Tutte le lettere d’amore sono ridicole.
Non sarebbero lettere d’amore se non fossero ridicole. [...]
(Ma dopotutto solo coloro
che non hanno mai scritto
lettere d’amore sono ridicoli.) Fernando Pessoa, Tutte le lettere d’amore
Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta.
Si è anche felici, di cose del genere. Felici.E potrebbero non finire mai. Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac.
Senza nessuna ragione, si rompe d’improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,
ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell’altro sei tu. Alessandro Baricco, da “Oceano Mare“
Come fu bello, e come fu grande la nostra passione.
Così grande che le cellule del mio corpo ne sono ancora imbevute,
come una spugna che conserva l’acqua marina che la nutrì.
Perché dopo, mia cara, è stata solo acqua dolce,
spesso dolciastra, e che senso ha, mi chiedo,
vivere ancora senza che nessun sale ravvivi il mio palato? Antonio Tabucchi, da Si sta facendo sempre più tardi
Eccola che se ne va, impavida e la sua natura, torna al suo vecchio viaggio, il biglietto non e perso. Eccola che se ne va, in un vagone di ferite da rimarginare, dovrai far rinascere quel giardino, dove ammiravi, il riflesso della tua anima. Ardimentosi saranno i tuoi gesti e la tua mano? Eccola che se ne va, distanze trasandate mi attendono, ogni minima attenzione si è disciolta, anche la piu’ folle è svanita. Eccola che se ne va imparerà a contemplare il nuovo giorno.
Sarei già andato lontano,
tanto lontano quanto è grande il mondo,
se non mi trattenessero le stelle
che hanno legato il mio al tuo destino,
così che solo in te posso conoscermi.
E la poesia, i sogni, il desiderio,
tutto mi spinge a te, alla tua natura,
e dalla tua dipende la mia vita.
Precipitoso e lieve
il tempo ci raggiunse.
Di fuggevoli istanti ordì una storia
ben chiusa e triste.
Dovevamo saperlo che l’amore
brucia la vita e fa volare il tempo.
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei…sostanza dei sogni…
“…le ragioni del cuore sono le più importanti,
bisogna sempre seguire le ragioni del cuore,
questo i dieci comandamenti non lo dicono,
ma glielo dico io, comunque bisogna stare con gli occhi aperti,
nonostante tutto, cuore, sì, sono d’accordo,
ma anche gli occhi bene aperti…”
Possibile che quel lui, nel quale un esibito sarcasmo nasconde in realtà un’incurabile malinconia, e quella lei così generosa e appassionata non potessero più incontrarsi, quasi come se l’autore avesse voluto prendersi gioco di loro e godere della loro infelicità?
Gli disse che l’amore era un sentimento contro natura, che dannava due sconosciuti a una dipendenza meschina e insalubre, tanto più effimera quanto più intensa.