A volte dalle parole nascono immagini
Stefania gennaio 31st, 2012
A volte dalle parole nascono immagini
a volte dalle immagini nascono parole.
Stephen Littleword, Aforismi
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Stefania gennaio 31st, 2012
A volte dalle parole nascono immagini
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Stephen Littleword, Aforismi
Coletta gennaio 4th, 2012
L’arte è ridere mentre piange l’anima.
Giuseppe Cirino – da Il suonatore di foglie -
Ombra dicembre 14th, 2011
La vita, talvolta, sa essere cinicamente assurda.
La vida es una herida absurda!
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
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Esiste nell’uomo una realtà ineludibile e che riguarda il doppio (Il sosia), che assume sostanzialmente la forma di una vita segreta e inconfessabile, a meno che non si faccia ricorso,[...] alla scrittura letteraria: la fuga da se’ stessi è impossibile;un sosia ci accompagna sempre e comunque, inesorabile e implacabile, in ogni luogo e in ogni momento, al fine di convincerci della sua propria ineluttabilità.
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
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“Un doppio è, in genere, un duplicato.
A un’entità originale si affianca, come un’ombra , un’altra entità.
Il mio doppio è però molteplice, talvolta anche drammaticamente molteplice, come capita con tutti i personaggi del mondo odierno. E soprattutto non gode di alcuna stabilità. E’ precario, vive di brevi momenti, per essere successivamente sostituito da altri come lui. Una pluralità di altri.”
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
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Mentre attacca Just One of Those Things – che lo abbia messo su il cameriere del Flore o io stesso, mentre nel chiuso del mio piccolo studio del centro antico di Napoli sto annotando queste frasi, poco importa, come si sarà capito – mi strattona l’anima il ricordo della figura di mio padre e della sua ancora recente morte. Ancora
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
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“… si potrebbe ipotizzare che il prezzo da pagare per ottenere un sempre più elevato grado di autonomia, sia quello di doversi arrendere alla drammatica consapevolezza dell’assurdità dell’essere….”
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
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“Si faceva sempre più urgente in me il bisogno di cercare di capire chi fosse quel Ricardo Montero, che cosa avesse a che fare con Vila-Matas, con Bove, Morante-Monteiro, Adolfo Fattori-Farnese e -soprattutto- con la mia esistenza, nella quale si era ormai catapultato con tanta improvvisa veemenza. Da quel momento è come se un velo di assurdo avesse cominciato ad avvolgersi delicatamente intorno ai miei giorni. E alle mie notti…”
ESSERE RICARDO MONTERO* GIANFRANCO PECCHINENDA
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http://www.facebook.com/pages/Essere-Ricardo-Montero/213011362110423
shooting_star dicembre 13th, 2011
Il GIORNO IN PIU’ è il TEMPO CHE VORREI per trovare UN POSTO NEL MONDO dove con le PRIME LUCI DEL MATTINO ESCO A FARE DUE PASSI, pensando che E’ UNA VITA CHE TI ASPETTO. ^_^
Ombra dicembre 13th, 2011
I miei libri sanno a memoria
qualsiasi storia:
sanno quella degli indiani,
dei pellirossa e degli africani,
dei pirati, dei corsari,
dei beduini che vanno nel deserto
a cavallo dei cammelli e dei dromedari.
Loro sanno tutti i perchè:
perchè la luna c’è o non c’è,
perchè il sole scompare
in fondo al mare,
perchè la neve cade
e dove vanno a finire tutte le strade.
Sui miei libri ci sono pure
le figure:
a sfogliarli, come niente
si conosce tutta la gente.
Se in casa sono solo, non mi lagno:
con la mia libreria
io sono sempre in buona compagnia.
PRIME FIABE E FILASTROCCHE – Gianni Rodari
Stefania dicembre 7th, 2011
Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza.
Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava.
Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.
Marcela Serrano, Il tempo di Blanca
Ombra ottobre 29th, 2011
Filava tutto così liscio. Minnie e io abbiamo fatto il giro del centro commerciale per le ultime commissioni natalizie. Eravamo quasi alla grotta di Babbo Natale, quando mi sono fermata un attimo a guardare la casa delle bambole, al che Minnie ha afferrato un cavallino dallo scaffale e si è
rifiutata di rimetterlo a posto. Così adesso sono nel pieno di un estenuante “Pony-gate”.
Una madre in jeans J Brand attillatissimi con figlia vestitaalla-perfezione mi passa davanti lanciando la classica Occhiata Mamma, e io sobbalzo. Da quando c’è Minnie ho imparato che l’Occhiata Mamma è persino più spietata dell’Occhiata Manhattan. Con l’Occhiata Mamma, ti squadrano da capo a piedi per valutare fino all’ultimo penny il costo dei tuoi vestiti. E non solo.
Passano in rassegna anche gli abiti di tuo figlio, la marca del passeggino, la borsa dei pannolini, il tipo di merendina e se il pargolo sta sorridendo, urla o ha il moccio al naso.
So che è un bel po’ di roba da cogliere con uno sguardo in un secondo, ma credetemi, le madri sono multitasking
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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l’abbraccio così si sente protetta e al sicuro, proprio come raccomanda Tata Sue nel suo libro Consigli per domare un bambino difficile. L’ho comprato l’altro giorno tanto per dargli una scorsa. Così, per pura curiosità. Voglio dire, con Minnie non ho problemi o altro. Lei non è difficile. Neppure “fuori controllo e cocciuta”, come ha detto quella stupida della sua maestra di musica. (Cosa ne sa? Non è nemmeno capace di suonare bene il triangolo.)
Il problema con Minnie è che lei è… determinata. Ha le sue convinzioni. Come i jeans (non li mette) o le carote (non le mangia). E adesso la sua ferma convinzione è che deve avere a tutti i costi il pony.
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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A volte, quando la guardo, è così uguale a suo padre che mi fa sussultare.
A proposito. Dov’è Luke? In teoria, gli acquisti di Natale dovevamo farli insieme. Come una famiglia. Ma lui è scomparso un’ora fa, borbottando che doveva fare una telefonata, e non l’ho più visto. Probabilmente si è rintanato da qualche parte con il giornale a bersi un cappuccino come si
deve. Tipico.
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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«Poniiiii!» Stringe al petto il pony come se fosse il suo amico fedele smarrito da molto tempo che era stato venduto al mercato a cinquecento chilometri di distanza ed è appena tornato trascinandosi alla fattoria con le zampe indolenzite e la chiama con nitriti sommessi.
«È solo uno stupido giocattolo» sbotto spazientita. «Cos’ha di tanto speciale, comunque?»
Lo guardo con attenzione per la prima volta.
Wow. In realtà… è decisamente fantastico. Di legno bianco, tutto coperto di stelline luccicanti, ha un muso dipinto a mano che più dolce non si può. E anche le rotelline rosse.
«Il pony non ti serve proprio, Minnie» ribadisco, ma un filino meno convinta di prima. Ho appena notato la sella. Cuoio autentico? E ha le briglie con le borchie come quelle vere, e la criniera è fatta di pelo vero di cavallo. E ti danno anche il kit per la strigliatura!
Quaranta sterline non sono poi uno sproposito. Do un colpetto su una rotellina rossa, e questa si mette a girare perfettamente. Adesso che ci penso, Minnie un pony non ce l’ha. Nel suo armadio dei giochi c’è un vuoto da colmare.
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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Dio, odio le altre madri. Devono sempre ficcare il naso. Non fai in tempo ad avere un figlio ed è come se ti trasformassi nella finestra di un sito Internet con la didascalia: “Si prega di scrivere qui tutti i commenti cattivi e offensivi”.
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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Ecco cosa vuol dire essere buoni genitori: indicare a tuo figlio le strade del mondo.
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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Minnie viziata? Assurdo. Assolutamente assurdo.
Okay, ha i suoi momenti. Come tutti, d’altronde. Ma non è viziata. Lo saprei: sono sua madre.
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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Mentre camminiamo, lo guido con nonchalance verso il lato opposto del centro commerciale. Senza
un motivo preciso, a dire il vero. Solo perché ci sono le vetrine più belle. Come le gioiellerie dove ti
fanno tutto su ordinazione… e il negozio dei fiori di seta… e Enfant Cocotte, che è pieno di cavallini
a dondolo artigianali di palissandro, di alto design.
Ho rallentato notevolmente l’andatura e mi dirigo verso una vetrina illuminata a giorno zeppa di
tentazioni insidiose. Guarda che cose fantastiche. Guarda quelle tutine, e le copertine.
Se avessimo un altro bambino, potremmo comprare una serie di deliziose copertine nuove. E
sarebbe tutto dolce e tenero, e Minnie potrebbe aiutare a spingere la carrozzina, e saremmo una vera
famiglia..
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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Los Angeles è piena di negozi, no? E io avrò la green card, giusto?»
«Be’… fantastico!» Alza il bicchiere verso di me. «A quanto pare, abbiamo un progetto.»
Parla sul serio? È proprio così?
«Quindi… staremo a Hollywood» dico, tanto per essere sicura. «Tre mesi.»
«Sì.»
«Non sono mai stata a Hollywood.»
«Lo so.» Sorride. «Divertente, eh?»
Il mio cuore saltella qua e là come un pesciolino. Hollywood! Io, Becky Brandon, nata Bloomwood,
a Hollywood!
Luke sta dicendo qualcos’altro. Muove le labbra, ma non riesco a sentirlo. La mia mente è troppo
piena di immagini irresistibili. Io che sfreccio sui rollerblade, tutta abbronzata e tonica. Io al volante
di una decappottabile sul Sunset Boulevard. (Bisogna che scopra come si guidano le macchine
americane.) Io e Sage Seymour stese sui bordi della sua piscina rosa conchiglia con i bikini presi in
una boutique molto trendy in centro, e Minnie con un adorabile prendisole.
La gente mi chiamerà la Ragazza con l’Accento Inglese. O magari la Ragazza Amica del Cuore di
Sage Seymour. O forse… la Ragazza con gli Occhiali da Sole Bianchi. (Sì, domani li compro. Può
essere il mio look.)
E ci sarà sempre il sole! E berremo i frullati in Rodeo Drive! E magari andremo alla serata degli
Oscar… forse incontreremo Johnny Depp… farò una comparsata in un film…
«Becky?» La voce di Luke mi riporta di colpo al presente. «Che ne pensi?»
Sorrido così tanto da avere la sensazione che la faccia mi si divida in due.
«Quando partiamo?»
I LOVE MINI SHOPPING * Sophie Kinsella
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Ombra ottobre 24th, 2011
Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo ad uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare.
e da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato.
Banana Yoshimoto, Il coperchio del Mare
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aveva una sorta di aura intorno a se’, come una goccia cristallina di rugiada posata su un petalo di ibisco.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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quando si insegue un sogno, tutto sembra bello e carico di energia, proprio come quando si è innamorati.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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Basta fare un giretto qui intorno per sentirsi felici, sai? E’ come se si venisse purificati…
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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I miei genitori mi portavano spesso al tiro a segno.
Io infilavo con le mie manine il proiettile di sughero nel fucile e sparavo al bersaglio. Ogni volta che centravo una bambolina di porcellana dalla forma strana e per niente graziosa, la portavo a casa facendo attenzione a non romperla.Anche se era di una qualità infima e non era certo di mio gusto, il pensiero di averla vinta la faceva diventare quasi bella e non riuscivo a buttarla via.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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ogni estate aveva luogo un magnifico spettacolo pirotecnico e così tutti in paese si dirigevano verso la spiaggia affollata di turisti. Le esplosioni rimbombavano forti e basse lungo tutto il mare immerso nelle tenebre. I fuochi d’artificio lanciati verso l’orizzonte, si specchiavano sulla superficie dell’acqua e sembravano svilupparsi in due direzioni. E il mare, riflettendo nella notte quei mille colori vacillanti, appariva levigato.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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Avevo l’impressione che anche quei ricordi vanissero sbiaditi da qualcosa. E quel qualcosa, ne ero sicura, era il denaro. La colpa era del denaro sperperato senza nessun riguardo… ecco quello che aveva ridotto il nostro paese in quelle condizioni.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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ogni volta che passavo per quella strada, ogni volta che dall’estremità ndel ponte vedevo un tramonto riflesso dal mare, ogni volta che alzavo lo sguardo per osservare le fronde del salice che si agitavano con leggerezza al vento, mi dispiaceva che il tempo passasse. Poi, subito dopo, provavo una felicità addirittura opprimente. Una felicità derivante dalla consapevolezza di aver creato qualcosa di mio.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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comunquesia, non c’è niente da fare: bisogna lasciare che gli eventi seguano il loro corso. Lo diceva sempre anche mia nonna. Che gli esseri umani restano esseri umani in qualunque situazione, a patto che non si attacchino troppo alle cose e che la sera vadano a dormire grati per la giornata che hanno trascorso.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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per me non è un problema seguire il corso del destino. Qualnque sarà il luogo dove mi condurrà, sono sicura che riuscirò a trasformarlo in un bel posto,e continuerò a crearmi dei ricordi. In modo che , quando morirò, avrò qualcosa di bello da portare con me, qualcosa di simile a un mazzo di fiori, così grande da non poterlo nemmeno tenere tra le braccia.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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l’amavo troppo, decisamente troppo.
BANANA YOSHIMOTO, IL COPERCHIO DEL MARE
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Stefania ottobre 11th, 2011
Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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La differenza tra un pazzo e un saggio sta nel fatto che il primo obbedisce alle passioni, il secondo alla ragione. Perciò gli stoici affermano che il saggio rifugge la passione come se fosse una malattia. Secondo i Peripatetici invece le passioni sono le navi che ci conducono la porto della saggezza, ci stimolano e ci spronano sul cammino della virtù, esortandoci ad agire correttamente.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Il folle muta come la luna, il saggio è immutabile come il sole.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Le donne corrono dietro agli stolti; fuggono i saggi come animali velenosi.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Platone definisce la filosofia come una meditazione sulla morte, perchè l’anima si allontana dalle cose visibili e corporali, come accade per la morte fisica.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Alcuni uomini si trovano rinchiusi in un antro, nel quale vedono solo le ombre delle cose. Uno di essi è riuscito a salvarsi dandosi alla fuga. Torna nella caverna e racconta di aver visto le cose nella loro realtà. Dice loro che si sbagliano se credono che esistano solo quelle misere ombre. Il saggio ha compassione della stoltezza dei compagni in errore. Essi però ridono di lui, gli danno a loro volta del pazzo e lo respingono.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Di me giudicheranno gli altri: tuttavia, se non m’inganna la filautìa, io ho lodato la follia, ma non certo come un folle.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Qualsiasi cosa siano soliti dire di me i mortali, e infatti non sono così sciocca da non sapere quanto si parli male della follia anche da parte dei più folli, tuttavia sono io, io sola, ve lo posso garantire, che ho il dono di riuscire a rallegrare gli dèi e gli uomini. Eccone la prova: non appena mi sono presentata a parlare dinanzi a questa numerosa assemblea, tutti i volti si sono improvvisamente illuminati di una certa nuova e insolita letizia; subito le vostre fronti si sono spianate, subito mi avete applaudito con una risata così lieta e amabile che mi sembra di trovarmi dinanzi a un consesso degli dèi di Omero, come loro tutti ubriachi di nettare e nepente, mentre prima ve ne stavate lì seduti tutti imbronciati e tristi, come se foste appena usciti dall’antro di Trofonio.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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In primo luogo se la saggezza consiste nell’esperienza, chi merita di più che gli venga attribuito il nome prestigioso di saggio, il sapiente, che rinuncia a qualsiasi inizitiva vuoi per ritegno vuoi per viltà, o l’insensato, che né ritegno che gli manca, né il pericolo che non valuta, trattengono da alcuna avventura? Il sapiente si rifugia dai suoi libri antichi e ne impara soltanto sottigliezze linguistiche. L’insensato ricava una autentica saggezza, se non mi sbaglio, andando incontro alle cose e affrontandole da vicino. Sembra che questo l’abbia visto Omero, anche se era cieco, quando dice: “Avendone fatto esperienza anche lo stolto sa”. Infatti gli ostacoli principali per farsi un’idea delle cose sono il ritegno che annebbia lo spirito e la paura, che mostrando i pericoli distoglie dal prendere iniziative. La folia libera magnificamente da entrambi. Tra i mortali sono in pochi a capire per quanti altri vantaggi riesca utile non vergorgnarsi mai ed essere pronti a tutto.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico.
Elogio alla follia, Erasmo da Rotterdam
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Chiara ottobre 7th, 2011
La vita gli aveva insegnato ad aspettarsi il peggio e a farsi sorprendere dal meglio.
I diari dell’angelo custode, Carolyne Jess-Cooke
Ombra settembre 16th, 2011
gennaio IMPULSO
Ciò che chiamiamo “vita” è un treno con tanti vagoni.
A volte ci troviamo in uno, a volte in un altro.
In alcune occasioni passiamo dall’uno all’altro:
accade quando sogniamo o quando
ci lasciamo trasportare dallo straordinario.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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febbraio CAMMINO
la nostra vita è un viaggio ininterrotto
dalla nascita fino alla morte.
Il paesaggio muta, le persone cambiano,
i bisogni si trasformano, ma il treno prosegue.
La vita è il treno – non la stazione ferroviaria.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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marzo DECISIONE
c’è sempre un momento giusto per agire
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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aprile DISCERNIMENTO
Smettila di ripetere la medesima lezione:
non è questo che ti farà apprendere qualcosa di nuovo
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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maggio RINNOVAMENTO
Spesso l’insoddisfazione invincibile è un dono che Dio ci fa per un unico motivo:
spronarci a cambiare tutto per andare avanti
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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giugno IMPEGNO
Chi è realmente impegnato con la vita non cessa mai di camminare
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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luglio DISTACCO
Quando dobbiamo affrontare una perdita , non serve sfprzarsi di recuperare ciò che ormai è svanito: è meglio approfittare del grande spazio vuoto per colmarlo con qualcosa di nuovo.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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agosto GIOIA
Il paradiso è poter dire: “Ho commesso alcuni errori, ma non sono stato vigliacco.
Ho vissuto la mia vita e ho fatto ciò che dovevo fare”
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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settembre DETERMINAZIONE
Una dote del guerriero è saper capire che la forza di volontà e i coraggio non sono la stessa cosa. Il coraggio può attirare paura e adulazione, mentre la forza di volontà richiede pazienza e impegno
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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ottobre CORAGGIO
Viaggiare non è mai una questione di denaro, bensì coraggio.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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novembre SENSO
So soltanto che una vita senza causa è una vita senza effetto.
E non posso permettere che ciò mi accada.
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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dicembre PACE
Il Cammino della Pace sembra una lotta, ma non lo è.
E’ l’arte di aggiungere ciò che manca e togliere quello che è di troppo
L’ALEPH * PAULO COELHO – ISTANTI – Agenda 2012
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Istanti – Agenda 2012 di Paulo Coelho Paulo Coelho |
Stefania settembre 5th, 2011
Mi piace pensare alla vita come a un fiume, con rapide e cascate.
Ci sono periodi in cui tutto sembra scorrere liscio. Sei sulla tua canoa, remi con comodo e ti godi il panorama. Un giorno fluisce nell’altro, risolvi ogni piccolo problema e ti rimane anche del tempo per rilassarti. E poi, gradualmente, la corrente accellera; è ancora possibile farcela, ma bisogna impegnarsi un pochino di più. Successivamente arrivano le rapide e di colpo ogni cosa diventa più difficile. Può trattarsi di un nuovo progetto di lavoro, della malattia di qualche membro della famiglia, di un trasloco oppure di un licenziamento. Quale che sia la ragione, in questi momenti governi faticosamente la canoa, lottando per restare a galla. La mattina ti svegli con la sensazione di essere già in ritardo e ogni giorno diventa una folle corsa contro il tempo per portare a termine gli impegni. E poi le rapide si fanno più veloci e tu continui ad avanzare in quella direzione. Tu “devi”, “sei costretto”, “non hai altra scelta”. Vai avanti, avanti, avanti. E in lontananza senti già lo scroscio della cascata e ti convinci che la tua unica possibilità sia remare con più vigore. Devi superare quelle rapide, in un modo o nell’altro, e cercare di metterti in salvo. Altrimenti, la cascata ti trascinerà con sé.
Nicholas Sparks, Tre settimane un mondo
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Tre Settimane, un Mondo Nuova edizione Nicholas e Micah Sparks |
Ombra agosto 24th, 2011
Il tempo, si sa, vola a volte veloce come un uccello, a volte scivola lento come un verme, ma la sensazione migliore per l’uomo sta nel non accorgersi nemmeno se il tempo stia trascorrendo piano o in fretta.
***
In un angolo remoto della Russia c’è un piccolo cimitero di campagna, triste come tutti i nostri cimiteri. Nel fossato che lo circonda l’erba è incolta; le grige croci di legno sono inclinate e marciscono sotto i loro piccoli tetti che
un tempo erano dipinti; le lapidi sono smosse, come se qualcuno le avesse spinte dal disotto; due o tre alberelli spogli fanno una misera ombra e le pecore vagano indisturbate tra le tombe… Ma c’è una tomba alla quale nessuno può avvicinarsi, che nessun animale può calpestare, solo gli uccelli, all’alba, vi si posano a cantare. Una recinzione di ferro la protegge e ai lati s’innalzano due giovani abeti: in quella tomba è sepolto Evgènij Bazàrov.
Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI
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In ogni caso un figlio non può giudicare il padre e tanto meno io potrei giudicare un padre che non ha mai ostacolato la mia libertà
Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI
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«Tu non conosci abbastanza mio padre», diceva Arkàdij.
Nikolàj Petròviè si nascose.
«Tuo padre è un bravo ragazzo», ribatté Bazàrov, «ma ha una mentalità arretrata. La sua canzoncina l’ha già cantata».
Ivan Sergeevič Turgenev * PADRI E FIGLI
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La vita dell’uomo è appesa a un filo con sotto una voragine che si può spalancare in ogni istante, e, nonostante tutto, è l’uomo che si procura da solo ogni sorta di dispiaceri, che si rovina con le proprie mani
Chiara agosto 19th, 2011
Siamo come candele accese. Il rosso della fiamma non è l’unico colore, ma solo il più esterno e visibile. Ci sono anche il giallo e il blu: alla base, intorno allo stoppino. Allo stesso modo in noi convivono tre livelli di “combustione”: il rosso delle passioni all’esterno, il giallo delle emozioni e, alla base, il blu dello spirito. Chi passa la vita a inseguire passioni per provare emozioni fa una cosa molto vitale, ma insufficiente ed è per questo che rischia di rimanere sempre inappagato. Per trarre dai sensi tutto ciò che possono darti, occorre lavorare sullo strato più profondo e nascosto. Imparare a cercare risposte all’interno e non all’infuori di te. Altrimenti sarai sempre vittima delle circostanze e degli ondeggiamenti emotivi altrui.
Massimo Gramellini, da “Cuori allo specchio”
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Cuori allo Specchio Massimo Gramellini |
Stefania agosto 17th, 2011
“Chi regala le ore agli altri vive in eterno”.
Alda Merini, aforismi e magie
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Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dai suoi sogni.
Alda Merini, aforismi e magie
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L’uomo impara sempre a vivere quando è troppo tardi.
Alda Merini, aforismi e magie
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I figli si partoriscono ogni giorno.
Alda Merini, aforismi e magie
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Se avete molto caldo prendete un ramoscello di follia e piantatevelo negli occhi.
Alda Merini, aforismi e magie
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Il poeta non rigetta mai le proprie ombre.
Alda Merini, aforismi e magie
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Chi tace spaventa.
Alda Merini, aforismi e magie
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Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Alda Merini, aforismi e magie
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L’aforisma è il sogno di una vendetta sottile. L’aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica. Chi fa aforismi muore saturo di memorie e di sogni ma pur sempre non vincente né davanti a Dio né davanti a se stesso né davanti al suo puro demonio.
Alda Merini, aforismi e magie
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La poesia è la pelle del poeta.
Alda Merini, aforismi e magie
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Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.
Alda Merini, aforismi e magie
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Nessuno rinuncia al proprio destino anche se è fatto di sole pietre.
Alda Merini, aforismi e magie
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Niente è più necessario di ciò che non serve.
Alda Merini, aforismi e magie
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Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.
Alda Merini, aforismi e magie
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Ogni male ha il suo colpo di ritorno.
Alda Merini, aforismi e magie
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Aquila Felice agosto 4th, 2011
L’amicizia è una preziosa carezza di cui non puoi fare a meno. [Sergio Bambarén – Serena]
Passionevolo agosto 1st, 2011

” … Agisci! Fallo lentamente, ma non lasciare che il tuo tempo prezioso ti sfugga, oppure la tua mente potrà giocarti dei brutti scherzi… ”
La rosa di Gerico, Sergio Bambarén
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Soltanto un sorriso può trasformare un giorno triste fino ad accenderlo di luce e di colore.
Trova quella cosa che ti faccia sorridere di cuore.
La rosa di Gerico, Sergio Bambarén
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La persona più felice non necessariamente è colei che ha il meglio di ogni cosa è piuttosto quella che fa del suo meglio con quanto le capita sul suo cammino.
La rosa di Gerico, Sergio Bambarén
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Ombra luglio 19th, 2011
Dio è un grande intervallo.
Ma fra che cosa e che cosa?
Fra ciò che dico e ciò che taccio?
esisto? Chi è che mi vede?
Sono il mio errore… e l’alta colombaia
sta intorno alla colomba,
oppure al fianco?
***
Dio non ha unità
come potrei averla io?
***
l’abisso è il muro che io ho
Essere io non ha misura
***
Per la Pianura senza sentieri
giunge il cavaliere.
Cammina in pace e piano piano
con paura di Nessuno
***
L’assenza di Dio è un dio anh’essa.
***
Il Fato destina estraneo al bene e al male
***
Prendimi, oh notte eterna tra le braccia
e chiamami tuo figlio.
***
Mi raccontai nell’ombra, senza trovarmi un senso…
***
Tutto, anima mia, ha un altro senso,
anche l’avere un senso
***
FERNANDO PESSOA – POESIE ESOTERICHE
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Pagine Esoteriche Ferdinando Pessoa |
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Testo originale a fronte
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Ombra luglio 11th, 2011
Se lei se ne va, io resto una maniglia senza porta.
montedidio, erri de luca
mayraglouis giugno 30th, 2011
“…L’Io costruito attraverso il bisogno del riconoscimento dell’altro è un MURO che m’impedisce di vedere CHI SONO, che mi indica un POSTO che debbo occupare, che mi priva di ogni libertà. Così, succube della mia “falsa identità”, mi affanno ad avere sempre più successo, più potere, più stima, più amore, diventando sempre più lo specchio delle attese degli altri e sempre meno me stesso…
La mia “falsa identità” mi pone sempre in balia del giudizio altrui.
Nella falsa identità non percepisco più il mio valore in funzione della mia “unicità”, ma in funzione di ciò che gli altri pensano di me; così mi adopero ogni giorno per accaparrarmi la loro stima e più mi affanno in questa direzione più perdo irrimediabilmente me stesso.
Diventare MIGLIORI, cercando di trovarci SUPERIORI, è un modo per alimentare il nostro senso d’inferiorità.
La falsa identità, infatti, ci pone nelle condizioni di sentirci sempre in ansia, sempre inadeguati, e per questo di dovere avere sempre bisogno di qualcosa che ci manca, di dover possedere sempre tutto e di più, di dover controllare ogni cosa diventando refrattari al rischio di incontrare il senso delle cose che ci accadono.
E’ in relazione a questo bisogno di controllo e consenso che l’ansia di piacere e com-piacere prende strada, che prende strada l’idea che affermarmi per quello che sono diventa un rischio impossibile e che è molto meglio nascondermi,piuttosto che esporre i miei desideri e le mie intenzioni.
La mia falsa identità mi appella affinché sia SPECIALE, quando in realtà sono già UNICO, e questa tensione a raggiungere l’eccezionalità diventa fonte d’infelicità e di stress.
Nella nostra UNICITA’ nulla dev’essere guadagnato e ricercato affannosamente, poiché tutto è già in nostro potere.
Non dobbiamo dipendere da alcunché e da chissà chì, e neppure dobbiamo cercare chissà che cosa, poiché ogni cosa che conta già ci appartiene.
Ma quando la nostra identità non è il riflesso della nostra unicità, ma si affida alla manipolazione del giudizio altrui, allora diventiamo vulnerabili o predatori, consumisti od avari, sospettosi e gelosi, fragili, incapaci di perdonare, egoisti e pretenziosi, cinici e capricciosi, cosicché ogni volta che un qualcuno non soddisfa i nostri desideri, ci sentiamo offesi ed inveiamo contro di lui.
Quando ci sentiamo offesi non è la nostra PERSONA a sentirsi offesa, ma è
L’IDEA CHE CI SIAMO FATTI DI NOI E CHE, NELLA PRETESA NARCISISTICA, VORREMMO CHE L’ALTRO CONDIVIDESSE.
Da qui l’intolleranza, i conflitti di potere, lo sforzo quotidiano di piacere e compiacere, il bisogno compulsivo di successo, di denaro, di bellezza, come condizioni indispensabili per sentirci AMATI ED APPREZZATI…”
Tratto da “Il coraggio di scegliere” Franco Nanetti
Accetto me stessa completamente, pur volendo cambiare aspetti di me.
Accetto gli altri come sono, senza volerli cambiare per soddisfare i miei bisogni.
Ho coscienza dei miei sentimenti e atteggiamenti in ogni aspetto della mia vita, compresa la sessualità.
Ho caro ogni aspetto di me: la personalità, l’aspetto fisico, le convinzioni e i valori, gli interessi e le mie capacità. Valorizzo me stessa piuttosto che cercare una relazione che mi dia valore.
La mia autostima è sufficiente a permettermi di godere della compagnia di altri, soprattutto uomini, che vanno benissimo come sono. Non ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me per sentirmi meritevole.
So che una relazione per poter funzionare, deve avvenire tra persone che condividano simili valori, interessi e obiettivi, e abbiano la capacità di vivere un rapporto intimo. So anche che merito il meglio che la vita ha da offrire!