Aforismi da Libri

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PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012

settembre 16th, 2011

gennaio IMPULSO
Ciò che chiamiamo “vita” è un treno con tanti vagoni.
A volte ci troviamo in uno, a volte in un altro.
In alcune occasioni passiamo dall’uno all’altro:
accade quando sogniamo  o quando
ci lasciamo trasportare dallo straordinario.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
***


febbraio CAMMINO

la nostra vita è un viaggio ininterrotto
dalla nascita fino alla morte.
Il paesaggio muta, le persone cambiano,
i bisogni si trasformano, ma il treno prosegue.
La vita è il treno – non la stazione ferroviaria.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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marzo DECISIONE
c’è sempre un momento giusto per agire
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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aprile DISCERNIMENTO

Smettila di ripetere la medesima lezione:
non è questo che ti farà apprendere qualcosa di nuovo
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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maggio RINNOVAMENTO
Spesso l’insoddisfazione invincibile è un dono che Dio ci fa per un unico motivo:
spronarci a cambiare tutto per andare avanti
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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giugno IMPEGNO

Chi è realmente impegnato con la vita non cessa mai di camminare
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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luglio DISTACCO
Quando dobbiamo affrontare una perdita , non serve sfprzarsi di recuperare ciò che ormai è svanito: è meglio approfittare del grande spazio vuoto per colmarlo con qualcosa di nuovo.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
***

agosto GIOIA
Il paradiso è poter dire: “Ho commesso alcuni errori, ma non sono stato vigliacco.
Ho vissuto la mia vita e ho fatto ciò che dovevo fare”
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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settembre DETERMINAZIONE
Una dote del guerriero è saper capire che la forza di volontà e i coraggio non sono la stessa cosa. Il coraggio può attirare paura e adulazione, mentre la forza di volontà richiede pazienza e impegno
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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ottobre CORAGGIO
Viaggiare non è mai una questione di denaro, bensì coraggio.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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novembre SENSO
So soltanto che una vita senza causa è una vita senza effetto.
E non posso permettere che ciò mi accada.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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dicembre PACE
Il Cammino della Pace sembra una lotta, ma non lo è.
E’ l’arte di aggiungere ciò che manca e togliere quello che è di troppo
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012

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Istanti - Agenda 2012 di Paulo Coelho Istanti – Agenda 2012 di Paulo Coelho

Paulo Coelho

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Mi piace pensare alla VITA come a un fiume, con rapide e cascate.

settembre 5th, 2011

Mi piace pensare alla vita come a un fiume, con rapide e cascate.
Ci sono periodi in cui tutto sembra scorrere liscio. Sei sulla tua canoa, remi con comodo e ti godi il panorama. Un giorno fluisce nell’altro, risolvi ogni piccolo problema e ti rimane anche del tempo per rilassarti. E poi, gradualmente, la corrente accellera; è ancora possibile farcela, ma bisogna impegnarsi un pochino di più. Successivamente arrivano le rapide e di colpo ogni cosa diventa più difficile. Può trattarsi di un nuovo progetto di lavoro, della malattia di qualche membro della famiglia, di un trasloco oppure di un licenziamento. Quale che sia la ragione, in questi momenti governi faticosamente la canoa, lottando per restare a galla. La mattina ti svegli con la sensazione di essere già in ritardo e ogni giorno diventa una folle corsa contro il tempo per portare a termine gli impegni. E poi le rapide si fanno più veloci e tu continui ad avanzare in quella direzione. Tu “devi”, “sei costretto”, “non hai altra scelta”. Vai avanti, avanti, avanti. E in lontananza senti già lo scroscio della cascata e ti convinci che la tua unica possibilità sia remare con più vigore. Devi superare quelle rapide, in un modo o nell’altro, e cercare di metterti in salvo. Altrimenti, la cascata ti trascinerà con sé.
Nicholas Sparks, Tre settimane un mondo

*

Tre Settimane, un Mondo Tre Settimane, un Mondo
Nuova edizione
Nicholas e Micah Sparks

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Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI

agosto 24th, 2011

Il tempo, si sa, vola a volte veloce come un uccello, a volte scivola lento come un verme, ma la sensazione migliore per l’uomo sta nel non accorgersi nemmeno se il tempo stia trascorrendo piano o in fretta.

Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI

***

In  un angolo remoto della Russia c’è un piccolo cimitero di campagna, triste come tutti i nostri cimiteri. Nel fossato che lo circonda l’erba è incolta; le grige croci di legno sono inclinate e marciscono sotto i loro piccoli tetti che
un tempo erano dipinti; le lapidi sono smosse, come se qualcuno le avesse spinte dal disotto; due o tre alberelli spogli fanno una misera ombra e le pecore vagano indisturbate tra le tombe… Ma c’è una tomba alla quale nessuno può avvicinarsi, che nessun animale può calpestare, solo gli uccelli, all’alba, vi si posano a cantare. Una recinzione di ferro la protegge e ai lati s’innalzano due giovani abeti: in quella tomba è sepolto Evgènij Bazàrov.

  Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI

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In ogni caso un figlio non può giudicare il padre e tanto meno io potrei giudicare un padre che non ha mai ostacolato la mia libertà

Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI

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«Tu non conosci abbastanza mio padre», diceva Arkàdij.
Nikolàj Petròviè si nascose.
«Tuo padre è un bravo ragazzo», ribatté Bazàrov, «ma ha una mentalità arretrata. La sua canzoncina l’ha già cantata».

  Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI

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La vita dell’uomo è appesa a un filo con sotto una voragine che si può spalancare in ogni istante, e, nonostante tutto, è l’uomo che si procura da solo ogni sorta di dispiaceri, che si rovina con le proprie mani

Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI

Siamo come candele accese, Massimo Gramellini

agosto 19th, 2011

Siamo come candele accese. Il rosso della fiamma non è l’unico colore, ma solo il più esterno e visibile. Ci sono anche il giallo e il blu: alla base, intorno allo stoppino. Allo stesso modo in noi convivono tre livelli di “combustione”: il rosso delle passioni all’esterno, il giallo delle emozioni e, alla base, il blu dello spirito. Chi passa la vita a inseguire passioni per provare emozioni fa una cosa molto vitale, ma insufficiente ed è per questo che rischia di rimanere sempre inappagato. Per trarre dai sensi tutto ciò che possono darti, occorre lavorare sullo strato più profondo e nascosto. Imparare a cercare risposte all’interno e non all’infuori di te. Altrimenti sarai sempre vittima delle circostanze e degli ondeggiamenti emotivi altrui.

Massimo Gramellini, da “Cuori allo specchio”

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Cuori allo Specchio Cuori allo Specchio

Massimo Gramellini

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ALDA MERINI* Aforismi e Magie

agosto 17th, 2011

“Chi regala le ore agli altri vive in eterno”.
Alda Merini, aforismi e magie

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Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dai suoi sogni.
Alda Merini, aforismi e magie

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L’uomo impara sempre a vivere quando è troppo tardi.
Alda Merini, aforismi e magie

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I figli si partoriscono ogni giorno.
Alda Merini, aforismi e magie

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Se avete molto caldo prendete un ramoscello di follia e piantatevelo negli occhi.
Alda Merini, aforismi e magie

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Il poeta non rigetta mai le proprie ombre.
Alda Merini, aforismi e magie

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Chi tace spaventa.
Alda Merini, aforismi e magie

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Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Alda Merini, aforismi e magie

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L’aforisma è il sogno di una vendetta sottile. L’aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica. Chi fa aforismi muore saturo di memorie e di sogni ma pur sempre non vincente né davanti a Dio né davanti a se stesso né davanti al suo puro demonio.
Alda Merini, aforismi e magie

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La poesia è la pelle del poeta.
Alda Merini, aforismi e magie

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Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.
Alda Merini, aforismi e magie

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Nessuno rinuncia al proprio destino anche se è fatto di sole pietre.
Alda Merini, aforismi e magie

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Niente è più necessario di ciò che non serve.
Alda Merini, aforismi e magie

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Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.
Alda Merini, aforismi e magie

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Ogni male ha il suo colpo di ritorno.
Alda Merini, aforismi e magie

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L’amicizia

agosto 4th, 2011

L’amicizia è una preziosa carezza di cui non puoi fare a meno. [Sergio Bambarén – Serena]

LA ROSA DI GERICO* Sergio Bambarén

agosto 1st, 2011

” … Agisci! Fallo lentamente, ma non lasciare che il tuo tempo prezioso ti sfugga, oppure la tua mente potrà giocarti dei brutti scherzi… ”
La rosa di Gerico, Sergio Bambarén

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Soltanto un sorriso può trasformare un giorno triste fino ad accenderlo di luce e di colore.
Trova quella cosa che ti faccia sorridere di cuore.
La rosa di Gerico, Sergio Bambarén

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La persona più felice non necessariamente è colei che ha il meglio di ogni cosa è piuttosto quella che fa del suo meglio con quanto le capita sul suo cammino.
La rosa di Gerico, Sergio Bambarén

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POESIE ESOTERICHE* FERNANDO PESSOA

luglio 19th, 2011

Dio è un grande intervallo.
Ma fra che cosa e che cosa?
Fra ciò che dico e ciò che taccio?
esisto? Chi è che mi vede?
Sono il mio errore… e l’alta colombaia
sta intorno alla colomba,
oppure al fianco?
***

Dio non ha unità
come potrei averla io?
***

l’abisso è il muro che io ho
Essere io non ha misura
***

Per la Pianura senza sentieri
giunge il cavaliere.
Cammina in pace e piano piano
con paura di Nessuno
***

L’assenza di Dio è un dio anh’essa.
***

Il Fato destina estraneo al bene e al male
***

Prendimi, oh notte eterna tra le braccia
e chiamami tuo figlio.
***

Mi raccontai nell’ombra, senza trovarmi un senso…
***

Tutto, anima mia, ha un altro senso,
anche l’avere un senso
***

FERNANDO PESSOA – POESIE ESOTERICHE

*

Pagine Esoteriche Pagine Esoteriche

Ferdinando Pessoa

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Poesie Esoteriche
Testo originale a fronte

se lei se ne va…

luglio 11th, 2011

Se lei se ne va, io resto una maniglia senza porta.

montedidio, erri de luca


Com Piacere per Piacersi

giugno 30th, 2011

“…L’Io costruito attraverso il bisogno del riconoscimento dell’altro è un MURO che m’impedisce di vedere CHI SONO, che mi indica un POSTO che debbo occupare, che mi priva di ogni libertà. Così, succube della mia “falsa identità”, mi affanno ad avere sempre più successo, più potere, più stima, più amore, diventando sempre più lo specchio delle attese degli altri e sempre meno me stesso…

La mia “falsa identità” mi pone sempre in balia del giudizio altrui.

Nella falsa identità non percepisco più il mio valore in funzione della mia “unicità”, ma in funzione di ciò che gli altri pensano di me; così mi adopero ogni giorno per accaparrarmi la loro stima e più mi affanno in questa direzione più perdo irrimediabilmente me stesso.
Diventare MIGLIORI, cercando di trovarci SUPERIORI, è un modo per alimentare il nostro senso d’inferiorità.

La falsa identità, infatti, ci pone nelle condizioni di sentirci sempre in ansia, sempre inadeguati, e per questo di dovere avere sempre bisogno di qualcosa che ci manca, di dover possedere sempre tutto e di più, di dover controllare ogni cosa diventando refrattari al rischio di incontrare il senso delle cose che ci accadono.

E’ in relazione a questo bisogno di controllo e consenso che l’ansia di piacere e com-piacere prende strada, che prende strada l’idea che affermarmi per quello che sono diventa un rischio impossibile e che è molto meglio nascondermi,piuttosto che esporre i miei desideri e le mie intenzioni.

La mia falsa identità mi appella affinché sia SPECIALE, quando in realtà sono già UNICO, e questa tensione a raggiungere l’eccezionalità diventa fonte d’infelicità e di stress.

Nella nostra UNICITA’ nulla dev’essere guadagnato e ricercato affannosamente, poiché tutto è già in nostro potere.

Non dobbiamo dipendere da alcunché e da chissà chì, e neppure dobbiamo cercare chissà che cosa, poiché ogni cosa che conta già ci appartiene.

Ma quando la nostra identità non è il riflesso della nostra unicità, ma si affida alla manipolazione del giudizio altrui, allora diventiamo vulnerabili o predatori, consumisti od avari, sospettosi e gelosi, fragili, incapaci di perdonare, egoisti e pretenziosi, cinici e capricciosi, cosicché ogni volta che un qualcuno non soddisfa i nostri desideri, ci sentiamo offesi ed inveiamo contro di lui.

Quando ci sentiamo offesi non è la nostra PERSONA a sentirsi offesa, ma è

L’IDEA CHE CI SIAMO FATTI DI NOI E CHE, NELLA PRETESA NARCISISTICA, VORREMMO CHE L’ALTRO CONDIVIDESSE.

Da qui l’intolleranza, i conflitti di potere, lo sforzo quotidiano di piacere e compiacere, il bisogno compulsivo di successo, di denaro, di bellezza, come condizioni indispensabili per sentirci AMATI ED APPREZZATI…”
Tratto da “Il coraggio di scegliere” Franco Nanetti

Essere Amorevole verso sé stessa,
Amarsi veramente, parte da qui  :

Accetto me stessa completamente, pur volendo cambiare aspetti di me.

Accetto gli altri come sono, senza volerli cambiare per soddisfare i miei bisogni.

Ho coscienza dei miei sentimenti e atteggiamenti in ogni aspetto della mia vita, compresa la sessualità.

Ho caro ogni aspetto di me: la personalità, l’aspetto fisico, le convinzioni e i valori, gli interessi e le mie capacità. Valorizzo me stessa piuttosto che cercare una relazione che mi dia valore.

La mia autostima è sufficiente a permettermi di godere della compagnia di altri, soprattutto uomini, che vanno benissimo come sono. Non ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me per sentirmi meritevole.

So che una relazione per poter funzionare, deve avvenire tra persone che condividano simili valori, interessi e obiettivi, e abbiano la capacità di vivere un rapporto intimo. So anche che merito il meglio che la vita ha da offrire!
tratto da “Lettere di donne che amano troppo” di Robin Norwood

LIBRI Tutti i libri del mondo non ti danno la felicità

giugno 26th, 2011

Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.

Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.

La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri


LEI, UN ANGELO

giugno 18th, 2011

perché‚ non ti scrivo?
Me lo domandi proprio tu che sei un sapiente!
Dovresti indovinare che sto bene e che…
In breve ho fatto una conoscenza che mi tocca proprio il cuore.
Ho… non so quel che ho!
Sarà difficile che io possa raccontarti ordinatamente come ho conosciuto la più deliziosa fra le creature.

Sono soddisfatto e contento; e per conseguenza non sono un buono storico.
Un angelo! ahi, questo ognuno lo dice della sua amata.
E quindi non so come fare a dirti come lei sia perfetta, perché‚ sia perfetta: in breve lei è riuscita ad avvincere tutto il mio essere.
Una grande purezza si unisce a una grande intelligenza, e la bontà e l’energia, la pace dell’animo e l’amore alla vita attiva armonizzano in lei.
Tutte le cose che ti scrivo non sono che chiacchiere inutili e vane astrazioni che non esprimono nulla di quello che lei è.

[I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER - J.W.GOETHE]

L’ARTE DI VIAGGIARE* Alain de Botton

giugno 7th, 2011

Se la nostra esistenza si svolge all’insegna della ricerca della felicità, forse poche cose meglio dei viaggi riescono a svelarci le dinamiche di questa impresa- completa di tutto il suo ardore e di tutti i suoi paradossi.Benché in maniera indiretta, infatti, i viaggi, contengono una chiave di lettura del senso della vita che va oltre le costrizioni imposte dal lavoro e dalla lotta per la sopravvivenza; ciononostante raramente vengono considerati stimolanti sul piano filosofico piichè sembrano richiedere considerazioni di ordine eminentemente pratico. Veniamo così inondati su consigli sul dove, ma poco o nulla ci viene domandato circa il come e il perchè del nostro andare. Eppure l’arte di viaggiare pone una serie di interrogativi nient’affatto semplici o banali, e il cui studio potrebbbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità.

“L’arte di Viaggiare” – Alain de Botton

LE LUCI DI SETTEMBRE* Carlos Ruiz Zafon

maggio 30th, 2011

A volte vorrei tornare indietro, ripercorrere i miei passi
nel tempo.
Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

*

I ricordi fluttuavano dentro di lei come la scia di un temporale.
Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

*

Per un momento i suoi occhi si persero in quelli di lei, e Irene sentì il ragazzo stringerle dolcemente la mano. Il mondo non era mai stato così lontano.
Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

*

Non valeva la pena perdere tempo cercando di cambiare il mondo; bastava evitare che il mondo cambiasse noi. Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

*

La vita sembrava tranquilla e semplice, ma allo stesso tempo aveva più pieghe di una tenda bizantina.
Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

*

Orologi, tiranni che organizzano la vita con capriccio militare.
Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

*

Chi tanto e chi così poco.
Carlos Ruiz Zafon, Le luci di settembre

COSA RESTEREBBE SE NON CI FOSSERO LE STORIE O I LIBRI?

maggio 28th, 2011

«Quando un giorno passa, smette di esistere. Cosa resta? Nient’altro che una storia. Se le storie non venissero raccontate o i libri non venissero scritti, l’uomo vivrebbe come gli animali: senza passato né futuro, in un presente cieco»

Isaac Singer

[Tratta da F.Campbell - Padre e Memoria] 

IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI* Vanessa Diffenbaugh

maggio 19th, 2011

Se era vero che i muschi non hanno radici e l’amore materno può nascere spontaneo, apparentenente dal nulla, allora forse avevo sbagliato a ritenermi incapace di crescere mia figlia. Forse anche chi aveva vissuto isolato e senza affetti poteva imparare ad amare profondamente al pari di chiunque altro.
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

*

Non importa quello che possediamo ma il modo in cui sappiamo apprezzarlo.
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

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La tua vita comincia adesso. D’ora in avanti non potrai più incolpare nessuno a parte te stessa.
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

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Non mi fido, come la lavanda,
Mi difendo, come il rododendro
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura, lascio…
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

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“Le rose per la grazia e l’eleganza, la camomilla per emergere dalle difficoltà, la gerbera come l’allegria di un’inattesa speranza e i bouganville per la passione”
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

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“Cos’è l’infedeltà?” chiesi mentre svoltavamo in un sentiero orlato di rose gialle. Elizabeth si fermò. La guardai e mi accorsi che aveva un’espressione triste. Per un momento pensai di aver detto qualcosa di sbagliato, ma poi vidi che il suo sguardo era posato sulle rose, non su di me. Mi chiesi chi le avesse piantate. “Significa avere amici.. segreti”, disse infine. “Amici che non si dovrebbero avere.”
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

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Il vigneto era silenzioso. Hazel si staccò da lei e guardò oltre le viti, verso la casa. I suoi occhi assonnati seguirono la linea del tetto fino alle finestre dl primo piano. Quando si girò verso di me, ebbe un sussulto, come se si fosse dimenticata della mia presenza, poi sorrise: un lento, timido, raggiante sorriso. Tese le braccia verso di me e lanciò dei gridolini di gioia. Quel suono aprì una crepa nel guscio che mi avvolgeva il cuore, come un acuto infrange un bicchiere di cristallo.
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

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Quella sera Hazel avrebbe dormito per la prima volta con me. Le avrei letto una storia e l’avrei cullata sulla sedia a dondolo. Poi avremmo cercato di addormentarci. Forse mia figlia si sarebbe sentita intimorita e io inadeguata, ma ci avremmo riprovato, una settimana dopo l’altra. Con il tempo avremmo imparato a conoscerci e io avrei saputo darle – come ogni madre alla figlia – un amore imperfetto e senza radici.
Vanessa Diffenbaugh, “Il linguaggio segreto dei fiori”

*

Il Linguaggio Segreto dei Fiori Il Linguaggio Segreto dei Fiori

Vanessa Diffenbaugh

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LA BAMBINA CHE NON ESISTEVA* Siba Shakib

maggio 16th, 2011

Non permettere mai a niente e a nessuno di fermarti. Cammina a testa alta. Non pensare che una missione, una strada, una decisione è troppo grande per te.
Per quanto lungo possa essere un viaggio, se credi che sia quello giusto, intraprendilo.

Siba Shakib, “La bambina che non esisteva”

*

Samira spalanca le braccia, afferra le mani degli angeli che la sostengono, si alza con loro verso il Nulla, il luogo dove inizia la fine. La fine di tutto e niente. La fine e l’inizio. Dove si trova Dio. Dove neppure Dio esiste più.
Siba Shakib, “La bambina che non esisteva”

*

Non ho nessun sogno da vivere.
Hai molti sogni, dice l’affabile maestro. Io lo so. Riesco a vederli.
Sono nascosti dentro di te. Solo che ancora non lo sai.

Siba Shakib, “La bambina che non esisteva”

UN LIBRO SERVE A VOLTE PER VEDERCI DENTRO SE’ STESSI

maggio 7th, 2011

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso.

L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che

egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che,

senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Marcel Proust * Il tempo ritrovato

GIANFRANCO BREVETTO * IL LADRO DI LIBRI

aprile 30th, 2011

Immaginavo che ci fosse qualcuno che mi cercava, che s’interessasse a me, che conoscesse il mio nome e il mio volto e che il mio futuro dovesse dipendere da questo incontro
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

***

Marta non avrebbe portato via nulla con sé. Voleva sentirsi leggera, voleva lasciare lì, tra le cose apparentemente dimenticate, anche quel velo di tristezza che ricopriva il suo volto. Non le apparteneva, le era stato imposto. Un velo pesante ed insidioso. Quel velo la opprimeva, era il segno della sua sottomissione: lo avrebbe lasciato scivolare lungo le scale.
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

***

Un errore. Un errore accomunava me e Marta: l’aver cercato dentro di noi qualcosa che ci aiutasse a capire quanto stava accadendo. Avevamo, così, attinto dal pozzo l’acqua che noi stessi vi avevamo versato. Ed ora continuavamo ad avere sete.
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

***

La sentiva arrivare. Marta sentiva arrivare la crisi, il momento in cui non è più possibile guardare indietro. Il momento in cui le catene si spezzano o si richiudono per sempre. Aveva sempre rinnegato se stessa, ora abbandonava quel sé rompendo lo specchio nel quale non si era mai riconosciuta.
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

***

Avevi un’idea di come fare? Di come procedere in quella che tu ritenevi la tua liberazione? Era questo che ti assillava. I tuoi dubbi, alla fine, ti rendevano immobile. La paura ti costringeva all’esilio.
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

***

Ovunque tu fossi in quell’istante una mia carezza ti avrebbe cercata. Un ultimo bacio dimenticato, una certezza sfuggita e mai detta, ti avrebbero raggiunta. In quell’istante, nell’oblio dei forse, ogni gesto e respiro, una sillaba sacra.
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

***

Evidentemente! Evidentemente c’era qualcosa che non andava. Che non andava in lei o negli altri. Se ne accorgeva da come la guardavano, da come lei vedeva il mondo che la circondava. Era divenuta insofferente, cinica, quasi insensibile. No, si diceva, non sarebbe durato a lungo. Ci doveva essere una fine.
GIANFRANCO BREVETTO * il ladro di libri

I cancelli del Paradiso

aprile 23rd, 2011

Un giorno un uomo di saggezza disse:

“La musica è il cigolio dei cancelli del Paradiso”.

Un uomo dal cuore arido obiettò:

“A me non piace il suono dei cancelli che cigolano”.

Gli fu risposto:

“Io sento il suono dei cancelli che si aprono, mentre tu senti quelli che si chiudono”.

tratto da: G. Magi – “La via dell’umorismo. 101 burle spirituali”

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