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FRASI DI Vimala Thakar

gennaio 11th, 2014

Vimala Thakar

Sono una persona semplice, un essere umano che ha amato la vita, considerandola divina.
Sono stata innamorata della vita, pazzamente innamorata della vita umana

Vimala Thakar

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È solo la non azione della mente nella sua totalità, senza frizioni, spontaneamente, secondo una non azione mentale volontaria, che attiva nella persona un’energia che non è cerebrale né psichica.
Niente altro può attivare o mobilitare nell’uomo quella energia non cerebrale e non fisica. Chiamiamola intelligenza.
Vimala Thakar

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La vita è come un tutto. Il linguaggio cambia. Di solito diciamo “vedo” ed è vero, ma chi vede nella dimora del silenzio dirà: “è visto”. La qualità della percezione si modifica.
Vimala Thakar

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Ma l’energia, l’energia nella sua totalità, è a disposizione dell’individuo che ha fatto del silenzio la sua dimora.

Vimala Thakar

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Voi volete interpretare l’evento, identificarlo, riconoscerlo, valutarlo, dargli un’etichetta e collocarlo nella memoria sotto qualche categoria, in modo che tale esperienza vi sia utile per un’ulteriore interpretazione degli eventi. Desideriamo avere una difesa, e le esperienze sono parte del meccanismo di difesa, così come lo è la conoscenza. Abbiamo paura di essere esposti alla vita, di vivere in uno stato di innocenza, di assoluta, incondizionata vulnerabilità al nudo tocco della vita così com’è
Vimala Thakar

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Avete notato quanto è monca, sbilanciata la crescita dell’uomo? Egli ha raffinato il cervello perdendo l’eleganza della semplicità; ha perso la capacità di guardare le cose senza nessun movente, con innocenza, senza trasformare l’atto e l’oggetto di osservazione in un mezzo volto a un fine. L’eleganza, la bellezza della semplicità e dell’innocenza sono perse per l’uomo. Occorre crescere verso la vulnerabilità, la tenerezza, la duttilità della meditazione e allora soltanto l’uomo sarà degno del proprio nome.
Vimala Thakar

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L’uomo vive in uno stato più o meno nevrotico. Le nostre risposte sono inibite, le nostre percezioni condizionate. Non c’è alcuna spontaneità nella vita. Soltanto un processo meccanico di reazione in conformità con il condizionamento, la tradizione, le ambizioni, i movimenti personali e così via.
Vimala Thakar

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Occorre stare quietamente con se stessi per un po’ di tempo a osservare il movimento del pensiero, nello stato di osservazione. Bisogna impararlo, perché, non appena vi ponete nello stato di osservazione, riemerge la vecchia abitudine dell’introspezione, della valutazione. In una frazione di secondo lo stato di osservazione può andar perduto: allora diventate il giudice, colui che fa, colui che esperisce. Bisogna educarsi di giorno in giorno. [...] Non è facile quello stato di osservazione in cui non fate qualcosa, in cui non siete attivi, né inattivi, in cui non state oziando e nemmeno non facendo; in cui l’attività mentale dualistica è tenuta in acquiescenza e resta attiva soltanto l’osservazione, né colui che fa, né colui che esperisce
Vimala Thakar

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La meditazione è un modo di vivere totale
Vimala Thakar, Discorsi sulla meditazione
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l’esperienza la devi fare tu in prima persona
Vimala Thakar, Discorsi sulla meditazione
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Abbiamo paura di essere esposti alla vita, di vivere in uno stato di innocenza, di assoluta incondizionata vulnerabilità, al nudo tocco della vita così come è, e di lasciare che le risposte vengano da sole
Vimala Thakar, Discorsi sulla meditazione
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La spiritualità è uno dei desideri. Non è la priorità assoluta. Comincia a vivere immediatamente la verità che hai compreso! Intellettualmente, le persone possono aspirare all’emancipazione o all’illuminazione, ma emotivamente amano essere circondate da piccole schiavitù. Vanno avanti a tessere la rete delle schiavitù. Vogliono appartenere emozionalmente a qualcosa, come la famiglia o la religione. Nel nome della sicurezza, creano questi vincoli emozionali e un senso di appartenenza esclusiva, mentre intellettualmente aspirano all’assoluta libertà, all’illuminazione. Come possono le due cose stare insieme? Sono incompatibili, ma gli esseri umani che diventano sadhakas, ricercatori, vivono una doppia vita. Non sono disonesti; mi riferisco a una divisione interiore. Si accontentano di sapere che la liberazione esiste, di leggere qualcosa al riguardo e di immaginarla. Sono soddisfatti di questo perché la parola “liberazione” ha una sua tossicità, l’emozione connessa al significato di questa parola è intossicante. E loro vivono di questa intossicazione, senza avere realizzato nulla di concreto. Questa divisione interiore, quindi, causa quella penosa sensazione di trovarsi a mani vuote sul finire della vita. Hanno soltanto gli involucri delle parole, non la sostanza interiore della liberazione
Vimala Thakar

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L’unica salvezza del genere umano è in una rivoluzione religiosa dell’individuo. Poiché la fonte di ogni male è nella nostra stessa consapevolezza, dobbiamo affrontare quest’ultima. Tutto ciò che nei secoli passati è stato messo nella nostra mente va completamente eliminato. Ma non è facile sconfiggere o abbandonare milioni di anni se il nostro impegno è scarso, o se non ci proviamo affatto
Vimala Thakar

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Bisogna educare se stessi. Prima si scopre la divisione dentro di sé, poi, per eliminare questa divisione, deve avvenire una purificazione grazie all’educazione, perché l’impurità è il solo squilibrio. Educare, sensibilizzare, raffinare e purificare gli aspetti biologici e psicologici del nostro essere… A quel punto, credo che la divisione interiore scompaia

Vimala Thakar

FRASI SUL BOSCO

gennaio 10th, 2014

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Se corriamo troppo velocemente nel sentiero del bosco, possiamo non accorgerci del profumo dei fiori nascosti e delle gocce di pioggia suoi loro petali, simili a pietre preziose; probabilmente non ci accorgeremo nemmeno dell’altissimo tronco di un albero morto che, nel cuore della foresta, si è trasformato nella casa comune di uccelli diversi. Vivere è intendere ogni istante della vita come un miracolo che non potrà mai ripetersi.
Marcio Kuhne, Osa e il futuro sarà tuo

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Niente è complicato, se ci cammini dentro. Il bosco visto dall’alto è una macchia impenetrabile, ma tu puoi conoscerlo albero per albero. La testa di un uomo è incomprensibile, finché non ti fermi ad ascoltarlo.
Stefano Benni, Saltatempo
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La Società delle Ombre era forse nata a causa dell’affogato? Daniel e Virginia avevano presentato l’incantato e pericoloso inizio dell’ignoto, quell’impulso che nasceva dalla paura.
Daniel le aveva detto:

«Adesso fondiamo la Società delle Ombre».

Prima ancora di sapere di cosa si trattasse, Virginia col suo corpo aveva già confusamente capito e aveva aderito. La Società delle Ombre aveva dei fini strani e poco definiti. Loro stessi non li conoscevano e mescolavano i regolamenti con una sorta di disperata ignoranza. La Società delle Ombre doveva esplorare il bosco. Sì, così. Ma perché? Vicino al grande caseggiato c’era un sentiero quasi ostruito dal quale si raggiungeva l’oscurità, già, l’oscurità, ma perché?

«Perché la solitudine… Solitudine è il fine della Società», impose Daniel.

«Come?» Virginia non capiva bene.

«Tutto quello che ci fa paura perché ci lascia soli è quello che noi dobbiamo cercare», pontificò lui.
Clarice Lispector, Il segreto
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Per Wexford era l’ultima passeggiata in Framhurst Great Wood. Non poteva essere diversamente. Aveva attraversato quel bosco per molti anni, praticamente per tutta la vita. Camminare non costituiva un problema: Wexford era forte come sempre e tale sarebbe rimasto ancora a lungo. Non lui, ma il bosco sarebbe cambiato, anzi sarebbe scomparso. Difficilmente sarebbero sopravvissuti Savesbury Hill, Stringfield Marsh e River Brede, nelle cui acque s’immetteva il Kingsbrook a Watersmeet. Anche questo piccolo corso d’acqua sarebbe stato irriconoscibile.
Per il momento non sarebbe accaduto nulla. Gli alberi sarebbero rimasti al loro posto per altri sei mesi, e indisturbata la vista sulla collina, come pure le lontre nel Brede e la rara farfalla carta geografica nel cuore di Framhurst Deeps. Ciononostante lui non avrebbe avuto il coraggio di tornare.

E così se ne andrà l’Inghilterra.
Ombre, prati, sentieri,
Municipi, cori di legno intagliato.
Ci saranno libri, tracce resteranno ancora
Nelle pinacoteche; ma altro non rimarrà
Per noi che cemento e gomme d’automobili.

Camminava tra castagni, grandi faggi dalla corteccia grigia, querce con i rami tinti di verde dai licheni. Gli alberi erano radi e le fronde si protendevano sopra l’erba che i conigli provvedevano a tenere rasata. Le farfare, le più precoci a spuntare, erano in piena fioritura. Da giovane Wexford aveva visto nel bosco anche le azzurre fritillarie, che crescevano soltanto in un raggio di quindici chilometri da Kingsmarkham. Ma era stato molti anni prima. Quando andrò in pensione, aveva detto alla moglie, voglio vivere a Londra per non vedere lo scempio della campagna distrutta.

Ruth Rendell, La strada delle farfalle
***

Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Henry David Thoreau – Walden, ovvero La vita nei boschi
***

Siamo derubati meno offensivamente in un bosco che in un luogo sicuro.
Michel de Montaigne
***

Voi disboscate imbecilli
voi disboscate
Tutti i giovani alberi con la vecchia ascia
voi distruggete
Disboscate
imbecilli
voi disboscate
E gli annosi alberi con le loro radici
le loro vecchie dentiere
voi li conservate
E un cartello attaccate
Alberi del bene e del male
Alberi della Vittoria
Alberi della Libertà
E la foresta deserta appesta il vecchio bosco crepato
e partono gli uccelli
e voi restate là a cantare
Voi restate là
imbecilli
a cantare e a fare la parata.
Jacques Prevert, la guerra

Una mattina

gennaio 10th, 2014

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Stamattina al bar del Paese un signore seduto mi guarda e mi dice:

“Signorina…ma te sai cos’è l’amicizia?”……
Sto per rispondere e mi interrompe…..

“Lo vedi quel signore seduto laggiù? quello è il mio migliore amico…
siamo nati nel ’39….siamo nati e cresciuti insieme…io gli ho fatto da testimone di nozze e lui l’ha fatto a me….

abbiamo comprato la terra da lavorare insieme…e tutti i giorni venivamo in questo bar, prendevamo un bicchiere di vino bianco e leggevamo le notizie…..

lui me le leggeva perché io non so leggere e io ascoltavo…..

sempre insieme…nel ’78 abbiamo litigato….ce le siamo anche date….e da quel giorno non ci siamo più parlati….neanche un ciao…..

beh….ti dirò….dal 78, nonostante tutto, ogni giorno veniamo qui sempre alla stessa ora….ogni giorno ci vediamo….non ci salutiamo…..e ci sediamo in due tavolini differenti….entrambi prendiamo sempre un bicchiere di vino bianco…..

Tutti i giorni prende il giornale e legge le notizie ad alta voce…..la gente pensa che sia matto…..ma lo fa per me……dal ’78…..”

Grazie . . .

gennaio 10th, 2014

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Grazie a chi mi ha fatto sorridere, a chi mi ha fatto battere il cuore, a chi mi ha fatto riflettere per ore intere.

Grazie a chi mi ha stretto in un abbraccio.

Grazie a chi è entrato nella mia vita ed anche a chi ne è uscito.

Grazie a chi ha tirato fuori il meglio di me.

Grazie a chi ha sconvolto i miei piani ed a chi ha confuso le mie idee

Grazie a chi ha tentato di scoraggiarmi e ci è riuscito

Grazie a chi mi ha fatto sentire inadeguato

Grazie a chi ha parlato alle mie spalle

Grazie a chi mi ha preso in giro

Grazie a chi mi è stato vicino nei giorni difficili.

Grazie a chi c’è sempre stato, a chi è arrivato e non è più andato via.

Grazie a tutti coloro che mi hanno insegnato,nel bene o nel male, a diventare quello che sono.

Non dimentico chi ha toccato la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che imparassi qualcosa anche da loro prima di andare avanti.

Ma Il Grazie più importante oggi vorrei farlo a me stessa perché so essere la mia più grande nemica e la mia più grande alleata.

Perché a volte vinco, a volte imparo anche se sono consapevole che da certe situazioni non vorrò mai imparare

Perché,nonostante tutto, sono riuscita a migliorare alcuni lati di me stessa ,ma a non dimenticare di aver ancora tanta strada da fare per migliorarne molti altri

Mi ringrazio soprattutto perché so che quel che vivrò non sarà mai del tutto semplice e che,in alcuni momenti, avrò paura e sarò scoraggiato ,ma so anche che,volendo, avrò la forza di reagire.

Falsità

gennaio 9th, 2014

La falsità figlia della paura
per persone insicure delle
proprie capacità.
Nel nostro gregge di umani
troviamo molti lupi coperti
dal vello di pecora……..
Si aggirano belando ma prima
o dopo si rivelano.
Dovrebbero specchiarsi e
sorridersi e scoprire se vi è
qualcosa da correggere nel loro
modo di fare.
Chi si definisce il migliore si
comporta esattamente al contrario.
Le cose importanti son ben altre
la falsità è ridicola e deludente la
s’impara su internet che ne è la
maestra per eccellenza…………
Mi chiedo: basta saperlo e guardare
oltre con indifferenza, come il gregge
che si accorge del lupo e cerca di
ignorarlo…se può, senza divenirne
il pasto!

(Mirella Narducci)

Falsità

Io artista……..

gennaio 8th, 2014

Sono io… un tutto con la terra
quella stessa che affondo con
le mani e creo nell’argilla sembianze
umane.
Cresce la voglia di dar vita alla creta
con espressioni naturali,raccapriccianti
e forme che palpitano alla vista.
Figure di corpi, dure modellate con
striature volute che dicono una storia
e fanno sognare, scavare nel cuore di
pietra, levigare anatomie e renderle vere.
Solidi esseri pietrificati dove la luce scivola
e dà risalto alle pieghe marmoree.
Statue da spirito abitate, opere che dalle
mie mani sembrano prender vita, artista
umile, che in silenzio da un intuizione dà
alla materia  una sagoma, innestando la vita
e un senso a ciò che rimane inanimato in eterno.

(Mirella Narducci)

Io  artista....

Non è proprio così

gennaio 8th, 2014

 

piuma

Pare che un certo Charles Bukowsky, abbia messo in giro la voce che “Un uomo che ha bisogno di un mucchio di donne non ne possiede nessuna degna di questo nome”. Bah, mi verrebbe da dire, e non per fare la femminista di turno, sia chiaro, ma credo che questa pericolosa affermazione possa confondere un po’ gli animi delle donzelle. Stasera, quindi, mi dedicherò a una piccola digressione su una delle peggiori categorie di uomo esistenti. Il maschio “secco indifferenziato” (da me così battezzato in onore dell’omonimo bidone, che ospita qualsivoglia materiale senza distinzioni, della serie “basta che respiri”) è per definizione un mezzo uomo che per qualche oscuro motivo si crede Dio sceso in terra. Magari madre natura, ignara del disastro che stava generando, gli ha gentilmente donato un bel visino angelico e un paio di addominali.. e il gioco è fatto. In genere ha un ego direttamente proporzionale al numero di contatti in rubrica e possiede un notevole savoir faire, acuito all’occorrenza da gusti musicali e letterari elevati e un aria da poeta maledetto che aleggia inesorabile sul capo phonato. Frequenta una media di cinque/sei donne per mese e potrebbe anche avere, tra queste, una compagna fissa…ma tranquille! “Non è una cosa seria.”
Vi conquisterà con irresistibili parole d’amore regalandovi romantici e passionali rendez vous (se avrete pazienza di attendere il vostro turno, chiaramente!)
In conclusione, mio caro Bukowsky…un uomo che ha bisogno di tante donne (oltre ad essere tragicamente insicuro, palesemente falso e a tratti passare il confine del patetico) è l’UNICO a non essere degno di portare il suo nome!

Nelle braccia del cuore

gennaio 8th, 2014

Dimmi la cosa giusta
che posso fare per
tornare a sorridere.
Sei entrato nei miei
pensieri creando un
adorabile disordine
il piccolo sospiro è
diventato un vento
che mi ha scosso e
il mio sonno un
tormento in cui ti trovo
dolce e lontano.
Sveglia guardo il cielo
e ci sono i tuoi occhi
come stelle brillano.
Semplicemente mi tendi
le braccia per scaldarmi,
per consolarmi o perchè
ne hai bisogno, disegni
con gli sguardi le parole
che scenderanno con quella
cometa, brillando al suo
chiarore le leggerò e saprò
cos’è la cosa giusta che farò.

(Mirella Narducci)

Nelle braccia del cuore

GUARDARE LE STELLE

gennaio 6th, 2014

Non riuscirai mai ad attraversare l’universo, semplicemente restando a guardare le stelle.

(Ejay Ivan Lac)

stelle

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