Aforismi Vita

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Lacrime

agosto 24th, 2012

Ho pianto così tanto nella mia vita…che potrei affogare nelle mie stesse lacrime..

Tanya Bì ©

MATTO E’ COLUI CHE VIVE NEL PROPRIO MONDO

agosto 24th, 2012

“Io non so che cosa sia un matto,” sussurrò Veronika. “Comunque, io non lo sono. Sono una suicida frustrata.”
“Matto è colui che vive nel proprio mondo. Come gli schizofrenici, o gli psicopatici, o i maniaci. Quelle persone, cioè, che sono diverse dalle altre.”
“Come te?”
“Di certo,” proseguì Zedka, fingendo di non aver udito quel commento interrogativo, “avrai sentito parlare di Einstein,
che sosteneva che non esistono né il tempo né lo spazio, ma un’unione di questi due elementi. O di Colombo, che affermava che all’altro capo del mare non c’era un abisso, bensì un continente. Oppure di Edmund Hillary, che asseriva che l’uomo poteva arrivare in cima all’Everest. O, ancora, dei Beatles, che hanno creato una musica diversa, e si vestivano come persone totalmente al di fuori della loro epoca. Tutti questi uomini, come migliaia di altri, vivevano nel proprio mondo.”
“Questa demente sta dicendo cose che hanno un senso,” pensò Veronika, ricordandosi di certe storie che le raccontava la madre, storie di santi che sostenevano di parlare con Gesù o con la Vergine: possibile che tutte queste persone vivessero in un mondo a parte? Disse: “Una volta, ho visto una donna con un vestito rosso scollato e lo sguardo vitreo che girava per le vie di Lubiana; il termometro segnava cinque gradi sotto lo zero. Pensai che fosse ubriaca e mi avvicinai per aiutarla, ma lei rifiutò la mia giacca.”
“Nel suo mondo, forse, era estate. E magari il suo corpo era riscaldato dal desiderio di qualcuno che l’aspettava. Anche se questa persona fosse esistita soltanto nel suo delirio, lei aveva il diritto di vivere e morire come voleva, non credi?”
Veronika non sapeva cosa rispondere; di certo le parole di quella matta avevano un senso. Chissà che non fosse proprio lei la donna che aveva visto seminuda nelle vie di Lubiana!
“Ti voglio raccontare una storia,” disse Zedka. “Un potente stregone, con l’intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto.
“Il mattino seguente, l’intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sé e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l’acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle.
“Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l’abdicazione.”
“Disperato, il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: ‘Andiamo alla fonte, e beviamo quell’acqua. In tal modo, saremo uguali a loro.’ E così fecero: il re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tanta saggezza, perché non consentirgli di continuare a governare?
“La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini. E così il re poté governare sino alla fine dei suoi giorni.”
Veronika si mise a ridere.
“Tu non sembri matta,” disse.
“Ma lo sono. Adesso mi stanno curando, perché il mio è un caso abbastanza semplice: è sufficiente reintegrare nell’organismo una certa sostanza chimica. Io, comunque, spero che la terapia risolva solo il mio problema di depressione cronica, perché voglio continuare a essere folle, vivendo la vita nel modo in cui la sogno e non come desiderano gli altri. Sai che cosa c’è là fuori, al di là dei muri di cinta di Villete?”
“Gente che ha bevuto dal medesimo pozzo.”
“Proprio così,” disse Zedka. “Pensano di essere normali, perché tutti fanno le stesse cose. Fingerò di aver bevuto quell’acqua.
“Ma io l’ho bevuta davvero, ed è proprio questo il mio problema. Non ho mai avuto né depressione né grandi gioie o tristezze che durassero a lungo. I miei problemi sono uguali a quelli di tutti gli altri.”
Zedka rimase in silenzio per qualche momento.
“Ci hanno detto che stai per morire.”
Veronika ebbe un attimo di esitazione: poteva fidarsi di quell’estranea? Doveva rischiare.
“Fra cinque o sei giorni appena. Mi domando se non esista un sistema per morire prima. Se tu o un’altra persona che sta qui dentro riusciste a trovarmi delle compresse, sono sicura che questa volta il mio cuore non ce la farebbe. Cerca di comprendere la sofferenza che provo nel restare qui ad aspettare la morte, e aiutami.”
Prima che Zedka potesse rispondere, comparve l’infermiera con una siringa.
“Devo farti quest’iniezione,” disse. “Ma, se rifiuti, posso chiedere aiuto ai colleghi là fuori.”
“Non sprecare le tue energie,” consigliò Zedka, rivolgendosi a Veronika. “Risparmia le forze, se vuoi ottenere ciò che mi hai chiesto.”
Veronika si alzò, tornò a letto e lasciò che l’infermiera eseguisse il suo compito.
Quello fu il suo primo giorno normale in un manicomio.

VERONIKA DECIDE DI MORIRE * PAULO COELHO

LA MACCHIA NERA di Bruno Ferrero

agosto 15th, 2012

Una volta, un maestro fece una macchiolina nera nel centro di un bel foglio di carta bianco e poi lo mostrò agli allievi.
“Che cosa vedete?”, chiese.
“Una macchia nera!”, risposero in coro.
“Avete visto tutti la macchia nera che è piccola piccola”, ribatté il maestro, “e nessuno ha visto il grande foglio bianco”.

La vita è una serie di momenti: il vero successo sta nel viverli tutti. Non rischiare di perdere il grande foglio bianco per inseguire una macchiolina nera.Perché il grande foglio bianco è la tua isola, ed è proprio davanti a te!
Così sono gli uomini: capaci solo di vedere le macchie nere, non sanno riconoscere l’immenso foglio bianco che è la loro vita. Tutti noi dovremmo essere, invece, consapevoli, che, nonostante le macchie nere della nostra esistenza, c’è, anche se nascosto, un bel foglio bianco, simbolo della vita, che vale sempre la pena di essere vissuta.

 (fotosearch – archivi fotografici)

Decidere

agosto 4th, 2012

Alcuni uomini decidono di fare delle scelte, mentre altri sono costretti a farle.
E’ sempre meglio decidere, anzichè essere costretti. Chi è costretto a fare una cosa,
non è mai interamente padrone di se stesso. Sarà sempre il burattino di chi lo costringe.

Una donna per ogni uomo

agosto 1st, 2012

Sono la terra dove cresce il tuo seme, dove ogni genere di vita germoglia. Piante dai vari nomi: Affetto, Amicizia, Sesso,  Amore  mettono radici nelle sue viscere, mai  avara riesce  a donarti  il  mondo con  la dolcezza che solo una donna innamorata sa dare.  Tu che sei uomo da lei generato, apprezza questa tua compagna che cammina al tuo fianco e la tua ombra non gli sia minacciosa, ma sensibile difesa dai pericoli che incontra. Ricorda lei non smetterà mai d’amarti, perche tu sei figlio, marito, amante  UOMO finchè ci sarà vita.

(Mirella Narducci)

Che senso ha ?

luglio 30th, 2012

Non ho voglia di far niente, vorrei stare come quando penso questo. Mi guardo intorno
e vedo la gente che si dà da fare, ma poi…per che cosa? che senso ha?…
Vedo molti ragazzi che giocano a flipper, a calcetto, che passeggiano, discutono,
perchè? che senso ha?…Vedo la gente che fa la spesa, che va a lavorare, che riordina
la casa…perchè? che senso ha?…Io, tutti studiamo…ma perchè? che senso ha?
La vita che senso ha se poi dobbiamo morire? Perchè siamo nati? e perchè morire?
e perchè amare se poi l’amore dovrà finire comunque?
Perchè non essere degli animali e così non soffrire, non gioire, non capire, non amare,
non odiare?…Io invidio gli animali…
Ma siamo uomini…Uomini…? E noi dovremmo essere degli esseri umani che ragionano,
ma quale ragione?, dov’è, prendetela…è scappata!
Poveri noi! Siamo rimasti senza ragione, e adesso che facciamo? Siamo diventati degli
animali anche noi. I veri animali…saranno indignati di ciò o ne gioiranno?
Ma che importa?…tanto non possiamo più capire e non sappiamo…

(1973)

TUTTO è SOTTOSOPRA

luglio 21st, 2012

Diamoci anche solo un’occhiata. Tutto è capovolto.
Tutto è sottosopra. I dottori distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le università distruggono la conoscenza, i governi distruggono la libertà, i media principali ditruggono l’informazione, e le religioni distruggono la spiritualità.
Michael Ellner

Quanto manca alla vetta ? ” ;” Tu sali e non pensarci! ” ( F. W. Nietzsche )

luglio 17th, 2012

Ma cosa è questa crescita, questo processo di cambiamento? In cosa consiste?
E’ semplice. Consiste nel diminuire progressivamente gli ostacoli che la mente frappone all’essere felici.
E’ così semplice? Sì, è concettualmente semplice ma difficile assai da applicare. La ragione principale è data dal fatto che siamo pieni di cose che ci piacciono e di cose che NON ci piacciono.
Se invece sapessimo accettare tanto e rifiutare poco, sarebbero poche le cose che avrebbero il potere di renderci infelici.
L’infelicità è data sostanzialmente da due cose: dover vivere cose che non vogliamo e non riuscire a vivere invece cose che desideriamo. E’ tutto qui.
Va da sé che se vivessimo bene, accettandole, anche le cose che ORA non vogliamo e riuscissimo a vivere bene anche senza le cose che desideriamo, la nostra felicità e stabilità sarebbe inscalfibile.
Il processo di cambiamento consiste in questo: imparare a dire più sì, dove vorremmo dire no, e dire più no, dove vorremmo dire si, ma non di malavoglia.
Le cose che non vogliamo sono tantissime, molte delle quali nemmeno le immaginiamo…e allo stesso modo moltissime sono le cose che vorremmo e la cui mancanza ci fa soffrire.
La “vetta” è la totale libertà. Essa è prerogativa degli dei e di pochi, pochissimi uomini.
Ma, come dice Nietzsche, non ha senso e non aiuta chiedersi quanto manca alla vetta ( è in effetti un altro desiderio).
Ha senso invece cominciare a camminare. Nel senso giusto però.

(Sergio Davanzo – EDA)

 

Il segreto della felicità

luglio 15th, 2012

Rendi felici gli altri…e renderai felice te stesso. Questo…è il segreto della felicità.

 

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