Aforismi Destino

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tratto dall’”Ospite”, Stephenie Meyer

aprile 18th, 2012

Questo era senza dubbio il più eccelso e infimo di tutti i mondi: i sensi migliori, le emozioni più squisite… i desideri più maligni, le imprese più cattive… Forse doveva essere così. Forse senza l’abisso non potevano esserci le vette.
[Stephenie Meyer]

NESSUN INCONTRO FRA LE PERSONE E’ CASUALE

aprile 9th, 2012

Immaginate che nessun incontro fra le persone sia casuale.
Immaginate che ogni persona che incontriate sia mandata per uno scopo!

quando questa idea mi attraversò la mente per la prima volta la mia reazione fu di dubbio.
Impossibile, pensai, chi mai potrebbe organizzare tutti questi incontri?
Ma, a poco a poco, sperimentai, come questo pensiero rendesse straordinariamente e

tangibilmente più gratificante procedere nel cammino della vita.
Infatti, un buon numero di incontri, sia con persone che già conoscevo che con sconosciuti,

diventò più eccitante, talvolta quasi inebriante!

Immagino che chiunque io incontri  mi sia mandato per uno scopo.

Incomincio a pensare e a credere decisamente che sia così e questo pensiero rende la vita

più divertente e piena di significato.
Se riguardate alla vostra vita passata, potete constatare che ogni persona che avete

incontrato – ogni singola persona – ha contribuito, a suo modo, a farvi essere quello che

siete oggi.
Ogni incontro che avete fatto, nei modi più svariati, ha messo in evidenza qualcosa di voi.
Perchè non provate a pensarci?
Prendetevela con calma e rimanete per un po’ in compagnia di quest’idea.
Chiunque io incontri mi è mandato per uno scopo.

Leggete attentamente:
Posso e voglio imparare dagli altri. Essi esistono per insegnarmi a crescere.
KAY POLLAK, nessun incontro è un caso
***

Nessun Incontro è un Caso Nessun Incontro è un Caso

Kay Pollak

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UNA DOMANDA AL DESTINO

aprile 2nd, 2012

Avrei avuto voglia di pensare, ma non ne avevo voglia. Mi andava solo di star lì, a fumare, a guardare il biliardo con quella strana combinazione geometrica che le biglie avevano formato sul panno e che dovevo superare. Lo strano percorso che la mia biglia avrebbe dovuto disegnare per andare a toccare la biglia dell’avversario mi parve un avvertimento: era evidente, quella parabola impossibile che dovevo realizzare sul biliardo era la stessa
parabola che stavo compiendo quella sera, e quella notte, e così feci una
scommessa con me stesso, ma non propriamente una scommessa, piuttosto uno scongiuro, un esorcismo, una domanda al destino, e pensai: se ci riesco Isabel appare, se non ci riesco non la vedrò mai più.

ANTONIO TABUCCHI, REQUIEM

HO IMPARATO

marzo 18th, 2012

Ero una pessima persona tanti anni fa, per questo motivo le cose non andavano mai per il verso giusto, nulla era come lo volevo, perchè il vero problema ero io, che avevo intorno cose che non desideravo, così ho imparato ad aprire i miei occhi, sentivo il bisogno di aprire i miei orizonti, così ho imparato a mettermi lo zaino in spalla e percorrere il mio destino, perchè se stavo fermo a fare ciò che non mi andava continuavo ad essere nervoso e triste, ho imparato ad amare me stesso e a guardarmi allo specchio, non vedevo più qualcosa che non mi piaceva, ma vedevo una persona bella e splendida, così ho imparato che questo mi portava ad ampliare più amore intorno a me, ho imparato a realizare la mia passione e non limitarmi a cose banali, anche se era difficile ho lottato e strisciato tra i fallimenti, le cadute e i crolli, in questo modo ho imparato ad alzarmi quando qualcuno mi buttava giù, e quando la vita ti appesantisce l’anima, ho imparato a capire chi mi voleva bene evitando le persone con cui non mi trovavo bene, rischiando parecchie volte di rimanere da solo, ma questo mi dava coraggio e una carica incredibbile, in questo modo ho imparato a buttarmi senza paura su persone nuove, diverse, cercando le anime identiche alla mia, riuscendo così ad ampliare le mie strade e le mie conoscenze, ho imparato che l’amore non era solo sesso, ma qualcosa di vero e sentito, non ho mai avuto amore nella mia vita, quindi ho imparato da solo a trovare il vero significato, ho sofferto e sorriso allo stesso tempo, ma ora sto bene attento e riesco a comandare con intelligenza i miei sentimenti evitando che qualcuno possa farmi piangere o soffrire ancora, quindi ho imparato ad essere un bastardo anche io, in oltre ora so chi merita davvero il mio bene e il mio amore, ho imparato che le persone sono tutte uguali anche se magari alcune hanno il colore diverso, o hanno un aspetto differente dal mio, il mondo ha la legge della biodiversità, così anche le persone, ma sono pur sempre persone come me, come te, come tutti, ho imparato a vivere in una famiglia fatta di problemi e lacrime, ora riesco a lottare per ogni cosa, così ho imparato ad ottenere tutto ciò che voglio, perchè lo desidero e riesco a portarlo a termine, senza mai mollare, senza mai rifiutare nulla.

Ho imparato a vivere, è questo che mi rende felice, e so che la strada è molto lunga e che imparerò sempre qualcosa, non posso permettermi di limitarmi a cose banali e piccole, perchè le strade sono infinite, ma la vita è una sola ed ha un limite.

(Ejay Ivan Lac)

SUCCEDE, A VOLTE, ED E’ COME UN’ILLUMINAZIONE.

marzo 12th, 2012

“A volte si arriva a credere che il mondo tutto sia un’aggregazione di gente banale, noiosa, superficiale, poco interessante… e ci si chiede “io che c’entro in tutto questo? Perchè il dolore del mondo me lo sento scorrere nelle vene mentre alla stragrande maggioranza delle persone scivola addosso come fosse invisibile?”, poi succede: s’incontrano le eccezioni, ci s’incrocia con qualcuno che la pensa come noi, e si apre davanti ai nostri occhi un orizzonte nuovo, ci si sente meno alieni, e meno soli… ci si rimbocca allora le maniche e si prova, per quanto piccola possa essere l’opera di un solo uomo, a cambiare il mondo. ….”

A.Vanligt, Pensieri avvolti da un filo rosso

Tra le nuvole….

marzo 1st, 2012

Oggi sono qui sulla nostra panchina, piove non mi sono neanche portato un ombrello, e non riesco neanche a vedere il verde di un giardino dove noi in quei giorni di primavera avevamo lasciato il nostro amore

Ti ricordi i nostri baci? Le nostre promesse? I nostri ti amo eterni….

Ti avrei amato anche se non ti avessi mai conosciuta

Avrei visto i tuoi grandi occhi, avrei sentito la tua pelle calda

Ne sono sicuro, se non ti avessi mai incontrata saresti stata il mio sogno

Amavo tutto di te,

la tua gelosia il tuo orgoglio…

Finivamo sempre per litigare, a noi in fondo piaceva litigare, tra baci e piccoli morsi sulle labbra  per poi finire a far l’amore

Io non c’ero quando il tuo cuore ha smesso di battere, no non c’ero

Sai? Dicono che quando una persona va in cielo e comincia a piovere sono gli angeli che piangono perche il destino divide qualcosa di bello…

E il nostro amore oltre ad essere bello era anche grande

Oggi come quel giorno piove, e tu sei lì tra le nuvole

ed io qui in questa stupida panchina con gli occhi al cielo a prendermi le tue lacrime e sentirti ancora addosso come quei giorni di primavera….

NON E’ UN CASO! Coincidenze? David Richo

febbraio 25th, 2012

Le condizioni dell’esistenza sono forze che ci assistono lungo il percorso verso il nostro destino. Senza la solitudine non scopriremo mai il vasto mondo interiore della saggezza e del potere risanante che è in noi. Se cio’ che vediamo e desideriamo non fosse transitorio, non spingeremo lo sguardo oltre le persone e le cose, o non le contempleremmo più a fondo, per venire a contatto con in trascendente. Se tutto fosse prevedibile, la sorpresa, l’inatteso, le piacevoli coincidenze non farebbero spalancare i nostri occhi.
David Richo, Non è un caso! Coincidenze?

*

Senza sofferenze, non saremmo in grado di trovare le risorse interiori, non proveremmo mai il dolore che conferisce profondità e carattere, non apriremmo mai il nostro cuore alla compassione. Se ci fosse giustizia nelle cose, non saremmo motivati a riconoscere e a gestire in modo creativo l’ombra in noi stessi e negli altri.
David Richo, Non è un caso! Coincidenze?

*

Tutti i miti della creazione hanno inizio dal caos: e il caos è la realtà data, la condizione necessaria perchè qualcosa di nuovo possa emergere. Una crisi personale è un microcosmo del caos primordiale e dei requisiti per la creazione. Quando le circostanze mettono a soqquadro la nostra vita, è segno che qualcosa è pronto per nascere.

David Richo, Non è un caso! Coincidenze?

*

Nei momenti di crisi ci si sente incapaci di mantenere le vecchie, sicure strutture; si è costretti a chiamare a raccolta tutte le forze e avanzare verso qualcosa di nuovo. Allora è possibile che intervenga una grazia, si trova in se stessi una forza insospettata. La crisi viene superata e, dopo la tempesta, ci si ritrova ancora vivi. A questo punto, il paradosso viene svelato: pur senza sostegni siamo in grado di tenerci in piedi. La minaccia di distruzione conduce ad una via d’uscita.

David Richo, Non è un caso! Coincidenze?

*

Qual è il significato recondito delle coincidenze apparenti? E come possono mutare il corso del nostro destino? A tutti noi sono capitate curiose combinazioni che non riusciamo a spiegarci, quindi saremo sollevati nell’apprendere che, dietro l’apparente casualità di una serie di circostanze insolite, non si cela un fato perverso, un dio maligno o un genio burlone.
David Richo, Non è un caso! Coincidenze?

Coraggio!

febbraio 17th, 2012

Credi Tu lo sai,
quanto coraggio hai,
cosa pensi, come agisci,
quali frasi tu ti dici.

E’ una spinta, un emozione,
un istinto e una ragione,
che ti fa sentire forte,
come un Re nella sua Corte.

Il coraggio è nel respiro
che si espande col sospiro,
è uno stato di certezza
che ti avvolge con pienezza.

Il coraggio è nel tuo volto,
nei tuoi occhi e nel tuo corpo,
nel respiro pieno e fiero,
come un vero condottiero.

Il coraggio è tutto qua,
e puoi averne a volontà,
quando ascolti, parli e agisci,
e sai che questa è libertà.

E se talvolta credi che,
Il coraggio non sia in te,
pensa a cio’ che hai affrontato
e a quanto poi lo hai amato!

Rosy Falcone

PANTA REI

febbraio 11th, 2012

il tempo scorre
senza sosta.
I pensieri
rimsngono fermi.
Sembrano costretti
nello spazio
interminabile
tra speranza
e desiderio.
Uno sguardo
a passato.
Gli occhi
chiusi.
Aperti
di fronte
ad una luce
lontana…
lontana
ma sempre
accesa!

Sognatore di Algoritmi, G.Fresca

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