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L’amore negato..

dicembre 7th, 2016

Bisogna essere predisposti all’amore.
Bisogna vivere come se qualcuno ci venisse incontro per un abbraccio. Se non lo siamo,
ogni volta daremo sempre la colpa a qualcosa a qualcuno, dell’essere indelicati, di muoversi come elefanti in una stanza di cristalli, ma in realtà siamo noi gli artefici del rifiuto, del non posso, sfoghiamo le nostre frustrazioni interni perché non ci è permesso amare l’istante, il momento. Si arriva a un punto nella vita che Amare diventa un lusso che non possiamo più permetterci, e come un cappotto che ti scalda, che ti veste la pelle e poi, lo lasci in vetrina. E allora viviamo come se non ci fosse più tempo, come se quello passato deve essere recuperato, e quando ci innamoriamo dall’amore pretendiamo tutto, lo vogliamo subito, come se fosse una bambola su uno scaffale che non ci viene comprata, un capriccio. Invece sono i passi, le corse, le attese che fanno i percorsi, sono le strade lunghe, le curve e le buche che portano gli abbracci. Chi non ha tempo in amore non avrà nemmeno il tempo di amarlo, ti lascerà un addio, impulsivo, frettoloso, perché non si sentirà capito e compreso, perché vorremmo essere amati lì, in quel momento. Chi rifiuta l’amore per i suoi mille motivi, porta solo solitudine, rompe come quel elefante la sensibilità altrui. Bisogna essere predisposti all’amore, perché l’amore è come quando cerchi di avere un figlio, se lo decidi a tavolino troverai mille complicazioni, mille preoccupazioni, e alla fine rimandi ciò che l’amore stesso desidera, vuole. E allora io non credo in quei non posso, non credo a quelli che ti dicono che non è il momento, e come chiudere una porta e consegnare le chiavi all’amore stesso, e poi, farsi guardare in una stanza al buio, fissando il soffitto. L’amore che bussa, chiede il permesso e non trova risposta..

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A cuore aperto

dicembre 6th, 2016

A cuore aperto, nella notte
e il vento contro come botte
di immagini gli occhi pieni,
nei miei pensieri i tuoi respiri.
Sguardi, sbagli
che se fosse facile interpretarli
che se fosse facile abbandonarsi
e poi fuggire senza rimorsi
senza più morsi.

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L’incoerenza

novembre 29th, 2016

Dio benedica le persone incoerenti, quelli che ti dicono che ci saranno sempre e poi, e poi durano come i fuochi d’artificio. I maghi delle promesse, gli illusionisti, quelli che possono dire tutto è non vogliono sentirsi dire mai niente, la categoria che ti accarezza con le unghie, che ti augura una buona vita e con essa ti mette in cantina, come i giocattoli rotti. Non è facile essere incoerenti, ci vuole dedizione, bisogna applicare quel lato egoistico e invisibile che passa tra la coerenza e la rassegnazione. Il mondo e delle pecore travestiti da lupi, e di quelli che vogliono farti sentire sbagliato.
E allora Dio benedica tutte quelle persone che non stanno bene con se stesse, quelle che vogliono venderti il mondo sbagliato, il loro, quelle che hanno preso una strada e strada facendo si sono persi. Strumentalizzati. Passati di moda cercano ancora la supremazia. Gli studiati. Quelli del, ma tu lo sai che io. E infatti io non voglio sapere, voglio comprendere il perché si diventa incoerenti, voglio comprendere perché le persone debbano essere “bersaglio” delle scelte degli incoerenti. Brutta storia quando ti devi inginocchiare al passato delle persone, come se ti appartenesse, come se gli sbagli degli altri ad un certo punto fossero i tuoi, uno scambio che ti viene venduto al saldo, a volte regalato. E allora Dio benedica l’incoerenza, perché in essa c’è tutta la voglia di essere diversi. Amen.

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Il passaggio tra la vita e la morte..

novembre 28th, 2016

Io lo visto il passaggio tra la vita e la morte. La prima volta avevo dodici anni, mia madre in un letto che mi raccontava che doveva partire, mi raccomandava di studiare, di non fare il teppista, forse perché ero un randagio.
Raccomandazioni che fanno tutte le mamme quando esci di casa, quando poi torni e magari ti becchi quel rimprovero per non aver ubbidito, ma io sapevo che quella partenza era senza ritorno, ed è la “bugia” più bella quando chi ti ha dato la vita fa di tutto per farti rimanere in vita. La partenza, come se ti desse una speranza. Il ritorno. Io lo baciata la vita eterna, era bianca come una statua e fredda come il ghiaccio, ma sorrideva, era piena di pace, io ho baciato la morte senza anima, questo siamo noi, un corpo in prestito con l’anima altrove, e io, ho visto il passaggio tra la morte e la vita, si, tra la morte e la vita. Questa è la morte, la morte siamo noi che calpestiamo la terra, siamo solo dei morti viventi, abbiamo l’odio e il rancore, amiamo e vogliamo esserlo, siamo schiavi di un corpo che diventa cenere, la bellezza, quella pelle in superficie che affascina seduce come il diavolo, e poi, non siamo in grado di amare l’anima incastonata, la amiamo sempre alla fine, quando lascia il corpo. Io non ho paura del ritorno, sono certo che esiste davvero, non è chi lascia la terra che dovrà ritornare, ma chi la calpesta, alla fine si torna a casa, prima dopo, non ha importanza, non si piangono i morti se così vogliamo chiamarli, me lo disse mio fratello, quando mi chiamarono e mi dissero, venga subito, sta peggiorando, e allora parlammo, tra noi c’era sempre stato un bel rapporto, gli tenevo la mano, e lui. Da, è finita, sto morendo, io sorridevo con le lacrime nello stomaco, ma finiscila va, e lui mi raccontava di quella volta da piccoli, mi raccontava della sua vita sdregolata, io quando lo prendevo a calci in culo stava bene, Non mi sembrava il caso di farlo ancora, gli ho solo detto, noi siamo quello che facciamo, la vita alla fine ti presenta il conto, lo scontrino, tu hai scelto di vivere così, ed io ti rispetto per come hai vissuto, il male non lo hai fatto a me, ma a te stesso. Quella sera parlammo, come due vecchi amici, sapevo che non superava la notte, lui mi disse ti voglio bene Da, ed io, ahahah, ma finiscila, comunque anch’io ti voglio bene, non ce lo avevamo mai detto, e penso che quel ti voglio bene era rivolto a tutte quelle persone che lui non aveva avuto modo di amare. I dottori sono andati via, io parlavo e lui con gli occhi aperti mi ascoltava, non so se riusciva a sentirmi ancora, alla fine fece un bel respiro e si fermò tutto, sorrideva, gli chiusi gli occhi e le dissi, salutami la mamma, e dai una pacca sulla spalla al papà. In quelle ore ci siamo voluti bene veramente, ci siamo amati l’anima, forse è così che bisogna vivere, anzi, e così..

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L’ultima volta..

novembre 18th, 2016

È arrivato il giorno dove uno di noi dovrà andarsene, dovrà salutare come se fosse un arrivederci, è arrivato il giorno dei ringraziamenti, delle scuse, dei rancori per non aver detto o per non aver fatto. Si sapeva, lo sapevamo già, uno di noi doveva andar via, è la vita amore mio, come una giornata meravigliosa di sole che finisce e poi lascia il posto al buio, alle stelle, alla luna. È arrivato il giorno dove bisogna partire, come se si aspettasse l’ultimo treno della giornata, che fa capolinea, senza ritorno, il giorno dei saluti, e ti prego, tira via quelle gocce dagli occhi e lasciami un sorriso, il tuo, quello più bello, vestiti di bianco come una sposa, come quel giorno come quel sogno, così io possa portarmi con me la felicità tra le nuvole.
È arrivato il giorno, il mio, con la felicità di averti conosciuta amata e apprezzata, ringrazierò Dio per averti messo tra i miei passi, tra le mie braccia.
Ti ho lasciato delle foto, una canzone, una passeggiata e un migliaio di momenti, prendine uno al giorno come se fosse un salvadanaio e portami ancora con te, nei posti che siamo stati e anche in quelli che non siamo andati.
E arrivato il giorno dove i compleanni saranno anniversari, e le torte lasceranno il posto a dei fiori che non ne sentirò il profumo, non so se ci rivedremo ancora, ma sono sicuro che da qualche parte noi esisteremo sempre

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Chissà dove siamo in certi momenti..

novembre 13th, 2016

Chissà dove vanno a finire gli amori che non ce l’hanno fatta, se in quelle strade calpestate insieme mano nella mano, o in quel posto dove fu il primo bacio, la prima volta. Chissà se gli innamorati che sono diventati “estranei” si fanno abitare dai silenzi, dai rancori o dalla nostalgia. E chissà se i percorsi pur lontani e diversi accarezzano ancora la mente o il cuore, come quei ricordi inaspettati che sfiorano, di cosa starà facendo adesso, se il suo destino è migliore di quello che avevamo immaginato insieme.
Come è strano l’amore, un attimo è per sempre e l’altro diventa un tempo da ripassare, da ricordare di come abbiamo amato persone che non ameremo più”
Non so dove vanno a finire gli amori che non ce l’hanno fatta, ma è proibito pensare che non esistono più dentro di noi, perché l’unica cosa che non muore mai, è l’amore, e quel sentimento forte che vive di debolezze e di sbagli, e quel paradiso che comunque vada ci ricorda che siamo stati “vivi”

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L’Italia sarà sempre unita..

ottobre 31st, 2016

Questa è l’Italia, quella che da Nord a Sud si preoccupa per le amicizie, senza bandiere, senza sentirci migliori dove siamo nati, per quella vista mare o per quei monumenti importanti. Noi che a mezzogiorno davanti ad un piatto di pasta senza un lampadario che dondola ci sentiamo “fortunati” e sfortunati allo stesso tempo. Questa è l’Italia, che chi non trema con la terra ha il tremolio nel cuore, per quel paesino che non conosciamo, per chi non ha più una casa, per quelle persone che pur non abbiamo mai abbracciato ma in un modo o nell’altro abbiamo sempre sentito vicini, con quel buongiorno, con quel like, con quei pensieri diversi dai nostri a riempirsi ogni giorno un piccolo pezzo di vita, e noi qui, un po’ distanti a tremare con loro e pregare un cielo che la terra si fermi..

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Uomini…

ottobre 29th, 2016

Quando ero piccolo mio nonno mi diceva sempre, Davide, ricordati sempre che nella vita esistono tre tipi di uomini, ci gli uomini gli uominicchi e i quaquaraquà. E io pensavo, ma chissà come fanno gli uomini a fare quaquaraquà, chissà come sono gli uominicchi. Poi crescendo e conoscendo gli uomini le parole di saggezza ascoltate mi rimbalzavano in testa quando trovavo persone nel mio cammino che uomini lo erano solo nella carta d’identità, e quanti ne ho visti cambiare strada solo perché mi dovevano soldi, quanti con una mano mi aiutavano a risalire e con l’altra mi spingevano nel burrone, quanti uominicchi ho conosciuto e quanti quaqaraqa’ ho visto acquistare dignità con la pelle degli altri.
Caro nonno, lo sai tuo figlio cosa mi diceva? Che se sbagli nella vita devi saper chiedere scusa, perché un vero uomo nella vita deve sempre prendersi le sue responsabilità,
e se non sbagli devi chiederlo due volte, una a te stesso e l’altra per non aver capito l’uominicchio che avevi di fronte.
Quando mi dicevi che nella vita non si finisce mai di imparare io non ci credevo mai, pensavo che ad un certo punto la vita avesse una fine, come i libri studiati a memoria, ogni tanto da ripassare, e invece ogni giorno c’è da imparare, da capire, il conto da pagare anche se non è tuo, ma poi penso sempre a cosa mi diceva mio padre, Davide, uomini non lo si diventa, uomini si nasce, ricordati che chi nasce tondo non può morire quadrato, e allora visto che mio nonno e mio padre sono aldilà delle nuvole, io continuo ad asfaltarmi sempre il mio pezzo di strada, senza più consigli ma con tanti valori sulle spalle, gli stessi che mi hanno sempre aiutato a riconoscere il fango dall’oro, continuo così perché la mattina mi piace guardare i miei figli con orgoglio, continuo così perché io allo specchio mi guardo negli occhi, continuo così per la mia strada anche se non mi porta in alto, la stessa strada dove ho sempre trovato più dignità in un senzatetto che in una giacca e cravatta o in un sorriso “amichevole”
Perché uomini in fondo lo siamo tutti, ma con i coglioni lo siamo in pochi..

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Impronte..

ottobre 27th, 2016

Imparate a rimanerci male, a piangere perché non ve lo aspettavate, a stringere i pugni,
non fate i duri con le parole, non fate neanche i felici spensierati, i soddisfatti, non si guarisce mostrando il sorriso con l’anima a pezzi, le persone feriscono, le persone deludono, le persone mancano. Imparate ad essere onesti prima che con gli altri con voi stessi. Nessuno è per sempre, le persone se ne vanno, e alcuni se ne sono già andati nel mentre vi sono accanto. Imparate ad amare un sorriso che non dura mai più di cinque secondi, noi siamo pieni di impronte, quelle che ci ha lasciato il mondo, quelle che ci sfiorano e ci fanno bene, quelle che ci sfiorano e ci fanno male, e rimangono per sempre. Imparate ad essere liberi, che state bene o state male..

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