ti sto annoiando.
La mia risposta è, Ma nooo cosa dice, anzi, ci mancherebbe.
Passano due ore e alla fine a stancarsi di parlare e lui, mi dice che deve andare e gli occhi si riempiono di lacrime, la sua grinta scompare lasciando spazio alla tristezza, quasi al pianto.
Un po’ mi imbarazzo, gli do una pacca sulla spalla, e gli dico grazie, grazie per la chiacchierata.
E lui, grazie a te, per avermi ascoltato, sai parlare di politica mi annoia molto, ma almeno oggi ho parlato con qualcuno.

Da una chiacchierata ho imparato che la solitudine è il male che non ci scegliamo, che l’indifferenza prima ti uccide e poi ti lascia vivere, io un nonno non ce l’ho più, ma so che in giro ce ne sono tanti, anche senza nipoti. E allora tanti auguri nonno, ovunque tu sia..anziano-solo

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L’unica vita

settembre 28th, 2016

Quando una donna ti desidera lo vedi, lo senti, lo sguardo è pieno di desiderio, la voce piena di seduzione. Quando ci fai l’amore è come se fosse sempre la prima volta. Ti senti più figo, più stronzo, la senti godere ed è come se le parole dette prima si trasferissero nelle ossa, nella carne. Quando la vivi la passione
ci pensi a quelli che si amano e non si incontrano mai, a quelli che si guardano il cielo e stelle, a quelli che vivono di attesa e si scopano i pensieri. L’amore deve essere l’unico posto dove non puoi avere rimpianti, non lo puoi guardare da un nascondiglio o dal buco di una serratura.

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Le spose..

settembre 24th, 2016

Poi ci sono loro, le sposate giovanissime, quelle che si immaginavano il loro futuro con il bacio al proprio uomo al ritorno dal lavoro, quelle amate e rispettate giusto il tempo di una gravidanza. Ci sono loro, quelle con la pancia il giorno dopo del matrimonio, con la cicatrice più bella, quelle che tra una poppata e l’altra amavano ancora fino a farsi venire di nuovo la pancia più bella. Le spose, quelle che non sapevano come si cucinava un uovo sodo, quelle che poi sono diventate le migliori cuoche, per amore, per dovere, per passione, le spose, al telefono con le mamme quando c’era da piangere, quando l’amore si dimenticava l’amore. Loro, Diventate mamme e dimenticate spose, belle nei cassetti dei ricordi, quelle piene di fotografie, belle per i figli e mai per i mariti. Le spose, sostituite da un bel culo e gambe affusolate, le vedi lì, un po’ goffe in palestra più per orgoglio che per forma fisica. Spose dimenticate, che se potessero tornare indietro rifarebbero lo stesso percorso, anche se loro ti dicono di no, fuori, da tutto, dalle mode e dalla vita, dal mondo del lavoro per amore, e poi “ricattate” ad essere seconde scelte, da quello
sposo che non sarà mai in grado di amare una sposa lontana nel tempo…

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Lettera a mio figlio.

settembre 19th, 2016

E si, un giorno ti accorgerai che i sorrisi non sono tutti uguali, che le donne come gli uomini decideranno il tuo minuto di felicità e quello di tristezza. Adesso sei alto, come tua mamma, e tra qualche anno sarai alto come me se non di più, ed io, non potrò più prenderti in braccio come quando tu cadevi nei tuoi primi passi, non potrò abbracciarti e dirti che non è niente, che poi passa, non potrò più tenerti per mano quando la strada avrà le sue buche. Pian piano ti accorgerai che inciamperai da solo, che dovrai rialzarti da solo, ti accorgerai da solo che il mondo è una vetrina, ma tu non mostrare mai solo la parte migliore come le puttane di Amsterdam, mostra i tuoi difetti, i tuoi pensieri, i più nascosti, mostra alla gente il tuo lato più buio, le tue paure e i tuoi sogni, quelli che ti porti a letto, mostra le tue insicurezze e vedrai, che da queste capirai da solo chi merita il tuo sorriso e chi no. E si figlio mio, da solo capirai che le promesse la maggior parte delle volte diventeranno illusioni, Ma tu continua a camminare, possibilmente a testa alta, perché solo chi cammina a testa alta può permettersi di calpestare la merda, non vergognarti di niente, perché la vergogna la provano i disonesti. Caro figlio mio, ogni volta che tu cadrai io non potrò più prenderti in braccio, dovrai curarti da solo le tue ferite, dovrai farti tante domande, ma non darti mai le risposte, quelle te le darà il mondo, cammina e osa, cammina e sentiti libero perché la vera libertà e sentirsi libero quando gli altri non vorranno, e ricordati sempre che se vorrai sentirti protetto e capito io ci sarò sempre, magari vecchio su una poltrona, senza più le forze, ma se verrai tra le mie gambe ti terrò in braccio e ti dirò sempre, non piangere, tutto passa. Come quando tu eri bambino.

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Prima media.

settembre 8th, 2016

E adesso so che ogni mattina che ti lascerò sulla soglia di scuola, tu diventerai più grande, so già che questa primavera non ti sentirai più un bambino. Prima media, il passaggio bambino ragazzino, la voglia di andare a scuola da solo, di tornare da solo, ed io, abituato a sentirmi al sicuro dopo l’orario di entrata, diventerò ogni giorno un po’ più insicuro, e intanto che tu acquisterai sicurezza io sarò lì a chiamarti ancora bambino, e non arrabbiarti se ogni tanto ti chiamo così, lasciami il tempo che io possa abituarmi a questo tuo crescere. Entrerai piccolo e uscirai più alto di chi ti ha messo al mondo, di solito è così, ma tu fino a quando non ti farai la barba, lasciami la voglia ogni tanto di chiamarti, il mio bambino.

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