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HO CAPITO

ottobre 19th, 2014

Ho capito che in questa vita si nasce e si muore, e in quell’arco di tempo devi fare qualcosa per il mondo, e le persone che cercano il tuo aiuto…

Ho capito che tutti gli esseri sono diversi, ma il cuore è lo stesso, anche se alcuni non sanno più usarlo…

Ho capito, che nella vita esistono solo persone che vengono, e poi vanno via, e quindi non meritano la nostra presenza…

Ho capito che chi rimane, ha la tua stessa anima…

Ho capito, che nascondere i propri sentimenti o pensieri, porta alla perdita di molti traguardi non che al silenzio delle risposte alle nostre domande…

Ho capito, ad avere paura nei momenti giusti, a stare in silenzio quando le situazioni non meritano parole, ho capito, come stare attento alle persone e di diffidare dalle apparenze, così per essere diavoli e cuori di pietra nel mandarli via…

Ho capito come ascoltare la vita, anche quando è cattiva, ora so fagli cambiare idea e portare tutto dalla mia parte, so parlare con gli occhi e guardare con il cuore, ho capito come usare la stupidità delle persone come benzina per la mia superiorità…

Ho capito come non credere in nessun dio, ma solo a me stesso e nell’energia dell’universo…

Ho capito… che gli esseri umani per sopravvivere e stare bene con se stessi, ti racconteranno menzogne, per farti apparire inferiore, o per abbassare gli altri ai tuoi occhi, per sentirsi meno inutili…

(Ejay Ivan Lac)

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L’AMORE A MANO APERTA

ottobre 18th, 2014

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Io non ti do il mio amore come fanno
le altre donne, in uno scrigno freddo
d’argento e perle, né ricco di gemme
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave;

né in un nodo, e nemmeno in un anello
lavorato alla moda, con la scritta
‘semper fidelis’, dove si nasconde
un’insidia che ottenebra il cervello.

L’Amore a mano aperta, questo solo,
senza diademi, chiaro, inoffensivo:

come se ti portassi in un cappello
primule smosse, o mele nella gonna,
e ti chiamassi al modo dei bambini:
- Guarda che cos’ho qui! – Tutto per te -

Edna St. Vincent Milly, da L’amore non è cieco

 

Se io fossi….

ottobre 18th, 2014

…quando sei con me, quando sei con te, quando cammini, quando ridi, quando piangi, quando parli, quando pensi, quando dormi, quando ami e quando lo fai meno.

Se io potessi ti bacerei sempre.

Ma non sempre, cosi per dire. Ma sempre sempre, da lasciarmi andare per eccesso d’amore.

Se solo fossi vento, starei con te sulla pelle, sui brividi, ti ruberei i profumi dell’anima, e li donerei ai fiori del mare, cosi anche i pesci saprebbero di te.

E se tu fossi vento, cercherei di imprigionarti nel mio di respiro, ti farei entrare dagli occhi e ci morirei con questo mio desiderio, con questa mia primavera, cosi anche l’infinito cielo saprà di te, di me.

Non è mica facile amare, amarti. Sempre.

Ma non sempre, cosi per dire…

Ma sempre sempre.

 

Samhain il nuovo anno

ottobre 17th, 2014

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I popoli antichi Celti che abitavano in Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda e Bretagna celebrato la Giornata con il loro Capodanno 1 novembre sul nostro calendario.

Si credeva che l’ultima notte dell’anno, il signore della morte, Samhain, permettesse alle anime dei defunti di tornare alle loro case. Anime che erano morte nel peccato e secondo la fede celtica imprigionati in corpi di animali, e che potessero essere rilasciati attraverso doni al signore della morte, tra cui sacrifici umani.
Si è anche pensato che gli spiriti maligni, demoni, fantasmi, le streghe erano liberi di vagare in questa notte e che potevano essere placato da una festa. Avrebbero inoltre lasciano in pace i vivi se si vestivano come loro e quindi sembravano essere uno di loro.

Le famiglie che avevano estinto i loro focolari in questa sera potevano essere ri-illuminati da un falò comune di Capodanno costruito sulle colline, che doveva simboleggiare l’allontanamento delle tenebre e del male con l’arrivo del Nuovo Anno.

Capodanno delle streghe ‘

Proprio come Samhain termina l’anno vecchio, deve iniziarne uno nuovo .. La riflessione deve continuare durante questo periodo buio, con un crescente senso di modifiche da apportare e della luce che va ricercata accompagnando questa riflessione.
Samhain simboleggia sia il passato che il futuro, illuminato dal ciclo delle stagioni sempre legato, come passi nel cammino dobbiamo tutti fare.
La Dea ci dice:
” E voi che pensate di cercarmi,
sappiate che il vostro ricercare e
anelare non vi porterà alcun vantaggio
se ignorate il mistero:
che se ciò che cercate non riuscite
a trovarlo dentro di voi,
non lo troverete mai fuori da voi”
Dobbiamo guardare dentro noi stessi per la conoscenza di sé e per lo spirito che ci sostengono nelle prove della vita. Il silenzio è una delle chiavi di ricerca della verità, perché non possiamo ascoltare le risposte in mezzo a questo mondo rumoroso, in cui camminiamo ogni giorno, né il rumore delle celebrazioni comunque gioioso.
Per molti Wiccan, Mabon è la festa del raccolto principale, e Samhain è il momento in cui la morte del Dio si trasforma di nuovo alla vita, quando la sua tomba nella Terra diventa il grembo in cui Egli attende la rinascita a Yule. Anche se possiamo fare l’ultimo abbattimento delle colture e le ultime battute di caccia dell’anno, la scintilla della vita è stata colpita dalla morte. Questo è ciò che rende così speciale Samhain.
Riflessioni sulla morte possono essere istruttivi con l’auto-esaminarsi appena citato. Quando pensiamo a coloro che sono morti, ci ricordiamo il passare del tempo e delle cose che avremmo potuto o dovuto fare. Questo richiamo, insieme con le nostre liste di azioni passate e future, ci incoraggia a prendere risoluzioni nel nostro nuovo anno in modo più serio.
Sappiamo che il nostro tempo è limitato, e molti di noi hanno molto da fare nel nostro tempo a disposizione. La maggior parte di noi ha da guadagnarsi da vivere in qualche modo, ma la morte ci ricorda che faremmo meglio a trascorrere un po ‘di quel tempo in cerca dei nostri sogni, per non limitarci solo a sopravvivere.

La Soffitta delle Streghe )O(

L’uomo, e i suoi spermatozoo

ottobre 14th, 2014

L’uomo produce, un milione di spermatozoo al giorno, il bello oppure il brutto dipende da come lo guardi un uomo è, che quando questi lasciano il corpo di un uomo, non se ne va solo una parte, ma tutta. Se ne va il corteggiamento, il desiderio, l’amore, che poi l’amore era dettato da quei milioni di spermatozoo che impazziti viaggiavano dentro e non riuscivano ad uscire? Può darsi.

L’uomo produce prima, durante, ma mai dopo. Dopo quando? Dopo essersi svuotato, svuotato e la parola giusta. Rimane il vuoto, il (sotto) vuoto. E quando c’è il sotto vuoto, l’uomo mica si sofferma sui particolari di una donna, mica scopre quel corpo appena “amato” La pelle ancora sudata all’uomo, da quasi fastidio. Ho sentito di alcuni che girano anche le spalle.

Il raccontarsi di come è stato bello, di come siamo impazziti?

Si aspetta un attimo…

Magari un paio d’ore, adesso sono a centomila spermatozoo, devo arrivare a un milione. Adesso voglio solo una sigaretta, voglio un piacere tutto mio.

Ci sono donne che ormai hanno quasi paura a godere di quegli attimi, si sentono come le puttane, lasciate lì, con i silenzi che fanno tanto rumore in testa, lì, con il (dopo) uomo, che non assomiglia neanche un po’ a quello conosciuto mezz’ora prima, quello fatto di carezze, di piccoli baci, quello passionale, quello del (oddio come ti amo) mentre fa le “flessioni..”

Per l’uomo l’amore esiste, certo, non sono mica come le donne, sdolcinate, che amano a prescindere, incondizionatamente, che amano anche dopo, quando il desiderio è “assente” Per l’uomo l’amore ha una forma diversa, e come una montagna da scalare, e quando parte lo vedi nelle arrampicate, nelle scivolate, nei salti per raggiungere quel metro in più, lo vedi barare l’arrampicata, e una volta in cima, non si gode mai il panorama, e la strada del ritorno non se la ricorda mai.

L’uomo è stato fregato dalla natura, l’hanno dotato di espulsione, e la beffa è, che non ha neanche un serbatoio di scorta, per potersi nutrire di quel desiderio che aveva prima. Quanto sento una donna parlare male di un uomo, ormai la trovo scontata, e come se sparasse sulla croce rossa.

Solo l’uomo può parlare male dell’uomo, lo conosce troppo bene, lo riconosce di notte, allo specchio, e nei pensieri. La donna quando ne parla male lo accusa, è incazzata, è delusa. La donna parla male dell’uomo solo di riflesso. L’uomo invece, ha la consapevolezza di essere “sbagliato, diverso.”

A Dio non gli si può rimproverare niente, ma visto che era dotato di miracoli, uno poteva anche farlo, far diventare l’uomo una donna, che ne so, un giorno al mese. Cosi, giusto per scoprire quella parte mancante. Magari per capire il significato del (ti amo) di quelle cinque lettere, quelle buttate lì dai maschi, come qualcosa da ricordare, da rassicurare. Quelle usate nelle lenzuola stropicciate, quelli dove son bravi tutti, capaci… ( insomma)

Naturalmente, ci sarà quello che dopo aver letto queste quattro righe, dirà (non siamo tutti uguali) lui vincerà una bambola gonfiabile, cosi i suoi pensieri non potranno essere non corrisposti.

Ma alla fine, la donna ha bisogno dell’uomo?

Pur sapendo che il suo amore è dettato dal desiderio?

Vi lascio uno spazio ( ) e vi dico la mia.

La donna ha bisogno dell’uomo come il pane ha bisogno dell’acqua. E in tutto questo; azzardo una frase: Come siete fortunate.

Pensa se l’uomo non produceva quel milione di spermatozoo giornalieri, forse oggi all’amore non potevate neanche dargli un nome, per alcuni forse sarebbe stato meglio, ma preferisco di gran lunga gli attimi vissuti, la malinconia, la delusione, la tristezza, un sentimento vissuto insieme ma diversamente uguale, e allora dovete solo rassegnarvi. Godiamo, perchè noi amiamo e sappiamo amare solo cosi. Dobbiamo solo lasciarvi il ti amo, perchè quello appartiene alle donne, perchè noi “donne” non lo saremo mai, neanche per un giorno, lasciamolo a loro che almeno ci credono.

Godiamo, senza dire ti amo, senza dire cazzate, perchè noi il giorno dopo abbiamo sempre un milione di motivi per deludere…

 

Il mio cielo

ottobre 12th, 2014

Rubo i colori ai prati ai monti al mare

per dipingere il mio cielo

quello che racchiude i miei sogni

che ammiro appena sveglia

quello che respiro ogni giorno

che ha il colore dei miei occhi

che illumina i momenti bui

che mi dona speranza

che mi ruba sorrisi

quello del sereno dopo la tempesta

quello dai mille tramonti

che accarezza i miei pensieri

che mi dona il silenzio della notte e

che riflette la luce della mia anima

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ESSERE SEMPRE SE STESSI

ottobre 12th, 2014

Essere sempre se stessi si rischia di non cambiare mai, fare sempre gli stessi errori, essere sempre la persona di sempre, senza mai chiedersi se per la vita che vogliamo siamo adatti!
(Ejay Ivan Lac)

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LIBERI DI SCEGLIERE

ottobre 12th, 2014

Possiamo imparare dagli eventi passati, belli o brutti che siano, siamo liberi se scegliere di mangiare, bere e camminare nel passato, o fare lo stesso nel presente per un futuro migliore, o se, piuttosto, usare il nostro passato per diminuire le novità del nostro avvenire!

(Ejay Ivan Lac)

EVENTI

 

CAMICETTE

ottobre 12th, 2014

Fino a quando non arriverai a farmi battere il cuore, io continuerò a sbottonare camicette…

(Ejay Ivan Lac)

Saziami

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