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Gli infedeli….

aprile 21st, 2014

La fedeltà? Si, la prometti e la giuri solo il giorno del tuo matrimonio. Davanti a Dio. Poi la strada comincia a farsi lunga, sterrata. Tutti sappiamo che l’infedeltà non è cosa buona. Se lo chiediamo ad un bambino ci risponderà che l’essere infedele è peccato. Beh, io sono un peccatore. E so di esserlo.

Ma in un mondo di santi, nessuno mai ci chiede perchè si diventa infedeli. Certo ci sono quelli che lo fanno per alzare un livello di autostima personale, quelli che in un orgasmo trovano la propria identità, che appena finiscono cercano uno specchio per dirsi quanto sono stati fichi… Ma possiamo chiamarla infedeltà quella? I meschini non sono infedeli. Sono meschini e basta. Chi tradisce in questa società è il condannato. Poco importa se il condannato/a ha subìto umiliazioni, schiaffi, poco importa se gli hanno calpestato la dignità, l’orgoglio, nei giorni, negli anni. L’infedeltà va condannata SEMPRE…Perchè viviamo in un mondo di ipocriti. Ma non condanniamo mai chi ci ha spinto ad esserlo…E allora oggi Amare deve essere un lusso, un lusso che non tutti possono permettersi (figli,doveri, etc…) Devi essere un condannato, vivere da condannato, prendendoti briciole di affetto, di amore, fugace, come se fossimo dei ladri. Magari non è quello che speravamo, magari speravamo che il giorno del matrimonio chi ci prometteva rispetto e amore avesse mantenuto il giuramento…Magari non eravamo dei peccatori, degli infedeli. Ma oggi lo siamo, lo siamo diventati. Per riflesso. Per rabbia. Per odio. Oggi siamo infedeli di un amore che ci ha traditi. E allora viviamoci questa vita da condannati, da peccatori, da infedeli. Lasciamo agli altri il giudizio, lasciamo a gli altri il vuoto. E teniamoci l’emozione per noi, di vedere il sole ogni tanto, che non vederlo mai….

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La gelosia…

aprile 21st, 2014

-Quante persone hai amato.

Tante.

-Tante quante.

Centomila. Duecento. Non lo so…

-E come hai fatto ad amarne cosi tante!!

Loro non l’hanno mai saputo….

-Perchè?

Perchè li ho amati solo io.

Perchè se lo avessero saputo non mi avrebbero mai amato.

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POESIE E FILASTROCCHE PASQUALI

aprile 20th, 2014

poesie di pasqua
Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

Gianni Rodari
***

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.

E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!

Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.

Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:

-Il figlio Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi

-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Giovanni Pascoli
***

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.

Guido Gozzano
***

E’ risorto Gesù!
Lo puoi trovare ora
In ogni uomo:
in chi soffre e lotta
per la libertà,
in chi soffre a lotta
per difendere la pace

nell’amico
che ti stringe la mano,
in chi cerca
l’amore degli uomini.

Hardy Tentle
***

Alleluia, alleluia, alleluia

Piange Maria davanti al sepolcro,
Io l’ho seguito, lo amavo davvero
lui mi ha guarito, mi ha dato la vita,
me l’hanno ucciso e lui non c’è più.

Alleluia, alleluia, alleluia

Vuoto è il sepolcro, non c’è più il suo corpo
sente una voce, la chiama per nome,
e con il volto segnato dal pianto,
si volge indietro e corre da lui.

Alleluia, alleluia, alleluia

Perché tu cerchi chi è vivo tra i morti?
Alzati e corri, non sono più qui!
Tu che sei l’ultima agli occhi degli altri,
vai tu per prima e grida: “È risorto!”

Alleluia, alleluia, alleluia…
***

Dentro un uovo di buon cioccolato
vorrei tanto ci fosse una cosa,
non un puffo, un anello,un soldato,
ma un momento di festa gioiosa.
Voglio dirti proprio per questo
ho pregato per voi ieri sera
perchè oggi sia un giorno lieto.
Una Pasqua di speranza vera.
R. Fontana
***

L’importanza dell’anima

aprile 20th, 2014

Ho provato ad immaginare l’anima
incorporea, leggera, gassosa così
fragile e a volte forte, potente da
contenere il peccato, il giudizio,
la salvezza e la perdizione.
Si rivolge alla nostra coscienza
con filosofia e sicurezza.
Anima… se esisti dove ci condurrai
dopo la morte, in quali lidi approderemo
ti vestirai di nuove sembianze, sarai ancora
il nostro giudice la nostra maestra.
In certe notti sento il cuore battere forte
sembrano passi, passi di un’ anima stanca
che vuole la sua libertà, non riesco
a trattenerla la inseguo spaventata
non mi lasciare sola, le grido.
Sarò perduta, anima mia…non abbandonarmi,
ho bisogno dei tuoi dubbi, delle tue percezioni
senza l’anima non sono nessuno.
E’ lei che mi parla di te, che mi zittisce
nelle confusioni del cuore.
Senza vederla l’avverto, prima che i miei occhi
vedano lei ha scelto per me.
Mia dolce anima sei nata nel mio corpo e questo
non si solleverà nella leggerezza della libertà se non ci sei.
Tu sei la sola a sostenere questo mio cuore in gabbia.

(Mirella Narducci)

L'importanza dell'anima

La Pasqua Pagana.

aprile 19th, 2014

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Il termine “Easter” con cui in inglese si indica la Pasqua si riferisce ad un’ antica divinità pagana dei popoli nordici, la dea Eostre, che governava antichi culti legati all’arrivo della primavera e alla fertilità dei campi.
“Eostur-Monath” era la dfinizione con cui i popoli anglo-sassoni chiamavano il mese lunare corrispondente all’incirca al nostro aprile e che i Celti usavano per l’equinozio di Primavera e successivamente il termine divenne “Ostara”. In questo periodo si celebravano feste in onore della dea Eostre associata ai diversi rituali dedicati al rinnovarsi della vita.
Il nome Eostre potrebbe derivare da aus o aes e cioè Est, ed infatti ci si riferisce ad una divinità legata al Sole nascente ed alla vita che è risvegliata dal suo calore.
Eostre aveva come animale a lei consacrato una lepre, simbolo di fertilità e sacro anche in molte altre tradizioni. I Britanni associavano la lepre alle divinità della luna e della caccia e i Celti la consideravano un animale con capacità divinatorie.
Per questa associazione alle divinità lunari, sulla superficie della Luna piena, i segni che si intravedono , pare rappresentino proprio una lepre. La raffigurazione della “lepre nella luna” appare in moltissime tradizioni cinesi, europee, africane e indiane. In quella buddhista la leggenda racconta di una lepre che si sacrificò balzando nel fuoco, per nutrire il Buddha affamato che, in segno di gratitudine, impresse l’immagine dell’animale sulla luna. In Cina la lepre lunare ha un pestello ed un mortaio con cui prepara un elisir di immortalità. Gli Indiani Algonchini adoravano la Grande Lepre che si diceva avesse creato la Terra. Nell’antica Europa i Norvegesi rappresentavano le divinità lunari accompagnate da una processione di lepri che portano lanterne. Anche la Dea Eostre era raffigurata con una testa di lepre.
La lepre di Eostre, che deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la rinascita dell’anno, è diventata l’odierno coniglio di Pasqua che porta in dono le uova, altro simbolo di fertilità.
Così le uova di Pasqua si ricollegano alle tradizioni pagane in cui si celebrava il ritorno della dea andando a scambiarsi uova “sacre” sotto l’albero ritenuto “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità arboree della fertilità.
Eostre/Eostar/Ostara è uno degli otto sabbat neopagani; si celebra il giorno dell’equinozio di primavera: 21 marzo nell’emisfero nord, 21 settembre nell’emisfero sud. )O(

La soffitta delle streghe

LETTERA DI UNA MAMMA A UNA FIGLIA

aprile 19th, 2014

LETTERA

Se un giorno mi vedrai vecchia, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi, abbi pazienza…
Ricorda il tempo che ho trascorso io ad insegnartelo quando eri piccola.
Se quando parlo ripeto sempre le stesse cose non m’interrompere, ascoltami…
Quando eri piccola io dovevo sempre raccontarti la stessa storia finchè non ti addormentavi.
Se a volte non ho voglia di lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare…
Ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi farti il bagno.
Se vedi la mia ignoranza sulle nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico…
Ho avuta tanta pazienza io quando t’insegnavo l’alfabeto e t’aiutavo nei compiti.
Se non riesco a ricordare e perdo il filo del discorso, dammi il tempo di ricordare, e se non ci riesco non t’innervosire, la cosa più importante non è quello che dico, ma il bisogno d’essere li con te ed averti li che mi ascolti…
Se le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non mi trattare come fossi un peso…Vieni verso di me con le tue mani nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi…
Se dico che vorrei essere morta non arrabbiarti…
Un giorno comprenderai cosa mi spinge a dirlo e cerca di capire che alla mia età non si vive, ma si sopravvive.
Un giorno capirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada.
Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una tua spalla su cui appoggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.
Ti amo figlia mia e prego per te anche se mi ignorerai.

***

Beltane

aprile 18th, 2014

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Questo è il momento in cui il dolce desiderio si unisce alla gioia sfrenata. La Vergine della Primavera e il Signore dell’Anno Crescente si uniscono sui campi verdeggianti, e gioiscono insieme sotto il tepore del sole. Tutta la natura si rinnova, l’albero della vita è intrecciato in una rete a spirale. Ci incontriamo nel momento della fioritura, per danzare la danza della vita.

Starhawk- La Danza a Spirale

La soffitta delle streghe
www.lasoffittadellestreghe.it

MODI DI DIRE E DETTI LATINI

aprile 18th, 2014

detti latini

Acta est fabula
Lo spettacolo è finito
Augusto
***

Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt
Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro
Seneca

***

Ab ovo: dall’uovo. /cominciare da capo e ripetere tutto
***

Alterius non sit qui suus esse potest
Non appartenga a un altro chi può appartenere a se stesso
Cicerone
***

Castigat ridendo mores
Scherzando sferza i costumi
Jean de Santeuil
***

Cibi condimentum esse famem
La fame è il condimento del cibo
Cicerone
***

Corruptio optimi pessima
Ciò che era ottimo, una volta corrotto, è pessimo
Gregorio Magno
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Credo ut intelligam, non intelligo ut credam
Credo per comprendere, non comprendo per credere
Sant’Anselmo
***

Ad libitum: a piacere. Come uno ritiene più opportuno
***

Deligere oportet quem velis diligere
Bisogna scegliere chi si vuole amare
Cicerone
***

Dictum factum
Detto fatto
Ennio
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A priori – a posteriori: da ciò che precede – da ciò che consegue.
***

Doctum doces
Insegni a uno che già sa
Plauto
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Dura lex sed lex
E’ una legge dura, ma è la legge
Digesto

***
Etiam capillus unus habet umbram suam
Anche un solo capello fa la sua ombra
Publilio Sirio
***

Homo homini lupus
L’uomo è un lupo per l’altro uomo
Plauto
***

Homo mundus minor
L’uomo è un mondo in miniatura
Boezio
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Cui prodest?: a chi giova?
***

Ipse dixit
L’ha detto lui!
Pitagora
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Manus manum lavat
Una mano lava l’altra
Seneca
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Honoris causa: a motivo di onore.
***

Memento audere semper
Ricordati di osare sempre
Gabriele D’Annunzio
***

Relata refero: riferisco quanto mi è stato detto.
***

Mihi pinnas inciderant
Mi avevano tarpato le ali
Cicerone
***

Mors et fugacem persequitur virum
La morte raggiunge anche l’uomo che fugge
Orazio
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Sui generis: del suo genere. Di quel tipo. Fatto a modo suo.
***

Mors omnia solvit
La morte scioglie tutto
Giustiniano
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Nascimur uno modo, multis morimur
Nasciamo in un solo modo, ma moriamo in molti
Cestio Pio
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Necesse est multos timeat quem multi timent
Deve temere molti chi molti temono
Laberio
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Necesse habent cum insanientibus furere
Tra i pazzi devon necessariamente impazzire
Petronio
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Nihil inimicus quam sibi ipse
Niente vi è di più nemico di sestessi
Cicerone
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Nil est dictu facilius
Niente è più facile che parlare
Terenzio
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Odi profanum vulgus et arceo
Odio la massa ignorante e la tengo lontana
Orazio
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Omnia fert aetas
Il tempo porta via tutte le cose
Virgilio
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Omnia munda mundis
Tutto è puro per i puri
San Paolo

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Omnia mutantur
Tutto cambia
Ovidio
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Ora et labora
Prega e lavora
San Benedetto
***

Parce sepulto
Risparmia chi è sepolto
Virgilio
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Patria est ubicumque est bene
La patria è dovunque sis stia bene
Pacuvio
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Pulvis es et in pulverem reverteris
Sei polvere e polvere ritornerai
Genesi
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Qui autem invenit illuminvenit thesaurum
Chi trova un amico trova un tesoro
Siracide
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Quis custodiet ipsos custodes?
Chi sorveglierà i sorveglianti?
Giovenale
***

Quod erat demostrandum
Come volevasi dimostrare
Euclide
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Quot homines tot sententiae
Tanti uomini tanti modi di pensare
Terenzio
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Ridendo dicere verum
Scherzando dire la verità
Orazio
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Risus abundat in ore stultorum
Il riso è abbondante sulla bocca degli sciocchi
Menandro
***

Verbum de verbo
Parola per parola
Terenzio

TUTTI UGUALI

aprile 18th, 2014

Io non faccio distinzioni, non guardo di che colore sei, o se ti piace lo stesso sesso, non guardo se sei alto o basso, se sei grasso o magro, non esiste questo disegno per me, davanti ai miei occhi vedo solo esclusivamente esseri umani…

(Ejay Ivan Lac)

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