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LA MENTE E I BRUTTI SCHERZI

luglio 30th, 2014

Spesso la mente gioca brutti scherzi, scatena paure, tristezza, ansia e brutti pensieri, anche se intorno a noi non esiste nulla di tutto questo!

Non ascoltiamoci ogni volta, spesso mentiamo a noi stessi, dobbiamo andare verso l’obbiettivo fregandocene del mondo e del nostro essere…

(Ejay Ivan Lac)

neurone1

IL POTERE PIU’ GRANDE

luglio 30th, 2014

Il potere più grande è quello di imparare a conoscere se stessi, per poi imparare a conoscere gli altri, riuscire a conoscere l’essere umano nella sua forma e nel suo pensiero!

Capisci i suoi sbagli, perché deve imparare, e se sei in grado di sistemare la sua mente aprirai anche le tue strade più segrete!

(Ejay Ivan Lac)

la_mente_umana_e_un_abisso

 

UCCIDERE IL PASSATO

luglio 30th, 2014

Ho ucciso il mio passato, l’ho chiuso dentro ad una porta con tutte le sue persone dentro, e gli ho dato fuoco…

Per far spazio ai miei sogni!

(Ejay Ivan Lac)

FIAMME

 

E SE MENTRE…

luglio 30th, 2014

E se mentre guardi la televisione, sei distratto da altro… Sei fottuto!

Se mentre tiri su un grosso respiro, e senti qualcosa di strano… Sei fottuto!

Se cammini per casa, esci, corri, ti muovi per scaricare adrenalina, e sei comunque nervoso… Sei fottuto!

E se per ogni piccolo suono, anche diverso dal solito tiri fuori il tuo cellulare…

Sei completamente fottuto!

(Ejay Ivan Lac)

uomo-innamorato

FRASI SUI PAPAVERI

luglio 27th, 2014

papaveri

 

Dormi sepolto in un campo di grano | non è la rosa non è il tulipano | che ti fan veglia dall’ombra dei fossi | ma sono mille papaveri rossi.
Fabrizio De André
***

Il fiore di papavero è generoso.
Kurt Cobain

***

io sono il piccolo papavero,
vivo nel prato, tra le spighe di grano
sorrido, sorrido, sempre,
anche quando il vento e la pioggia,
cercano di abbattere me..
i bambini mi amano, e io gioco con loro,
sono l’allegria di ogni, prato!

daniela cesta
***

Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, | e tu sei piccolina, e tu sei piccolina, | lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, | sei nata paperina, che cosa ci vuoi far…
Nilla Pizzi

***
Su un campo di grano che dirvi non so, | un dì Paperina col babbo passò | e vide degli alti papaveri al sole brillar… | e lì s’incanto’. | La papera al papero chiese: | “Papà, pappare i papaveri, come si fa?” | “Non puoi tu pappare i papaveri” disse Papà.

Nilla Pizzi
***

In un tempo lontano accadde un giorno che il Sole, mentre camminava
attraverso la volta celeste, cominciò a dolersi dicendo:
“Oh! Questi giorni d’estate sono così lunghi,
e nemmeno una nuvoletta che mi faccia compagnia.
In questi giorni il tempo sembra, non passare mai !

Gli spiriti dell’aria che udirono le sue parole, non sapendo cosa fare,
decisero di chiedere aiuto ai folletti dei boschi.
Questi si riunirono e discussero a lungo, perché era veramente difficile
trovare qualcosa di così bello e sempre nuovo,così da vincere la malinconia del sole.

Pensa e ripensa, discuti e ridiscuti, alla fine tutti si convinsero che non
c’era niente di più bello e vario dei fiori.
“Chiederemo alla terra di inventare un nuovo fiore”, disse uno,
ma il folletto più vecchio e saggio disse:

“Il fiore che doneremo al Sole, in segno di ringraziamento, dovrà essere
un fiore speciale, un fiore nuovo e mai visto, dovrà nascere dai sogni di un bambino”.
Fu dunque deciso. Tutti partirono alla ricerca di fiori, sognati, inventati,
o disegnati dai bambini di tutta la terra.

I giorni passarono e dopo un lungo cercare, si ritrovarono nel cuore del bosco.
Ognuno portava con sé le immagini bellissime dei fiori sognati dai bambini
che avevano incontrato nel loro peregrinare.

Erano fiori grandi e piccoli, umili e sfarzosi, fiori di carta o di seta, fiori di cristallo
o di semplici fili d’erba intrecciati, fiori d’oro o d’argento.
Era veramente difficile scegliere il fiore più bello, tanto che i folletti
cominciarono a discutere e a litigare tra di loro.

Ma ecco, che la porta si aprì lentamente, cigolando, nel silenzio improvviso che
regna nel cuore della foresta: nessuno dei folletti si era accorto che il più
piccolo di loro non era ancora ritornato dal suo viaggio.
Lo videro entrare ancora affannato e stanco per il lungo cammino, e con sé,
non aveva che una piccolissima scatola.

Tutti lo osservarono con curiosità, e pensando che tanta fatica lo aveva portato
a quella scatolina insignificante, scoppiarono in una fragorosa risata.
Ma il più vecchio e saggio, li zittì, chiedendo al piccolo Evelino,
di raccontare per primo la sua storia.

Ancora ansante e un poco intimorito, Evelino cominciò il suo racconto:
“Ho viaggiato nei sogni dei bambini, ed ogni volta credevo di aver
trovato il fiore più bello, così lo raccoglievo e lo portavo con me.
Ma quando lo riponevo nel cesto con gli altri fiori, rimanevo stupito e
guardando il cesto rimanevo incantato e non sapevo più riconoscere il più bello.
Così continuai a cercare, e cercare ancora, e il mio cesto fu presto colmo.

Decisi allora di ritornare, quando un vento dispettoso venne e cominciò a soffiare
e soffiare sempre più forte, finché perduto il mio cammino, turbinando mi portò con sé.
Quando la bufera si placò, mi ritrovai nei pressi di una capanna, sperduta tra i monti.
Qui viveva un bambino molto povero; non aveva i soliti giocattoli
delle vetrine di città, ma era ricco di fantasia e ogni volta sapeva inventare o
creare nuovi giochi, usando sassi, fili d’erba e pezzi di legno.

Lo vidi correre e saltare nel suo piccolo regno, quand’ecco trovò fra l’erba del
prato un foglio di carta leggera che il vento aveva lasciato cadere.
Lo raccolse, lo porto in casa e lo colorò con l’unico pastello che possedeva,
di un bel rosso vivo. Ritagliò i petali delicati e li cucì tra loro con un
sottile filo nero. Ne nacque un fiore così bello, come non ne avevo mai visto.
Lasciai in dono al bambino il cesto con tutti i fiori raccolti, e gli chiesi in cambio
quel suo unico fiore.

Intanto che raccontava, il piccolo folletto aprì la piccola scatola,
e alla vista di quel fiore tanto intenso quanto delicato, tutti rimasero incantati.
Allora il più vecchio disse:”Piccolo Evelino, hai scelto col cuore.
Il fiore che hai portato verrà dato alla Terra, perché lo custodisca,
e possa farlo nascere.
Esso fiorirà nei campi di grano, e tra le spighe selvatiche sul ciglio dei fossi;
mischierà il suo colore a quello del sole, perché sempre si ricordi che nacque
per portare gioia e serenità.”

Quando poi il sole vide il nuovo fiore rosseggiare tra le spighe dorate,
commosso per il dono ricevuto,lo ricambiò donandogli la sua luce.
E ancora oggi, nel tramonto delle sere d’estate, i papaveri,
come fiammelle accese, portano memoria di quel tempo che fu.

Marco Giussani
***

Chiazze di rosso
fra campi di grano..

ondeggiano papaveri
lunghi esili steli
dondolano corolle
di purpurea seta.

Par sussurrino
al vento
passione ed ardore
invitano gli amanti
ad amarsi finchè c’è tempo,
di non perdere l’occasione.

Ma al cuore, ferito d’amore,
ben altro è il lor significato…

fior della consolazione
il papavero è anche chiamato
per aver alleviato
con il sonno
di Demetra, la disperazione
sopendone il dolore.
LM Citarei

Voi ce l’avete presente quelle donne lì…

luglio 25th, 2014

Voi ce l’avete presente quelle donne incazzate con il mondo, quelle che si sono annullate, quelle che hanno rinunciato ad essere donne, quelle che sono diventate mamme, e ci sono rimaste, quelle che hanno abbandonato i trucchi, quelle che hanno amato l’altro senza mai amare se stesse, quelle che la vita l’hanno donata e sono andati in tilt per amore, quelle che hanno avuto sempre la paura di essere troppo poco, quelle dalle foto mai ritoccate, quelle vere, quelle che non sono mai interessanti, mai belle, quelle che vivono in un mondo studiato, costruito, calcolato, quelle che non riflettono mai cos’è l’amore, quelle che hanno amato con la necessità di capire quanto gli altri possano essere felici, senza convincere di farglielo credere, quelle che escono una volta all’anno a fare shopping, e tornano a casa senza aver comprato niente per loro, quelle che amano e non parlano mai d’amore, ma l’amore lo possono insegnare, voi ce l’avete presente quelle donne lì, quelle che sono state fregate, quelle che sono diventate invisibili, quelle che hanno spiato la parola whatsapp e pensavano che il marito fosse interessato alla lavatrice, quelle che hanno tentato di adeguarsi, quelle che poi si sono sentite tonde, perchè il falso sporca le cose vere, quelle incazzate, quelle belle, quelle che ancora si chiedono. Dove ho sbagliato….

Talvolta il mondo ci appare così grande

luglio 25th, 2014

mondo malinconia

Talvolta il mondo ci appare così grande che diventa difficile per noi riuscire ad abbracciarlo. Si porta via tutte le cose sicure. Ci sentiamo allora piccoli come un seme, o sabbia su una spiaggia.

“Così diversa da me”, S. Fletcher

LA LINEA CHE DIVIDE

luglio 24th, 2014

Esiste una linea sottile che divide quel che è ora a quel che sarà domani, basta solo un soffio per capovolgere questa linea…

(Ejay Ivan Lac)

images

PAURA DI NON FARE PAZZIE

luglio 24th, 2014

Le persone hanno sempre paura a fare qualche pazzia, io al contrario ho paura a non farla!

(Ejay Ivan Lac)

pazzie

 

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