Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe che farei
ed è come quello che non si direbbe che direi
quando dico che non è così il mondo che vorrei
Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta.
Si è anche felici, di cose del genere. Felici.E potrebbero non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac.
Senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,
ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Alessandro Baricco, da “Oceano Mare“
Ed è da quel caldo giorno dell’estate 1997,
all’età di 22 anni, che iniziai ad usare questo
amuleto per entrare in un mondo tutto mio,
chiamato “Khepri”, un luogo dove rifugiarmi
e dove combattere il male del mondo, della realtà,
dove rigenerarmi per affrontare il presente.
Quando mi stendo sul letto e leggo il rituale
sacro posto sul retro dello scarabeo immagino
che da quest’ultimo partano delle bende che
avvolgono il mio corpo, mummificandomi.
È allora che inizia la mia lotta interiore, è in
tal modo che ho fatto diventare Khepri parte
integrante di me, generando il mio mondo interiore”.
Dietro la porta dell’anima
si nascondono i ricordi di ognuno.
Per i più sentirseli raccontare
non ha nessun significato, ma sovente capita
che qualcun’altro ci si specchi dentro…
e riveda la propria storia.
E lì, in quel momento,
che si congiungono
i destini di tanti sconosciuti…
E niente, sai, davvero niente basta,
nemmeno le ginestre che fioriscono
a maggio per chi sa vederle
e che io guardavo senza vedere,
come di solito facciamo tutti, fino a cadere
nella nostalgia dell’irreversibile… Antonio Tabucchi, da “Si sta facendo sempre più tardi“
Là dove sei diretto non ci sono sentieri, né piste, solo il tuo istinto. Hai seguito i segnali e alla fine sei arrivato. Adesso devi fare il gran tuffo nell’ignoto e scoprire da solo chi ha torto, chi ha ragione, chi sei tu veramente.
Possibile che quel lui, nel quale un esibito sarcasmo nasconde in realtà un’incurabile malinconia, e quella lei così generosa e appassionata non potessero più incontrarsi, quasi come se l’autore avesse voluto prendersi gioco di loro e godere della loro infelicità?
E ho pensato alla vita, che è surrettizia,
e che raramente mostra in superficie le sue ragioni,
e invece il suo vero percorso avviene in profondità,
come un fiume carsico. Antonio Tabucchi, da “Si sta facendo sempre più tardi“
Non lo so se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza, ma io credo, può darsi le due cose, forse le due cose capitano nello stesso momento.
Il destino è spesso una comoda giustificazione per illuderci che tutto quanto accade non dipende da noi, ma da una forza misteriosa capace di trasformare i sogni in realtà e le nostre azioni in un fallimento.
Circa 200 anni fa Benjamin Franklin spiegò al mondo il segreto del suo successo: non fare mai domani quello che puoi fare oggi. È l’uomo che ha scoperto l’elettricità, molti di noi dovrebbero ascoltare quello che ha detto. Non so perché noi procrastiniamo le cose, ma se dovessi indovinarlo direi che ha molto a che fare con la paura… paura del fallimento… paura del dolore… paura del rifiuto. Talvolta la paura è solo quella di prendere una decisione perché se ti fossi sbagliato? se stessi facendo uno sbaglio irrimediabile? Di qualunque cosa si abbia paura, di sicuro c’è una verità: nel momento in cui il dolore di non fare una cosa diventa più forte della paura di farla, ci si sente come se si avesse un tumore gigantesco.